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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sanitarie’

Disegno di Legge sull’intramoenia delle professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

E’ stato presentato al Senato dal Presidente della Commissione Igiene e Sanità Pierpaolo Sileri. Secondo Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), la presentazione del Ddl “che ci auguriamo – afferma – abbia un iter veloce in Parlamento, anche perché si sana finalmente un’incomprensibile diversità di trattamento tra personale medico e le altre professioni sanitarie”. Secondo Mangiacavalli ci sono però alcuni presupposti da tenere saldamente fermi e da inserire nel Ddl. Il primo è che l’attività libero-professionale intramuraria deve configurarsi come vera opportunità per il cittadino di esercitare il diritto alla libera scelta e non come strumento per sopperire alle carenze di organici e di assistenza che devono essere sempre assicurati dal Servizio Sanitario Nazionale: l’intramoenia non può e non deve rappresentare una partita di scambio per far fronte a politiche pubbliche depressive in materia di personale, come purtroppo è già accaduto.Così come per quanto scritto nella legge che riguarda la dirigenza del Ssn, l’intramoenia non deve andare a detrimento dell’attività istituzionale. Questo concretamente vuol dire considerarla un’opportunità attivabile laddove le Regioni e le Aziende Sanitarie siano in grado di garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e gli organici necessari ad erogarli. Per questo c’è bisogno di meccanismi di monitoraggio e verifica con il coinvolgimento anche delle Organizzazioni di cittadini e pazienti. Va garantita trasparenza, legalità, massima attenzione ad eventuali conflitti d’interesse e il rispetto delle norme deontologiche del nuovo Codice: l’Ordine sarà presidio fondamentale a garanzia dei diritti dei cittadini.E le risorse che il Ssn incasserà grazie all’esercizio dell’attività intramuraria degli infermieri – perché quota parte spetta alle aziende di cui il professionista fa parte – dovranno essere finalizzate al rafforzamento dell’offerta pubblica, quindi il canale istituzionale, attraverso investimenti in politiche assunzionali.“Sono paletti indispensabili – continua Mangiacavalli – perché un diritto prima di tutto dei cittadini e poi dei professionisti che li assistono sia trasparente e produttivo”.“Abbiamo già pronti i nostri emendamenti al testo – conclude la presidente FNOPI – che presenteremo in audizione al Senato durante l’iter che da oggi partirà. Vogliamo offrire il nostro contributo per giungere ad un testo che sia il più “giusto” possibile per i diritti dei cittadini, per il Ssn e per i professioni che vi lavorano”.

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Taglio prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

Il 7% circa degli italiani non si fa visitare perché il costo della prestazione è troppo elevato, mentre solo 4 consumatori su 10 fanno visite regolari dal dentista. Una situazione che sta iniziando a farsi drammatica per la cura della salute, con il rischio che il recente taglio delle esenzioni su 203 prestazioni la aggravi ulteriormente.
“Il taglio delle esenzioni rischia di far impennare il numero degli italiani che non si fanno visitare, a causa dei costi sanitari troppo elevati – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, difatti, il 7% dei cittadini oggi rinuncia a farsi visitare perché il costo della prestazione è troppo alto, la lista d’attesa è troppo lunga oppure l’ospedale è troppo distante. Considerando che, con il decreto Appropriatezza, per oltre 200 prestazioni, dalle cure odontoiatriche a quelle dermatologiche, il costo ricadrà solo sul cittadino, tranne in determinati casi, il rischio che questa percentuale aumenti è alto. Con la conseguenza di un aggravio dei rischi per la salute per tutti coloro impossibilitati a permettersi determinate visite. Ancora peggiore la situazione per il settore dentistico: ad oggi solo 4 italiani su 10 fanno visite regolari dal dentista, secondo nostre stime solo il 25% ha fatto almeno una pulizia dei denti. La causa principale è il costo elevato, e la situazione tende a peggiorare sempre di più. Comprendiamo l’esigenza di razionalizzare le spese del Servizio Sanitario Nazionale, ci auguriamo solo che a rimetterci non siano i cittadini, il cui diritto fondamentale alla salute deve essere tutelato nella maniera più ottimale. Come Adoc riteniamo che, ad oggi, manchino anche polizze malattia e coperture assicurative in grado di coprire adeguatamente le spese mediche sostenute. E’ pertanto fondamentale individuare soluzioni che permettano alle famiglie di risparmiare e al tempo stesso di ricevere servizi di qualità assicurata.”

