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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘sanzioni’

Enac: istruttorie su voucher compagnie, rischio sanzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

L’Enac ha annunciato di aver avviato istruttorie per sanzioni a compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri.”Bene, ottima notizia! Chiediamo all’Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” prosegue Dona.”Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell’UE sia se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona.

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Commissione europea sugli aiuti umanitari per combattere il coronavirus destinati alla Siria nonostante le sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

La Commissione europea ha pubblicato orientamenti dettagliati su come gli aiuti umanitari collegati al coronavirus possano essere inviati a paesi e zone del mondo soggetti a sanzioni dell’UE.La nota di orientamento sulla Siria è la prima di una serie completa di domande e risposte che mirano a fornire orientamenti pratici su come rispettare le sanzioni dell’UE quando si forniscono aiuti umanitari, in particolare assistenza medica, per combattere la pandemia di coronavirus. Chiarendo le responsabilità e i processi per la fornitura degli aiuti, questa nota intende agevolare il compito degli operatori umanitari in Siria. Dovrebbe accelerare l’inoltro di attrezzature e assistenza per combattere la pandemia di coronavirus in Siria. La nota è rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella fornitura di aiuti umanitari, quali le autorità competenti degli Stati membri dell’UE, che gestiscono l’applicazione delle sanzioni dell’UE, e gli operatori pubblici e privati (donatori, ONG, banche e altri attori coinvolti nelle attività umanitarie), che devono rispettare le sanzioni dell’UE quando forniscono assistenza.

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Le nuove sanzioni in materia Coronavirus. Come, nel caso, ci si difende in questo groviglio di norme?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il nuovo Decreto Legge n. 19 approvato il 25 marzo 2020 prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento emesse per l’epidemia sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. In altre parole, viene introdotta una sanzione amministrativa per la violazione del divieto di “uscire di casa” (salve le necessità espressamente previste) e, contestualmente, vengono depenalizzate le medesime condotte: la violazione di questi divieti non è più prevista come reato. Cosa succederà adesso alle decine di migliaia di soggetti già denunciati per la violazione dell’art. 650 c.p.?Verosimilmente nulla di grave, visto che è espressamente previsto dal Decreto Legge la applicazione della sanzione amministrativa attualmente in vigore nella misura minima, ridotta della metà (e dunque 200 euro).
E per quanto riguarda le autocertificazioni mendaci?
Fatte salve tutte le considerazioni relative al caso singolo vi saranno, ad avviso di chi scrive, ampi margini di difesa per almeno due ordini di ragioni (come avevamo già scritto https://www.aduc.it/articolo/reati+materia+coronavirus+spunti+difensivi+prassi_30822.php):
1) nessuno può essere costretto a fare dichiarazioni che lo danneggiano e, dunque, nel momento in cui doveva essere contestato l’art. 650 c.p., i soggetti fermati non avrebbero potuto essere costretti a consegnare un’auto-dichiarazione falsa, né tanto meno a compilarla davanti alle forze dell’ordine;
2) l’art. 495 c.p. non pare contestabile a chi non abbia dichiarato false generalità. La possibilità di configurare il reato di falso ideologico dovrebbe essere rivalutata da oggi, essendo entrato in vigore il nuovo decreto legge e non essendo la violazione dei divieti, da sola, sufficiente ad integrare reato. Il decreto legge prevede poi ulteriori sanzioni in un crescendo di gravità, giungendo a prevedere espressamente la applicabilità di gravi fattispecie di reato.
In particolare, per la violazione dei divieti riguardanti l’apertura dei pubblici esercizi o luoghi dove tipicamente si verificano grossi assembramenti (ivi compresi mercati, cinema, teatri, palestre, eccetera) è prevista, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni: inoltre è conferito alle forze dell’ordine il potere di disporre immediatamente “la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio” per un massimo di 5 giorni.
La sanzione amministrativa è raddoppiata (e la eventuale chiusura dell’esercizio sarà di 30 giorni) nel caso di violazione reiterata.
Viene poi previsto un divieto “assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus”. La violazione di questo divieto è punita con un reato contravvenzionale, per cui è prevista una pena delle reclusione da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.
Questa fattispecie è applicabile “salvo che il fatto non costituisca violazione dell’art. 452 del codice penale o comunque più grave reato”: si è dunque voluto richiamare espressamente il reato di epidemia colposa.Ma come ci si difende in questo groviglio di norme? La difesa è altamente tecnica, ma proviamo a dare qualche spunto sintetico:
1. Per le vecchie contestazioni dell’art. 650 c.p., nel caso in cui non sia disposta l’archiviazione di ufficio, potrà essere richiesta – con gli strumenti opportuni – l’emissione di una sentenza di assoluzione perché il fatto non è previsto dalla legge come reato;
2. Per le nuove sanzioni amministrative potrà essere valutato, ove vi siano i presupposti, un ricorso al Giudice di Pace per ottenere l’annullamento della sanzione;
3. Per le contestazioni relative alla falsità della auto-dichiarazione dovrà essere valutata una linea difensiva che consideri tutte le circostanze di fatto e consenta di affrontare il processo penale ordinario per ottenere una sentenza assolutoria o di ricorrere a riti alternativi;
4. Anche per le contestazioni relative alla violazione della quarantena per i soggetti risultati positivi dovranno essere valutate tutte le circostanze di fatto e, essendo esclusa la possibilità di ricorrere alla oblazione, sarà necessario scegliere il rito più opportuno;
5. Per le contestazioni più gravi, fra le quali, ad esempio il reato di epidemia colposa (o dolosa), dovrà essere considerata – fra le altre cose – la sussistenza del nesso di causalità fra la condotta (la violazione dei divieti) e l’evento (il provato diffondersi dell’epidemia).
Ci troviamo in una situazione di emergenza, ma il ricorso alle norme punitive da parte del Legislatore è sempre stato segnato da richiami caotici ed errati in diritto: oggi l’approccio del Governo non sembra migliorare.Questa genericità si riflette nel testo normativo, dove si richiamano gravi conseguenze penali per soggetti “risultati positivi al virus” senza neppure chiarire di quale virus stiamo parlando.Al contrario, per il futuro, dopo che i danni più gravi sono già stati fatti, si è optato per il ricorso a più che rilevanti sanzioni pecuniarie amministrative che, come tali, possono essere applicate senza che al soggetto siano riconosciute le garanzie del processo penale. (Fabio Clauser, legale, consulente Aduc)

