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Posts Tagged ‘sanzioni’

Diritti umani: i deputati vogliono che la corruzione sia inclusa nel regime di sanzioni dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

Bruxelles. Parlamento europeo. La corruzione ha un impatto devastante sullo stato dei diritti umani, e spesso mina il funzionamento e la legittimità delle istituzioni e lo stato di diritto, afferma la risoluzione approvata. Ma a differenza di regimi simili, come la legge Magnitsky degli Stati Uniti, l’attuale regime globale di sanzioni in materia di diritti umani dell’UE (in inglese Global Human Rights Sanctions Regime – GHRSR), adottato nel dicembre 2020, non include la corruzione in relazione alle violazioni dei diritti umani come un reato punibile con misure restrittive. Il Parlamento sollecita dunque la Commissione europea a presentare una proposta legislativa che estenda la portata del GHRSR per coprire tale reato. I deputati dovrebbero anche essere in grado di sottoporre casi di gravi violazioni dei diritti umani, al fine di aumentare la legittimità del regime di sanzioni. Inoltre, i deputati insistono su un processo inclusivo per facilitare il contributo della società civile nella denuncia delle violazioni. Il PE chiede anche che sia introdotto il voto a maggioranza qualificata al Consiglio, anche quando le sanzioni sono adottate nell’ambito del GHRSR.Le contro-sanzioni mirano a dissuadere l’UE dal difendere i diritti umani. Inoltre, i deputati condannano qualsiasi contro-sanzione imposta all’UE, alle sue istituzioni e ai suoi deputati, organismi o cittadini, solo per aver difeso i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto attraverso il GHRSR. La risposta dell’UE a tali misure di ritorsione da parte di paesi terzi deve essere rapida e coordinata, sottolineano, aggiungendo che gli accordi bilaterali con questi paesi non devono minare il regime UE delle sanzioni e la sua credibilità in politica estera in generale. Il testo è stato adottato con 584 voti a favore, 73 contro e 33 astensioni.

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Il nuovo calvario della Siria si chiama “Sanzioni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Secondo mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco, la crisi economica siriana ha condotto al caos totale. «Giorno e notte le famiglie devono mettersi in coda in una serie di file interminabili» per procurarsi il cibo. «Questa scena caotica è diventata la norma», racconta il prelato alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Per mons. Nassar le sanzioni internazionali sono uno dei principali fattori che hanno determinato l’attuale crisi. «Le leggi estere che penalizzano gli Stati e le persone che osano inviare aiuti in Siria si aggiungono alle ingiuste sanzioni e moltiplicano la carenza di beni». Una combinazione di fattori, tra cui sanzioni internazionali e il crollo finanziario del Libano, principale partner commerciale, ha portato a un’impennata dei prezzi alimentari. Prima dell’inizio del conflitto nel 2011, una pagnotta da 2 kg costava circa 15 lire siriane; oggi una pagnotta da 1 kg costa tra le 100 e le 500 lire siriane. Nel febbraio 2020 il governo siriano ha introdotto le “smart card” che consentono alle famiglie l’accesso, a prezzi agevolati, a quantità razionate di beni di prima necessità, tra i quali pane, riso e tè. Per ottenere questi beni devono tuttavia aspettare in lunghe file, spesso per diverse ore. Per tutti questi motivi, prosegue il prelato, la comunità internazionale deve assumersi la sua parte di responsabilità per la situazione attuale. Mons. Samir ha spiegato anche che l’attuale situazione non consente ai siriani di iniziare a superare la guerra civile, conflitto che l’Inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba ha stimato abbia ucciso 400.000 persone. I commenti dell’arcivescovo maronita fanno eco a quelli condivisi recentemente con ACS dall’arcivescovo cattolico greco-melchita di Aleppo mons. Jean-Clément Jeanbart: «Le sanzioni non hanno altro risultato che far soffrire le persone e renderle povere e miserabili. Non avranno alcun effetto sul governo e sulle sue politiche, perché il governo è lontano dagli effetti delle sanzioni». Dall’inizio del conflitto in Siria ACS ha assicurato aiuti di emergenza offrendo pacchi viveri, latte e medicine, e ha sostenuto costi di prima necessità, inclusi riscaldamento e illuminazione, dando la priorità ai più poveri, ai malati e agli anziani.

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Cina: PE rifiuta di approvare l’accordo finché le sanzioni sono in vigore

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

In una risoluzione approvata giovedì con 599 voti favorevoli, 30 contrari e 58 astensioni, il Parlamento condanna con la massima fermezza le sanzioni “immotivate e arbitrarie” recentemente imposte dalle autorità cinesi a diversi individui ed entità europee, tra cui cinque deputati, affermando che la mossa di Pechino rappresenta un attacco alle libertà fondamentali ed esortando le autorità cinesi a revocare queste misure restrittive.La sospensione di qualsiasi valutazione dell’accordo globale UE-Cina in materia di investimenti (Comprehensive Agreement on Investment – CAI), concordato in linea di principio tra l’UE e la Cina nel dicembre 2020, così come qualsiasi discussione sulla sua ratifica da parte del Parlamento europeo, è “giustificata in virtù delle sanzioni cinesi in vigore”.I deputati chiedono che la Cina tolga le sanzioni prima di occuparsi dell’accordo, “senza pregiudicare l’esito del processo di ratifica”, e ricordano alla Commissione europea che terranno conto della situazione dei diritti umani in Cina, compresa Hong Kong, al momento di dell’approvazione del testo.Tuttavia, gli altri accordi commerciali e di investimento con partner regionali, compreso Taiwan, non dovrebbero subire le ripercussioni della sospensione della ratifica dell’accordo globale UE-Cina.Nonostante la reazione di Pechino, il Parlamento accoglie con favore l’inserimento da parte dell’UE di quattro cittadini e di un’entità cinesi nell’ambito del regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani, a causa del loro ruolo nelle gravi violazioni dei diritti umani contro gli uiguri e le persone di altre minoranze etniche musulmane nella regione cinese dello Xinjiang.I deputati chiedono anche di riequilibrare le relazioni UE-Cina, sostenendo l’adozione di un pacchetto di misure autonome quali una normativa contro gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere sul mercato interno, un divieto di importazione per le merci prodotte mediante lavoro forzato e un regolamento UE più efficace e rigoroso sul controllo degli investimenti esteri. Infine, l’UE deve poter rispondere adeguatamente alle minacce informatiche della Cina e agli attacchi ibridi.

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Russia: I Presidenti UE condannano le sanzioni russe contro i cittadini dell’Unione

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Dichiarazione congiunta dei Presidenti di Consiglio europeo, Commissione europea e Parlamento europeo sull’imposizione di misure restrittive nei confronti di otto cittadini UE.”Condanniamo con massima fermezza la decisione odierna delle autorità russe di vietare l’ingresso nel territorio russo a otto cittadini dell’Unione europea. Tra questi figurano il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, la vicepresidente della Commissione europea Věra Jourová, nonché sei funzionari degli Stati membri dell’UE. Questa azione è inaccettabile, priva di qualsiasi giustificazione giuridica ed è del tutto priva di fondamento. Si rivolge direttamente all’Unione europea e non solo alle persone interessate. Questa decisione è l’ultima e sorprendente dimostrazione di come la Federazione russa abbia scelto la strada dello scontro con l’UE invece di accettare di correggere la traiettoria negativa nelle relazioni bilaterali. L’UE si riserva il diritto di adottare misure appropriate in risposta alla decisione delle autorità russe.”

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AGCom sanziona WindTre e Vodafone

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

L’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni ha emesso una sanzione di quasi 700mila euro nei confronti di WindTre in seguito all’introduzione di un costo fisso mensile di 4 euro per alcune offerte di linea mobile a consumo. AGCom ha evidenziato come l’applicazione di una sorta di canone non sia una mera modifica contrattuale, come sostenuto dal gestore, bensì costituisca uno stravolgimento sostanziale della natura dell’offerta sottoscritta, configurando di fatto un nuovo contratto. Considerando poi che l’azienda ha anche impedito ai clienti coinvolti il passaggio gratuito ad un altro piano a consumo senza costi fissi, l’Authority, una volta condotti i necessari accertamenti, ha appunto emesso la sanzione. Alla sanzione comminata a WindTre si aggiunge inoltre la multa di 522mila euro emessa nei confronti di Vodafone in relazione alle cosiddette “SIM dormienti”, cioè SIM ricevute diversi anni addietro a titolo gratuito e con piano a consumo, mai utilizzate o inutilizzate anche da 10 anni, i cui titolari hanno però ricevuto, nel periodo compreso tra settembre 2019 e gennaio 2020, inaspettati e ingiustificati addebiti. Analogamente a quanto accaduto per WindTRe, anche Vodafone ha giustificato l’addebito con l’introduzione di un costo fisso sulle tariffe a consumo presentato come semplice modifica contrattuale e allo stesso modo la sanzione è stata comminata proprio perché anche in questo caso l’applicazione del canone configura un nuovo contratto a tutti gli effetti. Pur accogliendo positivamente l’intervento di AGCom su una problematica in passato posta anche da Federconsumatori e in merito alla quale molti consumatori si sono rivolti all’Associazione per informazioni e assistenza, dobbiamo sottolineare ancora una volta le gravissime criticità che ancora affliggono il settore delle telecomunicazioni. Troppo spesso le aziende adottano comportamenti non corretti e poco trasparenti quando non addirittura aggressivi, senza alcun rispetto per i diritti degli utenti. Inoltre le aziende ricorrono con eccessiva facilità alla facoltà di modificare unilateralmente i contratti, senza tuttavia mostrare altrettanta sollecitudine, almeno nella maggior parte dei casi, quando si tratta di fornire ai cittadini informazioni chiare ed esaustive. I consumatori, spesso disorientati, di rado hanno modo e strumenti adeguati a contrastare lo strapotere delle aziende: proprio per questo invochiamo ancora una volta con la massima urgenza la riforma delle Autorità che chiediamo da tempo e che consentirebbe di istituire un sistema di controllo realmente efficace, con tempi decisionali rapidi ed effettivi poteri regolatori e coercitivi assegnati alle Authority.

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Telecomunicazioni: le sanzioni AGCom a TIM e Vodafone

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

Dimostrano l’urgenza di una riforma che assegni alle Authority effettivi poteri regolatori e coercitivi per non lasciare gli utenti in balìa delle aziende. All’inizio dello scorso anno a numerosi clienti TIM è stata notificata l’introduzione di un costo fisso mensile per molte offerte di linea mobile a consumo, sulle quali è stato applicato una sorta di canone di 1,99 euro al mese. Tale modifica ha di fatto impedito agli utenti di fruire della tariffa scelta al momento della sottoscrizione degli abbonamenti in questione e proprio per questo AGCom ha sanzionato la società per 928mila euro, sottolineando come la possibilità di variazione del piano tariffario proposta da TIM ai propri clienti abbia finito in realtà per stravolgere il contratto originario, implicando nuovi obblighi e la costituzione di una nuova prestazione. La condotta della società, quindi, ha prodotto conseguenze troppo rilevanti per poter essere considerata come una “semplice” modifica unilaterale del contratto. Alla sanzione comminata a TIM si aggiunge inoltre la multa di oltre 770mila euro emessa nei confronti di Vodafone in relazione all’offerta Internet Unlimited. Il piano tariffario è stato pubblicizzato come all inclusive ma comprende in realtà costi extra non chiaramente indicati nel prospetto informativo, cosa che impedisce agli utenti una conoscenza piena e completa delle informazioni contrattuali. Accogliamo positivamente l’intervento di AGCom, che tuttavia non è che la punta dell’iceberg. Le vicende in questione dimostrano per l’ennesima volta che nel settore delle telecomunicazioni persistono gravi criticità, soprattutto in merito ai comportamenti aggressivi e poco trasparenti messi in atto dalle aziende, che non di rado si sentono libere di non rispettare i diritti degli utenti. Il mercato della telefonia continua, purtroppo, ad essere una giungla, in cui i consumatori, disorientati, restano spesso in balìa delle condotte scorrette delle compagnie. Una situazione, questa, che si è protratta fin troppo a lungo e che dimostra ancora una volta l’urgenza di una riforma delle Autorità finalizzata ad istituire un sistema di controllo realmente efficace, con tempi decisionali rapidi ed effettivi poteri regolatori e coercitivi assegnati alle Authority.

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Antitrust: sanzione a Eni, Enel e Sen per 12,5 milioni complessivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

L’Autorità ha sanzionato Eni, Enel e Sen per 12,5 milioni complessivi, avendo accertato l’ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas. “Finalmente si chiude una lunga battaglia che abbiamo condotto sulla prescrizione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che ha segnalato, insieme ad altre, le società all’Authority.”Ogni scusa era buona per non concederla, scaricando la responsabilità sull’utente finale, spesso supportati anche dai distributori locali. Ora che la prescrizione si applica senza se e senza, grazie all’ultima modifica introdotta con la Legge di Bilancio del 2020, il problema è stato in gran parte risolto” prosegue Dona. “Ma i consumatori devono riavere i soldi maltolti e, soprattutto, poter bloccare i pagamenti in corso. Ci sono famiglie, infatti, che stanno ancora pagando la rateizzazione per via di bollette pluriennali. Ora servono anche le condanne dei distributori. Insomma, la guerra non è ancora finita” conclude Dona.

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Cashback. Occhio alle sanzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Al di là dei tragicomici malfunzionamenti della app Io per accedere al cashback di Natale, nell’euforia degli annunci il Governo si è dimenticato di porre in sufficiente evidenza un particolare non da poco. Chi usa bancomat, carta di credito etc. anche per scopi professionali non può partecipare al programma. Può farlo solo se registra nel sistema uno strumento di pagamento che usa esclusivamente per acquisti effettuati a titolo privato. Vuol dire che, personalizzando, se sono un avvocato e compro un codice penale pagando con la carta che ho registrato su Io compio un illecito penale (falsa dichiarazione), non otterrò alcun rimborso del 10% e sarò cancellata dal “programma Cashback”, con privato disdoro e pubblico procedimento penale. Spersonalizzando, veniamo al consiglio: chi utilizza un unico mezzo di pagamento elettronico per pagare sia spese personali che lavorative farà bene a chiedere (e di conseguenza pagare) alla propria banca un bancomat/carta di credito separata ed ulteriore, e destinarla solo ad acquisti collegabili al proprio lavoro, evitando di registrarla. Oppure farà bene a rinunciare al cashback… Emmanuela Bertucci, legale Aduc

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L’UE deve rivedere le sue relazioni con la Bielorussia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Parlamento Europeo. Il PE sostiene che i negoziati sulle priorità del partenariato con la Bielorussia vadano sospesi fino all’organizzazione di nuove elezioni libere ed eque. Il PE ha adottato mercoledì una serie di raccomandazioni su come l’UE dovrebbe rivalutare i suoi rapporti con la Bielorussia. Nella risoluzione, si fa il punto sugli avvenimenti prima e dopo le elezioni presidenziali fraudolente del 9 agosto, che hanno portato all’esplosione di una rivolta popolare contro l’attuale regime. Il testo è stato approvato con 602 voti favorevoli, 44 contrari e 44 astensioni. Nel testo vengono ribaditi molti aspetti dell’ultima risoluzione del PE sulla Bielorussia, adottata il 17 settembre e inoltre: • si sostiene la decisione dell’UE e dei suoi Stati membri di non riconoscere i risultati elettorali fraudolenti annunciati dalla Commissione elettorale centrale bielorussa; • si sottolinea che Aliaksandr Lukashenka non sarà riconosciuto come legittimo presidente del Paese alla scadenza del suo attuale mandato, il 5 novembre 2020; • si sostiene in modo inequivocabile il popolo bielorusso nelle sue legittime richieste di nuove elezioni libere ed eque sotto la supervisione internazionale; • si osserva che secondo i sondaggi sociologici indipendenti Sviatlana Tsikhanouskaya ha ricevuto oltre la metà dei voti alle elezioni presidenziali del 2020 ed è agli occhi del popolo bielorusso il loro presidente eletto; • si riconosce il Consiglio di coordinamento (CC) istituito da Sviatlana Tsikhanouskaya quale rappresentante legittimo del popolo che chiede un cambiamento democratico e la libertà in Bielorussia; • si chiede l’immediata cessazione immediata della violenza, della repressione crudele, della tortura e della stretta nei confronti di manifestanti pacifici, e che tutti i prigionieri politici, i membri della società civile e i giornalisti vengano rilasciati immediatamente e senza condizioni; • si invita l’UE ad attuare quanto prima le sanzioni concordate dai ministri degli affari esteri dei Paesi UE e dal Consiglio europeo, rivolte ad un ampio gruppo di persone attraverso il congelamento dei beni e il divieto di ingresso in UE, oltre ad allargare il gruppo di persone per includervi Aliaksandr Lukashenka; • si sostiene l’iniziativa di istituire una missione ad alto livello in Bielorussia, composta da ex capi di Stato o di governo con il compito di contribuire a porre fine alla violenza, assistere nella liberazione di prigionieri e detenuti politici e promuovere un ambiente favorevole a un dialogo politico nel Paese; • si afferma che i negoziati sulle priorità del partenariato UE-Bielorussia devono essere sospesi fino a quando non si svolgeranno elezioni presidenziali libere ed eque. Oltre alla situazione politica in Bielorussia, la lista completa delle raccomandazioni include, tra le altre cose, tematiche relative alla cooperazione economica e settoriale, ai contatti interpersonali e all’energia nucleare.

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L’Unione Europea impone sanzioni contro gli attacchi informatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

L’Unione Europea, per la prima volta in assoluto, ha imposto sanzioni contro i cyber attaccanti. Si tratta di sei individui e tre organizzazioni accusate di aver compiuto gli attacchi WannaCry, NotPetya e Cloud Hopper.Le sanzioni governative imposte includono il divieto di viaggio e il congelamento dei beni. Per FireEye, nota società di cyber security, a cura di John Hultquist, Senior Director of Analysis, Mandiant Threat Intelligence.“L’Unione Europea ha imposto sanzioni ai danni di più persone e organizzazioni per il loro ruolo in una serie di attacchi e attività di spionaggio informatici. Le sanzioni sono legate agli attacchi NotPetya e al blackout causato in Ucraina dal GRU, nonché a un’attività di spionaggio informatico tentato contro l’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) da parte degli stessi. WannaCry è stato un altro evento distruttivo globale simile a NotPetya basato su ransomware, sebbene sia stato compiuto da agressori nordcoreani. Cloud Hopper è stata una complessa operazione di spionaggio informatico a lungo termine che ha preso di mira i service provider per ottenere così l’accesso a terze parti, queste operazioni sono state effettuate da contractor cinesi che operano per conto del Ministero per la Sicurezza dello Stato.NotPetya e WannaCry sono stati due dei più devastanti attacchi informatici della storia, che hanno causato miliardi di dollari di danni, distruggendo molti sistemi vitali come quelli appartenenti all’NHS (Servizio Sanitario Nazionale) del Regno Unito. Una delle vittime di NotPetya ha subito danni per 1,3 miliardi di dollari. L’attacco NotPetya è stato condotto dagli aggressori del GRU noti come Sandworm, che in precedenza avevano condotto altri due attacchi alla rete dell’Ucraina. Questi stessi aggressori hanno tentato un attacco alle Olimpiadi di Pyeongchang, anche se nessuna dichiarazione governativa ha accusato il Governo Russo per il ruolo nell’incidente.La campagna Cloud Hopper è stata una complessa operazione di raccolta di dati, che aveva lo scopo di reperire informazioni piuttosto che interrompere la fruizione dei sistemi. APT10 ha ottenuto l’accesso a diversi Managed Service Provider come ponte per colpirne i relativi clienti – ovvero le organizzazioni che si erano avvalse a tali fornitori per gestire il loro sistemi IT. La Cina e altri continuano a svolgere questa tipologia di attività, spostandosi verso i fornitori di telecomunicazioni e IT, dove possono così compromettere più organizzazioni e più individui contemporaneamente.Il GRU ha effettuato anche un tentativo di hackerare la rete Wi-Fi dell’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche), visitando fisicamente le loro strutture basate all’Aia. L’operazione è stata interrotta ma questa unità è stata coinvolta in operazioni simili in Svizzera, Brasile e Malesia aventi come obiettivo le Olimpiadi. L’utilizzo costante di squadre di persone dell’intelligence ad integrazione degli sforzi per queste compromissioni rende il GRU un avversario particolarmente pericoloso. Le sanzioni possono essere particolarmente efficaci per interrompere questa attività, poiché possono ostacolare la libera circolazione di coloro che lo compongono”.

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Enac: istruttorie su voucher compagnie, rischio sanzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

L’Enac ha annunciato di aver avviato istruttorie per sanzioni a compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri.”Bene, ottima notizia! Chiediamo all’Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” prosegue Dona.”Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell’UE sia se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona.

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Commissione europea sugli aiuti umanitari per combattere il coronavirus destinati alla Siria nonostante le sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2020

La Commissione europea ha pubblicato orientamenti dettagliati su come gli aiuti umanitari collegati al coronavirus possano essere inviati a paesi e zone del mondo soggetti a sanzioni dell’UE.La nota di orientamento sulla Siria è la prima di una serie completa di domande e risposte che mirano a fornire orientamenti pratici su come rispettare le sanzioni dell’UE quando si forniscono aiuti umanitari, in particolare assistenza medica, per combattere la pandemia di coronavirus. Chiarendo le responsabilità e i processi per la fornitura degli aiuti, questa nota intende agevolare il compito degli operatori umanitari in Siria. Dovrebbe accelerare l’inoltro di attrezzature e assistenza per combattere la pandemia di coronavirus in Siria. La nota è rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella fornitura di aiuti umanitari, quali le autorità competenti degli Stati membri dell’UE, che gestiscono l’applicazione delle sanzioni dell’UE, e gli operatori pubblici e privati (donatori, ONG, banche e altri attori coinvolti nelle attività umanitarie), che devono rispettare le sanzioni dell’UE quando forniscono assistenza.

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Le nuove sanzioni in materia Coronavirus. Come, nel caso, ci si difende in questo groviglio di norme?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il nuovo Decreto Legge n. 19 approvato il 25 marzo 2020 prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento emesse per l’epidemia sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. In altre parole, viene introdotta una sanzione amministrativa per la violazione del divieto di “uscire di casa” (salve le necessità espressamente previste) e, contestualmente, vengono depenalizzate le medesime condotte: la violazione di questi divieti non è più prevista come reato. Cosa succederà adesso alle decine di migliaia di soggetti già denunciati per la violazione dell’art. 650 c.p.?Verosimilmente nulla di grave, visto che è espressamente previsto dal Decreto Legge la applicazione della sanzione amministrativa attualmente in vigore nella misura minima, ridotta della metà (e dunque 200 euro).
E per quanto riguarda le autocertificazioni mendaci?
Fatte salve tutte le considerazioni relative al caso singolo vi saranno, ad avviso di chi scrive, ampi margini di difesa per almeno due ordini di ragioni (come avevamo già scritto https://www.aduc.it/articolo/reati+materia+coronavirus+spunti+difensivi+prassi_30822.php):
1) nessuno può essere costretto a fare dichiarazioni che lo danneggiano e, dunque, nel momento in cui doveva essere contestato l’art. 650 c.p., i soggetti fermati non avrebbero potuto essere costretti a consegnare un’auto-dichiarazione falsa, né tanto meno a compilarla davanti alle forze dell’ordine;
2) l’art. 495 c.p. non pare contestabile a chi non abbia dichiarato false generalità. La possibilità di configurare il reato di falso ideologico dovrebbe essere rivalutata da oggi, essendo entrato in vigore il nuovo decreto legge e non essendo la violazione dei divieti, da sola, sufficiente ad integrare reato. Il decreto legge prevede poi ulteriori sanzioni in un crescendo di gravità, giungendo a prevedere espressamente la applicabilità di gravi fattispecie di reato.
In particolare, per la violazione dei divieti riguardanti l’apertura dei pubblici esercizi o luoghi dove tipicamente si verificano grossi assembramenti (ivi compresi mercati, cinema, teatri, palestre, eccetera) è prevista, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni: inoltre è conferito alle forze dell’ordine il potere di disporre immediatamente “la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio” per un massimo di 5 giorni.
La sanzione amministrativa è raddoppiata (e la eventuale chiusura dell’esercizio sarà di 30 giorni) nel caso di violazione reiterata.
Viene poi previsto un divieto “assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus”. La violazione di questo divieto è punita con un reato contravvenzionale, per cui è prevista una pena delle reclusione da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.
Questa fattispecie è applicabile “salvo che il fatto non costituisca violazione dell’art. 452 del codice penale o comunque più grave reato”: si è dunque voluto richiamare espressamente il reato di epidemia colposa.Ma come ci si difende in questo groviglio di norme? La difesa è altamente tecnica, ma proviamo a dare qualche spunto sintetico:
1. Per le vecchie contestazioni dell’art. 650 c.p., nel caso in cui non sia disposta l’archiviazione di ufficio, potrà essere richiesta – con gli strumenti opportuni – l’emissione di una sentenza di assoluzione perché il fatto non è previsto dalla legge come reato;
2. Per le nuove sanzioni amministrative potrà essere valutato, ove vi siano i presupposti, un ricorso al Giudice di Pace per ottenere l’annullamento della sanzione;
3. Per le contestazioni relative alla falsità della auto-dichiarazione dovrà essere valutata una linea difensiva che consideri tutte le circostanze di fatto e consenta di affrontare il processo penale ordinario per ottenere una sentenza assolutoria o di ricorrere a riti alternativi;
4. Anche per le contestazioni relative alla violazione della quarantena per i soggetti risultati positivi dovranno essere valutate tutte le circostanze di fatto e, essendo esclusa la possibilità di ricorrere alla oblazione, sarà necessario scegliere il rito più opportuno;
5. Per le contestazioni più gravi, fra le quali, ad esempio il reato di epidemia colposa (o dolosa), dovrà essere considerata – fra le altre cose – la sussistenza del nesso di causalità fra la condotta (la violazione dei divieti) e l’evento (il provato diffondersi dell’epidemia).
Ci troviamo in una situazione di emergenza, ma il ricorso alle norme punitive da parte del Legislatore è sempre stato segnato da richiami caotici ed errati in diritto: oggi l’approccio del Governo non sembra migliorare.Questa genericità si riflette nel testo normativo, dove si richiamano gravi conseguenze penali per soggetti “risultati positivi al virus” senza neppure chiarire di quale virus stiamo parlando.Al contrario, per il futuro, dopo che i danni più gravi sono già stati fatti, si è optato per il ricorso a più che rilevanti sanzioni pecuniarie amministrative che, come tali, possono essere applicate senza che al soggetto siano riconosciute le garanzie del processo penale. (Fabio Clauser, legale, consulente Aduc)

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Federconsumatori per la sospensione delle rette scolastiche e delle sanzioni per i parcheggi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Crescono le segnalazioni dei cittadini che, a causa della chiusura scolastica, chiedono informazioni in merito al pagamento di rette, abbonamenti al trasporto pubblico locale e sosta nelle strisce blu.Cittadini che aspettano risposte, per questo abbiamo sollecitato da parte del Ministro dell’istruzione e del Presidente dell’ANCI l’adozione di provvedimenti straordinari, per far sì che i cittadini, oltre alle preoccupazioni di una situazione già di per sé molto difficile, non debbano anche fare i conti con ulteriori problemi.
Nel dettaglio abbiamo chiesto il congelamento del pagamento delle rette scolastiche, universitarie, nonché alle rette delle mense site all’interno degli istituti e quelle relative agli asili nido privati.A seguito della chiusura degli istituti di ogni ordine e grado molte famiglie si trovano a dover pagare ugualmente per un servizio di cui non stanno usufruendo.Inoltre, alla luce delle misure adottate dal Governo con il D.P.C.M. 11 marzo 2020, che hanno giustamente invitato i cittadini a rimanere presso le proprie abitazioni per limitare al massimo la diffusione ed il contagio del virus, abbiamo chiesto di disporre la sospensione delle sanzioni per la sosta degli autoveicoli nelle strisce blu: sarebbe ingiusto ricevere una multa per aver rispettato le disposizioni rimanendo a casa.Lo stesso dovrebbe valere per gli abbonamenti del trasporto pubblico locale, pagati da utenti che non ne stanno usufruendo e che, a questo punto, dovrebbero poter sfruttare l’abbonamento pagato non appena ritornerà tutto alla normalità.Si tratta a nostro avviso di un atto doveroso per venire incontro alle esigenze dei cittadini, dare loro respiro anche in termini economici, dal momento che già in molte realtà si prospettano ripercussioni sul piano del lavoro.

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28 giorni: la ulteriore sanzione AGCom conferma l’automatismo dei rimborsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ancora una volta un’Authority interviene nei confronti delle compagnie telefoniche per la fatturazione a 28 giorni. Il criterio automatico nell’erogazione dei rimborsi dei giorni illegittimamente erosi è stato sancito, confermato e più volte riconosciuto da delibere, disposizioni ad hoc, pronunciamenti e sentenze ma resta ancora disatteso da parte delle compagnie telefoniche. La sanzione emessa nei giorni scorsi da AGCom per complessivi 9 milioni di euro nei confronti di Fastweb, Tim, Vodafone e Wind 3 per non aver erogato in automatico tali rimborsi, subordinandoli all’invio di una specifica richiesta da parte dell’utente, quindi, non è che l’ennesima conferma della condotta scorretta messa in atto dai gestori.Lo abbiamo evidenziato più volte e non ci stanchiamo di ribadirlo: la questione si sta protraendo oltre ogni ragionevole limite e i tempi si stanno dilatando a dismisura, a tutto vantaggio dei gestori e a spese di chi invece ha pieno diritto ad essere risarcito. Come Federconsumatori ci siamo opposti fermamente, e continuiamo a farlo, alle procedure di richiesta dei rimborsi, tanto che non solo abbiamo inviato formale diffida a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre ma abbiamo anche avviato l’iter per azioni legali collettive per il definitivo riconoscimento degli indennizzi automatici.Cogliamo anche l’occasione per rinnovare l’invito a coloro i quali abbiano necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.

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Antitrust: sanzione di 4,8 mln di euro a Telecom per offerte di Winback

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un’istruttoria nei confronti di Telecom Italia S.p.A., accertando due violazioni del Codice del Consumo, e irrogando sanzioni per un importo complessivo di 4,8 milioni di euro.”Bene, ottima notizia! Dopo le condanne di Wind Tre e Vodafone è ora la volta di Telecom” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le compagnie telefoniche la devono smettere di mandare sms o fare telefonate in cui omettono di indicare tutti i costi legati alle loro offerte o i vincoli per usufruirne. Il preventivo consenso del consumatore va sempre chiesto e deve essere espresso” conclude Dona.

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Codice Rosso: in un volume tutte le norme e le sanzioni per prevenire le violenze e tutelare le vittime

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Un ‘codice rosso’, in sanità, identifica un caso a rischio. Per trattarlo con precedenza su tutti gli altri. Con lo stesso intento, cioè assicurare la priorità di trattamento e la massima tutela alle vittime di violenza, anche indirette (ad esempio orfani per crimini domestici), è nato il “Codice Rosso”, la legge approvata il 29 luglio 2019 dal Parlamento per rafforzare la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere.A partire dalle nuove norme, che inevitabilmente invitano a riflettere su un drammatico e sempre più preoccupante fenomeno sociale, è stato redatto – ed è disponibile da oggi libreria – “CODICE ROSSO, La tutela delle vittime dopo la legge 19 luglio 2019, n. 69”, curato da Valerio de Gioia, Giudice Penale specializzato nei reati contro i soggetti vulnerabili e da Gian Ettore Gassani, Avvocato Cassazionista, presidente nazionale dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani. Il volume, edito da La Tribuna, riunisce tutte le disposizioni – civilistiche, penalistiche, sostanziali e processuali – attualmente in vigore e utili a prevenire la violenza di genere e che possono presentarsi nelle relazioni familiari e affettive.Gli autori, partendo dalla legge del 19 luglio 2019 in vigore dal 9 agosto e a fronte del numero crescente di violenze nelle relazioni domestiche rivolte in particolare alle donne, hanno riunito le disposizioni che vanno dall’ammonimento all’allontanamento dalla casa familiare, hanno raccolto le norme che disciplinano la separazione e il divorzio o la cessazione delle convivenze o delle unioni civili e quelle nate per sanzionare, comprese quelle che puniscono il cosiddetto revenge porn e l’omicidio di identità.
Valerio de Gioia e Gian Ettore Gassani hanno inoltre scelto di inserire nel volume tutte le disposizioni in tema di pari opportunità e di tutela della maternità: “Il fenomeno della violenza familiare talvolta affonda le sue radici in una mentalità retrograda, che colloca la donna in una posizione di subordinazione”, affermano gli autori. Gli ultimi dati ISTAT confermano purtroppo la diffusione di una situazione preoccupante in tutto il Paese: quasi 7 milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro). I numeri sono ancora più sconvolgenti se si considera che a praticare le violenze siano stati partner o ex partner.

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Antitrust: sanzione a società noleggio auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

L’Autorità della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato la società B Rent S.r.l., che svolge attività di noleggio autoveicoli senza conducente, con una sanzione amministrativa pecuniaria di 250.000 euro per pratica commerciale scorretta.”Bene, sono troppe la pratiche scorrette in questo campo. Non è la prima volta che viene condannata una società di noleggio auto. Già nel 2018, grazie ad un nostro esposto, ci fu una condanna analoga” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo non è infrequente l’abitudine di addebitare, in modo ingiustificato, importi a titolo di rimborso per danni riscontrati sulle autovetture noleggiate. In alcuni casi si tratta addirittura di danni preesistenti. Per questo suggeriamo ai consumatori la massima cautela” conclude Dona. Di seguito alcuni suggerimenti:
Al ritiro: se non avete accettato la cancellazione della franchigia, ispezionate attentamente l’esterno dell’auto a noleggio, per verificare eventuali danni a carrozzeria e cristalli e, se del caso, fateli riportare sul contratto; verificate anche l’esistenza della ruota di scorta e degli attrezzi di bordo, sia per evitare contestazioni al rientro e soprattutto per non trovarsi nei guai. Controllate che l’indicatore di livello carburante segnali il pieno.
Durante l’utilizzo: l’auto a noleggio è assicurata contro il furto e anche contro danni da collisione, ma se parcheggiate e ve ne andate a spasso con le chiavi nel cruscotto, oppure fate condurre il veicolo da un terzo non registrato e sbatte contro un parapetto per negligenza o imperizia, la compagnia assicuratrice potrebbe rivalersi su di voi. Utilizzate la normale diligenza, controllate il livello dei liquidi e la pressione delle gomme. Se avete un incidente, che non blocca il veicolo, compilate il modulo di constatazione amichevole (il CID) attentamente, per consegnarlo al rientro; se l’incidente blocca il veicolo chiamate il numero di emergenza per il recupero del veicolo e la sua sostituzione per completare il periodo di noleggio. Se ci sono feriti o comunque lesioni (vostre o di altri), preoccupatevi di avere la documentazione medica relativa per l’assicurazione. Comunque, in caso di incidente, usate il vostro smartphone per fotografare la scena, i danni ed il contesto stradale.
Al rientro: lasciatevi un margine di tempo utile per la riconsegna del veicolo; arrivare tardi con l’aereo o il treno che sta per partire e quindi lasciare le chiavi in una cassetta può essere comodo, ma vi espone a rischi di piccoli abusi che non potrete più controllare. La cosa migliore è organizzarsi per riconsegnare il veicolo nelle ore di apertura del punto di noleggio e far accettare il veicolo da un addetto: eventuali danni dovranno esservi contestati, insieme alle eventuali modalità di valorizzazione degli stessi. Riceverete fattura per posta o email e l’addebito sulla vostra carta di credito. Se invece dovete lasciare le chiavi e correre, sarebbe buona cosa fotografare il veicolo nel parcheggio del punto di noleggio per documentarne il rientro e l’assenza di danni, oppure l’estensione dei medesimi.
Dopo la consegna. Dopo aver riconsegnata l’auto a noleggio, potreste ricevere una richiesta per danni: il preventivo deve essere circostanziato e documentato con fotografie, che potrete utilizzare per una valutazione dal vostro carrozziere di fiducia sulla congruità del preventivo stesso.Se siete certi che nessun danno era visibile alla riconsegna (per questo sarebbe bene fare alcune foto del veicolo) contestate il preventivo e diffidate il punto di noleggio ad addebitare alcunché sulla vostra carta di credito; avvertite preventivamente la banca che gestisce la vostra carta che potreste dover disconoscere degli addebiti non dovuti da parte del punto di noleggio.Potreste ricevere richiesta di rimborso di multe notificate all’azienda di noleggio per infrazioni rilevate durante il periodo del vostro noleggio; vi devono inviare copia del verbale. Verificate i tempi di notifica e la fondatezza della multa per permettere all’azienda di noleggio di fare eventualmente ricorso.

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M5S Lombardia: Stop sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Milano. Stop alle sanzioni alla Russia. Lo chiede il M5S Lombardia con un emendamento a firma dei consiglieri Marco Fumagalli e Raffaele Erba in discussione oggi nell’ambito dei lavori sulla Proposta di risoluzione concernente il Programma della Commissione Europea 2019. L’emendamento chiede di “appoggiare e sostenere l’azione del Governo presso le Istituzioni Europee per bloccare il rinnovo delle sanzioni economiche stabilite dal Consiglio Europeo contro la Russia. Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “La Russia è un Paese importante e in crescita. Le aziende lombarde possono esprimere tutta la loro creatività e capacità commerciale in un mercato così premettente. I pregiudizi politici nei confronti della Russia sono un grave limite per le nostre imprese e devono essere superati.Non si possono usare due pesi e due misure nel giudicare i partner economici”.

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Codici: finanziamento auto, dopo la sanzione dell’Agcm scatta il risarcimento

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Hai stipulato un finanziamento per l’acquisto della tua auto tra il 2009 ed il 2017? Hai diritto ad un risarcimento del danno pari agli interessi pagati sul finanziamento stesso. È la conseguenza della sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato lo scorso 20 dicembre ai costruttori di auto ed alle rispettive banche per aver messo in atto un cartello, ovvero un’intesa restrittiva della concorrenza diretta ad alterare il funzionamento della concorrenza e così facendo ad alterare i prezzi a danno degli utenti.Responsabili dell’intesa sono state le società Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG. In considerazione della gravità e della durata dell’infrazione, l’Autorità ha imposto sanzioni per 678 milioni di euro.
“Secondo la legge – spiega l’Avvocato di Codici Marcello Padovani – in caso di intesa restrittiva della concorrenza, i contratti stipulati tra le imprese parte del cartello e gli utenti finali sono nulli, con i conseguenti obblighi restitutori. In questo caso, la nullità non può che colpire gli interessi pagati e da pagare in esecuzione del contratto di finanziamento stipulato per l’acquisto dell’auto”.Chi ha stipulato un contratto di finanziamento per l’acquisto dell’auto può contattare l’Associazione Codici al numero telefonico 06.5571996

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