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Salute. Acoi, Gutgeld ascolti società scientifiche e professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2015

ospedale-san-camilloDa tempo si parla di tagli, possibilmente lineari perché più semplici da realizzare, ma non si parla di razionalizzare la rete ospedaliera esistente. Partendo dal dato che l’Italia ha un numero di ospedali di gran lunga superiore al Regno Unito a parità di popolazione, si capisce che l’azione efficace è quella di ridurre il numero di ospedali esistenti per migliorare la qualità delle prestazioni nei rimanenti ospedali. Sorge spontaneo il dubbio che alcuni ospedali servano più alla politica che non ai cittadini. Le gare nazionali non possono prescindere dalla qualità dei presidi da acquistare. Come esempio, non vorrei passasse il concetto che la qualità dei guanti chirurgici fosse identica per tutti i tipi di guanti, per cui senza alcun criterio di qualità scelgo al prezzo più basso, per poi magari usare tre paia di guanti per un intervento chirurgico.Per poter razionalizzare il Ssn e’necessario il coinvolgimento nel processo degli operatori sanitari, iniziando dalle Società Scientifiche come ACOI, che hanno fatto della qualità e sicurezza delle prestazioni il loro cavallo di battaglia. Sarà impossibile chiedere agli operatori sanitari di lavorare in condizioni più precarie di quelle attuali, gia’ difficile, e offrire ai cittadini prestazioni meno sicure ed efficaci e magari in tempi ancora più lunghi.
La politica è chiamata a fare delle scelte serie e sarebbe importante sapere quali sono e con chi sono state concordate,per evitare un’ulteriore desertificazione del Sistema Sanitario Nazionale pubblico,senza avere il coraggio di dire di non avere la capacità economica e gestionale di mantenere un Sistema sanitario universale”.
Lo afferma il presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Diego Piazza commentando Gutgeld intervistato da Repubblica.

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Competenze Professioni Sanitarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 febbraio 2015

istituto superiore sanitàSull’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie e, più in generale sul comma 566 della legge di stabilità, è difficile intervenire senza correre il rischio di alimentare le derive particolaristiche in cui ci pare si stia articolando la discussione. Per questo ce ne siamo tenuti volutamente a margine. Ma l’escalation dei temi e, in alcuni casi, dei toni è così forte da suscitare preoccupazione e perplessità, oltre a qualche sospetto di gattopardiana memoria. Non vorremmo che l’aggiunta di “tanta carne al fuoco” abbia alla fine l’unico effetto di tenere tutto fermo così com’è. Non è un caso che la prima bozza di accordo, che riguarda l’implementazione delle competenze per la professione infermieristica, pronta e “bollinata” da tutti i soggetti competenti è ferma al palo da due anni. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio. Con tutto il rispetto per le analisi scientifiche e teoriche – che hanno certamente un loro perché, prosegue Torluccio – vorremmo riportare l’attenzione su uno degli obiettivi centrali di questo accordo che è riconoscere, promuovere e regolamentare quanto su molti territori già accade. Quanto a molti colleghi viene già richiesto al di fuori di una cornice complessiva che garantisca e tuteli tutti gli operatori coinvolti, oltre che la qualità e sicurezza dei servizi ovviamente.E con buona pace dei più strenui oppositori dell’accordo che paventano rischi per i cittadini e un inaccettabile depauperamento della proprio ruolo e della propria professionalità, ci risulta che nella realtà le cose siano ben diverse. Nei reparti i professionisti sanitari, a partire dai medici, sono consapevoli della necessità di una maggiore integrazione professionale e di una piena valorizzazione delle competenze emergenti per fronteggiare le sfide della quotidianità. E i cittadini sono ben contenti di poter fruire, di conseguenza, di servizi di maggiore accessibilità e qualità.La nostra preoccupazione è che il comma 566 e tutta la partita della valorizzazione delle professioni sanitarie stiano diventando il pretesto per dispute politiche e filosofiche che più proficuamente dovrebbero essere ricondotte ai loro campi propri.Quello di cui c’è bisogno, secondo noi – continua il Segretario Generale Uil Fpl -, è invece ricentrare l’impegno sul merito delle cose, sui problemi concreti cominciando a dare gambe ad uno strumento in grado di portare maggiore qualità delle prestazioni, migliori condizioni di lavoro per tutti e un uso più efficace delle risorse umane e strumentali. Senza con questo voler pregiudicare gli ulteriori percorsi per la specializzazione, ovviamente.Il nostro invito quindi è prima di tutto al Ministero della Salute, perché dopo tanti annunci dia finalmente il via libera al provvedimento.Dopo di che il nostro auspicio è che si prendano le distanze dalle sterili posizioni di contrapposizione per affrontare la gestione dell’accordo in una logica di sinergia.Lo abbiamo detto e lo ripetiamo – conclude Torluccio -: il percorso di riconoscimento dell’evoluzione delle professioni sanitarie, che è comunque inarrestabile, può diventare un’opportunità per i professionisti della dirigenza e per quelli del comparto, un’occasione per confrontarsi e condividere i principi ed i criteri di una maggiore integrazione professionale, ma anche uno strumento per aprire la strada a nuove e più significative relazioni aziendali in grado di incidere sulla qualità delle prestazioni e sulla valorizzazione di tutti gli operatori.

