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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘saldi’

Saldi estivi: estremamente contenuti gli acquisti a saldo

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Il giro di affari complessivo si attesterà a circa la metà rispetto allo scorso anno. Ogni famiglia spenderà in media 119 Euro.
Sono già iniziati in alcune regioni, nelle altre partiranno il 1 Agosto i saldi estivi 2020.In ogni caso, anche dove non sono ancora non hanno ufficialmente preso il via, vetrine e cartellini già riportano sconti e promozioni.Sono sempre meno i cittadini che aspettano con ansia tale appuntamento: complessivamente, dalle stime effettuate dall’Osservatorio Federconsumatori, emerge che l’andamento delle vendite sarà estremamente contenuto. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato la consueta indagine per misurare il termometro degli acquisti nelle città di Roma, Milano e Napoli: secondo le intenzioni il 22% delle famiglie (pari a 5,4 mln di nuclei) è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 119 Euro a famiglia, per un giro di affari complessivo di 0,644 mld di Euro, poco più della metà rispetto allo scorso anno.
Nessuna corsa all’apertura, quindi: l’approccio più diffuso è quello “tardivo” o “occasionale”. I cittadini monitoreranno gli sconti per capire la loro reale convenienza, magari rimandando gli acquisti più in là, nella speranza che gli sconti aumentino. Oppure approfitteranno delle promozioni solo se vi si imbatteranno, senza andarle a cercare appositamente. Avverrà diversamente solo nei negozi di fascia medio-alta, in cui la ricerca all’occasione sarà più mirata.Continuano a crescere, invece, i cittadini intenzionati ad approfittare degli sconti online: pari al 39%, ormai avvezzi a tale modalità di acquisto all’indomani del lockdown.
Per chi si appresta ad effettuare acquisti, sia nei negozi fisici che sui portali online, è opportuno seguire alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni che, purtroppo, potrebbero rivelarsi tutto fuorché degli affari.Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.Lgs. n. 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione con quelli non in saldo.È consigliabile non fermarsi al primo negozio che si incontra, ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita così da evitare truffe.Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre osservando le disposizioni tese ad evitare il contagio, è opportuno provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge (né durante i saldi né durante le vendite normali) ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante.

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Pandemia e saldi. Qualcuno ci spiega a cosa servono, oltre a sprecare soldi pubblici?

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

I saldi sarebbero dovuti partire i primi di luglio, ma le Regioni stanno decidendo per la partenza i primi di agosto. E, come nel caso della Toscana che ha deciso proprio ieri, è stato sospeso il divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti.
Non immaginiamo folle di consumatori che gioiscono a questa notizia, non solo perché di soldi in questo momento ce ne sono proprio pochi e – saldi o non saldi – comprare è difficile… poi figurati comprare con lo sconto dal 1 agosto per capi d’abbigliamento estivi…. Non solo per questo, ma perché nessun consumatore ha mai messo in dubbio che può acquistare quello che vuole, quando vuole a prezzi scontati che il mercato offre 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Nonostante questo sussiste questo rito dei saldi. Perché lo rileviamo visto che non servono a nulla e tutti lo sanno? Perché la Regione pinco che delibera, e invia la delibera ai Comuni pallo, e tutti che approntano le modalità operative del caso, non hanno un costo zero per il contribuente. La Pubblica Amministrazione ha un costo ogni volta che scrive e distribuisce qualcosa: è una macchina burocratica che funziona coi soldi dei contribuenti. E se questa macchina funziona per qualcosa che non serve a nulla, i soldi pubblici vengono usati male e sono buttati dalla finestra. Quando si parla di semplificazione e delegificazione, oltre che slogan elettorali, si pensa alle cose concrete o no?
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Come mantenere i nervi saldi nel lungo periodo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. La volatilità sembra non dare scampo: con la diffusione dell’epidemia di coronavirus, i mercati globali stanno registrando perdite snervanti. A ciò si aggiungono le implicazioni sociali e sanitarie della pandemia e le turbolenze nel settore petrolifero. Ci sono tutti gli ingredienti per una notevole incertezza. Per i mercati, gli iniziali timori riguardo alle interruzioni dell’attività produttiva e dell’offerta si sono trasformati in una profonda apprensione per una chiusura economica prolungata. “Vi saranno gravi ripercussioni per l’economia statunitense”, afferma Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. In questo flusso di informazioni talvolta contraddittorie, il messaggio che continuiamo a sentire è che bisogna mantenere salda la rotta, perché i mercati sono destinati presto o tardi a recuperare terreno, come hanno fatto ripetutamente in passato. Si tratta a nostro avviso di un ottimo consiglio. Essenzialmente, però, viene chiesto di non far nulla, di star fermi ad aspettare. Per molti può essere difficile, specialmente se i saldi dei conti diminuiscono e se le speranze di una buona pensione sembrano evaporare.Ci sono comunque, buoni motivi per essere pazienti e mantenere la rotta. Tuttavia, suggeriamo anche una cosa da fare, ossia cogliere questa opportunità per verificare i propri obiettivi di lungo periodo e consolidare la relazione con il proprio consulente finanziario.
Facciamo un passo indietro. Molto probabilmente, la prima volta che qualcuno ha incontrato il proprio consulente finanziario per pianificare le proprie finanze, i mercati non erano in crisi. Se poi si ha iniziato a investire negli ultimi 10 anni, non si sono mai dovuti affrontare una volatilità e perdite così pronunciate come quelle osservate attualmente. Il consulente, invece, avrà plausibilmente già vissuto una situazione analoga, e per chi investe in un’ottica di lungo periodo è plausibile che ci si possa trovare ad affrontare uno o più di questi cicli di mercato completi – dal massimo al minimo e viceversa – prima di andare in pensione.Un confronto con il proprio consulente chiarirà i possibili effetti dei cicli di mercato, di come questi siano incorporati nelle strategie a lungo termine che propone e quali siano le implicazioni di tutto ciò per il proprio specifico portafoglio. Forse ci sarà bisogno di qualche piccolo aggiustamento, ma se la strategia è stata realmente ideata in un’ottica di lungo periodo, è probabile che sia in grado di aiutare a superare battute d’arresto temporanee come quella che stiamo vivendo.
La volatilità può indurre nella tentazione di adottare strategie di market timing. Disinvestire è facile. Rientrare sul mercato al momento giusto è quasi impossibile. Perdere i giorni migliori in termini di performance significa rinunciare a una parte significativa del rendimento totale a lungo termine del mercato. Prevediamo che nell’immediato i mercati continueranno a evidenziare un andamento volatile e che i rischi e le fluttuazioni a breve termine potrebbero proseguire per il resto dell’anno.

