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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘salvini’

I separati in casa: la coppia Salvini-Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

È davvero uno strano destino quello che sta vivendo in questi giorni l’ex-cavaliere. Spuntato agli onori della cronaca politica nel lontano 1994 con un colpo di reni da maestro riuscendo ad imporre agli elettori di quel tempo il MSI retto da Gianfranco Fini e a lanciarlo, con i suoi fan della prima ora, nell’avventura parlamentare e di governo sparigliando tutti gli avversari, mentre oggi è finito nelle mani di un leghista e l’abbraccio è di quelli che non si possono rifiutare sebbene non lo fa da protagonista, ma da guitto. La scena che più mi ha colpito è stata impietosamente ripresa dalla telecamera di una emittente televisiva che ci ha mostrato un volto disfatto mentre si dirigeva per l’ultimo saluto verso l’auto dove Salvini era già salito e che subito dopo è partita sgommando. Ritrovandosi solo davanti ai microfoni si è limitato a poche parole di circostanza e ad affermare che “lui si fida di Salvini”. Strane parole, davvero. Forse non si è del tutto reso conto che i tempi sono mutati e che la partita non si gioca solo nei salotti del “palazzo”, ma tra la gente e che questo popolo che pure si è fidato di lui sta sistematicamente abbandonandolo. Emergono altre figure, il paese è in ginocchio, i suoi abitanti si sentono assediati da politici inaffidabili, da promesse che non possono mantenere e da una gestione della cosa pubblica dominata da interessi personali e vanagloriosi. Penso ai 70 miliardi di euro elargiti alle banche che si sono ridotte alla bancarotta per favorire gli amici degli amici mentre milioni di italiani diventano sempre più poveri anche se hanno un lavoro. Penso a un ex presidente del consiglio che in vena di grandeur prende in affitto un aereo, a spese dello Stato, per 150 milioni di euro perché non vuol essere da meno del presidente degli Stati Uniti o dei sultani orientali con il loro oro nero. Penso anche che ci siamo ritrovati con un’Italia a due facce dove da una parte vi è una minoranza che si crede baciata dalla fortuna e si esprime con arroganza verso i più deboli e l’altra che è maggioranza ma non riesce ancora ad avere la consapevolezza della propria forza e dei numeri che potrebbe esprimere per una svolta politica significativa. E con questo andante adagio tra slanci e regressi l’Italia va avanti titubante. (Riccardo Alfonso)

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L’Europa che c’è, nonostante Di Maio, Salvini e Meloni

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

La notizia è eclatante: la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di aumentare i fondi per l’acquisto di titoli di ben 600 miliardi. Vediamo come l’Europa interviene per superare la crisi sanitaria, sociale ed economica con dotazioni già fruibili:
1. Dalla Banca centrale europea (Bce) per l’acquisto di titoli: 1.350 miliardi di euro;
2. Fondi della Banca europea per gli investimenti (Bei) per le piccole e medie imprese: 200 miliardi;
3. Fondi per la cassa integrazione (Sure): 100 miliardi;
4. Fondi per il Meccanisno europeo di Stabilità (Mes):240 miliardi.
C’è anche il Recovery Fund, da approvare, che prevede finanziamenti per 750 miliardi.
Di quanto potrà disporre all’Italia? Vediamo.
1. Dalla BCE per l’acquisto di titoli: 220 miliardi per il 2020. Da definire quelli del 2021,
2. Fondi della Bei: 40 miliardi;
3. Fondi dello Sure: 20 miliardi;
4. Fondi del Mes: 36 miliardi.
Il totale dei Fondi ammonta a 96 miliardi, già disponibili. Se il Recovery Fund verrà approvato, al nostro Paese arriveranno altri 173 miliardi tra prestiti e a fondo perduto. Qualcuno, Di Maio (M5S), Salvini (Lega) e Meloni (FdI), prima delle elezioni politiche del 2018, volevano uscire dall’euro e, conseguentemente, dall’Europa che, secondo loro, ci avrebbe ridotto alla stregua della Grecia, con l’arrivo della temibile Troika, il taglio delle pensioni, degli stipendi e dell’assistenza sanitaria.Nulla di tutto questo è successo.
Senza l’Europa, l’Italia sarebbe nelle condizioni dell’Argentina o del Venezuela, cioè al fallimento.E’ necessario che i cittadini prendano atto, riflettano e non si lascino incantare dai pifferai di turno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Coronavirus: Fp Cgil, grave attacco di Salvini a Polizia Locale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

