Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘sangue’

Ricerca: dalla schizofrenia ai tumori del sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2022

Milano Lunedì 14 novembre alle 11.30 (Via Fabio Filzi, 29), si terrà un evento in occasione dell’anniversario dei 100 anni di Otsuka. Interverranno, fra gli altri, il Console giapponese in Italia Yuji AMAMIYA, Bernardo M. Dell’Osso (Professore Ordinario di Psichiatria all’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco Milano), Stefano Cascinu (Direttore del Dipartimento Oncologia IRCCS Ospedale San Raffele di Milano e Professore di Oncologia Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele), Piergiorgio Messa (già Direttore dell’UOC di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale – Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all’Università Statale degli studi di Milano), Alessandro Lattuada (Managing Director Otsuka Italia) ed Enrica Giorgetti (Direttore Generale Farmindustria). È prevista anche la diffusione in streaming dell’evento. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. La schizofrenia è una grave malattia psichiatrica caratterizzata da un forte stigma sociale. Sono importanti le ricadute negative per i pazienti e i familiari in termini di costi e di perdita di produttività. Ma, grazie ai progressi della ricerca, una percentuale significativa di pazienti oggi può lasciarsi la malattia alle spalle. A questi passi avanti ha contribuito l’impegno di Otsuka, azienda farmaceutica giapponese. Nel 2021 Otsuka ha compiuto 100 anni, durante i quali ha vissuto un’evoluzione straordinaria, focalizzando la ricerca nelle neuroscienze, in nefrologia, oncoematologia ed endocrinologia e sviluppando molecole innovative in grado di cambiare la vita dei pazienti. Solo nel 2021 l’azienda ha investito 1,8 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Oggi guarisce il 70% delle persone colpite da tumori del sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2022

Quindici anni fa questa percentuale non superava il 30%. Un risultato molto importante, ottenuto grazie all’innovazione delle terapie, che non si ferma e vede l’Italia al vertice della ricerca. I tumori del sangue più frequenti sono i linfomi, le leucemie e il mieloma multiplo, che ogni anno nel nostro Paese fanno registrare circa 30mila nuovi casi. Le frontiere più avanzate della ricerca sono costituite dalle CAR T, cioè dalla terapia cellulare, e dagli anticorpi bispecifici. Le CAR T sono oggi rimborsate e disponibili nel nostro Paese nei linfomi più aggressivi e nella leucemia linfoblastica acuta, in pazienti già sottoposti a diverse linee di terapia e con un’aspettativa di vita molto breve in assenza di una terapia adeguata, pari a pochi mesi. Oggi il 60-70% della popolazione trattata con CAR T vive più di un anno. Nel mieloma multiplo anticorpi monoclonali bispecifici sono in grado di colpire le cellule tumorali con estrema precisione, paragonabile a un laser. Nella leucemia mieloide acuta, che fino a pochi anni fa aveva una prognosi infausta soprattutto nei più anziani, armi sempre più selettive consentono di togliere il carburante alle cellule leucemiche. Per costruire “un ponte della ricerca” fra Italia e Stati Uniti, fino al 26 ottobre a Roma si svolge la quarta edizione della SOHO Italy annual Conference. SOHO Italy è l’estensione italiana della “Society of Hematologic Oncology”, fondata negli Stati Uniti nel 2012 dai ricercatori del MD Anderson Cancer Center di Houston.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Anemia da carenza di ferro

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2022

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che siano circa 2 miliardi le persone affette da anemia sideropenica (IDA). I sintomi tipici sono pallore, stanchezza, palpitazioni, mancanza di fiato, scarsa resistenza allo sforzo, ma possono essere presenti anche lesioni della cute e fragilità delle unghie.L’IDA è una malattia ancora frequente nella pratica clinica quotidiana e in medicina generale e per i medici è importante avere nuovi strumenti terapeutici in modo da agire in tempo con le terapie orali al fine di evitare la necessità di terapia con ferro endovena, che è essenziale nei pazienti con IDA grave quando i livelli di emoglobina sono troppo bassi e non è più sufficiente il trattamento con terapie orali. Purtroppo, le tradizionali terapie orali a base di ferro (come il ferro solfato) presentano spesso scarsa tollerabilità ma, sono tutt’oggi ancora molto utilizzate, con ripercussioni negative sulla compliance dei pazienti.Tra gli studi per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento dei sintomi nella pratica quotidiana, la rivista Journal of Medicine and Healthcare ha pubblicato “Evaluation of Oral Therapy Based on Ferric Sodium Edta, in Combination With Vitamin C, Folic Acid, Copper Gluconate, Zinc Gluconate and Selenomethionine, in Iron-Deficiency Anemia: A Real-Life Study” di Aqma Italia su Ferachel forte®. Lo studio è stato condotto in collaborazione con il team di ricerca della Dott.ssa Antonietta Incarnato, dell’Unità di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’AORN Sant’Anna E San Sebastiano di Caserta e della Dott.ssa Antonella Giliberti del dipartimento di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli). By Alessia testori

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Come cambia la cura dei tumori del sangue

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2022

Roma martedì 25 ottobre 2022, ore 12.45 Lifestyle Hotel, Via Giorgio Zoega 59, Sala Venere. si svolge a Roma la quarta edizione della SOHO Italian Conference. SOHO Italy è l’estensione italiana della “Society of Hematologic Oncology”, fondata negli Stati Uniti nel 2012 da esperti del MD Anderson Cancer Center di Houston. I tumori del sangue più frequenti sono i linfomi, le leucemie e il mieloma multiplo, che ogni anno nel nostro Paese fanno registrare circa 30mila nuovi casi. Negli ultimi anni sono stati realizzati progressi decisivi nella cura delle neoplasie ematologiche, grazie alle terapie mirate e all’immunoterapia. E la frontiera più avanzata dell’immunoterapia è costituita dalle CAR T. Per illustrare le nuove vie nella lotta contro i tumori del sangue, si svolgerà la conferenza stampa ufficiale del Congresso con gli interventi di Giovanni Martinelli (Direttore Scientifico dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRST IRCCS, Meldola), Claudio Cerchione (membro dell’equipe di Ematologia dell’IRST “Dino Amadori” IRCCS) e Giuseppe Saglio (Professore di Ematologia all’Università di Torino).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Covid-19: l’importanza del livello di antigene virale nel sangue

