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Posts Tagged ‘sanitari’

I sistemi sanitari europei devono prepararsi per le epidemie del futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

La visione di una Europa unita ci ha permesso di godere di oltre settant’anni di pace e di crescita e benessere economico, il periodo più lungo nella storia moderna. E, tuttavia, un evento senza precedenti come la pandemia COVID-19 ha messo a nudo la debolezza dei sistemi europei di salute pubblica e delle istituzioni politiche ad essi preposte. È giunto il tempo per l’Unione di sfruttare le proprie capacità e di proteggere i propri cittadini senza piegarsi su se stessa, definendo nuovi e più ambiziosi standard in termini di protezione, salute, e sicurezza sociale per i suoi cittadini. È questa la sintesi dell’appello alle Istituzioni Europee pubblicato su Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo, firmato da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, e sottoscritto da quindici scienziati di Istituzioni sanitarie, Agenzie governative, università e organizzazioni non governative di Italia, Francia, Stati Uniti, Germania, Portogallo, Regno Unito. Trai firmatari, Franco Locatelli dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Università Sapienza di Roma e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Nicola Magrini dell’ Agenzia Italiana del Farmaco, Raffaella Sadun della Harvard University di Boston, Antoine Lafont dell’ Hôpital Européen Georges-Pompidou di Parigi, Markus Maeurer del Champalimaud Centre for the Unknown di Lisbona, Gino Strada di EMERGENCY, Rainer Meillicke del Public Health Department di Siegburg in Germania, Alimuddin Zumla dell’University College di Londra e Michel Pletschette dell Università di Monaco.L’Unione Europea ha risposto alla pandemia con un pacchetto di misure da 750 miliardi di euro che punta anche a riformare i sistemi sanitari dei paesi membri. Per realizzare questo obiettivo, prosegue l’appello, è necessaria una strategia multi-disciplinare, l’unica in grado di affrontare le esigenze individuali, locali, regionali e globali. I piani sanitari nazionali dovrebbero prevedere la creazione di centri di riferimento nazionali per le malattie infettive con potenziale epidemico, fortemente connessi in un Network europeo. Questo network dovrebbe occuparsi della sorveglianza epidemiologica e dei sistemi di allerta precoce, di promuovere la cooperazione tra gli enti di sanità pubblica nazionali e internazionali, di diffondere linee guida tecniche e protocolli clinici per la gestione delle malattie, di coordinare la ricerca, favorendo una maggiore capacità di laboratorio per l’identificazione tempestiva di nuovi patogeni, e di formare gli addetti pronti a implementare test su larga scala, tracciamento dei contatti e misure di quarantena. Tali compiti potrebbero essere integrati con la EU BARDA, la nuova agenzia europea dedicata alla ricerca biologica avanzata, la cui costituzione è stata annunciata dalla Presidente dell’Unione Ursula von der Leyen nel suo discorso al Parlamento Europeo sullo Stato dell’Unione lo scorso 16 settembre.Se l’Europa investirà nella salute e nel benessere dei suoi cittadini potrà nei prossimi anni giocare un ruolo fondamentale nel proporsi come il più avanzato modello politico del mondo: democrazia, rispetto dei diritti umani e sociali, in grado di combinare la crescita economica con la protezione della salute e del benessere dei suoi cittadini, garantite dallo Stato attraverso politiche pubbliche in supporto della salute, dell’educazione, della sicurezza sociale. Questi sono i temi che dovrebbero essere al centro dell’agenda del prossimo summit sulla Salute del G20, in programma in Italia l’anno prossimo.

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Controlli sanitari marittimi su prodotti origine animale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“È inconcepibile che, in vista dell’istituzione dei Posti di Controllo Frontalieri, i dipendenti degli Uffici di Sanità Marittima, Area e di Fronteria vedranno gravemente compresse le loro competenze e saranno ridotti a meri ausiliari. Il silenzio del ministro della Salute Roberto Speranza sulla questione è vergognoso”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli (FdI) in merito alla decisione del Governo Conte di adottare un decreto legislativo al fine di adeguare la normativa dell’ordinamento nazionale al regolamento UE 2017/625. Per il parlamentare di Fratelli d’Italia “le modifiche che verranno introdotte rischiano di scardinare gravemente il sistema di ripartizione delle competenze vigenti. L’uniforme applicazione della normativa europea non può trascendere dall’importanza delle funzioni che tali uffici, unitamente al loro personale sanitario, hanno eseguito per molti anni in via del tutto eccellente permettendo alla nostra Nazione di qualificarsi tra le più efficienti in materia di controlli sanitari marittimi. Per questo – sottolinea Cirielli – ho chiesto delucidazioni in merito, con un’apposita interrogazione, direttamente al ministro Speranza senza ottenere, però, alcuna risposta. Ritengo opportuno, quindi, un intervento in tempi rapidi da parte del Governo, per evitare eventuali conflitti a livello tecnico organizzativo e ripercussioni sull’efficienza dei controlli sanitari e dei traffici commerciali che interessano la nostra Nazione” conclude Cirielli.