“Grave, gratuito e ingiustificato attacco del leader della Lega Salvini, mosso in maniera dura e irriverente, alla Polizia Locale”. A denunciarlo è la Fp Cgil in merito a quanto affermato da Matteo Salvini durante la trasmissione ‘Non è l’arena’ de La7, aggiungendo che: “Ci amareggia ma non ci sorprende una tale iniziativa denigratoria nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della polizia locale che, a detta di Salvini, ‘farebbero ridere’ a presidiare una zona rossa per le misure di contenimento del Covid-19. Lavoro che, a parer suo, va invece affidato ai militari, alla Polizia di Stato e ai Carabinieri”.Per il sindacato, “se il senatore Salvini fosse stato più attento quando era ministro, forse avrebbe compreso e imparato le tantissime funzioni, attività e compiti a cui assolvono con responsabilità, professionalità e senso del dovere i lavoratori dalla Polizia Locale. Attività che per quanto attiene le funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria non sono svolte per il ‘sindaco’ ma per le competenze dello Stato facendo capo alle prefetture, alle questure e alla magistratura”.”Sfugge a Salvini – prosegue la Fp Cgil -, in questa rincorsa alla propaganda politica, che dall’inizio della emergenza Covid-19, su disposizioni del Ministro dell’Interno, la Polizia Locale è impegnata nella attività di controllo e di contenimento dell’epidemia al pari delle altre forze di polizia statale e che sta avendo i suoi morti per l’espletamento di tale servizio e i suoi tanti contagiati per aver contratto il virus. Non sa o fa finta di non sapere, che questi lavoratori della Polizia Locale hanno assolto dalla prima ora tali attività addirittura senza i dispositivi di protezione individuale che invece avevano le altre forze dell’ordine. Non sa o fa finta di non sapere che mentre la Polizia Locale svolge tutte le attività delle polizia statale questi lavoratori sono ancora privati delle tutele assistenziali, previdenziali e infortunistiche che hanno i loro colleghi statali”.La storia della Polizia Locale di questo paese, aggiunge, “è caratterizzata dalla professionalità, dalla autonomia e dal coerente attaccamento alla difesa dei diritti dei cittadini e del territorio nel rispetto delle leggi che hanno visto sempre questi lavoratori impegnati senza risparmiarsi come sta avvenendo in questa emergenza nazionale. Quanto dichiarato dal leader della Lega è gravissimo, lesivo della professionalità e della dignità dei lavoratori della Polizia Locale e offensivo delle vittime del lavoro di controllo e di contenimento del Covid-19, dei morti e dei contagiati e delle loro famiglie”, conclude la Fp Cgil. (da Giorgio Saccoia)

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“Da Salvini solo la solita propaganda sul sostegno alle case popolari della Lombardia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

I finanziamenti sono ordinari, erano già previsti nel bilancio e non hanno nulla di straordinario Si tratta della routine regionale di sostegno degli inquilini in difficoltà economica sia nel settore pubblico, gli alloggi popolari, sia nel privato, cioè aiuti alla morosità incolpevole. L’unica misura è la sospensione dei solleciti. Ancora troppo poco.Con la propaganda non si risolvono anni di malagestione e riduzione di investimenti nell’edilizia popolare. Servono azioni concrete per tutelare il diritto alla casa e garantire agli inquilini una vita dignitosa. Accompagnerò volentieri Salvini, a emergenza finita, a fare dei sopralluoghi nei quartieri popolari di Milano e Provincia per toccare con mano il fallimento delle Politiche di centro destra in Aler”, così Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la dichiarazioni di Matteo Salvini: “Oltre 60 milioni per aiutare le famiglie in difficolta’, anche per pagare gli affitti, sospensione dei solleciti per chi non puo’ saldare il canone Aler, azzeramento delle spese per gli over 70 con redditi bassi. In Lombardia c’e’ chi specula sull’epidemia e c’e’ chi lavora. Orgoglioso della Regione che risponde con i fatti”.

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Il Meccanismo europeo di stabilità, ovvero il Salva Stati. Salvini e la bufale del tradimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

“Se non riesci a ricordare dove hai messo le chiavi, non pensare subito all’Alzheimer; inizia, invece, a preoccuparti se non riesci a ricordare a cosa servono le chiavi.” E’ una frase di Rita Levi Montalcini (1909-2012), senatrice, neurologa e premio Nobel per la medicina. Ricordiamo questa frase a proposito del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), ovvero il Salva Stati, che fu approvato dal governo Conte1, del quale facevano parte il M5S e la Lega, e anche dal governo Conte2, de quale fa parte il M5s e il Pd. Non pensiamo che Matteo Salvini, segretario della Lega, e Luigi Di Maio, capo politico del M5s, siano affetti da Alzheimer, ma che abbiano dimenticato a cosa sia servita, o serva, la loro presenza nei governi Conte.”Che ce stavate a fa, ar governo? A contà le portrone?”, si direbbe a Roma. A cosa siete serviti come vicepremier e ministri?In una trasmissione RAI, Salvini afferma che il Mes rischia di far saltare i risparmi degli italiani; di qui l’accusa di alto tradimento e, di conseguenza, la richiesta di condanna alla galera. Ora, Salvini, che è nelle istituzioni dal 1993, quindi pagato con i soldi del contribuente, forse non ha letto (non pretendiamo studiato), e neanche se l’è fatta spiegare, la proposta del Mes, che lui stesso aveva approvato, quando era al governo. Insomma, Salvini ha approvato il Mes a sua insaputa. Rimane il fatto che ieri ha approvato il Mes, atto per il quale invoca l’accusa di alto tradimento per chi lo approva oggi, ma è proprio Salvini che dovrebbe autodenunciarsi per alto tradimento.La finalità del Mes non è quella di imporci la ristrutturazione automatica del debito pubblico (si ricordi quello che è successo alla Grecia), ma di stimolarci verso un rientro del debito e un aumento del Pil. Per questo obiettivo ci sono ben 704 miliardi di euro a disposizione.Certo è che, se invece di buttare 20 miliardi per Quota 100, voluta da Salvini, li avessimo utilizzati per diminuire le tasse, oggi gli italiani ringrazierebbero e l’economia potrebbe decollare verso indici più alti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo: Rojc, Salvini ha gettato la maschera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

“Salvini ha gettato la maschera, usando simboli e citazioni religiose in maniera blafema, attaccando in campo aperto l’Europa, rivendicando un’azione di Governo personalistica e autoritaria. Troppe ombre su questo capo di partito che non ha mai sentito di essere servitore delle istituzioni. Conte ha svolto la sua arringa difensiva non senza abilità e intelligenza, appellandosi ai massimi principi e parlando di Salvini come fosse un corpo esterno al Governo da lui presieduto”. Lo ha affermato la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commentando gli interventi al Senato del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Per la senatrice dem “la buona notizia è che questo governo è finito e ora ci possiamo affidare alla guida sapiente del Capo dello Stato. Ma non ci sfuggono i pericoli ancora presenti e imminenti, da un compattamento delle destre più estreme al rischio di una crisi economica pesantissima”.
“Sentire dai banchi del M5S un richiamo netto alla Costituzione – ha aggiunto Rojc – e alle prerogative del Parlamento è confortante, ma non dimentichiamo che da quel partito si è parlato di superamento della democrazia rappresentativa”.

