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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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L’Italia deve fare un salto di qualità sul piano della sicurezza nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

In particolare lo deve sul fronte della tutela degli interessi strategici economici con il pieno coinvolgimento del Parlamento stesso e delle forze politiche, sociali e culturali del Paese”. A dirlo è il vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, senatore di FdI in occasione della presentazione della ‘Relazione sulla politica dell’informazione per la Sicurezza’, curata dal Comparto Intelligence e relativa all’anno 2019 che “evidenzia le nuove minacce cibernetiche ed economiche produttive, così come la necessità di continui adeguamenti normativi, cosa peraltro avvenuta più volte nel corso dell’ultimo anno”.”Per questa ragione stiamo predisponendo una proposta di legge organica di revisione del Sistema della Sicurezza Nazionale che, tra l’altro, preveda una più incisiva partecipazione del Parlamento nel sistema di informazione per la sicurezza dell’Italia, introducendo l’obbligo del varo di una ‘legge annuale per la sicurezza nazionale’. Una volta presentata la Relazione che il governo trasmette alle Camere, il Parlamento avrà l’opportunità attraverso un dibattito in Aula e la votazione di relative risoluzioni di discuterne nel merito. Da qui, poi, spetterà al governo presentare un disegno di legge per la sicurezza nazionale sulle indicazioni giunte dal Parlamento stesso. In questo modo la relazione non rimarrà soltanto l’ennesimo documento presentato e depositato, ma piuttosto l’occasione per un confronto in Parlamento e nel Paese sulla sicurezza nazionale consentendo inoltre che questo possa tradursi in un provvedimento legislativo a tutela degli interessi strategici del Paese” conclude il senatore Urso.

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Aiutare un ospedale della Mongolia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2009

In  fase  di  definizione un gemellaggio con l’Ospedale di Arvayheer, nella Mongolia  Centrale,  a cui  destinare  alcune  delle  attrezzature che non saranno   trasferite   nel  nuovo  ospedale  di Bergamo.  In  campo  anche l’Associazione  WOPSEC  e  l’Ospedale di Treviso con l’obiettivo di dare al personale  strumenti  pratici  e teorici per permettere all’unica struttura sanitaria di riferimento per 360.000 persone di fare un necessario salto di qualità. Gli Ospedali Riuniti hanno conosciuto l’Ospedale di Arvayheer tramite Padre Ernesto  Viscardi,  un missionario bergamasco della Consolata di Torino, in missione  con altri confratelli in Mongolia. Padre Viscardi si è rivolto al Direttore Generale degli Ospedali Riuniti, Carlo Bonometti, chiedendogli di assegnare  all’Ospedale  di  Arvayheer alcune attrezzature sanitarie che si rendessero disponibili al momento del trasferimento nel nuovo ospedale. Il  progetto  che  gli Ospedali Riuniti vorrebbero sviluppare prevede degli interventi  strutturali,  e  in  particolare  la ristrutturazione di alcuni servizi  essenziali  come  il  pronto  soccorso,  la  radiologia,  le sale operatorie  e  le terapie intensive, che dovrebbero essere dotate di alcune attrezzature  attualmente  in  uso  nei  medesimi servizi dei Riuniti e che verranno dismesse al momento del trasferimento nel nuovo ospedale. L’Ospedale  di  Arvayheer  è  destinato  quindi  ad  aggiungersi agli altri ospedali  sparsi  in  tutto  il  mondo  che  si  avvalgono  dell’aiuto  dei professionisti degli Ospedali Riuniti, che, grazie anche all’appoggio dellaRegione  Lombardia,  vanno all’estero per curare la popolazione e insegnare alle équipe sanitarie locali come intervenire.

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