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Ufficiali medici, oppure infermieri, oppure operatori logistici sanitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Con la “Rappresentanza Militare” il gioco era facile. Bastava cambiare configurazione, modificare un termine per fare in modo che gli ufficiali superiori risolvessero il problema (il loro problema) anche quando a rimetterci era la sicurezza (anche economica) del personale, la salute del personale. Ora, con la crescente attività dei sindacati, questi tentativi di “elusione” diventano sempre più difficili. La garanzia, la tutela del personale diventa sempre più concreta. La strada è lunga, me ne rendo conto, ma l’inizio promette bene. Grazie al Sindacato dei Militari, oltre al problema delle acque potabili sulle navi, si sta affrontando e risolvendo anche il problema del servizio sanitario militare. Ed il COCER Carabinieri, in quarantena, continua a sonnecchiare. Ma la cosa peggiore, secondo me, il fatto che per colpa sua è stata messa in quarantena tutta la rappresentanza militare.
Certo, già all’insediamento del comandante generale, ricordo, già il Generale Tullio Del Sette aveva speso profetiche parole di uno che sapeva già come sarebbe andata a finire. Quello che mi rattrista, il fatto che il Comandante Generale “ha vinto facile” a mani basse. Ma queste mie considerazioni non meritano spazio nella storia. Quello che conta è che la rappresentanza militare sia un istituto avviato all’archivio. Al Ministro della difesa, invece, il compito di fornire risposte alle criticità formalmente sollevate dai sindacati dei militari. Questioni “vere” che impattano sul benessere del personale, sulla sua sicurezza.

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Aumenti busta paga sanitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

“Riconoscere l’impegno degli operatori sanitari è sacrosanto e va fatto rapidamente. Non usiamo però medici e infermieri per fare polemiche sterili contro Roma. Lo sta facendo il Presidente della Lombardia che in una nota di oggi sostiene che sugli aumenti in busta paga ai sanitari attende il via libera del Governo e in un’altra comunicazione di giornata afferma che quei fondi, inseriti in un progetto di legge possono essere erogati ‘a prescindere dall’arrivo o meno dell’autorizzazione attesa dal Governo’. Questa emergenza impone ai politici di essere trasparenti e corretti nelle comunicazioni pubbliche. Fontana da e toglie per becera propaganda: cominci a dare il buon esempio e chiarisca cosa intende fare con gli aumenti senza chiamare in causa inutilmente a ogni comunicazione il Governo. In altre regioni su questo non hanno fatto polemiche”, così Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S Lombardia. “La propaganda sull’emergenza è vergognosa, e i cittadini non si fanno abbindolare da chi ha nella prevenzione e controllo del virus ha fallito su tutti i fronti dando sempre ad altri la responsabilità. La Lombardia deve cambiare atteggiamento: con l’emergenza si deve essere prima amministratori e poi politici e uomini di partito, viene prima la salute pubblica delle poltrone”, conclude De Rosa.

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OMS: infermieri spina dorsale di tutti i sistemi sanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Parla chiaro l’OMS nella giornata mondiale della Salute: i governi devono investire in una massiccia accelerazione dell’istruzione infermieristica, nella creazione di posti di lavoro infermieristici e nella leadership. Senza infermieri i paesi non possono vincere la battaglia contro i focolai, o raggiungere una copertura sanitaria universale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.Parla chiaro il direttore generale OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus: “’Gli infermieri sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario. Oggi, molti di loro si trovano in prima linea nella battaglia contro Covid-19”.
L’OMS ha presentato per la giornata della salute un suo rapporto sullo stato dell’infermieristica nel mondo, “un chiaro promemoria del ruolo unico che svolgono questi professionisti e un campanello d’allarme per assicurare che ottengano il sostegno di cui hanno bisogno per mantenere sano il mondo”, aggiunge il DG OMS. Il 2020 è anche l’anno interazionale dell’infermiere, in coincidenza con i 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale, considerata la “madre” dell’infermieristica moderna, il 12 maggio 1820.

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Lo scudo giuridico per gli operatori sanitari nel Cura Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Plauso all’emendamento al decreto Cura Italia che prevede l’esonero della responsabilità giuridica degli operatori sanitari da parte del Centro Studi Borgogna, l’associazione di giuristi che, tra i primi, già qualche settimana fa, aveva lanciato una proposta al Governo allo scopo di applicare lo scudo penale e civile a medici, infermieri e a chiunque impegnato contro l’emergenza causata dal Covid-19. L’emendamento del Pd, di cui primo firmatario è l’on. Andrea Marcucci è stato proposto dopo le polemiche sorte in seguito alle campagne dirette a intentare cause agli operatori sanitari e alle reazioni della comunità medica. Il documento prevede infatti la non punibilità degli operatori sanitari, sia civile che penale, salvo alcuni casi particolari, come le “condotte” scorrette e i casi di “colpa grave”. In questo ultimo caso, l’emendamento prevede inoltre che si debba tenere conto della proporzione tra le risorse umane e materiali disponibili e il numero di pazienti su cui è necessario intervenire nonché il carattere eterogeneo della prestazione svolta in emergenza rispetto al livello di esperienza e di specializzazione del singolo operatore. Il documento prevede infine che “la colpa si considera grave unicamente laddove consista nella macroscopica e ingiustificata violazione dei principi basilari che regolano la professione sanitaria o dei protocolli o programmi emergenziali eventualmente predisposti per fronteggiare la situazione in essere”. “Lo scudo è essenziale per tutelare gli eroi impegnati in prima linea nelle corsie. In questi momenti di drammatica emergenza socio-sanitaria appare infatti indispensabile – dichiara l’avv. Fabrizio Ventimiglia, Presidente Csb – che il Governo adotti provvedimenti finalizzati a salvaguardare il ruolo di medici, infermieri e di chiunque oggi sia impegnato contro il coronavirus. Siamo stati tra i primi a richiedere questi provvedimenti alle Istituzioni e siamo in linea con il Consiglio Nazionale Forense che ha promesso un’attenta e forte vigilanza delle istituzioni forensi nel sanzionare i comportamenti di quei pochi avvocati che intendono speculare sul dolore”.L’emendamento a prima firma Marcucci del Pd ha ricevuto il parere favorevole del Governo. Ora per l’approvazione si aspetta il voto in Commissione Bilancio nei prossimi giorni. (fonte: adnkronos.com)

