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Posts Tagged ‘saldi’

Consumatori su saldi: previsioni Confcommercio trascurano l’effetto sconto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

saldiSecondo la Confcommercio, è in aumento la percentuale di italiani che acquisteranno durante i saldi invernali 2018: 61,4% contro i 58,5% dell’anno scorso.”Vedremo se le intenzioni di acquisto si tradurranno in acquisti veri. Lo speriamo, ma il rischio è che la decisione dei commercianti di abbassare la percentuale di sconto, iniziata dopo la leggera ripresa dei consumi, potrebbe deludere i consumatori, rivelandosi controproducente. Insomma, in questa previsione si trascura l’effetto promozionale dello sconto, quello effettivo, non quello pubblicizzato nelle vetrine, spesso gonfiato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come attestato in modo incontrovertibile dai dati Istat, dopo il record degli sconti registrati nel gennaio 2015, pari al 23,4% per la voce Abbigliamento e calzature, è iniziata una riduzione dei ribassi, arrivando lo scorso inverno a -21,7%. Se verrà mantenuto questo trend, quest’anno ci sarà un abbassamento dei prezzi del 21,3 per cento” prosegue Dona.”I commercianti fanno ancora in tempo a cambiare idea, smentendo le nostre previsioni e aumentando gli sconti, visto che nella gran parte delle regioni i saldi iniziano domani” prosegue Dona.Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, infatti, che ha analizzato le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno uno sconto del 21,3%, gli Indumenti del 23,7%, il solo Abbigliamento del 21,3%. Ribassi ancora inferiori per le Calzature, i cui prezzi scendono del 21%, e per gli Accessori (guanti, cravatte, cinture…), -12,7%, in attenuazione rispetto al precedente -13,1%.”I dati Istat ci confermano che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi. Ma il consumatore ora è molto più attento rispetto a qualche anno fa: guarda al prezzo effettivo da pagare e alla reale convenienza, va qualche giorno prima a controllare a quanto ammonta il prezzo pieno. Insomma, non si fa più incantare da ribassi improbabili ” conclude Dona.

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Saldi: commercianti alzino sconti. Sconti anticipati? Li fanno tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

saldi“Per i saldi di domani, chiediamo ai commercianti di alzare gli sconti e di non confermare l’andamento al ribasso che l’Istat ha registrato dai saldi invernali del 2015 a quelli del 2017. Se, infatti, fosse confermato questo trend, Abbigliamento e Calzature segnerebbero un abbassamento dei prezzi del 21,5%, ben lontani dal record raggiunto nel gennaio 2015, pari al -23,4%, l’Abbigliamento passerebbe dal -23,4% al – 21,8% e le Calzature dal -23,6 a -21,3 per cento”. afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Solo per gli accessori (guanti, cravatte, cinture…) si registrerebbe un incremento degli sconti. Chiediamo, quindi, ai commercianti di smentire le nostre previsioni! Sono ancora in tempo a rifare i cartellini con il prezzo nuovo e la percentuale di sconto” prosegue Dona.”Quanto agli sconti anticipati denunciati da Confcommercio, non conosciamo un commerciante che ai consumatori che si sono presentati in questi giorni per fare acquisti, dicendo torno per i saldi, non abbia risposto: glielo sconto ora!” conclude Dona.

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Saldi: sconti in calo, -21,5% per Abbigliamento e calzature

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

saldiSabato prossimo, 1° luglio, iniziano i saldi. Si prevedono sconti in leggera discesa rispetto a gennaio, salvo per l’Abbigliamento.Secondo la stima dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno un abbassamento dei prezzi del 21,5%, in diminuzione sia rispetto a gennaio 2017, -21,7%, sia rispetto a luglio 2016, -22,1%, e lontani dal record raggiunto nel gennaio 2015, -23,4%.L’Abbigliamento, con un abbassamento dei prezzi del 21,8%, registra un ribasso leggermente superiore rispetto a questo inverno (-21,7%), anche se inferiore alla scorsa estate (-22,3%). All’interno di questa voce, spicca lo sconto degli Indumenti, -23,9%, la riduzione maggiore per quest’anno.Ribassi inferiori per le calzature, i cui prezzi scendono del 21,3%, stabili rispetto a luglio 2016 ma in tenue flessione rispetto a gennaio 2017, -21,4%, o al record toccato nel 2015: -23,6%.Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con una diminuzione dei prezzi del 14,6%, in rialzo rispetto ai saldi invernali (-13,1%) ma in attenuazione rispetto al record del luglio 2016 (-15,5%).
“Dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori emerge che dopo i ribassi record registrati nel gennaio 2015, i commercianti, a fronte di una leggera ripresa dei consumi, hanno iniziato a diminuire gli sconti, anche se con un andamento altalenante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I dati Istat ci confermano inoltre che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivamente praticati” prosegue Dona. “Insomma, l’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati. L’ideale, in questi giorni che precedono i saldi, è di andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandosi il prezzo. Si potrà così verificare lo sconto reale e, alla partenza dei saldi, andare a colpo sicuro a prendere quello che piace, evitando inutili code” conclude Dona.

