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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘sanzioni’

Economia russa in ginocchio. La balla delle sanzioni che non funzionano

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

Dall’inizio della guerra all’Ucraina, la Russia ha perso più di mille società globali che rappresentano circa il 40% del suo Prodotto interno lordo, cioè della ricchezza che è in grado di produrre in un anno. Queste imprese costituiscono il 12% della forza lavoro russa (5 milioni di persone). L’Associazione russa per le comunicazioni elettroniche, in una relazione alla Camera bassa del Parlamento russo, ha rilevato che, fino a maggio scorso, da 50mila a 70mila lavoratori tecnologici erano fuggiti dal Paese. Un massiccio esodo di cervelli, difficilmente rimpiazzabili. Dovrebbero bastare questi dati per confutare le tesi di noti cultori di geopolitica, di politici in cerca di voti e di giornalisti che hanno qualche difficoltà di comprensione dell’economia che sostengono l’inefficacia delle sanzioni alla Russia e ne chiedono la revisione. Circola perfino la notizia che la Russia è in una fase di prosperità. Ricordiamo, allora, ciò che ha detto la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina: “L’attività economica è in declino. La cessazione delle relazioni economiche a lungo termine avrà un impatto negativo”.Le sanzioni occidentali hanno inserito nella lista nera la maggior parte delle grandi banche russe e tagliato i legami della Russia con le reti logistiche internazionali. E’ bloccato il sistema per le transazioni internazionali bancarie Swift e congelati all’estero 300 miliardi di dollari della Banca centrale russa. L’apparato industriale è in forte sofferenza per il blocco delle importazioni, in particolare di tecnologia occidentale, indispensabile per il settore manifatturiero: dall’inizio dell’invasione le importazioni in Russia sono crollate del 50%.Le notizie, false, che provengono dal Cremlino sono dovute ad una accurata selezione degli indicatori economici favorevoli, omettendo quelli sfavorevoli. I dati favorevoli sono diffusi con grande risalto e trovano ampia eco sui media occidentali, inducendo la sensazione che è in atto una guerra di logoramento economico che sta mettendo a dura prova l’Occidente. Il governo russo ha progressivamente trattenuto un numero crescente di statistiche chiave che, prima della guerra, venivano aggiornate su base mensile, compresi tutti i dati del commercio estero. I fatti sono che la Russia sta perdendo i mercati principali come esportatrice di materie prime, tra i quali il gas, i cui afflussi all’Europa rappresentavano l’83% delle destinazioni mondiali. Per quanto veritieri, dati pubblicati dalla compagnia energetica statale russa Gazprom mostrano che la produzione è già diminuita di oltre il 35%. Non c’è dubbio che la Russia sta perdendo il suo status di superpotenza energetica, con un deterioramento irrevocabile del suo posizionamento economico-strategico come fornitore affidabile di materie prime. Inoltre, la Russia è sostanzialmente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali, il che limita la sua capacità di attingere ai bacini di capitali necessari per rivitalizzare la sua economia paralizzata (“Foreign Policy”).Per l’Occidente non è proprio il tempo di mollare. (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 1 settembre 2022) Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Antitrust: sanzioni da 5 mln a UnipolSai e Generali

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2022

L’Antitrust ha sanzionato per 5 milioni di euro UnipolSai Assicurazioni e Generali Italia per aver adottato, nella fase di liquidazione dei danni RC auto, una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del consumo.”Bene, ma la sanzione è decisamente insufficiente. E’ evidente che questo è uno di quei casi dove si capisce che il legislatore deve togliere l’assurdo tetto di 5 milioni di euro alle sanzioni dell’Antitrust” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il danno per i consumatori in questo caso è davvero notevole e corrisponde a un guadagno delle compagnie assicurative che è frutto di questa pratica ingannevole e aggressiva. Andrebbe previsto per legge che le multe delle Authority debbano sempre superare l’illecito guadagno, altrimenti non possono avere alcuna efficacia deterrente. Invece la class politica sta andando nella direzione opposta e, ad esempio, nel recepire la direttiva (UE) 2019/2161, si prevede che l’ampliamento delle sanzioni dal 2 al 4 per cento del fatturato non valgano nel caso di violazioni del del Codice del consumo” conclude Dona.

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PE: applicare alla Bielorussia tutte le sanzioni UE contro la Russia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles. In una risoluzione adottata giovedì, il Parlamento europeo si oppone con forza al ruolo svolto dal regime bielorusso nell’assistenza alla guerra illegale della Russia contro l’Ucraina, compresi il cosiddetto referendum per ripristinare lo status nucleare del paese e l’uso del territorio bielorusso da parte dell’esercito russo per muovere truppe e armi, utilizzare lo spazio aereo, rifornirsi di carburante e immagazzinare munizioni militari. Secondo i deputati, il regime bielorusso è corresponsabile dell’attacco e deve subirne le conseguenze ai sensi del diritto internazionale. Inoltre, i deputati sottolineano il ruolo crescente della Russia in Bielorussia e la sua influenza finanziaria, e sollevano seri dubbi sulla capacità della Bielorussia di prendere decisioni autonome.Il testo è stato approvato per alzata di mano.Il Parlamento accoglie con favore la proposta della Commissione europea per un sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia e invita i Paesi UE a garantirne la completa e rapida attuazione. I deputati chiedono che tutte le sanzioni UE emesse contro la Russia siano rigorosamente applicate anche alla Bielorussia.Nel testo, si sottolinea anche la necessità di un’indagine completa sui crimini commessi dal regime di Aliaksandr Lukashenka contro il popolo bielorusso. I Paesi UE sono invitati ad applicare attivamente il principio della giurisdizione universale e a predisporre processi contro i funzionari bielorussi responsabili o complici di violenze e repressioni, compreso lo stesso Lukashenka.I deputati condannano fermamente il recente arresto e la detenzione di leader e rappresentanti sindacali da parte delle autorità bielorusse, qualificandoli come un attacco ai diritti umani e ai diritti fondamentali sanciti dalle convenzioni internazionali. Di conseguenza, le persone arrestate devono essere rilasciate immediatamente ed è necessario garantire loro l’accesso a una giustizia indipendente.Il Parlamento denuncia anche le recenti modifiche apportate al codice penale bielorusso che introducono la pena di morte per tentati atti di terrorismo. Questa mossa può essere facilmente utilizzata dal regime contro i suoi oppositori politici, poiché molti prigionieri politici in Bielorussia sono stati accusati, o sono già stati condannati, a lunghe pene detentive in base alle disposizioni sul terrorismo. Infine, i deputati chiedono alla Bielorussia di abolire immediatamente la pena di morte in modo permanente e sottolineano la necessità di rafforzare la cooperazione dell’UE con le forze democratiche bielorusse, anche attraverso vertici regolari e un robusto aiuto finanziario.

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Russia: Sanzioni ed Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2022

Da Mosca ad Hammamet .. con amore.. E’ vero.. un bel numero di mega-yacht russi se ne sono scappati in Turchia.. Erdogan chiude un occhio.. anche perché ha da tempo solidi rapporti di affari e di commercio con gli oligarchi russi.. Ma anche la Tunisia non tiene gli occhi ben aperti.. così come la comunità Europea.. Nessuno vede, ormeggiati ad Hammamet, i mega yacht russi, immatricolati sotto la solita bandiera di comodo tassativamente inglese..Eppure la comunità europea, giusto poche settimana fa, ha “regalato” 20 milioni di dollari proprio alla Tunisia per comprare derrate alimentari in questo mese di Ramadan..Ed a bordo? Probabilmente un nutrito numero di uomini d’equipaggio russi, oppure inglesi? Insomma i solerti doganieri tunisini hanno chiuso un occhio e, magari con l’occasione, brindato con una buona bottiglia di Vodka.. Dopotutto non si può mai sapere se poi dalla Russia, sempre con amore, non arrivi qualche nave di derrate alimentari, a prezzi molti scontati, e pagate con i 20 milioni di euro dell’Europa.

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Russia-Ucraina: tra sanzioni e rischi default

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Continuano le tensioni a livello geopolitico internazionale, causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Mentre prosegue il dialogo per trovare una via d’uscita al conflitto, nei giorni scorsi, nel tentativo di scoraggiare l’azione di Putin, l’Occidente ha imposto diverse sanzioni economiche, che stanno danneggiando l’economia russa, tanto che diverse agenzie di rating hanno declassato il debito di Mosca a “spazzatura”. Per consolidare ulteriormente il livello di resilienza dei portafogli Moneyfarm e cercare di mantenere la volatilità entro i target, abbiamo deciso di focalizzarci sulla gestione del rischio attraverso due modalità. Da una parte abbiamo aumentato i diversificatori di portafoglio, attraverso una maggiore esposizione alle materie prime e agli asset denominati in dollari (fonte di diversificazione in momenti di stress di mercato). Dall’altra abbiamo ridotto gli asset rischiosi, quindi obbligazionario high yield e dei Paesi emergenti, ma anche azionario europeo. All’inizio di quest’anno avevamo espresso un giudizio positivo per quest’ultima asset class, che godeva di migliori prospettive di redditività di lungo termine. Tuttavia riteniamo che l’effetto della crisi Ucraina sulla crescita economica europea non sia ancora chiaro e che le pressioni inflazionistiche legate ai costi dell’energia potrebbero avere un impatto maggiore sugli utili aziendali europei rispetto a quelli americani. Per quanto riguarda le aspettative di crescita del Pil in Europa nel 2022, nelle ultime settimane sono state generalmente riviste al ribasso, poiché gli analisti hanno iniziato a tenere conto dei costi energetici più elevati e del calo della fiducia che probabilmente seguirà la crisi in Ucraina. Le valutazioni azionarie europee sembrano convenienti rispetto alla storia, ma probabilmente non sono così a buon mercato se si tiene in considerazione il potenziale rallentamento degli utili. Ciò non toglie che alcuni degli scenari negativi siano già stati scontati dal mercato e sicuramente le valutazioni in Europa potrebbero diventare un aspetto da guardare con attenzione. (fonte: Moneyfarm)

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Dal 1° febbraio 100 euro di sanzione dall’Agenzia delle entrate per gli over 50 non vaccinati

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

Una sanzione da 100 euro “una tantum” per chiunque compia 50 anni entro il 15 giugno prossimo, non solo lavoratori, che dal 1° febbraio prossimo non saranno in regola con l’obbligo vaccinale: a prevederlo è il decreto licenziato dal Consiglio dei ministri che impone nuove regole nella gestione del Covid. Fonti di Palazzo Chigi assicurano che la sanzione si applicherà una volta sola. “Può essere anche una somma simbolica, ma non è comunque lo stesso accettabile – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché anziché migliorare le strutture e l’organizzazione, si continua a pensare che le limitazioni, le sospensioni e le punizioni possano essere la soluzione al problema del Covid-19. Come abbiamo fatto con il Green Pass e l’obbligo vaccinale, impugneremo anche questa sanzione che reputiamo altrettanto illegittima: con i legali di Radamante la faremo annullare, come lo stesso obbligo vaccinale per gli over 50 rivolto a tutti i cittadini italiani e residenti stranieri, magistrati inclusi”.La sanzione da 100 euro, spiega la stampa specializzata, sarà irrogata dall’Agenzia delle entrate a tutti i cittadini residenti in Italia che “abbiano compiuto il cinquantesimo anno”: si irrogherà attraverso l’incrocio dei dati della popolazione con quelli risultanti nelle anagrafi vaccinali regionali o provinciali. Sono esentati coloro che si trovano in “accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico”. Inoltre, dal 15 febbraio 2022, per tutti i lavoratori (pubblici e privati) e i liberi professionisti, sempre di almeno 50 anni, scatterà l’obbligo del possesso del Green Pass rafforzato per l’accesso al luogo di lavoro: ne consegue che chi oggi non è ancora vaccinato dovrà effettuare la prima dose del vaccino entro il 31 gennaio per ottenere un Green Pass rafforzato valido a partire dal 15 febbraio: per chi non è in regola è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. La stessa sanzione si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green Pass se omette il controllo.

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Obbligo Pos: sanzioni per chi non ha il lettore

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

La probabilità diventa quasi certezza: da gennaio 2022 dovrebbero scattare le sanzioni ai commercianti ed ai professionisti non dotati di lettore “point of sale” (Pos) per carte di credito e bancomat: 30 euro più 4% della transazione per operazione rifiutata. A stabilirle, un emendamento al Decreto legge Recovery in fase di conversione alla Camera, e per la precisione l’articolo 19 ter licenziato dalla Commissione Bilancio come “modificazione apportata” al testo originale del decreto legge.Sul combinato tra decreto e nuova formulazione il governo Draghi ha ottenuto ieri che sia posta la fiducia, con 414 voti a favore e 47 contrari od astenuti. Se si conferma, com’è probabile, la maggioranza a favore del testo attuale, quest’ultimo passerà in Senato per un’approvazione che a quel punto appare scontata. Si attuerà così l’obbligo, per chiunque offra servizi al pubblico, inclusi medici liberi professionisti ed odontoiatri, di accettare pagamenti con carte di credito, bancomat e carte prepagate che già esisteva dal 2015 ma al quale era stato finora difficilissimo affiancare sanzioni. A sanzionare i commercianti e i professionisti sprovvisti di Pos ci aveva provato due anni fa il governo Conte II. NeI decreto fiscale 124/19 collegato alla Legge di Bilancio per il 2020, poi abrogato a seguito della conversione, a modifica dell’impianto normativo risalente al Decreto Crescita 2.0 del Governo Monti (Dl 179/2012, articolo 15, comma 4 che imponeva l’obbligo a partire dal 1°gennaio 2014) si prevedeva dal 1° luglio 2020 la stessa sanzione di 30 euro più il 4%. In cambio si concedeva al commerciante un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni applicate sui pagamenti elettronici, ma solo alle imprese con compensi inferiori a 400 mila euro nell’anno solare 2019. I commercianti avevano risposto che il ristoro tratto da un fondo di 26,95 milioni nel 2020 e raddoppiato per gli anni successivi sarebbe stato in realtà molto inferiore alla percentuale promessa. Dopo la pausa del 2020 dovuta all’emergenza Covid-19 che ha coinvolto i redditi dei professionisti, quest’anno sono arrivati dal governo Draghi incentivi all’uso del lettore bancomat e di carte di credito. Il decreto legge 99 del 30 giugno 2021 ha introdotto per imprese e professionisti il credito d’imposta sulle commissioni per le transazioni Pos eseguite da luglio 2021 fino a tutto giugno 2022; tale credito non si limita al 30% ma sale al 100% a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno di imposta precedente siano di ammontare uguale o inferiore a 400.000 euro. Inoltre, lo stesso decreto ha introdotto un bonus fino a 160 euro per chi – con ricavi 2019 entro 5 milioni – acquisti o noleggi il lettore e lo colleghi online. La norma prevede percentuali del bonus diverse a seconda del fatturato annuo: 70% entro 200 mila euro, 40% tra 200 mila e 1 milione, 10% oltre il milione. Gli esercenti sotto i 200 mila euro di fatturato, professionisti in testa, possono recuperare fino al 100% della spesa entro 320 euro se il Pos consente anche di memorizzare i dati e inviarli online al Fisco o al sistema Ts. Non è tutto: nella legge Finanziaria per il prossimo anno la detrazione verrebbe alzata a 480 euro. In ogni caso, i commercialisti da noi interpellati spiegano che mentre il credito d’imposta è stato molto utilizzato dai professionisti, il contributo alle spese d’installazione sembra esser stato meno richiesto (e pubblicizzato). Per la maggior parte, i camici liberi professionisti sono ormai dotati di lettore.Le uniche perplessità, al netto dei timori sulla sicurezza delle transazioni e dei dati in esse contenuti, o su ipotetici blocchi ai sistemi informatici istituzionali SDI e TS, sembrano attenere al fatto che l’emendamento obbliga l’utente a denunciare l’esercente, e non è facile provare che quest’ultimo abbia rifiutato la transazione: molti commercianti ad esempio possiedono il Pos ma non lo usano a seguito di guasti od intoppi nel funzionamento. Per la cronaca, la norma nuova si affianca almeno ad altre due complementari: la prima, sempre nel Dl Recovery, prolunga per i professionisti l’obbligo di non usare le fatture elettroniche per le prestazioni fatte ai pazienti, i cui dati ancora nel 2022 andranno inviati nel Sistema Tessera Sanitaria. La seconda è una previsione della Finanziaria 2020 secondo cui l’attuale tetto entro cui si può pagare qualsiasi bene o servizio in contanti, fin qui di 1999,99 euro, da gennaio 2022 scende ad euro 999,99. By Mauro Miserendino da Doctor33

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Diritti umani: i deputati vogliono che la corruzione sia inclusa nel regime di sanzioni dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

Bruxelles. Parlamento europeo. La corruzione ha un impatto devastante sullo stato dei diritti umani, e spesso mina il funzionamento e la legittimità delle istituzioni e lo stato di diritto, afferma la risoluzione approvata. Ma a differenza di regimi simili, come la legge Magnitsky degli Stati Uniti, l’attuale regime globale di sanzioni in materia di diritti umani dell’UE (in inglese Global Human Rights Sanctions Regime – GHRSR), adottato nel dicembre 2020, non include la corruzione in relazione alle violazioni dei diritti umani come un reato punibile con misure restrittive. Il Parlamento sollecita dunque la Commissione europea a presentare una proposta legislativa che estenda la portata del GHRSR per coprire tale reato. I deputati dovrebbero anche essere in grado di sottoporre casi di gravi violazioni dei diritti umani, al fine di aumentare la legittimità del regime di sanzioni. Inoltre, i deputati insistono su un processo inclusivo per facilitare il contributo della società civile nella denuncia delle violazioni. Il PE chiede anche che sia introdotto il voto a maggioranza qualificata al Consiglio, anche quando le sanzioni sono adottate nell’ambito del GHRSR.Le contro-sanzioni mirano a dissuadere l’UE dal difendere i diritti umani. Inoltre, i deputati condannano qualsiasi contro-sanzione imposta all’UE, alle sue istituzioni e ai suoi deputati, organismi o cittadini, solo per aver difeso i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto attraverso il GHRSR. La risposta dell’UE a tali misure di ritorsione da parte di paesi terzi deve essere rapida e coordinata, sottolineano, aggiungendo che gli accordi bilaterali con questi paesi non devono minare il regime UE delle sanzioni e la sua credibilità in politica estera in generale. Il testo è stato adottato con 584 voti a favore, 73 contro e 33 astensioni.

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Il nuovo calvario della Siria si chiama “Sanzioni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Secondo mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco, la crisi economica siriana ha condotto al caos totale. «Giorno e notte le famiglie devono mettersi in coda in una serie di file interminabili» per procurarsi il cibo. «Questa scena caotica è diventata la norma», racconta il prelato alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Per mons. Nassar le sanzioni internazionali sono uno dei principali fattori che hanno determinato l’attuale crisi. «Le leggi estere che penalizzano gli Stati e le persone che osano inviare aiuti in Siria si aggiungono alle ingiuste sanzioni e moltiplicano la carenza di beni». Una combinazione di fattori, tra cui sanzioni internazionali e il crollo finanziario del Libano, principale partner commerciale, ha portato a un’impennata dei prezzi alimentari. Prima dell’inizio del conflitto nel 2011, una pagnotta da 2 kg costava circa 15 lire siriane; oggi una pagnotta da 1 kg costa tra le 100 e le 500 lire siriane. Nel febbraio 2020 il governo siriano ha introdotto le “smart card” che consentono alle famiglie l’accesso, a prezzi agevolati, a quantità razionate di beni di prima necessità, tra i quali pane, riso e tè. Per ottenere questi beni devono tuttavia aspettare in lunghe file, spesso per diverse ore. Per tutti questi motivi, prosegue il prelato, la comunità internazionale deve assumersi la sua parte di responsabilità per la situazione attuale. Mons. Samir ha spiegato anche che l’attuale situazione non consente ai siriani di iniziare a superare la guerra civile, conflitto che l’Inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba ha stimato abbia ucciso 400.000 persone. I commenti dell’arcivescovo maronita fanno eco a quelli condivisi recentemente con ACS dall’arcivescovo cattolico greco-melchita di Aleppo mons. Jean-Clément Jeanbart: «Le sanzioni non hanno altro risultato che far soffrire le persone e renderle povere e miserabili. Non avranno alcun effetto sul governo e sulle sue politiche, perché il governo è lontano dagli effetti delle sanzioni». Dall’inizio del conflitto in Siria ACS ha assicurato aiuti di emergenza offrendo pacchi viveri, latte e medicine, e ha sostenuto costi di prima necessità, inclusi riscaldamento e illuminazione, dando la priorità ai più poveri, ai malati e agli anziani.

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Cina: PE rifiuta di approvare l’accordo finché le sanzioni sono in vigore

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

In una risoluzione approvata giovedì con 599 voti favorevoli, 30 contrari e 58 astensioni, il Parlamento condanna con la massima fermezza le sanzioni “immotivate e arbitrarie” recentemente imposte dalle autorità cinesi a diversi individui ed entità europee, tra cui cinque deputati, affermando che la mossa di Pechino rappresenta un attacco alle libertà fondamentali ed esortando le autorità cinesi a revocare queste misure restrittive.La sospensione di qualsiasi valutazione dell’accordo globale UE-Cina in materia di investimenti (Comprehensive Agreement on Investment – CAI), concordato in linea di principio tra l’UE e la Cina nel dicembre 2020, così come qualsiasi discussione sulla sua ratifica da parte del Parlamento europeo, è “giustificata in virtù delle sanzioni cinesi in vigore”.I deputati chiedono che la Cina tolga le sanzioni prima di occuparsi dell’accordo, “senza pregiudicare l’esito del processo di ratifica”, e ricordano alla Commissione europea che terranno conto della situazione dei diritti umani in Cina, compresa Hong Kong, al momento di dell’approvazione del testo.Tuttavia, gli altri accordi commerciali e di investimento con partner regionali, compreso Taiwan, non dovrebbero subire le ripercussioni della sospensione della ratifica dell’accordo globale UE-Cina.Nonostante la reazione di Pechino, il Parlamento accoglie con favore l’inserimento da parte dell’UE di quattro cittadini e di un’entità cinesi nell’ambito del regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani, a causa del loro ruolo nelle gravi violazioni dei diritti umani contro gli uiguri e le persone di altre minoranze etniche musulmane nella regione cinese dello Xinjiang.I deputati chiedono anche di riequilibrare le relazioni UE-Cina, sostenendo l’adozione di un pacchetto di misure autonome quali una normativa contro gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere sul mercato interno, un divieto di importazione per le merci prodotte mediante lavoro forzato e un regolamento UE più efficace e rigoroso sul controllo degli investimenti esteri. Infine, l’UE deve poter rispondere adeguatamente alle minacce informatiche della Cina e agli attacchi ibridi.

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Russia: I Presidenti UE condannano le sanzioni russe contro i cittadini dell’Unione

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Dichiarazione congiunta dei Presidenti di Consiglio europeo, Commissione europea e Parlamento europeo sull’imposizione di misure restrittive nei confronti di otto cittadini UE.”Condanniamo con massima fermezza la decisione odierna delle autorità russe di vietare l’ingresso nel territorio russo a otto cittadini dell’Unione europea. Tra questi figurano il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, la vicepresidente della Commissione europea Věra Jourová, nonché sei funzionari degli Stati membri dell’UE. Questa azione è inaccettabile, priva di qualsiasi giustificazione giuridica ed è del tutto priva di fondamento. Si rivolge direttamente all’Unione europea e non solo alle persone interessate. Questa decisione è l’ultima e sorprendente dimostrazione di come la Federazione russa abbia scelto la strada dello scontro con l’UE invece di accettare di correggere la traiettoria negativa nelle relazioni bilaterali. L’UE si riserva il diritto di adottare misure appropriate in risposta alla decisione delle autorità russe.”

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AGCom sanziona WindTre e Vodafone

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

L’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni ha emesso una sanzione di quasi 700mila euro nei confronti di WindTre in seguito all’introduzione di un costo fisso mensile di 4 euro per alcune offerte di linea mobile a consumo. AGCom ha evidenziato come l’applicazione di una sorta di canone non sia una mera modifica contrattuale, come sostenuto dal gestore, bensì costituisca uno stravolgimento sostanziale della natura dell’offerta sottoscritta, configurando di fatto un nuovo contratto. Considerando poi che l’azienda ha anche impedito ai clienti coinvolti il passaggio gratuito ad un altro piano a consumo senza costi fissi, l’Authority, una volta condotti i necessari accertamenti, ha appunto emesso la sanzione. Alla sanzione comminata a WindTre si aggiunge inoltre la multa di 522mila euro emessa nei confronti di Vodafone in relazione alle cosiddette “SIM dormienti”, cioè SIM ricevute diversi anni addietro a titolo gratuito e con piano a consumo, mai utilizzate o inutilizzate anche da 10 anni, i cui titolari hanno però ricevuto, nel periodo compreso tra settembre 2019 e gennaio 2020, inaspettati e ingiustificati addebiti. Analogamente a quanto accaduto per WindTRe, anche Vodafone ha giustificato l’addebito con l’introduzione di un costo fisso sulle tariffe a consumo presentato come semplice modifica contrattuale e allo stesso modo la sanzione è stata comminata proprio perché anche in questo caso l’applicazione del canone configura un nuovo contratto a tutti gli effetti. Pur accogliendo positivamente l’intervento di AGCom su una problematica in passato posta anche da Federconsumatori e in merito alla quale molti consumatori si sono rivolti all’Associazione per informazioni e assistenza, dobbiamo sottolineare ancora una volta le gravissime criticità che ancora affliggono il settore delle telecomunicazioni. Troppo spesso le aziende adottano comportamenti non corretti e poco trasparenti quando non addirittura aggressivi, senza alcun rispetto per i diritti degli utenti. Inoltre le aziende ricorrono con eccessiva facilità alla facoltà di modificare unilateralmente i contratti, senza tuttavia mostrare altrettanta sollecitudine, almeno nella maggior parte dei casi, quando si tratta di fornire ai cittadini informazioni chiare ed esaustive. I consumatori, spesso disorientati, di rado hanno modo e strumenti adeguati a contrastare lo strapotere delle aziende: proprio per questo invochiamo ancora una volta con la massima urgenza la riforma delle Autorità che chiediamo da tempo e che consentirebbe di istituire un sistema di controllo realmente efficace, con tempi decisionali rapidi ed effettivi poteri regolatori e coercitivi assegnati alle Authority.

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Telecomunicazioni: le sanzioni AGCom a TIM e Vodafone

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

Dimostrano l’urgenza di una riforma che assegni alle Authority effettivi poteri regolatori e coercitivi per non lasciare gli utenti in balìa delle aziende. All’inizio dello scorso anno a numerosi clienti TIM è stata notificata l’introduzione di un costo fisso mensile per molte offerte di linea mobile a consumo, sulle quali è stato applicato una sorta di canone di 1,99 euro al mese. Tale modifica ha di fatto impedito agli utenti di fruire della tariffa scelta al momento della sottoscrizione degli abbonamenti in questione e proprio per questo AGCom ha sanzionato la società per 928mila euro, sottolineando come la possibilità di variazione del piano tariffario proposta da TIM ai propri clienti abbia finito in realtà per stravolgere il contratto originario, implicando nuovi obblighi e la costituzione di una nuova prestazione. La condotta della società, quindi, ha prodotto conseguenze troppo rilevanti per poter essere considerata come una “semplice” modifica unilaterale del contratto. Alla sanzione comminata a TIM si aggiunge inoltre la multa di oltre 770mila euro emessa nei confronti di Vodafone in relazione all’offerta Internet Unlimited. Il piano tariffario è stato pubblicizzato come all inclusive ma comprende in realtà costi extra non chiaramente indicati nel prospetto informativo, cosa che impedisce agli utenti una conoscenza piena e completa delle informazioni contrattuali. Accogliamo positivamente l’intervento di AGCom, che tuttavia non è che la punta dell’iceberg. Le vicende in questione dimostrano per l’ennesima volta che nel settore delle telecomunicazioni persistono gravi criticità, soprattutto in merito ai comportamenti aggressivi e poco trasparenti messi in atto dalle aziende, che non di rado si sentono libere di non rispettare i diritti degli utenti. Il mercato della telefonia continua, purtroppo, ad essere una giungla, in cui i consumatori, disorientati, restano spesso in balìa delle condotte scorrette delle compagnie. Una situazione, questa, che si è protratta fin troppo a lungo e che dimostra ancora una volta l’urgenza di una riforma delle Autorità finalizzata ad istituire un sistema di controllo realmente efficace, con tempi decisionali rapidi ed effettivi poteri regolatori e coercitivi assegnati alle Authority.

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Antitrust: sanzione a Eni, Enel e Sen per 12,5 milioni complessivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

L’Autorità ha sanzionato Eni, Enel e Sen per 12,5 milioni complessivi, avendo accertato l’ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas. “Finalmente si chiude una lunga battaglia che abbiamo condotto sulla prescrizione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che ha segnalato, insieme ad altre, le società all’Authority.”Ogni scusa era buona per non concederla, scaricando la responsabilità sull’utente finale, spesso supportati anche dai distributori locali. Ora che la prescrizione si applica senza se e senza, grazie all’ultima modifica introdotta con la Legge di Bilancio del 2020, il problema è stato in gran parte risolto” prosegue Dona. “Ma i consumatori devono riavere i soldi maltolti e, soprattutto, poter bloccare i pagamenti in corso. Ci sono famiglie, infatti, che stanno ancora pagando la rateizzazione per via di bollette pluriennali. Ora servono anche le condanne dei distributori. Insomma, la guerra non è ancora finita” conclude Dona.

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Cashback. Occhio alle sanzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Al di là dei tragicomici malfunzionamenti della app Io per accedere al cashback di Natale, nell’euforia degli annunci il Governo si è dimenticato di porre in sufficiente evidenza un particolare non da poco. Chi usa bancomat, carta di credito etc. anche per scopi professionali non può partecipare al programma. Può farlo solo se registra nel sistema uno strumento di pagamento che usa esclusivamente per acquisti effettuati a titolo privato. Vuol dire che, personalizzando, se sono un avvocato e compro un codice penale pagando con la carta che ho registrato su Io compio un illecito penale (falsa dichiarazione), non otterrò alcun rimborso del 10% e sarò cancellata dal “programma Cashback”, con privato disdoro e pubblico procedimento penale. Spersonalizzando, veniamo al consiglio: chi utilizza un unico mezzo di pagamento elettronico per pagare sia spese personali che lavorative farà bene a chiedere (e di conseguenza pagare) alla propria banca un bancomat/carta di credito separata ed ulteriore, e destinarla solo ad acquisti collegabili al proprio lavoro, evitando di registrarla. Oppure farà bene a rinunciare al cashback… Emmanuela Bertucci, legale Aduc

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L’UE deve rivedere le sue relazioni con la Bielorussia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Parlamento Europeo. Il PE sostiene che i negoziati sulle priorità del partenariato con la Bielorussia vadano sospesi fino all’organizzazione di nuove elezioni libere ed eque. Il PE ha adottato mercoledì una serie di raccomandazioni su come l’UE dovrebbe rivalutare i suoi rapporti con la Bielorussia. Nella risoluzione, si fa il punto sugli avvenimenti prima e dopo le elezioni presidenziali fraudolente del 9 agosto, che hanno portato all’esplosione di una rivolta popolare contro l’attuale regime. Il testo è stato approvato con 602 voti favorevoli, 44 contrari e 44 astensioni. Nel testo vengono ribaditi molti aspetti dell’ultima risoluzione del PE sulla Bielorussia, adottata il 17 settembre e inoltre: • si sostiene la decisione dell’UE e dei suoi Stati membri di non riconoscere i risultati elettorali fraudolenti annunciati dalla Commissione elettorale centrale bielorussa; • si sottolinea che Aliaksandr Lukashenka non sarà riconosciuto come legittimo presidente del Paese alla scadenza del suo attuale mandato, il 5 novembre 2020; • si sostiene in modo inequivocabile il popolo bielorusso nelle sue legittime richieste di nuove elezioni libere ed eque sotto la supervisione internazionale; • si osserva che secondo i sondaggi sociologici indipendenti Sviatlana Tsikhanouskaya ha ricevuto oltre la metà dei voti alle elezioni presidenziali del 2020 ed è agli occhi del popolo bielorusso il loro presidente eletto; • si riconosce il Consiglio di coordinamento (CC) istituito da Sviatlana Tsikhanouskaya quale rappresentante legittimo del popolo che chiede un cambiamento democratico e la libertà in Bielorussia; • si chiede l’immediata cessazione immediata della violenza, della repressione crudele, della tortura e della stretta nei confronti di manifestanti pacifici, e che tutti i prigionieri politici, i membri della società civile e i giornalisti vengano rilasciati immediatamente e senza condizioni; • si invita l’UE ad attuare quanto prima le sanzioni concordate dai ministri degli affari esteri dei Paesi UE e dal Consiglio europeo, rivolte ad un ampio gruppo di persone attraverso il congelamento dei beni e il divieto di ingresso in UE, oltre ad allargare il gruppo di persone per includervi Aliaksandr Lukashenka; • si sostiene l’iniziativa di istituire una missione ad alto livello in Bielorussia, composta da ex capi di Stato o di governo con il compito di contribuire a porre fine alla violenza, assistere nella liberazione di prigionieri e detenuti politici e promuovere un ambiente favorevole a un dialogo politico nel Paese; • si afferma che i negoziati sulle priorità del partenariato UE-Bielorussia devono essere sospesi fino a quando non si svolgeranno elezioni presidenziali libere ed eque. Oltre alla situazione politica in Bielorussia, la lista completa delle raccomandazioni include, tra le altre cose, tematiche relative alla cooperazione economica e settoriale, ai contatti interpersonali e all’energia nucleare.

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L’Unione Europea impone sanzioni contro gli attacchi informatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

L’Unione Europea, per la prima volta in assoluto, ha imposto sanzioni contro i cyber attaccanti. Si tratta di sei individui e tre organizzazioni accusate di aver compiuto gli attacchi WannaCry, NotPetya e Cloud Hopper.Le sanzioni governative imposte includono il divieto di viaggio e il congelamento dei beni. Per FireEye, nota società di cyber security, a cura di John Hultquist, Senior Director of Analysis, Mandiant Threat Intelligence.“L’Unione Europea ha imposto sanzioni ai danni di più persone e organizzazioni per il loro ruolo in una serie di attacchi e attività di spionaggio informatici. Le sanzioni sono legate agli attacchi NotPetya e al blackout causato in Ucraina dal GRU, nonché a un’attività di spionaggio informatico tentato contro l’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) da parte degli stessi. WannaCry è stato un altro evento distruttivo globale simile a NotPetya basato su ransomware, sebbene sia stato compiuto da agressori nordcoreani. Cloud Hopper è stata una complessa operazione di spionaggio informatico a lungo termine che ha preso di mira i service provider per ottenere così l’accesso a terze parti, queste operazioni sono state effettuate da contractor cinesi che operano per conto del Ministero per la Sicurezza dello Stato.NotPetya e WannaCry sono stati due dei più devastanti attacchi informatici della storia, che hanno causato miliardi di dollari di danni, distruggendo molti sistemi vitali come quelli appartenenti all’NHS (Servizio Sanitario Nazionale) del Regno Unito. Una delle vittime di NotPetya ha subito danni per 1,3 miliardi di dollari. L’attacco NotPetya è stato condotto dagli aggressori del GRU noti come Sandworm, che in precedenza avevano condotto altri due attacchi alla rete dell’Ucraina. Questi stessi aggressori hanno tentato un attacco alle Olimpiadi di Pyeongchang, anche se nessuna dichiarazione governativa ha accusato il Governo Russo per il ruolo nell’incidente.La campagna Cloud Hopper è stata una complessa operazione di raccolta di dati, che aveva lo scopo di reperire informazioni piuttosto che interrompere la fruizione dei sistemi. APT10 ha ottenuto l’accesso a diversi Managed Service Provider come ponte per colpirne i relativi clienti – ovvero le organizzazioni che si erano avvalse a tali fornitori per gestire il loro sistemi IT. La Cina e altri continuano a svolgere questa tipologia di attività, spostandosi verso i fornitori di telecomunicazioni e IT, dove possono così compromettere più organizzazioni e più individui contemporaneamente.Il GRU ha effettuato anche un tentativo di hackerare la rete Wi-Fi dell’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche), visitando fisicamente le loro strutture basate all’Aia. L’operazione è stata interrotta ma questa unità è stata coinvolta in operazioni simili in Svizzera, Brasile e Malesia aventi come obiettivo le Olimpiadi. L’utilizzo costante di squadre di persone dell’intelligence ad integrazione degli sforzi per queste compromissioni rende il GRU un avversario particolarmente pericoloso. Le sanzioni possono essere particolarmente efficaci per interrompere questa attività, poiché possono ostacolare la libera circolazione di coloro che lo compongono”.

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Enac: istruttorie su voucher compagnie, rischio sanzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

L’Enac ha annunciato di aver avviato istruttorie per sanzioni a compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri.”Bene, ottima notizia! Chiediamo all’Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” prosegue Dona.”Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell’UE sia se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona.

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Commissione europea sugli aiuti umanitari per combattere il coronavirus destinati alla Siria nonostante le sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2020

La Commissione europea ha pubblicato orientamenti dettagliati su come gli aiuti umanitari collegati al coronavirus possano essere inviati a paesi e zone del mondo soggetti a sanzioni dell’UE.La nota di orientamento sulla Siria è la prima di una serie completa di domande e risposte che mirano a fornire orientamenti pratici su come rispettare le sanzioni dell’UE quando si forniscono aiuti umanitari, in particolare assistenza medica, per combattere la pandemia di coronavirus. Chiarendo le responsabilità e i processi per la fornitura degli aiuti, questa nota intende agevolare il compito degli operatori umanitari in Siria. Dovrebbe accelerare l’inoltro di attrezzature e assistenza per combattere la pandemia di coronavirus in Siria. La nota è rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella fornitura di aiuti umanitari, quali le autorità competenti degli Stati membri dell’UE, che gestiscono l’applicazione delle sanzioni dell’UE, e gli operatori pubblici e privati (donatori, ONG, banche e altri attori coinvolti nelle attività umanitarie), che devono rispettare le sanzioni dell’UE quando forniscono assistenza.

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Le nuove sanzioni in materia Coronavirus. Come, nel caso, ci si difende in questo groviglio di norme?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il nuovo Decreto Legge n. 19 approvato il 25 marzo 2020 prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento emesse per l’epidemia sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. In altre parole, viene introdotta una sanzione amministrativa per la violazione del divieto di “uscire di casa” (salve le necessità espressamente previste) e, contestualmente, vengono depenalizzate le medesime condotte: la violazione di questi divieti non è più prevista come reato. Cosa succederà adesso alle decine di migliaia di soggetti già denunciati per la violazione dell’art. 650 c.p.?Verosimilmente nulla di grave, visto che è espressamente previsto dal Decreto Legge la applicazione della sanzione amministrativa attualmente in vigore nella misura minima, ridotta della metà (e dunque 200 euro).
E per quanto riguarda le autocertificazioni mendaci?
Fatte salve tutte le considerazioni relative al caso singolo vi saranno, ad avviso di chi scrive, ampi margini di difesa per almeno due ordini di ragioni (come avevamo già scritto https://www.aduc.it/articolo/reati+materia+coronavirus+spunti+difensivi+prassi_30822.php):
1) nessuno può essere costretto a fare dichiarazioni che lo danneggiano e, dunque, nel momento in cui doveva essere contestato l’art. 650 c.p., i soggetti fermati non avrebbero potuto essere costretti a consegnare un’auto-dichiarazione falsa, né tanto meno a compilarla davanti alle forze dell’ordine;
2) l’art. 495 c.p. non pare contestabile a chi non abbia dichiarato false generalità. La possibilità di configurare il reato di falso ideologico dovrebbe essere rivalutata da oggi, essendo entrato in vigore il nuovo decreto legge e non essendo la violazione dei divieti, da sola, sufficiente ad integrare reato. Il decreto legge prevede poi ulteriori sanzioni in un crescendo di gravità, giungendo a prevedere espressamente la applicabilità di gravi fattispecie di reato.
In particolare, per la violazione dei divieti riguardanti l’apertura dei pubblici esercizi o luoghi dove tipicamente si verificano grossi assembramenti (ivi compresi mercati, cinema, teatri, palestre, eccetera) è prevista, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni: inoltre è conferito alle forze dell’ordine il potere di disporre immediatamente “la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio” per un massimo di 5 giorni.
La sanzione amministrativa è raddoppiata (e la eventuale chiusura dell’esercizio sarà di 30 giorni) nel caso di violazione reiterata.
Viene poi previsto un divieto “assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus”. La violazione di questo divieto è punita con un reato contravvenzionale, per cui è prevista una pena delle reclusione da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.
Questa fattispecie è applicabile “salvo che il fatto non costituisca violazione dell’art. 452 del codice penale o comunque più grave reato”: si è dunque voluto richiamare espressamente il reato di epidemia colposa.Ma come ci si difende in questo groviglio di norme? La difesa è altamente tecnica, ma proviamo a dare qualche spunto sintetico:
1. Per le vecchie contestazioni dell’art. 650 c.p., nel caso in cui non sia disposta l’archiviazione di ufficio, potrà essere richiesta – con gli strumenti opportuni – l’emissione di una sentenza di assoluzione perché il fatto non è previsto dalla legge come reato;
2. Per le nuove sanzioni amministrative potrà essere valutato, ove vi siano i presupposti, un ricorso al Giudice di Pace per ottenere l’annullamento della sanzione;
3. Per le contestazioni relative alla falsità della auto-dichiarazione dovrà essere valutata una linea difensiva che consideri tutte le circostanze di fatto e consenta di affrontare il processo penale ordinario per ottenere una sentenza assolutoria o di ricorrere a riti alternativi;
4. Anche per le contestazioni relative alla violazione della quarantena per i soggetti risultati positivi dovranno essere valutate tutte le circostanze di fatto e, essendo esclusa la possibilità di ricorrere alla oblazione, sarà necessario scegliere il rito più opportuno;
5. Per le contestazioni più gravi, fra le quali, ad esempio il reato di epidemia colposa (o dolosa), dovrà essere considerata – fra le altre cose – la sussistenza del nesso di causalità fra la condotta (la violazione dei divieti) e l’evento (il provato diffondersi dell’epidemia).
Ci troviamo in una situazione di emergenza, ma il ricorso alle norme punitive da parte del Legislatore è sempre stato segnato da richiami caotici ed errati in diritto: oggi l’approccio del Governo non sembra migliorare.Questa genericità si riflette nel testo normativo, dove si richiamano gravi conseguenze penali per soggetti “risultati positivi al virus” senza neppure chiarire di quale virus stiamo parlando.Al contrario, per il futuro, dopo che i danni più gravi sono già stati fatti, si è optato per il ricorso a più che rilevanti sanzioni pecuniarie amministrative che, come tali, possono essere applicate senza che al soggetto siano riconosciute le garanzie del processo penale. (Fabio Clauser, legale, consulente Aduc)

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