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Secondo quanto emerge da un nuovo studio, l’antigene nucleocapside (N) di SARS-CoV-2 nel sangue è un biomarcatore pratico e clinicamente significativo. I dati mostrano che può essere quantificato precocemente nei campioni prelevati da pazienti ricoverati e che un livello elevato si associa alla gravità di malattia polmonare e ad altri importanti esiti. «È probabile che il livello dell’antigene plasmatico rifletta la vera replicazione virale, poiché è stato associato allo stato anticorpale, al tempo trascorso in ospedale e all’esposizione alla terapia antivirale. Questi risultati suggeriscono che è necessario un approccio di medicina di precisione agli studi clinici sul COVID-19 a livello ospedaliero, con una parte sostanziale di pazienti ricoverati con infezione acuta da SARS-CoV-2 potenzialmente più propensa a beneficiare della terapia antivirale» si legge su Annals of Internal Medicine. Lo studio ha incluso 2.540 pazienti in 114 siti in 10 paesi del mondo che nell’ambito del trial TICO erano stati ricoverati entro 12 giorni dall’esordio dei sintomi e randomizzati a una terapia con uno di 5 antivirali o a un placebo. L’antigene N plasmatico è stato rilevato al momento dell’inclusione nello studio nel 95% dei partecipanti e il suo livello è stato associato alla gravità di malattia polmonare. Rispetto ai pazienti che respiravano autonomamente, il livello di antigene era più alto di oltre 3 volte in quelli che necessitavano di ventilazione non invasiva o ossigenoterapia con nasocannula ad alti flussi, e di 2,8 e 1,7 volte circa in quelli che avevano bisogno, rispettivamente, di almeno 4 litri e di un quantitativo inferiore a 4 litri di ossigeno convenzionale. Un livello di antigene al basale pari o superiore a 1.000 ng/L si associava a una probabilità maggiore di peggioramento polmonare entro il giorno 5 e a un periodo più lungo per la dimissione, a tutti i livelli di gravità della malattia. Nei pazienti con anticorpi neutralizzanti endogeni sono stati riscontrati livelli di antigene più bassi di 5 volte, anche se gli autori sottolineano che l’importanza dell’antigene plasmatico prescinde dallo stato di tali anticorpi. Inoltre, il livello di antigene era più alto negli uomini che nelle donne in tutti i livelli di gravità di malattia e più basso nei pazienti che avevano trascorso più giorni in ospedale e con una maggiore esposizione al remdesivir. «Nel complesso, questi dati supportano la conclusione che il livello di antigene plasmatico non è semplicemente un marker di danno cellulare e conseguente rilascio di antigene, ma suggerisce un processo patogeno con replicazione virale sistemica in corso» scrivono gli autori. (fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tumori del sangue nei bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Tempi di degenza ridotti e migliore qualità di vita. Sono gli obiettivi raggiunti grazie all’Associazione Bambino Emopatico (ABE), che dal 2012 ha attivato un servizio di assistenza domiciliare integrata rivolto ai bambini onco-ematologici in cura agli Spedali Civili di Brescia.Il progetto Assistenza domiciliare: continuità delle cure per i bambini del reparto di onco-ematologia pediatrica, in parte finanziato grazie al Bando di Gilead Sciences Community Award Program, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione, è un esempio virtuoso di collaborazione fra terzo settore e sistema sanitario nazionale.ABE può contare su 11 case, abitazioni protette dove i bambini con malattie onco-ematologiche che afferiscono al reparto di oncoematologia dell’Azienda ASST Spedali Civili di Brescia da tutta Italia e le loro famiglie trovano assistenza dal punto di vista sanitario, psicologico, economico-assistenziale. L’Associazione fornisce infatti a titolo gratuito tutti gli alloggi e l’assistenza di un’equipe multidisciplinare composta da un medico, un infermiere e uno psicologo, sostenendo inoltre le spese delle utenze e fornendo il materiale sanitario necessario (mascherine, siringhe ecc.), i pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà, i trasporti da e per l’ospedale.“Ogni anno – spiega Fulvio Porta Direttore del Reparto di Oncoematologia Pediatrica e Trapianto di Midollo Osseo dell’Ospedale dei Bambini di Brescia, arrivano nel nostro Reparto circa 40 nuovi casi di leucemia e tumori; 30 sono i nuovi casi di immunodeficienza, in arrivo per la maggior parte da diverse parti d’Italia e dall’estero. Ogni anno a Brescia più di 30 bambini effettuano il trapianto di midollo osseo”.Le malattie oncologiche hanno un importante impatto sulla quotidianità e sulla qualità di vita dell’intero nucleo familiare poiché richiedono un importante sforzo di adattamento sia da parte dei piccoli pazienti che da parte dei genitori e dei fratelli sani. Rappresentano un evento altamente drammatico, una condizione traumatica più o meno prolungata e intensa in rapporto alla gravità della malattia, alle risorse individuali e alle possibilità di ricevere aiuto.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Michael Cunningham: Carne e sangue