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Saldi: sconti record del 23,5% per l’abbigliamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

saldiSi prevedono sconti record per la voce Abbigliamento: -23,5%. E’ questa la stima dell’Unione Nazionale Consumatori che ha analizzato gli sconti effettivamente praticati dai commercianti dal 2011 al 2016 secondo le rilevazioni dell’Istat e stimato il trend per quest’anno.
L’Abbigliamento, con un abbassamento dei prezzi del 23,5%, registra il ribasso invernale più alto mai registrato per questa voce dal 2011 ad oggi, anche se inferiore rispetto a quello degli Indumenti, che segna la riduzione dei prezzi maggiore per questi saldi invernali: -24,9% (il primato si è toccato nel 2015: -25,4%). Sconti inferiori per le calzature, i cui prezzi scendono del 23,2%, in rialzo rispetto all’anno precedente (-23%) ma in flessione rispetto al record toccato nel 2015: -23,6%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con un abbassamento dei prezzi del 13,9%, anche se si eguaglia il primato raggiunto nel 2016.
“Dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori emerge che sarà un’annata di buoni sconti rispetto a quelli registrati in passato. In ogni caso, ben diversi da quelli solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, gonfiati e ben lontani da quelli ufficialmente rilevati dall’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, l’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, permane. Per questo suggeriamo di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati” conclude Dona.

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Saldi, budget medio di 250 euro per famiglia, 1 su 4 compra online

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

saldiNon più di 250 euro per famiglia, pari a circa il 10% del reddito mensile disponibile. Questa è la somma destinata, in media, all’acquisto di capi a saldo, secondo le previsioni dell’Adoc. Spesa in leggera crescita rispetto allo scorso anno, anche se sempre contenuta.
“La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 250 euro, secondo le nostre previsioni – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 25% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online. Un dato che non sorprende, vista la crescita esponenziale dell’e-commerce. Che, ricordiamo, è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Crediamo sia opportuno che anche i negozi fisici possano adottare questa soluzione, offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti.”
Per Adoc anche quest’anno i piccoli esercizi continueranno a soffrire gli effetti della crisi. “I saldi sono un momento favorevole per le grandi catene commerciali, che spesso operano in franchising, ma per i piccoli esercizi, soprattutto se dislocati nelle periferie, i guadagni non sono alti – continua Tascini – ad ogni modo, dobbiamo sottolineare che continuano le “storture” di mercato. Circa il 20% degli esercizi, come di consueto, cerca di essere più furbo degli altri e “anticipa” il periodo dei saldi, lanciando promozioni dirette, via sms o email, ai propri clienti o camuffando gli sconti con liquidazioni e svendite. Questi “trucchetti” minano pesantemente la fiducia dei consumatori verso i commercianti e penalizzano fortemente gli esercenti onesti, che puntano sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte”.