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Al voto, al voto: Salvini ha messo il piede sull’acceleratore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

Questa crisi, per mesi evocata prima sottovoce e poi “urlata” e ora posta come la più urgente delle soluzioni, non mi convince. Dovremmo dire, chiosando una battuta di un politico di altri tempi: a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E il pensiero in questo caso va al mattatore di turno che vuole sfruttare il vento che tira dalla sua parte per raccogliere il massimo dei consensi elettorali ma non intende dirlo apertamente e allora si rifugia sulla necessità di stringere i tempi per evitare che il nuovo governo, che già sa guidato dall’interessato, gli permetterà di evitare l’aumento dell’Iva e di fare nel contempo una finanziaria con un abbassamento delle tasse per tutti. Sa anche che se la sua accelerazione non sortisce l’effetto desiderato potrà addebitare la responsabilità ai suoi avversari di ieri e ai nuovi di oggi (leggasi pentastellati). Sembra un calcolo studiato a tavolino già qualche anno fa quando Salvini ha portato dalla sua il movimento con il capo politico Di Maio più per ridimensionarlo, e c’è riuscito molto bene, che per fare le riforme che da tempo il paese richiede anche se qualcuna importante è passata, sia pure sotto traccia. Ora la nuova mossa di Renzi torna a vantaggio di Salvini come lo è stata in passato con il netto rifiuto ad una coalizione PD – movimento cinque stelle.
Da tutto ciò emerge una riflessione di più ampio respiro che dovrebbe farci riflettere. Tanto per cominciare perché non ci accorgiamo, noi elettori, che vi sono politici che non pensano ai valori, che pur dicono di professare, ma solo agli interessi di parte e soprattutto personali? Si stanno divertendo a nostre spese come se a muovere i pezzi degli scacchi non fossero uomini e donne e dentro questo “carniere” vi sono giovani e anziani e gente che lavora e cerca un lavoro, che fa i salti mortali per arrivare a fine mese e si vede intorno persone solo interessate a fare promesse che sanno di non mantenere e a gabellare anche quelli che in buona fede credono ancora in qualcosa.
Eppure la politica è importante. E’ nevralgica in democrazia. E’ insostituibile e chi cerca di svilirla dovrebbe finire alla gogna e non permettergli di continuare ad essere il pifferaio di turno. Occorre svegliarsi o è ancora la stagione dei letarghi? Staremo a vedere. (Riccardo Alfonso)

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Che succede se Salvini dopo il voto non ha i numeri per governare da solo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

“Per come la vedo io, le alleanze si fanno prima delle elezioni, non dopo. Non ripetiamo gli errori che hanno generato questo governo. Io dico che chiarirò le alleanze prima delle elezioni, è un segno di rispetto nei confronti dei cittadini. Anche perché dopo il voto può accadere di tutto, e rischiamo di tornare al punto di partenza. Anche per questo considero la possibilità di una corsa in solitaria una opzione prevalentemente giornalistica. Forza Italia? Bisogna parlarne. Le posizioni non sono ancora chiare. Avevamo chiesto delucidazioni: non sono arrivate. Anzi mi pare che Silvio Berlusconi, lanciando l’Altra Italia, si stia dedicando a prendere le distanze dalla destra, più che dalla sinistra».Lo dice in un’intervista al quotidiano “La Verità” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.«Un governo di ‘garanzia, elettorale o per le riforme’? Sarebbe scandaloso, uno schiaffo per la democrazia. Bisognerà vigilare. Qualcuno potrebbe utilizzare il periodo estivo per prendere tempo e inventarsi giochi di palazzo. Non si capisce perché dovremmo formare un governo che resti in carica solo qualche mese: servirebbe solo ad assicurare la poltrona a chi teme di non essere rieletto o magari consentirebbe a certi poteri che non nulla hanno a che fare con la sovranità popolare di dettare legge. Si può votare in tempi rapidi e dalle urne uscirebbe una maggioranza chiara a sostegno di un governo solido. Con forze politiche che vantano grandi convergenze programmatiche. Sono convinta che questo nuovo governo sarebbe pronto a durare cinque anni. In questa campagna elettorale insisteremo soprattutto sull’economia. Spiegheremo la nostra ricetta economica di stampo trumpiano: choc fiscale, investimenti pubblici, difesa delle aziende tricolore. Mi piacerebbe tornare a parlare di miracolo italiano».«Ad Atreju, che torna a Roma dal 20 al 22 settembre, daremo voce a quell’Italia che guarda verso il cielo e pensa ancora in grande e non crede di essere all’ultima spiaggia. Insomma, rispolveriamo un po’ di orgoglio nazionale», conclude Meloni.

