Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘salvavita’

Rifugiati: evacuazione salvavita dalla Libia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

Un anno dopo che l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha avviato le prime operazioni di evacuazione salvavita dalla Libia, quasi 2.500 rifugiati e richiedenti asilo più vulnerabili precedentemente detenuti in Libia sono stati trasferiti in Niger, Italia e Romania.Con l’ultima evacuazione, 132 rifugiati e richiedenti asilo, tra cui donne e bambini, sono stati trasferiti ieri da Tripoli al Niger, dove sono ospitati presso un centro di transito di emergenza dell’UNHCR, mentre per loro vengono ricercate soluzioni a più lungo termine in paesi terzi.Tutte le persone evacuate erano detenute nelle strutture di Triq Al Sikka e Abu Salim a Tripoli. Quarantuno di loro sono minori non accompagnati.La maggior parte è stata portata in detenzione dopo essere stata intercettata o soccorsa in mare nel tentativo di attraversare il Mediterraneo dalla Libia all’Europa.Considerati i pericoli che rifugiati e migranti corrono in Libia, l’UNHCR non ritiene che questo paese rappresenti un luogo sicuro per lo sbarco e ha anche sconsigliato i ritorni in Libia in seguito alle operazioni di ricerca e soccorso in mare.”I rifugiati in Libia si trovano di fronte a uno scenario da incubo. Sono fuggiti dalle loro case in cerca di sicurezza e protezione solo per finire incarcerati, languendo indefinitamente in condizioni squallide”, ha detto Roberto Mignone, capo della missione dell’UNHCR in Libia.”È riprovevole che siano detenuti invece che protetti. Ciò nonostante il fatto che possano essere trovate valide alternative alla detenzione in Libia, anche attraverso la struttura di raccolta e partenza che stiamo aspettando di aprire da luglio, e che potrebbe offrire protezione immediata e sicurezza alle persone più vulnerabili”.Una volta aperta, la struttura di raccolta e partenza (Gathering and Departure Facility) sarebbe la prima del suo genere nel paese a proteggere i rifugiati vulnerabili fino a quando non potranno essere evacuati dalla Libia. Sebbene l’impianto sia pronto per l’uso, l’UNHCR sta ancora negoziando con le autorità libiche affinché venga aperto.Considerate le difficili circostanze in cui si trovano i rifugiati e i richiedenti asilo intrappolati in Libia, l’UNHCR continua a sostenere alternative alla detenzione e chiede maggiore sostegno alle operazioni di evacuazione, che rimangono un’ancora di salvezza cruciale per i più vulnerabili.Nonostante i pericoli significativi per la sicurezza e le limitazioni sui movimenti, dal novembre 2017 l’UNHCR ha portato a termine 23 evacuazioni dalla Libia. 2.476 rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili sono stati liberati dai centri di detenzione ed evacuati dalla Libia in Niger (2.069), Italia (312) e Romania (95).

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il primo defibrillatore indossabile salvavita

