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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘san gallicano’

Una task force dell’Istituto Dermatologico San Gallicano è in Africa orientale

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

san gallicanoSi trova precisamente nella regione del Tigrai dove da oltre 30 anni l’Istituto opera attraverso una attività clinico-scientifica ed assistenziale. La missione ha l’obiettivo di siglare accordo (memorandum of under standing) con le Università di Makallè, Adigrat e Axum, volti all’individuazione di progetti ed iniziative finalizzate alla promozione della ricerca biomedica traslazionale internazionale, allo sviluppo dell’innovazione tecnologica e al trasferimento di tecnologie avanzate, relativamente alle patologie oncologiche, dermovenereologiche e alle malattie tropicali ad alto impatto epidemiologico e diffusivo.“Sono molto fiducioso- afferma Francesco Ripa di Mena, Direttore Generale degli IFO – del contributo che gli IFO possono offrire nei settori di comune interesse e nella promozione della ricerca biomedica traslazionale internazionale, al fine di favorire lo sviluppo dei paesi africani anche in ambito scientifico.”
“Questo impegno pluriennale in Etiopia – dichiara Aldo Morrone, direttore di Dermatologia clinica ISG – si inserisce nel percorso di sostegno che l’Italia sta mettendo in atto nei confronti del sistema sanitario etiope. Dobbiamo sempre più condividere saperi e conoscenze per combattere le malattie e la povertà e contribuire a sostenere lo sviluppo sociale ed economico dei paesi africani. Non possiamo interessarci di loro solo quando ci sono eventi estremi come le carestie o il terrorismo.” La missione rientra nelle attività previste nel “Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e gli IFO”. (foto: missione)

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Infezioni Sessualmente Trasmissibili

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

san gallicanoRoma 01 Dicembre dalle ore 08:30 alle 17:00 Centro MST/HIV, Via Fermo Ognibene 23 L’Istituto Dermatologico San Gallicano, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS 2016, promuove l’Open Day per la diagnosi rapida su saliva, goccia di sangue e urine di HIV, SIFILIDE, GONORREA E INFEZIONE DA CLAMIDIA. I test si svolgono presso l’MST/HIV dell’Istituto, diretto da Antonio Cristaudo.“Pensa rapido!” è lo slogan della giornata: basta dedicare solo 30 minuti del proprio tempo per la prevenzione e diagnosi precoce di HIV e delle principali Infezioni Sessualmente Trasmissibili. L’iniziativa è in collaborazione con il Circolo Mario Mieli e l’Associazione Nazionale Contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale – ANDOSS.

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San Gallicano: open day della psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

san gallicanoRoma 29 Ottobre dalle ore 9:00 alle 15:00. Si accede agli ambulatori San Gallicano senza prenotazione servizi gratuiti messi a disposizione ai pazienti con psoriasi, anche sospetta in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi. L’iniziativa è a cura dello staff multidisciplinare dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura della Psoriasi diretto da Claudio Bonifati. La Giornata sarà inoltre accompagnata da un concerto di musica da camera del “Quintetto Pitagora” con la Direzione Artistica del Maestro Paolo Falconi, presso l’atrio principale degli Istituti. Ideata dai pazienti per i pazienti, la Giornata Mondiale della Psoriasi è un evento globale nato con l’obiettivo di dare voce ai circa 150 milioni di malati in tutto il mondo.
La Psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, che in circa il 30% dei casi si associa ad una forma di artropatia infiammatoria, necessita di controlli clinici ed adeguata terapia specifica locale e/o sistemica a seconda dei casi. All’Istituto San Gallicano di Roma è operativo da oltre 10 anni un ambulatorio per lo studio e la cura della psoriasi. “Il nostro centro – evidenzia Claudio Bonifati – ha accolto solo nell’ultimo anno circa 3700 pazienti, di cui oltre 900 sono di primo accesso ed è impegnato sia nell’assistenza clinica che in diversi protocolli di ricerca sperimentale soprattutto nel campo delle nuove terapie topiche e sistemiche per la gestione della psoriasi cutanea ed artropatica.”