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Scuola: Salvini convocherà i sindacati entro luglio, Anief vuole esserci

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

“Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell’impresa e dell’agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini, annunciando anche che ai sindacati presenterà la “proposta sull’autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud. Sono sicuro che in un anno questo governo abbia fatto di più rispetto ai governi di sinistra che ci hanno preceduto per lavoratori e precari. Con la flat tax per famiglie, lavoratori e imprese faremo ancora di più”, ha concluso il vicepremier. Anief replica sin d’ora a Matteo Salvini, sostenendo che il lavoro realizzato dal Governo per i precari è al di sotto di quello necessario: nella scuola, ad esempio, mentre si sta andando incontro al record di supplenze annuali, si punta su procedure concorsuali non risolutive, con due terzi dei supplenti storici che non verranno comunque assunti in ruolo, oltre che lente, mentre servono soluzioni immediate. Queste soluzioni, inoltre, vanno ad escludere un’ampia fetta degli attuali precari che permettono quotidianamente di sopperire ai larghi vuoti di docenti e Ata titolari, sempre a causa dell’inettitudine di chi gestisce le sorti dell’Istruzione e che continua ad opporsi strenuamente alla riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento con utilizzo, all’occorrenza, delle graduatorie d’Istituto anche ai fini del reclutamento.
Per non parlare del personale Ata, sempre più dimenticato, per il quale si continuano a ravvisare organici tagliati, stipendi vicini alla soglia di povertà, mancate attivazioni di profili professionali superiori, come quella dei coordinatori di ogni profilo, anche laddove sono previsti per legge, oltre che l’opposizione all’avvio di concorsi riservati, a partire da quelli per gli amministrativi facenti funzione Dsga. In generale, preoccupa molto il mancato rilancio del comparto dell’Istruzione, per il quale si prevede addirittura un taglio progressivo di investimenti pubblici nel Documento di economia e finanza, con la spesa per il settore in calo continuo – dal 3,9% del 2010 al 3,1% – fino al 2040. “Se il vicepremier e ministro del Lavoro ci convocherà come annunciato – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, saremo prontissimi a indicare quali sono le priorità da affrontare nel mondo della Scuola, spiegandogli perché l’accordo del 24 di Palazzo Chigi è tutt’altro che risolutivo. Lo abbiamo fatto di recente con il ministero dell’Istruzione, al quale abbiamo inviato una serie di proposte, come quella di risollevare per davvero gli stipendi senza oneri per lo Stato”. “Sinora, però, non abbiamo avuto risposte. E siccome il nuovo anno scolastico è alle porte – conclude Pacifico -, presto i nodi verranno al pettine, sotto forma di mancata copertura di decine di migliaia di posti, niente continuità didattica e scuole nel caos, con i dirigenti scolastici costretti a compiere acrobazie di ogni genere per tamponare situazioni sempre più difficili”.

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La vittoria di Salvini è un capolavoro politico di Di Maio

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

“Ci saremo alle prossime elezioni regionali e, in caso di voto anticipato, anche alle Politiche. Questo risultato delle Europee era ampiamente previsto, con il ribaltamento dei rapporti di forza tra Lega e M5S. Tutto questo è frutto anche del capolavoro politico, si fa per dire, di Luigi Di Maio che ha fatto diventare Salvini agli occhi degli italiani un leader politico e fatto perdere consensi a M5S” A dirlo è il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris nel corso di Rebus, l’approfondimento politico settimanale condotto dal direttore editoriale del VG21 Gianni Ambrosino, in onda stasera alle 19,50 e alle 23,30 circa.“Adesso abbiamo una avanzata forte delle destre in Italia. – continua il sindaco – Noi invece continuiamo a lavorare ad una coalizione civica ampia, larga, innovativa che va dalla destra moderata alla sinistra, coinvolgendo il mondo delle professioni e l’associazionismo. Tra giugno e luglio avvieremo consultazioni anche con Pd e con M5S. Noi potremmo essere l’alternativa ed è chiaro che il nostro primo interlocutore è M5S. Vediamo cosa emerge e poi da settembre tireremo le somme. Estate: abbiamo approvato il rendiconto di bilancio e ora utilizzeremo una serie di fondi per opere pubbliche. Siamo alla vigilia di una estate piena di importanti avvenimenti per Napoli con la visita del Santo Padre, le Universiadi, ma anche iniziative culturali e sociali. Per quanto riguarda la raccolta rifiuti l’abbiamo potenziata e facciamo appello ai napoletani affinché rispettino orari di depositi dei rifiuti per avere una città sempre più bella e decorosa” (fonte: vg21 Canale 21)

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Castelli a Salvini: “Non c’è sempre un nemico, sui Comuni stiamo facendo un grande lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Roma – “Voglio rassicurare il Ministro Salvini, non c’è nessun “Salva Roma”, dalla lettura della norma, peraltro non replicabile, si comprende che così viene chiusa l’operazione voluta dal Governo Berlusconi nel 2008, con un considerevole risparmio per lo Stato e per i cittadini.Non c’è sempre bisogno di un nemico, perché in questo caso non c’è un nemico.
I Comuni vanno salvati tutti, perché così si salvano i servizi ai cittadini, l’ho detto anche nei giorni scorsi e lo confermo. Anche con quelli capoluogo di Città Metropolitana, nei giorni scorsi, abbiamo avviato un dialogo proficuo.Stiamo facendo un ottimo lavoro, da quando siamo al Governo, con norme puntuali e specifiche, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. I problemi delle Amministrazioni sono diversi, e le soluzioni da adottare sono differenti. Purtroppo abbiamo trovato solo macerie, da cui è necessario ricostruire.Noi lavoriamo per rimetterli tutti in piedi, dal più grande al più piccolo, ognuno con la sua cura, perché ognuno ha una malattia diversa. A questo si può reagire solo rimboccandosi le maniche, con il dialogo e la comprensione.È un lavoro, puntuale, che stiamo facendo anche assieme al Sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani”.

