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Posts Tagged ‘san camillo’

Il San Camillo accorpa Pediatria e Chirurgia pediatrica per fare spazio ai reparti Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Roma. Diamo appuntamento a tutti e tutte lunedi 9 novembre dalle 10 al Ministero della Salute. Servono assunzioni stabili immediate e un investimento senza limiti sulla Sanità Pubblica. Il San Camillo di Roma, con una nota della Direzione Sanitaria, si appresta ad accorpare il reparto di pediatria e di chirurgia pediatrica per fare spazio ai ricoveri Covid.Così dopo la riconversione della Medicina d’urgenza, la sospensione dei ricoveri in Chirurgia polispecialistica, la chiusura di una delle due Ortopedie e l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso in realtà chiuso per mancanza di personale, oggi tocca ai piccoli pazienti subire la riduzione dei posti letto e la riduzione degli interventi chirurgici. Lo chiamano processo di reingegnerizzazione. Un termine impronunciabile per nascondere una evidenza: “Non eravamo preparati, bisogna correre ai ripari” Oggi la situazione è dunque questa: si fa di tutto per garantire un posto ai pazienti Covid, per gli altri si vedrà. Un’inefficienza sanitaria inaccettabile. Nei cinque mesi che il virus ci ha concesso non si è fatto nulla e oggi il personale sanitario si trova nuovamente davanti alla scelta di chi salvare e chi no!

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AssoTutela: Salute mentale, sfratto al reparto del San Camillo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 ottobre 2014

ospedale-san-camilloRoma.“Ci stupisce la doppiezza della Regione Lazio. Da una parte finanzia la salute mentale, facendone gran propaganda, dall’altra fa sì che siano dimezzati reparti e servizi”. Lo sostiene il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “La direzione aziendale, nella foga di reperire spazi per liberare il Forlanini e destinarlo a chissà quale uso, sta costipando il San Camillo con gravi disagi per pazienti, familiari e operatori. La fretta è cattiva consigliera; soprattutto le decisioni affrettate possono essere portatrici di nefaste conseguenze”, precisa Maritato. Nella palazzina del padiglione Morgagni, dove ha sede il Dipartimento di salute mentale della Asl Roma D, ospitato dall’azienda San Camillo Forlanini, dovrebbe andare l’oculistica che ha bisogno di locali capienti. “Perfino un bambino capirebbe che un corpo più grande non entra nel più piccolo – ironizza il presidente – ma i nostri amministratori procedono alla cieca, volendo sovraccaricare un ospedale che già, in condizioni normali, non riesce a reggere il peso della grande affluenza. Ci appelliamo perciò al direttore generale dottor D’Urso, che sappiamo manager di grande equilibrio, perché interceda presso gli uffici regionali per mettere fine a questo scempio. Il Forlanini deve restare aperto, ospitare i servizi della Asl Roma D, letti di lungodegenza, mantenere attivi la Medicina nucleare e l’Ucri, reparto di cure intensive per i pazienti in stato vegetativo.

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Allarme infermieri al San Camillo

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

Roma.  È allarme infermieri al San Camillo Forlanini di Roma, dove il 40% delle 1500 unità che compongono il personale paramedico possiede una certificazione comprovante una qualche patologia e per questo viene sgravato del duro lavoro di corsia a vantaggio di un più leggero incarico in ambulatorio. Allergia al lattice e impossibilità di alzare pesi sono le cause più ricorrenti. La situazione, già grave, è diventata insostenibile dopo il taglio di 172 posti letto voluto dalla direzione sanitaria; fattore che determinerà un carico di lavoro pressoché doppio per il personale totalmente abilitato. Dal coordinamento Rsu fanno sapere che, nonostante l’azienda abbia mandato tutti a visita, sono stati pochi i reintegrati, segno che le patologie ci sono; ma allora, ci si chiede, perché non assumere 600 infermieri totalmente abilitati impiegando gli altri per l’assistenza domiciliare o negli ambulatori del territorio? È di questo avviso anche Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti:  “Sicuramente questi problemi mettono in risalto la necessità di una migliore organizzazione delle risorse umane all’interno del San Camillo Forlanini, perché se questo è il dato, anche se confermato dalle visite mediche, bisognerà ampliare la pianta organica affinché il personale affetto da patologie limitanti possa svolgere un diverso servizio. Sono d’accordo col sindacato – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e, visto che a breve si avranno i rinnovi dei contratti degli operatori sanitari,  mi auguro che venga dato loro un aumento consistente, coerente con l’importanza di un lavoro di cui troppo spesso è stata sottovalutata la durezza”.