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Saldi: Il trionfo dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

saldiSi avvicina la cosiddetta stagione dei saldi ed ecco che in tanti -specialmente i comunicatori mediatici attenti ai propri contratti pubblicitari- ci vogliono far credere che e’ un buon momento per le occasioni, che altrimenti…… Altrimenti cosa? E’ qui il succo del problema… Altrimenti, niente! Perche’ gli sconti che ci dicono esserci in occasione della stagione dei saldi, li troviamo in qualunque altro periodo. Quello dei saldi e’ solo un periodo civetta per cercare di convincerci ad acquistare oggetti e capi d’abbigliamento che possiamo trovare tutto l’anno, a prezzi ugualmente scontati e anche piu’ convenienti, in qualunque negozio o attraverso la Rete. Periodo civetta al pari di tanti altri volatili che vengono lanciati nel corso dell’anno per indurci a fare acquisti anche quando -magari- non ne abbiamo bisogno: l’occasione -per usare un po’ di modi di dire- non solo fa l’uomo ladro, ma lo fa anche un po’ bischero (allocuzione fiorentina, sinonimo di tontarello, stupidotto):“compra ora che altrimenti questa offerta sara’ irripetibile”, e’ il motivo conduttore che ci vogliono istigare in testa, al pari di quelli che ci telefonano a tutte le ore a casa o vengono a bussare ai nostri “usci” per offrirci il contratto del gas, della luce o del telefono da stipulare subito perche’ le offerte sono limitate e scadono -guarda caso- proprio da li’ a poche ore.
Questa si chiama ipocrisia. Collettiva. E quindi anche piu’ dannosa di quella che usiamo ogni volta che facciamo finta -per farci forse meno male- di non comprendere una cosa o di comprenderla in un certo modo. E -si sa- l’essere umano ipocrita e’ piu’ debole, piu’ disponibile e quindi piu’ allocco. Perche’ non giocarci intorno ed indurgli bisogni che non ha, o magari indurglieli anche quando magari avrebbe da pensar a cose piu’ utili nella sua vita, come non accettare supinamente arroganza e stupidita’ del senso comune e del senso di chi ci amministra e del senso di chi ci marcia economicamente su queste ambiguita’?Continuiamo a farci male? Abbiamo tutti gli strumenti per non farcelo fare.Se qualcuno ha dei dubbi su questa nostra “filippica” contro il consumismo fine a se stesso e il condizionamento commerciale e mediatico, lo invitiamo, in questi giorni cosiddetti pre-saldi, a farsi un giretto nei negozi che poi praticano questi sconti, e prendere nota dei prezzi di alcuni articoli. Poi, nei giorni fatidici dove tutte le vetrine hanno un cartello con la scritta saldi -magari in piu’ lingue per indurre maggiore attrazione- rifatevi lo stesso giro e vedete cosa e’ successo ai prezzi base su cui sarebbe stato praticato lo sconto: sara’ piu’ alto, si’ che il prezzo scontato esposto per la vendita sara’ grossomodo uguale a quello che c’era prima dell’orgia dell’offerta. Certamente non tutti i negozi saranno cosi’, ma gli altri sicuramente vi avrebbero fatto lo stesso sconto anche prima della partenza del periodo dei saldi.E -sempre il nostro consiglio al consumatore “distratto”- ricordatevi che i vostri diritti -quelli del codice del consumo- sono sempre gli stessi, anche se vi fanno pagare meno. Uno fra questi e’ il principe: quanto acquistato si puo’ sempre cambiare o avere i soldi indietro, se le sue caratteristiche non rispondono a quanto pubblicizzato o vantato a voce… e questo entro due anni dall’acquisto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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SALDI: sconti record, ma meno di quello che dicono i commercianti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

