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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘salute mentale’

Salute Mentale e priorità

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Napoli. La Società Italiana di Psichiatria (SIP) in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), il Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e la Fondazione Progetto Itaca Onlus, si sono confrontati a Napoli con i rappresentanti di diverse Regioni sullo stato dell’arte dell’assistenza dei pazienti affetti da disturbi mentali con l’obiettivo di definire una serie di azioni da attuare in stretta collaborazione con il Ministero della Salute.“Già nel 2017 avevamo le idee chiare – spiega Enrico Zanalda, Presidente della Società Italiana di Psichiatria – il nostro obiettivo era sensibilizzare le Istituzioni sull’emergenza rappresentata dalle malattie psichiatriche. Lo abbiamo fatto mettendo a punto la Carta della Salute Mentale, che è stata presa in considerazione nel modo corretto, considerato che a gennaio il Ministero della Salute ha istituito un tavolo ministeriale dedicato a questa tematica al quale anche la Società Italiana di Psichiatria è stata invitata a far parte”.La Carta della Salute Mentale è figlia di due Risoluzioni (WHA65.4 e WHA66.8) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha predisposto un Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020. Obiettivo: sollecitare gli Stati Membri ad adottarlo, a intraprendere le dovute azioni programmatiche e a stanziare le necessarie risorse.

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7° giornata nazionale UFE

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

cervelloCecchina di Albano Laziale 27 maggio 2016 Presso Parrocchia San Filippo Neri Via Nettunense 37. Il 27 Maggio è una data importante per la Salute Mentale dei Castelli Romani. Quel giorno arriveranno cittadini, ufe, utenti, familiari e operatori provenienti da tutte le regioni d’ Italia e, nella sala della Parrocchia di Cecchina, gli UFE testimonieranno le esperienze da loro maturate in questi anni di affiancamento i professionisti nelle varie realtà dove operano. Sarà un’ occasione per riflettere sul sapere esperienziale e sul significato dell’essere UFE oggi.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Insieme contro i pregiudizi”, che opera dal 2009 nell’ambito della riabilitazione psisica e psichiatrica e annovera, tra i suoi soci, cittadini, utenti, familiari e operatori che operano in tale contesto.
L’Associazione si avvale dell’apporto dato dagli UFE (Utenti e Familiari Esperti) che sono quegli utenti e familiari che, per storia personale, hanno acquisito un sapere esperienziale che mettono a disposizione degli altri utenti in sinergia con gli operatori.
Essi infatti affiancano gli operatori nei Servizi di Salute Mentale e, alle persone che frequentano questi servizi e ai lo familiari, offrono la loro esperienza, la loro vicinanza emotiva, donando fiducia e speranza.
L’Associazione considera l’EMPOWERMENT individuale e di comunità come strategia fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di salute. La teoria dell’Empowerment sostiene che le persone necessitano di occasioni per divenire attive nel prendere decisioni individuali, organizzative o di comunità in modo da migliorare la qualità della propria vita.
“Insieme contro i pregiudizi” collabora con gli operatori della salute mentale perché i cittadini, con problemi psichici e psichiatrici raggiungano il RECOVERY, termine che, più che a una guarigione clinica, allude a un ristabilimento di una condizione di validità che con la malattia è stata compromessa o perduta, anche se la malattia ancora persiste.
Il Recovery si riferisce a un processo volto a ridurre gli effetti deleteri della patologia sulla qualità della vita, ad abbattere gli atteggiameti stigmatizzanti e autostigmatizzanti, a favorire la ripresa di contatti sociali e l’autonomia nella gestione della quotidianità.

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Salute mentale: in Italia un milione di anziani con demenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