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Federconsumatori per la sospensione delle rette scolastiche e delle sanzioni per i parcheggi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Crescono le segnalazioni dei cittadini che, a causa della chiusura scolastica, chiedono informazioni in merito al pagamento di rette, abbonamenti al trasporto pubblico locale e sosta nelle strisce blu.Cittadini che aspettano risposte, per questo abbiamo sollecitato da parte del Ministro dell’istruzione e del Presidente dell’ANCI l’adozione di provvedimenti straordinari, per far sì che i cittadini, oltre alle preoccupazioni di una situazione già di per sé molto difficile, non debbano anche fare i conti con ulteriori problemi.
Nel dettaglio abbiamo chiesto il congelamento del pagamento delle rette scolastiche, universitarie, nonché alle rette delle mense site all’interno degli istituti e quelle relative agli asili nido privati.A seguito della chiusura degli istituti di ogni ordine e grado molte famiglie si trovano a dover pagare ugualmente per un servizio di cui non stanno usufruendo.Inoltre, alla luce delle misure adottate dal Governo con il D.P.C.M. 11 marzo 2020, che hanno giustamente invitato i cittadini a rimanere presso le proprie abitazioni per limitare al massimo la diffusione ed il contagio del virus, abbiamo chiesto di disporre la sospensione delle sanzioni per la sosta degli autoveicoli nelle strisce blu: sarebbe ingiusto ricevere una multa per aver rispettato le disposizioni rimanendo a casa.Lo stesso dovrebbe valere per gli abbonamenti del trasporto pubblico locale, pagati da utenti che non ne stanno usufruendo e che, a questo punto, dovrebbero poter sfruttare l’abbonamento pagato non appena ritornerà tutto alla normalità.Si tratta a nostro avviso di un atto doveroso per venire incontro alle esigenze dei cittadini, dare loro respiro anche in termini economici, dal momento che già in molte realtà si prospettano ripercussioni sul piano del lavoro.

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28 giorni: la ulteriore sanzione AGCom conferma l’automatismo dei rimborsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ancora una volta un’Authority interviene nei confronti delle compagnie telefoniche per la fatturazione a 28 giorni. Il criterio automatico nell’erogazione dei rimborsi dei giorni illegittimamente erosi è stato sancito, confermato e più volte riconosciuto da delibere, disposizioni ad hoc, pronunciamenti e sentenze ma resta ancora disatteso da parte delle compagnie telefoniche. La sanzione emessa nei giorni scorsi da AGCom per complessivi 9 milioni di euro nei confronti di Fastweb, Tim, Vodafone e Wind 3 per non aver erogato in automatico tali rimborsi, subordinandoli all’invio di una specifica richiesta da parte dell’utente, quindi, non è che l’ennesima conferma della condotta scorretta messa in atto dai gestori.Lo abbiamo evidenziato più volte e non ci stanchiamo di ribadirlo: la questione si sta protraendo oltre ogni ragionevole limite e i tempi si stanno dilatando a dismisura, a tutto vantaggio dei gestori e a spese di chi invece ha pieno diritto ad essere risarcito. Come Federconsumatori ci siamo opposti fermamente, e continuiamo a farlo, alle procedure di richiesta dei rimborsi, tanto che non solo abbiamo inviato formale diffida a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre ma abbiamo anche avviato l’iter per azioni legali collettive per il definitivo riconoscimento degli indennizzi automatici.Cogliamo anche l’occasione per rinnovare l’invito a coloro i quali abbiano necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.

