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“Chissà se arriverà Godot al Teatro degli Audaci”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 ottobre 2017

Flavio De PaolaRoma a partire dal 26 ottobre al 5 novembre 2017 – Via Giuseppe De Santis 29 Tutte le sere ore 21:00 – Domenica ore 18:00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo. “Chissà se arriverà Godot al Teatro degli Audaci” ecco come esordisce il direttore artistico del Teatro degli Audaci Flavio De Paola durante la conferenza stampa, nell’annunciare lo spettacolo “Aspettando Godot”, una delle opere più famose di Samuel Beckett. Dal 26 ottobre al 5 novembre vedremo Flavio De Paola nei panni sia di attore che di regista affiancato da Gianluca Delle Fontane, Giuseppe Abramo ed Emiliano Ottaviani nella famosissima rappresentazione teatrale.
Aspettando Godot è senza dubbio la più celebre opera teatrale di Samuel Beckett, nonché uno dei testi più noti del teatro del Novecento. La storia narra di due uomini, Estragone e Vladimiro, che, vestiti come vagabondi, si trovano sotto un salice piangente spoglio in una strada desolata di campagna. Si trovano lì poiché un certo Godot ha dato loro appuntamento, anche se l’orario è abbastanza vago. I due vagabondi non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono che quando arriverà li porterà a casa sua, gli darà qualcosa di caldo da mangiare e li farà dormire all’asciutto. Mentre attendono il suo arrivo, passa sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo. Pozzo si ferma a parlare con Vladimiro ed Estragone, che sono da una parte incuriositi dall’istrionismo del padrone, dall’altra spaventati dalla miseria e della condizione del servo. Ma dopo una serie di battute, monologhi che terminano in una zuffa tra i personaggi, Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera, ma di Godot nessuna traccia! Arriva però un ragazzo, un giovane messaggero di Godot, il quale dice a Vladimiro e a Estragone che il signor Godot si scusa, ma che quella sera non sarebbe venuto. Arriverà però sicuramente il giorno dopo.
Ma riusciranno Vladimiro ed Estragone ad incontrare Godot? Resteranno ad aspettarlo oppure andranno via? Un’opera teatrale molto divertente, dove la parola “Godot” composta dalle parole “go” e “dot” significa, appunto, rispettivamente “va” e “fermo” e dove Samuel Beckett sottolinea la frustrazione dell’uomo nel suo tentativo fallimentare di “muoversi”, procedere e cambiare la sua posizione .L’opera è divisa in due atti, dove, apparentemente, sembra tutto fermo, ma, al contrario, “tutto è in movimento”. Orari botteghino: dal lunedì al sabato 10:00 – 13:30 / 16:00 – 20:00 domenica: 16:00 -18:00 Costo dei Biglietti: intero € 28 – € 16,00 – ridotto € 13,00 (più € 2,00 di prenotazione e prevendita) (foto: Flavio De Paola)

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Aspettando Godot di Samuel Beckett

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma  dal 18 gennaio debuttano al Teatro Argentina due grandi attori del palcoscenico italiano, Eros Pagni e Ugo Pagliai, per la prima volta insieme e con la regia Marco Sciaccaluga e Gianluca Gobbi, Roberto Serpi, Alice Arcuri  scena Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl  costumi Catherine Rankl sono i protagonisti della tragicommedia di Samuel Beckett, “Aspettando Godot”.
Due creature uscite dalla comica del cinema muto, disperate, ma anche allegre e innamorate della vita, abitanti di un universo dove la fantasia può invadere la scena e prendere il sopravvento sulla morte, Vladimiro ed Estragone, rispettivamente Eros Pagni e Ugo Pagliai, sono i personaggi beckettiani gettati ai margini di una società che non conoscono. Insieme si ritrovano sotto un albero spoglio in una deserta strada di campagna, per un appuntamento con un certo Godot, che ha promesso loro qualcosa di caldo da mangiare e un tetto per dormire all’asciutto.  «Regola fondamentale per accostarsi a questo spettacolo» – spiega Marco Sciaccaluga – è non dare importanza a chi sia o possa raffigurare Godot. La spettatore deve invece concentrarsi sul tema dell’attesa, sul significato che ha per ciascuno di noi attendere qualcosa o qualcuno». In questo senso gli fa immediatamente eco Eros Pagni: «Mi preoccupa che oggi non si aspetti più nemmeno Godot, ormai si chiedono solo certezze ad una vita non certo felice, ma Vladimiro mi insegna, con i suoi interrogativi, che la speranza è l’ultima a morire e occorre aver sempre voglia di reagire. È un testo che è stato di grande aiuto alla mia anima». Ugo Pagliai conferma: «Ritenevo che questo spettacolo non fosse nelle mie corde, per questo, quando me lo hanno proposto, mi sono fatto prendere dalla disperazione e dalla gioia insieme. Ora sono felice, perché avverto davvero la gioia della ricerca della vita». (tutte le sere alle ore 21.00 giovedì e domenica alle ore 17.00 lunedì riposo) Biglietto: € 30 platea € 25 palchi  € 18 galleria)