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Coronavirus, saldi e istituzioni superflue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

I dati sulle vendite al dettaglio in questo periodo sono come non avrebbero potuto essere altrimenti, con due cifre negative, in Italia e in Ue. Perché un’economia possa funzionare occorre che la ricchezza e il denaro circolino… non avvenendo bisogna preoccuparsi. Ecco quindi che il ruolo delle istituzioni è fondamentale, perché dovrebbero stimolare questa circolazione.A qualcuno potrebbe venire il dubbio sul fatto che la circolazione può avvenire solo quando i consumatori hanno non solo il potere di spesa ma anche la possibilità di avere la materia prima per farlo, il denaro. Che ora è decisamente meno, tant’è che ovunque si chiedono soldi allo Stato per far fronte all’emergenza (e ci si lamenta perché non vengono stanziati o, peggio, stanziati non arrivano lo stesso). Dubbio comprensibile, ma che ci deve far ricordare che la funzione dello Stato non è solo quella cosiddetta sociale ed assistenziale, ma soprattutto promozionale: cioè fare leggi e promuovere iniziativa per favorire la circolazione del lavoro e del denaro.Qui stiamo parlando della circolazione del denaro, che dovrebbe consentire i consumi, in sicurezza sanitaria vista l’emergenza.
Abbiamo invece assistito a cose tanto bislacche quanto negative e pericolose. Come la restrizione degli orari di apertura degli esercizi commerciali di primaria necessità, favorendo così gli assembramenti. Restrizioni per motivi ideologici o, come al solito, per ribadire il potere dell’istituzione sul commercio, incluse in questa istituzione anche le associazioni di categoria dei commercianti.Certo, non si sono ma rassegnati alle disposizioni del governo Monti di qualche anno fa che aveva liberalizzato l’orario dei negozi e, in qualunque occasione, provano a farsi avanti… anche fregandosene della salute dei consumatori, come per l’appunto in questa emergenza.
Ma come se non bastasse, apprendiamo che (3) si vogliono posticipare i saldi a i primi di agosto (normalmente partono il 4 luglio), sì da aiutare i commercianti a ristabilirsi dopo la lunga chiusura ed organizzarsi meglio alla bisogna.Dire “penosa” per questa iniziativa è solo per essere gentili. Per due motivi, leggendo con il senno dei consumatori:
– niente sconti se non in agosto quando chi deve comprare per l’estate ha già comprato.
– stabilire le date entro cui si possono vendere le merci a saldo non serve a nulla, tanto gli sconti ci sono sempre, 365 giorni all’anno 24 ore su 24 (online e non solo), ma a noi istituzioni fateci fare la nostra parte, altrimenti che ci stiamo a fare?
Eppure le Regioni potrebbero (e per molti altri ambiti lo fanno) svolgere funzioni importanti per il nostro benessere, ma su questo non ci sentiamo per niente strani se le definiamo SUPERFLUE…. E il problema è che questo loro essere superflue lo paghiamo noi contribuenti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Non c’è nessuna Virus Tax

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

“In queste ore, gira con insistenza, nelle varie chat, l’ennesima bufala. Voglio dirlo con forza, non c’è nessuna Virus Tax. Abbiamo chiuso un decreto con le risorse deliberate dal Parlamento, che ha autorizzato uno scostamento dei saldi di bilancio di 25 miliardi. Chiunque voglia speculare con false notizie su eventuali tasse, si metta la mano sulla coscienza. Non c’è nulla di più falso.
In un momento particolarmente delicato per il Paese, mi sento di chiedere un aiuto anche al mondo dell’informazione per isolare le fake news. Noi, maggioranza e opposizione, stiamo collaborando, più che mai, per mettere in campo tutte le misure necessarie a fronteggiare gli effetti del coronavirus. Sia dal punto di vista sanitario, sia da quello economico. Faremo tutto quello che serve per sostenere l’Italia e gli italiani”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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La stagione dei saldi è alle porte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

