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“Enfasi sul tema della sostenibilità: il Covid-19 evidenzia l’importanza di salute e benessere”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

A cura di Pauline Grange, Gestore azioni globali di Columbia Threadneedle Investments. Alla luce dei rapporti che collegano la gravità del Covid-19 con l’obesità, non sorprende che molte persone stiano cercando di mantenersi in salute. Questi studi non hanno solo incentivato gli individui ad agire, ma probabilmente sproneranno anche i governi ad adottare strategie più proattive per combattere l’obesità e ridurre l’incidenza dei fattori di rischio per le malattie non trasmissibili (MNT), come ad esempio il diabete.Non solo le MNT sono correlate ai casi più gravi di Covid-19, ma rappresentano anche un onere crescente per i sistemi sanitari statali.In effetti, la nostra conoscenza dei sistemi sanitari è cresciuta significativamente nell’ultimo decennio. Uno studio pubblicato su Lancet a giugno 2018 ha rivelato che, com’era prevedibile, c’è una forte correlazione positiva tra la salute della popolazione e la spesa sanitaria pro capite. Tuttavia, ci sono diverse eccezioni degne di nota. Ad esempio, la spesa pro capite per l’assistenza sanitaria della Finlandia, che si colloca al sesto posto in termini di accesso e qualità del servizio, e dell’Italia (al nono sposto) è inferiore rispetto a quella Regno Unito (al 23° posto), nonostante i primi due paesi abbiano un punteggio più alto; gli Stati Uniti invece, che registrano la più alta spesa sanitaria pro capite al mondo, si collocano solo al 29° posto. Queste anomalie riscontrate in alcuni dei paesi più ricchi sono imputabili alle differenze culturali.Più del 70% degli americani è in sovrappeso o soffre di obesità, e la prevalenza dell’obesità grave è aumentata negli ultimi due decenni. La situazione non è molto diversa nel Regno Unito, dove il 67% degli uomini e il 60% delle donne sono considerati in sovrappeso.Gli alti tassi di obesità sono uno dei principali problemi di salute pubblica e anche una delle determinanti di malattie croniche legate alla dieta, come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro. Attualmente sei americani su 10 soffrono di una patologia cronica e quattro su 10 accusano due o più malattie croniche. La prevalenza di queste patologie croniche dipende da vari fattori, tra i quali spiccano le abitudini alimentari scorrette e la mancanza di attività fisica.Nel Regno Unito è ormai ampiamente riconosciuto che i più alti livelli di obesità contribuiscono al fatto che il paese evidenzi il più elevato tasso di mortalità da Covid-19 in Europa. Man mano che i governi si renderanno conto che i fattori culturali e legati allo stile di vita stanno più che annullando gli eventuali benefici incrementali legati alla spesa sanitaria pro capite supplementare, potremmo assistere a un cambiamento delle politiche volto a considerare queste aree, in particolare nell’ambito della crisi attuale.L’alimentazione è uno dei metodi più semplici di cui dispongono i governi per influenzare la salute pubblica e l’incidenza dell’obesità. In futuro, i cibi e le bevande meno salutari saranno probabilmente soggetti a crescenti restrizioni in termini di pubblicità, a tasse sullo zucchero e a maggiori avvertenze sulle etichette dei prodotti. È più probabile che tali misure verranno adottate nei paesi caratterizzati da una maggiore incidenza del diabete, un bilancio più grave legato al Covid-19 e sistemi sanitari pubblici più estesi.Il Regno Unito rappresenta un esempio recente al riguardo. A luglio Boris Johnson ha adottato una posizione più proattiva sull’obesità dopo aver contratto lui stesso il Covid-19. Le nuove misure proposte comprendono: il divieto di pubblicizzare gli alimenti ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale in TV e su internet prima delle 21:00; la cancellazione delle promozioni di tipo “1+1 gratis” sugli alimenti poco salutari ad alto contenuto di sale, zucchero e grassi; l’indicazione delle calorie sui menù al fine di aiutare le persone ad effettuare scelte più sane quando mangiano fuori; e l’obbligo di segnalare le “calorie liquide” nascoste per le bevande alcoliche. Infine, una campagna aiuterà le persone a perdere peso, a mantenersi attive e a mangiare meglio.Uno stile di vita più attivo rappresenta anche uno strumento cruciale per combattere la crisi dell’obesità in tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che la carenza di attività fisica è uno dei principali fattori di rischio di mortalità a livello mondiale. Le campagne governative per aiutare le persone a perdere peso e a fare attività potrebbero rivelarsi fondamentali per invertire queste tendenze. Anche le società di abbigliamento sportivo come Adidas (una posizione nella nostra strategia) promuovono uno stile di vita più sano tramite le loro campagne di marketing e di sostegno alla comunità, ricavando al tempo stesso un beneficio economico.La strategia Global Sustainable Outcomes evita attivamente le società i cui prodotti e servizi alimentano la crisi dell’obesità e della salute, come le aziende produttrici di alcolici e i fast-food, dando invece la priorità alle imprese di beni di consumo i cui prodotti contribuiscono a una dieta e a uno stile di vita più sani. Se le politiche governative si dimostreranno efficaci, riteniamo che le società con un profilo migliore dal punto di vista sanitario risulteranno avvantaggiate, mentre quelle con portafogli meno salutari dovranno affrontare sfide e costi maggiori in futuro.

