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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘sant’egidio’

Sud Sudan, Sant’Egidio: governo e opposizione al lavoro per la pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Avanza il processo di riconciliazione in Sud Sudan, il più giovane Stato del mondo, nella consapevolezza che la pace e la stabilità dipendono dall’accettazione del pluralismo politico e religioso. “Siamo grati alla Comunità di Sant’Egidio di aver ospitato questi giorni di riflessione e dialogo sul futuro del nostro Paese, ancora segnato da divisioni e ostilità: un’importante occasione che ci ha permesso di lavorare insieme per la pace, tra forze politiche diverse, e rende possibile l’impossibile”, ha detto Gabriel Changson Chang, vicepresidente del National Pre-Transitional Committee, intervenendo in conferenza stampa a Sant’Egidio. Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità, ha ripercorso le tappe di un lavoro di mediazione che mira a porre fine alla sanguinosa guerra civile scoppiata all’indomani dell’indipendenza nel 2011. Dopo la firma dell’accordo di pace ad Addis Abeba, nel settembre 2018, il dialogo tra le parti ha avuto un momento decisivo nel ritiro spirituale a Santa Marta voluto da papa Francesco lo scorso aprile. “Stiamo lavorando insieme nonostante le difficoltà: questo è un punto importante. Ora la sfida è includere i movimenti e i partiti che non hanno firmato la pace e sostenere con ancora maggiore convinzione il National Pre-Transitional Committee, fino alla scadenza del suo mandato, prevista fra tre mesi”, ha osservato Garofalo. Changson ha espresso fiducia nella tregua e nel ritorno della popolazione nei villaggi, insieme all’impegno a preservare lo spirito di unità e la leale collaborazione tra le parti, “i mattoni con cui costruire il futuro del Paese”. Il ruolo dei cristiani, e in particolare del South Sudan Council of Churches, si è rivelato essenziale nei momenti di crisi – ha aggiunto Garofalo – come segno della “volontà di superare le divisioni e lavorare per il bene della popolazione, stremata da lunghi anni di guerra”. Changson ha infine sottolineato come tra i compiti della National Pre-Transitional Committee vi sia quello di individuare e liberare i bambini soldato, utilizzati da diverse fazioni nelle operazioni belliche.

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“Pace senza confini”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Madrid dal 15 al 17 settembre 2019.In migliaia arriveranno da tutta Europa per assistere all’evento, che sarà di fatto una grande manifestazione per la pace. Il programma prevede l’inaugurazione nel pomeriggio di domenica 15 settembre al Palacio Municipal de Congresos de Madrid, lo svolgimento dei panel per tutta la giornata del 16 e la mattina del 17 (nel centro storico della Capitale) e la cerimonia finale nella Plaza de la Catedral de la Almudena.“Pace senza confini”, promosso insieme all’arcidiocesi della capitale spagnola, ha l’obiettivo di dare risposte concrete di pace e di dialogo non solo di fronte ai focolai di guerre esistenti ma anche ad un clima di conflitto permanente a cui si stanno abituando le nostre società, a partire dalla violenza del linguaggio verbale e dal risorgere di fenomeni di razzismo e xenofobia.Rinnovando lo “spirito di Assisi” – come fa ogni anno Sant’Egidio assumendo l’eredità della prima grande Preghiera per la Pace, voluta da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 – si intende far crescere quella rete di dialogo, capace in passato di operare una “pace preventiva” in tanti angoli del mondo e di dissociare in modo fermo le religioni dalle guerre e da ogni forma di violenza e di terrorismo.Per tre giorni leader cristiani, ebrei, musulmani e delle religioni asiatiche interverranno, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura, in una trentina di tavole rotonde. Tanti gli argomenti al centro dell’attenzione, non solo il dialogo interreligioso e la prevenzione dei conflitti, ma anche la necessità del disarmo, l’emergenza ambientale, il futuro dell’Europa, il fenomeno delle migrazioni, i temi dello sviluppo e della giustizia sociale.Prevista la partecipazione di numerose personalità istituzionali, religiose e del mondo della cultura, per il momento oltre 300, provenienti da tutti i continenti, tra cui l’arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera, il rabbino capo di Tel Aviv, Israel Meir Lau, il rettore dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi.https://preghieraperlapace.santegidio.org/