In Sicilia avranno inizio già il 2 gennaio, mentre nelle altre regioni prenderà il via dal 4 o dal 5 gennaio. Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli acquisti verranno effettuati dal 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln di famiglie) e l’andamento delle vendite sarà in lieve calo: rispetto allo scorso anno si registrerà una diminuzione del -1,3%, per una spesa media di 179,20 euro per ogni famiglia. Una diminuzione dovuta specialmente all’andamento delle vendite in occasione del Black Friday: se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi, quest’anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi il capo desiderato. Chi, in ogni caso, aspetta le promozioni per effettuare ancora qualche acquisto, è bene che tenga a mente alcune raccomandazioni importanti: il rischio dell’inganno, infatti, è sempre dietro l’angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino decisamente poco vantaggiose è concreta.In base a quanto disposto dall’art. 15 del D.Lgs. n. 114/98, il cartellino deve indicare sia il prezzo “ordinario” che quello scontato, riportando altresì la percentuale di sconto. Per evitare che i potenziali clienti possano confondere la merce in saldo con quella a prezzo pieno sarebbe inoltre utile separare le due tipologie di prodotto. Lo sconto riportato sul cartellino è quello che l’esercente è tenuto ad applicare quindi, nel caso in cui alla cassa venga chiesto il pagamento di una cifra differente, sarà opportuno farlo presente al negoziante. Qualora si presentino difficoltà non esitare a rivolgersi alla Polizia Municipale. La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite pos, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza.In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.

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Saldi: Che roba è?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Con i SALDI alle porte (2 gennaio per Sicilia e 4-5 gennaio per tutte le altre regioni), non sono pochi che si stanno ponendo una domanda assennata: che roba è? A ragion veduta, considerato che i prezzi scontati si trovano sempre, ovunque, in qualunque periodo dell’anno, con alcune punte in periodi particolari che la grande distribuzione mondiale (non certo una qualche istituzione) ha deciso che debbano essere concentrate, e non a caso tutti questi periodi vengono promossi con la dizione della lingua internazionale per eccellenza, l’inglese: single day, black Friday, black week, black monday, etc. Chi si pone questa domanda lo fa perché ha l’impressione di vivere in una società un po’ strana, tra il vintage, il conservatore e l’assurdo. Quella di chi insiste sui SALDI e i sui periodi canonici in cui dovrebbero essere effettuati. Le cronache locali dei media in questi giorni si stanno ponendo il problema e fanno parlare associazioni di commercianti ed istituzioni locali. Le prime si lamentano per cercare di difendere i piccoli commercianti che, ovviamente, sono schiacciati da questo tipo di mercato; le seconde (le istituzioni) riescono solo a ricordare che ci sarebbero delle multe per chi (praticamente) fa SALDI prima dei periodi di legge e che queste multe (troppo basse: mediamente un migliaio di euro) andrebbero invece comminate in modo proporzionale al fatturato di chi viola le norme. Una discussione e un confronto, per l’appunto, vintage. Una trama di un film ambientato negli anni 60, 70 e 80 del secolo scorso, quando i grandi magazzini erano solo Upim e Rinascente e Standa e Coin, mentre il negozio, grossomodo a conduzione singola, erano ancora i punti di riferimento del commercio. Solo che non siamo nel secolo scorso ma nel 2019-2020 dove i piccoli negozi o sono iper-nicchie di qualità o non sono, e nel ben mezzo di tutto, ha sempre maggiore peso la vendita online tramite Internet. Triste l’insistere delle associazioni di commercianti che poi, magari, si lamentano anche del fatto che sono sempre meno i negozi che le scelgono come rappresentanti della categoria. Decisamente assurdo e pericoloso l’insistere degli amministratori: quale sarebbe il loro piano politico commerciale con la difesa di un bastione di conservazione che si sgretola alla sola vista di un consumatore medio? Consumatore che non si capisce perché dovrebbe andare ad acquistare un prodotto a 100 quando, solo distogliendo un po’ lo sguardo, lo trova identico al costo di 50.
Il mondo cambia. Firenze, Roma e Milano (per esempio) sono molto diverse da un secolo fa, e se consideriamo l’evoluzione tecnologica, scientifica e umana che ha caratterizzato questi ultimi decenni (2), in questi ultimi cento anni i passi che sono stati fatti sono come minimo paragonabili a quelli di 3-400 anni a partire dalla metà del secolo scorso. Un progresso che non può trovare riscontro anche nelle norme e nei modi. Che se avviene altrimenti, lo iato tra amministrazione ed economia, tra amministrazione e attori dell’economia (produttori, commercianti e consumatori), diventa anacronistico e pericoloso. Pericoloso perché fa venir meno il rapporto di convenienza e fiducia che gli amministrati dovrebbero nei confronti degli amministratori.
Le nostre associazioni di commercianti e in nostri amministratori sostengono che altrimenti si farebbero morire le piccole attività commerciali…. Ma a parte le nicchie, che sembra abbiano ancora un loro mercato, non è possibile altrimenti: forse qualcuno (per fare un esempio estremo ma che spiega bene il concetto e la pratica) ha da ridire sul fatto che non esistono più i maniscalchi per cambiare i ferri delle zampe dei cavalli? I maniscalchi sono morti di fame? No, hanno cambiato, così come gli utenti dei vari servizi non usano più le carrozze trainate dai cavalli ma quelle coi cavalli-vapore.
Crediamo che la capacità politica degli amministratori (di ogni livello, non secondario quello nazionale e comunitario) stia proprio in questo: nel garantire la transizione da un’economia ad un’altra, da un commercio ad un altro. E magari facendolo con una certa attenzione, visto che spesso gli stessi amministratori che in modo vintage difendono i piccoli commercianti sono gli stessi che rimangono inerti di fronte alla concentrazione economica, commerciale e culturale dei superdominanti tipo GAFA (Google, Amazon, Facebook e Apple), e con loro gli entranti cinesi con calibri sempre maggiori. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Partenza tra luci e ombre per i saldi estivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