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2022

Collana i Grandi Delfini, pp. 576, trad. Ettore Capriolo, 20 euro La nave di Teseo In libreria dal 29 luglio. L’epopea di una famiglia americana attraverso quattro generazioni e cento anni di storia, dando vita a personaggi sfaccettati, straordinari e indimenticabili e ragionando sui molti modi in cui si può amare ed essere famiglia. Constantine Stassos è immigrato molto giovane dalla Grecia negli Stati Uniti, in cerca di quell’occasione che la terra natale non poteva dargli. Stabilitosi nel New Jersey ha sposato, a inizio anni cinquanta, la giovanissima Mary Cuccio, una ragazza solare e intelligente di origine italoamericana. Con lei ha avuto tre figli, Susan, bella e ambiziosa, Billy, intelligente e irrequieto e Zoe, di natura selvaggia, ineffabile e libera. Partito come un semplice manovale, Constantine costruisce il suo sogno americano con fede, dedizione e duro lavoro, dando alla sua famiglia, dopo le ristrettezze iniziali, agio e benessere. Però, se la situazione economica e sociale migliora, una rete sempre più fitta di incomprensioni, desideri repressi, inadeguatezze, amori incompresi e sogni infranti intrappola la famiglia Stassos. Il matrimonio tra Constantine e Mary entra in crisi e i figli vanno ognuno per la propria strada, tentando di realizzare la loro idea di felicità. I destini e le identità che caratterizzano i protagonisti di questo racconto lungo un secolo danno vita a mondi diversi che entrano in collisione creando legami inaspettati ed esplorando diversi tipi di gioia, di dolore, d’amore, di tolleranza e di comprensione.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Morbo di Alzheimer, un esame del sangue potrebbe migliorare la diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Secondo uno studio pubblicato su Cell Metabolism e firmato dai ricercatori dell’Università di California a San Diego, un esame del sangue può identificare il rischio di sviluppare precocemente il morbo di Alzheimer, aumentando le possibilità di ritardare o alleviare i sintomi con l’adozione di uno stile di vita sano che preveda l’esercizio fisico, una dieta povera di grassi e l’impegno sociale.«Da precedenti ricerche era emersa la convinzione che gli integratori contenenti serina, prodotta dal gene PHGDH, potessero contribuire a combattere l’Alzheimer» esordisce il primo autore Sheng Zhong professore di bioingegneria all’Università di California, che assieme ai colleghi ha scoperto una maggiore espressione di PHGDH negli individui con Alzheimer. Cosa che potrebbe condizionare un’eccessiva produzione di serina nel tessuto cerebrale. «Oltre a indicare la possibilità di predire precocemente la malattia, i nostri risultati suggeriscono che l’integrazione alimentare con serina, l’aminoacido prodotto dal gene PHGDH, non sarebbe di alcun beneficio dati i suoi livelli cerebrali già elevati» scrivono gli autori. Già due anni fa Zhong e colleghi avevano ipotizzato, sempre su Cell Metabolism, che il PHGDH potesse essere un biomarcatore per l’Alzheimer. Risultati che hanno stimolato ulteriori ricerche. Così gli autori hanno analizzato le informazioni genetiche estratte dal tessuto cerebrale post mortem di individui anziani scoprendo un aumento significativo dell’enzima PHGDH sia nei pazienti con Alzheimer sia negli individui senza alterazioni cognitive circa due anni prima che fosse diagnosticata la malattia.Ma non solo: come nei modelli murini testati in laboratorio, i livelli di espressione di PHGDH sono maggiori quanto più avanzata è la malattia. «Il fatto che il livello di espressione di questo gene sia direttamente correlato alle capacità cognitive e alla gravità della patologia di una persona è un risultato alquanto stimolante. Essere in grado di quantificare queste due complesse metriche con una singola misura molecolare potrebbe rendere molto più semplici la diagnosi e il monitoraggio della progressione dell’Alzheimer» conclude Zhong. (fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Buon uso del sangue, prevenzione ed educazione alla salute

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

FNOPI e AVIS hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa per la prevenzione e l’educazione sanitaria e il buon uso del sangue e dei plasmaderivati allo scopo di tutelare il diritto alla salute dei donatori e di coloro che hanno necessità di essere sottoposti a terapia trasfusionale; promuovere l’informazione e l’educazione sanitaria verso i cittadini favorendo la diffusione del concetto di prevenzione e promozione della salute; favorire lo sviluppo della donazione volontaria, periodica, gratuita, anonima, associata e consapevole; promuovere lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo. “La prevenzione e l’educazione sanitaria passano per un uso consapevole di sangue, plasma e farmaci plasmaderivati – ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – nonché attraverso la consapevolezza del ruolo indispensabile e insostituibile del donatore. Questo accordo con FNOPI rafforza ulteriormente il ruolo dell’infermiere nell’ambito dell’attività trasfusionale. Promuovere una corretta informazione in termini di tutela della salute è un servizio fondamentale per la società di cui siamo parte, così come lo è conservare il valore etico, periodico e gratuito della donazione di emocomponenti. Oggi il nostro sistema sanitario ha di fronte a sé un obiettivo strategico da centrare: aumentare il personale all’interno delle unità di raccolta. Il Covid ha confermato che la disponibilità dei donatori, nonostante le difficoltà, c’è sempre stata, ma spesso le attività trasfusionali si sono fermate proprio per le situazioni di affanno in cui vertevano le strutture. Allontanare le persone dalla donazione è il danno peggiore che possiamo generare, ecco perché spero che questo protocollo d’intesa sia l’apripista verso la riorganizzazione di cui tutti abbiamo bisogno”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La piattaforma digital che pone al centro della cura e dell’assistenza il paziente con tumore del sangue

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

È nata GIMEMA-ALLIANCE (alliance.gimema.it) la prima piattaforma che digitalizza, grazie a sofisticate tecnologie, l’assistenza sanitaria per i pazienti ematologici in Italia, in grado di garantire una comunicazione tempestiva e sicura tra il medico e il paziente. La continuità assistenziale è un fattore molto importante per i pazienti affetti da tumore del sangue. I sistemi digitali sanitari, in particolare la telemedicina, hanno dimostrato durante la pandemia Covid-19 di essere un alleato prezioso per i medici e per i pazienti.ALLIANCE è un prezioso e originale strumento ideato e realizzato da Fondazione GIMEMA –Franco Mandelli ONLUS, in collaborazione con la società accademica ESD (Evaluation Software Development), e il suo processo di sviluppo è stato di recente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale JMIR Research Protocols. Il sistema è già attivo e punta a diffondersi sul territorio nazionale, i servizi della piattaforma sono disponibili su internet 24 ore su 24. L’adesione alla piattaforma da parte del paziente avviene su proposta dell’ematologo curante. Una volta iscritto, il paziente riceve le sue credenziali e può accedere nella sua area personale ogni volta che lo desidera e da qualsiasi dispositivo.Come muterà l’assistenza per i pazienti ematologici con le tecnologie digitali? Quale potrà essere l’utilizzo della piattaforma ALLIANCE nelle cure domiciliari e nell’assistenza ai pazienti affetti da tumore del sangue? Di tutto questo e molto altro si è parlato al meeting “La centralità del paziente nell’era della Digital Health – GIMEMA-ALLIANCE Platform”, un incontro aperto a medici e pazienti durante il quale gli esperti, anche internazionali, insieme ai rappresentanti di associazioni dei pazienti (ricordiamo AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma) hanno fatto il punto sul ruolo della tecnologia digitale nel migliorare significativamente l’assistenza ai pazienti affetti da tumori del sangue. La piattaforma ALLIANCE consiste di due portali web comunicanti tra di loro: un portale dedicato ai pazienti (alliance.gimema.it) e un portale dedicato ai medici, ad uso esclusivo dei centri ematologici designati dal direttore del centro aderente, che vi accedono attraverso un link specifico con username e password personali (physician-alliance.gimema.it). Tutti i pazienti che rispettano i criteri di inclusione, dopo aver firmato un consenso informato, possono essere registrati sul portale del medico che ne fa richiesta e che fornisce al paziente le rispettive credenziali.A oggi, la piattaforma ALLIANCE- è attiva in oltre 20 centri ematologici italiani e ha permesso a circa 80 ematologi di monitorare più di 400 pazienti affetti da un tumore del sangue. Un risultato reso possibile grazie al grande impegno di tutti i Centri GIMEMA coinvolti e di un grande team multidisciplinare di persone altamente qualificate nel settore. Nel corso dell’incontro sono state presentate le funzionalità aggiuntive della piattaforma digitale, tra cui una App che il paziente può facilmente scaricare su Apple Store o su Google Play.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Covid-19, un esame del sangue per segnalare chi è a rischio di sviluppare una forma grave