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Difesa: Rojc (Pd), Salvini ciancia su leva obbligatoria. Intanto Governo taglia fondi a Forze Armate

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Questo Governo taglia fondi indispensabili alle nostre Forze Armate e intanto Salvini ciancia ancora di ritorno alla leva obbligatoria. I militari italiani devono essere rispettati per la loro specifica professionalità e messi in condizione di difendere il Paese: il Governo metta risorse per il turnover del personale”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, componente dem della commissione Difesa a Palazzo Madama, replicando al al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che durante un comizio ha annunciato la reintroduzione del servizio di leva obbligatoria nel Corpo degli Alpini.
“Dal Friuli Venezia Giulia – aggiunge Rojc – dico a Salvini che conosciamo bene i meriti degli Alpini e grandissimo è il nostro attaccamento a questo corpo, ma proprio per questo gli chiedo di evitare uscite strumentali e solo elettorali. Il tempo della leva obbligatoria è finito perché le esigenze della difesa sono cambiate. Anche Salvini lo sa bene, per questo – conclude – le sue dichiarazioni sono moneta fasulla”.

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Governo: Salvini e la bufala dei porti chiusi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha più volte dichiarato che i porti sono chiusi, riferendosi ai migranti. Se vogliamo essere precisi, la frase esatta è “I colleghi ministri possono dire quello che vogliono, ma finché faccio il ministro i porti in Italia rimangono chiusi”. Non è vero. I porti possono essere chiusi con un decreto del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, che oggi è Danilo Toninelli, il quale non ha emanato nessuna decreto in proposito.A conferma, citiamo l’art.83 del Codice della Navigazione, che recita:
“Il Ministro dei trasporti e della navigazione può limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende.”Quindi, la competenza per la chiusura dei porti non è del ministro Salvini.
Le frasi di Salvini, tipo “i porti sono chiusi”, che sentiamo nei vari telegiornali o che leggiamo nei giornali, sono propaganda elettorale.Come mai, allora, si chiederà qualcuno, le navi Diciotti e Sea Watch sono state fermate al largo dei porti italiani?Informiamo i lettori che i migranti sono stati in seguito sbarcati, quindi non è vero che sono stati respinti.Inoltre, l’aver imposto alla nave Diciotti di rimanere a largo, ha comportato l’accusa, da parte della magistratura, di “plurime violazioni di normative nazionali e internazionali”, per la quale è stata chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini (negata dal Senato), e per la nave Sea Watch è in corso una indagine della magistratura nei confronti dei ministri Salvini, Di Maio, Toninelli e dello stesso premier Conte.In sintesi, se i porti sono aperti e si costringe chiunque, anche i migranti, a rimanere su una nave al largo per giorni, si incorre nell’accusa di violazione di norme nazionali e internazionali.Siamo in piena campagna elettorale e il ministro Salvini racconta bufale, per il popolo che vuol crederci. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La mossa politica di Salvini in Israele