È quanto emerge dall’indagine a campione – sono stati intervistati cinquanta commercianti dell’intera provincia – realizzata da FISMO (Federazione Italiana Settore Moda) – Confesercenti Modena per cogliere i primi segnali rispetto all’avvio dei saldi partiti sabato scorso.Il campione, nel rispondere alla domanda circa la soddisfazione o meno sull’avvio dei saldi estivi, si spacca pressoché a metà, con una lievissima prevalenza di giudizi postivi: il 51% dei commercianti si esprime positivamente, mentre il 49% si dice insoddisfatto. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, però solo il 27% parla di un aumento delle vendite, mentre riferisce di un calo il 40%; il rimanente 33% ottiene risultati sovrapponibili a quelli dell’estate 2018.“La rilevazione si riferisce al primo fine settimana e quindi è assolutamente prematuro trarre delle conclusioni. Davanti abbiamo ancora quasi due mesi per riscattare, almeno in parte, una stagione condizionata dal calo generalizzato dei consumi e dalle condizioni meteo davvero imprevedibili che a loro volta hanno pesato sull’andamento delle vendite” spiega il presidente di FISMO-Confesercenti Modena, Roberta Simoni.I dati sul valore dello scontrino medio – pari a 95 euro – confermano che la clientela è tendenzialmente prudente nel fare acquisti, nonostante gli sconti applicati siano già significativi (il 53% dei negozianti applica già riduzioni che vanno dal 20% al 30%, il 16%, dal 31% al 40%, il 4% oltre il 40%). I commercianti del settore moda evidenziano inoltre che solo nel 7% dei casi il valore medio dello scontrino è aumentato, resta invece invariato per il 46%, mentre cala per il 47% degli intervistati.Rispetto ai settori merceologici quello che ottiene i risultati migliori è l’abbigliamento donna, mentre sono stabili le vendite di calzature. In sofferenza infine l’abbigliamento per bambini.Si tratta di dati che destano qualche preoccupazione anche perché – sottolinea FISMO-Confesercenti Modena – tradizionalmente il momento dei saldi estivi incide in modo rilevante sull’andamento complessivo del fatturato. Basti dire che per più di un negozio su tre incidono oltre il 20%. “Fare impresa vuol dire essere sempre orientati all’ottimismo cercando di offrire alla clientela il meglio sul piano della qualità e del prezzo, con quel livello di personalizzazione che solo il piccolo negozio al dettaglio sa offrire. Auspico che nei prossimi giorni ci sia un’accelerazione negli acquisti; tra l’altro, l’assortimento nella maggior parte dei nostri esercizi è ancora molto ricco e anche la scontistica è decisamente interessante. Aspettiamo le prossime settimane e vediamo cosa succede” conclude Roberta Simoni.

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Consumatori su saldi: previsioni Confcommercio trascurano l’effetto sconto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

saldiSecondo la Confcommercio, è in aumento la percentuale di italiani che acquisteranno durante i saldi invernali 2018: 61,4% contro i 58,5% dell’anno scorso.”Vedremo se le intenzioni di acquisto si tradurranno in acquisti veri. Lo speriamo, ma il rischio è che la decisione dei commercianti di abbassare la percentuale di sconto, iniziata dopo la leggera ripresa dei consumi, potrebbe deludere i consumatori, rivelandosi controproducente. Insomma, in questa previsione si trascura l’effetto promozionale dello sconto, quello effettivo, non quello pubblicizzato nelle vetrine, spesso gonfiato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come attestato in modo incontrovertibile dai dati Istat, dopo il record degli sconti registrati nel gennaio 2015, pari al 23,4% per la voce Abbigliamento e calzature, è iniziata una riduzione dei ribassi, arrivando lo scorso inverno a -21,7%. Se verrà mantenuto questo trend, quest’anno ci sarà un abbassamento dei prezzi del 21,3 per cento” prosegue Dona.”I commercianti fanno ancora in tempo a cambiare idea, smentendo le nostre previsioni e aumentando gli sconti, visto che nella gran parte delle regioni i saldi iniziano domani” prosegue Dona.Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, infatti, che ha analizzato le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno uno sconto del 21,3%, gli Indumenti del 23,7%, il solo Abbigliamento del 21,3%. Ribassi ancora inferiori per le Calzature, i cui prezzi scendono del 21%, e per gli Accessori (guanti, cravatte, cinture…), -12,7%, in attenuazione rispetto al precedente -13,1%.”I dati Istat ci confermano che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi. Ma il consumatore ora è molto più attento rispetto a qualche anno fa: guarda al prezzo effettivo da pagare e alla reale convenienza, va qualche giorno prima a controllare a quanto ammonta il prezzo pieno. Insomma, non si fa più incantare da ribassi improbabili ” conclude Dona.