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Riconoscere indennità di rischio a Professioni sanitarie militari

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Ho presentato un emendamento al dl Cura Italia per tutelare le Professioni sanitarie militari e riconoscergli un’indennità di rischio alla luce dell’enorme impegno e sacrificio che stanno profondendo per contrastare la gravissima emergenza dell’epidemia Covid-19”. A dirlo è la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, vicepresidente vicario del gruppo e componente della Commissione Difesa, presentando l’emendamento al decreto ‘Cura Italia’ nel quale viene riconosciuta un’indennità per esposizione al rischio biologico corrisposta al personale militare medico delle Professioni sanitarie e Operatori socio–sanitari.“Fratelli d’Italia una volta di più vuole riconoscere il grande impegno di tutte le Professioni Sanitarie e in particolare di quelle in divisa che scontano l’assenza di una vera rappresentanza in seno alla Federazione Nazionale degli Ordini Professioni Infermieristiche e di un sindacato che li tuteli. Attraverso questo emendamento, su cui mi auspico ci sia la massima condivisione politica, vogliamo dare ai nostri militari un adeguato riconoscimento per chi è impegnato in prima linea e sta dando una grande prova di coraggio anteponendo la vita degli altri alla propria” conclude la senatrice Rauti.

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FLU Challenge: la sfida contro l’influenza parte dagli operatori sanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

L’influenza è una patologia spesso sottovalutata dalla popolazione italiana: rappresenta una delle principali cause di morte fra le malattie infettive. Il 90% dei decessi si registra fra gli anziani, spesso preceduti da complicanze polmonari e cardiache, che ne determinano l’ospedalizzazione. Solo in Italia, lo scorso anno l’influenza ha colpito 8 milioni di persone, con circa 800 casi gravi e 200 decessi evitabili.
Un’altra categoria che gioca un ruolo chiave nella battaglia contro la diffusione del virus influenzale sono gli operatori sanitari. I dati però evidenziano come questa categoria professionale arrivi, a fatica, a sfiorare il 15% dell’immunizzazione totale.Per questo motivo, due strutture d’eccellenza della sanità italiana come l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che in questi anni hanno registrato performance di vaccinazione antiinfluenzale sopra alla media nazionale, hanno deciso di lanciarsi una flu-challenge, una sfida virtuosa per raggiungere l’ambizioso obiettivo di incrementare ulteriormente le coperture dello scorso anno.
“Vaccinarsi contro l’influenza è un tema di Sanità pubblica che assume un’importanza del tutto peculiare all’interno delle comunità ospedaliere – spiega il dottor Michele Lagioia, Direttore Sanitario di Humanitas -. Ci vacciniamo, in generale, con la convinzione di prevenire una fastidiosa malattia di stagione e siamo meno orientati, anche fra professionisti sanitari, sull’importanza della vaccinazione anti-influenzale come protezione da assicurare ai nostri pazienti, in particolare ai più fragili. In Humanitas crediamo fermamente in questo strumento di prevenzione, e speriamo che questa sfida virtuosa possa aiutarci a fare molto di più, alzando ulteriormente il tasso di vaccinazione della nostra comunità di professionisti e contagiando altre realtà nazionali”.L’obiettivo della sfida, che vedrà impegnati i due ospedali in una “partita” lunga 8 settimane, sarà quello di porre l’attenzione sull’importanza della vaccinazione strumento fondamentale non solo per ridurre in modo sostanziale il rischio di acquisire l’influenza, ma per evitare la trasmissione dei patogeni ai pazienti delle strutture sanitarie, con esiti che in alcuni casi potrebbero risultare fatali in persone con uno stato di salute compromesso.I dati relativi al tasso di vaccinazione influenzale nelle due strutture ospedaliere saranno settimanalmente resi pubblici sulla intranet aziendale – e a periodicità definita anche sui siti web dei 2 ospedali – in maniera standardizzata e per specifiche categorie professionali: medici, infermieri e altre professioni sanitarie, studenti e specializzandi.
FLU Challenge, che prende il via oggi, è uno dei primi progetti del Centro interuniversitario MIRO Public Health, nato dall’accordo tra Humanitas University e Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma. L’obiettivo della collaborazione è promuovere, organizzare e coordinare progetti di ricerca nazionali e internazionali e attività di alta formazione per i professionisti nel campo della Sanità. Tra le varie attività del Centro, la realizzazione di accordi di collaborazione e scambio con analoghi Centri di ricerca, l’organizzazione di incontri di formazione, seminari e convegni, l’attribuzione di borse di studio, assegni e contratti di ricerca su specifici progetti.