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Roma: mancano posti letto al S. Camillo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Roma. “Prendo atto delle richieste avanzate dai primari dell’ospedale San Camillo di Roma, ma sono convinto che per disporre di un servizio sanitario efficiente, è necessario operare sulla redistribuzione degli organici e dei posti letto,  tagliando opportunamente dove si è in esubero”.  Il responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, Manlio Caporale, risponde con queste parole all’allarme lanciato in questi giorni da sette primari dell’azienda ospedaliera romana autori di una lettera indirizzata al direttore generale Luigi Macchitella, alla governatrice Renata Polverini e al sub commissario alla Sanità per la Regione Mario Morlacco, nella quale viene denunciata la grave situazione di collasso della struttura. Il documento in questione mette in evidenza la mancanza di infermieri e di anestesisti e la drastica riduzione dei posti letto nelle Unità operative di Neurochirurgia, Neurologia, Neurorianimazione e Neuroradiologia, con conseguenti difficoltà nel rispondere alla crescente affluenza dei ricoveri e codici rossi.  L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro si dice pienamente comprensivo degli ingenti problemi che attanagliano le strutture pubbliche, ma ritiene opportuna un’analisi oggettiva della situazione sanitaria: “Nell’organizzazione della rete ospedaliera a livello nazionale sono previsti 4 posti letto per acuti (pazienti in regime ordinario e day hospital) ogni 1000 abitati. Nei termini, Roma è indubbiamente in sovrabbondanza nel numero di posti letti attribuiti, mentre le province al contrario, ne sono carenti. I cittadini delle periferia sono costretti a recarsi nella Capitale per fare una ecografia e non con pochi disagi. Lo stesso vale per il personale organico preposto, in esubero a Roma e scarso in provincia. L’ipotesi più auspicabile – conclude Caporale – sarebbe quella di una mediazione tra Roma e le altre province laziali,  indubbiamente dolorosa a causa dei tagli da fare, ma in grado di assicurare, attraverso la promozione di un tavolo comune d’incontro con tutte le professionalità del Lazio, una più adeguata redistribuzione. Così facendo, a mio avviso, le grandi aziende verrebbero sollevate da un eccessivo carico di lavoro mentre quelle piccole in periferia, opererebbero finalmente a pieno regime”.

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Ospedale San Camillo di Roma a rischio collasso

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2010

Mi chiedo quanto ancora dovremo aspettare affinché le nostre amministrazioni decidano di porre più attenzione al problema primario della sanità pubblica.” Con queste parole Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, risponde al grido di allarme lanciato in questi giorni dai sindacati dei medici e degli infermieri dell’ospedale San Camillo di Roma riguardo alle condizioni funzionali oramai al collasso del pronto soccorso della struttura di via Gianicolense. Barelle e posti letto insufficienti, medici con contratti di lavoro in scadenza e infermieri precari, mancanza di adeguate strumentazioni diagnostiche, sono solo alcuni dei problemi lamentati dal coordinatore delle rappresentanze sindacali unitarie dell’azienda ospedaliera, Achille Lunghi. “L’idea che mi sono fatto è che vi sia una inadeguata organizzazione delle strutture pubbliche sanitarie e della gestione delle risorse a disposizione. Progetti come quello di incrementare l’assistenza day hospital, in grado di sostenere l’enorme richiesta dei pazienti – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –, sono stati rimpiazzati  da iniziative assai deplorevoli, quali ad esempio il pagamento del ticket sulle prestazioni per la riabilitazione dei minori disabili. Questa ennesima denuncia promossa dagli operatori medici – conclude Tortosa – denota ancora una volta la crescente disattenzione della Regione alle questioni legate alla salute dei suoi cittadini”.

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