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Saldi: commercianti alzino sconti. Sconti anticipati? Li fanno tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

saldi“Per i saldi di domani, chiediamo ai commercianti di alzare gli sconti e di non confermare l’andamento al ribasso che l’Istat ha registrato dai saldi invernali del 2015 a quelli del 2017. Se, infatti, fosse confermato questo trend, Abbigliamento e Calzature segnerebbero un abbassamento dei prezzi del 21,5%, ben lontani dal record raggiunto nel gennaio 2015, pari al -23,4%, l’Abbigliamento passerebbe dal -23,4% al – 21,8% e le Calzature dal -23,6 a -21,3 per cento”. afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Solo per gli accessori (guanti, cravatte, cinture…) si registrerebbe un incremento degli sconti. Chiediamo, quindi, ai commercianti di smentire le nostre previsioni! Sono ancora in tempo a rifare i cartellini con il prezzo nuovo e la percentuale di sconto” prosegue Dona.”Quanto agli sconti anticipati denunciati da Confcommercio, non conosciamo un commerciante che ai consumatori che si sono presentati in questi giorni per fare acquisti, dicendo torno per i saldi, non abbia risposto: glielo sconto ora!” conclude Dona.

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Saldi: sconti in calo, -21,5% per Abbigliamento e calzature

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

saldiSabato prossimo, 1° luglio, iniziano i saldi. Si prevedono sconti in leggera discesa rispetto a gennaio, salvo per l’Abbigliamento.Secondo la stima dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno un abbassamento dei prezzi del 21,5%, in diminuzione sia rispetto a gennaio 2017, -21,7%, sia rispetto a luglio 2016, -22,1%, e lontani dal record raggiunto nel gennaio 2015, -23,4%.L’Abbigliamento, con un abbassamento dei prezzi del 21,8%, registra un ribasso leggermente superiore rispetto a questo inverno (-21,7%), anche se inferiore alla scorsa estate (-22,3%). All’interno di questa voce, spicca lo sconto degli Indumenti, -23,9%, la riduzione maggiore per quest’anno.Ribassi inferiori per le calzature, i cui prezzi scendono del 21,3%, stabili rispetto a luglio 2016 ma in tenue flessione rispetto a gennaio 2017, -21,4%, o al record toccato nel 2015: -23,6%.Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con una diminuzione dei prezzi del 14,6%, in rialzo rispetto ai saldi invernali (-13,1%) ma in attenuazione rispetto al record del luglio 2016 (-15,5%).
“Dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori emerge che dopo i ribassi record registrati nel gennaio 2015, i commercianti, a fronte di una leggera ripresa dei consumi, hanno iniziato a diminuire gli sconti, anche se con un andamento altalenante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I dati Istat ci confermano inoltre che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivamente praticati” prosegue Dona. “Insomma, l’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati. L’ideale, in questi giorni che precedono i saldi, è di andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandosi il prezzo. Si potrà così verificare lo sconto reale e, alla partenza dei saldi, andare a colpo sicuro a prendere quello che piace, evitando inutili code” conclude Dona.

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Saldi: sconti record del 23,5% per l’abbigliamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

saldiSi prevedono sconti record per la voce Abbigliamento: -23,5%. E’ questa la stima dell’Unione Nazionale Consumatori che ha analizzato gli sconti effettivamente praticati dai commercianti dal 2011 al 2016 secondo le rilevazioni dell’Istat e stimato il trend per quest’anno.
L’Abbigliamento, con un abbassamento dei prezzi del 23,5%, registra il ribasso invernale più alto mai registrato per questa voce dal 2011 ad oggi, anche se inferiore rispetto a quello degli Indumenti, che segna la riduzione dei prezzi maggiore per questi saldi invernali: -24,9% (il primato si è toccato nel 2015: -25,4%). Sconti inferiori per le calzature, i cui prezzi scendono del 23,2%, in rialzo rispetto all’anno precedente (-23%) ma in flessione rispetto al record toccato nel 2015: -23,6%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con un abbassamento dei prezzi del 13,9%, anche se si eguaglia il primato raggiunto nel 2016.
“Dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori emerge che sarà un’annata di buoni sconti rispetto a quelli registrati in passato. In ogni caso, ben diversi da quelli solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, gonfiati e ben lontani da quelli ufficialmente rilevati dall’Istat” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, l’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, permane. Per questo suggeriamo di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi troppo elevati” conclude Dona.

