Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

Posts Tagged ‘sapere’

La cittadella del sapere

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

borgoVorremmo poter dire: pensionati unitevi, dimostrate d’avere la forza per reagire. Offrite ai giovani dai figli ai nipoti di che pasta siete. Vorremmo poterlo dire ma ci accorgiamo di essere di fronte a uomini e donne stanchi, delusi, amareggiati. Per anni questo è stato il popolo che è cresciuto in una nazione che si chiama Italia. Ha provato la prima amarezza, molti per parte dei loro padri, con gli anni della ricostruzione nei quali si poteva fondare una società diversa, più organizzata, più aperta all’innovazione tecnologica, allo sviluppo del Meridione, più decisa nella ricerca di opportunità lavorative senza dover ricorrere a quel mostro che si chiama ammortizzatore sociale che ha dilatato a dismisura i posti nel pubblico impiego e persino nel privato. Vi è stato, poi, un successivo passo con il “compromesso storico” con la coraggiosa alleanza Moro-Berlinguer per un’Italia più pulita, meno compromessa con il malaffare. E anche questa volta abbiamo perso l’occasione per rinascere. E ancora un’altra data storica, quella della caduta del muro di Berlino e il dissolvimento dell’Urss e del suo socialismo reale. Avrebbe potuto rilanciare il “partito degli onesti” e la stessa iniziativa della procura milanese, qualche anno dopo, riuscì solo in parte a debellare quel cancro che aveva roso sino al midollo la parte sana del Paese. Tanto che i mestatori del torbido ci presero gusto e andarono all’assalto delle istituzioni e oggi dobbiamo tristemente prendere atto dei guasti che hanno provocato e continuano indifferenti lasciando solo macerie.
Sembra che l’Italia non sia stata sconfitta una volta ma tante a dispetto di quanti con il lavoro, i sacrifici di un’intera vita hanno cercato di lasciare qualcosa di buono, una speranza, per lo meno, per una società più equa. E per anni questo popolo di canuti ha sperato nel “governo del fare” per poi, amaramente, rendersi conto che erano solo parole, vuote, aride, ciniche.
Non sembra, per quanto questa classe politica dominante abbia toccato il fondo, che lo abbia raschiato a dovere se ancora tenta di dividere ciò che si era unito con tanta fatica: il rapporto giovani anziani, precari e lavoratori a tempo indeterminato, immigrati e autoctoni, nord e sud, omofobia, dissidi tra i vari poteri dello Stato, ecc. E’ una caccia all’untore per tentare, in questo modo, di distrarre gli italiani dai reali e gravi problemi del paese. Resta la “Cittadella del sapere” l’unico rifugio per gli uomini liberi, per gli anziani che vogliono guardare al futuro senza soffermarsi al presente o rifugiarsi al passato. Perché di questo futuro non è necessario farne parte. Basta sapere di averlo lasciato nelle mani di chi saprà raccogliere con coraggio e determinazione il testimone. Di chi saprà forgiarlo per tale cimento. (Riccardo Alfonso)

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Omar Galliani, presentazione del progetto “Sul libro e il sapere”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Roma Venerdì 19 maggio 2017 ore 11:45 Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue Via Ostiense 234 Progetto artistico del Maestro Omar Galliani, Sul libro e il sapere. Le opere in punta di matita di Omar Galliani per l’Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue e alla presentazione del catalogo Omar Galliani, Per Santa Teresa d’Ávila. Estasi mistica e pienezza creativa, 2016 (a cura di Mario Panizza e Otello Lottini).

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Progetto “Il piacere di sapere”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