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Salute, boom di infiammazioni polmonari dovute al Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’emergenza sanitaria legata al Covid ha nuovamente posto i riflettori sulle infezioni polmonari, una delle patologie più frequenti causate dall’innesto di virus e batteri, in grado di arrecare danni spesso permanenti alle vie respiratorie. Uno scenario allarmante ingigantito proprio dall’epidemia in corso: basti pensare che secondo una recente ricerca del Columbia Asia Hospital pubblicata su The Hindu, i casi di polmonite acuta dovuti al Covid sono aumentati dell’80% rispetto allo scorso anno. Un quadro condiviso anche in Italia dove, secondo un report dell’Istituto Superiore di Sanità che ha indagato su oltre 5mila decessi legati al Covid, è stato riscontrato come l’80,5% del totale presentasse sintomi di infezioni polmonari. Ma quale può essere, secondo gli esperti, un valido rimedio nella riabilitazione da polmonite? Una recente indagine condotta dai ricercatori Michael R. Hamblin, Principal Investigator al Wellman Center for Photomedicine del Massachusetts General Hospital, e Reza Fekrazad, capo del Lasers Research Center in Medical Sciences alla AJA University of Medical Science di Theran, pubblicata sulla National Library of Medicine, ha evidenziato come la fotobiomodulazione prodotta dalla laserterapia, in particolar modo le lunghezze d’onda nel range 650mm – 830mm a emissione continua, generi effetti ottimali sul recupero da infezioni polmonari e sia una possibile soluzione per prevenirle. Tra i benefici indotti dalla laserterapia vanno annoverati la riduzione dell’edema polmonare e dell’afflusso di neutrofili, la rigenerazione dei tessuti e una migliore ossigenazione per tutti gli organi correlati. “Le evidenze scientifiche citate nell’articolo hanno avvalorato l’efficacia degli effetti di modulazione della risposta di infiammatoria e di biostimolazione per conto della laserterapia – ha spiegato il dott. Ingmar Angeletti, fisioterapista presso il Rihabilita Medical Center di Alzano Lombardo (BG) – In particolare si è resa fondamentale in alcuni nostri pazienti con nevriti post Covid e lesioni dello SPE (sciatico popliteo esterno) a seguito di stress traumatici durante le fasi di allettamento nei reparti di terapia intensiva. Sono stati trattati con la Theal Therapy e con le due lunghezze d’onda citate, con modalità stocastica e antinfiammatoria, utilizzando un controllo termico a 36 gradi e ottenendo significative riduzioni del dolore neuropatico. Inoltre mi auguro, considerando la recente ricerca pubblicata sulla National Library of Medicine, che Theal Therapy possa diventare lo standard operativo dei protocolli ospedalieri per la modulazione della risposta infiammatoria”. Ma l’infiammazione polmonare non è la sola problematica più diffusa tra i pazienti ricoverati di Covid e che finiscono in terapia intensiva. Secondo una ricerca americana pubblicata dalla World Health Organization su Science Daily al primo posto vi è la perdita dell’olfatto e del gusto che provoca nel 65% dei pazienti uno stato confusionale e un senso di disorientamento. A seguire vi sono le lesioni da pressione che interessano cute e tessuti sottostanti, dovute alla pressione esercitata dalle intubazioni, come naso, fronte e zone sacrali, e il deficit del sistema nervoso periferico e centrale. I “guariti” mostrano anche segni di astenia, problematiche muscolo-scheletriche e sintomi da disturbo neuropsicologico. Per questo motivo diventa fondamentale un processo di riabilitazione attento e graduale che possa consentire il pieno recupero funzionale.

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Regole sui fitofarmaci e pericoli per la salute

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Le norme in vigore non riescono a tutelare fino in fondo la qualità degli alimenti che consumiamo ogni giorno, mettendo a rischio l’ambiente e la salute – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La conferma arriva dal dossier ‘Stop Pesticidi’ di Legambiente, che ha trovato residui di pesticidi in quasi la metà dei campioni analizzati. Più in particolare, almeno un residuo è stato identificato in oltre il 70% della frutta, con picchi dell’89,2% nell`uva da tavola, dell`85,9% nelle pere e dell`83,5% delle pesche. Nel complesso, i campioni fuori norma non superano l’1,2%, ma è inevitabile notare che ben il 46,8% di quelli regolari presenta uno o più residui.Anche prodotti considerati salutari come quelli ortofrutticoli devono scontare il prezzo di un’agricoltura che non riesce a fare a meno di un massiccio utilizzo di pesticidi e fitofarmaci. Sostanze che inevitabilmente finiscono nei nostri piatti – continua Tiso. Se da una parte cresce la domanda di cibo biologico, dall’altra queste analisi rivelano che il sistema agricolo non è ancora in grado di fare il salto di qualità per soddisfarla. Per questo è compito del Governo e dell’Europa incentivare metodi di produzione biologici che rendano la riconversione conveniente.Le future regole sui fitofarmaci saranno decisive ai fini della transizione verde dell’agricoltura europea. Non può esserci vera svolta senza una loro sostanziale riduzione e il divieto di quelli più nocivi. Un segnale positivo è arrivato in questi giorni dalla Commissione europea, che ha messo al bando il Mancozeb. Molto però resta da fare per invertire la rotta, in particolare dopo che il voto del Parlamento europeo sulla nuova Pac ha posto una seria ipoteca sul Green Deal annunciato dalla Commissione.

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“La salute non doveva essere al primo posto?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

È con questo slogan che le Mascherine Tricolori hanno duramente contestato il Governo, reo di voler relegare la sanità all’ultimo posto tra le voci di finanziamento del Recovery Plan. La protesta ha toccato oltre 100 città italiane con striscioni affissi davanti ai principali ospedali e ha coinvolto decine di medici e personale sanitario al grido di “la sanità al primo posto”.“Per mesi abbiamo assistito a martellanti proclami del Governo sulla necessità di rinforzare il sistema ospedaliero, aumentando i posti in terapia intensiva ed investendo nell’organico del personale medico-sanitario, per scongiurare una seconda ondata Covid. Annunci rimasti vuoti proclami persi tra banchi a rotelle arrivati a scuole già chiuse, casse integrazione ancora da percepire e bonus monopattini”.”Ora scopriamo che la bozza del Recovery Plan prevede per la sanità solo 9 miliardi dei 193 miliardi messi a disposizione tra sovvenzioni e prestiti alle UE, relegandola incredibilmente all’ultimo posto dietro a voci come “transizione ecologica” e “parità di genere” che sicuramente poco hanno a che fare con l’emergenza economico e sociale attuale. “Uno schiaffo a tutti coloro che in questi mesi sono stati in prima linea nelle strutture ospedaliere e di assistenza e un’assurda marcia indietro di un esecutivo che da mesi utilizza l’espressione “emergenza sanitaria” per governare a colpi di DCPM privando i cittadini di libertà fondamentali e portando, grazie a scelte scellerate, la nostra economia ogni di giorno di più vicina al baratro”.“Una mossa, infine, che lascia intendere l’utilizzo del “Mes sanitario”, ovvero l’ennesimo attacco da parte delle istituzioni europee alla sovranità nazionale, le quali in maniera più stringente potranno decidere e influenzare una politica di spesa italiana già fortemente vincolata agli assurdi trattati europei”.