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Saldi, budget medio di 250 euro per famiglia, 1 su 4 compra online

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

saldiNon più di 250 euro per famiglia, pari a circa il 10% del reddito mensile disponibile. Questa è la somma destinata, in media, all’acquisto di capi a saldo, secondo le previsioni dell’Adoc. Spesa in leggera crescita rispetto allo scorso anno, anche se sempre contenuta.
“La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 250 euro, secondo le nostre previsioni – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 25% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online. Un dato che non sorprende, vista la crescita esponenziale dell’e-commerce. Che, ricordiamo, è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Crediamo sia opportuno che anche i negozi fisici possano adottare questa soluzione, offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti.”
Per Adoc anche quest’anno i piccoli esercizi continueranno a soffrire gli effetti della crisi. “I saldi sono un momento favorevole per le grandi catene commerciali, che spesso operano in franchising, ma per i piccoli esercizi, soprattutto se dislocati nelle periferie, i guadagni non sono alti – continua Tascini – ad ogni modo, dobbiamo sottolineare che continuano le “storture” di mercato. Circa il 20% degli esercizi, come di consueto, cerca di essere più furbo degli altri e “anticipa” il periodo dei saldi, lanciando promozioni dirette, via sms o email, ai propri clienti o camuffando gli sconti con liquidazioni e svendite. Questi “trucchetti” minano pesantemente la fiducia dei consumatori verso i commercianti e penalizzano fortemente gli esercenti onesti, che puntano sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte”.

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Saldi: Il trionfo dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

saldiSi avvicina la cosiddetta stagione dei saldi ed ecco che in tanti -specialmente i comunicatori mediatici attenti ai propri contratti pubblicitari- ci vogliono far credere che e’ un buon momento per le occasioni, che altrimenti…… Altrimenti cosa? E’ qui il succo del problema… Altrimenti, niente! Perche’ gli sconti che ci dicono esserci in occasione della stagione dei saldi, li troviamo in qualunque altro periodo. Quello dei saldi e’ solo un periodo civetta per cercare di convincerci ad acquistare oggetti e capi d’abbigliamento che possiamo trovare tutto l’anno, a prezzi ugualmente scontati e anche piu’ convenienti, in qualunque negozio o attraverso la Rete. Periodo civetta al pari di tanti altri volatili che vengono lanciati nel corso dell’anno per indurci a fare acquisti anche quando -magari- non ne abbiamo bisogno: l’occasione -per usare un po’ di modi di dire- non solo fa l’uomo ladro, ma lo fa anche un po’ bischero (allocuzione fiorentina, sinonimo di tontarello, stupidotto):“compra ora che altrimenti questa offerta sara’ irripetibile”, e’ il motivo conduttore che ci vogliono istigare in testa, al pari di quelli che ci telefonano a tutte le ore a casa o vengono a bussare ai nostri “usci” per offrirci il contratto del gas, della luce o del telefono da stipulare subito perche’ le offerte sono limitate e scadono -guarda caso- proprio da li’ a poche ore.
Questa si chiama ipocrisia. Collettiva. E quindi anche piu’ dannosa di quella che usiamo ogni volta che facciamo finta -per farci forse meno male- di non comprendere una cosa o di comprenderla in un certo modo. E -si sa- l’essere umano ipocrita e’ piu’ debole, piu’ disponibile e quindi piu’ allocco. Perche’ non giocarci intorno ed indurgli bisogni che non ha, o magari indurglieli anche quando magari avrebbe da pensar a cose piu’ utili nella sua vita, come non accettare supinamente arroganza e stupidita’ del senso comune e del senso di chi ci amministra e del senso di chi ci marcia economicamente su queste ambiguita’?Continuiamo a farci male? Abbiamo tutti gli strumenti per non farcelo fare.Se qualcuno ha dei dubbi su questa nostra “filippica” contro il consumismo fine a se stesso e il condizionamento commerciale e mediatico, lo invitiamo, in questi giorni cosiddetti pre-saldi, a farsi un giretto nei negozi che poi praticano questi sconti, e prendere nota dei prezzi di alcuni articoli. Poi, nei giorni fatidici dove tutte le vetrine hanno un cartello con la scritta saldi -magari in piu’ lingue per indurre maggiore attrazione- rifatevi lo stesso giro e vedete cosa e’ successo ai prezzi base su cui sarebbe stato praticato lo sconto: sara’ piu’ alto, si’ che il prezzo scontato esposto per la vendita sara’ grossomodo uguale a quello che c’era prima dell’orgia dell’offerta. Certamente non tutti i negozi saranno cosi’, ma gli altri sicuramente vi avrebbero fatto lo stesso sconto anche prima della partenza del periodo dei saldi.E -sempre il nostro consiglio al consumatore “distratto”- ricordatevi che i vostri diritti -quelli del codice del consumo- sono sempre gli stessi, anche se vi fanno pagare meno. Uno fra questi e’ il principe: quanto acquistato si puo’ sempre cambiare o avere i soldi indietro, se le sue caratteristiche non rispondono a quanto pubblicizzato o vantato a voce… e questo entro due anni dall’acquisto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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SALDI: sconti record, ma meno di quello che dicono i commercianti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