cervelloll progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un sensibile aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi psichiatriche più comuni vi sono le demenze, che colpiscono un milione di italiani (600.000 con morbo di Alzheimer), hanno una prevalenza del 5-8% negli over 65 e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione. Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale: presentargli i contenuti e le finalità del Piano Nazionale Demenze, educarlo a un corretto approccio diagnostico-terapeutico e renderlo consapevole del suo ruolo centrale nella rete integrata dei servizi sono gli obiettivi che si pone il progetto formativo promosso dall’Associazione Italiana Psicogeriatria, con il supporto incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale nell’anziano.
L’iniziativa, dal titolo “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, è stata annunciata in occasione del XVI Congresso Nazionale AIP in corso a Firenze e prevede 13 eventi ECM locali, che si svolgeranno da maggio a ottobre nelle principali regioni italiane, per raggiungere oltre 600 Medici di Medicina Generale.Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Non fanno parte del normale processo di invecchiamento ma sono malattie da affrontare con determinazione, combattendo lo stigma e il fatalismo ancora presenti nelle famiglie, nella società e talvolta tra gli stessi operatori sanitari. Partendo da queste considerazioni, il 30 ottobre 2014 la Conferenza Unificata ha approvato l’accordo tra Governo, Regioni e Province autonome sul “Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all’accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura.
Ed è in un simile contesto che si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.“La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata al costante aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”, spiega il professor Marco Trabucchi,Presidente dell’Associazione Italiana Psicogeriatria. “Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a far conoscere il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è fondamentale per riconoscere precocemente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista”.Nel caso di disturbi psichiatrici così invalidanti come le demenze dell’anziano, una corretta informazione dei professionisti e della popolazione generale è il primo strumento per migliorare la presa in carico del paziente ma anche l’accettazione della patologia da parte dei congiunti e di tutta la comunità, che deve sempre rispettare il diritto del malato ad essere considerato “persona”. L’impegno di AIP sul fronte della formazione, al quale Angelini ha aderito con un contributo educazionale, punta anche a questo obiettivo.
“L’Italia è uno dei Paesi con la più alta percentuale di over 65”, dichiara il dottor Fabio De Luca, Chief Commercial Officer Italia di Angelini. “Se ne contano oltre 13 milioni, secondo i dati ISTAT 2015, pari al 21,7% della popolazione totale; le problematiche di salute mentale legate a una società che invecchia sono, pertanto, un’emergenza sanitaria e sociale dei nostri tempi. Da anni Angelini è impegnata nell’area della neuropsichiatria e dei disturbi depressivi, promuovendo campagne di sensibilizzazione sul pubblico e gli operatori del settore, con un’attenzione particolare ai soggetti fragili come gli anziani. Per questo motivo, non potevamo far mancare il nostro sostegno al progetto formativo di AIP, nell’intento comune di migliorare la cultura e l’approccio del medico di famiglia alle demenze ma, al tempo stesso, supportare il paziente e i suoi caregiver, che hanno diritto a ricevere l’assistenza più appropriata, in ogni fase della malattia”.

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AssoTutela: Salute mentale, sfratto al reparto del San Camillo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 ottobre 2014

ospedale-san-camilloRoma.“Ci stupisce la doppiezza della Regione Lazio. Da una parte finanzia la salute mentale, facendone gran propaganda, dall’altra fa sì che siano dimezzati reparti e servizi”. Lo sostiene il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “La direzione aziendale, nella foga di reperire spazi per liberare il Forlanini e destinarlo a chissà quale uso, sta costipando il San Camillo con gravi disagi per pazienti, familiari e operatori. La fretta è cattiva consigliera; soprattutto le decisioni affrettate possono essere portatrici di nefaste conseguenze”, precisa Maritato. Nella palazzina del padiglione Morgagni, dove ha sede il Dipartimento di salute mentale della Asl Roma D, ospitato dall’azienda San Camillo Forlanini, dovrebbe andare l’oculistica che ha bisogno di locali capienti. “Perfino un bambino capirebbe che un corpo più grande non entra nel più piccolo – ironizza il presidente – ma i nostri amministratori procedono alla cieca, volendo sovraccaricare un ospedale che già, in condizioni normali, non riesce a reggere il peso della grande affluenza. Ci appelliamo perciò al direttore generale dottor D’Urso, che sappiamo manager di grande equilibrio, perché interceda presso gli uffici regionali per mettere fine a questo scempio. Il Forlanini deve restare aperto, ospitare i servizi della Asl Roma D, letti di lungodegenza, mantenere attivi la Medicina nucleare e l’Ucri, reparto di cure intensive per i pazienti in stato vegetativo.