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Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha visitato oggi Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Le-Drian-Riccardi-Impagliazzo-web.jpgHa incontrato il fondatore, prof. Andrea Riccardi, il presidente Marco Impagliazzo e alcuni responsabili della Comunità. «Sono molto contento di aver potuto incontrare dei rappresentanti della Comunità che svolge un ruolo importante per la pace nel mondo e in particolare in Africa. Sono stato molto colpito dallo spirito di solidarietà espresso per il dramma di Notre-Dame», ha detto il Ministro Le Drian, sottolineando i legami di profonda amicizia che uniscono da tanti anni la Francia a Sant’Egidio.
Durante i colloqui sono stati affrontati il tema della pace e del dialogo per la risoluzione dei conflitti in Africa, della cooperazione internazionale, della tutela dell’ambiente e dei corridoi umanitari.

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Notre-Dame: Sant’Egidio partecipa al dolore della Chiesa cattolica di Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

La Comunità di Sant’Egidio si stringe addolorata alla Chiesa cattolica di Francia per il terribile incendio che ha colpito ieri la cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Il grave ferimento di un luogo così alto per i cattolici e così simbolico e ricco di storia per tutti i francesi è sconvolgente. Notre-Dame è madre della fede per i cattolici: tra le sue antiche mura hanno pregato e ascoltato il Vangelo generazioni di fedeli. In questo giorno di dolore rivolgiamo i nostri sentimenti fraterni di solidarietà all’arcivescovo di Parigi, Mons. Aupetit, e tramite lui a tutta la chiesa di Parigi. Anche da Roma la comunità di Sant’Egidio ha ricordato commossa nella preghiera questo grave avvenimento, in comunione con i tanti francesi che ieri sera pregavano durante l’incendio. Siamo certi che la Francia saprà riportare Notre-Dame al suo antico splendore, che il suono delle sue campane tornerà a risuonare su Parigi e su tutta la Francia e la cattedrale tornerà a essere il luogo della preghiera di generazioni di cristiani e della pace per tutti.

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A luglio i “Giovani per la Pace” di 16 Paesi europei in pellegrinaggio ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

A 74 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il Giorno della Memoria – che si celebrerà domenica – non è una commemorazione di rito, ma richiama le istituzioni e i cittadini a una maggiore vigilanza sulla permanenza di pregiudizi antisemiti e razzisti, sulla diffusione di slogan e atteggiamenti intolleranti nello spazio pubblico, accompagnati da discriminazione ed esclusione sociale delle minoranze e dei diversi, e per la crescita, specie tra i giovani, di movimenti nazionalisti, sovranisti e xenofobi in diversi paesi europei, tra cui l’Italia. La riflessione sulla Shoah, preparata da decenni di antisemitismo e predicazione dell’odio razziale, è stata determinante per la pace e la riconciliazione in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Ma il ricordo dell’abisso di Auschwitz costituisce ancora un monito ineludibile per il futuro del nostro continente, particolarmente importante proprio nel momento in cui va scomparendo la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni della Shoah e mentre, come dimostra un sondaggio di Eurobarometro svolto in tutti i Paesi della UE, l’antisemitismo è in aumento, soprattutto in internet ma non solo. Per questo motivo, oltre a promuovere iniziative culturali a vari livelli e celebrare in tutte le Comunità di Sant’Egidio il Giorno della Memoria, i “Giovani per la Pace”, movimento di studenti liceali e universitari diffuso in 16 Paesi europei dal Portogallo alla Russia, annunciano in questi giorni un pellegrinaggio della memoria ad Auschwitz, che si terrà dal 19 al 21 luglio.