saldiAl via le vendite di fine stagione. L’Unione Nazionale Consumatori prevede sconti record per quanto riguarda i saldi estivi, anche se inferiori rispetto a quanto solitamente pubblicizzano i commercianti in vetrina.
Il record è per gli indumenti che saranno scontati del 23,7%. Ribassi inferiori per le calzature, i cui prezzi scenderanno del 21,4%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con uno sconto stimato del 12,8% (cfr. tabella).
“Gli sconti raggiungono il primato per quanto riguarda i saldi estivi, ma sono inferiori rispetto a quelli invernali e decisamente più bassi rispetto a quelli sbandierati in vetrina. I ribassi del 70% o del 50%, insomma, non esistono, salvo talvolta nell’Alta moda. Un commerciante con percentuali così alte di sconto, infatti, dovrebbe vendere sottocosto. L’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è rimasta” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per questo il consiglio che diamo è di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di diffidare di riduzioni troppo elevate” conclude Dona. L’Unione Nazionale Consumatori dà alcuni consigli per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i possibili trabocchetti:
1) Prodotti difettosi. Conservate sempre lo scontrino, è una prova per far valere i propri diritti. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Avete due mesi di tempo (non 7 o 8 giorni) per denunciare il difetto del capo e per ottenere la sua sostituzione o riparazione, a vostra scelta. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché manca la vostra taglia, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono) o, se preferite, ad una riduzione del prezzo.
2) No ai fondi di magazzino. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce messa in saldo deve essere l’avanzo della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino. Come accorgersene? State lontani da quei negozi che avevano i ripiani semivuoti prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei capi più svariati. E’ improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni articolo, di tutte le taglie ed i colori.
3) Confrontate i prezzi.. Non fermatevi mai al primo negozio, ma confrontate i prezzi di più esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta un giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Nei giorni che precedono i saldi andate a curiosare nei negozi, segnandovi il prezzo della merce che vi interessa. Potrete così verificare se lo sconto praticato è reale ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code.
4) Consigli per gli acquisti.
Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa carichi di capi di abbigliamento, magari anche a buon prezzo, ma dei quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai.
Datevi un budget.
Valutate la bontà della merce guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (fibre naturali o sintetiche, lino o cotone…). Pagare un prezzo alto non implica che sia un prodotto di qualità.
5) Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non esattamente nuova, o prezzi vecchi gonfiati (si aumenta il prezzo vecchio così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti (salvo nell’Alta moda) e dovrebbe vendere sottocosto.
6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, così da poter valutare autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7) Negozi e vetrine. Controllate il prezzo e non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto, anche se non sempre è obbligatorio farlo. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Ma il consiglio è di non acquistare i capi di abbigliamento che possono essere solo ammirati.
9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

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SALDI: come evitare fregature on-line

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

saldi“Non solo in negozio, ma anche on-line è periodo di saldi, ma non sempre un prodotto scontato si rivela un vero affare”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), in merito all’apertura della stagione dei saldi estivi.
“Sempre più consumatori fanno shopping on-line su siti mono e plurimarca, siti generalisti e gruppi d’acquisto -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)- e con il dilagare di smartphone e tablet che permettono di fare acquisti anche sotto l’ombrellone, il numero di e-consumer è in crescita, ma in Rete come per le vie del Centro è importante non farsi prendere dalla smania dell’affare a tutti i costi! Prima di fare acquisti è bene confrontare i prezzi (l’ideale sarebbe rapportarli con il prezzo iniziale) e non farsi attrarre soltanto dallo sconto: farete un affare soltanto acquistando un jeans scontato che vi serve davvero e non l’ennesimo paio di scarpe, seppur al 50 per cento!”.
“Anche in periodo di saldi -prosegue Dona- comprando un capo sul web si ha il diritto di cambiare idea, da esercitare entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto o dalla sottoscrizione del contratto (ricordate di conservare la ricevuta di pagamento!) La serietà di un sito si vede anche dalla politica di reso che adotta e dalla chiarezza con cui fornisce al cliente le informazioni. Prima di procedere nell’acquisto è bene informarsi sul sito su cui si sta comprando: basta fare qualche ricerca su Internet per scoprire la reputazione che gode on-line; in generale quando è presente un recapito telefonico, l’indirizzo e la partita Iva si tratta di portali seri. Se leggete testi scritti male con errori o tradotti letteralmente da un’altra lingua, state alla larga! Date anche un’occhiata all’URL dell’indirizzo: fidatevi solo di siti ad alto standard, protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET, riconoscibili dalla certificazione e dal lucchetto chiuso”.
“Un altro aspetto da non sottovalutare è il prezzo -afferma l’avvocato Dona- diffidate da sconti eccessivi e prezzi troppo bassi: difficilmente si tratta di prodotti originali. Prima di cliccare su ‘Acquista’ calcolate bene il costo finale del prodotto: uno sconto del 20 per cento difficilmente conviene se si devono aggiungere 15 euro di spese di spedizione. Infine, non sottovalutate il metodo di pagamento: va benissimo pagare con carta di credito, ricaricabile e anche con contrassegno, ma se il venditore chiede una ricarica della postpay, ad esempio, è meglio cambiare negozio on-line!”. (Simona Volpe)

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

saldiInizierà a giorni la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novità. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L ‘ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Saldi fine stagione