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Riorganizzazione delle professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 gennaio 2015

Gilberto Gentili, Presidente C.A.R.DSenigallia (AN). La Confederazione delle Associazioni Regionali dei Distretti (C.A.R.D.) accoglie con favore la previsione di un percorso – tratteggiato nell’ormai noto “comma 566” della Legge di Stabilità – che vedrà la progressiva evoluzione delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione verso l’assunzione di crescenti competenze avanzate e di tipo specialistico.“Il dato fondamentale – afferma Gilberto Gentili, Presidente C.A.R.D. – è già stato esplicitato nell’atto di nascita della Cabina di Regia per le professioni sanitarie, voluta a novembre scorso da Governo e Regioni come luogo di confronto permanente su questi temi: gli infermieri e le altre professioni sanitarie, negli ambiti individuati dagli specifici profili professionali di riferimento, sono già oggi garanti del processo assistenziale. E ciò è vero più che mai nel vasto campo dell’assistenza domiciliare. L’assunzione di competenze e responsabilità crescenti, da parte dei professionisti della salute diversi dal medico, rappresenta al contempo un giusto riconoscimento per questi operatori e un percorso ormai ineludibile verso una gestione condivisa, e quindi sosten ibile, del problema delle cronicità. In sostanza – conclude Gentili – gli operatori dei Distretti sanitari sono convinti che per garantire sul territorio un’assistenza adeguata ai pazienti cronici, e quindi per dar compimento anche alla vocazione dell’ospedale come centro di presa in carico delle emergenze e delle acuzie, le parole chiave per tutti i professionisti della salute debbano essere autonomia e responsabilità, naturalmente fondate sulle necessarie competenze, e quindi anche su eventuali passaggi formativi supplementari” La Confederazione delle Associazioni Regionali dei Distretti (C.A.R.D.) è una libera Associazione senza fini di lucro e senza finalità sindacali, che riunisce le Associazioni dei Direttori, dei Responsabili e degli Operatori dei Distretti Sanitari di tutte le Regioni italiane. C.A.R.D., nel complesso, rappresenta oltre mille professionisti della salute, fra personale medico, personale infermieristico e addetti ai servizi domiciliari.
La Confederazione non esercita né partecipa ad attività imprenditoriali, salvo quelle necessarie per le attività di formazione continua. La sua missione consiste nel promuovere, sostenere e implementare la cultura del cambiamento in sanità, tendente all’umanizzazione dei servizi offerti alla persona, al miglioramento dello stato di salute della popolazione e all’applicazione di modelli gestionali capaci di realizzare l’integrazione, il governo della domanda e accentuare la tutela dei soggetti deboli.