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La salute mentale nei giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2011

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Milano Il 25 ottobre ore 9,00 all’Università degli Studi di Milano verranno presentati i risultati del primo Programma di Ricerca Strategica sui fattori di rischio biologico e psicosociale nell’insorgenza della malattia mentale in età evolutiva. Stilate anche le prime linee guida in Italia per il trattamento dell’autismo.
In un ambito relativamente povero di conoscenze scientifiche quale è lo studio della malattia mentale in età evolutiva, diventa urgente stabilire quali sono i fattori di rischio, gli indicatori di patologia e le evidenze scientifiche di efficacia dei trattamenti: il tutto finalizzato allo sviluppo di modelli di prevenzione ed intervento e per alleviare il carico di sofferenza che tali disturbi esercitano sulle famiglie. In quest’ottica, nel 2008 ha preso avvio – tra i programmi di ricerca biomedica del Ministero della Salute – il primo Programma Nazionale di Ricerca Strategica in Età Evolutiva, guidato dall’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia e che ha coinvolto la Regione Lombardia, l’IRCCS Stella Maris, l’Agenzia Sanitaria Regionale – Regione Emilia Romagna e l’Istituto Superiore di Sanità.In particolare durante la giornata si farà luce:
sui fattori di rischio biologico e psicosociale nell’insorgenza di disturbi psicopatologici esternalizzanti (aggressività, bullismo, iperattività) ed internalizzanti (ansia, depressione). L’IRCCS Medea presenterà uno studio di follow-up epidemiologico attraverso diverse fasi dell’adolescenza su circa 300 ragazzi, con una rilevazione accurata di variabili comportamentali ed ambientali, così come di alcuni fattori di rischio biologico/genetico.
sulle competenze prosociali (ovvero le capacità di aiutare e prendersi cura degli altri) nel prevenire o ridurre i problemi comportamentali degli adolescenti.Verranno illustrati due studi: il primo condotto su circa 400 studenti tra i 12 e i 14 anni nella provincia di Roma dall’Università Sapienza per la valutazione di un intervento volto alla prevenzione dei problemi comportamentali attraverso la promozione delle competenze prosociali; il secondo condotto nella Regione Lombardia su più di 100 adolescenti afferenti ai servizi di neuropsichiatria per problemi comportamentali. Saranno presentati i risultati dell’intervento di prevenzione svolto sulla popolazione non clinica e i risultati dello studio svolto con adolescenti afferenti ai servizi di neuropsichiatria volto a verificare in che misura le competenze prosociali contribuiscono ad esiti clinici più favorevoli.
sull’epidemiologia dell’uso dei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Verrà presentato il progetto PREMIA, che ha esaminato in dettaglio, per la prima volta, le caratteristiche strutturali e di processo, nonché i dati di attività, delle 11 Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Emilia-Romagna. Sono state anche valutate, su un campione rappresentativo di 703 pazienti in trattamento presso queste UONPIA e presso l’UONPIA di Brescia, le caratteristiche sociodemografiche, cliniche ed assistenziali del campione studiato, e sono stati messi in luce i ‘percorsi’ seguiti per arrivare al contatto con questi servizi. I risultati di questo studio sono in stampa in riviste internazionali.
sull’autismo. Per una presa in carico tempestiva del bambino con autismo è necessario ridurre al massimo il gap tra diagnosi e trattamento. Per questo è stata fatta una sperimentazione in Regione Toscana sulle modalità organizzative che consentano una individuazione tempestiva del problema ed è stata compiuta una valutazione di outcome su bambini diagnosticati precocemente.
Sono stati inoltre valutati gli effetti sulle famiglie di questa patologia invalidante attraverso lo studio epidemiologico FABIA – FAmily Burden in Infantile Autism – sul carico familiare associato all’autismo, condotto in sei regioni italiane e coordinato dal Reparto Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità: obiettivi la quantificazione e la caratterizzazione del carico di sofferenza (burden) e dei bisogni delle famiglie con un figlio affetto da un disturbo dello spettro autistico e l’identificazione dei fattori demografici, socioeconomici e assistenziali associati al carico di sofferenza. Infine sono state approntate le prime linee guida in Italia per il trattamento dell’autismo, il cui scopo è aiutare i clinici – e quindi indirettamente anche i genitori – a identificare gli interventi utili per un outcome positivo e ridurre così l’impatto di questo disturbo sullo sviluppo globale della persona.
All’incontro – che vede 400 iscritti – interverranno, tra gli altri: Massimo Casciello (Direttore Generale della Ricerca scientifica e tecnologica del Ministero della Salute), Gian Vittorio Caprara (Professore Ordinario di Psicologia alla Sapienza  Università di Roma), Giovanni De Girolamo (Direttore Scientifico dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia), Angelo Picardi(Primo Ricercatore presso il Reparto di Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità), Filippo Muratori (Professore Associato di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Pisa) eMassimo Molteni (Coordinatore Programma Nazionale di Ricerca Strategica in età evolutiva – IRCCS Medea).