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2021

Secondo uno studio pubblicato su Life Science Alliance, un semplice esame del sangue potrebbe aiutare a prevedere quali persone con COVID-19 rischiano una forma grave della malattia, e potrebbero quindi avere necessità di supporto respiratorio. «Questo test misura i livelli di anticorpi nel sangue diretti contro le molecole rilasciate dalle cellule del sangue morte, compreso il loro stesso DNA. Il test può rivelarsi utile anche nelle persone infette prima che raggiungano la fase in cui possono aver bisogno di cure ospedaliere. È probabile che sia meno accurato per quest’ultimo tipo di previsione, ma potrebbe indicare chi ha bisogno di un monitoraggio più attento» spiega Ana Rodriguez, della NYU Langone di New York, autrice senior dello studio. Le persone che si ammalano di COVID-19 e sviluppano forme gravi tendono a peggiorare almeno una settimana o più dopo l’inizio dei sintomi, quando i livelli del virus diminuiscono, e questo fatto suggerisce che i problemi siano causati in qualche modo dalla reazione del corpo all’infezione, piuttosto che dal virus in sè. I ricercatori hanno valutato gli esami del sangue eseguiti su 115 persone ricoverate in ospedale con COVID-19 nel 2020. Circa la metà di queste persone si è ammalata in maniera grave e ha avuto bisogno di supporto con ossigeno, mentre le rimanenti si sono riprese rapidamente. Ebbene, l’analisi dei dati ha mostrato che le persone con alti livelli di anticorpi diretti contro il DNA o contro la fosfatidilserina avevano circa il 90% di possibilità di peggiorare. Tuttavia, il test ha identificato solo circa un quarto dei pazienti nei quali poi la malattia ha preso una piega grave. Secondo gli esperti, non è chiaro se gli anticorpi rilevati dal test siano coinvolti nel processo di peggioramento, o se la loro presenza sia dovuta ad altri motivi; per quanto riguarda invece il DNA e la fosfatidilserina, essi sembrano provenire da globuli rossi che si sono degradati, e dai neutrofili che rilasciano il loro DNA mentre muoiono nel tentativo di intrappolare i batteri. È possibile che gli anticorpi si leghino al DNA, contribuendo alla formazione di minuscoli coaguli di sangue, che spesso si osservano nei casi gravi di COVID-19, e che provocano ictus e danni renali. (fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il sangue della montagna di Massimo Maugeri

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 608, 19 euro in libreria dal 16 settembre. Maugeri ci riporta in Sicilia con un romanzo sui nostri tempi, sul nostro rapporto inestricabile con la natura e sulla cronica crisi economica che attanaglia soprattutto certe zone del nostro territorio, ma è anche il racconto di una visione, di un nuovo sistema capace di mettere l’uomo, e non il mercato, al centro di tutto. Per gli abitanti del luogo l’Etna non è un vulcano, ma la Montagna. Marco Cersi, quarantasei anni, con la sua impresa specializzata nella realizzazione di prodotti in pietra lavica, tenta di rivalersi nei confronti di questa magmatica madre che gli ha segnato la vita. Paola Veltrami, vedova, quarantatré anni, è una docente universitaria di letteratura con il sogno di un modello economico più umano. Le loro vite si incrociano a causa della sparizione di un vecchio intagliatore di pietra lavica, amante della poesia: don Vito Terrazza. Mentre una nuova eruzione aumenta la propria intensità devastatrice, Marco e Paola rimangono schiacciati dal peso di problematiche enormi: l’uno deve fare i conti con il proprio doloroso passato e i risvolti sempre più aspri della crisi; l’altra deve gestire il difficilissimo rapporto con la figlia. Sarà la Montagna, con il fluire incandescente del suo sangue, a segnare il passo in un arco temporale ampissimo che ci conduce fino all’anno 1886 per poi catapultarci nuovamente nei nostri giorni inquieti.La crisi d’identità, i drammi famigliari, il tema del doppio e della follia, costruiscono un romanzo-mondo capace di coinvolgere, emozionare e sorprendere fino alle ultimissime righe. Editore La Nave di Teseo

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coaguli di sangue? Sospesa in Danimarca la somministrazione del vaccino AstraZeneca