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Pace, Sant’Egidio: in tanti alla marcia fino a San Pietro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Roma. In tanti, alcune migliaia, hanno partecipato alla marcia promossa dalla Comunità di Sant’Egidio fino a San Pietro in sostegno al messaggio di Papa Francesco in occasione delle 52° Giornata Mondiale della Pace. Prima della partenza, davanti a Castel Sant’Angelo, hanno introdotto la manifestazione alcune testimonianze tra cui quella di Alessia, 13 anni, che nel quartiere romano di Tor Bella Monaca si impegna con i ragazzi della sua età per costruire la pace e contrastare la violenza e il razzismo. Oksana, ucraina, ha portato il dolore della sua terra, vittima di un conflitto nel cuore dell’Europa.
Il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha spiegato che all’origine della marcia c’è la volontà di non restare indifferenti di fronte al dramma dei tanti Paesi che sono ancora in guerra, come la Siria e il Centrafrica, e che fanno tante vittime, a partire dai bambini: “Siamo qui soprattutto per loro e continueremo a lavorare per la pace con i mezzi poveri che abbiamo come la preghiera, la parola, l’incontro, il dialogo, la memoria degli orrori della guerra custodita dagli anziani: possono vincere, lo abbiamo visto, sui mezzi forti costituiti dalle armi, il commercio della droga e il traffico di essere umani”.A questo proposito Impagliazzo ha ricordato lo strumento pacifico dei corridoi umanitari che hanno strappato già un buon numero di profughi in fuga dalle guerre e ha annunciato l’imminente rinnovo dell’accordo con lo Stato italiano, realizzato da Sant’Egidio insieme alla Cei, che permetterà l’ingresso di un nuovo contingente di rifugiati provenienti dal Corno d’Africa.Dopo l’Angelus Papa Francesco ha salutato i partecipanti alla marcia: “I miei auguri cordiali vanno specialmente a voi, cari romani e pellegrini che oggi siete qui in Piazza San Pietro, tanto numerosi! Sembra una canonizzazione, questa! Saluto i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio. E qui voglio esprimere il mio apprezzamento e la mia vicinanza alle innumerevoli iniziative di preghiera e di impegno per la pace che in questa Giornata si svolgono in ogni parte del mondo, promosse dalle comunità ecclesiali”.

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Comunità Sant’Egidio: visita in corea del Nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Una delegazione della Comunità di Sant’Egidio, guidata da Marco Impagliazzo, ha compiuto una visita in Corea del Nord (DPRK) nel quadro della cooperazione umanitaria e del dialogo con il Paese. La visita si è svolta in varie città: Pyongyang, Wonsan, Munchon, Panmunjom. Sant’Egidio sostiene da sei anni con aiuti alimentari, farmaci e attrezzature mediche l’ospedale pediatrico di Wonsan che è di riferimento per tutta la provincia di Kangwon nell’est del Paese. Il sostegno alimentare raggiunge anche più di 300 anziani in strutture statali a Munchon.
A Pyongyang la delegazione è stata ricevuta dal Presidente del Presidium dell’Assemblea del popolo, che ha il ruolo di Capo di Stato, Kim Yong Nam. Nel corso dell’incontro il Presidente si è congratulato con la Comunità per l’instancabile lavoro per la pace nel mondo e per il 50° anniversario. Ha ringraziato per il sostegno umanitario ai bambini e agli anziani di Wonsan e Munchon e ha auspicato che la cooperazione si intensifichi in futuro anche sul campo culturale e educativo. Marco Impagliazzo ha illustrato al Presidente le attività della Comunità a favore degli anziani e dei bambini in vari luoghi del mondo e il recente lavoro per la pace in Africa, ha quindi assicurato il Presidente dell’intenzione di rafforzare e estendere la cooperazione nel campo umanitario e educativo e ha auspicato che i recenti passi di pace tra le due Coree abbiano successo per il bene della popolazione della penisola.La delegazione ha anche incontrato il vice ministro degli Esteri per l’Europa, Im Chon Il, con il quale si è intrattenuta sulle relazioni bilaterali con la Comunità e alcuni aspetti di politica internazionale per la pace.A Pyongyang la delegazione ha reso visita alle varie associazioni cristiane presenti, quella cattolica nell’unica chiesa della città a Changchung, la Federazione cristiana di Corea e la Chiesa ortodossa russa presente nella città con due preti che celebrano nella chiesa ortodossa inaugurata nel 2006 dal patriarca Kirill. La delegazione ha avuto anche incontri con studenti e professori dell’Università di studi stranieri di Pyongyang, tra cui studenti di lingua e cultura italiana. Grande interesse è stato manifestato dai docenti e dagli studenti all’apertura di scambi culturali con la Comunità e con istituzioni culturali italiane. A Panmunjom, lungo il 38 parallelo nella zona demilitarizzata che separa le due Coree, è stato ricordato il recente storico incontro tra i leader del Nord e del Sud che ha avviato una stagione di riavvicinamento segnata dalla ripresa del dialogo.