università roma treRoma dal 2 maggio al 23 giugno primo ciclo, gratuito, che si terrà all’Argiletum di via Madonna dei Monti 40 tre i corsi offerti ai cittadini che abbiano il desiderio d’immergersi una volta la settimana, per due ore, nella dimensione universitaria:
– “Le parole della legge: il vocabolario della legge, “fare cose con le parole”, dialettica tra libertà e vincoli” (Scienze giuridiche);
– “Uguali ma diversi: alcuni temi e alcune domande della biologia contemporanea” (Biologia);
– “Terre senza pace: la caduta dell’Impero Ottomano e le origini dei conflitti attuali in Siria e in Iraq” (Storia contemporanea).
«Roma Tre con questi corsi di lezioni, organizzati e tenuti da docenti universitari, risponde alla “domanda culturale” di cittadini che abbiano l’interesse di conoscere e comprendere temi squisitamente accademici o le basi culturali dei temi di attualità; di ripassare o perfezionare alcuni aspetti della propria formazione scolastica superiore; di capire meglio il patrimonio culturale della città», spiega il rettore Mario Panizza.
«Una risposta adeguata a questa “domanda culturale” non esiste ancora, almeno nella città di Roma», aggiunge Vito Michele Abrusci, professore ordinario di Logica presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’ateneo, ideatore del progetto. «La risposta deve venire dall’università, poiché solo l’università può offrirla attraverso i suoi docenti. La nuova strada da aprire, caratterizzata da una “didattica libera”, non orientata a programmi di formazione o di aggiornamento, oltre che rispondere a una reale domanda, può essere un arricchimento dello stesso mondo accademico, anzi può costituire la ripresa di un’altra nota distintiva dell’università: l’ateneo come luogo in cui si ricerca liberamente e s’insegna liberamente, senza essere necessariamente vincolati a progetti finalizzati e a piani di formazione» L’offerta di cicli di lezioni, seminari ed esperienze culturali del progetto “Il piacere di sapere”, è rivolta a cittadini di varie età, dagli studenti universitari ai pensionati, ed è organizzata e gestita da docenti universitari o della scuola superiore. La durata di ciascun ciclo di lezioni, seminari ed esperienze culturali può variare, fino a 15-20 ore; le lezioni si svolgono dalle 18 alle 20, presso l‘Argiletum, sede del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, situato al centro della città di Roma e facilmente raggiungibile da ogni parte della città. I cicli di lezioni, seminari ed esperienze sono a numero chiuso, per favorire il dibattito e l’interlocuzione con i docenti (circa 40 partecipanti per ciclo) e, dopo il primo ciclo gratuito, saranno a pagamento (il costo totale dipenderà dalle ore previste, e il costo di ciascuna ora corrisponderà a quello di uno spettacolo cinematografico o della visita a una mostra).
Ciascun ciclo di lezioni, seminari ed esperienze culturali comprenderà un dialogo diretto di ciascun partecipante con i docenti.
Il primo ciclo di corsi, gratuito, si terrà tra il 2 maggio e il 23 giugno.
Le iscrizioni ai corsi si effettuano online sul sito http://www.ilpiaceredisapere.it.

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Le cittadelle del “sapere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2011

Oggi essere anziani, ma ancora in buona salute, è un dramma. Pochi sopportano l’idea di tirare i remi in barca e passare nell’area “giardinetti” per diventare un habitué delle panchine. Un artigiano o chi è aduso alla manualità lavorativa forse avverte di meno tale disagio in quanto qualche “lavoretto” o lo trova o se lo inventa, ma per un travet è diverso. Da qui l’idea di una “cittadella del sapere” da collocare in quei paesi del nord Africa quali la Tunisia, la Libia, l’Algeria e il Marocco. Si tratterebbe di prendere in affitto un’area di una trentina di kmq per costruire una piccola città in grado d’ospitare alcune migliaia di persone. Gli edifici dovrebbero essere bifamiliari per ospitare una coppia di anziani (europei) e l’altra di autoctoni. I primi dovrebbero fare da tutor ai secondi e questi ultimi da supporter per le piccole necessità dei primi. Avremmo, da una parte dei possessori di piccole rendite ma in grado di sostenere, sia pure in parte, le necessità dei locali e al tempo stesso favorirli nell’apprendimento di un lavoro, sia manuale si intellettuale per una crescita culturale e un proficuo scambio di conoscenze. In questo modo otterremmo diversi benefici pratici a partire dal migliore utilizzo delle risorse degli anziani e in un ambiente dove si riserva maggiore rispetto e considerazione per chi è avanti nell’età ma che si trova ad essere intellettivamente ancora efficiente ma non altrettanto nella funzionalità motoria e fragilità fisica. Una cittadella del “sapere” perché si possono costruire insieme tante opere utili e ridurre al tempo stesso la mobilità lavorativa degli autoctoni, espatriando. Una cittadella viva e dotata di ospedali, scuole, centri servizi, laboratori artigianali, piccole attività industriali e tecnologiche, ecc. Una cittadella dove si impara a convivere e ad apprezzare la solidarietà e a comprendere come i valori della vita possono essere esaltati attraverso la costanza della loro crescita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Studenti e precari: difendere il sapere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Gli studenti hanno ragione a ribellarsi. La riforma Gelmini porta con se il totale stravolgimento del modello attuale che, pur non rappresentando il miglior modello di scuola e di università possibile, però ha ancora un tratto democratico, non classista, non censuario. Se poi si tenta di criminalizzare la loro giusta rivolta che sta dimostrando l’abissale distanza tra il potere e la gente comune, ancor più ci convinciamo della necessità di raccogliere, come lavoratori e come sindacato conflittuale, il testimone che i giovani studenti ci consegnano. Noi saremo in piazza con loro. Il 22 dicembre dovrà essere giornata in cui in piazza ci siano le richieste di futuro dei giovani e quelle di lavoro dei precari, quelle di salario e di reddito delle famiglie che non arrivano più alla fine del mese come quelle di chi non ha più le risorse per pagare un mutuo o un affitto. Deve essere dato un segnale ancora più forte ed unitario dal sindacalismo di base, coniugando e mettendo in relazione le esigenze di giustizia, di futuro, di cultura, di salario, di reddito, di diritto all’abitare e alla cittadinanza convocando, assieme a tutti coloro che le risposte a tale esigenze ritengono non più rinviabili, un momento generale e generalizzato di lotta e di sciopero.