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Antitrust: sanzione di 4,8 mln di euro a Telecom per offerte di Winback

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un’istruttoria nei confronti di Telecom Italia S.p.A., accertando due violazioni del Codice del Consumo, e irrogando sanzioni per un importo complessivo di 4,8 milioni di euro.”Bene, ottima notizia! Dopo le condanne di Wind Tre e Vodafone è ora la volta di Telecom” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le compagnie telefoniche la devono smettere di mandare sms o fare telefonate in cui omettono di indicare tutti i costi legati alle loro offerte o i vincoli per usufruirne. Il preventivo consenso del consumatore va sempre chiesto e deve essere espresso” conclude Dona.

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Codice Rosso: in un volume tutte le norme e le sanzioni per prevenire le violenze e tutelare le vittime

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Un ‘codice rosso’, in sanità, identifica un caso a rischio. Per trattarlo con precedenza su tutti gli altri. Con lo stesso intento, cioè assicurare la priorità di trattamento e la massima tutela alle vittime di violenza, anche indirette (ad esempio orfani per crimini domestici), è nato il “Codice Rosso”, la legge approvata il 29 luglio 2019 dal Parlamento per rafforzare la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere.A partire dalle nuove norme, che inevitabilmente invitano a riflettere su un drammatico e sempre più preoccupante fenomeno sociale, è stato redatto – ed è disponibile da oggi libreria – “CODICE ROSSO, La tutela delle vittime dopo la legge 19 luglio 2019, n. 69”, curato da Valerio de Gioia, Giudice Penale specializzato nei reati contro i soggetti vulnerabili e da Gian Ettore Gassani, Avvocato Cassazionista, presidente nazionale dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani. Il volume, edito da La Tribuna, riunisce tutte le disposizioni – civilistiche, penalistiche, sostanziali e processuali – attualmente in vigore e utili a prevenire la violenza di genere e che possono presentarsi nelle relazioni familiari e affettive.Gli autori, partendo dalla legge del 19 luglio 2019 in vigore dal 9 agosto e a fronte del numero crescente di violenze nelle relazioni domestiche rivolte in particolare alle donne, hanno riunito le disposizioni che vanno dall’ammonimento all’allontanamento dalla casa familiare, hanno raccolto le norme che disciplinano la separazione e il divorzio o la cessazione delle convivenze o delle unioni civili e quelle nate per sanzionare, comprese quelle che puniscono il cosiddetto revenge porn e l’omicidio di identità.
Valerio de Gioia e Gian Ettore Gassani hanno inoltre scelto di inserire nel volume tutte le disposizioni in tema di pari opportunità e di tutela della maternità: “Il fenomeno della violenza familiare talvolta affonda le sue radici in una mentalità retrograda, che colloca la donna in una posizione di subordinazione”, affermano gli autori. Gli ultimi dati ISTAT confermano purtroppo la diffusione di una situazione preoccupante in tutto il Paese: quasi 7 milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro). I numeri sono ancora più sconvolgenti se si considera che a praticare le violenze siano stati partner o ex partner.

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Antitrust: sanzione a società noleggio auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

L’Autorità della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato la società B Rent S.r.l., che svolge attività di noleggio autoveicoli senza conducente, con una sanzione amministrativa pecuniaria di 250.000 euro per pratica commerciale scorretta.”Bene, sono troppe la pratiche scorrette in questo campo. Non è la prima volta che viene condannata una società di noleggio auto. Già nel 2018, grazie ad un nostro esposto, ci fu una condanna analoga” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo non è infrequente l’abitudine di addebitare, in modo ingiustificato, importi a titolo di rimborso per danni riscontrati sulle autovetture noleggiate. In alcuni casi si tratta addirittura di danni preesistenti. Per questo suggeriamo ai consumatori la massima cautela” conclude Dona. Di seguito alcuni suggerimenti:
Al ritiro: se non avete accettato la cancellazione della franchigia, ispezionate attentamente l’esterno dell’auto a noleggio, per verificare eventuali danni a carrozzeria e cristalli e, se del caso, fateli riportare sul contratto; verificate anche l’esistenza della ruota di scorta e degli attrezzi di bordo, sia per evitare contestazioni al rientro e soprattutto per non trovarsi nei guai. Controllate che l’indicatore di livello carburante segnali il pieno.
Durante l’utilizzo: l’auto a noleggio è assicurata contro il furto e anche contro danni da collisione, ma se parcheggiate e ve ne andate a spasso con le chiavi nel cruscotto, oppure fate condurre il veicolo da un terzo non registrato e sbatte contro un parapetto per negligenza o imperizia, la compagnia assicuratrice potrebbe rivalersi su di voi. Utilizzate la normale diligenza, controllate il livello dei liquidi e la pressione delle gomme. Se avete un incidente, che non blocca il veicolo, compilate il modulo di constatazione amichevole (il CID) attentamente, per consegnarlo al rientro; se l’incidente blocca il veicolo chiamate il numero di emergenza per il recupero del veicolo e la sua sostituzione per completare il periodo di noleggio. Se ci sono feriti o comunque lesioni (vostre o di altri), preoccupatevi di avere la documentazione medica relativa per l’assicurazione. Comunque, in caso di incidente, usate il vostro smartphone per fotografare la scena, i danni ed il contesto stradale.
Al rientro: lasciatevi un margine di tempo utile per la riconsegna del veicolo; arrivare tardi con l’aereo o il treno che sta per partire e quindi lasciare le chiavi in una cassetta può essere comodo, ma vi espone a rischi di piccoli abusi che non potrete più controllare. La cosa migliore è organizzarsi per riconsegnare il veicolo nelle ore di apertura del punto di noleggio e far accettare il veicolo da un addetto: eventuali danni dovranno esservi contestati, insieme alle eventuali modalità di valorizzazione degli stessi. Riceverete fattura per posta o email e l’addebito sulla vostra carta di credito. Se invece dovete lasciare le chiavi e correre, sarebbe buona cosa fotografare il veicolo nel parcheggio del punto di noleggio per documentarne il rientro e l’assenza di danni, oppure l’estensione dei medesimi.
Dopo la consegna. Dopo aver riconsegnata l’auto a noleggio, potreste ricevere una richiesta per danni: il preventivo deve essere circostanziato e documentato con fotografie, che potrete utilizzare per una valutazione dal vostro carrozziere di fiducia sulla congruità del preventivo stesso.Se siete certi che nessun danno era visibile alla riconsegna (per questo sarebbe bene fare alcune foto del veicolo) contestate il preventivo e diffidate il punto di noleggio ad addebitare alcunché sulla vostra carta di credito; avvertite preventivamente la banca che gestisce la vostra carta che potreste dover disconoscere degli addebiti non dovuti da parte del punto di noleggio.Potreste ricevere richiesta di rimborso di multe notificate all’azienda di noleggio per infrazioni rilevate durante il periodo del vostro noleggio; vi devono inviare copia del verbale. Verificate i tempi di notifica e la fondatezza della multa per permettere all’azienda di noleggio di fare eventualmente ricorso.