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In viaggio al centro della mente

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Roma 31 marzo 2011 – ore 11,30 Piazza di Porta San Giovanni presso truck “IN VIAGGIO” La Conferenza Stampa sarà l’occasione per fare il punto sulle malattie mentali  che  rappresentano una problematica molto importante per la sanità pubblica, sia per la disabilità che comportano, sia per lo stigma che colpisce le persone affette, sia per le difficoltà che pongono alle famiglie dei pazienti e ai servizi assistenziali. Tra i temi affrontati, oltre ad un quadro epidemiologico a carattere nazionale e regionale, l’evoluzione dei rimedi terapeutici, l’importanza dell’inclusione sociale, la lotta allo stigma, l’accesso alle cure, i percorsi per i trattamenti riabilitativi, gli aspetti economici delle terapie e dei trattamenti.La campagna prevede una serie di incontri nelle principali piazze di 10 città italiane, dal 24 febbraio al 29 aprile 2011, a bordo di un mezzo speciale, il truck “IN VIAGGIO”. Si tratta di momenti di dibattito e formazione per specialisti e rappresentanti del management sanitario, oltre ad iniziative rivolte al pubblico, come la mostra “Outsider Art”, per far conoscere le opere di artisti che hanno sperimentato la sofferenza di un disturbo psichico, destinate altrimenti a rimanere fuori dai canali consueti dell’arte “ufficiale”. Dopo le tappe di Milano, Genova, Torino, Treviso, Ancona il truck IN VIAGGIO e la Mostra Outsider Art sosteranno a Roma dal 31 marzo al 2 aprile 2011 in Piazza di Porta San Giovanni, per proseguire, poi, per Bari, Catanzaro, Palermo e Cremona. Interverranno:
• Senatore Antonio Tomassini – Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica
• Professor Paolo Girardi – Presidente Società Italiana di Psichiatria Regione Lazio
• Professor Massimo Biondi – Ordinario di Psichiatria Università  La Sapienza  – Roma
• Professor Alberto Siracusano – Ordinario di Psichiatria Università  Tor Vergata – Roma
• Professor Massimo di Giannantonio – Associato di Psichiatria Facoltà di Psicologia Università “G. d’Annunzio” – Chieti;
• Dottor Gianfranco Palma – Direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma
• Dottoressa Daniela Pezzi – Membro della Consulta Regionale per la Salute Mentale
• Professor Federico Spandonaro – Farmaco Economista Università Tor Vergata – Roma
• Professoressa Daniela Rosi – Curatrice Mostra Outsider Art

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Disturbi psicopatologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Empoli 2 Febbraio 2011, alle ore 11.00, nei locali del Centro Direzionale dell’Asl 11 in via dei Cappuccini n. 79 (stanza 41, piano III), a Empoli per illustrare le attività del Centro  residenziale per adolescenti affetti da distrubi psicopatologici.  Saranno presenti: il direttore sanitario dell’Asl 11 Enrico Roccato, il direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Asl 11 Enza Quattrocchi, la responsabile dell’unità operativa complessa Neuropsichiatria infantile dell’Asl 11 Annalisa Monti, il presidente  del Consorzio ASTIR Loretta Giuntoli.

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Gli ospedali Riuniti si candidano per il terzo SPDC

