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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sanità privata’

Contratti: Cgil Cisl Uil, interrotta trattativa rinnovo Sanità Privata

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

Tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto della Sanità Privata interrotto e avvio dello stato di agitazione. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, comunicandolo in una lettera alle controparti Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), motivando così la decisione: “A seguito della vostra indisponibilità a garantire le risorse economiche adeguate al rinnovo del ccnl della sanità privata, scaduto ormai da oltre 12 anni, che ci avete rappresentato nell’incontro dello scorso 14 febbraio, comunichiamo l’interruzione del tavolo di trattativa e la proclamazione dello stato di agitazione”.Il contratto, che come ricordano le categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil è scaduto da oltre 12 anni, riguarda circa 300 mila lavoratrici e lavoratori. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl fanno poi sapere che: “Riservandoci conseguentemente ogni azione sindacale a tutti i livelli, restiamo disponibili alla riapertura del confronto qualora le condizioni subiscano una modifica nella direzione auspicata”.In una lettera, invece, inviata al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dove comunicano l’interruzione della trattativa, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono un incontro urgente, sostenendo che: “Come lei sa bene non è più sostenibile una situazione che vede l’erogazione di prestazioni che rientrano nei LEA, fatta a discapito delle professioniste e dei professionisti che quotidianamente operano nelle strutture della sanità privata. Riservandoci conseguentemente ogni azione sindacale a tutti i livelli, le chiediamo un incontro urgente”, concludono.

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Dichiarazioni Ministro Grillo sull’importante contributo della sanità privata accreditata

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Registriamo positivamente le dichiarazioni del Ministro della Salute, Giulia Grillo, sulla necessità di ragionare in ottica di sistema come operatori del Servizio Sanitario, nell’obbiettivo comune e condiviso di rispondere alla domanda di salute dei cittadini”. Così Barbara Cittadini, Presidente dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (A.I.O.P.), sulle recenti dichiarazioni sulla componete privata da parte del Ministro della Salute, Giulia Grillo.“Oggi più che mai, risulta, a nostro avviso, fondamentale lavorare in piena sinergia – prosegue Barbara Cittadini – avendo il comune obiettivo di garantire agli italiani un’offerta sanitaria efficiente, efficace e tempestiva, coerente con l’innovazione e la ricerca, che il settore richiede.La sanità privata accreditata con il SSN, che garantisce il 28% delle prestazioni ospedaliere pubbliche ai cittadini, incidendo il 14% sulla spesa complessiva, mette a disposizione del Paese le sue strutture, presenti in tutte le regioni italiane, dal Nord al Sud, per contribuire a dare una risposta alla domanda di Salute dei cittadini e ridurre le liste d’attesa, con costi certi e una qualità misurabile.
Ricoverando annualmente più di un milione di degenti, per un totale di 8 milioni e cinquecentomila giornate di degenza e avvalendosi della professionalità di 12 mila medici, 28 mila infermieri e tecnici e 32 mila operatori socio sanitari, – prosegue Barbara Cittadini – non potremmo mai indulgere a logiche di differenziazione, e men che meno di sterile contrapposizione rispetto ad altri operatori della sanità, pubblici o privati che siano. Le nostre strutture essendo accreditate hanno i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici previsti dalle normative vigenti. L’idea del confronto, a nostro avviso, rappresenta un presupposto fondamentale per efficientare l’offerta sanitaria complessiva e, pertanto, la proposta di un tavolo di concertazione a livello ministeriale troverebbe in AIOP un interlocutore pienamente favorevole, nell’obbiettivo comune di garantire agli italiani una risposta sanitaria di qualità, in tempi rapidi.Ribadiamo, pertanto, la nostra disponibilità ad un dialogo costruttivo in tal senso, – conclude Barbara Cittadini – con l’obiettivo di poter contribuire, concretamente, al costante miglioramento e efficientento dell’offerta sanitaria nazionale dal punto di vista quali quantitativo.Adesso, però, attendiamo un vero confronto sui temi più urgenti, tra i quali il contratto di lavoro dei nostri dipendenti che operano per il SSN. Auspichiamo, davvero, di potere contare su scelte coerenti con le affermazioni del Ministro che abbiamo apprezzato.