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“L’Italia fa scuola”: 8 proposte operative per una scuola in salute

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Le 8 proposte in sintesi: Promuovere un’ottimale qualità dell’aria in aula è fondamentale per garantire il pieno benessere psico-fisico, dimostrando effetti positivi anche sul rendimento scolastico degli alunni. L’attenzione alla qualità dell’aria è tanto più cruciale nel corso dell’emergenza Covid-19 per il proseguimento o la ripresa dell’anno scolastico e va garantita con l’installazione dei sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con filtrazione dell’aria in entrata, scientificamente validati. La VMC è eventualmente associabile (ma non sostituibile) all’utilizzo di purificatori d’aria certificati in grado di filtrare particelle sino a 0,1 micron. Adottare protocolli e misure per il monitoraggio della qualità dell’aria in ogni scuola, prevedendo la figura di un responsabile ad hoc come già avviene negli USA. Gli insegnanti e il personale scolastico dovrebbero essere informati che una scadente qualità dell’aria ha un impatto sia sulla salute degli alunni che sul loro rendimento scolastico. Adottare norme più restrittive, rispetto a quelle attualmente vigenti, per evitare il sovraffollamento delle classi senza consentire deroghe (nemmeno in base alla metratura delle aule), a partire dal rendere stabile lo sdoppiamento delle classi attuato durante l’emergenza Covid-19, non limitandolo al solo anno scolastico in corso. Idealmente non dovrebbe essere mai superato, anche per le indubbie positive ricadute pedagogiche, il numero massimo di 20 studenti per classe, da ridurre ulteriormente in caso siano presenti uno o più alunni con gravi disabilità. Ottimizzare gli orari di ingresso/uscita e adeguare il tempo scuola. Nelle Regioni in cui le attività scolastiche in presenza proseguono col conseguente obbligo di indossare le mascherine da parte dei bambini di 6-12 anni, si prenda in considerazione la riduzione del tempo scuola a 45 minuti per il computo di ogni ora di lezione, come già previsto per la didattica a distanza (per impedire uno sforzo prolungato degli alunni davanti agli schermi), dedicando gli ultimi 15 minuti a garantire un adeguato ricambio d’aria, laddove la scuola fosse ancora sprovvista di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata e/o di purificazione dell’aria. Affrontare il problema del sovraffollamento dei trasporti pubblici, legato allo spostamento dei pendolari per motivi di lavoro e degli studenti. Uno studio condotto a Wuhan ha dimostrato come la presenza di viaggiatori positivi al SARS-COV2 sugli autobus possa tradursi in un incremento del rischio di ben 11 volte rispetto a un autobus senza positivi, evidenziando al contempo che la probabilità di contagio non è influenzata dalla vicinanza ai soggetti infetti ma da variabili legate ai flussi di ventilazione che si creano all’interno dell’autobus. È ragionevole pensare a soluzioni che possano coinvolgere il settore privato per affrontare il problema del sovraffollamento dei trasporti pubblici, mobilitando dalle autorimesse, in cui sono fermi, i circa 23.000 autobus da noleggio (secondo il censimento dell’ANAV) che il blocco della mobilità turistica ha quasi del tutto lasciato inutilizzati, da integrare eventualmente col parco autobus militare. Prevedere, come in ogni comparto lavorativo, l’esecuzione e la ripetizione ogni 15 giorni dei Test rapidi più affidabili a nostra disposizione, che a oggi sembrano essere i tamponi antigenici rapidi, senza escludere le potenzialità dei più maneggevoli test salivari (soprattutto nei bambini). Nel comparto scuola questa attività cadenzata di test rapidi dovrebbe riguardare tutto il personale docente e non ma anche gli studenti. Idealmente, ogni 15 giorni tutti i docenti e gli alunni dovrebbero essere ritestati, istituendo un presidio sanitario in ogni scuola, anche con l’aiuto della sanità militare e del volontariato sociale del settore o anche avvalendosi di servizi privati. La salubrità delle scuole deve diventare questione prioritaria. Gli edifici scolastici dovrebbero essere circondati da spazi verdi e alberi ove possibile, al fine di creare una “barriera verde” nei confronti delle fonti esterne di inquinanti. Inoltre, piante specificamente in grado di assorbire diversi contaminanti interni (es. formaldeide, toluene, benzo-a-pirene, ecc.) potrebbero essere posizionate nelle aule agendo come filtri naturali, al fine di migliorare la qualità dell’aria. Implementare percorsi di formazione per docenti nell’ambito della pedagogia della salute e innovazione didattica. Per essere efficaci, gli interventi di prevenzione devono aumentare la motivazione degli studenti verso un’interiorizzazione personale delle conoscenze in tema di salute e sviluppare nei giovani un pensiero critico sulle conseguenze dannose dei comportamenti a rischio più comuni. Gli educatori dovrebbero ricevere una formazione adeguata sui determinanti sociali e ambientali della salute e sulle metodologie didattiche partecipative che consentano loro di coinvolgere gli studenti a impegnarsi nell’adottare stili di vita sani (apprendimento cooperativo, giochi di ruolo e tutte le altre metodologie didattiche sono ben descritte nelle “Indicazioni Nazionali per la Scuola del primo e secondo ciclo” emanate dal MIUR).

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Il XXIII Rapporto PIT Salute conferma la debolezza dell’assistenza territoriale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

“E’ arrivata puntuale la conferma, anche quest’anno, che l’elemento fragile del nostro sistema sanitario è l’assistenza territoriale” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, intervenuto oggi alla presentazione del XXIII Rapporto PIT Salute realizzato da Cittadinanzattiva sulla base delle segnalazioni gestite dalle sedi del Tribunale dei diritti del malato, quest’anno esteso al periodo della pandemia . “Anche l’analisi condotta sull’andamento dei primi 9 mesi del 2020 mostra che le tendenze in atto da un quinquennio sono state accentuate dalla pandemia: le difficoltà nell’accesso alle prestazioni, la rinuncia alle cure e altri aspetti che anche la Federazione denuncia da tempo. E’ il caso, per esempio, delle difficoltà create ai pazienti dal fenomeno dei farmaci mancanti o non disponibili: un’autentica piaga”. Il rapporto ha anche messo in luce che i cittadini lamentano la difficoltà a ottenere informazioni e orientamento. “Il rapporto sottolinea che non c’è una presa in carico effettiva del paziente sul territorio” prosegue Mandelli. “Nei mesi del lockdown, i farmacisti di comunità sono stati il riferimento sempre accessibile e, come abbiamo detto da tempo, non si può rimandare oltre la creazione di una rete interprofessionale sul territorio, che veda il medico di medicina generale, il farmacista e l’infermiere collaborare per non lasciare mai solo il paziente”. In questo senso, è stato detto, le risorse della telemedicina e della telesorveglianza possono dare un apporto decisivo se inserite nel modello della farmacia dei servizi, che se fosse già operante potrebbe ridurre i disagi e migliorare significativamente l’assistenza ai cittadini, e non soltanto nelle fasi di emergenza come quella attuale. “Il rapporto PIT Salute anche in questa occasione si rivela uno strumento prezioso per prendere decisioni corrette sul futuro della nostra sanità” conclude il presidente della FOFI ”perché nasce dalle esperienze concrete delle persone e dalla vicinanza ai cittadini, che è alla base anche del forte e proficuo rapporto di collaborazione che da molti anni lega la nostra professione e Cittadinanzattiva”.