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

defibrillatore1Chieti (Abruzzo). Nell’Ospedale di Chieti per la prima volta è stato utilizzato un defibrillatore indossabile LifeVest per proteggere dal rischio di arresto cardiaco improvviso un paziente di circa 40 anni affetto da cardiomiopatia dilatativa, patologia che colpisce prevalentemente il ventricolo sinistro, la parte del cuore che invia il sangue nel resto dell’organismo attraverso l’aorta, determinandone l’ingrossamento. L’innovazione, che può evitare interventi invasivi e ridurre tempi di degenza e risorse economiche impiegate, è stata adottata dall’unità operativa Utic Cardiologia del “SS. Annunziata”, diretta dal dottor Marcello Caputo.
defibrillatore2Diversamente da un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) definitivo, LifeVest è indossato sul corpo e non impiantato nel torace. E’ composto da un corpetto dotato di elettrodi collegato a un monitor agganciato a una cintura. Questo sistema consente al medico di mettere immediatamente in sicurezza il paziente e avere il tempo necessario per valutare il rischio di aritmia a lungo termine, prima di procedere all’eventuale impianto di un defibrillatore definitivo. Nei casi in cui la patologia si riveli reversibile, infatti, si evita al paziente un intervento chirurgico inutile e, al sistema sanitario, uno spreco di risorse, riducendo tra l’altro notevolmente i tempi di degenza in ospedale.
«La cardiomiopatia dilatativa – spiega Marcello Caputo – può avere diverse origini. La più frequente è quella ischemica post-infartuale. Vi sono altre origini, come quella alcolica, che possono determinare inizialmente una severa disfunzione del cuore: una volta cessata l’assunzione di alcol, tuttavia, si può assistere al miglioramento e spesso alla risoluzione della dilatazione cardiaca». Caputo sottolinea l’innovazione introdotta da questo dispositivo: «Speriamo che sia il primo di una lunga serie – afferma il direttore dell’Utic di Chieti -: questa patologia riguarda molte persone le quali, anche dopo un infarto che ha comportato una dilatazione del ventricolo sinistro, devono aspettare almeno 40 giorni (come da linee guida internazionali) prima di poter essere messe in sicurezza con un ICD definitivo. I pazienti trascorrono i 40 giorni in una condizione di incertezza: il defibrillatore indossabile consente loro di affrontare questo periodo con maggiore tranquillità». (foto: defibrillatore)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Epatite C, farmaci che salvano la vita ancora indisponibili: non possiamo più aspettare!

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 settembre 2014

epatite CComo. Entro il mese di settembre ci sarà un nuovo incontro tra Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco, e Gilead, la casa produttrice del farmaco, per la determinazione del costo delle terapie salvavita per l’Epatite C in Italia. La preoccupazione dei pazienti è alta, da tempo si trascina la contrattazione sul costo del Sovaldi (sofosbuvir), ora la richiesta, espressa con una lettera aperta, è che il presidente del Consiglio intervenga direttamente e prenda una posizione chiara, per salvare almeno 15/20.000 pazienti a rischio vita e poter curare subito altri 3/400.000 cittadini mono e co-infetti da Epatite C.I farmaci salvavita sono già disponibili, ma ancora interdetti a causa del costo elevato imposto dall’azienda produttrice. Una situazione che ricorda l’avvento, nel 1996, dei farmaci antiretrovirali che ancora oggi permettono alle persone con Hiv di convivere col virus senza sviluppare l’Aids e morirne. Come allora, è necessario che i farmaci siano messi a disposizione dei pazienti più gravi nel tempo più breve possibile. Come allora, sono le associazioni, i pazienti, gli attivisti a chiedere con forza che questo avvenga.”Questa interminabile negoziazione mette a serio rischio la vita di migliaia di persone con malattia molto avanzata, molte delle quali non rientrano nel quanto mai opportuno, ma limitato, programma di uso compassionevole recentemente istituito”, scrivono le associazioni EpaC, Lila, Nadir, Plus. Chiedendo che “siano messe a disposizione le risorse per acquistare immediatamente la quantità di terapie salva-vita necessarie, senza le quali molti pazienti potrebbero morire nei prossimi mesi e che siano stanziati successivamente i fondi per un piano pluriennale per la cura di tutti i pazienti con Epatite C”.Al premier Matteo Renzi le associazioni chiedono “di promuovere un incontro immediato con tutti i ministri competenti per avere risposte concrete sullo stato dell’arte del Piano Nazionale sulle Epatiti Virali, sulle risorse che lo stato intende mettere a disposizione e su quale sia la strategia che si intende porre in essere per impedire che i cittadini italiani, mono o co-infetti che siano, muoiano di Epatite C”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Farmaci salvavita

