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La Sapienza in Cina: le iniziative dell’Ateneo ricevono l’apprezzamento del Presidente Conte

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

La delegazione della Sapienza, in visita accademica in Cina per l’inaugurazione dell’Istituto italo-cinese a Wuham e la presentazione del primo corso di laurea magistrale dell’Ateneo in Cina, ha ricevuto il plauso da parte del Presidente del Consiglio Conte per le attività che puntano allo scambio dei saperi come motore di sviluppo reciproco.
Il Presidente del Consiglio si è complimentato per le iniziative Sapienza, nella profonda convinzione, frequentemente richiamata, che le opportunità economiche e l’intensificazione degli scambi commerciali tra differenti Paesi e, in particolare tra l’Italia e la Cina, passano anche e soprattutto da un rafforzamento degli scambi culturali e di condivise iniziative accademiche, come quella avviata a Wuhan. È proprio a Wuhan, la più popolosa città della Cina centrale, che il 26 aprile è stato inaugurato l’Istituto italo-cinese fondato dalla Sapienza e dalla Zhongnan University of Economics and Law (Zuel), una delle sole sei università cinesi a possedere la cosiddetta “doppia eccellenza”. Il nuovo Istituto, interamente finanziato da parte cinese, ospiterà a partire da settembre il primo corso di laurea magistrale in Cina in European Studies, Private comparative Law, interamente in lingua inglese, che rilascerà il titolo di studio Sapienza agli iscritti cinesi.
“Questa iniziativa si inserisce nel campo della cooperazione che la Sapienza e le università cinesi promuovono da anni, nel segno della reciproca conoscenza delle loro antiche culture, a partire appunto dal diritto” spiega il Rettore Eugenio Gaudio “Presso il nostro Ateneo esiste oggi la più grande biblioteca giuridica cinese del mondo, fuori dalla Cina. Molti scambi avvengono tra docenti di entrambi i Paesi e numerosi sono ormai i giovani studiosi cinesi che conseguono il dottorato di ricerca in diritto romano, che è la base di quasi tutto il diritto civile nel mondo intero”.
Al termine delle cerimonie pubbliche a Wuhan, il rettore Eugenio Gaudio ha ricevuto la nomina quale docente honoris causa presso presso la Zhongnan University of Economics and Law ed è prima volta in assoluto che uno studioso di medicina viene insignito di tale riconoscimento in una facoltà economico-giuridica.Gli incontri si sono svolti alla presenza delle massime autorità accademiche dei due Atenei, in primo luogo dei due rettori, Eugenio Gaudio e Yang Canming. Per la Sapienza erano inoltre presenti il prorettore alle Relazioni internazionali Bruno Botta, il delegato per la Cina Federico Masini, il presidente del Corso di laurea in Cina Luca Di Donna, il professore emerito di diritto romano e iniziatore dell’esperienza del diritto romano in Cina Sandro Schipani e Oliviero Diliberto, docente anch’egli di diritto romano alla Sapienza che è stato designato Preside del neonato Istituto universitario italo-cinese.
L’iniziativa si inserisce nel campo culturale e scientifico, nella cooperazione tra i due Paesi inaugurata lo scorso mese con la visita in Italia del Presidente Xi Jinping, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta.
Nel suo intervento nel corso del II Forum sulla Belt and Road Initiative, il Presidente Conte ha peraltro messo l’accento sul fatto che la connettività non va limitata solo alla dimensione fisica e materiale, ma deve estendersi anche a quella umana: come ebbe a rilevare il Presidente Mattarella nel corso della sua visita in Cina nel 2017 “bisogna fare in modo che questa iniziativa di connettività diventi la “Via della Seta della Conoscenza”, grazie allo scambio dei saperi”.

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Galateo all’Università

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

L’Università La Sapienza di Roma, il più grande ateneo d’Europa, dedica per la prima volta in Europa una formazione specifica dedicata al Galateo e alle Buone Maniere. Il Corso di Alta Formazione organizzato nel Dipartimento Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo, è in collaborazione con l’Accademia Italiana Galateo, unica struttura in Italia per lo studio e la ricerca delle Buone Maniere. Grazie a lezioni frontali e ad attività di laboratorio, i partecipanti potranno sperimentare le nozioni acquisite comprendendo che possedere le buone maniere permette di trovarsi a proprio agio in qualsiasi ambiente sociale e di riuscire ad essere disinvolti e sicuri di sé nei rapporti con gli altri. In una definizione, significa sapere cosa fare, come farlo e quando. Significa acquisire una combinazione di modi, intelligenza emotiva, soft skills, savoir-vivree savoir- être. Il corso di alta formazione in Galatei e Buone Maniere, intende fornire le competenze teoriche e pratiche necessarie per muoversi con disinvoltura in qualunque contesto professionale e relazionale. L’impostazione del corso intende valorizzare tanto la dimensione storico culturale dell’etichetta e del galateo, quanto le più recenti riflessioni sul multiculturalismo e la mediazione interculturale, con un approccio alla comunicazione non solo come strumento ma come fine.C’è possibilità fino al 15 aprile di partecipare al bando di iscrizione per la prima edizione del Corso di Alta Formazione.Il corso risponde alle nuove esigenze del mercato, infatti i partecipanti acquisiranno le competenze necessarie per approcciarsi correttamente al mondo del lavoro attraverso lo studio e l’acquisizione di un’ampia gamma di conoscenze che includono il linguaggio del corpo, le buone maniere, l’aspetto, le abilità interpersonali, il protocollo ufficiale e il galateo internazionale.Questa tipologia di competenze è particolarmente richiesta nelle aziende che operano a livello internazionale, nella filiera della moda, nella gestione degli eventi, nell’ambito della consulenza di immagine e del personal coaching.

