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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘sanità digitale’

Rapporto degli italiani con la sanità digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Secondo una stima di Dottori.it, sito e App leader in Italia per la prenotazione di visite mediche specialistiche, nell’ultimo anno si è registrato un +60% nel ricorso alle applicazioni legate alla sanità. E in occasione del rilascio della sua nuova App per i pazienti, il portale ha condotto un’indagine per comprendere il rapporto degli italiani con la sanità digitale. La prima evidenza è quella relativa alla cosiddetta cybercondria, ossia l’istinto di affidarsi a internet per una diagnosi medica: il 32% degli intervistati ha infatti ammesso, in caso di malessere, di cercare online i propri sintomi ancor prima di chiamare il dottore. Percentuale che sale al 38% al Sud e al 34% fra gli utenti di sesso femminile. Non solo, dal questionario è emerso anche che il 60% degli intervistati si rivolge al web per trovare uno specialista nei periodi in cui si trova lontano da casa, durante le vacanze o in occasione di viaggi di lavoro.Nel processo di digitalizzazione si scopre che il desiderio degli italiani è quello di accelerare il consulto medico, tanto che il 61% dei pazienti vorrebbe utilizzare le chat come strumento per una prima consulenza. Un utente su cinque poi sarebbe pronto a contattare i dottori con messaggi vocali e videochiamate.Assumono sempre più rilevanza le recensioni online degli altri pazienti, che si stanno sostituendo alle referenze che un tempo spettavano al passaparola fra amici e parenti: una persona su tre ha dichiarato che prima di scegliere uno specialista legge sempre ciò che altri hanno scritto di lui in rete.

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Gli studenti veneti usano e fanno usare i servizi di sanità digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

trevisoTreviso. In Veneto i giovani usano e fanno usare i servizi di sanità digitale. A dirlo sono i dati raccolti da Arsenàl.IT nel corso di “@Two!Salute!”, lezioni dedicate ai nuovi servizi offerti in sanità, che hanno permesso nell’anno scolastico 2015-2016 di incontrare 1.400 studenti delle scuole superiori. Durante gli incontri sono stati raccolti 1.200 questionari dai quali emerge come le nuove generazioni stiamo imparando a conoscere i servizi di sanità digitale e soprattutto svolgano il ruolo di “facilitatori digitali” all’interno delle loro famiglie, fungendo da tramite fra il mondo della tecnologia e i servizi online per chi ancora ne è ai margini, come ad esempio le persone più anziane.
Arsenàl.IT, nell’ambito delle azioni di realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, in collaborazione con Regione del Veneto, aziende sociosanitarie e ospedaliere del territorio, è entrato nelle scuole per il terzo anno consecutivo per parlare di sanità ai ragazzi, misurare il loro grado di conoscenza e, soprattutto, sensibilizzarli all’uso dei servizi digitali dedicati alla salute. Quest’anno sono stati visitati 17 istituti scolastici afferenti a 12 diverse aziende sociosanitarie (ULSS 2 Feltre, ULSS 4 Alto Vicentino, ULSS 5 Ovest Vicentino, ULSS 6 Vicenza, ULSS 7 Pieve di Soligo, ULSS 9 Treviso, ULSS 15 Alta Padovana, ULSS 16 Padova, ULSS 17 Monselice, ULSS 18 Rovigo, ULSS 19 Adria e Azienda Ospedaliera di Padova), per un totale di circa 1.400 studenti incontrati. In tre anni i ragazzi incontrati sono circa 4.000. I giovani, con un’età media compresa tra i 16 e i 18 anni, risultano maggiormente consapevoli degli strumenti di sanità digitale offerti dalla nostra regione, rispetto alle edizioni precedenti. Diminuiscono quanti non hanno mai visitato il sito della propria ULSS (da 69% a 66%) e il 47% dei giovani che conoscono i servizi di sanità digitale offerti (quali telemedicina, scarico referti prenotazione, pagamento, ricetta digitale, cartella clinica elettronica), l’86% ne ha sperimentato l’uso in famiglia, personalmente (62%, in crescita dell’11% rispetto al 2014/2015) o tramite uno dei genitori. Generalmente è la madre ad occuparsi della “salute digitale” della famiglia (67%), piuttosto che il padre (45%). Positiva la proiezione futura, dato che l’89% di chi ancora non conosceva i servizi ha dichiarato che intende utilizzarli.
Il futuro mobile della sanità. Tra i ragazzi, l’uso quotidiano dello smartphone ha superato di molto quello del pc (97% contro 40%), e i loro principali canali di comunicazione hanno un’impronta tipicamente social: Youtube (84%), Facebook (79%, in calo del 4%) ed Instagram (71%). Quasi la totalità usa Whatsapp (98%). Attraverso questi canali e attraverso app specifiche l’83% degli studenti è interessato ad informarsi sui temi riguardanti il proprio benessere, in particolare in relazione alle malattie, alle cure, all’alimentazione, all’attività fisica e il fitness. Per quanto riguarda i problemi di salute, invece, il 66% dei ragazzi si rivolge innanzitutto alla famiglia, il 19% si rivolge al medico, e solo il 7% ricerca informazioni sul web.
L’iniziativa ha dato dunque esiti positivi e le indicazioni raccolte dimostrano l’efficacia dell’intervento formativo sia in termini di incremento delle conoscenze, di empowerment, che di intenzione di utilizzo dei servizi digitali presentati. Dimostrano inoltre che ciò che chiedono i ragazzi al digitale siano servizi di semplice utilizzo, vicini, immediati, la cui conoscenza possa essere trasmessa anche ai propri familiari.

