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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Governo. Coronavirus: separare l’infetto dal sano

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Quando si starnutisce, o si tossisce, si emettono goccioline di saliva, le goccioline di Flugge (dal nome del medico tedesco che le studiò), in grado di rimanere sospese nell’aria e di veicolare agenti infettivi. Anche parlando, si emettono goccioline di saliva che possono trasmettere virus e batteri. Lo stesso dicasi per il contatto diretto tra persone, specialmente attraverso le mani.Non sappiamo chi, intorno a noi sia affetto da qualche malattia infettiva, ma è buona norma igienica, specialmente in questo periodo, evitare di trovarsi in situazioni nelle quali si favorisce la trasmissione del virus, come la stretta vicinanza fisica.
E’ ovvio direbbe qualcuno, scoprite l’acqua calda! Ah, si’, e che dire, allora, del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha deciso di rendere gratuiti i musei comunali? Non è un modo per aumentare il flusso di persone? “La città non chiude” proclama il sindaco, ma bastava tenere aperti i musei regolando la presenza delle persone. Insomma, il “buon senso” fermato alle porte di Palazzo Vecchio.
Che dire del governo Conte? Blocca i voli dalla Cina e si lamenta che altri Paesi bloccano i voli dall’Italia; non si coordina con gli altri Stati europei, ritenendo che il sovranismo sanitario sia la soluzione quando è il problema; ha passato giorni chiuso nelle sale della Protezione civile quando, invece, doveva coordinare gli interventi regionali e portare a un unico tavolo tutti gli esperti della materia per definire una posizione comune.Ora esportiamo infettati. Si sarebbe dovuto evitare di infettarli. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Innovazione per un mondo più sano

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

A cura di Lydia Haueter, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Dai big data ai letti smart, la tecnologia sta rivoluzionando la nostra salute, spalancando interessanti opportunità di investimento.La tecnologia sta ridefinendo il nostro mondo. E la salute non fa eccezione. La pressione per lo sviluppo di nuovi farmaci e altri prodotti sanitari è in aumento, grazie alla domanda di una popolazione mondiale che invecchia ed è sempre più attenta alla salute.Questa situazione sta creando un intero universo di opportunità di investimento. Si prevede, ad esempio, che il settore dell’informatica legata alla salute sia destinato a più che raddoppiare nei prossimi cinque anni fino a raggiungere 390 miliardi di dollari entro il 2024. Ciò che cresce a un ritmo ancora maggiore è l’importo di dati relativi alla salute che vengono generati.Grazie a un sequenziamento del genoma ormai a costi convenienti, dilagano le iniziative per sequenziare intere popolazioni e trovare i geni responsabili delle malattie. Ma i principali protagonisti del settore sanitario IT sono le compagnie assicurative sanitarie, come United Health. Per loro, i dati sono fondamentali per gestire i costi e migliorare i risultati per i beneficiari. Identificare i gruppi a rischio elevato e disporre di un check up medico sul paziente dal punto di vista della profilassi possono consentire di risparmiare denaro e vite umane.Un altro settore in cui i dati possono rivelarsi utili è la possibilità di impedire reazioni avverse ai farmaci – la quarta causa principale di morte negli Stati Uniti e in Canada dopo le malattie cardiache, i tumori e gli infarti. Gli algoritmi software, come quelli sviluppati dalla società del New Jersey Tabula Rasa HealthCare, possono contribuire a prevedere in che modo i pazienti reagiranno ai farmaci, e in che modo farmaci diversi interagiranno tra loro se assunti nello stesso momento. I medici quindi potranno utilizzare le informazioni per regolare il dosaggio e ridurre gli effetti laterali o prescrivere farmaci alternativi.
Questa tecnologia sarà sempre più importante man mano che la popolazione invecchia. Le Nazioni Unite prevedono che entro il 2050, un quarto della popolazione di Europa e Nord America avrà almeno 65 anni. E quella è la fascia d’età che assume più medicine: secondo i dati di CDC, il 40% negli Stati Uniti e il 50% nel Regno Unito assume più di cinque farmaci.
Il ruolo della tecnologia nella salute non è limitato alle cure mediche. Le aziende innovatrici stanno fronteggiando la crescente domanda di strumenti che consentano alle persone di condurre una vita più sana – una domanda che prevediamo aumenterà ulteriormente di pari passo con il maggiore benessere delle società.Le società come Sleep Number, un produttore di letti smart, operano proprio in questo mercato in sviluppo. La mancanza di sonno è connessa ai problemi di salute fisica e mentale, eppure molte persone non dormono abbastanza e le poche ore di sonno che conquistano sono spesso di scarsa qualità.I letti Sleep Number sono direttamente connessi allo smartphone dell’utente e dispongono di funzioni come le regolazioni automatiche per il cambio di posizione o il riscaldamento dei piedi per aiutare ad addormentarsi prima. Esiste anche una funzione anti-russamento, che solleva delicatamente il busto in modo da liberare il flusso d’aria.Acqua pulita, aria pulita e di buona qualità, alimenti ricchi di nutrienti sono anch’essi ingredienti vitali per una vita sana. Man mano che le preoccupazioni per i problemi globali come l’inquinamento e l’obesità aumentano, i consumatori sono sempre più attenti nelle loro scelte e privilegiano i prodotti con chiari vantaggi per la salute e per l’ambiente. La salute è una delle principali preoccupazioni della società. Situazioni di vita diverse generano sfide diverse per la salute, alcune delle quali saranno affrontate dal nostro sistema sanitario e altre dai singoli che se ne occuperanno direttamente.Considerare la salute non solo attraverso le limitate lenti della sanità, ma attraverso un’ottica più olistica ci aiuta a identificare i veri trend di crescita alla base di questo affascinante tema.