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M5S Lombardia: Stop sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Milano. Stop alle sanzioni alla Russia. Lo chiede il M5S Lombardia con un emendamento a firma dei consiglieri Marco Fumagalli e Raffaele Erba in discussione oggi nell’ambito dei lavori sulla Proposta di risoluzione concernente il Programma della Commissione Europea 2019. L’emendamento chiede di “appoggiare e sostenere l’azione del Governo presso le Istituzioni Europee per bloccare il rinnovo delle sanzioni economiche stabilite dal Consiglio Europeo contro la Russia. Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “La Russia è un Paese importante e in crescita. Le aziende lombarde possono esprimere tutta la loro creatività e capacità commerciale in un mercato così premettente. I pregiudizi politici nei confronti della Russia sono un grave limite per le nostre imprese e devono essere superati.Non si possono usare due pesi e due misure nel giudicare i partner economici”.

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Codici: finanziamento auto, dopo la sanzione dell’Agcm scatta il risarcimento

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Hai stipulato un finanziamento per l’acquisto della tua auto tra il 2009 ed il 2017? Hai diritto ad un risarcimento del danno pari agli interessi pagati sul finanziamento stesso. È la conseguenza della sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato lo scorso 20 dicembre ai costruttori di auto ed alle rispettive banche per aver messo in atto un cartello, ovvero un’intesa restrittiva della concorrenza diretta ad alterare il funzionamento della concorrenza e così facendo ad alterare i prezzi a danno degli utenti.Responsabili dell’intesa sono state le società Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG. In considerazione della gravità e della durata dell’infrazione, l’Autorità ha imposto sanzioni per 678 milioni di euro.
“Secondo la legge – spiega l’Avvocato di Codici Marcello Padovani – in caso di intesa restrittiva della concorrenza, i contratti stipulati tra le imprese parte del cartello e gli utenti finali sono nulli, con i conseguenti obblighi restitutori. In questo caso, la nullità non può che colpire gli interessi pagati e da pagare in esecuzione del contratto di finanziamento stipulato per l’acquisto dell’auto”.Chi ha stipulato un contratto di finanziamento per l’acquisto dell’auto può contattare l’Associazione Codici al numero telefonico 06.5571996

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Sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 dicembre 2018