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

farmaciI farmaci anticancro salvavita devono essere subito disponibili su tutto il territorio. Oggi non è così. In alcune Regioni si registrano ancora ritardi di 50 mesi prima dell’inserimento nei prontuari locali delle terapie innovative che hanno già ottenuto il giudizio positivo dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). La grave situazione, già denunciata due anni fa, non è migliorata. Inoltre l’esame da parte dell’agenzia regolatoria per la registrazione dei nuovi farmaci deve avvenire in tempi certi, senza dilazioni: la legge che stabilisce il termine dei 100 giorni non è applicata. Per questo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Ematologia (SIE) e la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) hanno presentato alla Commissione Igiene e Sanità del Senato e alla Commissione Affari Sociali della Camera un documento programmatico con due proposte da attuare in tempi brevi, illustrate oggi al convegno nazionale “Farmaco e sostenibilità nella cura del paziente oncologico”, che si svolge alla Camera dei Deputati (Palazzo Marini). Da un lato, clinici e pazienti chiedono che possa essere considerata la rimodulazione del “Decreto Balduzzi”, per consentire l’accesso immediato a tutti i farmaci salvavita e non solo a quelli considerati innovativi. Dall’altro, è necessario attivare uno stretto monitoraggio sul rispetto del termine dei 100 giorni per l’esame delle terapie innovative da parte dell’AIFA. Nel nostro Paese 2 milioni e 800mila persone vivono con una diagnosi di tumore (erano quasi 1.500.000 nel 1993 e 2.250.000 nel 2006). I nuovi casi registrati nel 2013 sono stati 366mila. “Siamo consapevoli – afferma il prof. Stefano Cascinu, presidente AIOM – che il contenimento dei costi rappresenti una priorità e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, messo a dura prova dai tagli determinati dalla spending review, la parola d’ordine è appropriatezza: vi sono cure di non comprovata efficacia che costano ogni anno circa 350 milioni di euro. Anche nel settore oncologico si deve procedere all’eliminazione di spese improprie, per rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi e più efficace l’utilizzo delle risorse. Non possiamo però accettare l’idea di porre la spesa farmaceutica oncologica come l’origine di tutti i problemi. L’impatto economico per le terapie antitumorali è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni. Le varie commissioni regionali spesso non sono altro che inutili duplicati dell’agenzia regolatoria europea (EMA) e di quella italiana (AIFA). Il terzo livello di approvazione deve essere eliminato”. L’ostacolo pareva risolto con il cosiddetto “Decreto Balduzzi” (D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazione dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189). “Questo provvedimento – spiega il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – avrebbe dovuto eliminare le precedenti, inaccettabili disparità di trattamento nelle varie Regioni e assicurare ovunque la disponibilità dei farmaci innovativi, riducendo la mobilità interregionale. Ma, a oggi, tutte le diseguaglianze denunciate negli anni precedenti non sono state risolte. La battaglia è stata vinta solo sulla carta, con la conseguenza che le Regioni continuano a limitare l’accesso alle terapie salvavita, indipendentemente dall’approvazione dell’AIFA. La mancata applicazione del ‘Decreto Balduzzi’ dipende da un’interpretazione limitativa del concetto di innovatività. Di fatto l’agenzia regolatoria non attribuisce questo requisito ai farmaci salvavita già in commercio. Ma va sottolineato che si tratta di cure erogate sotto stretto monitoraggio dell’AIFA ed è quindi esclusa ogni forma di inappropriatezza”. Oggi anche i cosiddetti big killer (tumore del polmone, colon retto, seno, prostata e stomaco) fanno meno paura grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci: basti pensare che il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. “La non disponibilità di cure adeguate – sottolinea il prof. Fabrizio Pane, presidente SIE – implica costi ingenti, che per i pazienti oncologici sono stati stimati in decine di miliardi di euro. Va ricordato che proprio l’ematologia ha aperto più di 10 anni fa la strada ai cosiddetti farmaci intelligenti, che sono stati applicati con successo anche nel trattamento di altre neoplasie. Le terapie mirate hanno rivoluzionato la cura delle leucemie, colpendo in modo selettivo il difetto molecolare”. Un altro punto critico è rappresentato dai tempi di approvazione dell’AIFA, ancora troppo lunghi. Dopo il giudizio positivo da parte dell’EMA (European Medicines Agency), trascorrono in media 12-15 mesi perché un nuovo farmaco riceva l’ok dall’agenzia regolatoria italiana. “Per superare questi ritardi – continua il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il cancro -, a seguito delle sollecitazioni avanzate da FAVO e AIOM e fatte proprie dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Governo Letta lo scorso luglio ha approvato un emendamento al ‘Decreto del Fare’. È stato stabilito l’obbligo per l’AIFA di valutare, ai fini della classificazione e della rimborsabilità da parte del servizio sanitario, le domande dei farmaci innovativi entro un periodo massimo di 100 giorni. Ma questa legge, allo stato attuale, non sembra sia applicata né applicabile. Chiediamo che il Parlamento si attivi per monitorare, anche attraverso un Sindacato Ispettivo, il rispetto di questa legge. Altrimenti vanno fissati termini diversi, ma certi”. La spesa farmaceutica ospedaliera dovrebbe rispettare il tetto del 2,4% del finanziamento al sistema sanitario cui concorre lo Stato. Ogni anno, invece, si registrano sforamenti che comportano il superamento del 5% del finanziamento a programma, con importi vicini ai 3 miliardi di euro che poi devono essere ripianati. Va ricordato che le terapie oncologiche rappresentano il 25% della spesa ospedaliera per i medicinali, ma incidono solo sul 4% del totale di quella ospedaliera. “I vincoli sempre più stringenti dettati dalla spending review impongono nuove forme organizzative – sottolinea il prof. Cascinu -. A differenza dei decenni precedenti, in cui la maggioranza degli antitumorali erano chemioterapici da somministrare periodicamente per via endovenosa, molti trattamenti recentemente approvati sono a bersaglio molecolare, spesso caratterizzati dall’assunzione quotidiana e dalla via di somministrazione orale. Queste terapie rappresentano un’importante sfida per gli oncologi, anche a livello organizzativo”. “Come azienda farmaceutica il nostro impegno non si esaurisce nell’investire in ricerca e sviluppo per rendere disponibili i nuovi farmaci – conclude il dott. Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia -. Concentriamo i nostri sforzi nell’individuazione di marcatori biologici che permettano di sapere in anticipo quali pazienti trarranno giovamento dai nuovi trattamenti. Lavoriamo a fianco della comunità oncologica ed ematologica per assicurare insieme l’impiego appropriato dei nostri farmaci, coscienti che la sostenibilità del sistema sia anche nostra responsabilità”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Miastenia, farmaco salvavita a rischio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2012