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Digital Health: l’innovazione per la salute, anche a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

Sensori, app, monitoraggio continuo dei parametri biometrici attraverso dispositivi ‘wearable’, assistenti virtuali dotati di intelligenza artificiale che comunicano con il paziente, servizi digitali che consentono assistenza medica a distanza, algoritmi che generano biomarcatori fisiologici e comportamentali. Sono solo alcune delle nuove frontiere della Digital Health, lo scenario futuro della sanità digitale protagonista di un’improvvisa accelerazione, anche a causa dell’emergenza sanitaria: la pandemia in corso ha reso infatti ancor più evidente l’assoluta necessità dell’integrazione della medicina tradizionale con quella digitale.L’emergenza COVID-19 ha generato in Italia un aumento senza precedenti della domanda di soluzioni sanitarie digitali. Gli ospedali che hanno lavorato al di là della loro capacità massima durante il picco della pandemia, le restrizioni durante il lockdown e il distanziamento sociale hanno aumentato la necessità di assistere i pazienti da remoto. I cittadini e i professionisti sanitari hanno sollecitato soluzioni di Digital Health che dovrebbero essere semplici da usare e pragmatiche da un punto di vista tecnologico e organizzativo, ma anche rigorose in termini di affidabilità medica e sicurezza. Di questi temi si è discusso nel corso dell’evento virtuale “ConnAction – Insieme per soluzioni innovative nella salute” promosso da Pfizer Healthcare Hub con l’obiettivo di informare, educare e offrire soluzioni concrete ai medici che in questa fase di emergenza sanitaria fronteggiano la necessità di relazionarsi con i propri pazienti. L’incontro ha visto la partecipazione di medici, esperti di digital health, rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni e la presentazione da parte di quattro tra le aziende più innovative nel settore delle loro idee e soluzioni digitali per il sistema sanitario e la gestione a distanza dei pazienti.

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Europ Assistance: nasce Eura Salute 360

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

I dati emersi evidenziano come, in seguito alla diffusione del Coronavirus, circa l’83% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato l’attenzione alla propria salute e a quella dei propri cari. Dalla ricerca è emerso che ciò che preoccupa di più di fronte alla possibilità di avere un problema di salute è di non potersi occupare dei propri familiari in difficoltà, di dover attendere troppo tempo per esami o visite mediche e di non tornare in perfetta salute. Tra i bisogni espressi, gli intervistati hanno sottolineato di preferire soluzioni salva tempo che prevedano il minor numero possibile di contatti con estranei, come modalità di prenotazione digitale e video consulti.Particolarmente elevato è l’interesse dichiarato per l’assistenza domiciliare in caso di infortunio o malattia, sia per sé stesso ma soprattutto per un parente anziano, visto che il 100% degli intervistati afferma di avere in famiglia persone anziane come genitori o nonni che hanno bisogno di essere assistite nelle attività quotidiane.Fulcro del nuovo prodotto è il pacchetto base Assistenza Daily, una proposta di assistenza a 360 gradi che include: – Assistenza nel quotidiano veloce e digitale, grazie alla piattaforma Myclinic, che permette di contattare un medico 24h, 7 giorni su 7, anche tramite video consulto, di ricevere i farmaci di cui si ha bisogno direttamente a casa e accedere ad un network convenzionato di dentisti, fisioterapisti e centri medici a tariffe agevolate. – Assistenza al domicilio con il supporto di medici, infermieri, baby sitter, colf e pet sitter – Consulenza personalizzata: il Care Manager per un orientamento sul percorso di cura e il piano di assistenza più appropriato alle esigenze, e il Medical Coach, che, in video consulto, analizza il percorso di prevenzione più adatto in base alla storia medica dell’assistito. Al pacchetto base Assistenza Daily si aggiungono i pacchetti opzionali di protezione infortuni, protezione malattia, protezione interventi chirurgici, e assistenza LTC. Eura Salute 360 è la soluzione che accompagna il cliente nelle diverse fasi della vita, fornendogli un aiuto concreto e personalizzato nella gestione della propria salute e di quella dei propri cari.

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La salute del reumatologico

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Il Covid-19 può avere effetti particolarmente negativi sulla salute del paziente reumatologico. Circa la metà dei malati (il 46%) che ha contratto l’infezione è andata incontro a un ricovero ospedaliero. Su oltre 500 casi il 10 % ha avuto necessità di ventilazione invasiva. E’ quanto emerge dall’ultimo report di “Control-19”, il primo registro avviato al mondo che studia le conseguenze del Coronavirus in reumatologia. E’ stato istituito dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) a partire dallo scorso mese di marzo. I dati vanno tuttavia interpretati alla luce del fatto che la maggior parte dei casi segnalati a partire dalla scorsa primavera erano riferiti a pazienti con forme gravi, nelle quali il tampone veniva eseguito quando il paziente era già in ospedale. Finora sono stati raccolti, su tutto il territorio nazionale, i dati di 545 uomini e donne. Al momento dell’infezione la casistica, prevalentemente femminile, era costituita da pazienti con artrite reumatoide (33%), spondiloartrite (27%), connettiviti (20%) vasculiti (9%) e altre malattie (9%). La presentazione del report avviene oggi durante la prima giornata del 57° Congresso Nazionale della SIR che si svolge in modalità on line fino a sabato. “Dalle prime analisi risulta che se un paziente reumatologico viene colpito da Covid-19 presenta un esito relativamente più severo rispetto alla popolazione generale e ciò vale anche per la mortalità con un eccesso di rischio pari al 50% in particolare nella popolazione femminile giovane – afferma Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Al momento invece non possiamo ancora stabilire se una patologia reumatologica sia in grado di favorire o meno l’infezione. Grazie all’isolamento preventivo dei pazienti, soprattutto durante la prima fase dalla pandemia, siamo riusciti a limitare i contagi. Vanno quindi rispettate le regole di profilassi sanitaria stabilite dagli ultimi provvedimenti governativi. I pazienti, soprattutto quelli interessati da patologie infiammatorie croniche in fase di attività e non completamente controllate dalla terapia, devono limitare il più possibile gli spostamenti e i contatti sociali. Questo dovrà valere anche durante le imminenti festività natalizie e di fine anno”. “Al momento del contagio al 17% dei pazienti era somministrata idrossiclorochina mentre l’80% assumeva farmaci biologici – aggiunge Guido Valesini, Vice Presidente della SIR -. I dati finora raccolti dimostrano che le terapie che molti pazienti reumatologici seguono, come l’idrossiclorochina e la clorochina non hanno effetti preventivi sul contagio mentre non sembrano emergere rischi maggiori per chi utilizza i cosiddetti farmaci modificanti il decorso delle malattie, sia di tipo sintetico sia di tipo biotecnologico. I dati non sono tuttavia definitivi e sono allo studio nuove possibilità di intervento terapeutico o preventivo con altri farmaci reumatologici. Il nostro auspicio è che i vaccini al momento in fase di approvazione siano quanto prima disponibili per tutta la popolazione e soprattutto per i pazienti fragili come quelli reumatologici”. “Bisogna comunque proseguire con le cure e i trattamenti anche durante queste difficili settimane – sottolinea Roberto Gerli, Presidente Eletto SIR -. La scarsa o non corretta aderenza terapeutica è un problema che interessa già solitamente ben quattro pazienti su dieci colpiti da artrite reumatoide. Le innumerevoli difficoltà ed emergenze sanitarie legate alla pandemia rischiano di amplificare ulteriormente il fenomeno della mancata aderenza con gravi conseguenze. Interrompere le cure determina possibili riacutizzazioni della patologia. In diverse Regioni molti reparti di Reumatologia sono stati costretti a ridurre le prestazioni assistenziali o sono stati riconvertiti per accogliere pazienti colpiti da Coronavirus. E’ necessario un grande sforzo da parte di tutti medici, istituzioni e caregiver per non abbandonare proprio in questo momento difficile gli oltre 5 milioni d’italiani con una malattia reumatologica”. “Come è noto l’Italia è stato il primo paese europeo ad essere pesantemente colpito dalla pandemia – spiega Carlo Scirè, Responsabile del Centro Studi SIR -. Fin dal marzo scorso abbiamo compreso la necessità di istituire uno strumento scientifico per monitorare la circolazione del virus tra i nostri pazienti. I pazienti reumatologici sono il paradigma della fragilità e spesso soffrono di altre patologie concomitanti che ne aggravano le condizioni cliniche. Tutti i dati raccolti sono stati condivisi con il registro europeo dell’EULAR (European League Against Rheumatism) e con un Registro che recluta casi a livello mondiale”.