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Le questioni sanitarie in sospeso dopo la caduta del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Nell’incertezza di una legislatura interrotta e in attesa di un nuovo governo che riprenda le redini del Paese, qualcosa di certo c’è anche in campo sanitario: i tagli. Nel 2013 saranno 600 milioni e nel 2014 un miliardo le cifre che il servizio sanitario dovrà risparmiare in aggiunta a quelle già previste da spending review, dal decreto “salva-Italia” e dalle ultime manovre. Inoltre, risale ancora al periodo in cui il ministro dell’economia era Giulio Tremonti il provvedimento che indica in due miliardi aggiuntivi l’ammontare del recupero da attuare attraverso i ticket, a partire dal 2014. Alt re questioni rimangono sospese, a partire dall’attuazione del cosiddetto “decreto Balduzzi”: dall’intramoenia alle assicurazioni, dalla riforma della medicina territoriale alla revisione dei livelli essenziali di assistenza, numerosi punti non diventeranno operativi in assenza di ulteriori decisioni. Spicca tra questi il delicato disegno di legge sul fine vita: dopo un iter lungo e accidentato, che ha diviso il mondo politico e l’opinione pubblica, è probabile che il provvedimento non vedrà la luce prima delle elezioni. Probabilmente troveranno sorte analoga il testo che intendeva aprire la porte alla donazione del corpo post mortem ai fini di ricerca e il provvedimento che avrebbe consentito di donare i farmaci non utilizzati alle Onlus per una distribuzione gratuita alle fasce più deboli. Il ministro Balduzzi intende comunque lasciare un documento di indirizzo politico in eredità al prossimo governo. Il punto di partenza è il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha invitato a una maggiore attenzione all’equità proclamando che “chi ha di più deve pagare di più”. Perché questo sia possibile è però condizione essenziale una reale conoscenza dei redditi degli italiani, resa per ora ardua da un’evasione fiscale ancora fuori controllo. L’incrocio delle banche dati si propone come lo strumento più moderno e incisivo per affrontare il problema.

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Spesa e qualità prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Ancona 18 gennaio a partire dalle 15 al Rettorato, presieduto dal governatore Spacca e dal rettore Pacetti. È atteso l’intervento di Fabio Pamolli, presidente del Cerm, il centro di ricerche che studia i metodi per l’innalzamento della qualità tecnica e della trasparenza delle decisioni di politica economica e di regolazione dei mercati.Si tratta di un’iniziativa congiunta tra Regione Marche e Università Politecnica delle Marche: un’occasione di confronto approfondito sui temi della sanità con il contributo di riflessione, del CERM. È questo il centro di ricerche, che studia i metodi per l’innalzamento della qualità tecnica delle decisioni politiche, e che in una sua ricerca pone le Marche tra le cinque “benchmark”, cioè punto di riferimento, perché registrano i più elevati indicatori sintetici della qualità delle prestazioni in rapporto alla spesa. Le valutazioni ministeriali ponevano qualche mese fa le Marche al secondo posto in Italia per efficienza della spesa sanitaria, un dato virtuoso confermato anche dal CERM.  Sarà  quindi Fabio Pamolli, presidente del Cerm, la relazione “Sovraspesa e deficit di qualità nei sistemi sanitari regionali”, tema centrale del workshop, intitolato “Sistemi sanitari regionali”. I lavori saranno introdotti dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca e dal rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti. Seguiranno quindi gli interventi di Gian Luca Gregori, preside della Facoltà di Economia sul tema “ Nuove prospettive di analisi e valutazione della “componente sanità” nel sistema economico regionale” e di Carmine Ruta, dirigente Servizio Salute Regione Marche, sul Piano Socio Sanitario della Regione Marche. L’assessore regionale alla Salute Almerino Mezzolani trarrà le conclusioni del convegno.

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Professioni sanitarie: iscrizioni ai corsi di laurea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

C’è tempo fino alle ore 13 di venerdì 6 agosto prossimo per iscriversi alle prove di ammissione per frequentare i cinque corsi di laurea della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Firenze istituiti presso l’Agenzia per la formazione dell’Asl 11: infermieristica, ostetricia, fisioterapia, tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia. I candidati dovranno compilare la domanda di partecipazione alla prova di ammissione solo ed esclusivamente on line collegandosi all’indirizzo https://ammissioni.polobiotec.unifi.it/turul. La prova di ammissione ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie per l’anno accademico 2010/2011 si svolgerà l’8 settembre prossimo presso il Centro didattico Morgagni, via Alderotti 93/c a Firenze (zona Careggi). Il bando per iscriversi ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie è consultabile sul sito http://www.usl11.toscana.it, nello spazio dedicato all’Agenzia per la formazione, sotto la voce “Formazione universitaria – corsi di laurea” oppure sul sito http://www.med.unifi.it.