«Quel farmaco per mia figlia è fondamentale. Che cosa succederà quando non lo avremo più a disposizione?». A chiederselo è Lorella Perticari, mamma di Valentina, affetta da miastenia congenita e legata a doppio filo all’assunzione della prostigmina, un farmaco che ha risolto finora i problemi della giovane di Ponzano di Fermo, ma che oggi, dovendo arrivare dall’estero, potrebbe non essere più disponibile. Lorella – la cui vicenda è stata portata alla luce da Redattore Sociale, la prima Agenzia giornalistica quotidiana dedicata al disagio e all’impegno sociale, promossa dalla Comunità di Capodarco – ha anche un altro figlio gravato da miastenia e ha già perso una figlia per la stessa malattia. Tuttavia è solo Valentina ad aver bisogno del farmaco in questione, essendo quello meglio tollerato. Un medicinale prodotto all’estero e che presto – è stato annunciato alla giovane – potrebbe non essere più importato. Il 23 marzo Valentina ha scritto all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, senza avere ancora ottenuto risposta. «Dal 1997, anno in cui le case farmaceutiche italiane ne hanno sospeso la produzione, la mia azienda ospedaliera richiede il farmaco all’estero» scrive la ragazza all’Aifa. «Quest’oggi sono venuta a conoscenza del fatto che ci sono problemi di reperibilità anche lì. Sottolineo che la mia scorta è in via di esaurimento e prevedo quindi una seguente situazione drammatica. Chiedo disperatamente il vostro supporto. Da cittadina italiana mi aspetto che lo Stato in cui vivo torni a produrre questo medicinale e che io possa reperirlo nella mia farmacia di riferimento. (fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Una terapia salvavita rifiutata