saldiAl via le vendite di fine stagione. L’Unione Nazionale Consumatori prevede sconti record per quanto riguarda i saldi estivi, anche se inferiori rispetto a quanto solitamente pubblicizzano i commercianti in vetrina.
Il record è per gli indumenti che saranno scontati del 23,7%. Ribassi inferiori per le calzature, i cui prezzi scenderanno del 21,4%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con uno sconto stimato del 12,8% (cfr. tabella).
“Gli sconti raggiungono il primato per quanto riguarda i saldi estivi, ma sono inferiori rispetto a quelli invernali e decisamente più bassi rispetto a quelli sbandierati in vetrina. I ribassi del 70% o del 50%, insomma, non esistono, salvo talvolta nell’Alta moda. Un commerciante con percentuali così alte di sconto, infatti, dovrebbe vendere sottocosto. L’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è rimasta” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per questo il consiglio che diamo è di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di diffidare di riduzioni troppo elevate” conclude Dona. L’Unione Nazionale Consumatori dà alcuni consigli per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i possibili trabocchetti:
1) Prodotti difettosi. Conservate sempre lo scontrino, è una prova per far valere i propri diritti. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Avete due mesi di tempo (non 7 o 8 giorni) per denunciare il difetto del capo e per ottenere la sua sostituzione o riparazione, a vostra scelta. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché manca la vostra taglia, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono) o, se preferite, ad una riduzione del prezzo.
2) No ai fondi di magazzino. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce messa in saldo deve essere l’avanzo della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino. Come accorgersene? State lontani da quei negozi che avevano i ripiani semivuoti prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei capi più svariati. E’ improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni articolo, di tutte le taglie ed i colori.
3) Confrontate i prezzi.. Non fermatevi mai al primo negozio, ma confrontate i prezzi di più esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta un giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Nei giorni che precedono i saldi andate a curiosare nei negozi, segnandovi il prezzo della merce che vi interessa. Potrete così verificare se lo sconto praticato è reale ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code.
4) Consigli per gli acquisti.
Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa carichi di capi di abbigliamento, magari anche a buon prezzo, ma dei quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai.
Datevi un budget.
Valutate la bontà della merce guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (fibre naturali o sintetiche, lino o cotone…). Pagare un prezzo alto non implica che sia un prodotto di qualità.
5) Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non esattamente nuova, o prezzi vecchi gonfiati (si aumenta il prezzo vecchio così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti (salvo nell’Alta moda) e dovrebbe vendere sottocosto.
6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, così da poter valutare autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7) Negozi e vetrine. Controllate il prezzo e non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto, anche se non sempre è obbligatorio farlo. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Ma il consiglio è di non acquistare i capi di abbigliamento che possono essere solo ammirati.
9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

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SALDI: come evitare fregature on-line

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

saldi“Non solo in negozio, ma anche on-line è periodo di saldi, ma non sempre un prodotto scontato si rivela un vero affare”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), in merito all’apertura della stagione dei saldi estivi.
“Sempre più consumatori fanno shopping on-line su siti mono e plurimarca, siti generalisti e gruppi d’acquisto -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)- e con il dilagare di smartphone e tablet che permettono di fare acquisti anche sotto l’ombrellone, il numero di e-consumer è in crescita, ma in Rete come per le vie del Centro è importante non farsi prendere dalla smania dell’affare a tutti i costi! Prima di fare acquisti è bene confrontare i prezzi (l’ideale sarebbe rapportarli con il prezzo iniziale) e non farsi attrarre soltanto dallo sconto: farete un affare soltanto acquistando un jeans scontato che vi serve davvero e non l’ennesimo paio di scarpe, seppur al 50 per cento!”.
“Anche in periodo di saldi -prosegue Dona- comprando un capo sul web si ha il diritto di cambiare idea, da esercitare entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto o dalla sottoscrizione del contratto (ricordate di conservare la ricevuta di pagamento!) La serietà di un sito si vede anche dalla politica di reso che adotta e dalla chiarezza con cui fornisce al cliente le informazioni. Prima di procedere nell’acquisto è bene informarsi sul sito su cui si sta comprando: basta fare qualche ricerca su Internet per scoprire la reputazione che gode on-line; in generale quando è presente un recapito telefonico, l’indirizzo e la partita Iva si tratta di portali seri. Se leggete testi scritti male con errori o tradotti letteralmente da un’altra lingua, state alla larga! Date anche un’occhiata all’URL dell’indirizzo: fidatevi solo di siti ad alto standard, protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET, riconoscibili dalla certificazione e dal lucchetto chiuso”.
“Un altro aspetto da non sottovalutare è il prezzo -afferma l’avvocato Dona- diffidate da sconti eccessivi e prezzi troppo bassi: difficilmente si tratta di prodotti originali. Prima di cliccare su ‘Acquista’ calcolate bene il costo finale del prodotto: uno sconto del 20 per cento difficilmente conviene se si devono aggiungere 15 euro di spese di spedizione. Infine, non sottovalutate il metodo di pagamento: va benissimo pagare con carta di credito, ricaricabile e anche con contrassegno, ma se il venditore chiede una ricarica della postpay, ad esempio, è meglio cambiare negozio on-line!”. (Simona Volpe)

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

saldiInizierà a giorni la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novità. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L ‘ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Saldi fine stagione