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Rette residenze sanitarie assistenziali

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

Il 28 giugno 2010 il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla questione del pagamento delle rette RSA in Toscana, sospendendo l’efficacia di due recenti sentenze del Tar Toscana che avevano dato  torto agli utenti. Secondo il Tar Toscana infatti la retta per la degenza in RSA degli assistiti doveva essere computata non sui soli loro redditi ma anche su quelli dei familiari.
A questo riguardo ricordiamo: La legge nazionale impone che le rette per la degenza in Rsa, che le persone  ultrasessantacinquenni non autosufficienti e portatori di handicap grave devono pagare, siano proporzionate ai loro redditi e che le restanti porzioni di retta (quota sociale) siano pagate dai Comuni di residenza. Nel novembre 2008 una signora fiorentina, gravemente invalida, ricoverata in una RSA di Firenze, rivoltasi all’Aduc, ha fatto ricorso al Tar Toscana perche’ costretta a pagare, per la propria degenza 14.220 euro a fronte di un reddito di 8.756,25, soltanto perche’ il padre percepiva anch’egli una pensione, e il Tar le aveva dato ragione. Un anno e mezzo dopo lo stesso Tribunale, in due casi simili al precedente, ha fatto dietro front, dando ragione al Comune di Firenze. La legge che disciplina l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente), prevede che per il calcolo delle rette di degenza nelle Rsa per questi pazienti si consideri il solo reddito dell’assistito. Secondo il nuovo orientamento del Tar Toscana, tali norme, che prima erano precettive e immediatamente applicabili, diventano di mero indirizzo e inattuabili. Gli utenti e l’Aduc non si sono arresi e, assistiti dagli avvocati Emmanuela Bertucci e Claudia Moretti del foro di Firenze e  dall’avv. Ilaria Romagnoli del foro di Roma, si sono rivolti in appello al Consiglio di Stato che, sebbene in via cautelare, ha gia’ emesso due provvedimenti positivi:  ordinanza n. 2997/10 e 3001/10 : Due pronunce a nostro avviso molto importanti, con le quali il Collegio chiarisce il proprio orientamento sull’applicazione dell’art. 3 comma 2 ter  del d.lgs. n. 109 del 1998: gli utenti devono pagare in proporzione ai loro redditi e non anche in proporzione ai redditi dei propri parenti.
Ora e’ importante che il Consiglio di Stato si pronunci presto con una sentenza definitiva che uniformi una volta per tutte l’applicazione della legge nazionale in materia di RSA. Finora, infatti, i vari Tribunali Amministrativi Regionali d’Italia hanno avuto orientamenti discordanti, che finiscono per favorire chi abita nelle regioni “virtuose” (fra tutte, la Lombardia) e sfavorire chi abita in regioni i cui Tribunali hanno assunto orientamenti negativi o “oscillanti” (fra questi ultimi, la Toscana in testa). L’Aduc, grazie ai diversi avvocati coinvolti nei ricorsi, chiedera’ quindi che il Consiglio di Stato si pronunci definitivamente sul tema delle RSA per dare finalmente una risposta chiara e univoca in questo magma giudiziario che disorienta i cittadini. (fonte aduc)

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Campionati mondiali e precauzioni sanitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

Il Centro di Medicina del Turismo, già Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 1988 al 2008, raccomanda ai viaggiatori italiani che si recheranno in Sud Africa per seguire il Campionato Mondiale di calcio di adottare precauzioni nei confronti di malattie trasmesse da alimenti, da artropodi e nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili.  Per quanto riguarda la prevenzione delle malattie trasmesse da alimenti ed acqua si raccomanda di seguire scrupolosamente le seguenti norme di sicurezza alimentare: • Evitare il cibo che è stato tenuto a temperatura ambiente per parecchie ore per esempio il cibo del buffet non coperto, il cibo dai venditori di strada o di spiaggia • Evitare gli alimenti crudi, ad eccezione della frutta e della verdura che possono essere pelate e sbucciate e non mangiare frutta la cui buccia è alterata • Evitare il ghiaccio che non sia fatto con l’acqua potabile • Evitare i piatti contenenti uova crude o insufficientemente cotte • Evitare i gelati di origine dubbia, compresi quelli venduti per strada • Evitare di lavarsi i denti con acqua non potabile • Le bevande imbottigliate sono generalmente sicure se l’imballaggio è intatto. • Le bevande e i cibi interamente cotti serviti caldi sono generalmente sicuri. Si raccomanda inoltre la vaccinazione contro colera e febbre tifoide. Il vaccino contro il colera (Dukoral) conferisce anche una protezione crociata contro l’Escherichia Coli Enterotossica (ETEC) con conseguente riduzione del rischio di diarrea del viaggiatore. Tra i farmaci da mettere in valigia si raccomanda di inserire un antibiotico ad uso topico intestinale come rifaximina (Normix) per trattare una eventuale diarrea.  Per quanto riguarda le malattie trasmesse da artropodi, si ricorda che il rischio malarico non è presente nelle grandi città. Il rischio di malaria, principalmente da P. falciparum, esiste tutto l’anno nelle aree di bassa altitudine della provincia di Mpumalanga (compreso il Parco Nazionale Kruger), della Provincia settentrionale e dell’area nord-orientale del Kwazulu-Natal fino al fiume Tugela. Il rischio è minore da maggio ad ottobre. L’eventuale profilassi va fatta con farmaci come il Lariam o il Malarone. Il rischio di malattie sessualmente trasmesse si riduce o si azzera adottando comportamenti responsabili.  Ogni italiano che si recherà in Sud Africa deve sentirsi ambasciatore del proprio paese ed adottare in generale comportamenti che rechino prestigio ed onore all’Italia. (Dr. Walter Pasini)