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Forse per celebrare il settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il ministro Salvini si è recato l’11 dicembre in Israele dove dapprima ha perlustrato il confine col Libano “terrorista” e poi, ignorando del tutto i palestinesi, ha incontrato Netanyahu e i suoi ministri a un duplice scopo: riorientare la politica italiana stabilendo un asse tra Italia e Israele per la lotta al terrorismo e alle migrazioni e per pianificare una comune penetrazione in Africa, e in secondo luogo riorientare anche”tutte” le grandi Istituzioni internazionali, l’ONU, l’UNESCO, l’Unione Europea, il cui atteggiamento “è sbilanciato in senso antisraeliano”. A tal fine, agendo da Amministratore unico dell’Italia, ha annunciato a sorpresa un incontro bilaterale ai massimi livelli tra i governi d’Italia e d’Israele a Gerusalemme all’inizio del prossimo anno.
Molti autorevoli ebrei italiani, guardando agli interessi supremi delle comunità ebraiche e dello stesso Stato d’Israele, avevano espresso una viva preoccupazione per l’annunciata visita del ministro degli Interni in Israele. Essi ritengono distruttivi per il popolo d’Israele e per gli Ebrei del mondo “rapporti del governo d’Israele con partiti e movimenti di estrema destra in Europa e nel mondo” in quanto “l’appoggio, pur strumentale e provvisorio, di partiti di destra inquinati dall’antisemitismo ma ostili all’Islam è una seduttiva lusinga. Un’illusione autodistruttiva”. Per questa ragione il presidente della Conferenza dei Rabbini europei Pinchas Goldshmidt ha chiesto ad Israele di “interrompere le relazioni con partiti di estrema destra in Europa, indipendentemente dalle posizioni che essi assumono sullo Stato ebraico. Infatti quando un partito è razzista, ostile a parti della società, “e intollerante rispetto alle minoranze, gli ebrei, pur non essendo oggetto di violenza oggi, lo saranno in un prossimo futuro”.
Gli ebrei si sentono in pericolo quando “nello spazio pubblico irrompono atteggiamenti o atti di razzismo contro stranieri e migranti” o atteggiamenti e atti aggressivi diretti contro le comunità Rom e Sinti; perciò gli ebrei italiani, firmatari di tale appello, avevano chiesto a Salvini una condanna di tutto ciò nella visita in Israele e “un impegno sul piano delle istituzioni a combatterne e rimuoverne le radici”
Ma egli non ne ha tenuto conto. Commentando l’attentato di Strasburgo egli ha detto che “occorre individuare, ricercare, bloccare e arrestare con ogni mezzo, verificare chi entra e chi esce da un Paese” e che il caso di Strasburgo doveva servire di lezione per chi “in Europa parla di porte e porti aperti. Casa mia e il mondo sono aperti alle persone perbene, chi porta violenza e distruzione non deve avere nessun tipo di compassione e di ospitalità”.
Quando il ministro italiano pronunciava queste parole si sapeva tuttavia che l’attentatore omicida, Cherif Chekatt, era un cittadino francese, nato a Strasburgo, però di un altro colore. Sicché inevitabilmente i non meritevoli di compassione e di ospitalità diventavano, nel messaggio così trasmesso, tutti i cittadini presenti in un Paese diversi per etnia dalla maggioranza degli altri cittadini. In sostanza un preavviso di pulizia etnica.
Questo messaggio sta entrando di giorno in giorno nella mente degli italiani. Come una volta avveniva per il calcio, Salvini ha trasmesso la sua visita e le sue parole in Israele “minuto per minuto” mediante Twitter, con cui parla direttamente con 933.000 persone che lo seguono e con cui attraverso il rilancio di TV e giornali raggiunge tutti gli altri. Molti si lamentano perché Salvini non fa solo il ministro degli Interni, ma fa anche il Primo Ministro, il ministro degli Esteri e il ministro dell’Economia. Ma questa non è la cosa più rilevante. La cosa più rilevante è che egli fa il ministro della Cultura Popolare (l’ultimo, prima di Salò, fu Pavolini). Non sarebbe poi così grave se ci fossero gli antidoti. Ma gli antidoti non ci sono perché tutto il coro degli oppositori di Salvini, giornali e partiti, lo sono per tutto tranne che per questo; la parola della caccia allo straniero, al profugo, al migrante, al musulmano, al rom, la parola della sicurezza e dell’autodifesa sta correndo indisturbata in Italia, lavora ai fianchi l’opinione pubblica per entrare nel senso comune. E se questo si compie, non ci sarà bisogno di arrivare fino agli ebrei per avere una società non più democratica e un regime senza Costituzione, come teme Zagrebelsky, e più nessuno sarà tutelato.
Questo ci pare oggi il vero caso italiano. Il ministro Salvini non vuole il fascismo, la sua è una resistibile ascesa, non è il cattivo che ci vuole dominare, ma la sua cultura lo è. È questa che non deve governare. Il resto si discuta, ma senza sbagliare le priorità. Non poniamo qui la questione del governo, che è politica e propria di un’altra sede. Ma poniamo il problema che si blocchi la pretesa di governare la cultura popolare, che non solo non ci sia un Ministero della Cultura Popolare, ma nemmeno ne venga esercitata la funzione in qualsiasi forma. Questo dovrebbero fare e pretendere le stesse forze di governo, proprio in forza del loro patto; questo di sicuro farebbero e otterrebbero gli altri partiti se ancora fossero tali, se ancora usassero del loro potere residuo non per sé, ma per il bene del Paese: non c’è neanche bisogno di essere di sinistra, basterebbe esserci.
Il sito Chiesa di tutti Chiesa dei poveri pubblica la presa di posizione degli ebrei italiani, il resoconto di un respingimento alla Malpensa, una rilettura, risalente a Pier Cesare Bori, della matrice interculturale della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, non solo “occidentale” ma confuciana laica e spirituale, e uno sviluppo del discorso sulla Costituzione e il suo inadempimento avviato da Zagrebelsky. (Fonte: Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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FDI della Meloni al centro? La vera destra con la Lega di Salvini!

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Fratelli d’Italia ha ufficialmente aderito al gruppo europeo dei Conservatori Riformisti di Raffaele Fitto, ed ha accolto, con tutti gli onori, dopo il contestatissimo ex assessore regionale lombardo di Forza Italia, Mario Mantovani, ed il democristiano Roberto Rosso in Piemonte, anche l’eurodeputato Stefano Maullo. Il partito di Giorgia Meloni si è spostato al centro, e spera di superare la soglia del 4% alle prossime elezioi europee 2019, imbarcando nelle proprie liste i notabili locali naufraghi (traditori) di Forza Italia e Silvio Berlusconi. Per questo, in tutta Italia, dalla Lombardia alla Campania, sono centinaia i gli storici militanti e dirigenti locali che stanno aderendo al Movimento Sociale Europeo (MSE), movimento politico apartitico che sostiene l’unità del fronte nazionalpopolare, identitario e sovranista, intorno alla nuova Lega nazionale di Matteo Salvini. FDI con queste operazioni, da una parte, guadagna, al centro, politicanti organizzati e clientelari, ma, dall’altra, perde, a destra, credibilità, militanti e voti: alle prossime europee vedremo quale sarà il saldo politico di queste scelte.
“L’otto dicembre, a Roma, saremo in piazza, con la Lega, a sostegno del fronte nazional-popolare, del governo verde-giallo del cambiamento e dell’Europa dei popoli. Con noi, centinaia di militanti da tutta Italia, il sindacato nazionale UGL e tanti altri gruppi ed esponenti della destra sociale e sovranista.” ha dichiarato il presidente nazionale del MSE, Roberto Bigliardo.
“Noi siamo coerenti con la nostra storia, fedeli ai valori e principi della nostra tradizione, alleati leali della Lega di Salvini, del Front Nazional di Marini Le Pen e degli altri patrioti delle destre europee. Ed abbiamo una visione geopolitica multipolare ed eurasiatica. FDI è un vecchio partitino moderato, liberale, atlantista… La Meloni raccatta i rifiuti di Forza Italia? La vecchia destra va con la nuova Lega!” ha aggiunto il coordinatore del MSE, Roberto Jonghi Lavarini.