Posted by fidest press agency su sabato, 3 gennaio 2015

saldiSaldi sottotono anche nel 2015. La crisi peserà anche nelle vendite di fine stagione. “Purtroppo in questi anni la voce Abbigliamento e calzature è quella che ha registrato il crollo maggiore, trattandosi di acquisti tipicamente rinviabili. Dal 2008 al 2013 la spesa media annua di una famiglia di 3 componenti è passata da 2353 a 1636 euro, con un calo di 717 euro, pari al 30,47%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.
Come si nota dalla tabella sotto riportata si tratta di una diminuzione percentuale più che tripla rispetto, ad esempio, alla voce trasporti, che ha avuto in valore assoluto il secondo maggior ribasso (- 535 euro, pari ad una contrazione del 9,40%).
L’Unione Nazionale Consumatori presenta il decalogo con i consigli per gli acquisti in epoca di saldi:
1) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Per accorgersene ricordatevi è improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Diffidate di quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti.
2) I capi difettosi si possono sostituire. Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è sempre obbligato a sostituire l’articolo difettoso e se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito o non c’è più la vostra taglia, avete diritto, a vostra scelta, o a una riduzione del prezzo o alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Inoltre avete due mesi di tempo dalla data della scoperta del difetto, non 7 o 8 giorni, per denunciarlo al venditore.
3) Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code.
4) Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai.
5) Datevi un budget. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche).
6) Diffidate degli sconti superiori al 50%, possono nasconder merce non proprio nuova o prezzi vecchi gonfiati. Un commerciante non può avere, infatti, salvo in rari casi come nell’alta moda, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
7) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
8) Negozi e vetrine. Diffidate di quei nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo esposto in modo chiaro e ben leggibile è un indice di serietà del negoziante. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
9) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
10) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
Se avete bisogno di consigli o non riuscite a far valere i vostri diritti contattate le sedi locali dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2014

Inizia la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novita’. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L’ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (fonte aduc)

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O si tagliano le spese o Italia andrà svenduta a prezzi di saldo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Meno regole italiane, più regole americane . Queste sono le richieste dell’amministratore straordinario pro tempore, continuando ad essere succubi della finanza ? Di una finanza perversa che vuole conquistare un nuovo territorio al modello economico-sociale-politico più consono alla sua egemonia Vogliamo pensare a quale futuro vogliamo per noi, quali valori e quali aspettative. La classe politica altrove impegnata (?) non è riuscita ad arginare le difficoltà economiche in arrivo e tra il rischio di un default e un salvataggio ha preferito rinunciare a grandi parti di autonomia decisionale. Dobbiamo evitare che tutto il sistema sanitario, sociale e civile di tipo “europeo” venga smantellato per replicare modelli dove si può persino morire davanti a un ospedale se non si ha una carta di credito liquida disponibile. Se il popolo contrasterà la volontà dell’attuale governo , il salvagente finanziario “messo a disposizione” per tenere a galla i titoli di stato verrà rimosso e l’Italia affonderà. Se preferiamo gli aiuti saremo colonizzati e l’Italia svenduta con la sparizione di tutti i nostri valori sociali,solidali, spirituali ecc. Cosa fare in alternativa? Liquidare tutto il sistema politico, da sostituire con persone maggiormente qualificate e con curriculum di valori provati (meritocrazia ed etica). DIMEZZARE LE SPESE PER LO STATO ( auto blu- spese militari – contributi ai partiti- vitalizi ecc ). Fantasie ? Impossibile arrivare a ciò non è nella nostra indole? L’aumento delle tasse e della burocrazia diminuisce spaventosamente il potere di acquisto che ha come conseguenza minor consumi e una diminuzione della produzione. E l’Italia corre veloce verso l’ avvitamento . L’uscita dall’Euro è solo procrastinata (deleria per il nostro paese), ma prima dobbiamo regalare tutto quello che ci resta; imprese , beni demaniali , impedendoci di salvarci ? Il patto tra cittadini vessati e politici è rotto. (Orlando MASIERO)

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Saldi: che senso hanno?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