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La salute della donna: La sfida della denatalità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

26 novembre, ore 11.30-13.00 Evento in modalità virtuale. La settima edizione del Libro Bianco realizzato da Fondazione Onda, grazie al supporto di Farmindustria, è stata dedicata a una delle più importanti e urgenti sfide che il nostro Paese si trova ad affrontare, la denatalità. Il 2019 ha registrato un nuovo record negativo: la popolazione italiana continua inesorabilmente a diminuire e invecchiare. Ma quale sarà il nuovo scenario disegnato dalle conseguenze della pandemia da Coronavirus Covid-19? Inoltre, la denatalità è una questione solo demografica o anche sociale ed economica? Attraverso il coinvolgimento di autorevoli esperti, afferenti a diversi ambiti, nel volume sono analizzate le cause e le conseguenze del calo delle nascite nel panorama italiano e presentate le possibili strategie per contrastarlo. Interventi di On. Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia On. Sandra Zampa, Sottosegretario al Ministero della Salute On. Rossana Boldi, Vicepresidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati Sen. Paola Boldrini, Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica Sen. Maria Rizzotti, Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica Giancarlo Blangiardo, Presidente ISTAT Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda Fabio Mosca, Presidente Società Italiana di Neonatologia Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria

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“Il cambiamento climatico: effetti sulla salute, sulla scienza e sull’agricoltura”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Torino Il primo dicembre alle ore 17.30 l’Accademia di Medicina di Torino in collaborazione con l’Accademia delle Scienze e l’Accademia dell’Agricoltura organizza una seduta scientifica dal titolo “Il cambiamento climatico: effetti sulla salute, sulla scienza e sull’agricoltura”. Intervengono Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra e responsabile dell’Unità di Epidemiologia Molecolare ed Esposomica presso l’Italian Institute for Genomic Medicine (Iigm) di Torino, Elisa Palazzi, ricercatrice dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e docente di Fisica del clima all’Università di Torino e Andrea Schubert, docente del dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari, sempre dell’Università di Torino. Paolo Vineis è autore del libro “Salute senza confini. Le epidemie della globalizzazione” (Codice 2020).In ottemperanza alle disposizioni del DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro solo collegandosi al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Salute: i sintomi da Winter Blues

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Umore instabile, sonnolenza, difficoltà a concentrarsi, voglia di rimanere tutto il giorno sotto le coperte: sono questi i sintomi del Winter Blues, un disturbo dell’umore che si manifesta con l’arrivo dell’inverno e che secondo ricerche internazionali colpisce quattro volte di più le donne rispetto agli uomini. Sono tutti sintomi di quello che gli esperti definiscono “Winter Blues”, ovvero un disturbo dell’umore che scientificamente viene chiamato SAD, Disturbo Affettivo Stagionale. Uno scenario negativo confermato da una recente indagine americana del dott. Norman E. Rosenthal, psichiatra che per primo identificò questa patologia negli anni ’80, e pubblicata sul New York Times, secondo cui ne soffre il 15% della popolazione. E ancora, stando a una ricerca del National Institute of Mental Health di Winter Blues soffrono quattro volte più le donne rispetto agli uomini. A incidere ci sono anche i fattori ambientali, per i quali chi vive alle alte latitudini ne risente maggiormente rispetto a chi vive vicino all’equatore: si calcola infatti che 9% degli abitanti dell’Alaska soffre di SAD contro l’1% degli abitanti della Florida. Accanto ai sintomi invernali, il plausibile ritorno di un lockdown nazionale aumenterebbe lo squilibrio psicofisico: il Center for Disease Control and Prevention ha verificato che il 31% degli americani soffre di ansia e sintomi depressivi causati dall’evolversi della pandemia. Per questo motivo gli esperti consigliano di migliorare il proprio benessere fisico e psicologico con un’alimentazione sana, prediligendo le zuppe, e una buona dose di attività fisica, che permette all’organismo di rilasciare endorfine, preziosi alleati per ottenere grandi quantità di serotonina che aiuta a sentirsi più energici. L’importanza di mantenere alti i livelli di vitamina D e B nel proprio corpo è un pensiero condiviso da uno studio della World Health Organization pubblicato su Psychology Today, secondo cui serotonina e melatonina rappresentano mediatori chimici fondamentali per aiutare l’organismo a superare stanchezza e cali d’umore. Per ridurre al minimo questi sintomi e superare l’inverno senza troppi traumi è importante sfruttare le rare giornate di sole e mangiare cibi che aumentano la produzione di serotonina e rinforzano le difese immunitarie. Le zuppe, dunque, rientrano perfettamente in questa categoria e sono alimenti consigliati per tutti.

