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Mostra al Museo del Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Bologna Inaugura il 26 settembre (26 settembre – 25 novembre 2018 Orari: da martedì a domenica ore 10-19 – Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura) al Museo del Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita via Clavature, 8, la mostra dell’artista bolognese Beatrice M. Serpieri, Dinamiche d’Arte: 25 scatti, uno studio su opere scultoree di grandi artisti italiani quali Niccolò dell’Arca, Antonio Canova, Pietro Tenerani, Adolfo Wildt, reinterpretate attraverso la tecnica della scomposizione della luce e delle immagini applicate su materiale traslucente.
Fulcro centrale della mostra – promossa da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae Musei nella Città – sono le scomposizioni fotografiche dedicate al gruppo del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, gioiello del Quattrocento in terracotta composto da sette statue, custodito alla destra dell’altare maggiore di Santa Maria della Vita. Dopo essersi dedicata alla statuaria marmorea di Canova, Tenerani e Wildt, che tende alla statica perfezione ideale, nel 2018 Beatrice studia Niccolò dell’Arca, uno dei più grandi interpreti della coroplastica Rinascimentale, addentrandosi in un nuovo mondo artistico dove a farla da padrone sono il dinamismo e la forza espressiva delle singole figure. Struggenti sono i particolari tratti dalla scomposizione di elementi: dai più incisivi delle Marie piangenti ai meno esuberanti del San Giovanni, figura centrale che, silenziosa, si dispera nel suo pianto.
“I volti, le mani, “l’urlo di pietra” delle Marie “sterminatamente piangenti” di Niccolò, sono indagate – commenta Graziano Campanini, curatore, responsabile di Santa Maria della Vita- fino ai minimi dettagli – fino a mostrarci i denti delle bocche urlanti e la lingua, fino a farci vedere le rughe sul viso di San Giovanni Battista e tutti i suoi ricci arruffati, fino a farci vedere le vesti di Maria Maddalena scomposte dal vento che ricama sui veli e sui mantelli onde di dolore come se si propagassero nell’aria attorno”.
Nel corso degli anni Settanta, Serpieri inizia il suo percorso artistico come ritrattista in bianco e nero, curando personalmente tutto il procedimento fino alla stampa manuale. Artista riconosciuta a livello internazionale per le capacità di introspezione dei soggetti ritratti, ha partecipato ad importanti mostre ed esposizioni come la 56° Biennale di Venezia nel 2015, a diverse edizioni di Arte Fiera a Bologna e Biennali all’estero. Dal 2003 passa intenzionalmente al colore e allo studio della scomposizione della luce indagando in prima analisi le vedute architettoniche – in mostra è presente un’immagine onirica dei portici bolognesi che conducono al Santuario della Madonna di San Luca – per poi approdare alla rilettura della figura umana di grandi artisti del passato.
Le opere dell’artista bolognese, esperta nell’amplificazione descrittiva dei dettagli, visibile soprattutto nella scomposizione dei volti e delle vesti, conquistano il pubblico con una nuova interpretazione dei grandi scultori. Nel suo lavoro l’emergere della luce scomposta mette in evidenza una precisa ricerca mirata allo stravolgimento dell’immagine, suscitando un senso di straniamento. Le opere – realizzate in stampa digitale su pellicola vinilica e applicate su grandi lastre di massello in metacrilato traslucente – diventano vere e proprie foto-sculture che dialogano con il contesto esterno in un continuo divenire e con una visione tridimensionale.
Il catalogo della mostra è edito da Edizioni Pendragon in un volume bilingue corredato da saggi critici del curatore Graziano Campanini, e da Jadranka Bentini e Sandro Parmeggiani, critici d’arte.

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