Anacronistica e inefficace, dichiara Pietro Giordano Segretario Generale di Adiconsum, la stagione dei Saldi. Una norma violata sempre di più dagli stessi commercianti, che ormai operano – giustamente secondo Adiconsum – secondo leggi di mercato e non secondo leggi pensate e scritte nel dopoguerra. Che senso ha, continua Giordano, continuare con Saldi che ormai sono sovrastati ed annullati dai pre-saldi che i consumatori ricevono da più di un mese sui loro telefonini tramite sms o tramite e-mail, con sconti fino al 60%? Che senso hanno i saldi quando le nostre città sono ormai piene di negozi che fanno promozioni e liquidazioni e con una presenza massiccia di outlet con grandi griffe con sconti anche del 30-40%? Il commercio elettronico riesce a far risparmiare significativamente i consumatori, non solo quando acquistano servizi quali viaggi e vacanze, ma anche quando acquistano abbigliamento, arredamento per la casa, ecc.
Pensare che – soprattutto in un periodo di crisi – i saldi coprano il flop delle vendite registratosi in dicembre è illusorio oltre che anacronistico. E’ tempo, continua Giordano, di cancellare la legge sui Saldi e dare piena realizzazione ad una completa liberalizzazione del commercio, solo così i consumatori potranno godere di un abbattimento dei prezzi, con un sempre migliore rapporto qualità-prezzo dei prodotti acquistati. In attesa e nella speranza che il Governo Monti operi anche questa liberalizzazione nella Fase 2, Adiconsum ricorda e propone un Decalogo per gli acquisti con Saldi:
1. Sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;
2. È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova;
3. Fate attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;
4. Confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;
5. È bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio;
6. Nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici;
7. Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;
8. Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello);
9. È bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa;
10. Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi rivolgetevi alla Polizia Municipale e segnalate il caso alle sedi Adiconsum.

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Manovra incostituzionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2011

La Costituzione non è un’opinione, la Carta si rispetta sempre, non si invoca solo quando fa comodo. E la manovra è chiaramente incostituzionale. Per questo invitiamo tutte le opposizioni a sostenere la pregiudiziale di costituzionalità che abbiamo presentato. Questa sgangherata manovra, di tagli e balzelli iniqui, è piena zeppa di norme incostituzionali e questo significa che la loro futura bocciatura produrrà tanti buchi nei saldi di bilancio. Basti pensare al contributo di solidarietà chiesto ai soli dipendenti pubblici. Tutti faranno ricorso, tutti lo vinceranno e lo Stato subirà oltre al danno la beffa di dover restituire i soldi, maggiorati di interessi e spese legali. Complimenti, proprio un bell’affare. E poi ci stupiamo se con questi geni dell’economia al governo tra un po’ il nostro debito sarà comprato dallaCina… Ma torniamo a noi, se questa pregiudiziale venisse accolta, avremmo due effetti: il primo è che riscriveremmo una manovra migliore e, per quanto ci riguarda, ci impegniamo ad approvarla in 72 ore tra Camera e Senato e se serve anche di sabato e domenica. La seconda è che il giorno dopo il governo che si è fatto battere in Aula sulla finanziaria, se ne dovrebbe andare a casa. E questo sarebbe il segnale più forte e positivo che potremmo dare ai mercati finanziari. Non è più possibile presentarsi all’estero con la faccia ceronata di Berlusconi, che ormai è trattato dagli altri capi di Stato come un clown, esponendo ogni giorno di più l’Italia al ridicolo. Oggi si dedica all’Ue. Prima a Bruxelles, poi a Strasburgo, dove il presidente del parlamento europeo Buzek dedicherà al nostro premier ‘due minuti’. Due minuti di vergogna per tutto il Paese e per tutti gli italiani. Anche all’inizio degli anni ’90 l’Italia visse una pesante crisi economica e l’ingresso nella moneta unica era tutt’altro che scontato. Ma all’epoca il presidente del Consiglio si chiamava Carlo Azeglio Ciampi. Ed era un leader riconosciuto e credibile. Oggi c’è Silvio Berlusconi, cui il New York Times dedica un editoriale: the agony and the bunga bunga serve spiegare il titolo? Non credo. Ma che vergogna. (fonte ufficio stampa Idv)