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La giungla dei ticket sanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Tutte le Regioni prevedono sistemi di compartecipazione alla spesa sanitaria, con un livello di autonomia tale da generare negli anni una vera e propria “giungla dei ticket”: infatti, le differenze regionali riguardano sia le prestazioni su cui vengono applicati (farmaci, prestazioni specialistiche, pronto soccorso, etc.), sia gli importi che i cittadini devono corrispondere, sia le regole per le esenzioni. Integrando i dati del Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti con quelli del Rapporto OSMED 2018 sull’utilizzo dei farmaci in Italia, il report dell’Osservatorio GIMBE analizza in dettaglio composizione e differenze regionali della compartecipazione alla spesa sanitaria che nel 2018 sfiora i 3 miliardi di euro.
«Introdotta come moderatore dei consumi – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria si è progressivamente trasformata in un consistente capitolo di entrata per le Regioni, in un periodo caratterizzato da un imponente definanziamento della sanità pubblica». Nel 2018 le Regioni hanno incassato per i ticket € 2.968 milioni (€ 49,1 pro-capite), di cui € 1.608 milioni (€ 26,6 pro-capite) relativi ai farmaci e € 1.359 milioni (€ 22,5 pro-capite) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, incluse quelle di pronto soccorso.
«Nel periodo 2014-2018 – spiega Cartabellotta – l’entità complessiva della compartecipazione alla spesa sanitaria si è mantenuta relativamente stabile, ma è avvenuta una sua progressiva ricomposizione. Infatti, rispetto al 2014, quando gli importi dei ticket per farmaci e prestazioni specialistiche erano sovrapponibili, nel 2018 si sono ridotti del 6,1% quelli per le prestazioni e sono aumentati quelli per i farmaci (+12%)». In particolare, nell’ultimo anno i ticket sono aumentati complessivamente di € 83,4 milioni (+2,9%), di cui € 22,4 milioni (+1,7%) per le prestazioni specialistiche e € 61 milioni (+3,9%) per i farmaci.Dalle analisi emergono notevoli differenze regionali relative sia all’importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche: in particolare, se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da € 88 in Valle d’Aosta a € 33,7 in Sardegna, per i farmaci l’importo varia da € 36,2 in Campania a € 16 in Piemonte, mentre per le prestazioni specialistiche si passa da € 64,2 della Valle d’Aosta a € 8,5 della Sicilia.
«Un dato di estremo interesse – precisa Cartabellotta – emerge dallo “spacchettamento” dei ticket sui farmaci, che include la quota fissa per ricetta e la quota differenziale sul prezzo di riferimento pagata dai cittadini che scelgono di acquistare il farmaco di marca al posto dell’equivalente». Nel 2018 dei € 1.608 milioni sborsati dai cittadini per il ticket sui farmaci, solo il 30% è relativo alla quota fissa per ricetta (€ 482,6 milioni pari a € 8 pro-capite), mentre i rimanenti € 1.126,4 milioni (€ 18,6 pro-capite) sono imputabili alla scarsa diffusione in Italia dei farmaci equivalenti come confermato dall’OCSE che ci colloca al penultimo posto su 27 paesi sia per valore, sia per volume del consumo dei farmaci equivalenti. Dal canto suo, il Rapporto OSMED 2018 documenta che nel periodo 2013-2018 si è ridotta del 14% la quota fissa sulle ricette (-€ 76 milioni) mentre è aumentata del 28% la quota prezzo di riferimento per la preferenza accordata ai farmaci di marca (+ € 248 milioni).«In questo ambito – rileva il Presidente – spicca l’ostinata e ingiustificata resistenza ai farmaci equivalenti nelle Regioni del Centro-Sud nelle quali si rileva, oltre al trend in aumento dal 2017 al 2018, una spesa per i farmaci di marca più elevata della media nazionale di € 18,6 pro-capite». In particolare: Lazio (€ 24,7), Sicilia (€ 24,2), Calabria (€ 23,6), Campania (€ 23), Basilicata (€ 22,1), Puglia (€ 21,9), Abruzzo (€ 21,5), Molise (€ 21,3), Umbria (€ 20,7) e Marche (€ 20,2).Il report dell’Osservatorio GIMBE “Ticket 2018” è disponibile a: http://www.gimbe.org/ticket2018

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La linea guida per fornire raccomandazioni sui controlli sanitari di immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