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Vaccini, ricerca, cure e investimenti: l’Europa della salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Venerdì 20 novembre, ore 9:50-12:30 All’evento, organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e con il Corriere della Sera, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni comunitarie e di quelle nazionali e locali con esponenti del mondo della ricerca, della sanità e dell’industria farmaceutica. Presenti, tra gli altri, il ministro della salute Speranza e la commissaria UE alla ricerca Gabriel. Negli ultimi mesi l’UE ha dimostrato nei fatti che la collaborazione tra Stati è fondamentale per affrontare la pandemia. Anche sul fronte sanitario e della ricerca medica per lo sviluppo di cure e vaccini, l’UE ha messo in campo ingenti risorse, attirando altri investimenti pubblici e privati a livello globale.L’approccio comune proposto per garantire vaccini e cure, integra gli sforzi di risposta globale. Per questo, l’Unione ha lanciato un appello ai Paesi ad alto reddito e a vari partner internazionali per mettere in comune le risorse necessarie a prenotare i vaccini dai produttori, anche per i paesi a basso reddito. Questo consente di accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini e cure sicure ed efficaci, massimizzando la possibilità di accesso. Finora, sono stati raccolti oltre 16 miliardi, di cui 6.5 dal bilancio dell’UE e dei suoi Stati membri.Il sostegno europeo fornito alle imprese per la sperimentazione clinica di cure e vaccini e l’ampliamento delle capacità di produzione apporterà benefici a tutta la popolazione mondiale e, consentirà di far ripartire l’attività economica e sociale a livello transfrontaliero. L’UE sarà sicura solo se anche il resto del mondo lo sarà.L’Unione europea anche reso disponibile una linea di credito speciale per la pandemia finanziata dal Meccanismo Europeo di Stabilità, che consente agli Stati membri di richiedere prestiti fino al 2% del proprio PIL a interessi molto vantaggiosi per spese sanitarie dirette o indirette.Nel quadro dei negoziati sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e su Next Generation EU, il Parlamento europeo si è battuto per aumentare i fondi per la sanità e la ricerca e per rafforzare il ruolo dell’UE nella tutela della salute pubblica. Una battaglia che ha permesso di triplicare, da 1,7 a 5,1 miliardi di euro, la somma destinata alla creazione del nuovo programma EU4Health.Di questi temi discuteranno il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (NI-M5S) e gli eurodeputati Antonio Tajani (PPE-FI), Brando Benifei (S&D-PD), Carlo Fidanza (ECR-FdI) e Francesca Donato (EFD-Lega) con la commissaria UE alla ricerca Marija Gabriel, il ministro della salute Roberto Speranza e i presidenti di Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (tbc), e Umbria, Donatella Tesei. Parteciperanno, inoltre, scienziati, medici e rappresentanti dell’industria farmaceutica.

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Senior News: salute, benessere, stili di vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Informare i senior su stili di vita, salute, benessere, sociale, economia, nuove tecnologie, cultura e tempo libero, con un linguaggio semplice e un format che viaggia sul social network più frequentato dagli over 65 (Facebook), su Youtube, attraverso la rete virtuale dei centri anziani, divenuta, in questi mesi di lockdown, più attiva che mai. E’ Senior News, il Tg di Senior Italia FederAnziani tutto dedicato agli over 65 e ai loro bisogni, in rete dal lunedì al venerdì, sul web.Come ottenere il bonus baby sitter per i nonni? Come trovare una badante? Quali sono i comportamenti da adottare per garantirsi un invecchiamento attivo e in buona salute? Sono solo alcune delle domande a cui si propone di rispondere il tg. E ancora, come riconoscere i sintomi di una data patologia per poter intraprendere un percorso diagnostico tempestivo? Quali sono le norme per un sano stile di vita? Come fare prevenzione? Ampio spazio alla salute, per rispondere ai bisogni e alle domande del popolo della terza età.Ecco quindi che il tg arricchisce, grazie alla sua ampia diffusione e al suo linguaggio peculiare, l’impegno che Senior Italia FederAnziani da sempre porta avanti nel sensibilizzare i senior sui temi della salute con le sue campagne di informazione sanitaria. I temi, quelli centrali dal punto di vista della salute dei senior: la promozione dei sani stili di vita, l’attenzione alla prevenzione, le malattie croniche, le patologie respiratorie, l’asma, l’asma grave, la bpco, le patologie oncologiche, il tumore del polmone o carcinoma polmonare, la leucemia, il diabete, lo scompenso cardiaco, l’ipertrofia prostatica benigna, la cistite, la fragilità ossea, le patologie delle valvole cardiache, l’ipercolesterolemia, l’incontinenza urinaria, l’aderenza alla terapia. Argomenti puntualmente approfonditi anche attraverso video interviste a medici ed esperti.«L’idea è nata proprio in questi mesi di chiusura dei centri anziani e distanziamento sociale. Ci siamo resi conto di quanto “tecnologici” siano i nostri senior, che hanno dimostrato tutta la loro resilienza riorganizzando rapidamente la loro vita sociale attraverso Youtube, Facebook e i sistemi di messaggistica per proseguire a casa propria le attività che prima svolgevano nei centri sociali: dai corsi di ginnastica, ballo e musica, ai corsi di cucina – dichiara Eleonora Selvi, Portavoce di Senior Italia FederAnziani e Direttrice Responsabile di Senior News – Questa loro dimestichezza con smartphone e Pc vogliamo usarla per portare loro nuovi contenuti, con una striscia di informazione quotidiana che veicoli importanti consigli su come mantenersi in salute, fare prevenzione, imparare a riconoscere i sintomi delle principali patologie croniche e gestirle al meglio. Con Senior News inoltre affrontiamo temi come pensioni, economia, risparmio, diritti, difesa dei consumatori. Diamo consigli su come difendersi dalle truffe e su come vivere bene anche in periodi difficili come quello che stiamo attraversando, che vede negli anziani la fascia di popolazione più fragile e bisognosa di corretta informazione. E tutto questo anche con il coinvolgimento delle società scientifiche e delle organizzazioni dei medici e degli operatori sanitari che da sempre lavorano al nostro fianco, in modo da garantire un’informazione scientifica corretta e impeccabile. Senior News, infine, guarda anche a tutto quel mondo della Silver Age fatto di interessi, consumi culturali, attività legate al tempo libero, servizi e attività che possono rendere sempre più agevole e autonoma la vita dei senior».