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Saldi a data unica

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Non come tutti gli anni, ma con la variante della data unica di sabato 2 luglio, si rinnova la litania delle vendite a saldo che, secondo la norma, dovrebbero essere per favore lo svuotamento dei magazzini ai commercianti per la stagione in corso (estate) cosi’ come avvengono dopo Capodanno per l’inverno. Chiarito quindi che le vendite a saldo sono concepite per favorire i commercianti e non i consumatori, e’ abitudine che questi ultimi colgano l’occasione a volo per spendere un po’ meno. Un’occasione che pero’ e’ solo nella testa del legislatore in quanto, per spendere meno, il consumatore non aspetta certo di andare per negozi in questa occasione. E questi ultimi, non aspettano certo i saldi per fare le campagne promozionali con prezzi scontati. Il mondo e’ cambiato anche nel commercio e nell’organizzazione dello stesso, ma le norme sono altra cosa. Nessuna novita’ per l’economica e l’amministrazione italiana. Continuiamo a farci male: la differenza fra Paese legale e Paese reale non e’ un accettabile orpello del nostro vivere quotidiano, ma cio’ su cui si alimenta la cultura dei singoli, che poi si sentono “autorizzati” ad altrettanto comportamento in ogni situazione: dall’evasione fiscale alle violazioni del codice della strada, per esempio. Aspettiamo fiduciosi un legislatore nazionale che decida di cancellare queste norme. E consentire ai commercianti di fare sconti e promozioni quando e dove vogliono, magari anche in un contesto in cui gli orari di apertura dei negozi li possano decidere gli stessi esercenti. Ma aspettiamo fiduciosi anche gli amministratori locali che, nel limite di quanto consentito dalle leggi, evitino qualsiasi normativa regolamentare. A nostro avviso ne trarrebbe vantaggio l’economia, nonchè qualità ed economicità dell’offerta. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Saldi: dal 2 luglio occhio ai raggiri

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Roma. “La decisione di avviare i saldi in tutta Italia nella stessa giornata del 2 luglio mette un po’ d’ordine nel sistema, ma non servirà a rilanciare i consumi e garantire maggiore tutela ai consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi alla decisione approvata dalla Conferenza delle Regioni lo scorso aprile, su proposta della Confcommercio. “In questo modo si vorrebbe evitare la ‘transumanza’ di consumatori che, attratti dai saldi anticipati, si spostano nelle zone vicine, ma basta fare un giro per negozi -afferma Dona- per accorgersi che non è cambiato nulla e anche quest’anno c’è chi fa il furbetto e propone già da qualche giorno sconti sottobanco”. “Il meccanismo dei saldi deve certamente essere più trasparente -prosegue il Segretario generale- ma per evitare raggiri è necessario anche il senso di responsabilità dei consumatori: non si deve cedere alla frenesia dell’affare a tutti i costi; meglio diffidare dai saldi superiori al 60%; controllare bene i cartellini, ricordando che deve essere specificato il prezzo intero, quello in saldo e la percentuale di sconto. Infine conservare sempre lo scontrino: anche la merce in saldo deve essere cambiata se difettosa. Inoltre -ricorda l’avvocato- i negozianti sono tenuti ad accettare pagamenti con carta di credito anche durante i saldi”. ww.consumatori.it.

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Saldi: sono anacronistici

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

È ormai anacronistico continuare con la normativa sui saldi – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – quando ormai è sotto gli occhi di tutti come – sempre di più – tra “promozioni”, “liquidazioni” e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo. Confcommercio e Confesercenti sanno benissimo che i commercianti effettuano sconti durante tutto l’anno, arrivando ad inventare anche la “stagione sommersa dei pre-saldi” che si consuma durante le settimane precedenti i saldi ufficiali. Contro tali sotterfugi, Adiconsum ripropone un Decalogo per i consumatori:
1.     Sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;
2.     È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova;
3.     Fate attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;
4.     Confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;
5.     È bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà  presentato in negozio;
6.     Nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici;
7.     Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;
8.     Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello);
9.     È bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa;
10.   Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi rivolgetevi alla Polizia Municipale e segnalate il caso allo sportello Adiconsum.