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Maroni a 24 Mattino su Radio 24: “Salvini ha un progetto egemone”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

“Non credo che l’alleanza tra Lega e Forza Italia sopravvivrà alle elezioni europee perché Salvini ha un progetto egemone, con la Lega che assorbe tutto il resto. Non dico che Forza Italia si farà assorbire, ma se vanno sotto il 5 per cento di fatto spariscono, ed è un rischio per loro se non si danno una mossa”. Lo ha detto Roberto Maroni, ex segretario delle Lega ed ex governatore della Lombardia a 24 Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. Maroni, ex segretario delle Lega ed ex governatore della Lombardia a 24 Mattino su Radio 24: “Nascerà presto un nuovo sistema bipolare, e il leader di sinistra e grillini sarà Di Battista” “Un grande successo elettorale della Lega potrebbe far nascere un nuovo sistema bipolare, la vera Terza Repubblica, con Salvini e la Lega da un lato e dall’altro un guazzabuglio con grillini e sinistra. Secondo me il leader di questa formazione potrebbe essere più Alessandro Di Battista che Roberto Fico. Per fare il leader politico non serve la dimensione istituzionale ma la leadership, che mi sembra Di Battista abbia”. Così Roberto Maroni, ex segretario delle Lega ed ex governatore della Lombardia a 24 Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio24.

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La manovra economica Di Maio – Salvini dentro la gabbia dell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Con le dichiarazioni di Dombrovskis e Moscovici, che hanno bocciato la manovra economica e chiesto al governo italiano di scriverne una nuova, è arrivata la posizione ufficiale della Commissione europea sul DEF del governo Conte. Il testo che uscirà dalla trattativa che ora si avvia tra il governo italiano e la Commissione potrebbe risultare molto diverso da quello varato nei giorni scorsi.Che la Nota di Aggiornamento al DEF del governo Conte costituisca una novità rispetto alle manovre degli ultimi anni lo hanno già detto e scritto in tanti. La filosofia che guida il documento è quella di utilizzare il debito pubblico per rilanciare la domanda interna ed anche i consumi, contravvenendo ad una delle regole base dell’UE sulla riduzione del debito ed il contenimento della spesa. Ma questa posizione non può essere sbandierata ai quattro venti e poi sempre più ridimensionata nel corso delle trattative. Già, rispetto alla prima stesura annunciata alla stampa, il rapporto debito/PIL al 2,4% è stato limitato al solo 2019, con significative riduzioni per i due anni successivi, mentre in un primo tempo si era dichiarato di voler mantenere quella percentuale per tutto il triennio. E questo concretamente significa minori investimenti pubblici per miliardi di euro ed un forte indebolimento di tutta la manovra. Ora, le prime dichiarazioni del governo dopo la risposta ufficiale della UE, lasciano intendere la disponibilità a rivedere ulteriormente al ribasso la manovra, magari mettendo mano alle misure più attese dai settori popolari, ossia il rialzo delle pensioni al minimo e l’introduzione del reddito di cittadinanza.In tutti questi anni a governare la politica economica del nostro paese è stata una sorta di pilota automatico, sia che fosse al governo Berlusconi o il Pd oppure tecnici come Monti. Ora il governo gialloverde manifesta la volontà di interrompere questa abitudine mortificante ma il rischio evidente è che tutto si risolva in frasi roboanti e apparenti braccia di ferro, e che la manovra alla fine risulti più la sintesi di promesse mancate che l’inizio di una nuova fase.Del resto i condizionamenti della Commissione europea sono già ben presenti nella attuale stesura del DEF. Pur avendo introdotto margini di flessibilità nella gestione del debito ben più ampi di quelli concessi dalle regole europee, il governo Conte ha comunque previsto interventi limitati sia sul fronte delle pensioni che sul tema del reddito. Certo, finalmente si registra uno stop al periodico innalzamento dell’età pensionabile, ma l’intervento previsto con quota 100 andrà a favore di una platea limitata. Per il reddito è innegabile che i 10 miliardi annunciati sono superiori di cinque volte a quelli stanziati per il REI dal governo precedente, ma è altrettanto evidente che le persone che beneficeranno della misura non saranno i 6 milioni e mezzo annunciati, ma solo poco più di un milione.La manovra peraltro non risente solo dei vincoli europei, ma anche delle contraddizioni tra le forze al governo. Il sostegno ai settori sociali più in difficoltà viene subordinato ad obblighi e condizioni che trasformano la disoccupazione in una colpa e la manovra economica viene accostata ad altre disposizioni (vedi il Decreto Salvini) finalizzate ad una regolazione autoritaria della società. La stessa enfasi adottata nel tornare a dare centralità all’amministrazione pubblica non è utilizzata per rimettere al centro i diritti sociali ma come strumento di disciplinamento della società. La nuova centralità riconosciuta ai Centri per l’Impiego, per esempio, non serve a contenere l’influenza del mercato nelle modalità di assunzione ma a controllare il disoccupato che percepisce il sussidio.
E poi c’è il capitolo del fisco. Da una parte c’è un po’ di ossigeno per chi muore di debiti, ma sul piatto dall’altra parte compare l’ennesimo condono. E soprattutto è stata fugata ogni preoccupazione sulla possibile introduzione di una patrimoniale sui redditi da capitale e sui grandi patrimoni, mentre all’orizzonte resta lo spettro della flat tax che rappresenterebbe un ulteriore attacco al sistema di tassazione progressiva.La manovra del popolo l’hanno soprannominata i leader del governo e così la sbandierano contro le ingiunzioni dei tecnocrati UE. Ma una manovra del popolo richiederebbe ben altro, a cominciare da un vero piano di rinazionalizzazione delle aziende strategiche, come abbiamo rivendicato in tanti sabato 20 nella bella manifestazione di Roma. Servirebbe una scelta chiara a sostenere le ragioni di chi in questi anni ha subito gli effetti delle politiche di austerity imposte dall’UE e non una manovra contraddittoria e la disponibilità di rivederla al ribasso. E una manovra per il popolo rispettando i vincoli dei Trattati europei e rimanendo dentro l’euro è semplicemente impossibile.Lo scenario che ci aspetta nei prossimi mesi non è brillante. Il governo continuerà a sbandierare la sua opposizione ai vincoli UE ma avrà il coraggio di sfidare I diktat dell’Unione Europea?Le opposizioni di sua maestà, vedi Cgil, Cisl e Uil, che non hanno mai messo in discussione l’adesione all’UE, balbetteranno piattaforme in aperta contraddizione con quello che hanno sostenuto per anni e anni sotto i governi precedenti. Mentre le opposizioni parlamentari di Pd e Forza Italia continueranno a fare il tifo per il rialzo dello spread. In questo contesto, l’unico modo per ristabilire la verità è quello di misurarsi con i dati concreti e chiamare questo governo a fare i conti con le aspettative suscitate. Il cambiamento non può essere solo evocato per guadagnare consensi, deve produrre effetti concreti e perché questo avvenga servono scelte ben più coraggiose di quelle promosse dal duo Salvini-Di Maio.