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Sapere, Sperimentare, Valorizzare

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Camerino. Il Polo Museale dell’Università di Camerino organizza per venerdì 22 ottobre il workshop “Science Centre e Territorio: Sapere, Sperimentare, Valorizzare”. Tema principale di discussione sarà il ruolo del Science Centre come strumento principe dell’informal education, adatto ad affrontare i principali temi di attualità scientifica e tecnologica, a parlare delle emergenze del Pianeta, veicolo di incontro tra ricerca e innovazione, tra scienza e cittadinanza per lo sviluppo della coscienza critica e della consapevolezza civile indispensabili alle scelte democratiche del Paese.  Il workshop si aprirà  alle ore 9.30 presso l’Aula San Sebastiano del Polo Museale e, dopo il saluto delle autorità, sarà introdotto e moderato dal prof. Fulvio Esposito, Rettore dell’Università di Camerino.
Nel corso della prima sessione, che avrà come tema “La comunicazione scientifica nel Musei e nei Science Centre in Italia e in Europa, interverranno Mikko Myllykoski, Experience Director di Heureka (Vantaa, Finlandia), Michele Lanzinger,  Direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali (Trento), Luigi Amodio, Direttore di Città della Scienza (Napoli), Chiara Invernizzi, Direttore del  Polo Museale Unicam.
La seconda sessione, invece sarà incentrata su “Un Science Centre a Camerino: obiettivi, programmi, risorse” con una tavola rotonda, alla quale sono stati invitati a partecipare l’Assessore della Regione Marche Sara Giannini, Simona Monesi Presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali delle Marche, Carmine Marinucci del Ministero Università e Ricerca, Carlo Toffalori dell’Università di Camerino. Seguirà il dibattito, che farà da preludio alla Inaugurazione della Science Room presso il Polo Museale Unicam.

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Il trattato di Manu sulla norma

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

Aa.Vv. (A Cura Di) 370 pagine codice ibis 34749 Prezzo  € 35,00  Per la prima volta tradotto in italiano direttamente dal sanscrito, compendia il sapere etico-politico-giuridico dell’antica India disseminandolo in precise normative che coinvolgono comportamenti pubblici e privati, dall’amministrazione della giustizia alla vita familiare. È stato anche uno strumento ideologico e di controllo sociale, prediletto dalle compagini brahmaniche ortodosse e viceversa messo al centro di rivendicazioni da parte di coloro (buddhisti, classi subalterne…) che si sono sentiti oppressi dalla cultura dominante. Ancora ai nostri giorni a Mahad, nel nord-ovest dell’India, ogni anno il Trattato di Manu è dato pubblicamente alle fiamme dal movimento dei dalit (gli «schiacciati», meglio noti come intoccabili).

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Porte aperte alla chiesa di Scientology

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2010

Roma. Un’altra domenica di porte aperte alla Chiesa di Scientology di Roma in via della Maglianella 375. Come ogni fine settimana dalla sua inaugurazione, avvenuta lo scorso 24 ottobre, la nuova sede capitolina della religione di Scientology darà il benvenuto a chiunque voglia una risposta personale e autentica alla domanda, “cos’è Scientology?”. Grazie ad oltre 95 video e 60 pannelli informativi si può avere una panoramica multimediale di questa nuova religione nel corso di domenica 14 marzo, a partire dalle ore 10.30 e fino alle ore 20. Sviluppata dal filosofo ed umanitario L. Ron Hubbard, di cui la confessione religiosa celebra l’anniversario della nascita sabato 13 marzo, a coronamento di 50 anni di indagine sugli aspetti spirituali dell’esistenza, Scientology vuol dire “sapere come conoscere le risposte”. Fondata su principi non dogmatici, ma sperimentabili da coloro che ne intraprendono il cammino spirituale, Scientology è un percorso di salvezza che si sviluppa tramite una sempre maggiore e accresciuta conoscenza e consapevolezza di sè stessi e della propria natura spirituale.  Nel corso della giornata si terrà un momento religioso importante per la comunità di Scientology romana. Alle ore 13.30 si svolgerà infatti il Servizio Domenicale, con la lettura del Credo della Chiesa di Scientology, seguito da un sermone, estratto dalle scritture, per concludersi con la “Preghiera per la Libertà Totale”. La cerimonia è aperta a chiunque desideri parteciparvi.

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I distretti industriali ed universitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Disporre sul territorio di una struttura universitaria costituisce per le imprese che vi ruotano un valore aggiunto non indifferente. Questa valutazione comprovata dalla crescita di rapporti sempre più intensi tra il mondo del sapere e quello del lavoro ci ha indotti a considerare un altro aspetto che andrebbe considerato in una diversa realtà sociale ed ambientale. Da qui è partito il progetto per la costituzione di cooperative internazionali di sostegno sociale (Copiso) da tenere sotto l’alto patrocinio dell’Onu per lo sviluppo delle aree depresse ed in particolare, per i Paesi del sottosviluppo. Esse dovrebbero beneficiare di un’area apposita nell’ambito degli Stati più depressi del mondo per costruirvi una “cittadella del sapere” d’affiancare alle produzioni locali e alle attività del terziario e, quindi, agricola, commerciale, turistica e per la preparazione professionale degli autoctoni e per la formazione di una loro classe dirigente a tutti i livelli di operabilità. Un altro aspetto sarebbe quello di indirizzare lo sviluppo delle telecomunicazioni, delle infrastrutture, dei trasporti per persone e beni ecc. Una caratteristica di queste cooperative è rappresentata dal personale di provenienza occidentale che ne costituirebbe l’ossatura: essi dovrebbero avere un’età superiore ai 70 anni ed essere provenienti da ambienti universitari e dell’imprenditoria con altissima professionalità nel loro campo d’azione. L’età dovrebbe garantire la provvisorietà del loro ruolo una volta realizzato il progetto di formazione di una cultura del progresso e delle tecniche per i residenti. Vi sono, ovviamente, altri aspetti che sorvoliamo per ragioni di spazio ma che confidiamo di colmare nei nostri approfondimenti futuri su queste pagine.

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La trasmissione del sapere in videoconferenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Cormano (MI) Creare un sistema di comunicazione in grado di facilitare i rapporti dei top manager, snellire i processi decisionali e incrementare la collaborazione non è affatto semplice. Per avere un risultato ottimale è importante affidarsi ad un partner attento e professionale che sappia ascoltare e trasformare le esigenze di comunicazione in reti. Lo sa bene Messaggerie Italiane, azienda che dal 1914 si occupa di distribuzione editoriale di qualità e che ha deciso di installare un’innovativa rete di sistemi per la videocomunicazione con Durante, realtà che da oltre quarant’anni studia e implementa servizi per la comunicazione sicura di voce, video e dati.  Dopo aver preso in considerazione l’offerta di diverse realtà la scelta è ricaduta sulle tecnologie TANDBERG e sul suo Platinum Partner Durante SpA.
Durante SpA opera dal 1962 nel settore dei servizi e delle soluzioni di Information & Communication Technology per le aziende. Con sede centrale a Cormano, in provincia di Milano, una filiale a Faenza (RA) e un presidio tecnico a Roma, progetta e realizza soluzioni di videocomunicazione, telepresenza e mobile video integrati, IP telephony, contact center, networking e sicurezza che migliorano l’insieme delle comunicazioni, curandone l’efficienza e l’affidabilità con un orientamento volto alla costante innovazione. La grande capacità di analisi e progettazione e la collaborazione con i principali produttori mondiali di sistemi di comunicazione fanno di Durante un partner affidabile in grado di accompagnare le imprese nel percorso di ottimizzazione del processo di comunicazione. Inoltre queste soluzioni all’avanguardia permettono di ridurre in modo significativo i costi di gestione di un’azienda, come ad esempio quelli per le trasferte, limitando anche le emissioni di CO2. Durante vanta prestigiosi partner tecnologici internazionali come Avaya, Tandberg, Alcatel, HP, Cisco, Sonicwall, possiede inoltre la certificazione UNI/ENI ISO 9001-2000 e l’autorizzazione Ministeriale PPTT di 1° grado per tutto il territorio italiano. Copleta l’organizzazione un centro assistenza avanzato, il DOC – Durante Operations Center – cuore dell’organizzazione tecnica e centro di eccellenza dal quale vengono erogati tutti i servizi 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

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Dovere di informare, diritto di sapere

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

Di cosa siamo liberi in questo paese? Di maledire i telegiornali di regime? Di masticare amaro per quotidiana la rassegna di interviste deferenti e di cronache ubbidienti al governo? Siamo liberi di non comprare i giornali che non ci piacciono, di tener spenta la televisione, di parlar d’altro? Non è libertà, questa: è rassegnazione. Contro questa rassegnazione, contro il vizio di voltarsi dall’altra parte, oggi Sinistra e Libertà è in piazza. Vogliamo che questo paese si riprenda la liberta di dire, di scrivere, di leggere, di avere opinioni. Libertà di essere informati: perché non lo siamo affatto. E non solo per colpa della stampa e dei tg di Berlusconi. Attorno a noi vediamo troppi giornali che si sono trasformati in un partito: e quando diventi la gazzetta di un segretario, poco importa che quel segretario sia di destra o di sinistra. E’ quello che rimproveriamo a Repubblica, giornale autorevole ma politicamente fazioso, convinto a torto che oscurare le ragioni della sinistra italiana sia buon giornalismo. (Claudio Fava)

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Riflessioni

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore,  ho letto un articolo di Adriano Sofri su Repubblica del 21 settembre. Parla di Simone Valente, il bimbetto di due anni, presente assieme alla sua addoloratissima mamma, all’arrivo della bare dall’Afghanistan. Riporto la considerazione alla fine del pezzo: “Simone ritroverà le frasi di suo padre che il lutto di oggi ha fatto conoscere a tutti: «Difendere gli altri, andare a fare del bene»”. E aggiungo  una riflessione personale: è probabile che Simone, da grande, verrà anche a sapere che il padre non si trovava in Afghanistan esclusivamente per quel motivo. E poi mi chiedo: se avessi il desiderio di difendere gli altri e di andare a far del bene in terra straniera, avrei il diritto di farlo, sapendo di correre il rischio di rendere orfano il mio piccolo e vedova la sua mamma? Penso che solo se fossi obbligato, andrei, altrimenti l’amore verso i miei cari, prossimo vicino e carissimo, sarebbe molto più forte dell’amore verso il prossimo lontano. (Renato Pierri)

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Assemblea associazione Wikimedia Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Roma 19 settembre 2009 ore 10.00 presso i locali del CATTID della Sapienza – Università si terrà l’assemblea annuale dell’associazione Wikimedia Italia, in collaborazione con la Free Hardware Foundation e l’Associazione Culturale Linux Club Italia. Come è tradizione, l’assemblea sarà pubblica, aperta a soci e non soci. Durante l’assemblea, la seconda del 2009 (la precedente si è tenuta a Milano a marzo), verranno rinnovovate le cariche sociali.
Wikimedia Italia, corrispondente italiana ufficiale di Wikimedia Foundation, Inc, è un’associazione senza fini di lucro che opera nel settore della cultura e del sapere, per la diffusione della conoscenza libera. Nota in Italia principalmente per la sua attività di promozione dei progetti Wikimedia (tra cui il più noto è indubbiamente Wikipedia), organizza e collabora a seminari, eventi ed attività volte a far conoscere e diffondere i contenuti liberi.
La Free Hardware Foundation è una Fondazione regionale, operativa e di partecipazione e i suoi scopi riguardano tutti gli aspetti della società umana. La Free Hardware Foundation si impegna nella realizzazione della Civiltà della Condivisione della Conoscenza, attraverso i valori della Cooperazione, della Condivisione, della Creatività, della Lealtà, della Collaborazione, della Trasparenza, della Volontà di Partecipare e di far Partecipare.
L’Associazione Culturale Linux Club Italia persegue le finalità di promozione e diffusione del software libero, intese come diritto alla trasmissione della cultura e del sapere e come tutela dei diritti fondamentali dell’individuo: la libertà di pensiero, di espressione e di parola. L’Associazione Culturale Linux Club Italia si batte per ridurre il divario tecnologico-informativo (digital divide) sia tra i cittadini italiani che tra i popoli del mondo; per contribuire all’ utilizzo pieno e consapevole delle tecnologie ed in particolare di Internet; per la piena realizzazione dell’individuo; per la promozione ed il sostegno delle forme di economia a scopo etico. Linux è parte del sistema Gnu/Linux.

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I politici e gli “scheletri nell’armadio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

Editoriale fidest. Potremmo iniziare e concludere: siamo tutti peccatori. Forse c’è qualcuno più impenitente degli altri, ma ciò non sposta il problema. Ma i peccati, si sa, si possono al massimo esternare al confessore o, al più, al proprio legale di fiducia ma non certo renderli di pubblico dominio. Non ho mai pensato che il mio vicino di casa potesse dirmi: “oggi ho portato in casa, in assenza di mia moglie, una prostituta e mi sono divertito. Mi è costato un po’ ma ne valeva la pena. Era uno schianto e giovanissima”. Eppure occhi spioni hanno notato un certo tramestio e hanno trovato il modo di farlo sapere in giro. Ho pensato: meno male che non è un uomo “pubblico” nel senso che si è dato alla politica o ricopre cariche di “riguardo”. Tutti si sarebbero rivolti a lui con più interesse, con più morbosa attenzione, più giudizi critici frammisti ad una certa “invidia di sottofondo”. Ma se per un malnato disegno del destino questo stesso vicino fosse diventato famoso non credo che quell’episodio boccaccesco della sua vita sarebbe rimasto a lungo sotto silenzio. Ora se analizziamo la situazione ci rendiamo conto che il fatto è avvenuto ma che non vi sono prove per dimostrarlo, ma anche se lo fosse significa anche che rientra nella sfera personale  e se vi è qualcuno che potrebbe adontarsi è la moglie o qualche stretto familiare. Ma se la moglie lo mette in “piazza” avremmo un pettegolezzo in più nel condominio, se parliamo di un uomo qualunque, o di un trafiletto in più tra la cronaca scandalistica dei giornali. Ora facciamo un altro passo avanti. L’uomo pubblico o privato che sia si pente e va dal confessore e ne ottiene l’assoluzione. Per la Chiesa è redento. Per la giustizia è solo una “lite familiare” da trattare nelle opportune sedi se le parti lo richiedono, ma “sputtanarlo” in pubblico che senso ha? Potrebbe essere solo un modo per dimostrare che manca di coerenza allorché si dichiara moralista e non lo è. Che è un bugiardo per convenienza e che se si comincia a mentire dove potranno finire le sue menzogne? Ma per la politica il lessico è diverso: non si dice ha mentito ma semplicemente “non ha mantenuto le promesse”. E l’interessato potrebbe giustificarsi in mille modi tra il negare di averle fatte, di averle formulate a certe condizioni, che i tempi sono mutati, ecc. Alla fine quale potrebbe essere la morale? E’ che dobbiamo restituire alla politica il suo ruolo originario e alla gente di mettere da parte i rotocalchi scandalistici quando si parla di politica e di vederla solo come un modo per risolvere i problemi esistenziali, il modo come conciliarli con gli opposti interessi e come si può vivere avendo più senso dello stato e meno quello da “alcova da brivido”. Se avessimo fatto così sin dall’inizio forse la politica si sarebbe trasformata in un campicello un po’ arido per i fanatici di emozioni forti ma, per contro, anche più seria e propositiva. Ma tutto questo accade perché gli italiani sono stanchi della politica dei maneggioni, dei “furbastri” e finiscono con il fare di tutta l’erba un fascio. Ma vi è un rimedio. Non lasciamo che la politica la facciano gli altri. Cominciamo a renderci conto che la politica non è qualcosa di estraneo ma fa parte integrante della nostra vita, entra nella sfera familiare e può condizionarla in tanti modi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it

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Il pensiero forte

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

(Edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) E’ proprio una strana coincidenza che il principio del ’600 avesse veduto le due più grandi scoperte che determinarono tutta la scienza moderna: il moto della terra e il moto del sangue nel corpo degli esseri viventi.  Ippocrate, Galeno e Aristotele avevano lasciato la medicina ad una condizione quasi statica. In realtà lo spirito d’Ippocrate, padre della medicina, può meravigliarsi che a distanza di 2000 anni si sia fatto così piccolo progresso nell’arte di curare i mali qual egli la conosceva. E nel ‘600 ogni divergenza dall’insegnamento d’Ippocrate e di Galeno era considerata eresia, soprattutto dalla Chiesa di Roma. Ma il desiderio della conoscenza e il pensiero umano alla fine prevalsero su ogni timore e condizionamento religioso.  In tanto gorgogliare di nuove pòlle del sapere la medicina sembrava trovare difficoltà ad emergere con nuovi e più avanzati studi. Era rimasta dov’era stata per tanti secoli, una mescolanza d’empirismo e di super-stizione, di ciarlataneria, di chirurgia orripilante, o di cure fondate, fortunatamente, sulla fiducia nelle virtù mediche d’alcune erbe, quegli specifici omeopatici il cui naturale effetto e valore l’attuale chimica farmaceutica va risco-prendo, anche se ci offre, con altre formule, i suoi nuovi farmaci sotto oscure nomenclature. Nel diciassettesimo secolo le pestilenze, che oggi noi chiamiamo più blan-damente epidemie, erano endemiche e devastavano le città ed i paesi con una frequenza paurosa; la mortalità infantile era fantasticamente alta; il vaiolo era il flagello costante dei popoli; le malattie veneree, virulenti ed incurabili, decimavano e taravano tutte le classi sociali. L’anatomia era ancora superficiale; la medicina ignorava la batteriologia e gli antisettici: la vita, insomma, era breve e passibile di essere troncata da ogni sorta di malattie. Questo quadro sconfortante d’insuccessi fu lacerato da un giovane studente inglese William Harwey nel momento in cui si decise di frequentare la famosa scuola d’anatomia di Padova.  L’uomo destinato a rivoluzionare la medicina era nato a Folkstone il 1° aprile 1578 e proveniva da una famiglia borghese inglese dell’era elisabettiana. Alla scuola di Padova l’Harwey conobbe il Fabricius che insegnava l’anatomia, il Minadous che insegnava la farmacia e il Casserius che insegnava la chirurgia. Fu sempre a Padova dove egli discusse seriamente sulla teoria della circolazione del sangue: mancavano ancora le ricerche sperimentali.  Nel 1603 Cambridge gli concesse il dottorato in medicina. Nel 1628 William Harwey pubblicò il “De motu cordis.”  Era un piccolo volumetto di sole 72 paginette e stampato a Francoforte.  Ma questo libro, pur minuto, conteneva grandi cose. Con l’enunciazione della circolazione del sangue, l’autore aprì all’umanità il rapido progresso della medicina. I fatti enunciati da Harwey furono riscontrati, con pazienti ricerche sperimentali durati molti anni, sui corpi d’uomini ed animali.  Sempre restando nel XVII secolo, un esempio illuminante l’abbiamo avuto con la nuova teoria della meccanica dei corpi celesti elaborata da Copernico e che completava gli studi che nello stesso senso furono affron-tati da Keplero e Galilei.  Newton, poco dopo, enunciava la teoria della gravitazione e Napier apriva nuovi orizzonti alla matematica con l’invenzione dei logaritmi. Il poeta Milton, rievocando la teoria di Copernico nel suo “Para-diso perduto”, faceva dire all’arcangelo Raffaele:
Il cielo
E’ come il libro di Dio aperto dinanzi a te
in cui leggere le sue opere meravigliose, e imparare
Le sue stagioni, ore o giorni, o mesi o anni,
Sapere se si muove il cielo o la terra
non importa……..
Purtroppo il sistema copernicano, condiviso per altro sia da Giordano Bruno sia da Galilei, si scontrò violentemente con i radicati e tradizionali convincimenti religiosi e che erano, per altro, fortemente influenzati dall’astrologia.  Diversa sorte toccò, per sua fortuna, al coevo Tyco Brahe, nato e vissuto in Danimarca, dove il suo re gli fornì un osservatorio su un’isola e provvide, altresì, a dotarlo dei migliori strumenti di ricerca allora conosciuti. Lì da solo e poi a Praga con Keplero, raccolse preziose osservazioni astronomiche. Anch’egli fu meritatamente ricordato, un secolo dopo, dal poeta mistico Henry Vaughan nella sua composizione “Il mondo”:
Io vidi l’eternità l’altra notte,
Come un grande anello di luce pura ed infinita,
Tutto calmo e luminoso;
E tutt’intorno sotto di essa il Tempo, in ore, giorni, anni,
sospinto dalle sfere,
Si muoveva come una vasta ombra; dove il mondo
e tutto il suo seguito erano trascinati.
In siffatti frangenti la disputa teologica diventava tragico-comica: dove poteva collocarsi il purgatorio ed il paradiso dantesco in un Universo che, nella concezione del Bruno, era illimitato nello spazio e nel tempo? A questo punto, si chiedeva il mio interlocutore, com’era possibile ancorare i dogmi religiosi ad una chiusura in toto verso il nuovo che mostrava le sue indiscutibili tracce e ci consentiva di avvicinarci al cuore delle cose con un nuovo inno alla creatività e al suo stesso creatore? Non era stato lo stesso Cristo un rivoluzionario? Non aveva egli rotto gli antichi segni per presentarcene dei nuovi? A nulla era valsa l’esperienza di un messaggio al cui sostegno tanti fedeli avevano incontrato atroci torture ed altrettanta terribile morte? Che differenza faceva l’uno e l’altro caso?  Eppure i secoli successivi smussarono di poco le trite chiusure religiose dinanzi alla prorompente crescita del pensiero scientifico, letterario e filosofico. Vi fu in questi atteggiamenti un qualcosa di tremendamente assurdo e d’inqualificabile irrazionalità. (quinta parte)

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Il riconoscimento della libertà religiosa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Se scorriamo le pubblicazioni che fanno il punto sulla libertà religiosa nel mondo ci accorgiamo che anche taluni paesi ritenuti a ragione appartenenti alla sfera della democrazia compiuta rivelano pecche di non poco conto su questo tema. E’ forse il frutto di una laicità intesa in modo maldestro? E’ forse il timore, mai riposto, che non possono esistere una matematica o un’astronomia cristiana? Queste scienze e tante altre, si fa osservare, hanno raggiunto la loro maturità epistemologica proprio quando sono state “neutralizzate”, quando cioè si sono riconosciute come “laiche”, ed hanno accettato come presupposto il ragionare “fuor dall’ipotesi di Dio”. In altri ambiti, però, la neutralizzazione del sapere e di conseguenza l’utilizzazione di un simile concetto di laicità fa sorgere grossi problemi. E’ il caso del riconoscimento della libertà religiosa, inteso non come mero fatto, ma come valore, nell’esperienza etica, o, se si preferisce, come diritto umano fondamentale, nell’esperienza giuridica. Proprio perché l’idea di Dio non può e non deve trovare alcun posto nelle sue categorie mentali, un laico sarà portato a vedere la religione come un fenomeno culturale, più o meno rilevante storicamente, ma comunque privo di qualsiasi referente sul piano della verità. L’atteggiamento del laico verso la religione, insomma, è un atteggiamento analogo al paternalismo che un bravo europeo dell’Ottocento riteneva corretto avere nei confronti dell’africano o dell’orientale che si dedicassero con entusiastica ingenuità all’adorazione dei propri idoli: un atteggiamento di curiosità, a volte di comprensione anche simpatetica, nei confronti di una pratica sociale che però, in sé per sé, non era possibile che venisse presa sul serio. Chi voglia ripercorrere la storia della rivoluzione francese, troverà la migliore esemplificazione di come la proclamazione di tutta una serie di diritti potesse essere svuotata, dall’interno nei limiti in cui i giacobini non li prendevano realmente sul serio.

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Commissione massimo scoperto illegale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

Dopo la nostra denuncia dello scorso 25 Maggio, la beffa messa in atto dalle banche sulla commissione di massimo scoperto e’ sotto gli occhi di tutte le categorie economiche che subiscono questa vessazione. Per la legge (2/2009 art. 2bis) questa commissione puo’ essere applicata solo al cliente che ha un fido e il suo scoperto dura piu’ di 30 giorni. Ma tutte le banche, con un arcobaleno linguistico che varia da istituto a istituto, hanno reintrodotto questa commissione uguale o peggio di prima e la stanno imponendo ai propri clienti, pena la chiusura del conto. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, anche a seguito di interrogazioni parlamentari , ha fatto sapere che quanto accade e’ illecito e che ha intenzione di intervenire in modo drastico nella cosiddetta manovrina economica di questa estate. Ma tra il dire e il fare ci passa il famoso mare e gli utenti dei servizi bancari, proprio a partire da questi giorni, si trovano già con le condizioni modificate. In attesa del ministro e del Governo, abbiamo quindi predisposto un fac-simile di ricorso da inviare alla propria banca, a Bankitalia e all’Antitrust. Eccolo, ognuno, ovviamente, lo potra’ adattare alle proprie caratteristiche, ma la sostanza delle norme a cui ci riferiamo, non cambia. Il testo e’ stato redatto dall’avv. Libero Giulietti, dello studio legale dell’associazione e che cura per l’Aduc il servizio di consulenza bancaria. (comunicato aduc)

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