AmbulatorioRoma oggi alle ore 17.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati Verrà presentata alla presenza del Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, la linea guida per fornire raccomandazioni sui controlli sanitari di immigrati. Il documento sarà illustrato dal direttore generale dell’INMP Concetta Mirisola, dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, dal presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni – SIMM Maurizio Marceca e dal direttore generale della Prevenzione del Ministero Ranieri Guerra.Si tratta del primo importante contributo scientifico a livello europeo su un tema estremamente attuale. Il documento, Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza, è stato elaborato nell’ambito del “Programma nazionale linee guida salute migranti, sviluppato dall’INMP in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, a partire dall’esperienza maturata nell’ambito del Sistema nazionale linee guida, e con la SIMM, in quanto unico network scienti­fico specificamente volto alla tutela della salute degli immigrati e impegnato a sostenere le buone pratiche nell’assistenza sia a livello nazionale sia locale, attraverso i propri gruppi immigrazione e salute (GrIS).La linea guida è rivolta ai decisori, agli enti gestori dei centri di accoglienza e agli operatori sociosanitari e fornirà un pratico ausilio a fronte dell’incertezza ed eterogeneità nei comportamenti adottati sul territorio nazionale.All’elaborazione delle raccomandazioni ha lavorato un panel multidisciplinare e multiprofessionale di esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate e di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. È stata seguita una metodologia rigorosamente evidence-based, che ha previsto una ricognizione sistematica della letteratura biomedica sui temi d’interesse (in totale, 1.059 documenti reperiti e valutati criticamente).Sono state prese in considerazione le principali malattie infettive e diffusive (tubercolosi, malaria, epatite B e C, HIV, parassitosi, infezioni sessualmente trasmissibili) e alcune patologie cronico-degenerative (diabete, anemie, ipertensione, carcinoma cervice uterina) la cui diagnosi precoce si associa a una riduzione degli esiti negativi per la salute e dei costi per il Servizio sanitario nazionale. Sono state anche considerate alcune condizioni – quali la gravidanza – meritevoli di particolare tutela e in grado di modificare il percorso di accoglienza. Alla luce delle evidenze emerse, per ciascuna delle patologie e condizioni individuate, gli esperti del panel hanno elaborato delle raccomandazioni di taglio clinico-organizzativo, incardinandole all’interno di un percorso modulato e progressivo, che va dalla valutazione iniziale in fase di soccorso alla visita medica completa in prima accoglienza, fino alla “presa in carico” vera e propria nella seconda accoglienza.Prima della pubblicazione, il documento è stato sottoposto a revisione aperta, mediante consultazione pubblica via web, al fine di favorire un confronto trasparente, partecipato e costruttivo tra gli stakeholder e gli operatori sociosanitari, e costruire un consenso intorno alle raccomandazioni, che ne agevoli l’implementazione.Alla guida faranno seguito altri documenti evidence-based su temi relativi alla salute dei migranti, selezionati come prioritari a partire dalle indicazioni dei rappresentanti regionali della rete nazionale coordinata dall’INMP, di esperti del settore e di qualificati stakeholder. L’insieme di tali documenti e raccomandazioni concorre alla definizione delle politiche pubbliche a tutela della salute dei migranti in un’ottica di Evidence-based Public Health e alla diffusione di modelli clinico-organizzativi che garantiscano appropriatezza e continuità delle cure. (foto. ambulatorio)

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In Sicilia commissione errori sanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Lunedì 4 aprile, una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e le cause dei disavanzi sanitari regionali, si recherà in missione in Sicilia. I membri della delegazione – il Presidente Leoluca Orlando, il Vicepresidente Giovanni Burtone e l’on. Antonino Minardo,- visiteranno, alle 10.30, l’ospedale di Lentini; a partire dalle ore 12, presso la Prefettura di Catania, incontreranno i direttori generali delle Aziende sanitarie di Enna, Ragusa e Siracusa. Seguiranno incontri informali con i sindaci di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, la rifunzionalizzazione dell’ospedale di Noto e le situazioni delle strutture sanitarie di Vittoria e Leonforte, dove si sono verificati casi di presunti errori sanitari già all’attenzione della Commissione stessa. Alle 17, sempre nei locali della Prefettura di Catania, la delegazione incontrerà i giornalisti in conferenza stampa.  “La Commissione d’inchiesta prosegue la propria attività istituzionale di verifica della garanzia della tutela del diritto alla salute dei cittadinie, con questa missione in Sicilia sud-orientale, intende valutare le criticità del sistema sanitario dei territori di Enna, Ragusa e Siracusa e le iniziative intraprese dalle autorità competenti per porvi rimedio”, ha commentato il Presidente Orlando.

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Testamento biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Il Tribunale di Firenze si è espresso positivamente in merito al testamento biologico. Nel caso concreto, i giudici hanno accolto la richiesta di un settantenne in buona salute di nominare un “amministratore di sostegno”, una sorta di tutore legale, a cui viene affidato un compito preciso in caso di perdita di coscienza: impedire ai medici di procedere con la rianimazione o anche con alimentazione e idratazione artificiale. Quindi, se il cittadino perdesse la facoltà di comunicare o la coscienza, l’amministratore può presentarsi dai sanitari con l’ordinanza del giudice e chiedere di sospendere tutti i trattamenti che la persona stessa, quando era in buona salute, aveva esplicitamente escluso. La responsabile per la Toscana dell’Italia Dei Diritti, Emanuela Ferrari si trova in pieno accordo con la decisione presa dal Tribunale fiorentino e aggiunge:“La libertà di scegliere a quali trattamenti sanitari essere sottoposti è garantita da numerose norme costituzionali e eventuali leggi che non rispettassero tali norme sarebbero prima incostituzionali, oltre che non democratiche”. L’esponente del movimento extraparlamentare guidato da Antonello De Pierro conclude affermando che “lo strumento per garantire la liberta di scelta è  fornito dalla legge sull’amministrazione di sostegno. La sentenza della Magistratura ripropone la visione laica ed egualitaria  del  rispetto dei diritti e delle libertà individuali che connotano la nostra amata Costituzione Italiana”.