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Bergamo, IV Congresso Nazionale del Coordinamento Nazionale dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura. Il direttore generale Carlo Bonometti ha candidato gli Ospedali Riuniti a sede del terzo SPDC, portando il saluto alla platea di psichiatri, psicologi e operatori sanitari riuniti al Centro Congressi Giovanni XXIII. Non a caso, vista la tradizione di Bergamo, città che chiuse gli ospedali psichiatrici prima che venisse imposto per legge. Una tradizione che oggi si trova a fare i conti con la necessità di ampliare il numero di posti letto a disposizione dei malati psichici, i cui numeri sono in continuo aumento.  «Attualmente i due SPDC attivi servono una popolazione di circa 474 mila residenti, colmando anche la sofferenza di posti letto psichiatrici degli altri Dipartimenti di Salute Mentale in provincia. Il risultato è un tasso di occupazione dei posti letto disponibili sempre oltre il 100%. L’attivazione di un terzo servizio ci consentirebbe quindi di fronteggiare meglio questo sbilanciamento storico del sistema psichiatrico provinciale». «La realizzazione di questo progetto farebbe dei Riuniti l’unico ospedale italiano, con il Niguarda di Milano, ad avere tre SPDC e l’unica realtà psichiatrica di queste dimensioni organizzata per intensità di cura. Se venisse autorizzato il terzo SPDC sarebbe il coronamento di un forte impegno dell’Azienda Ospedaliera in questo settore, che ha visto gli Ospedali Riuniti anche divenire sede della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Statale di Milano Bicocca», ha concluso Bonometti. Gli spazi nel nuovo ospedale sono già stati previsti, al quinto piano della settima torre del Beato Giovanni XXIII, il cui cantiere si avvia alla conclusione e la cui attivazione è prevista entro la fine del 2010. Ma non si tratta solo di una questione di posti letto: «Nel nuovo ospedale – spiega Massimo Rabboni, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dei Riuniti – potremo rivedere l’organizzazione dell’intero polo psichiatrico ospedaliero, applicando anche negli SPDC il principio dell’intensità di cura che caratterizzerà l’intera struttura. Vorremmo creare tre aree: un’area critica di accoglienza e valutazione diagnostica iniziale, una di degenza e una a bassa intensità assistenziale ma con una forte vocazione riabilitativa». L’idea si è materializzata circa tre anni fa quando, per consentire la realizzazione di alcuni lavori di ristrutturazione della palazzina che ospita i due reparti psichiatrici in Largo Barozzi, è stato creato un reparto “satellite”, che per alcuni mesi ha ospitato i pazienti che presentano sintomi di minore intensità. (Carlo Bonometti)

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Giornata Nazionale per la salute mentale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Il 5 dicembre 2004 è stata indetta dal Governo Berlusconi, all’epoca in carica, la “Giornata Nazionale per la salute mentale”. Emanata con decreto del Ministro per la Salute dell’epoca, questa iniziativa aveva lo scopo di vincere la discriminazione e respingere pregiudizi, emarginazioni ed inoltre per sensibilizzare i cittadini alla prevenzione e tutela della salute mentale.  Purtroppo a tutt’oggi non abbiano riscontrato quel progresso che dovrebbe presiedere e rafforzare la “lotta” contro l’esclusione o la discriminazione sociale di questi “malati” per garantire il rispetto della persona umana, cioè la difesa dei diritti fondamentali che tutti a parole dicono di perseguire, ma che in pratica si dissolve nel giro di una notte.   In sintesi qualora si negasse alla situazione de quo il diritto al riconoscimento dell’handicap mentale, ma si capirebbe cosa esso sia, si compirebbe una discriminazione di cui tutti non la vogliono, ma con l’inerzia, si crea una “figura sociale” al pari, ci venga consentito, di un fantasma senza nome e senza volto che si aggira nell’ambito della Nazione di cui tutti cercano al più presto di liberarsi.  L’autentico progresso di cui tutti cercano di promuovere si persegue, a nostro modesto avviso, attraverso l’assoluto rispetto del bene della persona e di ogni persona in qualsiasi situazione essa si trova.  Questo principio in cui deve credere il genere umano deve far riflettere che non deve essere una semplice affermazione, ma un concetto di diritto alla salute, un valore intrinseco della vita umana, una tutela al diritto della salute sancito dalla Costituzione italiana e da Trattati Internazionali  Le famiglie di questi “sventurati della vita” sono molto preoccupate per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria dei servizi pubblici e malgrado le tragedie che spesso ci fornisce la cronaca traggono le loro origini da una chiara sintesi di disagio interno e di una assistenza inesistente o quanto meno molto carente, che “Giornate Nazionali per la salute mentale” o quant’altro non possono dare risposte a quelle necessità come a suo tempo abbiamo sostenuto.  Per le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini con disagio psichico e per il superiore principio della centralità della persona-malata, ancora una volta esprimo la nostra viva riconoscenza per le parole di sostegno e di denuncia coraggiosa rivolte alla comunità internazionale e nazionale dai Vescovi, da Papa Giovanni Paolo II° e da Papa Ratzingher ed un invito ad operare con modalità prioritarie e propositive per un radicale cambiamento legislativo ed istituzionale. Ribadiamo ancora una volta più che “Giornate o-“Campagne del non ricordo”, serve l’impegno delle Istituzioni considerando che la sede naturale per una risoluzione definitiva è il Parlamento come sosteniamo da anni, invitando il Consesso a decidere per una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica. (dr. Franco Previte)

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Tutela della salute mentale nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