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Lauree magistrali nelle professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Sovigliana di Vinci Da lunedì 21 settembre, alle ore 9, fino alle ore 13 del 12 ottobre prossimo gli interessati potranno presentare la domanda di partecipazione alla prova di selezione esclusivamente online, utilizzando la procedura disponibile all’indirizzo http://ammissioni. polobiotec.unifi.it/turul.  I corsi di laurea specialistica sono 5 di cui 3 si svolgono nei locali dell’Agenzia per la formazione dell’Asl 11, in via Oberdan a Sovigliana di Vinci. Per il corso di laurea specialistica in scienze infermieristiche ed ostetriche sono 30 i posti disponibili, per le scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche ci sono 16 posti e per le scienze delle professioni sanitarie della prevenzione sono 15 i posti disponibili. Possono partecipare al concorso i cittadini in possesso del diploma di laurea, del diploma universitario o di altri titoli abilitanti all’esercizio di una delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea specialistica di interesse e i cittadini comunitari e non in possesso di titoli di studio conseguiti all’estero ma riconosciuti idonei. La prova di ammissione si terrà il 28 ottobre 2009 presso il centro didattico Morgagni, con accesso per i candidati da via Alderotti n. 93/c a Firenze (zona Careggi). Il bando è consultabile sul sito internet della facoltà di medicina e chirurgia all’indirizzo http://www.med.unifi.it. Ulteriori informazioni sono reperibili anche sul sito http://www.usl11.toscana.it, nello spazio dedicato all’Agenzia per la formazione, alla voce formazione universitaria – lauree magistrali.

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Vertice dirigenti ospedalieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Opira Cyprian, neo Direttore Generale del St.  Mary’s  Lacor  Hospital  di  Gulu (Uganda), e Carlo Bonometti, suo omologo  all’Ospedale  di  Bergamo,  si  sono incontrati oggi nella sala Consiliare degli  Ospedali  Riuniti.  Cyprian  e  Bonometti  si  erano conosciuti nel  febbraio  del  2007, quando  il  medico  ugandese,  allora  vicedirettore sanitario  del  St. Mary, era stato ospite dei Riuniti per uno stage. Si è  trattato  del primo di una serie di scambi che si sono succeduti in questi anni  tra  l’Ospedale  di Bergamo e quello di Gulu – l’unica struttura del  Nord  Uganda  in  grado  di offrire  alla  popolazione  locale assistenza  sanitaria  di  qualità  -,  in  virtù  della  convenzione in essere tra il  nosocomio  bergamasco, l’Associazione NEPIOS e l’ASL di Bergamo, stipulata nel 2006 con l’obiettivo di offrire apparecchiature sanitarie e formare il personale dell’ospedale ugandese. Dopo  l’esperienza  del  dottor  Cyprian,  nell’ottobre  del 2007, è stato ospite dei Riuniti Dominiq Ocaka, ingegnere del St. Mary’s, che durante la sua permanenza ha visitato anche il cantiere del nuovo ospedale per vedere di  persona  le  misure  di  sicurezza  adottate nella costruzione e nella predisposizione degli impianti. Nel 2008 è stata la volta di Dorcas Ogwel, capo infermiera  del blocco operatorio del St. Mary’s, che ha frequentato gli  Ospedali Riuniti per vedere da vicino come è organizzata la complessa attività   delle   sale   operatorie,   dalla   gestione   del personale, all’approvvigionamento  dei  materiali,  dalla  compilazione  dei  verbali operatori  alla programmazione  dell’afflusso  dei  pazienti  che  devono sottoporsi ad intervento chirurgico.

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