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Gomalan Brass Quintet: “virtuosimo e musicalità”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

Roma martedì 5 marzo ore 20,30 suona per la IUC il Gomalan Brass Quintet nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5). “Italy in Brass” è il titolo del loro concerto, perché questi cinque musicisti vengono da tutta Italia e sono prime parti delle migliori orchestre della penisola.Insieme hanno fondato il Gomalan Brass Quintet nel 1999 e già nel 2001 si sono aggiudicati il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale nel campo della musica per ottoni. Oggi questo gruppo ha all’attivo più di quattrocento concerti, è regolarmente presente nelle più importanti sale da concerto e festival italiani, tra cui Accademia di Santa Cecilia, Unione Musicale Torino e Festival Internazionale di Stresa, ed europei. Si è esibito anche negli Stati Uniti, Canada, Taiwan e Giappone. Ha inciso cinque cd, due dei quali pubblicati dalla Summit Records, da molti considerata la più autorevole etichetta al mondo per quanto riguarda gli ottoni, ed uno dalla prestigiosa casa editrice Naxos.
Il loro concerto inizia con Canzon a 5 di Giovanni Gabrieli, il maggior compositore veneziano tra Cinquecento e Seicento, prosegue con Grande Entrée e Marche di Jean Baptiste Lully, a sua volta il maggior compositore francese (ma italiano di nascita) dell’epoca di Luigi XIV, e rapidamente approda all’epoca moderna. In Nights in Broadway di Raffaele Bellafronte si respira aria di jazz. Di Mauro Ottolini, trombonista e compositore, sono in programma Lisa e Buster Keaton Blues. Call è “una breve cerimonia musicale, un appello rivolto al pubblico, un invito all’ascolto prima che cominci la festa”, come ha detto l’autore stesso, Luciano Berio, uno dei grandi della seconda metà del Novecento. I remember Igor è un omaggio a Stravinskij da parte di David Short, compositore e trombettista, americano per nascita e italiano per scelta. È una prima esecuzione mondiale quella di Essenze, un brano dedicato al Gomalan da Donato Semeraro, che così presenta questa sua descrizione dei profumi attraverso i suoni: “Nasce dalla passione per gli oli essenziali, le spezie, i colori, le piante, i fiori e i per i loro abbinamenti e le loro mescolanze magiche. Ripercorre il tempo, la storia e le origini dell’essenze; la contaminazione di terre così lontane […] e alterna ritmi dal sapore speziato, melodie dal profumo dolciastro e contrasti di colori”. E per finire ancora David Short con Tango.

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Ultimo concerto della IUC per il 2018 dedicato a Leonard Bernstein

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Roma Martedì 18 dicembre alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” ultimo concerto della IUC per il 2018. È dedicato a Leonard Bernstein, il grande compositore, direttore d’orchestra e pianista americano, di cui tutto il mondo celebra nel 2018 il centenario della nascita.Leonard Bernstein è stato un grande interprete dei classici, da Beethoven a Mahler, e allo stesso tempo come compositore flirtava con il jazz. Dunque è naturale che classica e jazz si mescolino nell’omaggio che la IUC e il mondo musicale romano gli rendono alla fine dei festeggiamenti del suo centesimo compleanno.Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, e la Ials Jazz Big Band diretta da Gianni Oddi alternano musiche dello stesso Bernstein a George Gershwin, Duke Ellington, Carl Philipp Emanuel Bach, Igor Stravinskij e Artie Shaw. La prima metà del concerto è interamente dedicata allo stesso Bernstein. Si inizia con West Side Story e poi si passa a Prelude, Fugue and Riffs, che collega con ironia un preludio e fuga – che farebbero pensare a Bach – ai riffs, cioè a una frase musicale breve e molto ritmica ripetuta più e più volte con sempre diverse improvvisazioni, tipica del jazz.
Dopo l’intervallo si ricomincia con Porgy and Bess di Gershwin, poi si passa a Tre Pezzi per clarinetto solo di Stravinsky e a una rielaborazione moderna di un brano di Carl Philipp Emanuel Bach, figlio del grande Johann Sebastian e ai suoi tempi ritenuto perfino superiore al padre.Un’intera sezione della seconda parte del concerto è dedicata ad Ellington e riserva una stuzzicante sorpresa: una versione di Sophisticated Lady preparata da Salvatore Sciarrino, uno dei maggiori compositori contemporanei. Finale col Concerto composto per il clarinetto da Artie Shaw, il più celebre clarinettista jazz del suo tempo, uno dei fondatori dello swing. Famoso anche per il do acutissimo del clarinetto, questo brano è eseguito dall’autore stesso nel film Second Chorus (1940) di Fred Astaire, che narra la vita di Shaw.
Il giorno prima, lunedì 17 dicembre alle 11.00 Gianni Oddi e la Ials Jazz Big Band saranno protagonisti di uno degli appuntamenti della fortunata serie “MusicaPourparler”, pensata principalmente per gli studenti: eseguiranno una selezione dei brani in programma martedì, presentandoli personalmente e rispondendo alle domande del pubblico, in uno stile molto informale che riscuote sempre molto favore da parte del pubblico più giovane.

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L’origine fisica dei déjà-vu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Un team di ricerca internazionale, coordinato dal Dipartimento di Fisica della Sapienza, ha investigato e verificato sperimentalmente per la prima volta il fenomeno delle ricorrenze in fisica, dimostrando come la loro apparizione possa essere spiegata tramite equazioni matematiche esatte. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Physical Review X. Che cos’è un “déjà-vu”? Può la percezione che un preciso evento passato si stia ripresentando avere un fondamento reale?
Da un punto di vista fisico, un fenomeno analogo fu scoperto dagli scienziati Enrico Fermi, John Pasta e Stanislaw Ulam oltre sessant’anni fa ed è noto come ricorrenza di Fermi-Pasta-Ulam. Enrico Fermi, lavorando a quella prima macchina di calcolo che sarebbe diventato il moderno computer, trovò in modo del tutto inaspettato, che alcuni sistemi non lineari complessi (cioè con molti gradi di libertà interagenti tra loro) durante la loro naturale evoluzione potevano spontaneamente ritornare allo stato di partenza in modo ciclico, senza mai raggiungere un equilibrio finale.Nello studio condotto dal Dipartimento di Fisica della Sapienza, con la collaborazione dell’Institute for Complex Systems del Consiglio nazionale delle ricerche – Cnr, della Shenzhen University, della Hebrew University of Jerusalem e del Landau Institute for Theoretical Physics, è stato dimostrato sperimentalmente e per la prima volta come la ricorrenza di Fermi-Pasta-Ulam abbia origine in un preciso moto collettivo del sistema e come questo possa essere predetto ottenendo, dalle equazioni modello, soluzioni matematiche esatte. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Physical Review X. “Tali soluzioni ricorrenti esatte – spiega Davide Pierangeli, autore corrispondente dello studio – prevedono infiniti “déjà-vu” e sono state teorizzate recentemente da Grinevich e Santini nel contesto di sistemi non lineari ottici e idrodinamici, ma la possibilità di osservarle direttamente non era così scontata”.
Con un’innovativa strategia sperimentale, che utilizza un cristallo reso altamente fotosensibile da campi elettromagnetici esterni (cristallo non lineare), il team ha osservato per la prima volta come specifiche onde ottiche possano ripresentarsi durante la propagazione della luce laser.Nello specifico, la combinazione di tre fasci laser è stata utilizzata per eccitare l’equivalente ottico di una debolissima nota musicale, la quale, nel propagarsi in cristallo, genera una ricca melodia ottica che evolve naturalmente nello spazio sino a tornare alla nota iniziale, per poi ripetersi in modo ciclico.
Nonostante questa evoluzione ricorrente della luce avvenga in un volume dello spessore di circa un decimo di capello umano, il team è riuscito a controllarne precisamente il comportamento agendo sulle proprietà della nota – o onda – iniziale. Inoltre, i ricercatori hanno mostrato come sia possibile percorrere a ritroso questa complessa dinamica del campo ottico, fino a ottenere la specifica onda che ha generato quel particolare moto ricorrente.Tutto ciò ha permesso quindi di identificare in modo univoco il meccanismo fisico alla base dei “dèjà-vu” di questo tipo.
Fino a oggi, nessuna tra le diverse spiegazioni teoriche proposte ha mai trovato una verifica sperimentale, perché le ricorrenze sono un fenomeno estremamente sensibile a tutte quelle minime fluttuazioni e perturbazioni che caratterizzano ogni sistema naturale.
“I risultati del nostro studio – conclude del Re – fanno luce sul controverso e affascinante problema di Fermi-Pasta-Ulam e rappresentano un test all’avanguardia per la teoria delle onde non lineari, aprendo in questo modo prospettive uniche per predire l’evoluzione di sistemi altamente caotici, così come per il controllo di flussi di energia di varia natura ad altissima concentrazione, da tsunami e plasmi, a onde elettromagnetiche”.

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“Esplorando Mozart”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Roma sabato 1 dicembre alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza la IUC presenta un nuovo ciclo di concerti intitolato “Esplorando Mozart”, affidato al Quartetto di Cremona.
L’attenzione si focalizzerà sui quartetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart, che costituiscono uno dei settori privilegiati del suo catalogo. Praticamente per tutta la vita, dai sedici anni di età all’anno precedente la morte, Mozart si è dedicato al quartetto, componendone in tutto ventitré, più alcuni singoli movimenti a sé stanti. Ogni suo quartetto rivela un impegno particolare da parte di Mozart, che vedeva in questa forma l’espressione più pura e più nobile della musica da camera.Il primo concerto di questo ciclo è dedicato principalmente a due dei sei Quartetti dedicati a Haydn, che era giustamente considerato il creatore del quartetto per archi. I due non solo si ammiravano reciprocamente e si stimavano moltissimo senza alcuna gelosia, ma si conoscevano anche personalmente e talvolta si riunivano con altri musicisti in casa dell’uno o dell’altro per suonare insieme proprio dei quartetti. Tra il 1782 e il 1785 Mozart compose sei quartetti, che dedicò a Haydn con una bellissima lettera in italiano, in cui affermava che essi “erano il frutto di una lunga e laboriosa fatica”, mettendo così in rilievo quanto sentisse la responsabilità dell’inevitabile confronto con i quartetti del più anziano maestro. E concludeva dicendo: “Ti supplico però di guardarne con indulgenza i difetti, che l’occhio parziale di padre mi può aver celati, e di continuare, loro malgrado, la generosa tua amicizia a chi tanto l’apprezza, mentre son di cuore il tuo sincerissima amico”.I Quartetti scelti per questo concerto sono i primi due dei sei dedicati a Haydn, cioè quello in sol maggiore K 387, intitolato “La primavera”, e quello in re minore K 421. Si ascolterà inoltre l’Adagio e Fuga in do minore K 546, che, pur non avendo una dedica esplicita, è un chiaro e inequivocabile omaggio ad un altro gigante della musica, Johann Sebastian Bach, che Mozart stava riscoprendo in quegli anni. Nella Fuga Mozart gareggia con Bach quanto a padronanza del contrappunto, mentre nel carattere tormentato e oscuro dell’Adagio si avvertono un pathos e una drammaticità che già preludono al romanticismo.Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona (il nome della città lombarda è stato scelto in omaggio ai grandi liutai cremonesi Stradivari e Guarneri) si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. Tra i suoi più decenti debutti internazionali da ricordare sono certamente Amburgo, Vancouver, Zurigo, Stoccolma, Ginevra, Madrid, Washington, Valencia e Cartagena de Indias.In campo discografico ha inciso l’integrale dei Quartetti di Beethoven (eseguiti anche in una tournée internazionale, che ha compreso la IUC) che ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Supersonic Award, l’Echo Klassik e il premio ICMA. Nel settembre di quest’anno ha inciso un nuovo cd dedicato a Schubert.

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La quarta rivoluzione industriale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma. Il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” apre le sue porte e si propone al mondo industriale in una veste innovativa che rappresenta di fatto una vera e propria svolta epocale: il raggiungimento della certificazione in conformità con lo standard internazionale ISO 9001/2015 e la realizzazione di un laboratorio che ne rispecchia i processi organizzativi e che ricalca perfettamente i parametri della nuova impresa 4.0. Un risultato, quest’ultimo, indispensabile per accrescere ulteriormente le tematiche della didattica e della conoscenza in un’ottica di sicurezza e sostenibilità e la capacità universitaria di adattarsi al mondo esterno, ma anche e soprattutto per contrastare un fenomeno diffuso, ovvero la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
Difatti, ci sono voluti ben dieci mesi di intensa preparazione in attività che hanno modificato i processi organizzativi e le attività gestionali con l’aiuto di collaboratori esterni, nuove capacità manageriali sommate alla conoscenza accademica, l’individuazione di un team affiatato di dieci autorevoli ricercatori, molti dei quali già riconosciuti e premiati a livello internazionale, e una gran voglia di mettersi in gioco. Sono questi gli ingredienti che ha sapientemente messo in campo la Prof.ssa Silvia Licoccia che a fine ottobre, dopo due mandati consecutivi come direttore del dipartimento, lascerà questa importante eredità al prestigioso ateneo romano di Tor Vergata e passerà il testimonial al nuovo Direttore del Dipartimento, Prof.ssa Valeria Conte che, come vicedirettore, ha intensamente partecipato alle attività condotte sino ad ora.Un’attività iniziata nel gennaio del 2018 e conclusasi dopo aver affidato la verifica e la valutazione dei criteri gestionali, nonché l’attribuzione dei processi messi in atto ad uno dei più importanti enti certificatori a livello nazionale: il CSQ, il cui risultato finale è stato quello di zero non conformità, ovvero riconoscendo al Dipartimento il massimo del punteggio e certificandone la qualità dei metodi adottati in cinque distinte aree di specializzazione: spettroscopia, elettrochimica, HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione), NMR (risonanza magnetica), SEM (microscopia elettronico a scansione).Un risultato legato indissolubilmente al laboratorio LabCap, il cui obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza agli operatori modificandone i comportamenti non corretti e quindi pericolosi che possono produrre situazioni altamente rischiose e assicurare un altissimo grado di sostenibilità, contenendo gli sprechi da un punto di vista energetico.Insomma, un laboratorio “Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology”, ovvero (Smart), che diventa lo strumento facilitatore in grado di esprimere, nella sua modalità operativa, il linguaggio del mondo industriale, attraverso l’adozione delle nuove tecnologie abilitanti che trovano riferimento nell’impresa 4.0.Il percorso di sviluppo continuerà con il programma di digitalizzazione dei processi, con il potenziamento di quelli gestionali supportati dai propri paradigmi che ben rappresenta la quarta rivoluzione industriale.

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“Porte aperte alla Sapienza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Roma Si inaugura martedì 17 luglio il tradizionale appuntamento di orientamento universitario dedicato alle future matricole, alle famiglie, agli insegnanti e a tutti coloro che vogliono avere informazioni sull’offerta formativa 2018-19 e sui servizi offerti dal primo Ateneo della Capitale.Porte aperte alla Sapienza, giunta quest’anno alla XXII edizione, proseguirà fino a giovedì 19 luglio. Durante le tre giornate le matricole saranno accolte nei viali della Città universitaria da docenti, personale addetto e studenti. Stand informativi delle 11 facoltà e delle altre strutture della Sapienza saranno riuniti in un unico grande padiglione open air, all’entrata principale di piazzale Aldo Moro.Oltre a visitare gli stand, il pubblico potrà seguire, all’interno dell’Aula magna, le conferenze di presentazione dei corsi di studio che saranno trasmesse anche in videostreaming sul sito dell’Ateneo.“È una manifestazione che negli anni continua a coinvolgere un gran numero di persone – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – Lo scorso anno abbiamo registrato quasi 12 mila presenze (a cui si sono aggiunti 8 mila accessi in videostreaming). Il successo di Porte aperte – prosegue il Rettore – sta nella ricchezza dell’offerta formativa e dei servizi disponibili. Le nostre future matricole possono approcciare il mondo dell’università, confrontandosi direttamente con docenti e studenti già iscritti che li guideranno nella loro scelta universitaria. Insomma è un appuntamento da non perdere.”
Il 19 luglio avrà luogo una cerimonia per festeggiare i 20 anni di attività del CIAO, il Centro informazioni diventato un punto di riferimento per tutti gli studenti dell’Ateneo.Un’attenzione particolare sarà riservata a studenti con disabilità: nella giornata del 17 luglio presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte classica (Facoltà di Lettere e filosofia) si svolgeranno, a partire dalle ore 9, due incontri di orientamento rivolti rispettivamente a studenti con disabilità e a studenti con DSA, sull’iter di iscrizione alle prove di accesso e sull’immatricolazione, con la presentazione dettagliata di tutti i servizi erogati dall’Ateneo.Durante la manifestazione saranno illustrate anche le linee di attività dedicate alla cultura e al tempo libero: le orchestre di Musa – Musica Sapienza, il progetto Theatron – Teatro antico alla Sapienza, le rassegne cinematografiche, il Servizio civile nazionale e altre iniziative.In programma anche momenti di svago e fruizione culturale: nel cortile di Matematica, i ragazzi del Teatro antico metteranno in scena la tragedia greca di Eschilo Le Coefore, mentre i musei della Sapienza saranno aperti per tutta la durata della manifestazione con orario prolungato, offrendo ai visitatori un’occasione unica per conoscere da vicino le collezioni dell’Ateneo.Il programma completo delle conferenze in aula magna e delle iniziative della manifestazione è disponibile sul sito http://www.uniroma1.it alla pagina iscrizioni.

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Mettiamo la vita davanti al lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Roma Martedì 5 giornata di studi alla Sapienza. L’inizio dei lavori è fissato alle 9,30 con un seminario di formazione e le relazioni di Luciano Vasapollo, Giovanni Mazzetti e Marco Craviolatti. Alle 15,30 via alla sessione pomeridiana con una tavola rotonda alla quale partecipano Piergiovanni Alleva, Sergio Bellavita, Giorgio Cremaschi, Maurizio Franzini, Henrique Galarza e Giovanni Tridico. Coordina Francesca Fornario. Conclude Guido Lutrario.
La convinzione, ripetutamente proclamata in tutta Europa, che presto o tardi si riuscirà a dar vita ad un’altra fase di crescita basata sulla creazione di nuovo e più lavoro è una convinzione realistica? Non si tratta piuttosto di un’illusione?
Quando i governanti dei paesi industrialmente avanzati invitano ai sacrifici per reperire le risorse che, secondo loro, sarebbero necessarie per creare questi nuovi posti, sono effettivamente convinti della verità di ciò che sostengono, o ripetono luoghi comuni mutuati dall’economia conservatrice, che non rispondono affatto alla nuova situazione? Nel sollecitarci a rimanere nei limiti dell’attuale sistema di relazioni economiche e sociali e ad affidarci ancora al potere delle imprese, confidando nella loro capacità di assicurarci la produzione di una maggiore ricchezza futura, i responsabili della politica economica non sono forse offuscati da una proiezione dei loro desideri, al punto da confonderli con le reali possibilità?
Le ingenti risorse investite nell’industria 4.0, senza considerare le inevitabili ricadute che queste avranno sull’occupazione, non sono forse la conferma di una scarsa consapevolezza dei cambiamenti che si stanno producendo? E quali dovrebbero essere, invece, le scelte innovative da promuovere per contrastare le crescenti disuguaglianze sociali e tenere il passo con l’innovazione tecnologica?Rispondere a questi quesiti non è semplice. Ma un’organizzazione sindacale confederale e di classe non può rinunciare a farlo, senza precludere a se stessa la possibilità di costruire una strategia valida per le prossime sfide. Il tema della redistribuzione del lavoro costituisce uno snodo strategico per ripensare l’insieme delle relazioni economiche e guardare al futuro con uno sguardo diverso, mettendo la vita davanti al lavoro.

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Presentazione della docufiction Aldo Moro: Il professore

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Roma Venerdì 4 maggio ore 10.30 Sapienza Università Aula Magna Piazzale Aldo Moro, 5 presentazione della docufiction Aldo Moro: Il professore con Sergio Castellitto Regia di Francesco Miccichè Coordinamento editoriale Giovanni Filippetto Consulenza storica Giorgio Balzoni Sceneggiatura Franco Bernini con la collaborazione di Giovanni Filippetto e Francesco Miccichè Una coproduzione Rai Fiction – Aurora Tv Prodotto da Giannandrea Pecorelli per Aurora Tv
Introduce Mario Morcellini – Consigliere alla Comunicazione e Portavoce del Rettore, Sapienza Università di Roma. Video-intervista di Eugenio Gaudio – Magnifico Rettore di Sapienza Università di Roma Interverranno: Raffaella Messinetti – Preside Facoltà Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione Mario Orfeo – Direttore Generale Rai, Eleonora Andreatta – Direttore Rai Fiction
Angelo Teodoli – Direttore Rai1, Giannandrea Pecorelli – Produttore Aurora Tv, Francesco Miccichè – Regista Sergio Castellitto.
ORE 11.00 Proiezione docufiction “Aldo Moro. Il Professore”
ORE 12.30 Conferenza stampa. In onda in prima serata su Rai1 martedì 8 maggio

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Alessio Allegrini e Tetraktis Percussioni suonano all’Aula Magna della Sapienza

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Roma sabato 7 aprile alle 17.30 per i concerti della IUC. Tetraktis la mattina del giorno precedente – venerdì 6 aprile alle 11.00, sempre all’Aula Magna – incontra il pubblico delle scuole e tutti gli appassionati in una conferenza-concerto della serie “Musica pourparler” intitolata “PercuoTiAmo: 1000 modi di fare musica con le percussioni”.Alessio Allegrini, un grande virtuoso del corno, il preferito da Claudio Abbado, e Tetraktis, un gruppo di percussionisti di eccezionale bravura, spaziano dai classici come Cherubini e Rossini fino ai grandi del Novecento come Cage, al tango di Piazzolla e alla musica brasiliana. L’originale amalgama sonoro formato da strumenti così diversi ha anche sollecitato l’estro di due compositori contemporanei che hanno scritto dei nuovi brani apposta per loro.
Un incontro tra le percussioni e il corno è veramente insolito, perfino bizzarro, qualcosa di mai ascoltato prima, ma proprio questo ha tentato Tetraktis Percussioni e Alessio Allegrini a sperimentare questa novità. Insieme eseguono la trascrizione per corno e percussioni di una Sonata di Luigi Cherubini e brani di due autori italiani contemporanei, in prima esecuzione romana: il primo è Elegie del noto jazzista Ramberto Ciammarughi, espressione del lirismo inaspettato che il corno e le percussioni riescono a creare. L’altro è OUT del giovane e apprezzato compositore Riccardo Panfili, innovativa sintesi dei suoni e dei linguaggi della nostra società, in cui convivono la Pop Art, le sperimentazioni ardite, il rock e tanti altri generi musicali.Le percussioni di Tetraktis eseguono inoltre la vivacissima e travolgente Sinfonia dell’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, il virtuosistico Trio per Uno per una gran cassa e tre percussionisti del serbo Nebojša Jovan Živkovic, The song of Quetzcoatl di Lou Harrison, ispirato al mitico serpente piumato adorato dagli atzechi, e Third Construction di John Cage, frutto di una ricerca tra le infinite poliritmie della tradizione centroafricana, un brano molto complesso che è un vero tour de force per i 4 esecutori. Il concerto si conclude con la prima esecuzione a Roma della Brazilian Suite, basata su bellissime melodie della tradizione brasiliana, abilmente rielaborate da David Short appositamente per Allegrini e Tetraktis.
Allegrini e Tetraktis sono uniti dalla convinzione che la musica sia un diritto inalienabile per l’umanità e mettono la musica a sostegno dei diritti umani, ancora troppo poco riconosciuti e tutelati. Questo loro concerto è come un viaggio etnografico, alla ricerca di culture diverse e ignote. La musica non ha confine e accomuna le culture più lontane, con un linguaggio naturale che non conosce guerre e confini e che magicamente unisce.

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La missione spaziale ARIEL è stata selezionata dall’ESA per il lancio del 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Roma. ARIEL, acronimo di Atmospheric Remote-Sensing Infrared Exoplanet Large-survey, è la missione spaziale selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per studiare le atmosfere dei pianeti che orbitano intorno a stelle distanti, con l’obiettivo di acquisire maggiori informazioni sulla loro formazione ed evoluzione.
A rappresentare la Sapienza, il telescope scientist Enzo Pascale del Dipartimento di Fisica, fra i proponenti della missione. Allo sviluppo hanno partecipato l’INAF, il CNR e l’università di Firenze, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, oltre che scienziati e ingegneri sparsi in più di 50 istituti di ricerca in Gran Bretagna, Francia, Polonia, Spagna, Olanda, Belgio, Austria, Danimarca, Irlanda e Germania, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca e Svezia.ARIEL verrà lanciata nel 2028 e per 4 anni osserverà circa 1000 esopianeti compiendo per la prima volta un censimento sistematico degli elementi chimici e delle condizioni di temperatura e pressione delle loro atmosfere.Solo negli ultimi 20 anni o poco più, sono stati scoperti più di 3700 pianeti orbitanti intorno a stelle distanti, ovvero gli esopianeti. Salvo che in rare occasioni, questi non possono essere “visti” direttamente, ma se ne deduce l’esistenza dagli effetti che hanno sulla luce del Sole, la stella madre intorno alla quale orbitano.“Di questi mondi – spiega Enzo Pascale – sappiamo ancora molto poco, troppo poco, al più ne conosciamo i diametri e le densità medie. Quello che serve è studiare di cosa sono fatti, se c’è un’atmosfera, quale ne sia la composizione e misurarne parametri fisici come pressione e temperatura. Ariel farà esattamente questo. Sarà in grado di darci una visione statisticamente rappresentativa di questi mondi alieni: ci permetterà di comprenderne come la chimica sia legata all’ambiente nel quale si trova il pianeta e come la stella madre influisca sui processi di nascita ed evoluzione planetaria”.Tali acquisizioni sono fondamentali per l’avanzamento delle conoscenze sulla formazione ed evoluzione nel tempo dei pianeti; nonché circa l’unicità del nostro sistema solare nell’universo.
L’occhio di ARIEL è un telescopio di 1 metro di diametro capace di captare la luce visibile e infrarossa proveniente dal sistema solare alieno. Questa luce è scomposta nei suoi costituenti cromatici dai tre spettrometri di bordo in “arcobaleni” dai quali è possibile ricavare la composizione chimica delle atmosfere che questa luce hanno emesso o hanno filtrato. La strumentazione di bordo è completata da tre fotometri in grado di rilevare la presenza di nubi extraterrestri e di puntare ARIEL verso la stella da osservare con grande precisione e stabilità.
Le dimensioni dei pianeti che saranno osservati sono simili a quelle di Giove e Nettuno, ma anche “super-terre”, così chiamate per avere un diametro di poco superiore a quello terrestre. Inoltre, non verranno osservati pianeti nella “zona abitabile”, ma pianeti più caldi, con temperature da 300°C fino a 2000°C, oggetto di grande interesse scientifico. L’alta temperatura fa sì che le loro atmosfere siano ben mescolate. Questo permetterà ad ARIEL di rilevare tutti gli elementi chimici presenti, compresi quelli più pesanti che altrimenti sarebbero nascosti in atmosfere più fredde e stratificate, come per i “nostri” Giove e Nettuno.“La selezione di ARIEL – conclude Pascale – è una notizia di eccezionale importanza. I pianeti nella nostra Galassia sono tanti e sono ovunque (c’è in media un pianeta per ogni stella) e ARIEL permetterà di mettere il nostro sistema solare in un contesto galattico più grande”.

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Sapienza, Polimi e Bocconi tra le Migliori Dieci Università al Mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

LONDRA/PRNewswire/ L’ottava edizione del QS World University Rankings by Subject, pubblicata oggi dagli analisti della formazione universitaria QS Quacquarelli Symonds, classifica l’eccellenza delle migliori università al mondo in 48 discipline e in cinque macro aree di studio.Per compilare questa classifica, QS ha analizzato i corsi di laurea e post-lauream di 4.522 ateneei in 75 nazioni, 198 milioni di citazioni e 22.4 milioni di research papers; Questo studio include le opinioni di 75.000 accademici internazionali e di 40.000 responsabili delle risorse umane e altre figure manageriali responsabili per le assunzioni.L’Università di Harvard continua a dominare il ranking, classificandosi al primo posto in quattordici discipline, seguita dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), che primeggia in undici e dall’Università di Oxford, numero uno in quattro discipline. Anche l’Università di Cambridge vanta una performance da record, posizionandosi tra le prime dieci in ben 37 discipline.
Tra le Università Italiane, Sapienza- Università di Roma è la migliore al mondo in Scienze dell’Antichità, superando Cambridge (2°) Oxford (3°) e Harvard (5°); La Sapienza entra tra le Top-10 per Archeologia (nona). Inoltre, si piazza tra le Top-50 al mondo anche per Scienze Archivistiche e Librarie (33°), Fisica e Astronomia (39°) e Scienze Naturali (50°).
Il Politecnico di Milano continua l’ascesa che lo porta a conquistare il quindo posto al mondo in Design, e il nono posto in Architettura e in Ingegneria Civile e Ambientale. Inoltre, sale al 17° posto in Ingegneria Meccanica e ottiene lo stesso risultato per la macro area di studio Ingegneria e Tecnologia.Polimi ottiene altri due piazzamenti tra le Top-50: 35° per Ingegneria Elettronica e 44° per Informatica.
L’unica altra italiana tra le Top-10 al mondo è l’Università Bocconi, che sale al decimo posto in Business & Management, una tra le discipline più competitive; Inoltre, Bocconi guadagna sei posizioni in Scienze Sociali e Management, piazzandosi all’11° posto, quattro in Contabilità e Finanza, dove sale al al 29° posto e mantiene il 16° posto nella classifica mondiale di Economia.
L’Università di Bologna (UNIBO) é presente nella Top-100 più di ogni altra università italiana, posizionandosi in questo range in 25 discipline, quattro in più rispetto al 2017;
L’ Università degli Studi di Pisa ottiene il 12° posto Scienze dell’Antichità , seguita da Università degli Studi di Roma – Tor Vergata al 13°. Per entrambe, questo risultato è il più alto mai ottenuto in questa classifica; lo stesso vale per l’Università degli Studi di Pavia (UNIPV), che si posiziona al 30° posto, Scuola Normale Superiore di Pisa (40°) e l’Università degli Studi di Siena (50°) in questa disciplina, inclusa per la prima volta quest’anno, in cui l’Italia eccelle e domina.
L’Università degli Studi di Padova (UNIPD) balza al 27° posto in Anatomia e Fisiologia, guadagnando ben quindici posizioni dalla scorsa edizione.
L’Università degli Studi di Milano vanta quattro piazzamenti tra le Top-50 e altri due tra le
Top-100; È l’unica eccellenza italiana nelle classifiche di Odontoiatria (49°) e di Veterinaria (49°) e ottiene il miglior risultato in Farmacia (46°).
L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano debutta nella nostra lista di Teologia (fascia 51-100) e si conferma nella fascia 101-150 per Medicina, Economia, Giurisprudenza ed altre tre discipline; Inoltre, guadagna 32 posizioni nella macro area di Studi Umanistici, conquistando il 137° posto.
Il Politecnico di Torino conta quattro posti tra le Top-50: uno in più dello scorso anno, grazie al 33° posto per la macro area di studi di Ingegneria e Tecnologia. Un salto in avanti di 19 posizioni rispetto alla edizione precedente.
Università degli Studi di Napoli Federico II è l’unico ateneo del sud Italia tra i primi cento al mondo in una disciplina. L’eccellenza della più importante università partnenopea si esprime al massimo nell’Ingegneria Civile e Ambientale (51-100) in questa classifica. Guadagna inoltre oltre cinquanta posizioni nella macro area Ignegneria e Tecnologia, posizionandosi al 158° posto, oltre a figurare in di 22 discipline sulle 53 totali.
Il prestigioso Conservatorio di Roma Santa Cecilia perde due posizioni per Arti dello Spettacolo, slittando al 30° posto mentre l’Accademia di Belle Arti si trova nel range 101-150 per Arte & Design.

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Fazil Say in concerto a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

fazil sayFazil Say suonerà martedì 23 gennaio alle 20.30 a Roma nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC. Inizierà con tre dei brani più noti di Chopin (il Notturno in mi minore op. 72, e i due Notturni in do diesis minore e in do minore, pubblicati postumi) a cui seguirà la Sonata in fa minore op. 57 “Appassionata” di Beethoven, che ad oltre due secoli dalla sua composizione continua a emozionare con la sua forza espressiva e le sue idee musicali rivoluzionarie, esaltate dall’interpretazione di Say. La seconda parte del concerto si aprirà con Erik Satie, eccentrico protagonista della vita musicale parigina tra diciannovesimo e ventesimo secolo, di cui Say eseguirà sei Gnossiennes, piccoli brani all’apparenza semplicissimi e innocui, ma assolutamente originali per la fazilsay02-c-marcoborggreve ridottalibertà del ritmo, degli accordi e della forma.Say concluderà con due proprie composizioni, Black Earth e Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 72, quest’ultima è stata scritta nel 2017 ed è una novità per l’Italia. Black Earth si basa su una canzone di Aşık Veysel (1891-1973), famoso autore di ballate popolari turche e ultimo rappresentante di una tradizione millenaria finita con lui. Questa sua canzone parla di solitudine e perdita: alla fine tutto quel che rimane è la “terra nera” della sua regione natale di Sivas.Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 7 – il cui titolo significa “il palazzo che cammina” – è un ampio brano diviso in quatto movimenti (Illuminazione – Lotta contro l’oscurità – Credere nella vita – Il platano) ed esiste in due versioni, per pianoforte solo – che costituisce la quarta parte di The Art of the Piano – e per quintetto. È ispirato ad un episodio della vita di Atatürk, il padre della Turchia moderna, che in una sua proprietà fondò una “fattoria del popolo” per incoraggiare le pratiche agricole moderne. Quando un platano crebbe così tanto da rendere necessario tagliarne un ramo per non danneggiare un edificio che sorgeva lì vicino, Atatürk decise piuttosto di spostare il palazzo di qualche metro, con una complessa opera di ingegneria. Poi donò al popolo turco questa proprietà e tutti gli altri suoi beni. (foto: fazil say)

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Sapienza Università di Roma presenta il suo progetto di casa del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

Microsoft House milanoMilano Lunedì 13 novembre 2017 dalle ore 10.30 alle ore 12.30 presso la Microsoft House in via Pasubio 21, avrà luogo la conferenza stampa per la presentazione in anteprima assoluta del progetto del prototipo di casa del futuro “ReStart4Smart” del Team della Sapienza, in gara in rappresentanza dell’Italia al Solar Decathlon, le Olimpiadi universitarie dell’architettura sostenibile che, nel 2018, saranno ospitate per la prima volta in Medio Oriente a Dubai con la partecipazione di 21 atenei da 15 Paesi del mondo. Obiettivo della competizione, che ha gli studenti quali protagonisti, è quello di progettare e costruire il miglior prototipo in scala reale dell’abitazione del futuro: green, smart e interamente alimentata dall’energia solare. Secondo un rivoluzionario modello definito Architettura 4.0, il progetto della Sapienza intende applicare e testare gli strumenti, i materiali e le tecnologie più avanzati oggi a disposizione della filiera edilizia, inclusi sistemi domotici di ultima generazione, al fine di realizzare un’abitazione sostenibile che sia in grado di rispondere alle numerose esigenze di efficienza, comfort, sicurezza ed economicità poste dall’Architettura del XXI secolo. Durante la Conferenza stampa saranno mostrati in anteprima il plastico, il video e i rendering con tour virtuale a 360° del progetto e illustrate le soluzioni altamente innovative adottate. Vista l’importanza e gli obiettivi che si propone, il progetto del Team Sapienza, patrocinato tra gli altri da MIUR e MIBACT, è pienamente supportato da oltre 30 imprese leader di settore, tra le quali Microsoft Italia che, in qualità di partner, collaborano attivamente all’iniziativa al fine di garantire l’individuazione delle soluzioni più innovative e la diffusione su larga scala dei risultati che saranno raggiunti e che interverranno, insieme agli studenti del Team, alla conferenza stampa. La conferenza sarà aperta da un intervento introduttivo dell’Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