La scorsa settimana ho seguito con molto interesse il Forum imprenditoriale italo-russo presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – è quanto ha dichiarato la consigliera della Città Metropolitana di Roma Micol GRASSELLI (FdI) a margine del Consiglio italo-russo di Cooperazione economica, industriale e finanziaria / Итало-российский Совет по экономическому, промышленному и валютно финансовому сотрудничеству. Il Consiglio – copresieduto dai Ministri Moavero Milanesi e Manturov – ha visto la presenza dei Rappresentanti dei vari comparti delle Pubbliche Amministrazioni dei due Paesi, vere protagoniste dei lavori. La riunione, ad un anno di distanza dalla precedente tenutasi nella capitale russa, conferma l’importanza che Italia e Russia attribuiscono alle relazioni economiche e culturali bilaterali. Dopo la sessione plenaria del Circeif si è svolta la riunione del “Forum Imprenditoriale italo-russo”, i cui lavori sono stati aperti dagli stessi Ministri Moavero Milanesi e Manturov, alla presenza dei rappresentanti di circa 200 piccole e medie imprese russe e italiane. In una fase di diversificazione delle relazioni economiche e commerciali fra i due Paesi, il Forum guarda oltre la cooperazione nei tradizionali settori dell’industria e del commercio, aprendosi ai nuovi settori, come ad esempio l’economia dell’IT, le “smart city”, la sanità digitale e l’industria meccanica per la trasformazione agro-alimentare. In questa sede – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – è stata da più parti ribadita la pesante ripercussione delle sanzioni internazionali contro la Federazione Russa, ma, spiace sottolinearlo, il nostro Ministro ha chiaramente affermato come l’Italia “comprende” e “condivide” il significato delle sanzioni imposte contro la Russia, per il suo ruolo nella crisi in Ucraina, sebbene non considera sempre questo tipo di misure “necessariamente benvenute” (della serie tiro il sasso e nascondo la mano!). Sul punto non sono affatto d’accordo (e neanche la Lega e i 5 Stelle lo erano fino a ieri mi risulta!). E penso alle pesanti ripercussioni economiche per il nostro Paese (il secondo in Europa per esportazioni verso la Federazione Russa) e anche per il territorio provinciale di Roma in seguito alle misure imposte(ci) dall’Unione Europea (ammontano a diversi miliardi di euro i danni subiti dalle imprese italiane!), seppur il quadro politico della crisi ucraina sia estremamente confuso e in divenire.
Noi di Fratelli d’Italia, invece, crediamo nell’importanza della cooperazione con Mosca non solo come nostro partner commerciale, manifatturiero, turistico ed energetico, ma anche in altri campi, ad esempio quale fondamentale strumento di lotta contro il terrorismo internazionale di matrice islamica; di conseguenza, a tutela degli interessi degli Italiani, contrasteremo con forza, in ogni sede, il rischio di compromissione del rapporto politico-culturale e, in senso ampio, morale e civile tra il nostro Paese e il popolo russo!
Ho ritenuto opportuno quindi, insieme agli altri due componenti del gruppo FdI, Volpi e Silvestroni, presentare una mozione che impegni la Sindaca Raggi:
I) ad esprimere la contrarietà della Città Metropolitana di Roma Capitale alle sanzioni in danno alla Federazione Russa;
II) a manifestare formalmente al Governo italiano, mediante invio della mozione, la contrarietà dell’Ente ad ogni ulteriore rinnovo della sanzioni economiche e finanziarie adottate dalla UE contro la Federazione Russa;
III) a richiedere al Governo che l’Italia si opponga nelle competenti sedi europee ad ogni proposta di proroga delle sanzioni economiche e finanziarie ad oggi vigenti nei confronti della Federazione Russa, così come all’applicazione di eventuali sanzioni ulteriori;
IV) ad inviare copia della mozione in discorso all’Ambasciata della Federazione Russa in Italia.
Bene ha fatto allora Giorgia Meloni a ribadire – conclude la GRASSELLI -, nel silenzio assordante del panorama politico nazionale, quello che pensano tanti lavoratori ed imprenditori italiani sulla questione: “Via le sanzioni alla Russia!. Belli gli slogan, le promesse, i proclami. Poi ci sono i fatti, e questi ci dicono che questo Governo ieri ha votato supinamente il rinnovo delle sanzioni, alla faccia delle aziende italiane che aspettavano con ansia la liberazione da una zavorra che sulla bilancia commerciale pesa più di 3 miliardi l’anno”.(Micol Grasselli, Gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Presidente Commissione Lavori Pubblici della Città Metropolitana di Roma Capitale)

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Russia: “Sanzioni danneggiano Made in Italy, devono essere rimosse”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“Quella contro le sanzioni alla Russia è una battaglia che sto portando avanti da anni, sin dai primissimi giorni del mio mandato al Parlamento europeo, e sono davvero felice che il Ministro Salvini condivida la mia posizione: le sanzioni devono essere eliminate soprattutto per sostenere gli imprenditori italiani, per difendere il Made in Italy da un embargo assurdo e sconsiderato. Nei primi tre anni dalla loro introduzione, gli esportatori italiani hanno perso circa 7 milioni di euro al giorno, una cifra davvero enorme. Soltanto in Lombardia, le sanzioni economiche alla Russia sono costate più di 3 miliardi di export. La mia storica battaglia per rimuovere le sanzioni alla Russia andrà certamente avanti, perché sono assolutamente determinato a difendere gli esportatori italiani con tutte le mie forze”. Lo afferma Stefano Maullu, europarlamentare di Forza Italia.