Posted by fidest press agency su sabato, 3 gennaio 2015

saldiSaldi sottotono anche nel 2015. La crisi peserà anche nelle vendite di fine stagione. “Purtroppo in questi anni la voce Abbigliamento e calzature è quella che ha registrato il crollo maggiore, trattandosi di acquisti tipicamente rinviabili. Dal 2008 al 2013 la spesa media annua di una famiglia di 3 componenti è passata da 2353 a 1636 euro, con un calo di 717 euro, pari al 30,47%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.
Come si nota dalla tabella sotto riportata si tratta di una diminuzione percentuale più che tripla rispetto, ad esempio, alla voce trasporti, che ha avuto in valore assoluto il secondo maggior ribasso (- 535 euro, pari ad una contrazione del 9,40%).
L’Unione Nazionale Consumatori presenta il decalogo con i consigli per gli acquisti in epoca di saldi:
1) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Per accorgersene ricordatevi è improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Diffidate di quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti.
2) I capi difettosi si possono sostituire. Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è sempre obbligato a sostituire l’articolo difettoso e se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito o non c’è più la vostra taglia, avete diritto, a vostra scelta, o a una riduzione del prezzo o alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Inoltre avete due mesi di tempo dalla data della scoperta del difetto, non 7 o 8 giorni, per denunciarlo al venditore.
3) Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code.
4) Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai.
5) Datevi un budget. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche).
6) Diffidate degli sconti superiori al 50%, possono nasconder merce non proprio nuova o prezzi vecchi gonfiati. Un commerciante non può avere, infatti, salvo in rari casi come nell’alta moda, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
7) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
8) Negozi e vetrine. Diffidate di quei nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo esposto in modo chiaro e ben leggibile è un indice di serietà del negoziante. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
9) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
10) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
Se avete bisogno di consigli o non riuscite a far valere i vostri diritti contattate le sedi locali dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Saldi: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2014

Inizia la stagione dei saldi. Certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novita’. Per fortuna e meno male. Perche’ vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l’abbigliamento.
Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti -prima, durante e dopo l ‘acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di “fare l’affare”, a non prendere la tradizionale fregatura:
PRIMA DI SCEGLIERE L’ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato;
DURANTE L’ACQUISTO – PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita’ della merce di riferimento (dopo non si potra’ rivendicare il cambio di un prodotto perche’ il negozio a cento metri piu’ in la’ vende lo stesso ad un prezzo dimezzato);
3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se’ e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie;
4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”.
DURANTE L’ACQUISTO – PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche’ siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo’ chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all’istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L’ACQUISTO – QUALITA’
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu’, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo’ variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) I capi d’abbigliamento riportano l’etichetta con le modalita’ di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio’ che e’ indicato: la sua esperienza puo’ servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e’ portato il capo d’abbigliamento in lavanderia;
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e’ di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo’ essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie;
9) diffidare dei capi d’abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e’ molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
DURANTE E DOPO L’ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche’ difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e’ sbagliata la taglia o si e’ semplicemente cambiato idea, e’ solo la disponibilita’ del commerciante che puo’ ovviare al problema, ma non c’e’ un diritto del consumatore. (fonte aduc)

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O si tagliano le spese o Italia andrà svenduta a prezzi di saldo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Meno regole italiane, più regole americane . Queste sono le richieste dell’amministratore straordinario pro tempore, continuando ad essere succubi della finanza ? Di una finanza perversa che vuole conquistare un nuovo territorio al modello economico-sociale-politico più consono alla sua egemonia Vogliamo pensare a quale futuro vogliamo per noi, quali valori e quali aspettative. La classe politica altrove impegnata (?) non è riuscita ad arginare le difficoltà economiche in arrivo e tra il rischio di un default e un salvataggio ha preferito rinunciare a grandi parti di autonomia decisionale. Dobbiamo evitare che tutto il sistema sanitario, sociale e civile di tipo “europeo” venga smantellato per replicare modelli dove si può persino morire davanti a un ospedale se non si ha una carta di credito liquida disponibile. Se il popolo contrasterà la volontà dell’attuale governo , il salvagente finanziario “messo a disposizione” per tenere a galla i titoli di stato verrà rimosso e l’Italia affonderà. Se preferiamo gli aiuti saremo colonizzati e l’Italia svenduta con la sparizione di tutti i nostri valori sociali,solidali, spirituali ecc. Cosa fare in alternativa? Liquidare tutto il sistema politico, da sostituire con persone maggiormente qualificate e con curriculum di valori provati (meritocrazia ed etica). DIMEZZARE LE SPESE PER LO STATO ( auto blu- spese militari – contributi ai partiti- vitalizi ecc ). Fantasie ? Impossibile arrivare a ciò non è nella nostra indole? L’aumento delle tasse e della burocrazia diminuisce spaventosamente il potere di acquisto che ha come conseguenza minor consumi e una diminuzione della produzione. E l’Italia corre veloce verso l’ avvitamento . L’uscita dall’Euro è solo procrastinata (deleria per il nostro paese), ma prima dobbiamo regalare tutto quello che ci resta; imprese , beni demaniali , impedendoci di salvarci ? Il patto tra cittadini vessati e politici è rotto. (Orlando MASIERO)

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