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Sicurezza: “Grazie Salvini per visita a Napoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

“La presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Napoli per presiedere domani in Prefettura il comitato di Ordine e sicurezza pubblica è sicuramente un segnale di attenzione del Governo verso Napoli e la Campania”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati.“Dal ministro Salvini attendiamo ora risposte certe sui tempi di espulsione degli immigrati irregolari che si trovano nella città di Napoli e che occupano il quartiere Vasto” – spiega Cirielli, “E soprattutto dal titolare del Viminale domani ci attendiamo parole chiare sull’espulsione degli immigrati che commettono reati. Perché, come chiede da tempo Fratelli di Italia, è giusto che gli stranieri che delinquono scontino la pena nella propria Nazione e non a spese degli italiani” – conclude il parlamentare di Fdi.

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Tutte le destre europee con Orban, Salvini e Le Pen?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

orban salviniBy Italo Balbo. ROBERTO JONGHI LAVARINI, coordinatore nazionale del MSE (MOVIMENTO SOCIALE EUROPEO – EURASIA) ha ufficialmente espresso a JUDITH VILMA TIMAFFY (diplomatica ungherese, già console generale dell’Ungheria a Milano) tutta la solidarietà ed il sostegno del suo movimento politico apartitico (alleato sia di Fratelli d’Italia che della Lega di Salvini), annunciando una serie di manifestazioni patriottiche a sostegno del popolo ungherese e della sua identità e sovranità nazionale. Jonghi, storico esponente della destra sociale italiana, con solidi contatti internazionali, ha anche annunciato un viaggio a Budapest per convincere sia il il partito Fidez del premier Viktor Orban che la potente estrema destra di Jobbik a unirsi nel fronte sovranista europeo (lega delle leghe) promosso da Matteo Salvini e Marine Le Pen, con il sostegno antimondialista sia dell’americano Steve Bannon che del russo Alexander Dugin. (foto: salvini orban copyright eurasia)

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Diciotti, Cirielli: “Solidarietà a Salvini ma presto Decreto sicurezza adeguato a emergenza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 agosto 2018

“Oggi mi sento di esprimere piena e incondizionata solidarietà al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nonostante in questi mesi siamo stati critici per una politica basata molto su annunuci e poco su azioni concrete”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi, commentando il caso della nave Diciotti e il rifiuto da parte dei Paesi dell’Ue di accogliere i migranti fermi a Catania. “Le sguaiate e incredibili polemiche delle sinistre, oltre che una dubbia azione della magistratura sul caso della nave Diciotti, mi spingono a solidarizzare con il ministro Salvini” – spiega Cirielli. “Il ministro certamente nel suo dire e fare interpreta il pensiero dell’80 % degli italiani ma soprattutto comportamenti di buon senso” – puntualizza il Questore della Camera. “Il vero tema da affrontare non riguarda solo i 5 miliardi che l’Italia spende per mantenere il 99 per cento di clandestini abusivi ma il fatto che molti di questi ogni giorno commettono oltre 700 reati. Lo stupro di Jesolo è solo l’ultimo tra i gravi fatti che accadono per colpa delle politiche buoniste della sinistra”- osserva Cirielli“Ora oltre forte alla solidarietà, dal ministro Salvini ci attendiamo fatti concreti. Soprattutto un decreto sicurezza coerente con le aspettative degli italiani e con quanto annunciato in questi mesi. Se Salvini sarà conseguente non solo siamo pronti a votare la sua eventuale proposta ma anche a fargli meritati applausi” – conclude il parlamentare di Fdi.

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