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Europa: Sanzioni contro Orban è un grave errore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

“Forza Italia è un movimento profondamente europeista, però noi siamo abbastanza sorpresi dagli errori che l’Europa in questo momento sta facendo, dimostrando di non capire il sentimento popolare, di non sapere affrontare il tema dell’immigrazione. Si possono non condividere i toni della politica di Orban, ma in un momento in cui l’Europa è sotto accusa, in un momento in cui risulta lontana dai cittadini, e forse ha anche un deficit di democrazia, pensare di esprimere sanzioni nei confronti della politica di un leader che è stato eletto sulla base di quelle promesse e di quel posizionamento, è un grave errore ed è la prova di un’Europa che va cambiata”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo ad “Omnibus”, su La7.“Noi vogliamo affrontare le prossime elezioni europee essendo profondamente europeisti, sapendo che non bisogna uscire dall’euro né dall’Europa, ma il tema dell’immigrazione è forse l’unico che questo governo riesce ad affrontare con un tono diverso rispetto a chi governava prima, rispetto al Pd. Diamo atto a Salvini di avere cambiato passo in materia di immigrazione e di avere cercato di parlare un linguaggio compreso dalla gente”. “Berlusconi non è che voglia seguire Salvini, ma essendo un democratico convinto sa bene che Orban nel suo Paese sta portando avanti una politica condivisa dalla sua gente. Se cominciamo a pensare di rompere il rapporto tra chi governa e gli elettori commettiamo un grave errore: non è così che si affronta il tema dell’immigrazione anche perché su questo punto l’Europa non ha ancora dato delle risposte”.

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UNC: bene aumento sanzioni, non basta la moral suasion!

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Dal novembre 2011 l’Antitrust ha irrogato sanzioni per poco meno di un miliardo e mezzo di euro e aperto più di 130 casi. Lo afferma il presidente dell’Agcm, Giovanni Pitruzzella, che ha sottolineato che le decisioni con impegni sono passate dal 49% del settennato precedente a circa il 26%.”Bene l’irrobustimento della politica sanzionatoria, che va, comunque, sempre più incrementata. Le decisioni con impegni e la moral suasion purtroppo non bastano per svolgere una sufficiente funzione deterrente. Anche le sanzioni sono spesso inferiori all’illecito guadagno, e per questo da anni chiediamo al legislatore di dare maggiori libertà di azione alle Authority, togliendo ogni tetto all’importo massimo delle multe comminabili” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Molte delle sanzioni ricordate oggi si devono proprio agli esposti delle associazioni di consumatori e dell’Unione Nazionale Consumatori in particolare, che non a caso ha vinto il Premio Antitrust. Non per niente Pitruzzella oggi ha citato per 23 volte la parola consumatori e ha concluso ringraziandoci, considerando la nostra attività essenziale per il funzionamento dell’Autorità” ha concluso Dona.

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Negoziano per tutta l’UE sanzioni per il riciclaggio di denaro sostenuta da libertà civili deputati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Nuove misure per intensificare la lotta dell’UE contro il riciclaggio di denaro, in modo informale concordati con Consiglio nel maggio, sono state confermate da libertà civili deputati il Martedì.
Attualmente, le differenze tra i paesi dell’UE nel definire e sanzionare i reati di riciclaggio di denaro influenzano transfrontaliera di polizia e cooperazione giudiziaria e possono essere sfruttate da criminali e terroristi. Le nuove norme rafforzate in tutta l’UE potranno migliorare l’applicazione in questo settore e fungere da deterrente per una maggiore attività terroristiche e criminali.
I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo preliminare sulle nuove regole in maggio. Per saperne di più qui. Civil Liberties i deputati hanno sostenuto l’accordo informale in un voto il Martedì dalle 46 a favore, 1 contrario e nessuna astensione.Il testo concordato deve ora essere approvata dal Parlamento nel suo complesso e il Consiglio dell’Unione europea prima di entrare in vigore. EP plenaria è prevista per il voto sul testo concordato nel mese di settembre.

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L’Italia e l’Europa comunitaria: come prima peggio di prima

Posted by fidest press agency su sabato, 30 giugno 2018

Tanto tuonò che non piovve. L’Italia ha alzato timidamente la testa in Europa e il bottino risulta magro, anzi anoressico. Scrive in proposito il deputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza: “Frutto di una strategia errata. Non bisognava puntare sulla spartizione dei migranti ma sul blocco navale, sugli hotspot e sul fondo europeo per rimpatriare i clandestini. E alla fine l’Italia ha votato anche a favore del rinnovo delle sanzioni alla Russia. Conte, Salvini, Di Maio: così non va”.

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Parlamento europeo ribadisce sanzioni contro la Russia e invita a liberare Oleg Sentsov