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Omaggio a Samuel Beckett

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

Bologna Teatro Dehon Via Libia, 59, 20 dicembre, alle ore 21, al Teatro Dehon nell’ambito del   Progetto “Omaggio a Samuel Beckett”, produzione Lodi Città Film Festival 2009 e Fabio Francione presentano “Rockabeckett – rapide e lente amnesie tre”. Regia, scene e luci Fabio Francione. Meccanico del suono e registrazioni Enrico Balconi. Tecnico luci, montaggio e riprese video Stefano Majno. Schede critiche a cura di Federico Platania.  Prezzo: Intero: 15 Euro – Ridotti: 10 Euro Attraverso le cinquantadue violazioni del silenzio che compongono il testo, la voce narrante tenta, fallendo, di costruire una frase di senso compiuto, interrompendosi in continuazione, tentando varianti mai risolutive, avventurandosi in ampliamenti che crollano miseramente. La folie, la follia di dire, con cui principia l’opera, resta eternamente senza oggetto (“Smania – / Smania di – / Di – / Qual è la parola -“). Inabissato nel letto della maison Tier Temps, scavando con mano incerta sul foglio di carta, in condizioni fisiche pessime, Beckett, nell’atto di creare l’ultimo pezzo della sua opera, diventa uno dei suoi personaggi. Il protagonista di Malone muore è il riferimento più immediato, ma Beckett, qui, è anche W di Dondolo, è il vecchio di Quella volta, è l’Apritore di Cascando, è il viandante di Stirrings Still cui giunge la misteriosa frase con una parola mancante. È Hamm che compone la sua ultima poesia prima che scenda l’ultima sera. Mai come in questo momento creativo, che non ne avrebbe conosciuti ulteriori, Beckett è stato vicino alla grande schiera di esistenze terminali e parlanti, imperfettamente parlanti, che aveva generato nel corso di tutta la sua vita.  (Beckett)

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“L’ultimo nastro di Krapp”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

FOTO KRAPP 4Bologna Teatro Dehon Via Libia, 59  Da venerdì 9 a domenica 11 Ottobre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “Omaggio a Samuel Beckett n. 2”, presenta Guido Ferrarini in “L’ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett (Edizione storica). Regia di Guido Ferrarini. Supervisione alla regia di Samuel Beckett Assistente alla regia Alessandro Fornari. Scene di Fabio Sottili. Costumi di Renata Fiorentini. Luci di Poppy Marcolin. Fotografo di scena Gino Rosa. Produzione e organizzazione Tiziano Tommesani.  Guido Ferrarini ci ripropone questo bellissimo testo, ormai divenuto suo “cavallo di battaglia”, risalendo la prima messa in scena all’anno 1984 e ricevendo negli anni successivi ampi consensi di pubblico e di critica nelle innumerevoli tournées effettuate. “L’ultimo nastro di Krapp” è uno dei testi fondamentali della drammaturgia contemporanea, e Teatroaperto lo ha messo in scena con la diretta collaborazione dell’Autore, il quale ha dettato alla compagnia le linee registiche principali. Krapp è un vecchio sfatto che vive rinchiuso nella sua “tana” ad ascoltare al registratore brani della sua vita precedente, o meglio, a ricordare di aver ricordato. E’ il compleanno del vecchio ed egli si appresta ad affidare, come tutti gli anni, all’unico compagno della sua vita, il magnetofono, le sue impressioni sull’anno trascorso. Ma qualcosa non funziona, il tempo si è spezzato, egli non riconosce più la sua voce del passato, non l’accetta come esperienza, come continuazione da sé. Insulta, interrompe, commenta ironicamente quella voce registrata alla quale non vuole, o non può, concedere più nessun valore; infine tenta ancora una volta di ripetere il vecchio rito, di immortalarsi sul nastro magnetico… Ma rinuncia sconfitto. Getta l’adorato nastro, ultima spiaggia delle sue illusioni. Egli è muto, ormai. Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro http://www.teatrodehon.it

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