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Nasce il centro italiano per la sanità digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

Di fronte all’esplosione, sia in termini numerici sia economici, delle cause per malpractice medica, il sistema sanitario nazionale non può ricorrere a soluzioni difensive, ma è opportuno un maggior dialogo e l’adozione di soluzioni tecnologiche che permettano di erogare un servizio di qualità, efficiente e nella massima trasparenza. Nel 2010 la spesa sanitaria pubblica italiana è stata pari a 113.457 milioni di euro con un’incidenza sul PIL del 7,3%. Secondo le proiezioni, la spesa sanitaria pubblica al 2050 si attesterà su un valore prossimo a 281,5 miliardi di euro, pari al 9,7% del PIL nel 2050. In questo contesto, pertanto, è necessario scoraggiare il ricorso alla c.c. Medicina difensiva, quale conseguenza dell’incremento spropositato dei risarcimenti per danno da attività medico-sanitaria, il cui effetto è l’incremento della spesa per il bilancio della Sanità Pubblica. Le assicurazioni sono ormai un onere elevatissimo ed inevitabile per le strutture e per gli stessi medici. Circa 500 milioni di Euro vengono spesi ogni anno dalle Regioni per assicurare ospedali e medici contro gli errori. In questo scenario occorre quindi sviluppare una cultura professionale che porti all’adozione di un maggior ricorso all’ ICT (Information and communication technology) nella sanità cui, secondo stime, conseguirebbe un risparmio complessivo stimato in 12,4 miliardi di euro (pari all’11,7% dell’intera spesa del Servizio Sanitario Nazionale, fonte Confindustria), oltre ad un notevole miglioramento delle prestazioni.
E’ questo lo scenario di cui si è discusso oggi a Roma nel corso del convegno “Verso una sanità sostenibile: quale ruolo per l’informatizzazione della salute? Profili giuridici, economici ed organizzativi” promosso in occasione della pubblicazione del volume “Cartella clinica e responsabilità medica” a cura di Vittorio Occorsio e con il contributo non condizionato di NephroCare, società del Gruppo Fresenius Medical Care, provider di dialisi in tutto il territorio italiano.Il miglioramento dell’efficienza del Sistema sanitario è possibile grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche: la telemedicina, la dematerializzazione della documentazione sanitaria, la refertazione a distanza, la prenotazione e la ricettazione via canali digitali, tutto questo significa per il sistema sanitario rapidità, efficacia, ed efficienza.
Un settore che ha sperimentato con successo progetti di informatizzazione è quello della malattia renale – che solo in Italia interessa oltre 45 mila persone in dialisi. Di primario interesse l’esperienza presentata da Emanuele Gatti, CEO EMAELA Fresenius Medical Care AG, il quale ha ricordato come già oggi “un provider privato raccoglie i dati di oltre 220 mila pazienti al mondo, 1500 dei quali sono in Italia, consentendo una verifica sulla qualità, efficienza e sostenibilità della terapia somministrata

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