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Ancora problemi per il vaccino di AstraZeneca/Oxford che segue la sospensione di un lotto specifico di AstraZeneca imposto dall’autorità sanitaria del governo austriaco, come forma di precauzione dopo che una persona è morta dopo la vaccinazione. Questa volta è la Danimarca a sospendere temporaneamente la somministrazione dopo la segnalazione di alcuni eventi trombotici. Il Ministero della Salute del Paese scandinavo ha deciso di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca motivando la decisione come necessaria dopo diversi casi di coaguli di sangue tra le persone vaccinate. Tuttavia, non è ancora chiaro se i coaguli di sangue siano collegati al vaccino AstraZeneca. La conferma arriva dal ministro della Salute danese, Magnus Heunicke, attraverso un messaggio su Twitter. “Le autorità sanitarie hanno sospeso, a causa di misure precauzionali, la vaccinazione con AstraZeneca a seguito del segnale di un possibile effetto collaterale grave sotto forma di coaguli di sangue letali. Al momento non è possibile concludere se esiste una connessione.” La somministrazione del vaccino resterà sospesa per almeno 14 giorni, una decisione presa anche a seguito di un decesso. Eppure, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, gli eventi trombotici sono stati diagnosticati e riportati anche dall’attività di monitoraggio dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Ad una persona in particolare sarebbero stati diagnosticati coaguli di sangue nei vasi sanguigni che lo avrebbero condotto alla morte 10 giorni dopo la vaccinazione. Ad un secondo caso sono stati riscontrati coaguli di sangue nei polmoni ed è stato ricoverato in ospedale. Alla luce di questi casi l’EMA perciò, ha avviato una attività investigativa per capire cosa sta avvenendo. Intanto ieri l’Aifa ha pubblicato il secondo rapporto sulla vigilanza farmacologia riservata a tutti i vaccini contro il coronavirus. Il rapporto si rivolge alla popolazione italiana, dove il 93% circa dei casi di effetti collaterali ha riguardato problemi lievi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tumori del sangue: Conferenza virtuale

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Lunedì 21 dicembre alle 12.30 diretta online. Dal Congresso della Società Americana di Ematologia (American Society of Hematology, ASH) che si è svolto recentemente, sono emerse novità importanti nel trattamento dei tumori del sangue. In particolare, il mieloma multiplo è una neoplasia molto difficile da trattare, perché circa il 90% dei pazienti va incontro a recidiva. Al Congresso ASH sono stati presentati i risultati aggiornati del primo studio su un nuovo tipo di immunoterapia basata su cellule CAR T nel mieloma multiplo refrattario. Nella mielofibrosi, una nuova terapia mirata ha mostrato risultati significativi a lungo termine. E, per la prima volta, si sta affermando una terapia di mantenimento efficace nella leucemia mieloide acuta, grave patologia soggetta a ricaduta. In un’altra forma di leucemia, quella mieloide cronica, si conferma l’efficacia di un vero e proprio gold standard.Per illustrare le evidenze scientifiche su queste patologie presentate al Congresso ASH, lunedì 21 dicembre alle 12.30 è prevista una conferenza stampa on line, in cui interverranno Elena Zamagni (Professoressa di Ematologia, Istituto di Ematologia ‘L. A. Seràgnoli’, IRCCS Università degli Studi – Policlinico S. Orsola-Malpighi Bologna), Francesco Passamonti (Ordinario di Ematologia all’Università dell’Insubria di Varese e Direttore Ematologia ASST Sette Laghi di Varese), Esther Natalie Oliva (Unità di Ematologia, “Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria) e Massimo Breccia (Responsabile Unità Operativa Day Hospital Ematologia, Policlinico Umberto I, Università ‘Sapienza’ di Roma).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sangue del vostro sangue, ossa delle vostre ossa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma 17 novembre 2020, ore 16:00 – Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 “Sangue del vostro sangue, ossa delle vostre ossa”. Il Pontificato di Giovanni Paolo II (1978-2005) e le Chiese in Europa centro-orientale – Nel centenario della nascita di Karol Wojtyla Live streaming su bit.ly/centrooriente. «Questo papa, sangue del vostro sangue, ossa delle vostre ossa»: così si dichiarò Giovanni Paolo II il 3 giugno 1979 durante il suo primo viaggio in Polonia. Si rivolse a tutti i cristiani dell’Europa centro-orientale. Non era un proclama politico, ma l’espressione del carisma del «papa polacco, papa slavo» proprio ora chiamato a manifestare «l’unità spirituale dell’Europa cristiana». Il volume curato dal prof. Jan Mikrut dalla Pontificia Università Gregoriana contiene più di cinquanta contributi sul pontificato di Giovanni Paolo II e i suoi rapporti con i Paesi e le Chiese dell’Europa centro-orientale; gli autori ne sono figure di spicco a livello ecclesiastico, accademico e istituzionale, che offrono il frutto di ricerche compiute e la più recente letteratura. Si offrono qui le voci di autori cattolici, sia latini che greco-cattolici, e di autori ortodossi: affrontano dal loro punto di vista le relazioni di papa Wojtyła con le loro tradizioni e i loro Paesi; per lui l’Europa deve respirare a «due polmoni, ossia orientale e occidentale» che è diventato un paradigma dell’ecumenismo.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Trasfusioni di sangue per i pazienti colpiti da sindromi mielodisplastiche e beta-talassemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