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Salute: carenza di bombole di ossigeno presso le farmacie

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

All’inizio erano le mascherine, poi è stato il turno dell’alcol denaturato e dei guanti… ora l’oggetto del desiderio, ormai introvabile in molte città, sono le bombole di ossigeno.Sono arrivate alcune segnalazioni da parte di cittadini che non riescono a reperire bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari di pazienti covid.A peggiorare la situazione vi è l’allarme lanciato da Federfarma: non basta la carenza, a rendere ancor più difficile e intollerabile la situazione ci si mettono gli sciacalli! L’associazione dei farmacisti ha denunciato, infatti, come vi siano persone che, approfittando della situazione in difficoltà, non si fanno scrupolo a promettere di avere ossigeno da distribuire.Ma perché ci troviamo in questa situazione? A tentare di dare una risposta, seppur parziale, al fenomeno della scarsità di ossigeno è sempre Federfarma: molte famiglie, per paura di non trovarne, trattengono i contenitori a casa, senza restituirli, anche se non ne hanno immediato bisogno. Senza vuoti, però, non è possibile ricaricare nuove bombole! Ecco perché ha preso il via una campagna di sensibilizzazione, che volentieri diffondiamo, tesa a informare e responsabilizzare i cittadini, invitandoli a consegnare le bombole d’ossigeno esaurite o non più utilizzate alle farmacie. Così facendo riceveranno dei voucher da spendere presso i punti vendita che hanno aderito all’iniziativa. A migliorare la situazione dovrebbe contribuire, almeno in Campania, la regione maggiormente interessata dalla carenza, anche la recente autorizzazione alla vendita presso le farmacie dell’ossigeno liquido, normalmente distribuito dalle Asl. I pazienti che ne hanno bisogno possono prenotarlo con prescrizione.Si tratta comunque di una situazione che le regioni e il ministero devono monitorare attentamente, per sopperire in tempo ad eventuali criticità. Per questo abbiamo inviato una richiesta di intervento al Ministero della Salute e al Commissario straordinario per l’emergenza al fine di disporre un adeguato piano per il rifornimento delle bombole di ossigeno.

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“No agli sciacalli e all’alternativa fra salute e lavoro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

“La rincorsa del consenso immediato ha fatto perdere di vista l’inevitabile impatto a lungo termine di una pandemia fuori controllo. Che è poi il discrimine su cui si gioca anche in Italia il rimpallo tra “governatori” e Stato centrale, oppure l’alternativa da sciacalli tra “morire di Covid” o “morire di fame” ripetuta da chi fomenta le piazze, tralasciando di spiegare che ti salvi dalla fame solo se fermi il Covid.” Così la Presidente della Commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani in una intervista sulle pagine del quotidiano il Riformista di stamani in edicola.”In questa emergenza il Governo Conte poteva fare di più, prima e meglio, su tante cose. Lo dico dal mio osservatorio della commissione Lavoro della Camera, ripensando soprattutto alla prima fase quando per rassicurare chi era colpito sarebbe servita più velocità ed efficienza delle erogazioni dei sostegni a lavoratori e imprese. Le erogazioni di questi giorni ci dicono che la macchina ora funziona meglio. E direi che anche il Parlamento sta facendo la sua parte, con un grande lavoro di ascolto delle categorie“. Conclude Serracchiani.

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Salute e ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

La salute e l’ambiente devono essere tutelati in modo integrato e coerente, abolendo le pratiche agricole e zootecniche che portano beneficio a pochi e danno a molti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Apprendiamo con preoccupazione che gli spandimenti nei campi dei liquami degli allevamenti intensivi è ripresa a pieno ritmo in Lombardia, provocando un aumento dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili soprattutto nelle campagne di Brescia, Mantova e Lodi.Nel frattempo, la Regione Lombardia ha deciso di ridurre i vincoli per lo spandimento dei reflui legandoli alle condizioni climatiche. Il provvedimento lascia però invariato il numero complessivo dei giorni di divieto, che restano 90. Si cerca in questo modo di rendere più flessibile una pratica che è l’ultimo atto di una filiera produttiva ormai insostenibile – spiega Tiso. In Lombardia si concentrano circa un quarto dei bovini e la metà dei suini allevati in Italia, applicando tecniche intensive che causano l’immissione nell’atmosfera di polveri sottili sicuramente pericolose per la salute umana. Ci troviamo davanti a un evidente paradosso. Mentre sono in arrivo nuove misure restrittive per l’emergenza sanitaria che colpiranno duramente molti settori, le amministrazioni locali e il Governo non fanno un solo passo per proteggere la salute dei cittadini su altri fronti. Ed è proprio la Lombardia, la regione più colpita dal coronavirus, a farne le spese. La crisi in corso offre un’occasione unica per voltare pagina, ma per farlo occorre riconoscere gli errori del passato ed evitare di ripeterli all’infinito.

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Interrogazione parlamentare sul tema della salute mentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

L’Onorevole Giuditta Pini ha presentato presso la Commissione Affari Sociali un’interrogazione parlamentare sul tema della Salute Mentale, dopo che la pandemia da coronavirus ha interessato un settore già in grave sofferenza. L’iniziativa prende spunto da una precedente risoluzione parlamentare e dalla proposta urgente sollevata dall’Associazione Luca Coscioni, attiva a tutela del diritto alla Salute e alla Scienza – e sviluppata dal suo Consigliere Generale Fabrizio Starace, ex membro della Task Force di Colao e Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP). Come viene sottolineato nel testo, per far fronte all’emergenza covid-19 occorre incrementare l’investimento nei settori della Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche di almeno il 35% rispetto alla spesa attuale con un investimento pari a circa 2 Mld di Euro (1.450 mln per la Salute Mentale e 550 mln per le Dipendenze), prevedendo il graduale superamento delle disuguaglianze di accesso interregionali, attraverso il reclutamento del personale carente della dirigenza sanitaria e delle professioni sanitarie. L’Italia si attesta nelle ultime posizioni in Europa per percentuale della spesa sanitaria investita in questo ambito (3,6% a fronte di Francia, Germania, UK che stanziano circa il 10%). Per le Dipendenze Patologiche, a fronte dell’1,5% della spesa sanitaria considerato standard di riferimento, la spesa non raggiunge lo 0,7%. Ma secondo le ultime Relazioni al Parlamento sia sulle Droghe illegali sia sull’Alcol riportano che circa 300.000 persone all’anno si rivolgono ai SerD (servizi per le dipendenze patologiche). Dato è raddoppiato negli ultimi 10 anni, con diminuzione di almeno mille operatori addetti nei SerD (attualmente secondo i dati della relazione al parlamento 2019 gli operatori sono 6.496 in 568 Servizi e 628 sedi). 900.000 invece sono le richieste di assistenza presso i servizi di salute mentale. Le richieste fanno seguito all’approvazione da parte del Parlamento della risoluzione a firma dello stessa On.Pini che nel novembre 2019 impegnava il Ministero della Salute, tra l’altro – ad adottare, in collaborazione con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, iniziative per assicurare, la risposta ai bisogni di cura e a rafforzare l’azione di coordinamento, monitoraggio e documentazione svolta dal Ministero della salute al fine di superare le drammatiche disuguaglianze nell’accesso ai servizi del Dsm e nei processi di cura, prevedendo che esso riferisca periodicamente alle competenti Commissioni parlamentari sullo stato di attuazione delle politiche relative alla salute mentale, evidenziando le linee di tendenza del sistema di cura e le criticità da superare; -ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a incrementare, sul territorio nazionale, l’attività dei consultori familiari e dei distretti sanitari, potenziando gli interventi sociali e di sostegno psicologico a favore delle famiglie.