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Immigrazione e aspetti sanitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2010

La presenza  di oltre 4 milioni di immigrati in Italia ha logicamente un impatto sulla salute pubblica che deve essere analizzato ed affrontato, cosa mai fatta fino ad ora.  Gli aspetti più rilevanti per la salute pubblica sono connessi alla presenza di clandestini, persone cioè di cui non si conosce affatto lo stato di salute e lo stato immunitario specie in relazione alle vaccinazioni effettuate nel proprio paese. Mentre la popolazione italiana è completamente schedata sul piano sanitario, la popolazione immigrata non lo é e ciò può comportare un rischio per la salute pubblica  relativamente ad un gran numero di malattie tra cui la tubercolosi, la polio, l’HIV/AIDS, la sifilide, l’epatite B e C, il morbillo, l’epatite A e la febbre tifoide.  Assolutamente carente è stata finora l’azione del CCM (Centro di Controllo delle Malattie) del Ministero della salute, diretto dal Dr Donato Greco nel precedente Governo Prodi.  Il nuovo Governo eletto soprattutto per far fronte all’emergenza sicurezza dovrà – Censire accuratamente lo stato di salute della popolazione immigrata attraverso uno screening che preveda sicuramente indagini relative a tubercolosi, HIV, epatite B  – Vaccinare chi non è vaccinato nei confronti delle più comuni malattie infettive  – Compilare il Passaporto sanitario per tutta la popolazione immigrata  – Rafforzare la sorveglianza epidemiologica delle malattie, anche attraverso specifiche ricerche e controlli, attraverso un’opera più efficace e solerte da parte del CCM.

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Commissione inchiesta e errori sanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Messina, 6 novembre 2010 (Palazzo della Cultura, ore 09.00) incontro, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina, le Aziende sanitarie Policlinico, “Papardo-Piemonte” e territoriale e le Case di Cura accreditate. Si “intende fare il punto – dice Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Messina – sul sistema sanitario provinciale, anche in seguito ai recenti fatti, che hanno interessato la città e ai risultati diffusi dalla Commissione Parlamentare Errori Sanitari, inserendolo nel più ampio contesto del nuovo quadro normativo, dettato dalla riforma sanitaria regionale e federalista.La Regione Sicilia – prosegue Caudo – ha intrapreso un cammino di riorganizzazione sanitaria chiaro e deciso, che le ha permesso di ridurre considerevolmente il livello della spesa, evitando il commissariamento e avviando un percorso virtuoso verso il raggiungimento di standard di migliore qualità nell’offerta delle prestazioni sanitarie.  Tuttavia, il SSR  – aggiunge Caudo – continua a scontare il retaggio di atteggiamenti pregiudiziali, insiti nello stesso cittadino e più in generale nella comunità nazionale, che non permettono una valutazione corretta del servizio fornito né un approccio di maggiore fiducia da parte dell’utente alle stesse strutture sanitarie. Un esempio può essere offerto dalla diffusione dei risultati della Commissione Parlamentare Errori Sanitari, che accresce ulteriormente il disorientamento, impedendo una puntuale e veritiera analisi delle difficoltà, che certamente attraversa, per alcuni aspetti, il SSR.
L’incontro previsto per il 6 novembre – conclude Caudo – è quindi un invito a prendere atto di quale valore esprima, in particolare, la sanità messinese in termini di professionalità ed etica di servizio e dei suoi progetti di innovazione e sviluppo, in coerenza con gli indirizzi programmatici dell’Assessorato Regionale alla Sanità, senza volere con questo sottacere le disfunzioni esistenti o le criticità che, comunque, non contraddistinguono la realtà sanitaria messinese più di altre realtà nazionali”. (Uffico stampa Ordine provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri Messina)

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Commissione inchiesta e errori sanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Messina, 6 novembre 2010 (Palazzo della Cultura, ore 09.00) incontro, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina, le Aziende sanitarie Policlinico, “Papardo-Piemonte” e territoriale e le Case di Cura accreditate. Si “intende fare il punto – dice Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Messina – sul sistema sanitario provinciale, anche in seguito ai recenti fatti, che hanno interessato la città e ai risultati diffusi dalla Commissione Parlamentare Errori Sanitari, inserendolo nel più ampio contesto del nuovo quadro normativo, dettato dalla riforma sanitaria regionale e federalista.La Regione Sicilia – prosegue Caudo – ha intrapreso un cammino di riorganizzazione sanitaria chiaro e deciso, che le ha permesso di ridurre considerevolmente il livello della spesa, evitando il commissariamento e avviando un percorso virtuoso verso il raggiungimento di standard di migliore qualità nell’offerta delle prestazioni sanitarie.  Tuttavia, il SSR  – aggiunge Caudo – continua a scontare il retaggio di atteggiamenti pregiudiziali, insiti nello stesso cittadino e più in generale nella comunità nazionale, che non permettono una valutazione corretta del servizio fornito né un approccio di maggiore fiducia da parte dell’utente alle stesse strutture sanitarie. Un esempio può essere offerto dalla diffusione dei risultati della Commissione Parlamentare Errori Sanitari, che accresce ulteriormente il disorientamento, impedendo una puntuale e veritiera analisi delle difficoltà, che certamente attraversa, per alcuni aspetti, il SSR.
L’incontro previsto per il 6 novembre – conclude Caudo – è quindi un invito a prendere atto di quale valore esprima, in particolare, la sanità messinese in termini di professionalità ed etica di servizio e dei suoi progetti di innovazione e sviluppo, in coerenza con gli indirizzi programmatici dell’Assessorato Regionale alla Sanità, senza volere con questo sottacere le disfunzioni esistenti o le criticità che, comunque, non contraddistinguono la realtà sanitaria messinese più di altre realtà nazionali”. (Uffico stampa Ordine provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri Messina)