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Cuore e stili di vita sani

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

ferraraL’85% delle malattie cardiovascolari e il 40% di quelle oncologiche possono essere evitati adottando uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta). Ma gli investimenti in prevenzione sono ancora scarsi: in Europa questa voce rappresenta solo il 3% della spesa sanitaria e in Italia la percentuale è ancora più bassa. Per la prima volta al mondo un’intera città, Ferrara, viene cablata per raggiungere tutta la popolazione con un progetto educativo di sensibilizzazione a 360 gradi che prevede il calcolo del rischio cardiovascolare e oncologico, corsi e lezioni sui corretti stili di vita e ambientali con strumenti ad hoc e un motorhome che si sposterà nelle piazze. Contestualmente, verrà svolto un attento monitoraggio dell’ambiente, della purezza dell’aria e dell’acqua, una promozione per l’utilizzo di energie alternative. Per questo è necessario un team work tra il Comune, le Istituzioni cittadine, le Fondazioni, le varie Facoltà dell’Ateneo, le ASL e gruppi privati quali S2A (salute, sostenibilità, alimentazione, ambiente). Il progetto nazionale “Città della prevenzione”, che partirà a settembre da Ferrara e coinvolgerà numerosi comuni italiani, è presentato oggi al Congresso europeo di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology), in corso a Roma fino al 31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti. “Ferrara presenta un territorio ideale per passare dalle parole ai fatti e per dare il via a questa iniziativa ambiziosa, unica a livello internazionale. Si rivolge ai cittadini di tutte le età e di ogni strato sociale – afferma il prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC –. La città emiliana presenta infatti le giuste dimensioni, con circa 133mila abitanti, 29 scuole elementari, 11 medie e 11 superiori. Ha un’Università prestigiosa, inserita nel tessuto sociale e un Centro di Ateneo per la Prevenzione della Salute Sociale, Medica ed Ambientale. È la citta delle biciclette, il mezzo preferito per muoversi anche dalle persone anziane. È un’importante produttrice di frutta e verdura e pesce azzurro, altro caposaldo della prevenzione. Presenta una struttura architettonica, 9 Km di mura medievali e il verde urbano, molto diffuso, dove la popolazione può camminare o correre. Vi sono dunque sinergie che possono fare di Ferrara la città ideale per dimensioni, caratteristiche, economia e cultura, il primo esempio vivente di promozione e prevenzione della salute, un modello esportabile in altri capoluoghi. Il ruolo dell’Ateneo in questo progetto è coordinare le varie facoltà a lavorare in team per la prevenzione”. Sono previste numerose iniziative. Medici specializzandi di varie branche della Medicina, assegnisti e borsisti dei vari Dipartimenti dell’Ateneo ed esperti di comunicazione (preparati ad hoc nell’ambito del Master sulla Prevenzione) terranno corsi e lezioni per tutte le scuole elementari, medie, superiori che riguarderanno in particolare quattro temi: rischi del fumo, scorretta alimentazione e danni dell’alcol, sedentarietà, ruolo delle vaccinazioni. “In questo modo sarà possibile raggiungere l’intera popolazione scolastica di ogni ordine e grado e, attraverso gli studenti, la grande maggioranza delle famiglie – continua il prof. Ferrari -. Per ogni tipo di scuola si terranno specifiche lezioni con distribuzione di materiali e opuscoli realizzati in modo mirato”. Per coinvolgere gli over 65, si terranno lezioni anche nei centri anziani. “È