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Nel giorno di inizio della Coppa del mondo di calcio FIFA in Russia, il Parlamento chiede alla Russia di garantire il rispetto dei diritti umani, la libertà di espressione e di riunione.
I deputati chiedono alle autorità russe di liberare immediatamente e incondizionatamente il regista ucraino Oleg Sentsov e oltre 70 cittadini ucraini detenuti illegalmente in Russia e nella penisola della Crimea.La risoluzione invita pertanto gli Stati membri dell’UE a rimanere fermi e uniti nell’attuazione delle sanzioni concordate contro la Russia e a prorogarle, e a prendere in considerazione anche misure mirate contro i responsabili della detenzione e del processo dei prigionieri politici.
Il Parlamento critica la legge russa sugli “agenti stranieri”, in base alla quale le ONG e i media stranieri che ricevono fondi stranieri sono soggetti a un elevato livello di controllo da parte del governo. Si condannano altresì le violazioni del diritto internazionale da parte della Russia nella Crimea occupata, compresa l’applicazione della legislazione russa, la pesante militarizzazione della penisola e le violazioni massicce e sistematiche dei diritti umani. Gli eurodeputati ricordano alla Russia che, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo di proteggere i cittadini della Crimea da misure giudiziarie o amministrative arbitrarie e di garantire il rispetto dei loro diritti.La risoluzione non vincolante è approvata con 485 voti favorevoli, 76 contrari e 66 astensioni.

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Agenzia entrate non può chiedere gli interessi e i compensi quando riscuote le sanzioni al Codice della Strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Agenzia delle Entrate Riscossione (già Equitalia), non può richiedere gli interessi pari addirittura ad un decimo ogni semestre di ritardo nel pagamento né i relativi compensi, quando riscuote le sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada perché nella fattispecie va applicato l’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada in deroga all’articolo 27 della Legge 689/81 di depenalizzazione delle sanzioni amministrative. È questo il principio di diritto stabilito dal Giudice di Pace di Lecce nella persona dell’avvocato Nicola Brunetti con la sentenza n. 2561/2018 e depositata il 9 giugno 2018 che ha accolto l’opposizione ad una cartella esattoriale proposta da un’automobilista leccese che si era rivolta allo “Sportello dei Diritti”. La donna, assistita dall’avvocato Donato Maruccia, aveva ritenuto esorbitanti e ben oltre la sanzione edittale della multa a cui si riferivano, le somme riportate nell’atto impositivo ed aveva deciso di proporre ricorso che è stato ritenuto fondato dal giudice onorario del capoluogo leccese. Ricorda il giudice di Pace che la Corte di Cassazione con sentenza n. 3701/07 ha chiarito che “…alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza-ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale non anche degli aumenti semestrali del 10%…”. Ed è a questo orientamento che ha aderito anche il Giudice di Pace con un’articolata decisione che per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce un ulteriore importante precedente in materia e che dovrebbe essere generalmente applicato, in quanto le somme rivenienti dalla sanzioni amministrative pecuniarie al Codice della Strada sono iscritte a ruolo anche a distanza di anni con conseguenti ingiustificate maggiorazioni di un decimo ogni semestre e di ulteriori compensi per la riscossione che non sono dovuti in ragione della corretta applicazione della richiamata disciplina di cui all’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada. È bene, quindi, che tutti i contribuenti, prima di pagare una cartella esattoriale o un’ingiunzione proveniente da un ente che assume di aver notificato un verbale per un’infrazione stradale, prestino la massima attenzione alle voci di pagamento riportate nell’atto impositivo, al fine di presentare tempestiva opposizione nella sede competente.