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In arrivo il ticket in Campania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Di Marco Malagutti Dovrebbe scattare oggi, in attesa della firma definitiva  del decreto che introduce l’aumento del ticket sui farmaci in Campania. L’aumento del ticket, come noto, si è reso necessario per far fronte al debito della sanità, accertato in 5,5 miliardi di euro. Gli interventi potrebbero arrivare fino a 2 euro per ricetta. Si tratta, però sulle fasce di reddito esentate dal rincaro. Un intervento che sortirà gli effetti sperati? Non ne sono convinti gli operatori sanitari, a cominciare dai farmacisti. Lo sottolinea Michele Di Iorio che si chiede «applicare nuovi ticket su un segmento di spesa, come quello della farmaceutica, abbondantemente sotto controllo a cosa serve? Inoltre come si pensa di operare sui farmaci ospedalieri, tipo quelli oncologici, che se vengono ritirati in ospedale non sono pagati dal paziente, mentre se è costretto a ritirarli in farmacia dovrà pagarli? Non solo – continua Di Iorio – le farmacie ritireranno, per questi farmaci, il ticket per conto delle Asl: ma si sa che in Campania soltanto 5 delle 7 asl esistenti prevedono la distribuzione “per conto”, con ben quattro sistemi economici diversi». (fonte farmacista33)

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Per snellire i processi amministrativi e sanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

IBM (NYSE: IBM) ha annunciato la firma di un accordo con athenahealth, Inc. (NASDAQ: ATHN), fornitore leader nei servizi sanitari basati su internet per gli studi medici. Grazie a questo accordo, athenahealth potrà semplificare l’iter dei rimborsi riducendo il lavoro amministrativo, consentendo così ai medici di dedicare più tempo ai pazienti. Nell’ambito dell’accordo, IBM fornirà servizi di supporto nelle aree della gestione dei rimborsi, ad es. assicurando ai medici il rimborso dei servizi forniti, e dei servizi di gestione dei dati clinici, inclusi i processi di immissione dati, quali referti di laboratorio e ricette. La competenza di IBM in queste aree, frutto di un’esperienza consolidata presso assicurazioni e organizzazioni sanitarie in tutto il mondo, la rende particolarmente qualificata per supportare l’attività di athenahealth e fornire innovazione unita a una maggiore scalabilità nel sostenere la crescita della domanda.  IBM Managed Business Process Services fornirà i servizi ad athenahealth dai suoi centri operativi mondiali, aiutandola a migliorare la produttività e a conseguire nuove efficienze. IBM sta creando un sistema sanitario più intelligente e più integrato, in grado di fornire assistenza migliore con meno errori, di predire e prevenire le malattie e di consentire alle persone di fare scelte più consapevoli. Ciò comprende l’integrazione dei dati, in modo tale che i medici e i pazienti possano condividere le informazioni. IBM aiuta inoltre i clienti ad applicare avanzati algoritmi di analisi per migliorare la ricerca, la diagnosi e la cura, per fornire dunque assistenza sempre più di qualità e contribuire, allo stesso modo, a ridurre i costi della sanità.

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Agricoltura: tassa sui controlli sanitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

«I necessari controlli sanitari dell’agroalimentare, non possono essere a carico delle cooperative», dice Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg. «Siamo subissati dalle telefonate dei nostri associati che sono arrabbiati per la richiesta di pagamento di questo ulteriore balzello da parte delle aziende sanitarie che parte da un minimo di 500 euro e può superare la soglia dei 10 mila euro. La nostra Regione pur avendo assunto un orientamento in materia – prosegue -, non ha ancora dato certezze al mondo agricolo. La Giunta, a dicembre, ha preso posizione contro l’errata applicazione del decreto legge 194/2008, rimandando il tutto a un pronunciamento dell’Avvocatura che è stato stilato, ma è ancora chiuso in un cassetto. Resta il fatto che le cooperative non vogliono pagare la tassa e non sanno che fare». Il quadro di incertezza è completo se si considera che il Ministero della Salute ha emanato una circolare interpretativa già il 17 aprile del 2009 che esclude dal campo di applicazione del decreto (e dunque dal pagamento) la produzione agricola primaria, a cui sono equiparate le cooperative agricole, come pure la produzione e la commercializzazione al dettaglio, i sottoprodotti di origine animale e il settore mangimistico. Inoltre, alcune Regioni, come la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana, hanno recepito integralmente le indicazioni ministeriali mettendo in campo una propria normativa di esenzione per i produttori diretti e i trasformatori di prodotti agricoli “connessi” (cooperative comprese). Altre Regioni hanno deliberato la sospensione dei pagamenti in attesa di una nuova legge in preparazione che ha già incassato il parere favorevole in alcuni passaggi alla Camera e al Senato.  «Bisogna che la Regione intervenga con urgenza emanando una disposizione chiara di esonero, in linea con quanto già stabilito dal Ministero della Salute. Il mancato intervento della Regione non agevola il percorso di rinnovamento intrapreso da molte imprese per adeguarsi alle nuove richieste di mercato e per fronteggiare la crisi in atto». Anche di questi aspetti si discuterà durante l’assemblea di Fedagri-Confcooperative Fvg che si terrà venerdì 5 marzo, alle 10, alla Villa Manin di Passariano. Nel 2009 le 188 imprese agroalimentari aderenti a Fedagri e chiamate a votare il nuovo gruppo dirigente, hanno realizzato un fatturato pari a 573 milioni di euro impiegando un numero di addetti di 1.182 unità e 16 mila 474 soci.