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Sanità privata Lazio: il 14 dicembre è sciopero dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Sanità privata, il tempo è davvero scaduto: il 14 dicembre prossimo i lavoratori del Lazio incroceranno le braccia con le categorie di Cgil Cisl e Uil per un rinnovo di contratto atteso ormai da 12 anni. Un’enormità che pesa come un macigno sui bilanci familiari e sulle prospettive professionali dei lavoratori, ma anche sulla tenuta complessiva del sistema sanitario regionale. “25.000 dipendenti sono senza contratto e la trattativa, aperta da oltre un anno, non ha prodotto risultati concreti”, denunciano Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio . “Qui è in gioco il futuro di operatori e professionisti che ogni giorno, 24 ore al giorno 7 giorni a settimana, contribuiscono a garantire la salute dei cittadini e sui quali gravano grandi disparità di salario, diritti, valorizzazione delle competenze, crescita professionale e formazione rispetto ai colleghi della sanità pubblica. Pretendiamo risposte e riconoscimento per un settore che rappresenta il 40% dei servizi pubblici sanitari della regione”. “Dopo due manifestazioni, una a giugno e una a settembre, e una grande petizione alla Regione Lazio, la pazienza dei lavoratori è finita”, proseguono i segretari generali, che il 3 dicembre prossimo porteranno al governatore del Lazio le migliaia di firme raccolte tra i dipendenti della sanità privata con la richiesta di intervenire in Conferenza Stato-Regioni per superare le criticità fin qui cavalcate dalle grandi centrali datoriali per rallentare le trattative. “Aris, Aiop e l’imprenditoria sanitaria continuano a fare cassa sulla pelle dei dipendenti. In tante strutture e in particolare nelle Rsa si fa un larghissimo uso di contratti pirata e dumping contrattuale che abbattono salari e tutele, mentre il ricorso al precariato è sempre più selvaggio. E poi c’è la questione della trasparenza: chi gestisce risorse pubbliche deve essere obbligato a pubblicare i bilanci. La proclamazione di presunti stati di crisi è una scappatoia che va bloccata. Serve una programmazione triennale dei budget che tenga conto anche del costo del lavoro e che rilanci l’investimento in competenze. Servono norme per dare certezza e stabilità alle persone e requisiti chiari sugli organici: il concetto di minimo assistenziale va superato se si vuole assicurare la qualità delle prestazioni, la salute e la sicurezza dei lavoratori. E la Regione Lazio deve garantire legalità e controlli, oltre a mantenere la promessa di un finanziamento ad hoc per il rinnovo di contratto, rimasta completamente lettera morta”.”Di tempo ne è stato perso troppo. Il 14 dicembre saremo in piazza Oderico da Pordenone, sotto la sede regionale, per un grande sciopero di tutto il personale del settore”, concludono Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Indietro non si torna: vogliamo anche per i lavoratori della sanità privata giusto salario, valorizzazione professionale, diritti e dignità”.

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Sanità privata: 12 giugno a Montecitorio la manifestazione dei lavoratori del Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Martedì 12 giugno prossimo, a partire dalle ore 14, i lavoratori delle strutture sanitarie private della regione, saranno in piazza Montecitorio insieme a Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.L’obiettivo, dichiarato dai segretari generali delle tre federazioni di categoria Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, è fare pressione sulle parti datoriali – Aris e Aiop – e chiedere un intervento più attivo di Regione Lazio e politica, per arrivare a chiudere una vertenza che pesa come un macigno sul lavoro delle persone e sulla tenuta dei servizi alla salute. Considerando peraltro che nel Lazio la sanità privata accreditata svolge un ruolo determinante, gestendo oltre il 40% dell’intera offerta sanitaria pubblica.”Occorre restituire dignità e riconoscimento ai lavoratori. Lavoratori privati di nome e di fatto, visto che da anni sono ostaggio di una situazione che li vede espropriati degli aumenti salariali, del ruolo, dei diritti e della valorizzazione delle competenze”, attaccano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Chiediamo alla Regione Lazio – continuano i sindacalisti – di farsi parte attiva, anche in termini economici, e di adoperarsi affinché la Conferenza Stato-Regioni si impegni a promuovere una rapida conclusione delle trattative””Il mancato rinnovo dei contratti del settore, alcuni dei quali scaduti da oltre un decennio, è un prezzo troppo caro pagato dai lavoratori, tanto alla tenuta del sistema quando alle aziende. Dopo il rinnovo del contratto della sanità pubblica le associazioni datoriali non hanno più alibi e non possono continuare ad abusare dell’abnegazione delle lavoratrici e dei lavoratori – concludono Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – perché il tempo è scaduto”.

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Lazio: lavoratori sanità privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

“E’ necessario un intervento risolutivo della regione Lazio che restituisca agli operatori della sanità, insieme agli stipendi, serenità e certezze”. Lo dichiara il segretario regionale Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, aggiungendo che “se da una parte le aziende attribuiscono la responsabilità alla Regione per il ritardo nell’erogazione dei fondi, dall’altra abbiamo l’impressione che queste stiano usando i lavoratori per rinegoziare posizioni di maggior favore”.“Il mancato o ritardato pagamento degli stipendi –  continua il sindacalista – in particolare ai dipendenti dell’ospedale Cristo Re, delle strutture Idi, Consorzio Ri.Rei, Gruppo Ini e Villa Alba srl., è diventato ormai una consuetudine”.  “Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai dipendenti della sanità privata – conclude Cuozzo – e chiediamo l’applicazione del ccnl 2006/2007 in toto, compresi gli arretrati, perché i lavoratori hanno già pagato pegno perdendo l’equivalente di una mensilità l’anno”.

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Milano: nuova sanità territoriale

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale siglato dai Medici di Medicina generale e della Specialistica ambulatoriale, conferma l’inversione di tendenza del Sistema Sanitario Nazionale: parola d’ordine è valorizzare al massimo l’assistenza sul territorio, soprattutto per la gestione delle malattie croniche, che colpiscono gli over 65. Il ruolo fondamentale per attuare questa vera e propria riforma assistenziale spetta dunque ai medici di medicina generale e agli specialisti impegnati sul territorio.
A proposito di farmaci, durante il convegno si è parlato anche di generici e del loro ruolo per il contenimento della spesa. Come sottolinea infatti Giorgio Foresti, Amministratore Delegato di Teva Italia e Presidente di Assogenerici, “In Italia oggi solo il 10% delle unità di farmaci vendute è un generico, contro una media europea del 50%. Tali farmaci hanno già contribuito in modo importante alla riduzione della spesa sanitaria, come dimostrano i recenti dati diffusi da Federfarma, secondo i quali la spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) da gennaio a ottobre 2010 ha fatto registrare una diminuzione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2009, a fronte di un aumento del numero delle ricette del 2,6%. Il risparmio per il sistema sanitario potrebbe però aumentare in modo determinante se questi farmaci fossero più diffusi: se le aziende produttrici avranno accesso a volumi di produzione maggiori, potranno contrarre in modo significativo il costo del prodotto, innescando un circolo virtuoso conveniente per il Sistema Sanitario.”

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L’estate della sanità privata laziale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

“Il caldo torrido di questi giorni non giova né alla salute dei cittadini laziali né alla stessa Sanità del Lazio specialmente la Sanità Privata” Lo dichiarano in una nota il Segretario Provinciale dell’Ugl Sanità di Roma Antonio Cuozzo ed il Coordinatore della Sanità Privata Ugl Sanità di Roma Valerio Franceschini, oggi 16 luglio – dichiarano i sindacalisti – alle ore 10 presso la struttura INI Città Bianca di Veroli (Fr), si è svolto l’incontro tra i rappresentanti del Gruppo Ini e le OO.SS. , si doveva discutere della procedura di mobilità di 206 lavoratori avviata dal gruppo stesso lo scorso 27 Giugno c.a., ma l’azienda  ha comunicato che  in riferimento alla nota del Sub-Commissario Morlacco con cui si invitano le strutture a sottoscrivere gli accordi relativi al Budget 2010, sotto la minaccia dell’avvio di procedimento di sospensione dell’accreditamento, le strutture associate non sono assolutamente  nelle condizioni di poter firmare nessun accordo, senza aver prima verificato la correttezza dei dati relativi alla produzione, anno 2009, richiesti all’ASP, ai sensi della legge 241/90. Quindi alla luce di tutto ciò si prospetta uno scenario molto preoccupante per tutti i lavoratori sia del Gruppo INI che di tutte le altre strutture sanitarie private associate all’AIOP e accreditate alla Regione, da una parte strutture che non faranno più ricoveri e quindi assistenza ai cittadini e dall’altra parte lavoratori che non riceveranno più lo stipendio e lo spettro del licenziamento sempre più vicino. Pensiamo che sia arrivata l’ora  – concludono i sindacalisti – di trovare una possibile soluzione o un punto di incontro che possa soddisfare tutte le controparti sia Aiop, sia Regione Lazio e infine tutti i lavoratori della Sanità Privata e questo può solo avvenire aprendo il più presto possibile un tavolo regionale dove si possa confrontarsi.

