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“Samam orrore, orrore. Solo orrore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Di Agostino Spataro. Orrore! Solo orrore! Questo é il sentimento che ci ispira il feroce assassinio di Samam. Secondo le evidenze investigative in corso di accertamento, la ragazza pakistana sarebbe stata uccisa dallo zio, su ordine dei genitori, che volevano punirla per il suo, più che legittimo, rifiuto di contrarre uno dei tanti matrimoni combinati che anche in Italia si consumano fra i gli immigrati di religione islamica e… fra le elite del potere economico e finanziario generalmente di religione cristiana. Lo so che rischio di essere aggredito verbalmente per aver messo sullo stesso piano due pratiche, per fortuna minoritarie, provenienti da ambienti socialmente distanti, ma sostanzialmente univoche nello scopo.Ribadisco, senza tuttavia addentrarmi in svogliate dissertazioni sociologiche, per andare al cuore della tragedia che ha come punto di partenza, di motivazione una certa concezione possessiva della donna, in quanto ritenuta essere inferiore (rispetto all’uomo) e pertanto degna di essere maltrattata come subalterna, come oggetto di proprietà personale.Se ci fate caso, tale assunto trova riscontro teorico e pratico, seppure con accentuazioni diverse, nelle tre principali religioni monoteiste.Ovviamente, ciascuna di tali confessioni lo applica con forme e modalità differenti, secondo i luoghi e i contesti giuridici in cui operano. Tuttavia, il problema esiste e sarebbe un bene affrontarlo con coraggio e spirito di equità fra uomo e donna.Per quanto riguarda il mondo islamico ho sempre detto, e scritto, che manca una sorta di “rivoluzione francese”, nel senso di una modernità laica dello Stato, della società che assicuri a tutti i suoi membri parità, giuridica e sostanziale, dei diritti e dei doveri Ferme restando le responsabilità personali, i reati contro le donne sono un fenomeno allarmante, una piaga sociale piuttosto diffusa a varie latitudini. Compresa l’Italia e la civilissima Europa, dove (oggi) si riscontra un alto numero di “femminicidi”, nei quali il fattore scatenante, in genere, è il malinteso senso di proprietà della donna/moglie che può portare- come spesso porta- fino all’omicidio.Ovviamente, tale dato non giustifica, non attenua la gravità dei delitti maturati all’interno delle comunità d’immigrati di religione islamica presenti nel nostro Paese, in Europa che- in genere, sotto questo profilo, stentano o rifiutano d’integrarsi fino in fondo nelle società ospitanti.Qui si entra nel campo minato e fuorviante di certa “interculturalità” che porta dritta dritta non a una società unitaria e solidale, ma alla creazione di un mosaico di società. Ciascuna conservando non solo i propri valori etno-culturali, ma anche le pratiche più retrive, spesso in contrasto con lo spirito e il dettato delle nostre Costituzioni. La lista è lunga e va dalle spose-bambine alla infibulazione genitale femminile, dalla esclusione scolastica alla lapidazione per adulterio, ecc, ecc.Tutto ciò è inaccettabile e richiede fermezza e spiccato senso correttivo, di recupero sociale affinché tali episodi non abbiano più a verificarsi nel territorio della nostra Repubblica. Lo Stato democratico deve presentarsi con una mano severa nel condannare e un’altra protesa per aiutarli a uscire dal tunnel della violenza. Come detto, certi problemi gravissimi esplodono anche in casa nostra, in Italia (da quelli relazionali della coppia alle violenze più efferate) che, nonostante le grandi riforme civili, introdotte nella seconda metà del secolo trascorso, non sono stati del tutto superati. Anzi, come vediamo nel caso dei numerosi “femminicidi” la situazione sta peggiorando, pericolosamente. Ricordo a me stesso, che il matrimonio combinato e/o riparatore erano una pratica diffusa in Italia, soprattutto nelle società contadina e nobiliare, fino a qualche decennio fa.Il grande “balzo in avanti” verso la civiltà è stato compiuto solo nel periodo 1968-1981 quando furono varate riforme importanti sulla via dell’emancipazione e della libertà della donna, del diritto di famiglia. della parità di genere (maschile e femminile).Nonostante tali innovazioni, il percorso non è ancora concluso. Per le donne permangono tanti problemi di violenza nell’ambito delle convivenza familiare e nella società, soprattutto quelli relativi alla disparità dei diritti per l’accesso al lavoro e a un’equa retribuzione. http://www.infomedi.it/intervista_spataro.htm

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