L’emancipazione dal continuo bisogno di trasfusioni di sangue sta diventando per la prima volta una realtà concreta per i pazienti colpiti da sindromi mielodisplastiche e beta-talassemia. L’anemia grave, spesso presente in queste patologie, li costringe, da un lato, a frequenti sedute in ospedale per il fabbisogno di globuli rossi, in alcuni casi anche tutte le settimane, dall’altro, ad assumere ogni giorno una terapia ferrochelante per evitare che il ferro in eccesso danneggi organi come cuore, fegato e pancreas. Oggi per alcuni di questi pazienti si sta delineando una vera e propria rivoluzione nella terapia perché, per la prima volta, una nuova molecola, luspatercept, ha dimostrato di ridurre il numero di trasfusioni necessarie, con un impatto significativo sul decorso clinico e sulla qualità di vita. Luspatercept, prodotto da Celgene ora parte di Bristol Myers Squibb, è stato approvato lo scorso giugno nel trattamento delle due patologie dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), sulla base di due importanti studi pubblicati sul New England Journal of Medicine. Ai passi in avanti nel trattamento di queste malattie ematologiche è dedicata oggi una conferenza stampa virtuale. “Le sindromi mielodisplastiche sono un gruppo eterogeneo di tumori del sangue, in cui le cellule del midollo osseo non riescono a diventare cellule perfettamente funzionanti e sane ma si fermano a uno stadio immaturo – afferma la Prof.ssa Valeria Santini, Professore di Ematologia all’Università di Firenze e Responsabile MDS Unit dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze -. Sono definite malattie clonali perché il loro sviluppo è dovuto ad una singola cellula che, sfuggendo ai meccanismi di controllo, si moltiplica, dando origine a cellule alterate nella forma e nella funzionalità. I sintomi e il decorso variano in modo significativo in base al tipo di cellula ematica colpita. Si potrà avere quindi anemia (riduzione di globuli rossi), neutropenia (riduzione di globuli bianchi) o piastrinopenia (riduzione di piastrine). Le sindromi mielodisplastiche, nei casi più gravi, possono evolvere in leucemia mieloide acuta, un tumore più aggressivo”. “Il Registro della Fondazione Italiana Sindromi Mielodisplstiche (FISiM) raccoglie dati, su base volontaria, relativi a 6.000 pazienti, ma manca una registrazione ufficiale dei parametri epidemiologici – continua la Prof.ssa Santini, che è anche presidente FISiM -. Sappiamo che la malattia colpisce 4-5 persone ogni 100mila abitanti e, fra gli anziani, si arriva anche a 50 casi ogni 100mila. L’incidenza fra gli uomini è doppia rispetto alle donne. A Firenze, possiamo stimare, ad esempio, circa 500 persone colpite. I pazienti, in Italia, hanno in media 74 anni. L’età avanzata implica difficoltà nella gestione della malattia, in particolare dell’anemia grave, che ne rappresenta la manifestazione più frequente, le cui complicanze sono maggiori negli anziani rispetto ai giovani. Oggi vi è maggiore consapevolezza anche fra i medici di medicina generale, anche se talvolta si giunge ad una diagnosi certa di mielodisplasia solo dopo settimane. I sintomi più frequenti dovuti alla carenza di emoglobina sono rappresentati da stanchezza, perdita di peso, difficoltà respiratorie e battito cardiaco accelerato. L’impatto sulla qualità di vita è enorme, soprattutto per le persone con anemia grave che devono recarsi in ospedale, in alcuni casi ogni settimana, per le trasfusioni di sangue”. Proprio per migliorare la consapevolezza sia fra i clinici che fra i cittadini, il 25 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale delle Sindromi Mielodisplastiche. “Anche la beta-talassemia costringe i malati a sottoporsi a trasfusioni di sangue ogni 2-3 settimane per tutta la vita e ad assumere ogni giorno una terapia ferrochelante, per evitare i danni causati dall’accumulo di ferro a organi vitali – spiega la Prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Ordinario di Medicina Interna all’Università degli Studi di Milano -. In Italia, vivono circa 7.000 persone con la beta-talassemia trasfusione dipendente, una malattia genetica, ereditaria, causata da un difetto di produzione delle catene globiniche, che costituiscono la struttura dell’emoglobina, la proteina responsabile del trasporto di ossigeno in tutto l’organismo. L’Italia è uno dei Paesi al mondo più colpiti dalla beta-talassemia. La malattia era presente soprattutto tra le popolazioni di aree paludose, poiché la malaria è stato un fattore di selezione naturale del difetto talassemico. Gli individui portatori di difetto talassemico o malati erano quindi più presenti nelle isole, nelle regioni del Sud e nell’area del delta del Po. Oggi la talassemia è uniformemente distribuita in tutta la penisola”. “I sintomi della beta-talassemia major compaiono già nei primi mesi di vita – sottolinea la Prof.ssa Cappellini – e, se non si interviene con adeguate terapie, le conseguenze possono essere grave anemia, deformazioni ossee (facies talassemica), ingrossamento di milza e fegato, problemi di crescita, complicazioni epatiche, endocrine (ad esempio ipotiroidismo e ipogonadismo) e cardiovascolari. Negli anni Sessanta del secolo scorso, i pazienti affetti da talassemia major non sopravvivevano oltre i 10/15 anni, oggi grazie alla combinazione della terapia trasfusionale e ferrochelante, la loro aspettativa di vita supera la quarta, quinta decade di vita”. “Oggi, per la prima volta, una molecola, luspatercept, ha la potenzialità per cambiare la storia della malattia riducendo la necessità delle continue trasfusioni – continua la Prof.ssa Cappellini -. Consiste in un farmaco iniettabile sottocute ogni 21 giorni, che il paziente in futuro potrà eseguire a casa. Luspatercept riduce l’eritropoiesi inefficace (che è la causa principale delle manifestazioni cliniche della talassemia), consentendo la produzione di globuli rossi maturi. Lo dimostrano i risultati dello studio di fase III, BELIEVE, che sono estremamente suggestivi”. Nello studio (randomizzato, in doppio cieco), pubblicato sul New England Journal of Medicine a marzo 2020, sono stati arruolati 336 pazienti affetti da talassemia trasfusione dipendente in 65 centri di 15 Paesi: 224 pazienti hanno ricevuto luspatercept, 112 placebo. “L’obiettivo primario dello studio era ridurre di almeno il 33% il fabbisogno di trasfusioni (con un calo di almeno 2 unità di sangue) rispetto al basale, cioè alle unità che il paziente era abituato a trasfondere nei sei mesi prima di assumere il farmaco – spiega la prof.ssa Cappellini -. Il risultato è stato raggiunto dal 70% dei pazienti. Il secondo obiettivo era valutare una riduzione superiore al 50% del fabbisogno trasfusionale, osservata in più del 40% dei pazienti. Inoltre, la risposta è stata mantenuta nel tempo. In maniera preliminare, possiamo addirittura affermare che alcuni malati sono arrivati, dopo circa un anno di terapia, a ottenere quasi l’indipendenza dalla trasfusione. Luspatercept può essere somministrato potenzialmente a tutti i pazienti colpiti da beta-talassemia, a differenza di altre opzioni disponibili come il trapianto di midollo, unica terapia che può condurre alla guarigione ma con il limite della disponibilità di un donatore compatibile, o della terapia genica, ancora da consolidare”. “Anche nelle sindromi mielodisplastiche – conclude la prof.ssa Santini – l’unica terapia definitiva è il trapianto di cellule staminali, praticabile solo in un numero limitato di casi e nei pazienti più giovani, al di sotto dei 70 anni. Nelle forme a più basso rischio, la linea cellulare più colpita è quella dei globuli rossi, con grave anemia che causa sintomi debilitanti. La terapia, in questi casi, è costituita dai fattori di crescita dei globuli rossi come l’eritropoietina, dalle trasfusioni di sangue e dalla terapia ferrochelante. Solo in alcuni pazienti giovani con caratteristiche particolari di malattia e in buone condizioni generali è indicata la terapia immunosoppressiva per abbassare la risposta immunitaria. Luspatercept apre nuove prospettive, come evidenziato nello studio di fase III, MEDALIST, pubblicato sul New England Journal of Medicine a gennaio 2020. Sono stati arruolati 229 pazienti con sindrome mielodisplastica a rischio molto basso, basso o intermedio, con accumulo locale di ferro nei precursori dei globuli rossi, chiamati pertanto sideroblasti ad anello. I pazienti richiedevano emotrasfusioni periodiche e regolari. Due terzi sono stati assegnati al trattamento con luspatercept, i restanti al placebo, entrambi somministrati come iniezione per via sottocutanea ogni tre settimane per almeno sei mesi. Il farmaco è stato ben tollerato. Se si considera tutto il periodo del trattamento, i dati aggiornati indicano che il 47% dei pazienti trattati con luspatercept, contro il 15% del braccio placebo, ha raggiunto l’obiettivo primario dello studio, ovvero la indipendenza dalle trasfusioni per almeno otto settimane, dunque circa 2 mesi. Si tratta di un passo importante verso un netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I Panthers invitano a donare il sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Roma. I Panthers, Gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, invitano alla solidarietà in questo momento difficile per l’emergenza sanitaria. Una delegazione di studenti si è recata presso l’IFO Regina Elena – San Gallicano per donare il sangue. All’iniziativa hanno partecipato membri della squadra di calcio a 5 femminile, basket e volley. L’idea è nata per rispondere all’appello lanciato da EMA-ROMA Associazione Donatori Volontari di Sangue, storico partner dell’ateneo nell’ambito delle attività di Responsabilità Sociale. Con il Covid-19, infatti, le donazioni sono molto diminuite, anche per le difficoltà ad accedere alle strutture ospedaliere.“In questo momento di emergenza il mondo dello sport può dare il buon esempio e promuovere iniziative di solidarietà”, spiega Matteo Anastasi, coordinatore dell’area Sport dell’Università Europea di Roma. “Siamo un’unica famiglia umana e le donazioni di sangue possono rappresentare un contributo prezioso per salvare tante vite. Per questa ragione i Panthers (le Pantere) si uniscono all’appello di EMA-ROMA e invitano tutti a dare il proprio contributo”. Il sito di EMA-ROMA è http://www.emaroma.it