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Tassa sui controlli sanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

«Una ulteriore tassa annuale da quasi 500 euro per le piccole aziende vitivinicole, non è proponibile né tollerabile», si indigna Pierluigi Comelli, presidente del Consorzio di tutela dei Colli Orientali del Friuli. L’ormai tristemente famoso decreto legge 194/2008 che disciplina le modalità di finanziamento dei controlli sanitari, pareva chiedere agli operatori agroalimentari di contribuire economicamente alle spese delle visite dei tecnici dell’Azienda per i Servizi Sanitari  per l’anno 2010, entro il 31 gennaio. Ma non è così, e la nostra Regione si deve pronunciare chiaramente in tal senso, dicono convinti i vignaioli dei Colli Orientali. «Il Ministero della salute ha emanato una circolare interpretativa già il 17 aprile del 2009 che esclude dal campo di applicazione del decreto la produzione agricola primaria (compresa la produzione di vino da uve prevalentemente proprie), come pure la produzione e la commercializzazione al dettaglio, i sottoprodotti di origine animale e il settore mangimistico – prosegue Comelli -. Alcune Regioni, come la Lombardia e la Toscana, con un corretto tempismo, hanno recepito integralmente le indicazioni ministeriali mettendo in campo una propria normativa di esenzione per i produttori diretti e i trasformatori di prodotti agricoli, vino compreso. Con grave ritardo, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, pur godendo di ampia autonomia legislativa in materia, non ha ancora preso una posizione ufficiale in merito, rimandando tutto, il 22 dicembre 2009, a un parere dell’Avvocatura che ancora non è arrivato. Intanto, nel dubbio, le aziende si trovano a dover pagare i controlli per il 2010 – conclude amaramente Comelli – appesantendo ingiustamente i bilanci aziendali dei viticoltori, già in forte difficoltà. Alle imprese servono certezze e un pronto adeguamento normativo nel senso dell’esonero e un impegno chiaro ed espresso, senza se e senza ma, da parte del Governo regionale a provvedere immediatamente a togliere questo ulteriore inutile balzello».

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Prostituzione. Nuovo rapporto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

E’ stato presentato un Rapporto di monitoraggio sulla prostituzione, realizzato con il contributo di 26 organizzazioni attive in tutta Italia sul fronte della prostituzione e della tratta. L’unico effetto delle varie ordinanze dei Sindaci che, a macchia di leopardo intervengono sul fenomeno, e’ quello di spostarlo da un luogo ad un altro. Poi abbiamo i soliti problemi sanitari, le problematiche relative alle ubicazioni geografiche dell’offerta (sempre più al chiuso perche’ per strada sono aumentati i controlli) e la tratta dall’Europa dell’est in mano alla malavita. Con tutto il rispetto per chi si è prodigato in questo Rapporto, dobbiamo rilevare che è la scoperta dell’acqua calda. Non ne possiamo più di osservatori e rapporti, perche’ della prostituzione sappiamo gia’ tutto quello che c’e’ da sapere e da tempo abbiamo maturato una ferma convinzione che, per intervenire ed evitare il peggio (che già c’è…), c’è solo un metodo: legalizzare. E’ da tempo che, grazie ai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (Radicali-Pd), abbiamo presentato un disegno di legge in merito, per levare il mercato alla malavita, garantire legalità ad un fenomeno diffusissimo e inquadrarlo fiscalmente e sanitariamente. Purtroppo le proposte del Governo vanno in senso opposto: punizione di quella per strada e dei cosiddetti utilizzatori, non intervenendo sulla legalizzazione. A cadenza periodica, ogni estate si parla di più di prostituzione: siamo tutti piu’ per strada e vediamo più prostituzione che non in inverno. I Sindaci vari faranno piu’ ordinanze per salvare i salotti buoni delle loro città a svantaggio delle periferie e dei Comuni vicini meno tempestivi nei divieti. Assisteremo a dichiarazioni di fuoco dei pro e soprattutto dei contro. Le leggi non cambieranno e tutti continueranno ad andare a puttane, facendo finta che non esista uno dei piu’ grandi mercati e uno dei piu’ grandi desideri degli umani, il sesso.

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