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Roma: Vendite promozionali prima dei saldi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2010

Sono stati intensificati i controlli della Polizia Municipale finalizzati a tutelare la legalità del commercio. Dopo che la Regione Lazio ha fissato nel 6 gennaio la data di inizio delle vendite di fine stagione, Roma Capitale è impegnata nel rispetto delle regole che vietano le vendite promozionali nei trenta giorni precedenti i saldi. L’Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni ha firmato un’apposita direttiva, destinata ai diciannove Gruppi di Polizia Municipale, che indica le linee guida da seguire in attesa che l’Epifania autorizzi gli esercenti a dare il via al periodo delle vendite scontate. «Come recita la legge regionale 33/99 – ricorda l’assessore Bordoni – nei trenta giorni precedenti i saldi non possono essere effettuate vendite promozionali. La polizia municipale è già in azione per far rispettare le regole. Mi auguro che gli esercenti capitolini siano collaborativi e rendano più agevole il lavoro delle forze di controllo».

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Saldi estivi nelle città europee

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

In Italia, Napoli, Aosta, Pescara, Rimini, Roma, Firenze, Udine, Verona, Prato e Campobasso sono le città dove è più conveniente acquistare durante il periodo dei saldi, con sconti mediamente del 50%, mentre Milano, Imperia, Torino, Genova, Bologna, Terni, Rieti, Salerno, Potenza e Caserta sono tra le città meno propense allo sconto, dove lo stesso non supera mediamente il 30%. Lo affermano i dati statistici 2004-2010 resi noti da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che, con Lo Sportello delle Contribuente e lo Sportello delle PMI, monitora costantemente il fenomeno dei saldi in Italia.
In Europa, durante i saldi, conviene fare shopping a Londra, Atene, Valencia, Budapest e Varsavia dove si registrano sconti fino al 75%. Parigi, Oslo, Copenaghen, Zurigo e Ginevra sono le città meno convenienti dove lo sconto non supera il 30%.I maggiori affari si fanno sul web dove è possibile acquistare prodotti inediti con sconti che vanno dal 50% al 75%.
“Con i saldi estivi si registrerà una lieve ma significativa ripresa dei consumi + 1,7% rispetto all’anno scorso – sostiene Vittorio Carlomagno, Presidente Contribuenti.it – La spesa per famiglia dovrebbe attestarsi intorno 220 euro, in quanto solo il 51% dei consumatori potrà permettersi di usufruire degli sconti stagionali. La gran parte dei prodotti scontati – spiega Carlomagno – non sarà comunque accessibile alle famiglie medie, anche a causa prosciugamento dei propri fondi per pagare le imposte e del proliferare dei giochi d’azzardo. Il 75% dei consumatori aspetterà comunque la fine dei saldi per fare acquisti, quando lo sconto sarà superiore al 50%”
Secondo i dati di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, i saldi sono attesi soprattutto al Mezzogiorno (82%) seguito dal centro (78%) e dal Nord (77 %). Per quanto riguarda il budget acquisti, il 64% è orientato a spendere fino a 200 euro, il 14% più di 250 euro, mentre il restante 22% ha dichiarato di non sapere se potrà avvalersi dei saldi.  I saldi sono graditi particolarmente alle donne, con il 71%: acquistano principalmente scarpe (31%), borse (27%) e abbigliamento (25%). «E’ importante scontare tutti i prodotti subito di almeno il 50% per incoraggiare gli acquisti – continua Carlomagno – Se i consumi non ripartono, non potrà ripartire l’intera economia. Molti consumatori hanno rinunciato da tempo ad acquistare, preferendo riciclare tutto ciò che hanno negli armadi».

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Adiconsum: Saldi rito anacronistico

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

È ormai anacronistico continuare con la normativa sui saldi – dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale di Adiconsum – quando ormai è sotto gli occhi di tutti come – sempre di più – tra “promozioni”, “liquidazioni” e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo. È il tempo, secondo Adiconsum, di aprire una stagione legislativa che liberalizzi realmente e progressivamente il mercato e che i commercianti si misurino per la loro capacità imprenditoriale e non per normative di protezione varate decine di anni fa. Adiconsum ripropone un Decalogo per i consumatori:
1.    Sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;
2.    È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova;
3.    Fate attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;
4.    Confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;
5.    È bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà  presentato in negozio;
6.    Nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici;
7.    Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;
8.    Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello);
9.    È bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa;
Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi rivolgetevi alla Polizia Municipale e segnalate il caso allo sportello Adiconsum.

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