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vene varicose: È un disturbo che non permette una corretta circolazione del sangue

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

L’insufficienza venosa può essere cronica e acuta. La prima è tipica degli arti inferiori e, a differenza di quella acuta, è causata da un’alterazione circolatoria continua e continuata nel tempo che può determinare importanti ripercussioni sui tessuti.
È oggi noto che fra gli stimoli nocivi che possono ripercuotersi sull’evoluzione della IVC (insufficienza venosa cronica) si possono ritrovare tutte quelle patologie del piede che, oltre ad alterare la struttura ed il passo, rendono difficile il ritorno intravenoso. Essa, quindi, intende l’incapacità del sistema venoso a bene eseguire le proprie funzioni circolatorie. Si tratta, in definitiva, di una “sindrome” caratterizzata da un difettoso ritorno venoso con conseguente presenza di stasi, reflusso e ipertensione venosa. Tutto ciò si trova associato a un deficit del decremento pressorio orto-dinamico tipico del sistema venoso nella fase della deambulazione. E’ un quadro morboso, nosograficamente ben definito, in cui si raggruppano i sintomi derivanti dalle alterazioni circolatorie conseguenti principalmente all’insufficienza valvolare, sia essa primitiva sia secondaria, del circolo venoso superficiale, profondo o delle perforanti. A differenza dell’insufficienza venosa acuta che insorge d’emblée per effetto di una trombosi ed ha una durata limitata nel tempo, l’IVC è lenta nell’insorgenza, poiché compare soltanto quando si fanno risentire gli effetti dell’ipertensione venosa sui tessuti, è controllabile con la terapia, ma irreversibile. Secondo la vecchia classificazione di Widmer (1978), che segue esclusivamente un certo criterio clinico, l’IVC è divisa in tre stadi:
È caratterizzato da edema lieve e comparsa della corona phlebectasica.
Sono presenti oltre ai chiari segni di stasi, iperpigmentazione e ipercheratosi.
Le vene varicose non sono altro che delle spie che denotano un problema di funzionamento delle valvole venose. Esse chiudendosi temporaneamente dopo ogni battito cardiaco impediscono al sangue di rifluire verso il basso dove lo trascinerebbe la forza di gravità. Se queste valvole s’indeboliscono, il sangue non scorre più come dovrebbe. Le pareti della vena, a questo punto, incominciano a gonfiarsi e a infiammarsi, provocando la comparsa di una vena varicosa. I sintomi provocati dalle vene varicose vanno dal dolore ai piedi, al gonfiore, alle ulcerazioni della pelle, fino ad arrivare alle emorragie gravi, se una vena è lesa. Il disturbo può essere alleviato con qualche semplice accorgimento. Si possono stendere le gambe appoggiandole su un cuscino o utilizzando le calze elastiche in modo da favorire il ritorno venoso.
La terapia fitoterapica suggerisce l’utilizzo di flavonoidi pigmenti che si trovano in tutte le specie vegetali quali il biancospino. Il ginkgo, la camomilla tedesca, la calendula e il mirtillo. I cibi ricchi di flavonoidi sono: ciliegie, frutti di rosa canina, more albicocche, grano saraceno, cipolle, asparagi, peperoni, cavoletti di Bruxelles, mele e pere. Alcuni studi danno molta importanza agli effetti terapeutici dei prodotti a base d’ippocastano (aesculus hippocastanum). La dose da somministrare per via orale è di 600 mg d’estratto al giorno, contenenti in 100 mg di escina, il principio attivo dell’ippocastano. I prodotti per uso topico a base di creme sono assorbiti a livello sistemico. Anche il rusco è un buon rimedio contro le vene varicose. Diminuisce l’infiammazione e restringe i vasi sanguigni. La dose standard giornaliera è di 300 mg di estratto secco, che contiene dai 7 agli 11 mg di principio attivo, la ruscogenina. Un’altra pratica suggerita è quella dell’idroterapia. Si basa sull’effetto combinato del movimento e dell’impatto termico. Occorre, inizialmente, scaldare i piedi con un pediluvio e poi immergerli in una vasca d’acqua fredda (20 cm. d’altezza) e calpestandola alzando le ginocchia e abbassando energicamente i piedi. Un analogo metodo è stato suggerito dall’abate Sebastian Kneipp, considerato, a buon diritto, il padre dell’idroterapia moderna. Il tutto si finalizza alla riattivazione della circolazione sanguigna e a rafforzarne i vasi e i capillari.
Sin qui abbiamo parlato del trattamento medico della patologia venosa sia dal punto di vista della medicina ufficiale sia di quella tradizionale. È un ampio capitolo che non esclude ogni tipo di tecnologia e punta soprattutto l’indice sul laser. Il suo scopo è di essere una reale alternativa alla scleroterapia, che lavora in tre tempi successivi: Flebite chimica, Processo riparativo, Fibrosi del vaso. Il problema, che la tecnologia laser ha cercato di risolvere, è come oltrepassare la barriera della pelle senza danneggiarla, senza causare bruciature o iper-ipopigmentazioni, e raggiungere il sangue all’interno del capillare o della vena con abbastanza energia da distruggere la parete del vaso. La soluzione qualcuno l’ha trovata con l’underskin contact laser. Si tratta di un particolare manipolo provvisto di un attacco per aghi disponibile che permette l’inserimento della fibra ottica attraverso la pelle dentro la vena e può spingere la fibra ottica fuori dall’ago. In questo modo l’azione del laser colpirà direttamente il sangue senza l’interferenza della pelle e senza effetti collaterali al derma. L’energia trasmessa sarà totalmente assorbita solo dal bersaglio. La vaporizzazione del sangue, all’interno della vena, determina una specie d’esplosione di una bolla di sangue che coagula sia il sangue sia la parete venosa. Esistono, ovviamente, altre metodiche laser che non cito, avendo dato la precedenza ad una che ci sembra più innovativa.