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8 miti sulle sanzioni imposte dall’Unione Europea nei confronti della Russia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Spesso si sente dire, anche da parte dei politici italiani, che le sanzioni imposte dall’Unione Europea nei confronti della Russia sono inutili e dannose per l’economia dell’Italia. Gli esperti parlano addirittura di perdite che ammontano a miliardi di euro, nella speranza che tali misure restrittive vengano ritirate. A riguardo, sorge spontanea la domanda sull’opportunità o meno di tali sanzioni.
MITO 1: Le sanzioni europee contro la Russia causano danni irreparabili all’economia italiana
L’Unione Europea ha introdotto una serie di misure restrittive nei confronti di individui, istituzioni e organizzazioni responsabili di azioni illegali compiute dalla Russia, in particolare, in relazione alla violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, e a causa dell’aggressione militare della Russia. Si tratta di sanzioni personali, economiche (divieto dell’attività economica con la Crimea) e settoriali (restrizioni sul commercio di armamenti ecc.) che, a dire il vero, non hanno un diretto impatto sull’economia italiana.
MITO 2: L’economia italiana perde 3 miliardi di euro all’anno a causa delle sanzioni europee
Negli ultimi anni si è registrato un forte calo delle esportazioni italiane in Russia: si è passati dai 10,7 miliardi di euro del 2013 (prima dell’introduzione delle sanzioni) ai 6,7 miliardi del 2016 (dati ISTAT). Sarebbe facile trovare la causa nelle sanzioni, senza tuttavia tener conto del crollo del prezzo mondiale del petrolio che ha causato una significativa riduzione delle entrate valutarie nella Federazione Russa, abbassando la capacità d’acquisto in Russia e svalutando anche il rublo. Tra l’altro, nello stesso periodo, si è registrata anche la contrazione dell’import russo da tutto il resto del mondo, non solo dall’Italia. A partire dal 2017, quando i prezzi del petrolio sono tornati a crescere e la situazione economica in Russia si è stabilizzata, anche le importazioni dall’Italia sono cresciute del 19,3%.
MITO 3: Le sanzioni europee colpiscono di più i produttori del settore agroalimentare. Dovrebbero essere tolte il prima possibile. Occorre innanzitutto evidenziare che le sanzioni europee non colpiscono affatto il settore agroalimentare, anche se le esportazioni di merci italiane relative a questo comparto sono diminuite. Ciò è dovuto al fatto che la Russia stessa ha imposto l’embargo sulle importazioni di un certo numero di prodotti agroalimentari provenienti dall’Unione Europea. E’ del tutto evidente, tuttavia, che l’eliminazione delle sanzioni europee non ripristinerà automaticamente le esportazioni di questi beni verso la Russia, come lasciano credere alcune dichiarazioni di politici russi.
MITO 4: L’agroalimentare è l’unico settore con un embargo totale. L’embargo russo riguarda solamente i 55 tipi di prodotti dell’agroalimentare mentre ci sono più di 2.000 tipi di merci che vengono commercializzate tra Italia e Russia. A proposito, sotto l’embargo russo non ricadono vino, pasta, caffè e tanti altri prodotti dell’eccellenza agroalimentare italiana.
MITO 5: Il settore agroalimentare italiano è in crisi profonda dopo l’introduzione delle sanzioni e dell’embargo russo. Secondo l’ICE la flessione delle esportazioni italiane dei prodotti sotto l’embargo ammonta a circa 151 milioni di euro nel biennio 2014-15. Nonostante, ogni anno l’export di prodotti agroalimentari dall’Italia verso i paesi del mondo cresce del 2-6% colmando tutte le perdite nei singoli mercati. Inoltre, se nel 2013 (prima delle sanzioni) la dinamica delle industrie alimentari era negativo (-0,7%), nel 2015 l’indicatore è stato pari al +1,0% e nel 2017 ha raggiunto una crescita del 1,7%. L’agricoltura ha realizzato risultati positivi in termini occupazionali con la crescita del 0,9%. Per produzione agricola l’Italia è tra i primi tre paesi europei.
MITO 6: L’Italia ha sofferto dell’embargo russo più di altri Paesi. Se l’embargo russo è costato al comparto agroalimentare italiano secondo vari valutazioni da 150 a 200 milioni di euro,la flessione delle forniture di questi prodotti in Russia ha costituito per la Germania 518,5 milioni di euro e 260,5 milioni per la Francia. Allo stesso tempo le vendite della produzione italiana verso i paesi del mondo sono cresciute in modo significativo. Dal 2013 al 2017 l’export italiano è cresciuto da 390,2 a 448,1 miliardi di euro ovvero del 15%.
MITO 7: L’Italia è ostaggio della politica “suicida” dell’UE. Spesso sentiamo dire che l’Italia, in quanto membro dell’UE, ha dovuto attuare decisioni imposte dall’alto, anche contro i propri interessi. Tuttavia, nel caso delle sanzioni e dell’embargo russo, queste affermazioni sono percipite come le ulteriori manipolazioni, perché due terzi delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari vengono proprio negli stati membri dell’UE proprio grazie al mercato comune europeo.
MITO 8: Le sanzioni non funzionano. Le sanzioni non sono un esercito, rappresentano, invece, uno strumento di pressione, una forte risposta, una denuncia della comunità internazionale alle attività di aggressione militare di uno stato nel mezzo dell’Europa. Tuttavia, senza di esse, le forze armate russe avrebbero avuto una più elevata aggressività nei confronti dell’Ucraina e, per tale ragione, non possono essere eliminate senza passi concreti da parte della Russia verso normalizzazione della situazione in Ucraina, incluso Crimea. Senza di esse si avrebbe l’assoluta debolezza della politica europea e italiana, il riconoscimento della sola forza contro ogni diritto, con il rischio di legittimare, al contempo, ogni eventuale e futura azione aggressiva di Mosca a livello globale.

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Rafforzamento dei controlli e delle sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Ogni paese dell’UE dovrà effettuare un numero minimo di controlli sulle autovetture ogni anno, ossia almeno uno ogni 40000 nuovi veicoli immatricolati in uno Stato membro e almeno il 20% dei test dovranno riguardare le emissioni. Per i Paesi con un basso numero di immatricolazioni, dovranno essere effettuati un minimo di cinque controlli l’anno in totale.
La Commissione europea potrà inoltre effettuare controlli e ispezioni sui veicoli per verificarne la conformità e potrà infliggere sanzioni amministrative fino a 30.000 euro per ogni veicolo non conforme.Le nuove norme introducono un nuovo regime di controlli per garantire che le automobili rimangano entro i limiti di emissione per tutto il loro ciclo di vita. I centri di prova (i così detti “servizi tecnici”) saranno sottoposti a revisioni regolari e indipendenti.I proprietari di automobili saranno rimborsati qualora dovessero essere obbligati a effettuare riparazioni sui propri veicoli, in caso di non rispetto delle norme, a meno che il costruttore non ne decida il ritiro. Le officine indipendenti avranno accesso alle informazioni relative ai veicoli per poter competere con i concessionari e contribuire alla riduzione dei prezzi.

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