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Salute mentale: “Troppi pazienti non presi in carico e ritardi diagnostici

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Per affrontare i problemi legati ai disturbi mentali, in particolare alla qualità dell’offerta di cura nei sevizi, analizzando i punti di forza e criticità e le azioni in corso a livello locale, Motore Sanità ha organizzato nel Lazio, con il contributo incondizionato di Angelini, il webinar “LA SALUTE MENTALE. FOCUS SULL’ASSISTENZA PSICHIATRICA E LA MISURAZIONE DEGLI ESITI ASSISTENZIALI”, terzo di tre di appuntamenti regionali.In Italia, i dati del rapporto sulla Salute Mentale del 2017 dicono che i pazienti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici siano oltre 850mila; di cui 336mila entrati in contatto con i servizi per la prima volta; le persone di sesso femminile rappresentano il 54% dei casi; il 68% dei pazienti sono al di sopra dei 45 anni. La spesa complessiva è stata di 4 miliardi di euro, di cui l’assistenza ambulatoriale ben il 47% del complessivo, il residenziale il 40% e il semiresidenziale il 13%. Il costo medio annuo per residente dell’assistenza psichiatrica, territoriale e ospedaliera, è pari a 78 euro.“Nel caso delle malattie Covid correlate si vive una drammatica condizione di attesa associata alla cosiddetta ‘ansia anticipatoria’, con una snervante, continua, distruttiva attesa dell’esame, del referto, della terapia. L’attesa si accompagna al terrore ed alla paura connessa alla singola malattia che si teme possa essere stata contratta In relazione alla situazione di vita che ci fa vivere il Covid, un virus che desta profonda preoccupazione e angoscia perché ha trattamenti complessi ed impegnativi, non sempre risolutivi. A causa del clamore mediatico che la pandemia suscita, la sospensione del tempo è percepita come un’attesa alterata e dilatata, apparentemente infinita, che può essere vissuta in modi differenti a seconda delle nostre personalità. Vediamo ogni giorno sempre più persone che subiscono passivamente l’attesa, che diventa una sorta di alibi per attuare un atteggiamento rinunciatario, passivo, che moltiplica i problemi, mentre ne vediamo altre insofferenti che reagiscono in modo aggressivo e a volte violento, altre ancora che tentano di non tenere conto delle limitazioni, pagandone le conseguenze anche legali”, ha dichiarato Massimo Di Giannantonio, Presidente Eletto SIP

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Covid-19, effetti sulla salute psico-fisica dei bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Disturbi del sonno, alimentazione non corretta, sedentarietà e disturbi dell’apprendimento sono alcune delle problematiche che si stanno accentuando nei più piccoli dopo la pandemia. Le preoccupazioni su questi aspetti sono emerse durante il XIV Congresso nazionale della Federazione italiana dei medici pediatri, che si è chiuso il 17 ottobre. «La salute dei bambini italiani al tempo del Covid-19 desta più di una preoccupazione in tutti noi – ha spiegato oggi in una conferenza stampa il presidente della Fimp, Paolo Biasci -. Ad allarmarci sono anche i ritardi nei recuperi del calendario vaccinale in tante Regioni, dovuti all’impegno dei Dipartimenti di Prevenzione sul contenimento del virus». Il gruppo di bambini in maggiore sofferenza è quel «15% con disturbi del neurosviluppo, dalle difficoltà di apprendimento alle forme di autismo; in generale, tutti i bambini hanno sofferto il fatto di non poter mantenere le normali abitudini. La socializzazione e la frequenza a scuola è la migliore medicina per risolvere i problemi di cui stiamo parlando». «La Pediatria di famiglia – ha proseguito Biasci – viene sottoposta da sette mesi a incredibili pressioni. Siamo divisi tra l’attività di prevenzione e i controlli sullo sviluppo del bambino, il trattamento dei malanni tipici dell’infanzia e quello delle cronicità, il rispetto delle scadenze sui vaccini e naturalmente la gestione dell’epidemia di Covid-19. Anche le famiglie di cui ci occupiamo vivono una condizione di notevole difficoltà, soprattutto nel rispettare uno stile di vita salutare. Il lockdown ha avuto un forte impatto sul ritmo sonno-veglia di bambini e adolescenti, con una flessione sia della quantità che della qualità delle ore dormite». Presto i pediatri di famiglia avranno la possibilità di completare le schede di screening sui gestionali degli oltre 5000 pediatri iscritti alla Fimp. «In questo momento è un’azione fondamentale – ha poi proseguito Mattia Doria, segretario nazionale alle attività scientifiche ed etiche della Fimp -. I disturbi del neurosviluppo sono centrali. Si presentano in modalità multiforme, sono sempre più frequenti e spesso, per arrivare alla diagnosi, ci vogliono anni. È un’emergenza anche per le famiglie». Il progetto di condivisione delle informazioni tramite le schede di screening è stato illustrato anche da Maria Luisa Scattoni, coordinatrice per l’Istituto superiore di sanità del network per il riconoscimento precoce dei Disturbi del neurosviluppo: «Si tratta del frutto di quattro anni di lavoro – ha specificato -. Un percorso che coinvolge, oltre alla pediatria di famiglia anche le neuropsichiatrie infantili, i nidi-scuole dell’infanzia e le neonatologie di tutta Italia. Effettuiamo la sorveglianza della popolazione generale e ad alto rischio attraverso un protocollo di valutazione del neurosviluppo con alta sensibilità e specificità sulla popolazione da 0 a 3 anni e sostenibile nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. I pediatri di famiglia compileranno le schede in occasione dei Bilanci di salute e valuteranno i tre assi neurofunzionali: motorio, comunicativo/relazionale e della regolazione. Potranno così riconoscere eventuali anomalie comportamentali e segnalare i casi ‘sospetti’ ai Servizi di Neuropsichiatria. Per la prima volta si dà la possibilità a ogni singolo pediatra di comunicare con il neuropsichiatra di riferimento, attraverso un’unica piattaforma su tutto il territorio nazionale».Altro tema fondamentale è la corretta alimentazione nei bambini e quali effetti può avere a breve e lungo termine sulla salute. Per questo Fimp ha messo in campo un progetto per capire il dato di prevalenza dell’obesità e quali sono gli errori dell’alimentazione. «Da un nostro studio – rivela Raffaella de Franchis dell’area alimentazione e nutrizione della Fimp – emerge con forza l’importanza della dieta mediterranea per il benessere complessivo del bambino, ma anche per evitare lo sviluppo di patologie come la celiachia o il morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie croniche come diabete, obesità, malattie degenerative e tumori, tutte patologie in drammatico aumento nei bambini. Un approccio che interviene inoltre nel determinare la costituzione del microbioma intestinale corretto, quello che la persona si porterà avanti tutta la vita». (fonte Doctor33)

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