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Open day sulla psoriasi al San Gallicano di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2016

Roma 29 Ottobre dalle ore 9:00 alle 15:00. Si accede agli ambulatori senza prenotazione! in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi. L’iniziativa è a cura dello staff multidisciplinare dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura san gallicanodella Psoriasi diretto da Claudio Bonifati. La Giornata sarà inoltre accompagnata da un concerto di musica da camera del “Quintetto Pitagora” con la Direzione Artistica del Maestro Paolo Falconi, presso l’atrio principale degli Istituti. Ideata dai pazienti per i pazienti, la Giornata Mondiale della Psoriasi è un evento globale nato con l’obiettivo di dare voce ai circa 150 milioni di malati in tutto il mondo. La Psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, che in circa il 30% dei casi si associa ad una forma di artropatia infiammatoria, necessita di controlli clinici ed adeguata terapia specifica locale e/o sistemica a seconda dei casi. All’Istituto San Gallicano di Roma è operativo da oltre 10 anni un ambulatorio per lo studio e la cura della psoriasi. “Il nostro centro – evidenzia Claudio Bonifati – accoglie oltre 2000 pazienti ogni anno ed è impegnato sia nell’assistenza clinica che in diversi protocolli di ricerca sperimentale soprattutto nel campo delle nuove terapie topiche e sistemiche per la gestione della psoriasi cutanea ed artropatica.”

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Farmacia San Gallicano–Igea: un modello gestionale al servizio dei cittadini tra storia e innovazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

san gallicanoRoma. La storica Farmacia San Gallicano, di proprietà degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, viene concessa in gestione al fine di garantire un servizio globale e di eccellenza alla persona e di sperimentare un modello gestionale pubblico-privato innovativo. Fiore all’occhiello sarà il laboratorio galenico e la produzione galenica industriale con il Marchio Azienda Farmaceutica San Gallicano.
Ecco le novità per i cittadini: apertura h24 per 365 giorni entro il primo anno, consulenze e screening in collaborazione con gli specialisti del San Gallicano; preparazioni galeniche e spedizioni in tutta Italia grazie al servizio “San Gallicano Express”. Il tutto organizzato con sistemi modernissimi di gestione.
Riguardo i vantaggi per gli IFO: un canone annuo rialzato di oltre il 53% rispetto al canone minimo di concessione (parliamo di 200mila euro netti); ed in più l’1% aggiuntivo se la quota di fatturato eccede la soglia minima stabilita da contratto.
“Sono introiti – evidenzia Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO – che utilizzeremo per la ricerca, l’assistenza clinica e la formazione, i cardini della nostra mission. Inoltre sperimenteremo un modello gestionale completamente orientato a favore della salute delle persone e del miglioramento continuo dei servizi al cittadino.”
La gestione della farmacia per i prossimi 10 anni sarà dunque affidata all’esperienza della Farmacia Igea, nota per l’ampiezza dei servizi offerti e per aver rivoluzionato il sistema farmacia in Italia. “Molti i punti in comune – ha evidenziato la dott.ssa Maria Catena Ingria, responsabile della Farmacia Igea- San Gallicano – la centralità della persona; la consapevolezza ed il rispetto della tradizione nonché uno sguardo innovativo per un servizio sempre più efficiente e di qualità.”
Tra i vari servizi offerti: immediata risposta alle richieste di farmaci grazie al magazzino robotizzato ad alta capienza o consegna nell’arco di 2 ore; disponibilità di nuove linee di vendita per rispondere alle esigenze di tutte le età; varie apparecchiature per autoanalisi; strumenti diagnostici online e a domicilio; collegamento con ReCup Regione Lazio; informazione per la promozione della salute in collaborazione con IFO, ASL e altre realtà ospedaliere; giornate educative, di prevenzione e di screening con esperti professionisti.Ha riassunto Aldo Morrone nella breve sintesi sulla storia del San Gallicano e dell’antica farmacia “si chiamava la “spezieria” e qui si preparavano gli speciali farmaci per i pazienti ricoverati al San Gallicano. E’ nel laboratorio galenico di questa farmacia che si sono create e tramandate antiche formule di prodotti : come l’emulsione del San Gallicano o la lozione tonica del Pediconi, le pillole purgative del Lancisi, le pomate e lozione antiseborroica del Ciarrocchi o quelle al Vioformio del Meineri, la mistura tricogenosa del Manassei rimedio contro la caduta dei capelli.” (foto: san gallicano)

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Gli IFO sono impegnati anche nei Campi Rifugiati siriani in Libano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