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

La ASL Napoli1 nega il rimborso per un ciclo di tomoterapia a un giovane napoletano di 33 anni, G. C., affetto da carcinoma al cardias: non rientrerebbe nei LEA, i livelli essenziali di assistenza. “E’ una violazione gravissima dei diritti dei malati – commenta Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) – visto che senza questa terapia il giovane, invalido al 100% e affetto da paraparesi spastica, rischia di perdere la vita. Dopo una serie di visite in vari centri oncologici, è stato operato all’Istituto San Raffaele di Milano che, entro il 17 luglio, chiede un anticipo per iniziare,dal 1 agosto, un ciclo di tomoterapia, che non è possibile effettuare in convenzione nelle strutture napoletane”.
La famiglia del giovane non può sostenere questa ulteriore spesa e si è rivolta all’Osservatorio per la tutela e lo Sviluppo Dei Diritti dell’Associazione Dossetti per far rispettare il diritto alla vita di G. “Abbiamo segnalato il caso al direttore del distretto 26 ASL Napoli1, dott. Vincenzo Di Raimondo e al Presidente della Regione Campania, on Stefano Caldoro – precisa Claudio Giustozzi – chiedendo di convenzionare al più presto la tomoterapia. Non è possibile negare al giovane l’unica possibilità di sopravvivenza legata a questo trattamento.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vaccinare ogni bambino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Mentre i leader mondiali si preparano ad incontrarsi a Londra in occasione della conferenza dell’Alleanza GAVI prevista per la prossima settimana, l’UNICEF invita i donatori a sostenere un impegno globale per vaccinare e salvare milioni di bambini entro il 2015. L’UNICEF ha sottolineato che il miglior utilizzo dei fondi per i vaccini è quello di sostenere i programmi che raggiungano prioritariamente i bambini attualmente esclusi da questi semplici vaccini salvavita. Oggi un bambino su cinque non viene vaccinato. “Noi abbiamo i vaccini e l’esperienza tecnica per salvare milioni di bambini,” ha detto Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF, che sarà a Londra per la conferenza. “Ora dobbiamo abbinare la nostra conoscenza con il nostro impegno per aiutare i più poveri, i bambini più vulnerabili. Nessuna campagna di vaccinazione può dirsi pienamente riuscita se esclude i più difficili da raggiungere” L’UNICEF è nella posizione unica di essere coinvolto in ogni fase del processo di vaccinazione, fornendo vaccini al 56% dei bambini del
mondo e lavorando sul campo in oltre 150 paesi. L’UNICEF è uno dei soci fondatori dell’Alleanza GAVI, che terrà una conferenza a Londra il prossimo 13 giugno; in occasione di questo meeting si spera che i paesi donatori sottoscriveranno impegni precisi per finanziare i vaccini fino al 2015. Oltre ad ampliare la rete per raggiungere tutti i bambini, l’attenzione deve essere data anche all’introduzione di nuovi potenti vaccini per paesi che non hanno accesso ad essi. La polmonite e la diarrea causano un terzo di tutti i decessi infantili, ed ora esistono nuovi vaccini contro alcune cause di queste malattie letali. L’Alleanza GAVI, l’UNICEF e i suoi partner vogliono salvare quattro milioni di bambini in più entro il 2015, mettendo in atto questi nuovi vaccini. Nonostante i significativi progressi nella riduzione della mortalità infantile, quasi due milioni di bambini continuano a morire ogni anno per malattie prevenibili mediante le vaccinazioni. Nel 2010 l’UNICEF ha fornito, a nome della GAVI e dei governi dei paesi in via di sviluppo, circa 2,53 miliardi di dosi di vaccini nuovi e tradizionali del valore di 750 milioni di dollari USA. L’UNICEF è l’agenzia leader per l’approvvigionamento dei vaccini in tutto il mondo, con la sua Supply Division con sede a Copenaghen. Il lavoro di approvvigionamento dell’UNICEF è basato su una strategia onnicomprensiva di sicurezza del vaccino, che implica: la collaborazione con molteplici fornitori preselezionati dall’OMS per scoraggiare monopoli; una accurata previsione pluriennale che comprenda la possibilità di negoziare prezzi vantaggiosi e possa garantire una adeguata fonitura di vaccini; la consegna sicura e tempestiva dei vaccini nei paesi.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Salute e chi ricorre al “fai da te”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Il vero salvavita è in libreria già da diversi mesi. Le prime sei monografie sono a firma dei massimi esperti italiani su pressione, colesterolo, mal di testa, trombosi, allergie, malattie delle vene. Format innovativo. Uso di farmaci non indicati o pericolosi, rischio di abuso o abbandono della terapia sono solo alcuni dei problemi che può provocare la cattiva conoscenza delle più comuni patologie croniche che colpiscono gli italiani. “Evitare le conseguenze del ‘fai da te’, fenomeno ancora purtroppo molto diffuso nel nostro Paese (si calcola che coinvolga circa un italiano su cinque), è il principio ispiratore della collana ‘Il senso della salute’ edito dalla bolognese Lombar Key – afferma il professor Augusto Zaninelli, curatore del progetto e coautore di ‘100 risposte sulla pressione’ – per questo abbiamo pensato a un format impostato sullo stile delle domande e risposte, molto efficace, intuitivo, dinamico e comprensibile, nel quale il lettore potrà facilmente orientarsi.” Perché la corretta conoscenza di alcune delle più diffuse malattie croniche è il solo modo per affrontarle in modo efficace preservando la salute il più a lungo possibile. “Questa collana nasce per migliorare la consapevolezza da parte del cittadino – una maggiore informazione rende più efficiente la sanità – spiega il professor Gian Franco Gensini, internista di fama internazionale e direttore scientifico della collana – utilizzando tre argomenti chiave: far crescere la richiesta sulle modalità per evitare di compromettere la propria salute, operare al meglio per garantirsi i vantaggi derivanti dalla prevenzione e/o dalla terapia e stimolare, da parte del cittadino consapevole, la richiesta di benessere.” Le prime sei monografie ‘100 risposte su’ pressione, colesterolo, mal di testa, trombosi, allergie e malattie delle vene, di pratico formato e scritte per il largo pubblico – secondo la tendenza, della medicina più avanzata, a un dialogo aperto –, sono già in vendita nelle librerie di tutta Italia al prezzo di 12 euro. Promuovere il dialogo con il medico, secondo il principio che il tempo dedicato al colloquio/ascolto è tempo di cura, e la condivisione degli obiettivi, come parti integranti della prevenzione e della cura, sono concetti fondamentali per una cultura della salute alla portata di tutti. “Se è vero che “salute”, “medicina” e “malattia”, sono il secondo gruppo di parole digitate nei motori di ricerca, la mole di informazioni che ormai arriva sul computer è tale che “se non si è utenti abbastanza esperti – spiega il professor Augusto Zaninelli – si rischia di perdere tempo, di accedere ad informazioni non di qualità o non garantite e di trovare quello che si cerca veramente solo in rari casi.” E, spiega il professor Gensini, “l’impegno di questa collana è quindi proprio, nei vari settori, di offrire ai cittadini le informazioni opportune per mantenere o acquisire abitudini di vita appropriate e fare in modo che il loro rapporto con il Servizio Sanitario sia il migliore possibile, allo scopo di trattare, o meglio ancora prevenire nel modo migliore i possibili problemi di salute.” Perché “ognuno di noi ha il diritto, e dunque anche il dovere morale, di potenziare al massimo grado tutti i suoi doni: la salute fisica e psichica ha il senso di favorire la pienezza di vita cui ogni uomo è chiamato” conclude il professor Bernardo De Angelis, filosofo e teologo, membro del comitato editoriale della casa editrice Lombar Key.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Bambini a rischio malnutrizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Un milione e 200.000 bambini in Niger sono a grave rischio malnutrizione, 378.000 stanno affrontando la fame: questo l’allarme lanciato oggi da Save the Children. Il Niger è uno dei paesi più poveri dell’Africa, dove 1 bambino su 6 muore prima dei cinque anni e il 50% della mortalità infantile è legata alla malnutrizione. Secondo l’Organizzazione, senza un aiuto immediato, questa situazione già di per sé drammatica, rischia di precipitare nei prossimi mesi, con la morte di migliaia di bambini. In tutto il Sahel, le piogge sono sempre meno frequenti e la siccità è in continuo aumento. Tutto ciò ha causato una progressiva desertificazione, e la conseguente scarsità di raccolti che, unitamente all’elevato tasso di crescita demografica, hanno reso le famiglie altamente vulnerabili. Infine, l’incessante  aumento dei prezzi degli alimenti, ha impedito loro di acquistare cibo a sufficienza. Dal 2007, infatti, i prezzi alimentari sono aumentati annualmente del 20%, toccando dei picchi del 30% in alcune regioni, soprattutto dallo scorso anno ad oggi. In base alle stime ufficiali, 7,8 milioni di persone, pari al 58% della popolazione, sono a rischio di malnutrizione: Save the Children ritiene che tale cifra sia destinata ad aumentare se le famiglie non avranno la possibilità di procurarsi derrate alimentari sufficienti. Le persone stanno già riducendo il numero di pasti giornalieri, si stanno nutrendo con cibi destinati agli animali, stanno smettendo di mandare i bambini a scuola. Inoltre si sta verificando una migrazione verso le aree urbane, alla ricerca di aiuto e per vendere il loro bestiame al di sotto dei prezzi di mercato per comprare del cibo – riducendo, così, ulteriormente la loro capacità di acquisto nel futuro e la possibilità di uscire da questa grave crisi. Molte famiglie hanno totalmente esaurito le scorte di cibo e il Paese sta entrando nella stagione di massima diffusione della malaria e ciò potrebbe creare una combinazione letale, causando migliaia di morti nei prossimi mesi. Save the Children, che ha iniziato a lavorare in Niger nel 2005 in risposta alla crisi alimentare, lancia l’appello di raccolta fondi per fornire alle famiglie cibi salvavita e cure mediche. http://www.savethechildren.it/fondoemergenze

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Percezioni e culture della sicurezza in edilizia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2009

Roma 6 aprile 2009  – ore 9.30 – 13.00 Aula Magna del Rettorato (Facoltà di Giurisprudenza) – Via Ostiense 159    avrà luogo il convegno “Nonsolonorma. percezioni e culture della sicurezza in edilizia” realizzato dall’ Inail Lazio, il Ctp di Roma e Provincia e il Laboratorio di Innovazione Didattica, Comunicazione e Abilità Relazionali (Facoltà di Scienze Politiche, Roma Tre) con il patrocinio della Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Roma  Il progetto Nonsolonorma nasce nel dicembre 2007 da un accordo tra l’Inail Lazio, il Ctp di Roma e Provincia e l’Università “Roma Tre” con l’obiettivo di facilitare la diffusione della cultura della sicurezza nei cantieri edili, non solo attraverso la conoscenza scientifica dei complessi motivi che ostacolano l’integrazione delle pratiche “salvavita” nelle attività lavorative, ma anche tramite la realizzazione di opportuni strumenti formativi-informativi, finalizzati a diffondere una efficace cultura della sicurezza. Responsabili del progetto sono: Alfredo Simonetti,  CTP di Roma e Provincia, Antonio Napolitano, Direttore Inail Lazio, Maria Luisa Maniscalco, Roma Tre. Nel corso della mattinata verranno presentati i risultati del progetto e in particolare: – il volume multimediale “Nonsolonorma. Percezioni e culture della sicurezza in edilizia” (che verrà distribuito ad ogni partecipante); – i risultati dell’indagine sociologica “Le culture della sicurezza sul lavoro nei cantieri edili” diretta dalla Prof.ssa Maria Luisa Maniscalco (Roma Tre) e curata da Mauro Miccio, Enrico Tedeschi e Francesco Antonelli (Università Roma Tre), Francesca Boccini (CTP di Roma e Provincia), Fabio Ferrara e Alberto del Grande (INAIL Lazio)  – la docu-fiction di informazione-formazione: “NonSoloNorma. Il cantiere del sabato” con la regia e la sceneggiatura di Enrico de Bernart e Enrica Tedeschi.  Interverranno il Rettore dell’Università “Roma Tre” Guido Fabiani, il Direttore generale dell’Inail Alberto Cicinelli, il Direttore dell’INAIL Lazio, Antonio Napolitano, il Presidente del CTP di Roma e Provincia Carlo Nicolini e il Vice presidente Stefano Macale, il Prof. Mauro Miccio, la Prof.ssa Maria Luisa Maniscalco e il Prof. Francesco Antonelli dell’Università “Roma Tre” ed il Prof. Franco Ferrarotti dell’Università di Roma “La Sapienza”, il Dott. Luca Navarra Vice presidente dell’ACER oltre ai rappresentanti del Comune e della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »