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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘samorindo peci’

Perché la stessa cura a volte è efficace, altre no?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

medico-pazienteLo abbiamo sperimentato tutti sulla nostra pelle: a volte una cura si dimostra efficace e risolutrice, altre volte fa persino stare peggio. Indipendentemente del fatto che si tratti di un farmaco di sintesi o di un rimedio naturale, il risultato può non essere identico. Perché? La medicina conflittuale, un’affascinante branca della scienza medica, ha provato a dare una risposta. «Il ragionamento è abbastanza complesso, per ridurlo all’osso si può rispondere che la malattia, esattamente come ogni altro processo naturale, attraversa delle fasi» spiega il dottor Samorindo Peci, tra i massimi esperti del settore e direttore dell’unica scuola in Italia di Neuropsicologia Conflittuale. «La neuropsicologia conflittuale tiene in alta considerazione l’alternarsi delle fasi simpaticotoniche e vagali, quali faro per l’intervento terapeutico. Semplificando al massimo, una cura deve essere confacente al senso biologico che il corpo esprime con la sintomatologia- commenta il dottor Peci-. Lo stato di salute si identifica con la normotonia, in cui la persona ha un alternarsi di vitalità interne ed esterne, dettate da segnali neuroendocrini, che corrispondono ai cicli circadiani giorno/notte. Quando stiamo male, anche con una malattia banale, possiamo notare una prima fase simpaticotonica (piedi e mani fredde) e una serie di sintomi specifici caratterizzati da senso di costrizione, e una fase vagotonica (calda) con altro tipo di sintomatologia». «Facciamo un esempio facile- continua l’esperto-, ad esempio l’influenza. La prima fase fredda con brividi, tachicardia, tosse secca. Poi prima fase calda: febbre, vasodilatazione, tosse grassa. Il paziente sente che migliora, poi un repentino peggioramento (la cosiddetta crisi epilettoide) con presentazione di batteri a seconda del distretto colpito. Se queste fasi non avvengono, si ha una cronicizzazione delle sintomatologia (esempio, tosse che dura mesi). Va da sé che l’intervento del medico sapiente deve essere tarato su queste fasi, tanto più se la malattia è di entità maggiore» sottolinea il dottor Peci. Non basta, dunque, che sia individuato l’approccio terapeutico giusto per risolversi un disturbo, ma sull’efficacia pesa anche il momento in cui questo viene effettuato.
«Ormai da più di 20 anni studio questa materia, mi sono sempre chiesto quali erano gli aspetti positivi di ogni modello terapeutico e qual era la variabile che portava un individuo alla guarigione e un altro a non sopravvivere alla malattia, pur avendo i due le stesse caratteristiche patologiche. Oggi ritengo imprescindibile per un terapeuta, complementare e non, la conoscenza, lo studio e l’interpretazione della curva simpatico-vagale: un parametro essenziale per riconoscere quando può essere più efficace un determinato trattamento terapeutico, quando no» conclude l’esperto.

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La perdita della memoria: quando preoccuparsi?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Mag 2016

AlzheimerMilano Giovedì 9 Giugno ore 18 Via Paisiello 24 ingresso libero. A volte si tratta di semplici dimenticanze, di sbadataggine: ci si dimentica dove si è messo un oggetto e parole familiari non vengono più alla mente restando, come si suol dire, sulla punta della lingua. Altre volte, invece, i buchi di memoria possono essere i campanelli di allarme di malattie come l’Alzheimer, una delle più importanti attuali sfide della salute pubblica, sia per l’aumento dei casi che registra la malattia, anno dopo anno, sia per l’impatto che ha sulla qualità della vita dei pazienti. L’Alzheimer è, infatti, una patologia insidiosa che colpisce le funzioni cognitive causando problemi di orientamento, linguaggio, una maggiore vulnerabilità alle infezioni e, a volte, la completa perdita della memoria a breve e a lungo termine. Ma come riconoscere il disturbo dalla malattia? Come capire quando si tratta di disattenzioni e quando, invece, preoccuparsi?
Giovedì 9 giugno, alle 18, in via Paisiello 24, a Milano, a spiegarlo sarà il dottor Samorindo Peci, durante la conferenza ad ingresso libero dal titolo “La perdita della memoria: quando incominciare a preoccuparsi?”. Il direttore scientifico di Cerifos chiarirà ai partecipanti, con parole semplici, alla portata di tutti, come riuscire a distinguere i disturbi dalla malattia, spiegando le ultime novità della ricerca che riguardano questa patologia. L’incontro fa parte del ciclo “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi”: un calendario di eventi che andrà avanti fino al 15 Dicembre, organizzato dal Centro di Ricerca milanese per mettere in luce, di volta in volta alcuni dei disturbi più diffusi e per insegnare ai cittadini come fare vera prevenzione, cogliendo per tempo i campanelli di allarme.

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Disfunzioni della tiroide

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2016

locandinaMilano Giovedì 12 Maggio alle 18, in via Paisiello 24, nella sede del Centro di Ricerca e Formazione Scientifica, Cerifos, si terrà una conferenza ad ingresso libero per capirci di più sulle disfunzioni della tiroide, la piccola ghiandola endocrina situata alla base del collo.Oggi i disturbi tiroidei riguardano circa 6 milioni di persone, ma sono pochi gli italiani che conoscono i sintomi con cui si manifesta il disturbo e sanno distinguerli da altri malesseri, per questo Cerifos ha organizzato la conferenza “Le disfunzioni della tiroide: quando i sintomi non sono univoci”. Durante l’incontro il dottor Samorindo Peci, endocrinologo e direttore scientifico di Cerifos, spiegherà come riconoscere e distinguere una semplice spossatezza, dei disturbi dell’umore o del peso, dai campanelli di allarme della malattia tiroidea. Per partecipare alla conferenza, l’ingresso è libero ma si consiglia la prenotazione chiamando lo 02.70635354. (foto: locandina)

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Come riconoscere le disfunzioni della tiroide?

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

cerifosMilano giovedì 12 Maggio alle 18, presso il Centro di Ricerca e Formazione Scientifica, Cerifos, di Milano, in via Paisiello 24 si terrà la conferenza scientifica “Le disfunzioni della tiroide: quando i sintomi non sono univoci”. Pelle secca, umore a terra, problemi mestruali e di fertilità, spossatezza: i disturbi legati a un malfunzionamento della tiroide sono subdoli in quanto lanciano scarsi campanelli di allarme. Di fronte a problemi di peso o disturbi come ansia, depressione, caduta dei capelli, perdita di memoria, infatti, difficilmente si pensa alla tiroide. Ecco perché oggi nel nostro Paese le patologie tiroidee colpiscono circa 6 milioni di persone, ma oltre il 50% di questi non è consapevole della propria condizione patologica.
Puntare sulla prevenzione è dunque l’arma più efficace per scovarli e gestirli per tempo, specialmente se si tratta di donne in età fertile o in corso di gravidanza, periodo durante il quale una corretta funzione tiroidea è importantissima visto che anche un difetto lieve può creare problemi alla salute della mamma e del nascituro.
Durante l’incontro informativo, ad ingresso libero, il dottor Samorindo Peci, endocrinologo e direttore scientifico del Centro di Ricerca milanese, scioglierà tutti i dubbi ai partecipanti sulle disfunzioni della tiroide e spiegherà, con parole semplici e un linguaggio chiaro, alla portata di tutti, come distinguere disturbi riconducibili ad altro, da una malattia della tiroide.
La conferenza, infatti, fa parte del ciclo di incontri “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi”, organizzati dal Centro di Ricerca per insegnare a fare vera prevenzione, riuscire a distinguere il disturbo dalla malattia e capire quando è sufficiente ricorrere ad un sostegno naturale e quando invece occorre rivolgersi al medico per una terapia farmacologica.
Il ciclo di conferenze gratuite “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi” si concluderà il 15 Dicembre e tratterà man mano diversi argomenti: i rischi del sovrappeso per la salute, quando deve preoccupare la perdita di memoria, infertilità e diabete. (foto: cerifos)

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Rimedi naturali o farmaci di sintesi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

vaccinazioniMilano “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi” si terranno da Aprile a Dicembre un ciclo di conferenze scientifiche gratuite presso la sede di Cerifos, a Milano, in via Paisiello 24, a ingresso libero, ma previa richiesta di partecipazione per imparare a distinguere il disturbo dalla malattia e comprendere quando è sufficiente ricorrere a un sostegno naturale e quando è il caso di optare per un farmaco di sintesi.
Si partirà giovedì 28 Aprile, alle 18, con la conferenza “Allergia: dal vaccino all’autovaccino” durante la quale il dottor Samorindo Peci, endocrinologo e direttore scientifico del Centro di Ricerca milanese spiegherà ai partecipanti i diversi modi esistenti per affrontare le allergie croniche e stagionali, illustrando anche metodi poco conosciuti come l’autovaccino. L’autovaccino è una terapia da tempo diffusa in Germania, indicato per chi combatte con allergie stagionali o croniche e nel caso di patologie per le quali esista anche soltanto il sospetto di una reazione autoimmune. Si tratta di una preparazione farmaceutica prodotta partendo dal materiale biologico di ogni individuo per migliorare le difese immunitarie delle mucose e liberare il paziente dalle reazioni allergiche. Ma non solo allergie. I temi trattati dal direttore di Cerifos durante le conferenze in calendario saranno diversi: si parlerà di infertilità, diabete, malattie da raffreddamento, disfunzioni tiroidee, dei rischi del sovrappeso per la salute e della perdita di memoria, per capire come cogliere i campanelli di allarme e ricorrere ad un approfondimento medico.
Ginseng, zenzero, valeriana. Oggi quasi il 35% degli italiani opta per i cosiddetti rimedi naturali, composti a base di erbe, per curare piccoli e grandi disturbi. Ma “naturali” non è sinonimo di innocuo, né è sempre la soluzione più efficace. Giusto per fare qualche esempio, l’abuso di echinacea può causare malattie autoimmuni, la liquirizia aumenta la pressione e persino con la camomilla possono insorgere effetti collaterali non desiderati. I fitoterapici, infatti, siano essi sotto forma di erbe fresche, infusi, decotti, tinture, sciroppi o polveri somministrate in vario modo, contengono principi attivi vegetali con proprietà farmacologiche e quindi non sono esenti da effetti collaterali. E i rimedi omeopatici? Perché funzionano ed è poi vero che non possono far male, perché non contengono principi attivi? Quando va bene ricorrervi e quando invece è meglio optare per i farmaci di sintesi per risolvere un disturbo? Come distinguere un semplice malessere da un problema di salute più importante, quando i sintomi sono blandi? Per dare una risposta a queste domande e insegnare a tracciare un confine tra disturbo e malattie e a gestire al meglio i problemi di salute più diffusi oggi in Italia, il Centro di Ricerca e Formazione Scientifica milanese, Cerifos, da giovedì 28 Aprile fino al 15 Dicembre, darà il via ad un ciclo di conferenze gratuite e aperte a tutti i cittadini dal titolo “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi”. (foto: cerifos)

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