È un discorso che andrebbe affrontato con qualche particolare in più, consci del fatto che una malformazione vascolare cutanea è, spesso, causa di disagio emotivo ed ha una notevole incidenza nel sociale. I vari studi, infatti, hanno dimostrato come questo forte disagio sia molto importante negli adulti e negli adolescenti, affetti da malformazione vascolare, e come il trattamento, mediante tecnica laser, risulti efficace sia per la correzione della lesione cutanea sia in termini psicosociali. (redazionale)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Joanna Courtney: Regina di sangue (BEAT)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Inverness, Highlands scozzesi, 1025. Nel Regno di Alba – il nome gaelico per la Scozia nell’XI secolo – due casati reali, che discendono rispettivamente da Aed e da Costantino, si contendono il trono. In base alle norme dell’eredità alterna, i discendenti di entrambi i casati dovrebbero sedere sul trono a turno, ma Re Malcom, del ramo di Costantino, vuole fare del nipote Duncan il suo successore. Per eliminare ogni possibile minaccia e impedimento, il sovrano di Alba non esita a ordinare ai suoi uomini di sterminare l’intero ramo cugino dei MacDuff. La giovane Cora MacDuff riesce, tuttavia, a scampare alla morte e, dopo una fuga disperata, trova rifugio nella provincia settentrionale del Moray. Lì trascorre i giorni, finché il riscatto non tarda a venire nelle belle sembianze del giovane Macbeth, l’ultimo discendente della linea di Aed. Capelli color del grano e penetranti occhi scuri, Macbeth la chiede in sposa per riunire i due casati reali e rivendicare il trono per sé. La giovane donna accetta con entusiasmo: in questo modo diventerà Lady Macbeth, sarà regina e avrà la sua vendetta. Ma alla vigilia delle nozze un terribile urlo spezza il silenzio della notte, e in pochi istanti tutti i sogni di Cora sono miseramente infranti. Per riavere indietro la vita che le è stata promessa, la giovane MacDuff dovrà diventare una donna più dura del metallo, capace di usare, con spietata freddezza, ogni arma a sua disposizione. Frutto di un’accurata ricerca storica, e animato da personaggi di grande spessore, Regina di sangue racconta, con una prosa elegante e fluida, la vera storia della donna da cui Shakespeare trasse ispirazione per la più sanguinaria fra le sue regine: Lady Macbeth.
Collana: Superbeat Pagine: 367 Tradotto da: Chiara Brovelli Prezzo cartaceo: €19,00 Prezzo ebook: €9,99 Neri Pozza Editore
Joanna Courtney è una scrittrice inglese, autrice di una trilogia che esplora il mondo delle donne di Shakespeare: Lady Macbeth, Ophelia e Cordelia.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus: Nel sangue due marcatori per cure mirate

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

“Si chiamano citochine, funzionano come segnali di comunicazione tra sistema immunitario e cellule e tessuti dell’organismo, e in alcuni casi sono in grado di promuovere e mantenere importanti processi infiammatori.L’aumento nel sangue di due di queste sostanze: la Interleuchina 6 (IL 6) e il recettore della Interleuchina 2 (IL-2R) può far capire ai medici l’evoluzione e la gravità della polmonite da nuovo coronavirus. E’ quanto si evince da uno studio pubblicato sul Chinese Journal of Tuberculosis and Respiratory Diseases, condotto nel Tongji Hospital su 29 pazienti affetti da polmonite indotta da CoViD-19.” Lo afferma Mauro Minelli immunologo e responsabile per il centro sud della Fondazione Italiana Medicina Personalizzata.“Nello studio, i cui risultati sono stai pubblicati poche settimane fa, i pazienti con polmonite da Coronavirus sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda della gravità dei rispettivi quadri clinici: un gruppo “moderato”, un gruppo “grave” e un gruppo “critico” – prosegue Minelli – Dopo aver misurato i livelli di espressione nel sangue di IL-2R e IL-6 si è visto come questi fossero significativamente più alti nel gruppo dei pazienti “critici”, rispetto al gruppo “grave” nel quale l’incremento risultava comunque più importante rispetto al gruppo “moderato” Contestualmente, in Cina, 21 pazienti sono stati trattati con Tocilizumab, farmaco attivo proprio contro il recettore dell’IL-6, noto per il suo impiego ordinario in alcune malattie de sistema immunitario. I pazienti con CoViD-19 trattati con questo farmaco hanno mostrato un netto miglioramento della sintomatologia già nelle prime 24-48 ore dall’inizio del trattamento. Lo stesso farmaco è stato anche utilizzato in Campania su due pazienti che manifestavano le stesse caratteristiche cliniche”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »