Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘sanità’

Costa crociere sostiene la sanità ligure

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Alla luce della difficile situazione che sta attraversano l’intero Paese, Costa Crociere scende in prima linea nella lotta contro l’emergenza COVID-19, sostenendo il lavoro di medici e infermieri della Regione Liguria che ogni giorno si impegnano nel salvaguardare la salute pubblica.In particolare, l’azienda italiana contribuirà alla battaglia contro il Coronavirus donando materiale sanitario al Presidio Ospedaliero Asl 2 di Savona e all’Ospedale San Martino di Genova in accordo con la Regione Liguria. In tempi brevissimi verranno infatti consegnati alle strutture ospedaliere 40.000 mascherine, 5.000 guanti, 1.000 kit protettivi, 100 occhiali e 200 tute ad alta protezione.“Questa donazione è un segno di gratitudine e apprezzamento da parte della compagnia verso i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario italiano, ligure in particolare, per l’eroico lavoro che stanno affrontando ormai da settimane” – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere – “Ora più che mai c’è bisogno dell’aiuto di tutti per sostenere chi è in prima linea per tutelare la nostra salute”. La compagnia sta lavorando con impegno e determinazione, sotto il coordinamento della Protezione Civile e delle autorità locali e regionali, con l’unica priorità di riportare a casa in sicurezza nel più breve tempo possibile ospiti ed equipaggi delle sue navi.

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Coronavirus: Fp Cgil, governo riconosca sforzo lavoratori sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

“Nei provvedimenti adottati dal Governo, in particolare il decreto ‘Cura Italia’, non ci sono misure espressamente dedicate al riconoscimento del lavoro incredibile che gli operatori della Sanità stanno compiendo in questa emergenza”. A sostenerlo è la Funzione Pubblica Cgil nel ricordare il lancio, pochi giorni, di una petizione on line per chiedere riconoscimenti concreti per lo sforzo dei professionisti della sanità cui tutto il paese plaude.La Fp Cgil fa sapere di essere “a oltre 26 mila firme sulla petizione mentre nei provvedimenti del Governo adottati fino ad oggi non c’è nulla di espressamente dedicato a loro, se non il pagamento delle ore di straordinario (e ci mancherebbe) e il bonus di 100 euro che spetta a tutte le lavoratrici e i lavoratori che nel mese di marzo sono rimasti in servizio. Non si tratta di un provvedimento all’altezza del sacrificio che medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici stanno mettendo a disposizione del paese”.Per il sindacato, “non basta chiamarli eroi, servono gesti concreti. Per questo rilanciamo le nostre richieste e chiediamo a tutte e tutti di sostenerle firmando la nostra petizione (change.org/SosteniamoOperatoriSSN): che alle prime assunzioni autorizzate si affianchi subito un nuovo provvedimento che a regime riporti l’organico del servizio sanitario nazionale a un fabbisogno adeguato; che si stanzino risorse tali da incrementare la retribuzione di quei lavoratori per ogni settimana di lavoro svolto in emergenza, oltre il valore dello straordinario per ogni ora lavorata; che si riconosca un’indennità specifica oraria Covid-19 per chi ha lavorato e lavora in questa battaglia per salvare la nostra salute. Non basta la retorica e le sole parole, servono gesti concreti per sostenere che lotta in prima linea contro il coronavirus”, conclude la Fp Cgil.

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Plusimple a supporto della sanità contro il Corona Virus

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

«Il governo ha emanato misure cautelative estremamente importanti per limitare il contagio che si sta diffondendo in tutta la Penisola, ma l’evoluzione dei contagi da Coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano, portando allo stremo il personale addetto e sottoponendolo a rischi diretti» sottolineano gli esperti e lo staff scientifico di Plusimple (www.plusimple.com), società innovativa di sanità digitale che ha deciso di offrire supporto e know-how gratuitamente per fronteggiare in maniera più agile l’attuale emergenza sanitaria, condividendo la loro piattaforma web e app per il coordinamento della rete sanitaria.Dopo la recente scomparsa di Roberto Stella, 67 anni, medico di base di Busto Arsizio, per l’aggravarsi delle sue condizioni, Plusimple ha deciso di focalizzare i propri sforzi fornendo strumenti sia per i cittadini che per gli operatori sanitari, in forma totalmente gratuita. La piattaforma è stata resa disponibile, a titolo non oneroso, quale spazio di lavoro digitale, web e app, che da la possibilità al professionista di comunicare con pazienti e colleghi via chat e videochat e di seguire in team il paziente, riducendo così i rischi di contagi. La soluzione, lanciata all’interno del programma «Solidarietà Digitale» in collaborazione con il Ministero dell’Innovazione è disponibile sul portale http://www.plusimple.com.
Entrando nella community di Plusimple.com -che già ad oggi conta più di 600 medici ed 11 mila pazienti- è inoltre possibile accedere a strumenti di comunicazione video o chat per dirimere dubbi o condividere procedure riguardo prevenzione e riscontro dei sintomi del Coronavirus con il proprio medico o reparto di cura.Secondo quanto condiviso dai medici in videoconferenza sulla piattaforma, il dato generale di letalità è attualmente più alto nella popolazione italiana rispetto a quella cinese. «L’età media della popolazione italiana è maggiore e tale fattore contribuisce e contribuirà al possibile inasprirsi dei dati: 44 anni in Italia contro un’età media di 37 anni in Cina» spiegano i medici di Plusimple.
Nel dettaglio -secondo quanto rileva Plusimple.com- in Italia la mortalità da Coronavirus è pari a zero per le fascia di età da 0 a 58 anni, per salire gradualmente allo 0,1% tra i 50 ed i 59 anni, all’1,4% tra i 60 ed i 69 anni, al 4% tra i 70 ed i 79 anni, all’8,2% tra gli 80 e gli 89 anni ed al 14,3% oltre i 90 anni, nonostante la patologia possa manifestarsi in forma aggressiva in tutte le età.
Altro fattore determinante ai fini della letalità del virus è la concomitanza di più patologie preesistenti. Nel dettaglio -sottolinea Plusimple.com- la mortalità da Coronavirus nel 60% dei casi si ha in pazienti che presentano 3 o più patologie e nel 19% in pazienti che ne presentavano 2. «Ipertensione e cardiopatia ischemica che si collocano ai primissimi posti tra le patologie presenti nei casi di decesso» mettono in evidenza gli analisti.Il tema del GPDR e della riservatezza dei dati è uno dei più importanti e principali e Plusimple è stato progettato come privacy «by design». La discussione è aperta a livello europeo da anni e nonostante vi siano delle soluzioni che permettono di collegarsi da remoto con i pazienti il loro limite è la promiscuità di utilizzo -pensate a whatsapp o ad altre app come zoom- e soprattutto il fatto che i dati viaggiano su server extraeuropei.
SupportoCoronaVirus.it si rivela così uno strumento utile e veloce per mantenere aggiornato il proprio screening. Usare Plusimple serve poi a garantire il continuum assistenziale in maniera agile, riducendo il rischio di contagi e di contaminazioni e consentendo di ottimizzare il coordinamento tra le parti coinvolte nei processi di cura.Per richiedere gratuitamente i servizi di Plusimple basta registrarsi alla url http://www.plusimple.com oppure scaricare l’APP Plusimple disponibile sia in versione iOS che Android sul proprio smartphone. (AJ-Com.Net). AJ/LL 13 mar 2020 09:30 NNNN

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Sanità affossata?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Se analizziamo la spesa del finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale, dal 2000 al 2017, con governi di vari colori e periodo antecedente al governo Conte 1 e 2, rileviamo che la spesa è passata da 66 miliardi a 112 miliardi, con un incremento medio annuo del 3,2%, dinamica maggiore del Pil nominale che, nello stesso periodo, è aumentato del 2% . L’Eurostat stima la spesa sanitaria complessiva dell’Italia nell’8,9% del Pil, mentre la media europea è del 9,9%. Un punto percentuale in meno, ma uno studio di Bloomberg (2) sull’efficienza dei sistemi sanitari nel mondo, analizzando il rapporto tra costi e aspettative di vita, pone l’Italia al 4° posto dopo Hong Kong, Singapore e Spagna. Il Regno Unito è crollato al 35° posto, la Francia è in 16° posizione. Vero è che la nostra salute è determinata, anche, da situazioni ambientali (clima, alimentazione, ecc.) ma i “punteggi di efficienza” ci pongono tra i primi Paesi.Tutto bene, dunque? Sarebbe sciocco affermarlo, ma non si può dire che i governi, precedenti all’attuale, hanno affossato la sanità pubblica. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Coronavirus: La sanità pubblica presenta il conto

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Roma. La Sanità italiana è nuda, dopo che l’epidemia causata dal coronavirus SARS-CoV-2 ha stracciato gli ultimi veli. Decenni di tagli, privatizzazioni e precariato hanno prodotto il quadro desolante sotto gli occhi di tutti: quello di un Servizio Sanitario Nazionale che, nonostante gli sforzi sovrumani degli operatori, vacilla sotto i duri colpi di un’emergenza senza confini.Per l’Unione Sindacale di Base è tempo di prendere atto del fallimento e di invertire la rotta. Perché la salute degli italiani non si affida alla fortuna, soprattutto in tempi di coronavirus.Per questo mercoledì 11 marzo gli operatori sanitari di USB Pubblico Impiego consegneranno al Ministero della Salute, nel corso di un presidio, le proposte per riportare in vita un SSN oggi a malapena in grado di gestire l’ordinario e a rischio definitivo collasso a fronte di un’emergenza prolungata come l’epidemia in corso. Talmente a rischio da aver costretto il governo a chiudere le scuole per evitare di infliggere il colpo fatale alla malandata Sanità italiana.Tra le altre cose USB proporrà al ministro Speranza, che chiederà di incontrare:
stop ai vincoli di spesa per la Sanità
assunzione immediata di tutti gli idonei in graduatoria
stabilizzazione dei precari
stop alla regionalizzazione del SSN
ripristino dei posti letto tagliati
reinternalizzazione di servizi e personale
costituzione di un fondo economico con risorse UE per affrontare l’emergenza:
piano straordinario di assunzioni
messa in sicurezza di operatori sanitari e utenti con la fornitura di DPI e attrezzature necessarie
aumento dei posti attrezzati in terapia intensiva
pagamento di un’indennità di emergenza

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Precariato nella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Approvato alla Camera, come raccomandazione, l’ordine del giorno presentato nel corso della discussione in aula del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante: “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” a firma dell’On. Stefania Mammì. Odg, approvato come raccomandazione, che ha lo scopo di inquadrare la questione delle graduatorie per i concorsi nella sanità pubblica e aprire un tavolo di convergenza per trovare una soluzione che tuteli i diritti degli idonei ai concorsi, ma che dia anche una risposta ai tanti precari. L’Onorevole Stefania Mammì, solo alcune settimane fa, era intervenuta riguardo la petizione lanciata da migliaia di idonei delle graduatorie concorsuali per gli impieghi a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni di tutta Italia, su change.org che faceva riferimento ai due emendamenti all’art.55 della Legge di Bilancio proposti dal Ministro Speranza, che chiedeva una modifica nel decreto Milleproroghe. “Sono felice per questo primo obiettivo raggiunto e per la risposta che possiamo dare alle migliaia di persone che in queste settimane hanno chiesto il mio sostegno, hanno invaso la mia posta di messaggi e richieste di aiuto ed oggi sono orgogliosa di dare a loro una risposta. Ho impegnato il Governo a prevedere, al fine di contrastare la precarietà nella sanità pubblica, che le amministrazioni possano procedere all’assunzione a tempo indeterminato di personale non dirigenziale dando la precedenza all’esaurimento delle graduatorie e che venga aperto un tavolo con le rappresentanze sindacali degli idonei per trovare una soluzione che favorisca la priorità di scorrimento delle graduatorie e le assunzioni a tempo indeterminato degli idonei ai concorsi. La modifica richiesta ha il dichiarato obiettivo di fronteggiare la grave carenza di personale e superare il precariato, nonché garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, obiettivi che potrebbero essere parimenti garantiti dallo scorrimento delle graduatorie di idonei, sulla cui certezza non esiste al momento alcuna garanzia”. La Mammì è stata eletta deputata del Movimento 5 Stelle. È membro dal 2018 della XII Commissione affari sociali.

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Pa: Cgil Cisl Uil, presentate piattaforme rinnovo contratti Enti Locali e Sanità

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Roma. Presentate le piattaforme unitarie Cgil Cisl Uil per il rinnovo 19-21 dei contratti di Funzioni Locali e Sanità Pubblica. Oggi, in occasione dell’iniziativa ‘Riformiamo La Pa, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl presso la Sala della Protomoteca a Roma, lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, hanno discusso e varato le piattaforme per avviare le trattative per il rinnovo dei prossimi contratti dei comparti Funzioni Locali e Sanità Pubblica.“Il nostro – ha affermato il segretario generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino – è un impegno contro la desertificazione del pubblico e per rinnovare la Pa. Serve per questo mettere insieme due grandi temi: un processo di innovazione della Pa, che passi anche attraverso il rinnovo dei contratti e la valorizzazione di tutti i professionisti che operano nella Pa, e un piano straordinario di nuove assunzioni. Una posizione tutt’altro che irresponsabile e sulla quale chiederemo al ministro Dadone, già da domani in occasione del tavolo di confronto, di dare segnali concreti. Non è questa la stagione in cui si può chiedere di scambiare salario e diritti”. “Con le piattaforme unitarie – ha spiegato il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli – ci prepariamo ad una nuova stagione di valorizzazione del lavoro pubblico, mettendo al centro la crescita economica del personale; la ridefinizione dei sistemi di classificazione per lavoratrici, lavoratori e professionisti; infine, il rilancio della contrattazione di secondo livello. Ci aspettiamo che la politica passi dai proclami ai fatti, soprattutto rilanciando un piano assunzionale che passi dal riavvio della stagione concorsuale, dalla stabilizzazione dei 350mila precari della Pa e dalle risposte che chiedono i tanti idonei del nostro Paese”.“Le piattaforme – ha concluso il segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi – elaborate unitariamente e discusse dal gruppo dirigente, per poi passare alla consultazione dei lavoratori, puntano ad un rafforzamento di un più efficace sistema di relazioni sindacali, alla valorizzazione del lavoro, attraverso un nuovo sistema di classificazione del personale, all’aggiornamento della parte normativa attraverso un incremento del sistema dei diritti individuali e un nuovo slancio della contrattazione nazionale ed integrativa”

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Presentazione piattaforme contratti Enti Locali e Sanità

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Roma 18 febbraio 2020 presso la sala della Protomoteca in Piazza Campidoglio presentazione piattaforme contratti Enti Locali e Sanità per i rinnovi contrattuali 19-21. La mattina, dalle ore 10 alle ore 13, ci sarà la discussione della piattaforma per il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali. Nel pomeriggio, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, invece, la presentazione della piattaforma per il rinnovo contrattuale della Sanità Pubblica.

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Arriva nel Lazio il Facilitatore della partecipazione dei pazienti in sanità

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

La centralità del paziente è oggi finalmente realtà. Nasce per la prima volta in Italia, nella Regione Lazio, la figura del Patient Advocacy Facilitator (PAF), il Facilitatore della partecipazione dei pazienti in sanità, che sarà al fianco delle Associazioni dei Pazienti con l’obiettivo di realizzare un dialogo efficace e costruttivo tra i bisogni della comunità e le scelte dei decisori.Il ‘paziente al centro’, ha rappresentato negli anni uno degli obiettivi principali del nostro Servizio Sanitario Nazionale eppure i pazienti, e i loro rappresentanti, hanno dovuto lottare molto per trovare uno spazio che non fosse residuale nei processi decisionali.Una battaglia decisiva, quindi, quella vinta nel Lazio con l’approvazione della determina Dirigenziale (n. G14407 del 22/10/2019) che ne inserisce i rappresentanti – tra cui quelli dei malati rari – in una cabina di regia presieduta dall’Assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, dal Direttore Generale alla Sanità Renato Botti e da tutti i vari Dirigenti delle Macro Aree della Sanità. All’interno di questa cabina di regia che sarà coordinata dal PAF, verranno strutturati “10 Gruppi di Partecipazione Attiva”: le organizzazioni dei pazienti potranno decidere liberamente a quale gruppo iscriversi secondo la loro area di attività prevalente.A ricoprire il ruolo di Patient Advocacy Facilitator sarà Teresa Petrangolini, direttore del Patient Advocacy Lab di ALTEMS (PAL) – Esperto facilitatore della partecipazione dei cittadini presso l’Assessorato sanità Regione Lazio.La prima riunione dei 10 Gruppi è stata fissata per la fine di febbraio. “Non c’è ancora una data precisa – spiega la dottoressa Petrangolini – ma la prima riunione dei tavoli si farà per la fine del prossimo mese. Al momento alcune associazioni si sono già iscritte, e altre mancano all’appello. Stiamo richiamando quante più associazioni possibile per spiegare l’opportunità e invitarle a compilare le schede per l’iscrizione: tutti requisiti necessari perché il processo sia davvero trasparente. Spero che per la metà di febbraio ci siano molte iscrizioni perché chi parteciperà alla prima riunione eleggerà i propri rappresentanti, anche se quelle che aderiranno dopo verranno comunque integrate”. C’è sempre tempo per iscriversi insomma, ma farlo nella prima metà di febbraio rappresenta un’occasione in più per le associazioni. Ai Gruppi di Partecipazione Attiva si possono iscrivere le singole associazioni o le federazioni, purché abbiano almeno una funzione o un progetto nel Lazio e un coordinatore sul territorio, ma non devono necessariamente essere associazioni a carattere regionale.

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Immobilismo riformista della sanità italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

“La riforma sanitaria del 1978 ha portato ad un maggiore divario nei livelli di assistenza nell’ambito delle singole Regioni”. E ancora; “Aumentando il divario tra le regioni più progredite e quelle a più basso grado di sviluppo, risultato questo che costituisce una grave contraddizione rispetto ad uno dei principi fondamentali della riforma”.Non è un dibattito di oggi, ma quello che il CNEL diceva in audizione nel 1984 (allegata) sulla riforma sanitaria del 1978. E che lo stesso CNEL ha paradossalmente ribadito e rilanciato (quasi) del tutto nella sua Relazione 2019 al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche amministrazioni centrali e locali a imprese e cittadini.Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha ripreso l’audizione di ben 36 anni fa del CNEL, dimostrando che la sanità si è sempre mossa in un vero percorso a ostacoli.Per il CNEL una delle priorità nel 1984 era quella “di aumentare e rendere più efficaci e penetranti i poteri del Ministero della sanità per quanto concerne l’indirizzo e il coordinamento… il modo con cui il Servizio è stato organizzato nell’ambito delle varie Regioni e zone del paese si presenta con differenze essenziali, per cui l’indirizzo e il coordinamento sembrano importanti”.L’esempio più evidente che Aceti riporta è quello relativo ad uno dei principali adempimenti previsti dalla Legge 833/78: l’adozione del Piano Sanitario Nazionale e dei conseguenti Piani Sanitari Regionali.Ma perché dopo tanti anni su molti di questi argomenti si è fatto ancora troppo poco o nulla?Secondo Aceti le cause sono molteplici e ne elenca alcune tra le principali:
la mancata volontà politica di colmare realmente il divario nord-sud, perché il divario serve a qualcuno ma non ai cittadini;
scelte politiche guidate dalle scadenze elettorali, che non hanno guardato sempre alla Salute dei cittadini e alle “evidenze” quanto piuttosto al campanilismo, agli interessi delle lobby negative e ad altri tipi di interessi che non hanno nulla a che vedere con quelli dei cittadini;
la moda di smantellare ciò che è stato costruito dalla controparte politica, a prescindere dal merito delle scelte fatte, dagli esiti e dalle evidenze;
fragile stabilità dei Governi e orizzonti temporali troppo stretti per la programmazione (anche economica) del SSN e per i sistemi di valutazione dei centri di responsabilità della sanità;
interessi contrastanti dei diversi soggetti che operano nel mondo della sanità e la contestuale incapacità della politica di allinearli e metterli in equilibrio;
la moda delle “nozze con i fichi secchi” e i ripetuti tagli al finanziamento programmato del SSN;
la scarsa priorità data alla Salute e alla sanità pubblica nell’agenda della politica, portando il SSN ad essere considerato come costo e non al contrario come un investimento straordinario per il diritto alla Salute e per la coesione sociale;
subordinazione della Salute all’Economia, lo squilibrio tra l’esigenza di tenuta dei conti e la garanzia dei LEA, nonché la gestione problematica dei Piani di rientro dal disavanzo in sanità;
l’incapacità di ammodernare e innovare realmente il SSN per allinearlo velocemente con l’evoluzione dei bisogni della popolazione e l’epidemiologia, oltre che la mancanza di volontà di farlo veramente;
legalità, trasparenza, valutazione e meritocrazia in affanno per troppi anni e a macchia di leopardo
mancanza di una politica nazionale forte in sanità che non ha garantito adeguatamente verifiche, interventi e coordinamento nei confronti delle Regioni e che non ha neanche saputo fornire a quest’ultime le risposte che chiedevano, con il conseguente aumento del divario Nord-Sud e in genarle tra le Regioni; e quindi crescita delle disuguaglianze;
problemi evidenti nelle scelte e nella programmazione tra Governo e Regioni, testimoniati dai contenziosi anche a livello costituzionale che non accennano a cessare. “L’ultima Legge di Bilancio – commenta infine il portavoce FNOPI – ha iniziato a dare alcune risposte concrete. Anche il nuovo Patto per la Salute offre alcune importanti soluzioni a molti di questi problemi. Ora la sfida da vincere è quella di dargli gambe, attuarlo veramente in tutto il Paese e farne percepire gli effetti ai cittadini. In altre parole – conclude – è ora di cambiare davvero!”.

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L’artificial intelligence nella sanità: quali scenari futuri

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Come sarà la sanità del futuro? Ad indagarlo Deloitte con una recente indagine che ha coinvolto aziende, società scientifiche, strutture sanitarie e istituzioni con l’obiettivo di tracciare l’evoluzione tecnologica in ambito sanitario, settore fra i maggiormente impattati in futuro dall’intelligenza artificiale.Si stima infatti (fonte: Deloitte 2019 Global Healthcare Outlook) che a livello mondiale il giro d’affari relativo all’insieme delle tecnologie applicate alla sanità potrebbe aumentare e raggiungere i 280,25 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita del 15,9%. Tre gli ambiti di analisi del sondaggio: consapevolezza del potenziale da cogliere; azioni ritenute prioritarie per sviluppare modelli di adozione sostenibili; barriere da superare per applicazioni su larga scala. L’AI è il motore per trasformare l’assistenza sanitaria in diversi modi:
Automatizzando alcune attività cliniche e amministrative attualmente svolte da medici e operatori.
Creando nuove esperienze di fruizione dei servizi per i pazienti.
Intervenendo sulla qualità delle cure grazie alla medicina personalizzata, alla possibilità di migliorare la diagnosi e la prognosi rispetto a determinate condizioni cliniche e possibili opzioni terapeutiche di intervento.
Supportando le decisioni del personale clinico e liberando tempo prezioso per le attività cliniche a maggior valore aggiunto e il trattamento dei casi più complessi.
Sviluppando nuovi modelli di ricerca e favorendo il progresso medico e scientifico.
Dalla survey emerge che la personalizzazione dei trattamenti è la principale potenzialità che gli stakeholder si aspettano dall’intelligenza artificiale: per gli healthcare provider e le aziende life science si tratta di un elemento molto importante, avendo registrato un punteggio medio di 4,7 (su una scala da 1 a 5). Un ulteriore tema, prioritario per gli intervistati, è relativo all’automatizzazione di alcuni compiti, sia in termini di supporto ai medici nello svolgimento delle attività cliniche e nel processo decisionale (ritenuta importante per gli healthcare provider e le società scientifiche), sia nei processi di back office sanitario e amministrativo (ritenuta importante soprattutto per centrali d’acquisto e aziende life science). Infine, per gli attori della supply chain l’AI può avere un ruolo importante per l’incremento delle indagini di real world evidence e per il miglioramento della qualità della ricerca clinica.L’analisi delle risposte degli intervistati individua due aree di intervento: quella di dotarsi delle capacità finanziarie necessarie ad affrontare investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale; l’altra è legata all’assenza di competenze adeguate allo sviluppo e/o all’acquisizione delle capacità professionali, propedeutiche alla realizzazione di un progetto di AI e al successivo utilizzo di quanto prodotto.Ma quali sono i principali ostacoli che impediscono una naturale applicazione di tecnologie AI nel mondo della sanità? Due le aree: una collegata all’assenza o alla bassa qualità dei dati clinici oggi esistenti (data awareness) legata al ritardo della digitalizzazione del settore, basti pensare alla scarsa diffusione e adozione della cartella clinica elettronica (Cce). La seconda è rappresentata dalla possibile resistenza al cambiamento, dovuta alla percezione non positiva degli impatti dell’AI sui processi e sulle modalità organizzative da parte della forza lavoro.In futuro ci si aspetta che l’AI usata e combinata con altre tecnologie potrà addirittura contribuire a cambiare profondamente la struttura e le dinamiche competitive di un settore caratterizzato da forti barriere all’ingresso per l’estrema specializzazione e per la localizzazione e regolazione di livello nazionale. A tal proposito la survey ipotizza quattro possibili scenari futuri. Il primo è quello dell’illusione: è caratterizzato da una bassa consapevolezza del dato e bassa accettabilità dei sistemi che sfruttano l’AI da parte della workforce clinica. Il secondo riguarda la selezione: è caratterizzato da bassa consapevolezza dell’importanza della qualità del dato e alta credibilità dei sistemi. Nel terzo scenario prevale la competizione, in cui la consapevolezza legata alla qualità del dato è alta, ma bassa al contrario è la accettabilità dei sistemi da parte del mondo clinico. Infine, la quarta ipotesi è quella dell’alleanza, in cui è elevata sia l’importanza della qualità del dato sia l’accettabilità dei sistemi da parte della forza lavoro clinica.

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I Professionisti della sanità di origine straniera al loro congresso

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Roma 30.11 presso la Clinica Ars Medica e tratterà l’argomento della Traumatologia Stradale Trattamento Medico, Chirurgico e Riabilitativo ed è il Congresso conclusivo del 20° Corso internazionale e interdisciplinare organizzato dall’Amsi dal 2000. Ci sono in Italia 75.000 professionisti della sanità di origine straniera di cui 20 mila medici, 5 mila odontoiatri, 36 mila infermieri, 5 mila fisioterapisti, 5 mila farmacisti, mille psicologi che già esercitano in Italia grazie ad una laurea italiana o laurea estera; riconosciuta in Italia e circa 3000 professionisti della sanità in attesa di riconoscimento titoli; i Professionisti della sanità di origine straniera da 80.00 a 75.00 in 2 anni; sono maggiormente professionisti provenienti da paesi africani ,arabi e paesi dell’Est che hanno caratterizzato le tre fasi dell’immigrazione in Italia;
Ultimamente si registra che negli ultimi 2 anni circa il 30% dei professionisti stranieri tornano nei loro paesi di origine in
particolare (paesi dell’Est e Paesi Arabi ) e fanno parte di 2 categorie ( Giovani Precari ,In Pensione e quelli che hanno subito discriminazione e sfruttamento lavorativo e violenza verbale);
il 60% dei professionisti della sanità non ha cittadinanza italiana (In particolare quelli della seconda e terza fase dell’immigrazione esattamente quelle dopo la caduta del muro di Berlino e della primavera araba );
l’ 80% lavora nelle strutture private (Cliniche ,Centri di Fisioterapia,Centri Analisi ,Pronto soccorso ,Guardia medica ,Studi medici e poliambulatori privati );
il 10% esercitano come medici di famiglia e pediatri convenzionati ;
il 10% esercita presso le strutture pubbliche in particolare pronto soccorso ,medicina interna e area chirurgica ;
negli ultimi 2 anni si sta registrando una diminuzione di arrivo dei professioni tranne dall’Egitto ,Tunisia ,Siria e Messico ;
negli ultimi 2 anni si sta registrando una diminuzione di arrivo di studenti stranieri;
in 19 anni l’Amsi ha organizzato e partecipato con il suo patrocinio a 650 convegni e congressi e manifestazione.
L’obbligo della cittadinanza italiana per poter sostenere concorsi pubblici ,discriminazioni segnalate e sfruttamento lavorativo con 7
euro all’ora stanno contribuendo ad un fenomeno molto preoccupante il fuggi fuggi dei professionisti di origine straniera in italia
dichiara il Fondatore dell’Amsi Foad Aodi nonchè Consigliere dell’Omceo di Roma e membro del Gruppo Salute Globale della Fnomceo che fà il suo appello al Governo italiano di mettere in agenda soluzioni e politiche per l’integrazione dei professionisti della sanità straniera prima che sia tardi .lo diciamo proprio in un momento che ce’ carenza di medici ,infermieri e fisioterapisti in Italia visto le nostre statistiche già presentate e saranno aggiornate il 30.11 durante il congresso Amsi grazie alle richieste che ci arrivano tutti i giorni dalle varie regioni (in particolare Veneto ,Lombardia ,Emilia Romagna ,Piemonte ,Lazio,Basilicata ,Calabria ) e dai paesi stranieri (paesi arabi e europei ) conclude Aodi ringraziando già tutti i ministri ,vice ministri ,Sindaci ,presidenti di regione e numerose istituzioni per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti nei vari incontri congiunti e per i messaggi inviate per il congresso Amsi.

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Sanità: Fp Cgil, bene via libera Cdm a contratto medici

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

“Una buona notizia, approvato finalmente dal Consiglio dei ministri il contratto nazionale dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale sottoscritto a luglio e che attendeva la bollinatura definitiva”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “È stato un percorso tortuoso, perché un contratto particolarmente positivo per i professionisti ha suscitato in questi mesi qualche difficoltà. Ma l’impegno del Governo e delle Regioni ha consentito di raggiungere il risultato sperato prima della fine dell’anno”. Inoltre, prosegue il dirigente sindacale, “dobbiamo riconoscere il grande lavoro del ministro della Salute, Roberto Speranza, del ministro della Pa, Fabiana Dadone, e del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, nel ridare un contratto in tempi rapidi a 130 mila professionisti. Ora attendiamo la convocazione per la sottoscrizione definitiva dopo la valutazione della Corte dei conti”, conclude Filippi.

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Manovra 2020: Per la sanità luci ed ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Il testo della Legge di Bilancio 2020 approda in Parlamento con buone nuove per la sanità pubblica: implicitamente confermati i € 3,5 miliardi di aumento del fabbisogno sanitario nazionale (FSN) standard per il biennio 2020-2021, eliminazione del superticket, aumento di € 2 miliardi per il programma di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico, in parte destinati alla dotazione tecnologica dei medici di famiglia. Ma è realmente tutto oro quello che luccica? «Al fine di favorire il dibattito parlamentare – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – oltre che il confronto tra Governo e Regioni al fine della stipula del Patto per la Salute, la Fondazione GIMBE ha realizzato un’analisi indipendente degli investimenti previsti per la sanità nella Legge di Bilancio 2020». Dall’analisi sono escluse le misure finalizzate al recupero di risorse (rimodulazione detrazioni fiscali, sugar tax, accise tabacchi, etc.) che non necessariamente saranno reinvestite in sanità.Fabbisogno sanitario nazionale (FSN) standard 2020-2022. Il testo della manovra non menziona gli aumenti previsti dalla Legge di Bilancio 2019, ovvero € 2 miliardi nel 2020 e € 1,5 miliardi nel 2021. «Un incremento di € 3,5 miliardi in due anni – puntualizza Cartabellotta – rappresenta un grande risultato, tenendo conto che nel periodo 2010-2019 il FSN è aumentato di soli € 8,8 miliardi». Tali risorse, tuttavia, rimangono appese al filo del Patto per la Salute 2019-2021 la cui stipula, con scadenza slittata dal 31 marzo al 31 dicembre, sembra ancora in alto mare: il MEF è infatti molto scettico su due punti che hanno trovato la convergenza di Ministero della Salute e Regioni: il superamento di Piani di rientro e commissariamenti e la maggiore flessibilità dei tetti di spesa per il personale. «Oltre a sollecitare Governo e Regioni ad accelerare la stipula del Patto – rileva il Presidente – la Fondazione GIMBE chiede di mettere nero su bianco il finanziamento del FSN per il 2022 e richiamare esplicitamente gli incrementi 2020-2021».grandi assenti. Restano fuori dalla manovra alcune rilevanti priorità per la tenuta del SSN.
· Personale sanitario. A fronte del grave impoverimento del capitale umano della sanità pubblica, il testo della manovra non contiene alcun investimento dedicato né per i rinnovi contrattuali, né per lo sblocco del turnover secondo i parametri fissati dal Decreto Calabria, né prevede l’incremento del numero delle borse di specializzazione.
· Nuovi LEA. A quasi 3 anni dalla pubblicazione del DPCM 12 gennaio 2017 continua l’assordante silenzio sulla mancata esigibilità dei nuovi LEA: i nomenclatori tariffari relativi a specialistica e protesica restano “ostaggio” del MEF per mancata copertura finanziaria, impedendo l’esigibilità delle nuove prestazioni nella maggior parte delle Regioni. Le stime per la copertura oscillano tra € 800 milioni (Ragioneria Generale dello Stato) e € 1.600 milioni (Conferenza Regioni e Province autonome).
· Fondi per i farmaci innovativi. Nel testo della manovra non cè traccia del rinnovo dei due fondi destinati a farmaci innovativi e innovativi oncologici, ciascuno di € 500 milioni. «Vero è – precisa Cartabellotta – che la Legge di Bilancio 2017 istituiva i fondi senza definirne alcuna scadenza, ma dopo il primo triennio è opportuno che la manovra metta nero su bianco la conferma con i relativi capitoli di bilancio (quota premiale vs FSN)».

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Innovazione e sanità: l’evoluzione è digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Lo spiega Gianluca Polifrone nel libro “Sanità Digitale. Prospettive e criticità di una rivoluzione necessaria”, presentato alla Camera dei DeputatiL’innovazione digitale in ambito sanitario rappresenta uno strumento di efficienza di sistema e al contempo di risparmio delle risorse economiche impiegate. Il percorso per comprendere come tutti i paesi stiano evolvendo, mentre l’Italia si trova ancora tragicamente collocata nella retroguardia è guidato da Gianluca Polifrone nel volume “Sanità Digitale. Le riflessioni di Polifrone e degli altri relatori, l’On. Nicola Stumpo, il Dott. Agostino Ragosa, il Dott. Raffaele Bifulco e il Dott. Enzo Chilelli sono state di taglio ampio e analitico: un’Italia più lungimirante e con l’obiettivo di garantire a pieno il diritto alla salute gestirebbe la sanità come un settore economico importante e cruciale da difendere per la propria economia. L’assenza di una regia univoca in grado di identificare le problematiche e di una leadership politica centrale competente è invece causa di frammentazione e spreco di pubblico denaro: le priorità d’intervento e i progetti avviati, dalla carta sanitaria al fascicolo sanitario elettronico, sono stati realizzati verticalmente e risentono di mancanza operativa, laddove l’attuazione di un piano di sanità digitale potrebbe rendere il SSN oltre che più sostenibile, anche accessibile a chiunque.All’interno del volume vengono messe fuoco a fuoco le principali criticità in materia:
– I problemi dovuti alla mancanza di una visione strategica del SSN
– L’approccio conflittuale tra azione dello Stato Centrale e quella delle Regioni, i due attori ai quali compete la gestione della sanità pubblica nel paese
– L’incapacità di proporre un sistema unitario delle informazioni relative il cittadino-paziente, ridisegnando, grazie all’uso delle tecnologie digitali, processi efficaci di gestione
– Lo sperpero di centinaia di milioni di euro nella replica di silos informatici
“Mi piace pensare che, come negli anni ’60 l’Autostrada del Sole ha unito fisicamente l’Italia, allo stesso modo la sanità digitale possa contribuire a omogeneizzare la tutela della salute da nord a sud” ha voluto ribadire Polifrone con una metafora che lascia dubbi sull’approccio armonico che, a suo dire, dovrebbe essere attuato per garantire uguale diritto alla salute a tutti gli italiani.
Gianluca Polifrone è un funzionario pubblico che ha lavorato sin dal 2011 sulle iniziative dell’Agenda Digitale di Poste Italiane prima e a seguire per Consip SpA dove ha rivolto la sua attenzione alla gestione e analisi della domanda formulata dalle pubbliche amministrazioni centrali con la responsabilità di individuare le corrette soluzioni in ambito di sanità digitale. Ha seguito la nascita dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) e ha partecipato alla realizzazione dei progetti nazionali quale il Sistema Pubblico di connettività, l’adozione dei servizi in materia cloud, la gestione documentale e dei procedimenti amministrativi. Per conto di AIFA siede alla Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), istituito con apposito decreto dal Ministero della Salute nel 2017.

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Servizio sanitario: Nuovo ministro nuove speranze

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

“Desidero esprimere al Ministro della Salute, onorevole Roberto Speranza, un sincero augurio di un proficuo lavoro di potenziamento del sistema di sanità pubblica del nostro Paese. Il servizio sanitario nazionale è una delle maggiori conquiste italiane e garantisce qualità delle cure, universalità di accesso per tutti i cittadini ed è elemento di democrazia sanitaria e sociale”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), augura buon lavoro al nuovo Ministro della Salute. “Siamo certi che il Ministro saprà interpretare questo ruolo e fare del servizio sanitario italiano, oltre che un vanto, un sistema in rapida crescita e sviluppo. La Medicina Generale è la poderosa architrave di ogni moderno, evoluto sistema sanitario vicino ai reali bisogni dei cittadini. Auguriamo al Ministro Speranza, sopra ogni cosa, di esaltare e migliorare i valori e le eccellenze del nostro sistema di salute”.

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Garantire la sicurezza dei dati sensibili in sanità

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

“E’ per ridurre i data breach che ogni anno costano all’Italia 3,5 milioni di dollari e la perdita o il furto di oltre 24.500 documenti sanitari, è principalmente una questione culturale e di consapevolezza, anche se, ovviamente, servono strumenti tecnici e normativi adeguati e maggiori controlli. Nel nostro Paese negli ultimi anni si sono fatti molti passi in avanti, ma molto c’è ancora da fare perché in troppi, sia nel sistema sanitario, sia fra gli utenti, sottovalutano il problema».
Lo hanno sostenuto i relatori intervenuti al terzo incontro della nona edizione di Economia sotto l’Ombrellone svoltasi al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema “Dati sensibili in sanità e sicurezza informatica”, moderati dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani.
«Quello che si può fare nelle aziende sanitarie per contrastare la perdita e il furto di dati sensibili – ha precisato Bava – è sicuramente alzare il livello di consapevolezza. Ci sono, poi, aspetti normativi che possono aiutarci a seguire un percorso utile a proteggere le informazioni che riguardano le persone. Va anche detto che il ramo della sicurezza informatica – ha aggiunto – è uno di quelli in cui le aziende fornitrici stanno investendo di più e, quindi, per fortuna, abbiamo a disposizione sempre migliori soluzioni tecnologiche per cercare di arginare il problema degli attacchi ai sistemi informatici sanitari che, purtroppo, sta dilagando non solo in Italia, ma in tutto il mondo».
Prendendo spunto dal fatto che i data breach che colpiscono la sanità derivano per oltre il 50% non da attacchi informatici esterni, ma da perdite di dati generati da errori umani, i tre relatori intervenuti a “Economia sotto l’ombrellone” hanno sostenuto che sicuramente c’è bisogno di una maggior formazione informatica del personale sanitario, soprattutto di quello meno giovane, ma è, forse, ancor più importante che gli strumenti informatici messi a disposizione di medici e infermieri siano semplici da usare.
Secondo Manuel Cacitti, spesso l’errore umano incide non necessariamente sulla perdita completa del dato, ma sulla sua disponibilità e/o integrità (il dato esiste, ma non è più leggibile o è parzialmente corrotto).
La nona edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi ed ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e Turismo FVG. Main sponsor: Greenway Group; sponsor: Ombrellificio Ramberti, IS Copy Trieste, Dvs, Glp, Confindustria Udine, Zulu Medical, RealComm e Karmasec; sponsor tecnici: Fondazione Villa Russiz, Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno e Hotel Ristorante President.L’ingresso è libero e gratuito.

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Sanità: Servizio al collasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

“Siamo allarmati e preoccupati per la condizione in cui versa il nostro Servizio Sanitario nazionale: sottofinanziato, svuotato di personale e non più in grado di garantire un’assistenza di qualità ai cittadini. Per questo riteniamo necessario e non più rinviabile un incontro con il governo, in vista della prossima legge di Bilancio che potrebbe avviare un’inversione di tendenza auspicabile”. Queste le parole di Cgil Cisl e Uil, insieme alle categorie dei servizi pubblici, in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Giulia Grillo.Tanti gli aspetti da rivedere, secondo i sindacati. Per cominciare, “in questi anni la sanità ha subito processi di contenimento della spesa. Occorre non solo rifinanziare il Fondo Sanitario Nazionale, che deve assolutamente essere dimensionato ai reali fabbisogni di salute della cittadinanza, ma anche superare il blocco di spesa per le assunzioni del personale, che rappresenta una vera emergenza per il Paese” – spiegano i sindacati -. Le recenti riformulazioni (incremento del 5% calcolato sulle maggiori risorse del FSN 2018) non rispondo alla reale esigenza in corso. Tutte queste carenze, strutturali e ormai croniche, hanno determinato negli anni una crescita del ricorso al sistema privato, lo stesso che non rinnova da oltre 12 anni il contratto nazionale di lavoro, creando disparità e discriminazioni intollerabili verso coloro che si prendono cura dei cittadini”.”Il diritto alla Salute non può essere negato né parziale, la Sanità è un grande settore che garantisce diritti e cura e produce ricchezza e occupazione. Chiediamo a Conte e Grillo questo confronto durante il quale non faremo mancare un contributo di proposte operative da parte nostra, nel primario interesse di garantire la promozione della Salute come bene pubblico”, concludono Cgil, Cisl e Uil.

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Sanità: “Nuovo contratto dei medici è una truffa grillina”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

“Il rinnovo del contratto per i medici è un truffa. Il ministro della Salute Giulia Grillo non dice che in realtà hanno firmato un pre-accordo senza l’ok di alcune sigle sindacali importanti quali CIMO, ANPO, FIALS.”Il pre-contratto riorganizza si la carriera del medico, ma ne stoppa la crescita con limitazioni quantitative eccessive degli incarichi dirigenziali più elevati, siano essi manageriali o professionali, inibendo la necessaria osmosi tra i due percorsi di sviluppo e lasciando il direttore generale libero di assegnare gli incarichi di maggior contenuto professionale senza aver preventivamente fissato le regole” – spiega Rescigno: “Il vero schiaffo alla professionalità e’ che il nuovo contratto non fissa le regole che i direttori generali devono seguire per garantire l’affidamento degli incarichi secondo metodi assolutamente meritocratici. Questo non fa altro che alimentare il clientelismo politico in sanità” – conclude il dirigente Fdi.

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Sanità, rinnovato contratto dei medici: aumento 200 euro medi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Firmato il contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Finita un’attesa lunga oltre 10 anni con un risultato importante per i circa 130 mila professionisti della sanità interessati. Un’ipotesi di rinnovo, quella siglata nella notte, relativa al triennio 2016-2018 e che prevede un aumento medio procapite di 200 euro al mese.Positivo il commento del segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi: “Premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato finalmente il lavoro dei giovani neo assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima. Così come lo è l’aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all’anno”.Inoltre, aggiunge Il dirigente sindacale, “fondamentali anche i risultati ottenuti per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico: aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie. Risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale. Con l’istituzione di un organismo paritetico, infine, nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall’affrontare il tema dell’emergenza aggressioni al personale sanitario”, conclude Filippi.

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