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Roma: Entro settembre parte riqualificazione del quartiere San Giovanni

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Roma. Un’area strategica nel quartiere San Giovanni, compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi, cambierà volto grazie a importanti interventi di riqualificazione e riorganizzazione della viabilità che inizieranno entro settembre di quest’anno. La gara è stata bandita a fine 2018 a cura di Roma Servizi per la Mobilità e prevede un nuovo assetto di traffico nella zona, l’istituzione di una corsia preferenziale su via La Spezia, interventi di pedonalizzazione e la realizzazione di una rete di piste ciclabili. “Dopo l’apertura della stazione San Giovanni della metro C avviamo un altro intervento di riqualificazione che donerà un volto completamente nuovo alla zona. Un cantiere che rientra nella cura dei trasporti e della mobilità che stiamo attuando in città. Parliamo di nuove aree pedonali, preferenziale, ciclabili e riorganizzazione della viabilità nell’ottica di favorire il trasporto pubblico e la mobilità dolce e sostenibile. Un restyling radicale, esclusivamente a vantaggio dei cittadini”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. Nel dettaglio, il tratto di viale Castrense da via Nola a piazzale Appio sarà chiuso al traffico e completamente riqualificato con la realizzazione di un parco lungo le Mura, che si ricollegherà al parco di via Carlo Felice. Nell’area via La Spezia-via Taranto sarà riorganizzata la viabilità, mentre verrà ampliata la zona pedonale di largo Brindisi.
“Con la riqualificazione della zona, che prevede anche una nuova area verde e pedonale, stiamo realizzando un cambiamento importante che presto sarà concreto e visibile. Per cittadini e residenti questo vuol dire meno traffico e smog, maggiore decoro e anche la possibilità di utilizzare la bici in sicurezza negli spostamenti quotidiani o nel tempo libero. Il nuovo hub pedonale e ciclabile di Largo Brindisi darà respiro a tutta l’area”, aggiunge l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo.“Un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana molto importante perché andiamo lì, in quello che oggi è un asse congestionato e trafficato, a ridisegnare completamente gli spazi, all’insegna del trasporto pubblico nelle corsie riservate e della mobilità ciclabile, con delle piste ciclabili e soprattutto un hub per lasciare la bicicletta in sicurezza e proseguire con la metropolitana”, conclude il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno. Così via La Spezia diventerà a senso unico a partire da via Nola in direzione piazzale Appio, un tratto su cui è prevista la corsia riservata al trasporto pubblico e la realizzazione di un nuovo itinerario ciclabile a doppio senso, mentre via Taranto sarà a senso unico in direzione via Monza. Sempre su via Taranto sarà realizzata una pista ciclabile a doppio senso di marcia.Entrambi i nuovi itinerari ciclabili, da via Taranto e da via La Spezia, convergeranno sull’area pedonale di Largo Brindisi. La nuova zona pedonale diverrà così un vero e proprio hub ciclabile e nodo di scambio, con l’accesso diretto alla stazione metro San Giovanni delle Linee A e C. Su Largo Brindisi sarà attrezzato un parcheggio per circa 40 biciclette, chiuso e controllato, liberamente accessibile ai titolari di carta MetreBus.

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Omaggio al Granduca: i piatti d’argento per la festa di San Giovanni

