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Lampedusa: salvataggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2013

North-Eastern cliffs of Lampedusa, photo by Ar...

North-Eastern cliffs of Lampedusa, photo by Arnold Sciberras (Photo credit: Wikipedia)

Il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’ambasciatore William L. Swing, ha chiesto oggi di intervenire urgentemente e intensificare la collaborazione, dopo l’ultima tragedia marittima vicino alle isole di Malta e Lampedusa, dove decine persone hanno perso la vita lo scorso fine settimana, e altre 200 risultano ancora disperse.“Sono di nuovo profondamente scosso dalla morte di migranti e richiedenti asilo che tentano di raggiungere le coste dell’Europa”, afferma l’Ambasciatore Swing. “Faccio le mie condoglianze alle famiglie delle vittime e faccio appello per l’adozione di misure urgenti affiché queste tragedie divengano una memoria del passato”.Il Direttore Swing ha lodato il lavoro di quanti sono impegnati a salvare i migranti e aiutare i sopravvisuti. Tuttavia, nonostante gli sforzi coraggiosi di centinaia di soccorritori, decine di migliaia di migranti sono annegati nel Mediterraneo negli ultimi 15 anni.
Oltre a quanti sono periti nel fine settimana, almeno altre 364 persone sono annegate venerdì scorso al largo di Lampedusa.Il Direttore Generale ha apprezzato l’appello dell’UNHCR per azioni urgenti al fine di prevenire il verificarsi di queste sciagure e si appella a sua volta affinché si affronti la realtà dei migranti che si mettono in viaggio a rischio delle loro stesse vite. Tra le persone che arrivano via mare vi sono rifugiati e richiedenti asilo, ma anche persone che emigrano per cercare lavoro e gruppi particolarmente vulnerabili come le vittime di tratta e i minori non accompagnati.
“La priorità adesso è salvare vite” ha affermato il Direttore Swing. L’OIM ritiene che le autorità debbano assicurare che chiunque viaggi in condizioni di insicurezza sia soccorso e riceva adeguata assistenza umanitaria e che i trafficanti che approfittano della disperazione di questi individui siano perseguiti.L’OIM chiede un approccio globale per la gestione del fenomeno migratorio nella consapevolezza che non è sufficiente una singola azione per intervenire sulle cause e sulle realtà quotidiane che sono all’origine di questi rischiosi viaggi verso l’Europa. A questo proposito l’OIM propone azioni concrete da intraprendere per aiutare sia i migranti che i Paesi in ogni fase del percorso migratorio (all’origine, nel transito e a destinazione).L’organizzazione sostiene un rafforzamento del dialogo e della cooperazione con l’Unione Europea e tra i Paesi del Mediterraneo, di transito e d’origine per migliorare la preparazione e le risposte nazionali a salvaguardia di tutti i migranti, a prescindere dal loro status legale. A tal riguardo il Direttore Swing ha proposto l’organizzazione di consultazioni di alto livello per riunire tutti gli attori interessati e i partner operanti lungo le rotte del Mediterraneo verso l’Europa.Nei Paesi di transito l’OIM è pronta a condividere maggiormente gli sforzi per sostenere la capacità delle autorità di gestire i flussi migratori. Tali sforzi non dovrebbero essere limitati al controllo delle frontiere, ma dovrebbero estendersi ad altre azioni concrete, come programmi di reinsediamento (resettlement) nei Paesi UE, per proteggere i più vulnerabili. Si auspica un incremento di attività – quali campagne di informazione mirate e la creazione di centri di assistenza e informazione per i migranti (Migrant Resource Centers) – per sensibilizzare i potenziali migranti sui pericoli della tratta e del traffico di essere umani. Occorre rafforzare anche la cooperazione per contrastare i trafficanti.L’OIM sostiene fortemente il recente invito del Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz a rilanciare i canali legali di migrazione per i migranti in cerca di migliori prospettive in Europa. Si tratterebbe di un’efficace misura volta a contrastare il traffico e la tratta di esseri umani.Nei paesi dell’Unione Europea dove i migranti arrivano via mare – come Italia, Malta, Grecia e Spagna – l’OIM chiede la de-criminalizzazione degli sbarchi dei migranti e l’eliminazione delle sanzioni ai capitani di mezzi che intervengono in ausilio delle imbarcazioni in difficoltà. L’OIM inoltre appoggia un maggiore sostegno alle comunità locali che accolgono e aiutano i migranti in arrivo via mare.L’Organizzazione auspica un rafforzamento del sistema di referral esistente in Italia, “Praesidium”: un progetto che vede l’OIM impegnata insieme a UNHCR, Save the Children e Croce Rossa Italiana e che contribuisce a rendere possibile l’esistenza di un sistema di accoglienza basato sulla protezione di richiedenti asilo, altri migranti e gruppi vulnerabili che approdano in Italia meridionale via mare a seguito di flussi migratori irregolari e misti. L’OIM incoraggia l’estensione di questo eccellente modello a ciascuno dei paesi che per primi ricevono questi flussi nel Mediterraneo meridionale.”L’OIM spera che la dovuta attenzione e le richieste di azione immediata in Italia si traducano in un maggiore impegno in tutta la regione mediterranea e nel resto d’ Europa”, ha detto Mr. Swing. “Dialogo e cooperazione rinnovati dovrebbero essere sostenuti da un cambiamento nel discorso pubblico sull’immigrazione, riconoscendo che la migrazione è un processo da gestire e non un problema da risolvere.”

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Crisi mondiale “atto secondo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Milano 23 Giugno 2010, dalle ore 17.30 presso l’Aula De Carli del Politecnico di Milano via Durando 10, Quali scenari per la finanza e per l’economia reale  Umberto Bertelè, Marco Giorgino, Sergio Mariotti, Giuliano Noci, Stefano Preda, Fabio Sdogati e Gianluca Spina. Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e MIP. A più di venti mesi dall’inizio del primo terremoto finanziario – manifestatosi (dopo una lunga incubazione) con il fallimento di Lehman e il salvataggio pubblico di AIG – siamo nel mezzo di un secondo terremoto, molto diverso dal primo ma non per questo meno pericoloso. Sotto attacco dei cosiddetti mercati, questa volta, sono gli stati nazionali: rei, anche a causa dei salvataggi effettuati, di avere le finanze spesso in disordine. Per l’UE, e in particolare per l’eurozona, la situazione è ancora più delicata: perché viene messa in dubbio, per la prima volta concretamente e non solo come speculazione astratta, l’idea che possa esistere una moneta unica in assenza di una “rete di protezione politica” che eviti che le crepe tra i diversi paesi si trasformino in burroni non più colmabili. Cresce la preoccupazione che la ripresa dell’economia reale, che stava iniziando a manifestarsi, possa subire un arresto. Cresce la preoccupazione che il default degli stati in maggior difficoltà contagi le banche degli altri stati e apra una nuova stagione di salvataggi. La perdita di valore dell’euro rispetto al dollaro, conseguenza di questa situazione di disagio, presenta d’altro canto anche aspetti positivi: perché permette una maggiore potenza di fuoco alle nostre imprese esportatrici, che tanto peso hanno nella formazione del PIL. Sul palco ci saranno gli stessi docenti del Politecnico e del MIP che, davanti a un pubblico che ambedue le volte (ottobre 2008 e marzo 2009) occupava interamente due delle più grandi aule dell’ateneo collegate fra loro, commentarono la natura dei problemi e le prospettive nei momenti caldi del primo

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