missione umanitariaDomenica partirà un’equipe di specialisti del San Gallicano, coordinata dal Prof. Aldo Morrone, per continuare l’Impegno clinico-scientifico in tale terra martoriata. Sono oltre tremila i rifugiati già visitati e più di 200 gli operatori sanitari e umanitari (medici, infermieri, psicologi) che hanno ricevuto aggiornamenti clinico-assistenziali, per eseguire diagnosi precoci di malattie sia nei campi profughi, sia nei Centri clinici per la popolazione più povera libanese e palestinese.
Il Libano, con una popolazione di poco più di quattro milioni di abitanti, sta attraversando una grave situazione umanitaria e clinica, per la presenza sul proprio territorio di oltre un milione e mezzo di profughi, in gran parte provenienti dalla Siria, dove la guerra continua ormai da oltre 5 anni e la tregua è ancora troppo fragile e in molti casi non rispettata. Gli ospedali e i centri clinici, non sono più in grado di garantire un accesso a tutti, in particolare per le donne e i bambini.
“Abbiamo da poco firmato un accordo di collaborazione con la Regione Lazio, – evidenzia Marta Branca, Commissario Straordinario degli IFO – proprio per portare il nostro contributo medico e scientifico nei Paesi terzi, in particolare nelle aree di guerra, consapevoli che il diritto alla tutela della salute è un diritto inalienabile e che può contribuire al benessere di tutti noi. Curare le persone nei loro Paesi, significa garantire salute a tutti e contrastare la diffusione di patologie.L’equipe dell’Istituto San Gallicano visiterà i casi clinici più complessi e svolgerà attività clinica nei campi di Shatila, Ketermaya e Khalde nella periferia di Beirut. Inoltre proseguirà nell’attività di formazione attraverso l’uso di materiali didattici e scientifici appositamente prodotti per la realtà siriana e libanese, in collaborazione con l’Università di Beirut. Si tratta di insegnare a diagnosticare le malattie più gravi e a maggior rischio di diffusione, attraverso il riconoscimento di lesioni cutanee che compaiono, talvolta anche mesi prima, delle diverse patologie infettive o internistiche.
Con questa modalità Low Cost & High Efficacy ( basso costo e alta resa) si riesce a realizzare un’attività clinico assistenziale e di ricerca scientifica anche in condizioni di ridotta disponibilità di strumenti e apparecchiature mediche. “Restituire dignità e salute alle donne e ai bambini fuggiti dagli orrori della guerra – afferma Aldo Morrone – ci sembra il modo di migliore per tutti di realizzare la ricerca clinica tras-lazionale e trans-nazionale, specifica degli IFO. In tal modo possiamo curare molte persone prima che sia troppo tardi e impedire la diffusione di malattie nei campi, sempre terribilmente affollati, garantendo i rifugiati, le loro famiglie e gli operatori sanitari”.La missione umanitaria clinico – scientifica è svolta in collaborazione con la onlus Armadilla, IISMAS, la Fondazione Makhzoumi ed è sostenuta dall’8 per mille della Chiesa Valdese. (foto: missione umanitaria)

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San Gallicano: l’infezione anale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

san gallicanoLa prevalenza dell’infezione anale da HPV risulta particolarmente elevata (72,8%) negli MSM e non sembra variare significativamente con l’avanzare dell’età. Infatti, sia l’infezione da qualsiasi genotipo di HPV, sia quella determinata da genotipi ad alto rischio oncogeno, come HPV16 e HPV 18, si mantengono su frequenze molto elevate. Sono questi i risultati più importanti di uno studio condotto dal gruppo di clinici e ricercatori della Dermatologia Infettiva e Allergologica del San Gallicano su 408 MSM e appena pubblicato sulla rivista Future Microbiology. “Vista la crescente incidenza del cancro anale tra gli MSM occidentali, questi risultati sono importanti, sottolinea Maria Gabriella Donà, coautore dello studio, perché aumentano le conoscenze su come l’infezione da HPV, chiamata in causa nell’insorgenza di questo tumore, circoli e si distribuisca in questa popolazione”. “Ad oggi, infatti, i dati sulla prevalenza età-specifica dell’HPV tra gli MSM sono da ritenersi scarsi e contrastanti, diversamente da quelli da tempo raccolti tra le popolazioni femminili a rischio di cancro della cervice uterina”.“Conoscere come si muove il rischio HPV lungo le diverse età, ci informa anche su come guidare gli interventi di prevenzione nelle popolazioni a rischio, afferma Massimo Giuliani, coordinatore dello studio, soprattutto quelli incentrati su programmi di prevenzione primaria”. “Il nostro studio, sostenuto da robusti dati comportamentali, ha permesso di dimostrare come la prevalenza dell’infezione non vari con l’età anche dopo controllo per le caratteristiche del comportamento sessuale degli individui arruolati, a riprova di un reale rischio di infezione da HPV tra gli MSM nel corso di tutta la vita sessuale, determinato da un elevato numero di partner sessuali anche in età avanzata e da una generale tendenza ad avere partner di tutte le età”.Studi come questo aprono nuove prospettive sulla possibilità di estendere anche alle popolazioni maschili, quelle strategie preventive contro l’infezione da HPV fino ad oggi riservate soprattutto alla popolazione femminile, sottolinea il Dr. Antonio Cristaudo, Direttore della Dermatologia Infettiva e Allergologica del San Gallicano e mostrano come il rischio di patologie HPV-correlate nel maschio sia realistico anche durante le età più avanzate.“La pubblicazione di questo lavoro sulla prestigiosa rivista Future Microbiology – spiega Aldo Di Carlo Direttore Scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano – dimostra l’ impegno del Centro MST del San Gallicano sul tema della prevenzione e dello screening delle malattie sessualmente trasmesse in soggetti a rischio. Si tratta di uno studio epidemiologico riguardante la presenza del l’HPV anale nei maschi che fanno sesso con i maschi (MSM). Sarà necessario ovviamente incrementare la casistica, tenendo anche presente, come sottolineano gli Autori, che probabilmente la maggior parte di queste infezioni ha carattere transitorio.”“Occorre peraltro sottolineare che Il nostro Ambulatorio, – prosegue Di Carlo – in accordo con le linee guida internazionali come la CDC, effettua regolarmente in questo gruppo di soggetti test importanti di controllo, quali la sierologia HIV, la sierologia sifilide, l’invito a vaccinarsi in caso di test negativo contro l’epatite A e B, mentre per quanto riguarda l’ incidenza di cancro anale in particolare nei soggetti MSM HIV positivi, gli stessi Autori in collaborazione con la UOC di Anatomia patologica e Citologia IRE hanno già pubblicato dati interessanti e innovativi riguardo l’ìmpiego della citologia anale.”