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

Firenze 24 giugno – 5 novembre 2017 Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi a cura di Rita Balleri, Maria Sframeli. La mostra mette in luce un episodio tanto appassionante quanto poco noto dell’oreficeria italiana tra Sei e Settecento, che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista, solennemente festeggiata a Firenze già in antico il 24 giugno di ogni anno, e dalle relazioni diplomatiche intrattenute da Casa Medici tanto con le corti europee che con l’ambiente curiale romano. Queste circostanze portarono nelle collezioni medicee una straordinaria raccolta di piatti istoriati d’argento, eseguiti su disegno dei più significativi artisti romani del tempo. Difatti il cardinale Lazzaro Pallavicini, riconoscente per i molti favori ricevuti da Cosimo III, aveva disposto che il suo erede donasse al granduca fiorentino e ai suoi successori un argento lavorato il cui valore ammontasse a trecento scudi e così fu disposto dai suoi discendenti. Dal 1680, per ben cinquantotto anni, Cosimo III e il suo successore, il figlio Giangastone, ricevettero altrettanti pregiati bacili d’argento con storie relative ai fasti dinastici della casata fiorentina. Di questa collezione, dispersa con l’estinzione della dinastia medicea, si sarebbe persa memoria se la fabbrica Ginori di Doccia non avesse realizzato tra il 1746 e il 1748 calchi in gesso tratti dagli originali in argento, nell’intento di tradurli in porcellana. La mostra presenta accanto ai calchi settecenteschi molti disegni preparatori di artisti romani – fra i quali Carlo Maratta e Ciro Ferri – distribuiti fra vari musei e collezioni italiane ed estere, nonché le realizzazioni in porcellana e le riproduzioni in argento di recente realizzazione, quest’ultime particolarmente evocative, negli effetti di luce della materia, dello splendore originario.

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Sant’Egidio, a San Giovanni festa per i 49 anni con il “popolo” della Comunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

san giovanni in lateranoRoma Basilica di San Giovanni in Laterano affollata ieri sera per i 49 anni della Comunità di Sant’Egidio. Un “popolo” di ogni età, proveniente da tutti i quartieri della Capitale, insieme agli amici che lo accompagnano e ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, ha partecipato alla celebrazione presieduta da monsignor Giovanni Angelo Becciu.
Durante la sua omelia il Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali ha insitito sulla vocazione di Sant’Egidio: “La vostra missione è andare in tutte le periferie, dove vi sono conflitti, dove le persone non sono riconosciute nella loro dignità, dove le diversità sono vissute come esclusione e conflitto invece che come arricchimento”. Perché “le periferie tornino ad essere al centro”. Una Comunità che è nata a Roma ma che si è aperta al mondo: “La vostra “romanità” faccia di voi tutti altrettanti collaboratori di Papa Francesco, che dilatano il suo cuore e le sue braccia, giungendo là dove egli non può arrivare fisicamente. Solo così cambierà anche la geopolitica mondiale”. E ha definito “tenace” il lavoro portato avanti da Sant’Egidio, come quello rivolto all’integrazione degli immigrati e dei rifugiati: “Mi permetto di incoraggiarvi a continuare a costruire ponti, legami, perché si affermi una civiltà del vivere insieme, una civiltà dell’amore, anche se non sempre questo è l’orientamento del mondo, soprattutto in questi tempi”.
Rivolgendo un saluto al termine della liturgia, il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, ha affermato: “Crediamo in una città dove non esiste il noi e il loro, ma dove si può costruire insieme una grande forza di pace. Oggi non celebriamo un’istituzione, ma viviamo un momento di festa che non esclude nessuno. Qui è rappresentata tutta Roma, tutte le generazioni: dai bambini agli anziani, romani e romani acquisiti, rappresentanti di tanti paesi, culture e religioni”. “Non è un caso, è una scelta – ha sottolineato Impagliazzo – la nostra vita di ogni giorno, al centro come nella periferia. Questa città, e più in generale la società, ha bisogno del contributo di tutti per crescere bene e realizzare il bisogno che sentiamo più urgente in questo tempo: quello della pace”.
Alla fine della celebrazione, grande festa nel portico del Laterano con al centro quelle periferie umane ed esistenziali che sin dall’inizio fanno parte integrante della Comunità: presenti tanti senza dimora con i quali la Comunità ha una lunga amicizia che ha permesso di trovare alcune soluzioni concrete, i disabili, inseriti in percorsi di inclusione sociale, gli anziani in difficoltà, a cui Sant’Egidio è particolarmente vicino, insieme agli immigrati e ai profughi siriani arrivati dal Libano con i corridoi umanitari. Una festa aperta a tutti gli amici della Comunità e ai rappresentanti delle istituzioni (dal presidente del Senato, Pietro Grasso, al sindaco di Roma, Virginia Raggi), che verrà replicata negli oltre 70 Paesi in cui è presente Sant’Egidio, con oltre 60 mila persone, dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America Latina.

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