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Giornata della pace: Appello sant’Egidio

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

In occasione della Giornata internazionale della Pace, che si celebra domani 21 settembre, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello agli Stati e agli organismi internazionali, perché vengano moltiplicati gli sforzi di mediazione per fermare gli oltre 30 conflitti attualmente in corso nel mondo. Siamo di fronte a situazioni in molti casi irrisolte proprio per l’inerzia o, peggio, la determinazione a non chiudere guerre vergognosamente lunghe. Il caso della Siria parla per tutti: un conflitto che dura da più anni della seconda guerra mondiale e che ha già provocato oltre mezzo milione di vittime, quasi sei milioni di rifugiati e quasi sette di sfollati interni. Ma ci sono tante altre situazioni in cui basterebbe più volontà a intervenire e meno interessi di parte (economici, politici e strategici) per arrivare a negoziati efficaci.
Occorre ricordare che nessuno trae beneficio dai conflitti, solo i trafficanti di armi e chi prospera nell’instabilità. La guerra, grande o piccola che sia, si lascia dietro ferite e distruzioni che necessitano decenni per essere sanate. La Comunità di Sant’Egidio, nel cinquantesimo della sua nascita, rinnova con forza il suo impegno a intervenire per giungere ad accordi di pace, là dove viene chiamata a farlo o là dove individua anche un minimo spiraglio per portare il suo contributo di cristiani che non si rassegnano di fronte ai conflitti e alla violenza. A partire dai Paesi dove sta già operando per la pace come Centrafrica, Sud Sudan o Libia, solo per citarne alcuni.I corridoi umanitari – realizzati da Sant’Egidio insieme alle Chiese protestanti, alla Conferenza episcopale italiana e ad altre realtà – in oltre due anni sono già riusciti ad accogliere e integrare duemila rifugiati in Europa. Sono anch’essi un’opera di pace che invita ad affrontare in modo adeguato il dramma degli oltre 68 milioni di profughi esistenti oggi nel mondo, frutto amaro di guerre ma anche di disastri ambientali e discriminazioni.

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Pace, Sant’Egidio: mille giovani europei alle Fosse Ardeatine lanciano un appello contro ogni violenza, razzismo e indifferenza

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Questa mattina oltre mille Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio, provenienti da tutta Europa, hanno reso omaggio ai caduti delle Fosse Ardeatine. La visita si è aperta con un’assemblea nel grande spiazzo del Sacrario. Presente, oltre al presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e al colonnello Francesco Sardone, direttore del mausoleo, anche il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha recitato una preghiera e pronunciato un saluto ricordando l’anniversario delle leggi razziali italiane del 1938 e mettendo in guardia dal riemergere di nuove forme di antisemitismo e razzismo in Europa, anche nel nostro Paese.
Alla fine dell’assemblea è stato letto un appello in cui si afferma che oggi, tanti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, “la violenza non è stata vinta”, tanto che “inquina” ancora i Paesi europei: “Essa assume il volto dell’indifferenza, si nutre di ignoranza dell’altro, pregiudizi, antisemitismo, razzismo…I poveri e i deboli sono i primi a esserne colpiti: anziani, disabili , migranti, rifugiati, Rom, senza dimora”. Da qui l’impegno “a lavorare per un’Europa in cui tutti possano vivere insieme”, contrastando ogni violenza e scegliendo “la via dell’incontro e dell’amicizia”.
La cerimonia – che si è svolta nell’ultimo giorno del convegno internazionale Global friendship to live together (in corso da venerdì con la partecipazione di giovani da tutti i Paesi europei) – si è conclusa con un pellegrinaggio silenzioso alla cava dove il 24 marzo 1944 vennero trucidati 335 innocenti e alle loro tombe, davanti alle quali ognuno ha reso omaggio deponendo un fiore.