ormai provato – spiega il prof. Francesco Romeo, presidente SIC (Società Italiana di Cardiologia), che promuove il progetto – che modificare abitudini sbagliate anche nella terza età determina risultati positivi sullo stato di benessere. Particolarmente importante sarà il calcolo anche individualmente mediante l’app della Carta del Rischio dei cittadini, cioè la probabilità di ammalarsi o di morire nei prossimi 10 anni di un evento coronarico (infarto del miocardio) o cerebrovascolare (ictus) o di tumore. Questo calcolo avviene attraverso la raccolta di alcune informazioni personali (età, fumo, diabete, peso, sedentarietà, girovita), la misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale e della glicemia. Al termine viene quantificato il rischio con un software computerizzato”. Chi non usa l’app potrà farsi calcolare il rischio semplicemente recandosi in centro, nel motorhome o nella “Casa della Prevenzione”, il Centro Universitario dotato di una cucina per insegnare un’alimentazione funzionale locato proprio davanti al Palazzo dei Diamanti. Il profilo di rischio sarà immediatamente disponibile all’utente. Chi usa l’app avrà in tempo reale la “presa in carico degli eventuali interventi necessari” con informazioni, giochi, consigli, ricette, le schede del movimento per età e la dieta ideale. “È utile fornire la possibilità del calcolo della Carta del Rischio a tutta la cittadinanza per migliorare il livello di consapevolezza – sottolinea il prof. Romeo -. Lo studio INTERHEART, condotto in 33 Paesi, ha dimostrato che, se riuscissimo a cambiare gli stili di vita e quindi modificare i classici fattori di rischio cardiovascolare della popolazione mondiale, potremmo prevenire fino al 90% delle malattie cardiovascolari. La SIC sponsorizza e guarda con molta attenzione il progetto per esportarlo in altre città italiane”. I cittadini, recandosi in centro (la Casa della Prevenzione è davanti al Palazzo dei Diamanti), troveranno personale preparato con cui confrontarsi sui propri stili di vita. Anche gli oncologi si sono schierati accanto ai cardiologi nella promozione delle “Città della prevenzione”. “Gli stili di vita sani consentono di ridurre il 40% dei tumori – conclude il prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione ‘Insieme contro il cancro’ -. Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più noto per l’insorgenza delle neoplasie e delle patologie cardiovascolari, ma anche la sedentarietà (il 40% degli italiani non pratica attività fisica), la scorretta alimentazione (solo il 20% dei cittadini segue la dieta mediterranea) e l’abuso di alcol (il 20% degli under 19 è consumatore abituale) svolgono un ruolo importante”.
Ma non solo, bisogna lavorare in team per prevenire, il lavoro di squadra infatti è importante per curare e lo è tanto più quando si tratta di assistere bambini affetti da cardiopatie congenite in quei Paesi, membri dell’ESC, in cui per loro non esistono speranze di cura. Durante il congresso ESC (lunedì 29 agosto presso Palazzo Taverna) è prevista una cena di raccolta fondi per finanziare la costruzione di una Unità Cardiologica Pediatrica a Casablanca, in Marocco, su iniziativa della Fondazione Umanitaria European Heart for Children (EHC). EHC organizza missioni per operare bambini con cardiopatie congenite in Paesi che non sono in grado di offrire loro assistenza. In 22 missioni sono stati visitati 2085 bambini e 258 sono stati operati e salvati. EHC ha anche contribuito alla realizzazione di Unità Cardiologiche Pediatriche in Nord Iraq, Egitto e Siria. Verrà proiettato un video esplicativo.