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Sanità Privata del Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2010

Antonio Cuozzo Segretario Provinciale Ugl di Roma ha rilasciato la seguente dichiarazione:  “Il Gruppo San Raffaele ha consegnato alle OO.SS. la procedura di mobilità per 127 lavoratori, si tratta della seconda procedura che il Gruppo sanitario avvia, dopo aver mandato a casa già l’estate scorsa un notevole numero di lavoratrici e lavoratori, e questa si va aggiungere a quella della Fondazione Santa Lucia, 241 dipendenti, ai circa 400 del Consorzio Ri.Rei ai 24 del Centro di Riabilitazione “Vojta” e forse ad un’apertura prossima di procedura di mobilità anche del Gruppo INI. Che dire? Se i mesi scorsi gli amministratori della Regione Lazio hanno esaltato il tanto sospirato Piano Sanitario Regionale come “Ancora” di salvezza dei vari problemi della sanità regionale, mi sembra che specialmente la sanità privata si un fiume in piena, per non parlare anche di tante  strutture ospedaliere sempre private, come il “Cristo Re”, che versano in condizioni finanziarie disastrose.  “A tutto ciò da aggiungere una Regione Lazio assente, che per mezzo del suo Presidente aveva promesso tempo fa, specialmente ai  lavoratori della Sanità Privata in modo particolare  che ”la riorganizzazione (Piano di rientro Sanitario Regionale) non deve lasciare sul campo morti e feriti, dobbiamo difendere i lavoratori e tutelare ipazienti”, mi sembra, che da oggi, il campo si è riempito abbastanza dilavoratori che hanno perso già il lavoro e altri che stanno in attesa di avere lo status di disoccupato, e questo è il segno di una pessima gestione della sanità pubblica e privata che alle pregresse difficoltà hanno aggiunto una conclamata incapacità a governare il sistema sanitario regionale.”

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Regione Piemonte: Sanità privata

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2010

Dichiarazione di Vincenzo Chieppa, Segretario Regionale e Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani:  “Alla Bresso non diamo lezioni, ma siamo preoccupati dall’Udc” La Bresso afferma che sulla tutela della natura pubblica del servizio sanitario regionale “non prende lezioni da nessuno”. Noi non intendiamo impartirgliene in alcun modo. Gli chiediamo invece di non farsene dare dall’Udc piemontese, il cui orientamento a favore della sanità privata è arcinoto. Siamo davvero preoccupati che su questo tema, così delicato per la tutela della salute dei cittadini piemontesi, il Partito Democratico possa cedere ai famelici appetiti dell’Udc, a cui si è consegnato mani e piedi in Piemonte e, come ci dicono le cronache, in tutto il resto d’Italia. Si stanno, infatti, devastando alleanze ed esperienze di governo positive in molte Regioni, sacrificandole sull’altare dell’accordicchio Bersani-Casini”.

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Sanità privata: ai lavoratori uno stipendio in meno

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2009

Il mancato rinnovo del biennio economico relativo al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro scaduto nel dicembre del 2005 produce effetti insostenibili sulla busta paga dei lavoratori della sanità privata. Uno studio dell Ugl Sanità, realizzato elaborando dati Istat, evidenzia che per l effetto combinato della perdita del potere di acquisto e del mancato recupero dell inflazione per ogni 1000 euro di retribuzione netta mensile ad oggi la perdita secca e di 141 euro al mese, in pratica uno stipendio in meno all anno. I 120.000 addetti del settore che aspettano da 41 mesi il rinnovo del contratto assistono al più classico degli scaricabarile tra le associazioni datoriali e le Regioni mentre il Ministero del Lavoro resta a guardare.  Si tratta di una situazione oggettivamente insostenibile, anche perché stiamo parlando di lavoratori che percepiscono redditi medio-bassi, per i quali ricevere uno stipendio mensile in meno ogni anno incide in modo significativo sulla vita e sulla famiglia.   ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Nazionale UGL Sanità   Per questo la UGL Sanità ha chiesto al Ministero del Lavoro di aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e le Regioni. È inaccettabile   aggiunge Capone   che ancora una volta siano i lavoratori a pagare le inefficienze del sistema sanitario .  Chiediamo alle Regioni di vincolare la concessione dell accreditamento alle strutture sanitarie private al rinnovo dei CCNL scaduti del settore In sintesi lo studio elaborato dall Ugl Sanità prende in esame il reale potere di acquisto ad oggi della retribuzione del dicembre 2005 rilevando come su 1000 euro netti la perdita mensile sia di 71 euro mentre il mancato riconoscimento dell’inflazione produce un  ulteriore perdita di 70 euro equivalente, su base annua, ad una mensilità.

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