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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘sant’egidio’

Sant’Egidio: Ordine al Merito ad Andrea Riccardi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

Presso la residenza di Villa Almone, l’ambasciatore in Italia, Viktor Elbling, ha consegnato l’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania al fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi. L’onorificenza è stata conferita dal presidente Frank-Walter Steinmeier “per i suoi particolari meriti” riguardanti la Repubblica tedesca. “Non avere paura, non alzare i muri – ha dichiarato l’ambasciatore Elbling nel corso della cerimonia – è una missione nobilissima, che mette al centro i più fragili, dalle persone colpite nelle zone di crisi ai migranti arrivati in Italia. Tutto questo nel nome della fede. Se non ci fosse la Comunità di Sant’Egidio, bisognerebbe inventarla”. “Ringrazio il presidente della Repubblica Federale di Germania e l’ambasciatore Elbling per questo importante riconoscimento che devo all’impegno di tutta la Comunità di Sant’Egidio”, ha risposto Andrea Riccardi. “Viviamo un tempo marcato dall’individualismo, ma senza legami ci si perde e si affonda. Per questo il contributo di tutti è fondamentale: abbiamo bisogno di più Germania e di più Europa per fare avanzare il dialogo e la pace, una civiltà che vorremmo sempre più ecumenica”.

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Malawi, Sant’Egidio: Grande soddisfazione per il pronunciamento di incostituzionalità della pena di morte

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

La Comunità di Sant’Egidio saluta con grande soddisfazione il pronunciamento della Corte Costituzionale del Malawi che il 28 aprile ha dichiarato incostituzionale la pena di morte. Si tratta infatti di un atto determinante nel processo verso la sua abolizione in questo paese dell’Africa australe. Nei mesi scorsi era stato consegnato al governo il “documento di raccomandazioni”, redatto con il contributo decisivo di Sant’Egidio nella persona dell’avvocato Alexious Kamangila, in sinergia con i rappresentanti dell’associazione Reprieve e della World Coalition Against the Death Penalty. Tale documento ha goduto anche del sostegno dell’African commission on human and peoples right ed è risultato decisivo.Questa azione di Sant’Egidio, in un paese dove è presente da anni con numerose iniziative a favore della popolazione, si colloca all’interno del più ampio impegno della Comunità per la moratoria e l’abolizione della pena capitale, portato avanti dal 2005, insieme a quello per l’umanizzazione delle carceri. Un’attività che comprende una significativa sensibilizzazione della società civile anche sul tema della giustizia riabilitativa. Fra i primi compagni di cammino della campagna in Malawi è da ricordare l’attivista Vera Chirwa, che in diverse occasioni prese parte ai convegni internazionali dei Ministri della Giustizia, promossi dalla Comunità di Sant’Egidio sul tema dell’abolizione della pena di morte. Lungo questi anni sono state portate avanti anche numerose azioni a favore di una riforma del sistema carcerario mentre è cresciuta una consapevolezza su questi temi attraverso la celebrazione annuale delle Città per la vita – città contro la pena di morte, movimento a cui aderiscono oltre 2.300 città nel mondo. Per quanto riguarda il Malawi si attende ora con fiducia la ratifica da parte del Parlamento del pronunciamento della Corte Costituzionale.

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Sant’Egidio: Dispersione e abbandono scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2021

Gli effetti della pandemia da Covid-19 si sono fatti sentire pesantemente su tutto il sistema di educativo italiano limitando in modo allarmante il diritto all’istruzione e creando situazioni di grave disagio tra la popolazione giovanile. E’ quanto il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo,ha illustrato giorni fa i dati di un’inchiesta effettuata – all’interno del progetto “Valori in circolo”* – in 23 città italiane su un campione di 2.799 minori delle scuole elementari e medie, che giustifica un allarme sul fenomeno della dispersione e, in alcuni casi, dell’abbandono scolastico, in particolare nelle periferie.La Comunità, attiva da anni con le sue Scuole della Pace nel sostegno educativo e formativo dei minori, a partire da chi è più in difficoltà, lancerà anche alcune proposte concrete, da realizzare con urgenza per rispondere all’emergenza in atto.

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Usa, Sant’Egidio: sdegno e protesta per la crudele esecuzione di Lisa Montgomery

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

La Comunità di Sant’Egidio, insieme ai tanti che hanno in questi giorni sostenuto la battaglia per la vita di Lisa Montgomery, esprime tutto il suo dolore, insieme a sdegno e protesta, per la decisione crudele di portare comunque a termine l’esecuzione capitale, nonostante la richiesta di una sospensione per verificare il suo stato di grave disagio psichico.Un atto che manifesta soltanto un desiderio di vendetta “legale”, che nulla ha a che vedere con la giustizia, che è sempre lotta per la vita.L’orrore di questa morte non sana le ferite provocate dalla violenza, ma inietta dosi di odio e disperazione in una società che invece ha bisogno di ragionevolezza, di una giustizia riabilitativa, di misericordia e di perdono.Ci auguriamo che la scellerata decisione di riesumare le esecuzioni federali negli Stati Uniti sia presto revocata e si possa aprire una stagione di rispetto per la vita dopo troppa morte.La Comunità di Sant’Egidio ringrazia tutti coloro che hanno combattuto con noi, che hanno sostenuto l’appello per salvare Lisa e invita tutti a rafforzare il proprio impegno per la vita e contro ogni forma di pena di morte nel mondo.

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Pace, Sant’Egidio: oggi manifestazione in streaming

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

Roma. Dalle 11.05 in streaming, testimonianze da diversi paesi, come Mozambico, Libano, Siria, Sud Sudan e Centrafrica. Voci dai corridoi umanitari e dall’isola greca di Lesbo – Alla fine collegamento con l’Angelus di Papa Francesco. La Comunità di Sant’Egidio non rinuncia a cominciare il nuovo anno insieme a chi lavora per un mondo più giusto e più umano, libero da guerre, terrorismo e ogni forma di violenza. Rispondendo al tema che Francesco ha scelto per la Giornata, “La cultura della cura come percorso di pace”, dopo un’introduzione del presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, nel corso dell’evento – che sarà tradotto in diverse lingue e seguito in tutti i continenti – si ascolteranno voci e testimonianze da: i centri Dream, per la cura dell’Aids in Africa e la prevenzione del Covid-19, in particolare quello di Zimpeto, in Mozambico, visitato un anno fa dal Papa; il Nord dello stesso paese, dove gli attacchi dei gruppi armati hanno creato non solo tante vittime ma migliaia di sfollati; il Libano, dove l’esplosione dell’estate scorsa ha indebolito ulteriormente una nazione già in grande sofferenza.Si parlerà anche dei corridoi umanitari, aperti dallo stesso Libano (per i profughi siriani) e dall’isola greca di Lesbo, del processo di pace in Sud Sudan e del Centrafrica, dove si sono appena svolte le elezioni presidenziali e occorre proteggere il percorso verso il disarmo e il dialogo nazionale.Alla fine di un intenso giro tra le “ferite” del mondo e le speranze di pace, ci si collegherà all’Angelus di Papa Francesco per ascoltare il suo messaggio. La “manifestazione virtuale” sarà trasmessa in streaming – con la traduzione in diverse lingue – a partire dalle 11.05 del 1 gennaio, sul sito http://www.santegidio.org e sulla pagina Facebook della Comunità.

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Sant’Egidio con i poveri

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2020

Roma. A Santa Maria in Trastevere, dove si realizzò il primo pranzo di Natale con i poveri nel lontano 1982, avrà luogo, alle 12.30, un evento speciale con un centinaio di poveri: pur in assenza del grande banchetto a cui siamo abituati – per le norme anti-Covid – vivremo una festa ancora più sentita con consegna di regali e uno speciale pasto natalizio prêt-à-porter confezionato con materiale compostabile. Nel cuore della pandemia la Comunità di Sant’Egidio passerà, anche quest’anno, il Natale insieme ai poveri e ai fragili di cui è amica da sempre. La pandemia in corso, nel rispetto delle norme di distanziamento e prevenzione, non impedisce di passarlo con le persone che hanno più bisogno di avere qualcuno accanto in questo tempo di feste. Anzi, ci invita a fare di questo Natale 2020 un evento ancora più sentito. Per questo, in tutto il tempo delle feste natalizie, la Comunità di Sant’Egidio ha avviato momenti di distribuzione di pacchi alimentari e doni in Italia, in tutta Europa e negli altri continenti, segnati dalla comune emergenza del Covid-19. Lo scorso Natale eravamo 60 mila in Italia e oltre 200 mila in tutto il mondo. Profondamente convinti che non ci si salva da soli, insieme a molti volontari, soprattutto giovani, che si sono uniti a noi in questi mesi, anche quest’anno vogliamo raggiungere tanti senza fissa dimora, anziani, famiglie impoverite dalla crisi e tutti coloro che attendono un segno per rinascere insieme.

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Negoziati per la pace in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

In conferenza stampa, sono stati resi noti i risultati del secondo round di negoziati per la pace in Sud Sudan, che si sono svolti dal 9 novembre fino ad oggi, con la mediazione dalla Comunità di Sant’Egidio. Le delegazioni militari dell’opposizione armata (SSOMA), non firmataria dell’accordo di pace del settembre 2018, e del governo di unità nazionale della Repubblica del Sud Sudan si sono incontrate per discutere e trattare le condizioni concrete dell’adesione al cessate il fuoco ed eventuali verifiche delle violazioni. Come ha spiegato il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo, nel corso del workshop, dopo ampie discussioni, il SSOMA ha deciso di aderire al meccanismo militare internazionale dal 1 gennaio 2021. Ciò permetterà al SSOMA di avere i propri rappresentanti nella direzione e nelle varie strutture a livello regionale e locale del CTSAMVM (Ceasefire and Transitional Security Arrangements, Monitoring and Verification Mechanism). A partire dal 1 gennaio saranno selezionati, addestrati e dispiegati gli ufficiali militari del SSOMA nelle varie strutture del meccanismo di monitoraggio dove già siedono i rappresentanti del governo, secondo un cronogramma stabilito dalla organizzazione regionale del Corno d’Africa (IGAD). Da quel momento i militari delle due parti lavoreranno insieme. Si tratta di un passo importante per garantire la fine delle violenze, la protezione della popolazione civile, il libero accesso per le organizzazioni umanitarie e il proseguimento del dialogo politico fra le parti, come hanno sottolineato tutti i protagonisti della conferenza stampa: oltre a Paolo Impagliazzo, per Sant’Egidio, l’ambasciatore Ismail Wais, per l’IGAD, il generale Hamid Mohamed Dafaalla, vicepresidente del CTSAMVM, il generale Emmanuel Rabi, per il governo, e il generale Samuel Lado, per il SSOMA. Un ringraziamento particolare è stato espresso anche al ministero della Difesa italiano, che è intervenuto nel corso dei colloqui con l’ammiraglio Gianfranco Annunziata. L’esercito italiano aiuterà infatti nelle procedure di addestramento e consulenza militare.

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La Comunità Sant’Egidio: una perla all’occhiello del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Quanti comunicato nel corso del 2020, da gennaio ad oggi, abbiamo ricevuto dall’ufficio stampa della Comunità? Tantissimi perché grandissimi sono stati i suoi impegni nel mondo in favore della pace e della fraternità fra i popoli. Ora ci chiediamo se non è necessario risvegliare non solo le coscienze di chi ci governa ma anche quelle degli amministrati nel renderli consapevoli che in passato sicuramente abbiamo fatto poco a sostegno di uno dei due diritti fondamentali che dovrebbero guidare le nostre coscienze e il nostro agire in concreto. Il primo si sa è il diritto alla vita ma subito dopo viene l’altro che è il diritto a vivere. In questo caso abbiamo mostrato tutti i nostri limiti allorché milioni di bambini continuano a morire nel mondo per mancanza di un’assistenza sanitaria carente e per fame, che vi siano anche nelle città e nelle comunità dell’opulenza dei senza tetto e dei barboni che muoiono di fame e di freddo, che ci imbattiamo in milioni di migranti che fuggono da guerre e carestie, che tantissimi sono coloro che elemosinano un lavoro e se lo hanno continuano a vivere in miseria e poi vi sono i pensionati, i nuovi paria della società dei consumi. Tutti questi e molti altri ancora cosa mai potranno fare dover essere entrati nel mondo dei vivi se li ricacciamo indietro il giorno dopo privandoli della vita? (R.A.)

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Importante conquista il cessate il fuoco globale votato dall’ONU

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

La Comunità di Sant’Egidio sostiene con convinzione la risoluzione approvata ieri dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a favore di “una cessazione immediata delle ostilità in tutte le situazioni per almeno 90 giorni consecutivi”, in modo da garantire l’assistenza umanitaria alle popolazioni colpite dai conflitti e ai rifugiati, nonché contrastare la diffusione del Covid-19.
La risoluzione, che risponde all’appello lanciato lo scorso 24 marzo da Antonio Guterres per un “Cessate il fuoco globale”, è un’importante conquista per tutti coloro che lavorano per la pace, frutto di una preziosa mediazione portata avanti in prima persona dal Segretario Generale dell’Onu in un tempo pieno di gravi tensioni internazionali. La sua approvazione all’unanimità indica come solo attraverso l’accordo e la collaborazione tra i diversi Paesi l’umanità potrà affrontare il comune nemico della pandemia. In tanti anni di lavoro per la pace la Comunità di Sant’Egidio ha sperimentato come la guerra sia madre di tutte le povertà, una realtà drammatica che fa perdere tutti, a partire dai più vulnerabili. Di particolare importanza è il focus della risoluzione sui rifugiati, le cui condizioni di vita sono sproporzionatamente peggiorate in questo tempo di pandemia.
Sant’Egidio si impegna da subito a sostenere e a diffondere la risoluzione, che verrà formalmente adottata oggi, in tutti quei Paesi in cui, nonostante le difficoltà del momento, prosegue il proprio impegno per la risoluzione dei conflitti e la ricerca di una pace durevole.

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Le Rsa non diventino reparti Covid-19, sia garantita cura e rianimazione a tutti gli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Di fronte all’aggravarsi della situazione sanitaria nelle RSA e, più in generale, negli istituti per anziani, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello urgente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, e ai Presidenti delle Regioni, perché siano garantiti i diritti alla cura per le persone ospitate in queste strutture. Dopo non avere ottemperato, in molti casi, alle precauzioni dovute per proteggere sia il personale che i residenti, è scandaloso che stia passando, nel silenzio generale, un modello che prevede la trasformazione di alcuni istituti o di loro sezioni, in reparti per malati di Covid-19.
Le persone anziane non sono cittadini di serie B: hanno diritto come tutti ad essere assistiti al meglio ed ottenere il ricovero in terapia intensiva se necessario. E’ inaccettabile l’idea di una divisione per categorie di malati di questa emergenza sanitaria. E non si può accettare, rassegnati – o peggio – indifferenti, una strage silenziosa che si sarebbe potuta e dovuta evitare. A causa di un eccessivo ricorso, negli anni passati, all’istituzionalizzazione è stata secondarizzata l’assistenza domiciliare che, oltre a offrire condizioni di vita più dignitose, e allungare le aspettative di vita, può anche contribuire in modo determinante alla riduzione dei contagi e degli sprechi economici nel mondo della sanità.

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ONU: Sant’Egidio sostiene con convinzione l’appello per il cessate il fuoco globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio accoglie con grande favore e sostiene l’appello lanciato ieri dal Segretario Generale delle Nazioni Unite per un “Cessate il Fuoco” globale. “Poni fine alla malattia della guerra e combatti la malattia che sta devastando il nostro mondo”, ha affermato Antonio Guterres. Nel momento in cui il mondo affronta il nemico comune della pandemia è necessario riscoprire l’appartenenza di ciascuno ad un’unica famiglia umana. In tanti anni di lavoro per la pace in diversi scenari Sant’Egidio ha sperimentato come la guerra sia madre di tutte le povertà e renda vani gli sforzi dei sistemi sanitari aggravando la condizioni dei più vulnerabili.Sant’Egidio s’impegna da subito a sostenere e a diffondere l’appello in tutti quei Paesi in cui, nonostante le difficoltà del momento, continua l’impegno per la risoluzione dei conflitti e la ricerca di una pace durevole.

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Coronavirus, Sant’Egidio: precauzioni ma anche più solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

Non lasciare solo nessuno, in particolare le persone più fragili e vulnerabili, di fronte al diffondersi dell’epidemia da coronavirus. E’ l’esigenza a cui Sant’Egidio sta cercando di rispondere in questi giorni, con senso di responsabilità, per contribuire efficacemente al contenimento del contagio, in ottemperanza alle misure necessarie, mantenendo, e se possibile rafforzando, quei legami di solidarietà che per tanti rappresentano un sostegno vitale.Si stanno moltiplicando le modalità di sostegno agli anziani: non solo provvedendo a bisogni di base (aiutare a portare la spesa o le medicine a domicilio, ad esempio) ma anche cercando tutti i mezzi per mitigare l’isolamento: in questi giorni, in vari istituti e case di riposo, agli anziani sono state recapitate lettere e video-messaggi da parte degli amici della Comunità, in particolare dei Giovani per la pace. E il programma “Viva gli Anziani”, presente a Roma e in altre città italiane, sta sviluppando una campagna informativa e di sostegno per aiutare gli anziani ad assumere le precauzioni necessarie.Una particolare attenzione richiede la situazione delle persone senza fissa dimora. La precarietà delle loro condizioni di vita è aggravata in questo periodo da un ulteriore isolamento generato dalla minore circolazione di persone (diventa più difficile per loro di ricevere attenzione e aiuto). Questo ci chiede di avere particolarmente a cuore la loro salute.Le mense della Comunità restano aperte e le distribuzioni dei pasti nelle “cene itineranti” proseguono, con le dovute precauzioni (uso di disinfettanti, ingressi scaglionati per mantenere le distanze di sicurezza, eventualmente pasti da portare via ), ma anche è necessario garantire a chi vive per la strada tutto ciò che può aiutare a proteggersi dal contagio. Per questo è iniziata una distribuzione, insieme al cibo, di gel igienizzanti e altri presidi utili. L’aumentato fabbisogno di cibo e di generi utili all’igiene è un invito ad una maggiore solidarietà.

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Accordo politico di Juba

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Juba. Sant’Egidio presente in questi giorni, con una sua delegazione, in Sud Sudan – si rallegra per l’intesa tra il presidente, Salva Kiir Mayardit, e il leader dell’opposizione, Riek Machar, che apre la strada alla formazione di un governo di unità nazionale, lungamente atteso, e lo ritiene un incoraggiamento a proseguire con ancora più convinzione il ruolo di mediatore, portato avanti ormai da tempo dalla Comunità per giungere alla pace in questo Paese, dopo dolorosi anni di guerra civile. “Si tratta – spiega Paolo Impagliazzo di un importante tassello per sostenere il cammino verso la pace e la definitiva cessazione delle ostilità, deciso da tutte le parti in lotta lo scorso gennaio a Roma”. Proprio a Sant’Egidio infatti, grazie alla mediazione della Comunità, è stata firmata il 13 gennaio scorso la “Dichiarazione di Roma”, alla hanno aderito anche i gruppi dell’opposizione che erano rimasti fuori dagli accordi di Addis Abeba del 2017 riunendo per la prima volta tutte le parti politiche del paese. Il documento, risultato di un lungo lavoro di mediazione tra le parti, si basa su tre i cardini: l’impegno alla cessazione delle ostilità; l’impegno a discutere e a valutare insieme – a Sant’Egidio – meccanismi per risolvere le divergenze; la garanzia per le organizzazioni umanitarie di poter operare nel paese a sostegno della popolazione civile. La Dichiarazione è stata firmata dai membri della delegazione del governo centrale del Sud Sudan, dai rappresentanti dei Movimenti di opposizione sud sudanesi che non hanno aderito all’accordo di pace rivitalizzato del 2018 ad Addis Abeba (Ssoma) e da quelli delle opposizioni firmatarie dell’accordo. Nella dichiarazione finale si era espressa anche gratitudine per quanto aveva fatto Papa Francesco con il suo appello a lasciare da parte le differenze e a cercare ciò che unisce, inginocchiandosi davanti ai leader del Paese per implorare la pace. Successivamente, a metà febbraio, si è tenuto, sempre a Sant’Egidio, il primo round negoziale a seguito della Dichiarazione di Roma. Alle trattative hanno partecipato una cinquantina di delegati in rappresentanza del governo del Paese africano, di tutte le forze politiche dell’opposizione (SSOMA, SPLM/IO, NDM, OPP, FDS) e di alcuni osservatori internazionali, tra cui l’IGAD, le Nazioni Unite e l’Unione Europea. L’incontro, svoltosi grazie alla mediazione di Sant’Egidio, ha sancito l’ingresso del SSOMA, sigla che riunisce tutti i movimenti di opposizione che non hanno aderito all’accordo di pace di Addis Abeba del settembre 2018, nel meccanismo di verifica e monitoraggio del cessate il fuoco. Il negoziato proseguirà nelle prossime settimane sulla governance e le cause principali del conflitto; il prossimo round sarà dedicato all’incontro tra i capi militari che dovranno rendere operative le decisioni prese in merito al cessate il fuoco e si svolgerà nel mese di marzo. Proprio per favorire i prossimi incontri tra le parti – che si svolgeranno sempre a Roma – una delegazione della Comunità di Sant’Egidio è presente in questi giorni a Juba.

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Sud Sudan, Sant’Egidio: nuovi progressi verso la pace

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Si è tenuto in questi giorni, presso la Comunità di Sant’Egidio, il primo round negoziale a seguito degli accordi per il cessate il fuoco in Sud Sudan, firmati a Roma lo scorso 12 gennaio. Alle trattative hanno partecipato una cinquantina di delegati in rappresentanza del governo del Paese africano, di tutte le forze politiche dell’opposizione (SSOMA, SPLM/IO, NDM, OPP, FDs) e di alcuni osservatori internazionali, tra cui l’IGAD, le Nazioni Unite e l’Unione Europea.L’incontro, svoltosi grazie alla mediazione di Sant’Egidio, sancisce l’ingresso del SSOMA, sigla che riunisce tutti i movimenti di opposizione che non hanno aderito all’accordo di pace di Addis Abeba del settembre 2018, nel meccanismo di verifica e monitoraggio del cessate il fuoco. “Si tratta di un passo necessario e cruciale per il consolidamento del processo di pace – ha dichiarato Paolo Impagliazzo, che ha portato avanti la mediazione per la Comunità di Sant’Egidio –, perché verranno garantite la sicurezza della popolazione civile e l’accesso delle organizzazioni internazionali in tutto il Paese”. Barnaba Marial Benjamin, inviato speciale del presidente Salva Kiir, ringraziando Sant’Egidio per aver creato le condizioni per “un dialogo inclusivo” ha osservato: “Siamo sulla strada giusta verso la pace, tanto desiderata da Papa Francesco, e abbiamo il mandato e la buona volontà per percorrerla”. A nome del SSOMA, il generale Thomas Cirillo Swaka ha ribadito “l’impegno a cessare le ostilità sul terreno e i toni minacciosi sui social media per creare le condizioni favorevoli al dialogo”. Il negoziato proseguirà nelle prossime settimane sulla governance e le cause principali del conflitto; il prossimo round sarà dedicato all’incontro tra i capi militari che dovranno rendere operative le decisioni prese in merito al cessate il fuoco e si svolgerà sempre a Roma nel mese di marzo.

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Giorno della Memoria: Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

A 75 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il Giorno della Memoria – che si celebra lunedì 27 gennaio – non è una semplice commemorazione, ma richiama le istituzioni e i cittadini ad una maggiore vigilanza di fronte alla crescita dei pregiudizi antisemiti e razzisti, accompagnati spesso da azioni violente e discriminatorie. Suscita preoccupazione e allarme anche l’affermazione, specie tra i giovani, di movimenti nazionalisti, sovranisti e xenofobi in diversi Paesi europei, compresa l’Italia. Occorre favorire a tutti i livelli, a partire dalle scuole e dalle università, la risposta più efficace all’odio, che è rappresentata dalla cultura. E’ necessario che si diffonda una maggiore conoscenza della storia ma anche delle persone: si odia chi si considera “diverso” perchè non lo si è mai incontrato. Anche per contrastare il sempre più preoccupante linguaggio dell’odio che corre sul web e contagia tanti.
Occorre ricordare che la riflessione sulla Shoah è stata determinante per la pace e la riconciliazione in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Ma il ricordo dell’abisso di Auschwitz non appartiene solo al passato. Costituisce al contrario un monito ineludibile il nostro continente: nel momento in cui vanno scomparendo i sopravvissuti e i testimoni di quella immensa tragedia è un dovere di tutti raccogliere la loro memoria e trasmetterla alle future generazioni. Un impegno fondamentale di fronte ad un antisemitismo che si fa minaccioso – e non solo a parole – come dimostrano i recenti attacchi alle comunità ebraiche a Halle, in Germania, e a Monsey, negli Stati Uniti.

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La Comunità ebraica di Roma, in lutto per la morte di Piero Terracina

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

La Comunità di Sant’Egidio si stringe attorno alla Comunità ebraica di Roma, in lutto per la morte di Piero Terracina. “Scompare uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz-Birkenau, la cui memoria va preservata contro qualsiasi forma di antisemitismo e razzismo. Terracina, scampato a Roma alla razzia del 16 ottobre 1943 ma successivamente deportato con la famiglia in seguito a una delazione, è stato un testimone fondamentale della Shoah. Lo ricordiamo con affetto , sempre in prima fila , in tante edizioni della marcia che ogni anno organizziamo insieme alla Comunità ebraica romana in ricordo del 16 ottobre. In un momento in cui assistiamo al risorgere di nuove, gravi, espressioni di antisemitismo, la sua scomparsa fa crescere la responsabilità di trasmettere la memoria del passato perchè non si riproduca e di costruire un futuro di pace“, ha dichiarato il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo.

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Sud Sudan, Sant’Egidio: governo e opposizione al lavoro per la pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Avanza il processo di riconciliazione in Sud Sudan, il più giovane Stato del mondo, nella consapevolezza che la pace e la stabilità dipendono dall’accettazione del pluralismo politico e religioso. “Siamo grati alla Comunità di Sant’Egidio di aver ospitato questi giorni di riflessione e dialogo sul futuro del nostro Paese, ancora segnato da divisioni e ostilità: un’importante occasione che ci ha permesso di lavorare insieme per la pace, tra forze politiche diverse, e rende possibile l’impossibile”, ha detto Gabriel Changson Chang, vicepresidente del National Pre-Transitional Committee, intervenendo in conferenza stampa a Sant’Egidio. Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità, ha ripercorso le tappe di un lavoro di mediazione che mira a porre fine alla sanguinosa guerra civile scoppiata all’indomani dell’indipendenza nel 2011. Dopo la firma dell’accordo di pace ad Addis Abeba, nel settembre 2018, il dialogo tra le parti ha avuto un momento decisivo nel ritiro spirituale a Santa Marta voluto da papa Francesco lo scorso aprile. “Stiamo lavorando insieme nonostante le difficoltà: questo è un punto importante. Ora la sfida è includere i movimenti e i partiti che non hanno firmato la pace e sostenere con ancora maggiore convinzione il National Pre-Transitional Committee, fino alla scadenza del suo mandato, prevista fra tre mesi”, ha osservato Garofalo. Changson ha espresso fiducia nella tregua e nel ritorno della popolazione nei villaggi, insieme all’impegno a preservare lo spirito di unità e la leale collaborazione tra le parti, “i mattoni con cui costruire il futuro del Paese”. Il ruolo dei cristiani, e in particolare del South Sudan Council of Churches, si è rivelato essenziale nei momenti di crisi – ha aggiunto Garofalo – come segno della “volontà di superare le divisioni e lavorare per il bene della popolazione, stremata da lunghi anni di guerra”. Changson ha infine sottolineato come tra i compiti della National Pre-Transitional Committee vi sia quello di individuare e liberare i bambini soldato, utilizzati da diverse fazioni nelle operazioni belliche.

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“Pace senza confini”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Madrid dal 15 al 17 settembre 2019.In migliaia arriveranno da tutta Europa per assistere all’evento, che sarà di fatto una grande manifestazione per la pace. Il programma prevede l’inaugurazione nel pomeriggio di domenica 15 settembre al Palacio Municipal de Congresos de Madrid, lo svolgimento dei panel per tutta la giornata del 16 e la mattina del 17 (nel centro storico della Capitale) e la cerimonia finale nella Plaza de la Catedral de la Almudena.“Pace senza confini”, promosso insieme all’arcidiocesi della capitale spagnola, ha l’obiettivo di dare risposte concrete di pace e di dialogo non solo di fronte ai focolai di guerre esistenti ma anche ad un clima di conflitto permanente a cui si stanno abituando le nostre società, a partire dalla violenza del linguaggio verbale e dal risorgere di fenomeni di razzismo e xenofobia.Rinnovando lo “spirito di Assisi” – come fa ogni anno Sant’Egidio assumendo l’eredità della prima grande Preghiera per la Pace, voluta da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 – si intende far crescere quella rete di dialogo, capace in passato di operare una “pace preventiva” in tanti angoli del mondo e di dissociare in modo fermo le religioni dalle guerre e da ogni forma di violenza e di terrorismo.Per tre giorni leader cristiani, ebrei, musulmani e delle religioni asiatiche interverranno, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura, in una trentina di tavole rotonde. Tanti gli argomenti al centro dell’attenzione, non solo il dialogo interreligioso e la prevenzione dei conflitti, ma anche la necessità del disarmo, l’emergenza ambientale, il futuro dell’Europa, il fenomeno delle migrazioni, i temi dello sviluppo e della giustizia sociale.Prevista la partecipazione di numerose personalità istituzionali, religiose e del mondo della cultura, per il momento oltre 300, provenienti da tutti i continenti, tra cui l’arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera, il rabbino capo di Tel Aviv, Israel Meir Lau, il rettore dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi.https://preghieraperlapace.santegidio.org/

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