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Sant’Egidio: un mondo meno violento con gli anziani è un mondo più umano per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Oggi ricorre la giornata mondiale dell’OMS contro gli abusi sugli anziani. A fronte di una continua crescita della popolazione anziana in tutto il mondo (809.743.000 su 7 miliardi di abitanti), dovuta all’allungamento della vita e ai progressi della medicina, le nostre società non sembrano capaci di vivere in modo positivo la presenza di tanti anziani, tanto che si è troppo diffusa una cultura che non accetta o non sa trattare la debolezza. È in questa mentalità che si radicano gli abusi di cui spesso si legge nelle cronache: truffe, mancanza di assistenza e cure adeguate, maltrattamenti, che arrivano fino all’eliminazione fisica, come avviene in Africa contro gli anziani accusati ingiustamente di stregoneria.
Impegnata in più di 70 paesi del mondo nella difesa dei diritti degli anziani, in particolare per quello all’assistenza, a partire da chi è più povero, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello per:
– sviluppare la rete delle relazioni sociali, oggi fortemente frammentate in società dove vivere da soli sta diventando un modello dominante;
– promuovere nuovi modelli di intervento, come il programma “Viva gli Anziani!”, che fa della lotta all’isolamento sociale e del sostegno alla fragilità il cuore della propria azione. L’iniziativa, attiva da anni in varie città italiane con un monitoraggio attivo della popolazione anziana, in particolare di chi vive da solo, ha determinato una rilevante riduzione dei ricoveri in istituto e in ospedale, con benefici evidenti sia sul miglioramento della qualità della vita che sulla riduzione dei costi dell’assistenza a carico della collettività;
– tutelare i diritti degli anziani, in particolare la libertà di come e dove vivere la propria vita. Infatti, in molti paesi del mondo, soprattutto in quelli più ricchi, l’istituzionalizzazione diventa spesso una scelta obbligata, per la carenza di servizi sul territorio e a domicilio. Inoltre, non di rado, si registrano abusi veri e propri in strutture deputate ad assicurare un’esistenza dignitosa a chi non è più in grado di condurre autonomamente la propria vita, diventando luoghi di umiliazione. Occorre trasformare gli istituti in strutture aperte il più possibile al mondo esterno, favorendo le visite senza eccessive limitazioni (ad esempio negli orari) e permettendo agli anziani ospiti di uscire a loro piacimento, nel rispetto della sicurezza personale.
– sviluppare forme di cohousing (anziani che scelgono di vivere insieme per combattere la solitudine e far fronte alle difficoltà economiche), una risposta umana e praticabile all’istituzionalizzazione.

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Europa, Sant’Egidio: offrire al mondo un modello di pace, diritti e solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 Mag 2018

In occasione della Giornata dell’Europa, che viene celebrata oggi in tutta l’Unione, la Comunità di Sant’Egidio invita a guardare al futuro del continente e alla sua crescita democratica, sociale ed economica, senza essere condizionati dalle paure che l’attraversano, a tratti, in questo momento storico. Come Comunità nata a Roma, ma presente oggi in tutti i continenti, abbiamo sperimentato quanto l’Europa può offrire al mondo grazie a ciò ha costruito nella sua storia, anche recente: la scelta per la pace, che ha intrapreso con convinzione a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, la solidarietà e l’integrazione, che affondano nella sua cultura, e la difesa dei diritti che permettono ad ogni suo residente garanzie di libertà e di rispetto reciproco.In questo quadro, per affrontare adeguatamente il complesso fenomeno dell’immigrazione, sarebbe opportuno prevedere vie legali per il reinsediamento, forme di sponsorship e quote di ingresso per motivi di lavoro insieme all’allargamento dell’esperienza positiva di accoglienza e integrazione già avviata da Italia, Francia e Belgio con i Corridoi Umanitari.Sono elementi che ci invitano, malgrado le tante difficoltà, a guardare all’Europa non come un problema ma come un’occasione, a patto che liberi le sue energie per costruire il futuro e non ceda a egoismi localisti che la farebbero tornare al passato.

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Papa Francesco a Bari con capi delle Chiese del Medio Oriente

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

La Comunità di Sant’Egidio si rallegra ed esprime vivo apprezzamento per la notizia che Papa Francesco si recherà a Bari, il prossimo 7 luglio, insieme ai capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente per riflettere e pregare per la situazione drammatica della regione. Si tratta di un’iniziativa di pace particolarmente opportuna in un tempo difficile, che ha visto tanta sofferenza a causa dell’inasprimento della guerra in Siria. Numerosi saranno i frutti che scaturiranno dalla testimonianza di amicizia e unità tra i leader delle diverse confessioni cristiane, in un tempo di violenza diffusa. Ma sarà anche l’occasione per tutti di mostrare solidarietà alle antiche Chiese del Medio Oriente, la cui vita è segnata dalla sofferenza e i cui fedeli sono troppo spesso costretti all’emigrazione.

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Il Papa in visita a Trastevere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

Roma 11 marzo visita di Francesco a Trastevere per i 50 anni della Comunità S. Egidio. La Comunità di Sant’Egidio accoglie con gioia l’annuncio della visita di Papa Francesco a Trastevere il prossimo 11 marzo per il suo cinquantesimo anniversario. Nel pomeriggio, in piazza Santa Maria in Trastevere, il Papa rivolgerà un discorso alla Comunità nel suo complesso e celebrerà una Liturgia della Parola.
Nel corso dell’evento Francesco avrà l’occasione di un nuovo incontro con il “popolo di Sant’Egidio”, a partire da Andrea Riccardi che 50 anni fa iniziò il cammino della Comunità a Roma, con rappresentanze venute da diverse città d’Italia e dal mondo, con giovani e poveri amici della Comunità, tra cui i profughi arrivati con i corridoi umanitari, anziani, bambini delle “Scuole della Pace”, persone con disabilità dei laboratori d’arte, senza dimora accolti in questi giorni di freddo. La Comunità ringrazia e attende l’incontro con gratitudine e affetto.

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Comunità di Sant’Egidio: visita di Faustin Archange Touadera

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 gennaio 2018

Faustin Archange TouaderaIl presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin Archange Touadera, ha visitato a Roma la Comunità di Sant’Egidio. Dopo un lungo colloquio con il fondatore della Comunità Andrea Riccardi, il presidente ha illustrato, in conferenza stampa, la situazione del Paese, dove Sant’Egidio lavora da anni per favorire la pace.
Touadera ha ringraziato la Comunità per questo impegno che ha portato nel giugno scorso alla firma di un accordo tra i diversi gruppi politico-militari presenti sul territorio avviando il processo di pace. “Dopo l’accordo firmato a Sant’Egidio – ha detto il Presidente – pur di fronte a grandi difficoltà, tra cui quello delle popolazioni sfollate, abbiamo registrato alcuni progressi nella smobilitazione dei gruppi armati. Si concluderà nei prossimi giorni il ‘programma pilota’ di disarmo, con l’adesione di 12 gruppi armati su 14 e il reinserimento nella società civile o nell’esercito regolare di circa 600 combattenti. Ora sta per partire la fase del vero e proprio disarmo generale e contiamo sul coinvolgimento di tutte le forze in campo, compresi i due gruppi che erano rimasti fuori dal primo esperimento di smobilitazione”.
Dopo aver ricordato il prezioso sostegno al Paese realizzato dalla storica visita di Papa Francesco del novembre 2015 e rallegrandosi per l’interesse mostrato dalla cooperazione e dall’imprenditoria italiana per il Centrafrica, Touadera ha parlato anche dei numerosi problemi ancora esistenti nel Paese, dalla necessità di un aiuto all’economia provata dalla guerra alle zone dove è ancora difficile il controllo dello Stato: “Confidiamo – ha detto – in un più ampio dispiegamento delle forze Onu della Minusca in modo da accelerare il processo di pace”.

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Comunità Sant’Egidio: una perla all’occhiello del mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

sant'egidioQuanti comunicati nel corso del 2017 abbiamo ricevuto dall’ufficio stampa della Comunità? Tantissimi perché grandissimi sono stati i suoi impegni nel mondo in favore della pace e della fraternità fra i popoli. Ora ci chiediamo se non è necessario risvegliare non solo le coscienze di chi ci governa ma anche quelle degli amministrati nel renderli consapevoli che in passato sicuramente abbiamo fatto poco a sostegno di uno dei due diritti fondamentali che dovrebbero guidare le nostre coscienze e il nostro agire in concreto. Il primo si sa è il diritto alla vita ma subito dopo viene l’altro che è il diritto a vivere. In questo caso abbiamo mostrato tutti i nostri limiti allorché milioni di bambini continuano a morire nel mondo per mancanza di un’assistenza sanitaria carente e per fame, che vi siano anche nelle città e nelle comunità dell’opulenza dei senza tetto e dei barboni che muoiono di fame e di freddo, che ci imbattiamo in milioni di migranti che fuggono da guerre e carestie, che tantissimi sono coloro che elemosinano un lavoro e se lo hanno continuano a vivere in miseria e poi vi sono i pensionati, i nuovi paria della società dei consumi. Tutti questi, e molti altri ancora, cosa mai potranno fare dopo essere entrati nel mondo dei vivi se li ricacciamo indietro il giorno dopo privandoli della vita o costringendoli a vivere senza dignità? (R.A.)

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Sant’Egidio: ventottesima edizione di “DOVE mangiare, dormire, lavarsi”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 dicembre 2017

Roma Lunedì 11 dicembre 2017 Ore 11.00 Comunità di Sant’Egidio Piazza di S. Egidio 3 la Comunità di Sant’Egidio presenta, in conferenza stampa, la ventottesima edizione di “DOVE mangiare, dormire, lavarsi” – con indirizzi utili ai senza dimora e a chi li aiuta durante tutto l’anno – conosciuta anche come la “Guida Michelin dei poveri”. Per l’occasione saranno letti e interpretati alcuni dati sulla povertà a Roma e in Italia e avanzate proposte concrete, rivolte a tutti i cittadini e alle istituzioni. Perché non è accettabile che restino indietro le fasce più deboli della popolazione, a partire da chi vive per strada, pensando anche all’inverno ormai iniziato. Saranno comunicati anche i “numeri della solidarietà” e diffuse informazioni sui pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio in Italia e nel mondo, per i quali quest’anno verrà lanciata una campagna straordinaria – accompagnata da un forte messaggio di solidarietà e di inclusione sociale – a cui tutti possono contribuire.

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Centrafrica, Sant’Egidio: “Cresce il sostegno al processo di pace avviato nel giugno scorso”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

mauro-garofaloNew York. Alla fine della sessione del Consiglio di sicurezza dell’Onu dedicato alla crisi in Centrafrica, il responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio, Mauro Garofalo, commenta positivamente la “crescita del sostegno al processo di pace”, avviato nel giugno scorso a Roma con la firma dell’”accordo politico” tra i diversi gruppi politico-militari del Paese. Ieri, nel suo intervento al consiglio di sicurezza, oltre ad avere sottolineato gli “effetti positivi” della recente visita del segretario generale Antonio Guterres a Bangui e Bangassou, Garofalo ha parlato dei “primi risultati concreti” relativi al disarmo, già avvenuto, di 200 uomini di alcuni gruppi armati, passo avanti concreto che “può determinare la credibilità dell’intero processo in corso e dimostrare che il programma può funzionare”. “Dialogo politico e ascolto delle istanze locali sono efficaci”, ha aggiunto il rappresentante di Sant’Egidio: “Secondo il primo progetto pilota, puntiamo a smobilitare entro la fine dell’anno 600 uomini dei gruppi armati per integrarli nell’esercito repubblicano e in altri programmi civili”.
Altri interventi nel corso di questa sessione del Consiglio di sicurezza hanno fatto registrare un sostegno significativo al processo di pace avviato nel giugno scorso grazie alla mediazione di Sant’Egidio, in particolare quello della Federazione Russa (“Abbiamo appoggiato sin dall’inizio l’accordo di Roma”) e quello del rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Repubblica Centrafricana, Parfait Onanga-Onyanga.

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Il presidente Steinmeier visita la Comunità di Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

Frank-Walter_SteinmeierRoma. Lunedì 9 ottobre, alle 12.30, dopo l’udienza in Vaticano con Papa Francesco, il presidente della Repubblica Federale Tedesca, Frank Walter Steinmeier, si recherà a Sant’Egidio per un incontro con il fondatore Andrea Riccardi, il presidente Marco Impagliazzo e altri responsabili della Comunità, sui temi del processo di unificazione europea, dei migranti e delle povertà. Nella Sala della Pace, ci saranno i discorsi pubblici di Impagliazzo e del presidente Steinmeier. L’Ambasciata presso la Santa Sede offrirà un rinfresco per gli invitati preparato dalla Trattoria degli Amici, il ristorante gestito dalla Comunità insieme ad alcune persone con disabilità. La visita del presidente tedesco si svolge poche settimane dopo l’incontro internazionale per la pace organizzato da Sant’Egidio in Germania, nelle città di Münster e Osnabrück.

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Libia: Ghassan Salamé in visita al Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

sant'egidio1L’inviato speciale delle nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé, ha visitato la Comunità di Sant’Egidio al termine della sua visita in Italia, la prima dalla sua nomina.
Durante il colloquio, a cui ha partecipato il responsabile relazioni internazionali della Comunità, Mauro Garofalo, sono stati analizzati i recenti sviluppi del complicato scenario libico, così come le iniziative di dialogo e stabilità intraprese da Sant’Egidio fin dall’inizio della crisi. In particolare ci si è soffermati sui risultati dei recenti incontri promossi dalla Comunità tra i rappresentanti di alcune delle zone in cui sono più forti le tensioni, come gli esponenti delle due città di Misurata e Zintan, in Tripolitania, e quelli della regione del Fezzan, nel Sud del Paese.
Durante la visita le due delegazioni hanno affrontato anche il tema dei migranti e le preoccupazioni sorte negli ultimi mesi sottolineando che la pacificazione e l’unità della Libia sono un fattore essenziale per combattere i trafficanti di vite umane e gestire il fenomeno in accordo con i Paesi interessati.
Ghassan Salamé, che conosce da molti anni Sant’Egidio, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto ed ha auspicato una collaborazione attiva per giungere ad una soluzione definitiva della crisi libica.

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Sant’Egidio: Importante accordo politico

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

accordoRoma è stato firmato a Roma, a Sant’Egidio, un importante “accordo politico” che apre la strada alla pacificazione del Centrafrica, afflitto da anni di guerra civile e gravi tensioni interne che hanno provocato numerose vittime e migliaia di rifugiati. Il documento, che prevede un immediato cessate il fuoco, è stato raggiunto grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio, che da anni lavora per la riconciliazione del Paese, alla presenza di osservatori della comunità internazionale, dell’inviato dell’Onu Parfait Onanga-Anyanga, dell’Unione europea e del governo italiano.
L’accordo, firmato dai rappresentanti dei numerosi gruppi politico-militari presenti nel Paese e dagli inviati del presidente Touadéra – e frutto di tre intensi giorni (e notti) di lavoro – ruota attorno a tre punti principali, che sono stati illustrati in conferenza stampa dal presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. Riguardano il piano politico, quello della sicurezza e quello economico, umanitario e sociale.Nel primo punto, oltre al cessate il fuoco sotto il controllo della accordo1comunità internazionale, si riaffermano la volontà di rispettare l’integrità del territorio nazionale, la rappresentatività e il riconoscimento di tutti i gruppi politico-militari per la ricostruzione del Paese, il rispetto dei risultati delle elezioni presidenziali e legislative del 2016 e, più in generale, il lavoro per costruire “una dinamica di riconciliazione”.Sul piano della sicurezza si garantisce la libera circolazione delle persone e dei beni, il ristabilimento dell’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale mentre a livello economico, umanitario e sociale ci si impegna, tra l’altro, nell’opera di ricostruzione e nella protezione delle Ong nazionali e internazionali presenti nel Paese.Si tratta di una vera e propria road map per uscire dalla crisi, che sarà seguita da un comitato congiunto scelto con il consenso di tutti e la partecipazione della Comunità di Sant’Egidio, che viene ringraziata nel testo dell’accordo per la sua preziosa “opera di mediazione”.Alla firma, tra momenti di commozione e il canto, solenne, dell’inno nazionale era presente anche il fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi. L’incontro di Roma era stato salutato, domenica scorsa durante l’Angelus, da Papa Francesco che aveva ricordato la sua storica visita in Centrafrica del novembre 2015 e incoraggiato le delegazioni presenti al colloquio a “rilanciare e rafforzare il processo di pace”. (foto. accordo)

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