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A tavola si misura un “Sano stile di vita”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2010

Un’alimentazione non equilibrata e la troppa sedentarietà costringe l’84% degli italiani, come dimostrato da recenti ricerche, a comportamenti contrari ad uno stile di vita funzionale. Per questa ragione FederSalus, la Federazione Nazionale Produttori di Prodotti Salutistici, ha deciso di lanciare una campagna per promuovere il “Sano Stile di Vita”. Non uno slogan o una proposta inevasa, ma una prospettiva di qualità della nostra vita per favorire lo sviluppo di una consapevolezza e l’assunzione, da parte di tutti gli italiani, di una responsabilità personale nei confronti della propria salute. Dichiara il Professor Andrea Strata, Docente di Nutrizione Clinica presso l’Università di Parma: “Relativamente ad un sano stile di vita, limitandoci agli aspetti nutrizionali, possiamo innanzitutto suggerire una regolarità nella assunzione dei pasti. Molte persone infatti saltano o riducono al minimo i pasti o limitano la prima colazione ad un solo caffè, o consumano a pranzo uno snack veloce,  un panino, concentrando l’apporto nutritivo nel pasto serale. Certamente il pranzo non può più essere contemplato molto abbondante come era anni fa, perché nel pomeriggio vi è necessità di attenzione, vigilanza e lucidità, per cui il suggerimento è per un pasto “leggero” e facilmente digeribile (bresaola, prosciutto, pesce, uovo, o un po’ di formaggio, accompagnati da un po’ di pane, verdure e un frutto). Nel pasto serale largo spazio sempre agli ortaggi, molto importanti per l’apporto di vitamine, fibra, minerali, e per l’effetto volumetrico saziante. Essi contengono inoltre principi attivi ad effetto antiossidante e “protettivo” dello stato di salute (licopene, polifenoli, bioflavonoidi, ecc.). Ovviamente la razione alimentare deve prevedere spazio anche per la pasta ma senza esagerare, ed alternando a minestroni di verdura con poca pasta, riso, considerando il dilagare anche nel nostro paese del sovrappeso e dell’obesità. Infine giusto spazio, in alternanza, a carni, e soprattutto pesci  limitando i grassi saturi e privilegiando l’ olio d’oliva, completando inoltre la cena, dove non vi siano controindicazioni, con un buon bicchiere di vino.”.   La promozione di una cultura della salute è, uno degli aspetti più importanti ed è per questo che FederSalus ha dato forma reale a questa esigenza di informazione proponendo un programma e creando un sito internet dedicato: http://www.sanostiledivita.it. Sono già reperibili sul sito, le linee guida dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha definito addirittura “allarmanti” le conseguenze per la salute dovute a stili di vita inadeguati. A breve sarà redatto un decalogo sulle corrette abitudini salutistiche, verranno realizzate campagne di informazione presso le scuole collateralmente alla realizzazione di una newsletter informativa. Iniziative utili per sviluppare una coscienza personale nei confronti della salute.

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