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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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RBM Assicurazione Salute: Giù le mani dalla sanità integrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

“Nel nostro Paese, pur in presenza di un Sistema Sanitario pubblico di tipo universalistico, l’incidenza delle cure che i cittadini sono chiamati a dover pagare di tasca propria nel momento del bisogno è più che doppia rispetto a quella registrata negli Stati Uniti, che da sempre si caratterizzano per un Sistema Sanitario di natura prevalente natura privata. In Europa (EU14) una finanziamento diretto da parte dei pazienti delle prestazioni sanitarie così elevato si riscontra solo in Grecia, Portogallo e Spagna (dati OCSE). Il motivo è presto spiegato: l’Italia non è ancora riuscita ad affiancare al Servizio Sanitario Nazionale un Secondo Pilastro Sanitario in grado di assicurare a tutti i cittadini l’accesso anche a quelle cure che per diversi motivi non possono essere effettuate presso Ospedali e ASL. In questo contesto non stupisce che la quota di persone che dichiarano di aver rinunciato/differito cure di cui avevano bisogno in Italia è quasi il doppio della media europea (dati Eurostat)”.È quanto afferma Marco Vecchietti – Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute – che prosegue: “Alla luce di questa situazione non si può che rimanere sconcertati dalle gravi affermazioni contenute nel Report sulla Sanità Integrativa diffuso nei giorni scorsi da GIMBE che, senza alcuna fonte riscontrabile e supporto numerico attendibile, cercano di accreditare un insieme contraddittorio di pregiudizi ideologici, luoghi comuni ed errori macroscopici nel tentativo irresponsabile di delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica il ruolo sociale ed il supporto economico garantiti dai Fondi Integrativi e dalle Polizze Sanitarie. Credo che chiunque abbia davvero a cuore il Diritto alla Salute consacrato dalla nostra Costituzione non possa accettare una mistificazione di questo tipo che, in cambio di un po’ di celebrità, invita demagogicamente a cancellare con un colpo di spugna le tutele costruite dalla Contrattazione Collettiva, con costi a proprio esclusivo carico (la Sanità Integrativa, infatti, è alimentata dalle aziende e dalle retribuzioni dei lavoratori), in favore di milioni di lavoratori (oggi oltre 10 milioni) e delle loro famiglie per assicurare un’integrazione concreta dei livelli assistenziali effettivamente garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ per questo motivo che abbiamo ritenuto opportuno divulgare pubblicamente in questi giorni un confronto comparativo tra il Report Gimbe ed i dati ufficiali del settore” (cfr. tabella allegata).
Nel 2018 la Spesa Sanitaria Privata ha “sfondato” quota 40 miliardi, con un costo medio pro capite di 655 Euro; nell’ultimo anno sono stati 2 cittadini su 3 (44 milioni di persine circa) a spendere soldi di tasca propria per pagare prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno. Se si pensa che, soltanto due anni fa, erano 36 milioni ci si rende conto della rapida crescita del fenomeno (+8 milioni, aumento del 22%).
In termini economici si stima che un’estensione della Sanità Integrativa a tutta la popolazione, in affiancamento al Servizio Sanitario Nazionale, potrebbe consentire di dimezzare la spesa sanitaria privata delle famiglie di circa 20 miliardi di Euro (più del 50%), con una riduzione dei costi medi pro capite attualmente finanziati “di tasca propria” di quasi 340 Euro (fonte VIII Rapporto RBM – Censis).“Siamo profondamente convinti – conclude Vecchietti – che un Secondo Pilastro Sanitario, incentrato sugli stessi principi di universalismo ed uguaglianza sui quali poggia il suo fratello maggiore Pubblico, rappresenti ora ed in prospettiva uno strumento imprescindibile per garantire agli italiani un Diritto alla Salute effettivamente esigibile per tutti, ed in primis, per i cittadini più fragili. In questa prospettiva ci rendiamo sin da ora disponibili a mettere a disposizione di tutte le Istituzioni interessate informazioni corrette, complete e verificabili sulla Sanità Integrativa e a svolgere un confronto pubblico – anche con Gimbe – con l’obiettivo di rappresentare in modo oggettivo il contributo che può essere assicurato dalla Sanità Integrativa al Sistema Sanitario del nostro Paese”.

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Cresce peso sanità integrativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2016

Ministero saluteHealth Italia S.p.A. è un’azienda leader nel panorama della sanità integrativa: tra le diverse attività che svolge, agisce in qualità di “service provider” di Società di Mutuo Soccorso, Fondi Sanitari e Casse di Assistenza e aziende. La sua mission è quella di consolidare un mercato in forte crescita e introdurre un range di prodotti innovativi per migliorare la qualità e l‘accessibilità dei servizi sanitari. L’importanza della sanità integrativa in Italia cresce di giorno in giorno: ormai è una tendenza inarrestabile. Gli ultimi dati del Censis, diffusi lo scorso giugno, hanno evidenziato ancora una volta la crisi del Servizio Sanitario Nazionale. Anche a causa dei continui tagli, la qualità e l’efficacia della sanità pubblica peggiora di giorno in giorno, e sta progressivamente diventando inadeguata da tutti i punti di vista: strutture, assistenza, tempi di attesa. I ticket, poi, oramai sono arrivati ad essere equiparabili con le tariffe del privato. I dati sono stati confermati anche da ulteriori indagini svolte negli ultimi mesi, l’ultima quella svolta dalla Federazione dei Medici di Medicina Generale. Molte altre ricerche hanno poi evidenziato le enormi disuguaglianze tra le Regioni italiane, dal punto di vista della qualità dell’assistenza. Cresce di conseguenza il ricorso al privato, oltre però ad una quota sempre più vasta di cittadini che per problemi economici, rinunciano o rinviano le visite o le terapie (nel 2012 erano 9 milioni, ora sono oltre 11). La sanità integrativa, in questo quadro, è considerata sempre più un’opportunità, utile per colmare le lacune del servizio pubblico e per rispondere alla domanda di salute degli italiani. Fondi sanitari e Società di Mutuo Soccorso possono quindi essere una risposta, una alternativa valida da affiancare al Servizio Sanitario Nazionale. Secondo il Censis, il 57,1% degli italiani è a favore del cosiddetto “secondo pilastro”, e sono 26,5 milioni gli italiani che si dicono propensi ad aderirvi. Grazie a Health Italia è possibile sottoscrivere un’ampia gamma di sussidi sanitari, e usufruire quindi di prestazioni integrative del Servizio Sanitario Nazionale.La crescente diffusione della sanità integrativa si aggancia a quella che sta diventando un’altra grande realtà nel nostro Paese: il welfare aziendale. Esiste uno stretto legame tra benessere dei lavoratori, produttività ed engagement: sempre più aziende stanno quindi mettendo a punto “pacchetti” di benefit per i propri dipendenti. Tra i servizi più richiesti vi è proprio il sussidio sanitario. Health Italia crede molto in questo, e gestisce in totale outsourcing piani di welfare aziendale in modalità flexible benefit.

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