“Nella nostra Regione – dichiara Peppe Mariani, componente della commissione regionale Sanità – grazie ad un serrato confronto con gli operatori del settore, ma soprattutto grazie ad un attento e prolungato ascolto delle problematiche legate alla salute mentale dei pazienti e delle loro famiglie, siamo finalmente giunti ad un nuovo testo di proposta di legge, presentato da Luigi Canali, Presidente della Commissione Sanità e riguardante quest’ambito socio – sanitario così delicato e bisognoso di risposte certe ed appropriate. Tra gli obiettivi di questa importante proposta di legge  – prosegue Mariani – che ho sottoscritto, quello di garantire finalmente una continuità terapeutica  e di disciplinare in modo moderno ed organico un settore ormai fermo a vent’anni fa. Alzare il livello di qualità delle prestazioni – continua Mariani –  uniformare i trattamenti, prevenire il disagio, sempre nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse, significa affrontare il problema secondo una prospettiva diversa ed innovativa, che tiene conto in particolar modo della dignità della persona e della qualità della vita. Ma tutto ciò potrà essere realizzato soltanto – conclude Mariani – attraverso il recupero del rapporto con i medici di base, per i  quali è necessario istituire un ruolo centrale e fondamentale nella medicina territoriale, perché è grazie alla loro presenza e al loro contributo che si potranno avere diagnosi tempestive e risposte adeguate, al sorgere delle prime manifestazioni del disagio.”

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Salute mentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

giovanniRimini dal 21 al 24 aprile 2009 presso l’Hotel Holiday Inn (viale Vespucci 16), ospita la seconda edizione della conferenza internazionale “Rafforzare i sistemi di salute mentale nei paesi a basso e medio reddito”. Il confronto e lo scambio fra i delegati di 12 paesi tra cui Iraq, Afghanistan e Somalia, gli esperti dell’OMS e i rappresentanti di agenzie sanitarie e associazioni internazionali Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi in tutto il mondo oltre 450 milioni di persone sono afflitte da una malattia mentale. Tra queste, 54 milioni di persone soffrono di depressione e 25 milioni di schizofrenia, 91 milioni fanno abuso di alcool e altri 15 milioni di droghe, mentre 50 milioni soffrono di epilessia, 24 milioni di Alzheimer e altre forme di demenza. Circa 877 mila sono ogni anno i suicidi, vite che si potrebbero salvare se non fosse che solamente il 9% circa di tutte le persone che soffrono di disturbi mentali viene curata e sufficientemente assistita; il restante 90% è diviso tra chi riceve cure inadeguate e chi non ne riceve affatto e, chiuso tra le mura di casa o di un manicomio, è sottoposto a trattamenti disumani e a torture: la maggior parte vive nei paesi a basso reddito, dove i servizi sanitari sono drammaticamente precari e alla salute mentale viene destinato meno dell’1% del budget sanitario. Per diffondere in tutti i continenti sistemi di cura giusti ed efficienti, per combattere stigma e pregiudizi sulla disabilità, per dare dignità e diritti ai malati psichici fermando gli abusi e le violenze, da martedì 21 a venerdì 24 aprile 2009 Rimini ospita i delegati di 12 paesi in via di sviluppo, gli esperti di agenzie sanitarie nazionali e internazionali e i rappresentanti di organizzazioni non governative per la seconda edizione del meeting “Rafforzare i sistemi di salute mentale nei paesi a basso e medio reddito”. Organizzato dall’associazione riminese Cittadinanza in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, il meeting porterà a Rimini i rappresentanti politici e sanitari di Afghanistan, Etiopia, Filippine, Georgia, Giordania, della regione indiana di Assam e poi di Iraq, Kirghizistan, Somalia, Tanzania, Uzbekistan e Vietnam.  Durante le quattro giornate di lavoro – che si svolgeranno -,  le autorità dei dodici paesi avranno modo di presentare i progetti da loro elaborati per migliorare i rispettivi sistemi di salute mentale. I progetti sono stati preparati sulla base dei risultati emersi dal WHO-AIMS (World Health Organization – Assessment Instrument for Mental Health Systems), uno strumento promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che consente ai paesi che lo adottano di condurre autonomamente il processo di valutazione e monitoraggio del proprio sistema sanitario, in modo da coglierne i punti di forza e di debolezza e quindi elaborare interventi e progetti di sviluppo che rispondono ai bisogni concreti dei malati. (foto giovanni)

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