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S. Gallicano: cellule staminali e rigenerazione tessuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Lo studio pubblicato nell’ultimo numero di Cell Trasplantation osserva i meccanismi utili alla rigenerazione dei tessuti, dopo aver isolato cellule staminali adulte prelevate dal tessuto adiposo di pazienti che hanno avuto un autotrapianto di lipoaspirato. Gli autori, dr.ssa Valentina Folgiero del Laboratorio di Oncogenesi Molecolare dell’Istituto Regina Elena, ricercatrice nel gruppo diretto dalla dr.ssa Rita Falcioni, in collaborazione con la dr.ssa Stefania Bucher, responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto San Gallicano, confermano che le cellule staminali adulte purificate prelevate dal tessuto adiposo mantengono le loro caratteristiche di staminalità per un lungo periodo di coltura in vitro, per cui possono essere applicate per una terapia cellulare finalizzata all’incremento dell’efficienza del trapianto autologo di tessuto adiposo in tutti i casi di chirurgia conservativa o di ricostruzione tessutale dopo traumi, mastectomie, ulcere, radioterapia e interventi chirurgici di varia natura.
Le tecniche utilizzate nella medicina rigenerativa dei tessuti richiedono la possibilità di estrarre cellule staminali adulte in quantità elevate. Infatti le cellule staminali adulte contribuiscono in modo significativo alla rivascolarizzazione del tessuto, alla rigenerazione ed alla funzione dell’organo.  Negli USA almeno 400.000 persone l’anno sono trattate con autotrapianto di tessuto adiposo. In chirurgia plastica la tecnica è considerata semplice e sicura e l’uso di cellule staminali derivate da tessuto adiposo potrebbe accelerare i risultati estetici e aumentare la qualità di vita dei pazienti. “L’obiettivo del nostro studio – spiega la dott.ssa Rita Falcioni – è stato comprendere come incrementare la rigenerazione del tessuto tolto dopo intervento chirurgico al fine di rigenerare l’epitelio sovrastante.” Le cellule staminali adulte derivate da tessuto adiposo sono state isolate e purificate da  grasso aspirato di 15 pazienti trattati tramite autotrapianto di tessuto adiposo dopo mastectocomia o quadrantectomia. Le cellule staminali derivate da questi tessuti sono state caratterizzate per l’espressione dei markers di staminalità (CD) e per la loro capacità di differenziare in tessuto adiposo in coltura in vitro a breve e lungo termine. “Abbiamo dimostrato – prosegue la Falcioni – che le cellule staminali adulte ottenute dal tessuto adiposo esprimono alti livelli di markers di staminalità e che questi si mantengono agli stessi livelli di espressione per almeno 3 mesi. Abbiamo quindi analizzato la loro capacità di differenziare a breve e lungo termine di coltura in vitro e abbiamo osservato  che le cellule staminali adipose adulte sono in grado di differenziare in adipociti anche dopo 3 mesi di coltura in vitro confermando l’ ipotesi che queste cellule mantengono tutte le caratteristiche di staminalità anche in coltura a lungo termine.
Oltre i tre mesi di coltura in vitro, si è osservato che le cellule staminali adipose non sono più proliferanti e non vanno in senescenza indicando che sono in attesa di differenziare qualora venissero spinte a farlo con lo stimolo adeguato.     “Grazie ai finanziamenti di AIRC e del New Idea Award (bando di assegnazione fondi del Ministero della Salute proprio dell’IRE) proseguiremo su tale strada”, assicurano i Direttori Scientifici Prof.ssa Paola Muti (IRE) e Prof. Aldo Di Carlo (ISG).

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