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Il sedicenne Alexander Malofeev nel suo primo recital italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

Alexander Malofeev1Roma Suonerà sabato 11 novembre alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza per la IUC e sarà non solamente il suo debutto a Roma ma anche il suo primo recital solistico in Italia, che lo vede impegnato in musiche di Chopin, Rachmaninov, Ravel e Prokof’ev, che per la loro enorme difficoltà esecutiva intimidiscono anche i più grandi pianisti. Inizierà con Maurice Ravel e il suo Gaspard de la nuit, composto nel 1908 e ispirato a tre poemetti in prosa di Aloysius Bertrand, eccentrico poeta romantico, molto ammirato da Beaudelaire, che lo considerava l’inizatore della poesia moderna. Seguendo l’estro bizzarro e sulfureo di Bertrand, il pianoforte diventa il custode dei misteri inquietanti della notte, fa sorgere la visione raccapricciante di un impiccato che penzola dal patibolo mentre lontane campane suonano a morto, appare e scompare piroettando come un folletto capriccioso. Ravel stesso ha affermato che con Gaspard de la nuit ha voluto scrivere una musica di trascendente virtuosismo, che superasse in difficoltà qualsiasi pezzo pianistico scritto fino ad allora.
Seguirà la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36 di Sergej Rachmaninov, iniziata nel 1913 nel suo studio di Piazza di Spagna a Roma, ma assolutamente russa per il suo debordante carattere Alexander Malofeevespressivo e sentimentale, che fa di Rachmaninov un erede di Ciajkovskij. Nel 1931 il compositore ne preparò una versione più breve, in cui sono smussate le difficoltà pressoché insormontabili della prima stesura.
Poi Malofeev passerà alla Sonata n. 7 in si bemolle maggiore op. 83 di Sergej Prokof’ev, composta nel 1943 e nota anche come “Sonata di guerra”, perché riflette le inquietudini di quegli anni, con un’irruenza e una violenza che ne fanno uno dei pezzi più difficili del repertorio pianistico ed esigono dita di acciaio.
Il giovanissimo pianista russo concluderà il suo concerto tornando indietro all’Ottocento per eseguire la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35 di Frédéric Chopin, la più famosa delle tre del compositore polacco, nata intorno alla Marcia funebre, che ne costituisce il terzo movimento ma che fu composta per prima ed è il fulcro emozionale dell’intera Sonata e anche la sua parte più celebre. Questa Marcia funebre divenne subito celeberrima anche come brano a sé stante e Chopin volle che fosse eseguita ai suoi funerali. (foto: Alexander Malofeev)

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“Una serata con Morricone”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

Rigillo_RubenRoma Sabato 21 ottobre alle 17.30 la stagione di concerti della IUC all’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma presenta “Una serata con Morricone”. Da molti anni Ennio Morricone è profondamente legato alla IUC, di cui non soltanto è uno dei quattro consiglieri artistici ma è stato anche ospite sia come compositore che come direttore d’orchestra. Non tutti sanno che in Morricone convivono l’autore di innumerevoli musiche da film, che gli hanno dato la fama a livello planetario, e il compositore di partiture destinate alle sale da concerto, scritte nel sofisticato stile contemporaneo appreso alla scuola di Petrassi e sviluppato in esperienze d’avanguardia come il Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza. Sono due Morricone diversi ma non inconciliabili, perché c’è un continuo scambio di esperienze tra l’uno e l’altro.Morricone stesso ha scelto il programma di questa serata, proponendo tre delle sue musiche da concerto più significative. Si inizia con Quattro anacoluti per A.V. (il nome nascosto sotto queste due iniziali è quello di Antonio Vivaldi). Segue Se questo è un uomo su testo di Primo Levi, con l’attore Ruben Rigillo, figlio d’arte e protagonista al cinema e in televisione, il violinista Marco Serino e la mezzosoprano Antonella Marotta. Quindi, in Gabriele Bonolisprima esecuzione a Roma, le Varianti per due pianoforti e archi, dedicate a Bruno Canino e Antonio Ballista, che le suoneranno anche in questa occasione: superfluo tessere ancora una volta gli elogi di questo duo pianistico che ha avuto un ruolo che si può ben definire storico nella musica dell’ultimo mezzo secolo. Inoltre Morricone ha voluto che si rendesse omaggio al suo maestro Goffredo Petrassi, grande protagonista della musica italiana del Novecento, di cui saranno eseguiti Introduzione e Allegro per violino e archi e il Quarto concerto per orchestra d’archi. Suona l’Orchestra Roma Sinfonietta, nota come “l’orchestra di Morricone”, perché il Maestro l’ha diretta personalmente in innumerevoli concerti in tutto il mondo: ma questa volta lascerà la bacchetta a Gabriele Bonolis, un giovane la cui carriera sta prendendo ottimi sviluppi, molto stimato dallo stesso Morricone, di cui è stato a lungo assistente. (foto: Gabriele Bonolis, Rigillo_Ruben)

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Settantatreesima stagione della IUC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Anna Caterina AntonacciAntonacciRoma Sabato 14 ottobre alle 17.30 s’inaugura la settantatreesima stagione della IUC nella prestigiosa sede dell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma. Quest’importante appuntamento è dedicato alla musica del Seicento e ne è protagonista il soprano Anna Caterina Antonacci, una star internazionale suo malgrado – si potrebbe dire – perché “si dedica interamente alla musica, non a recitare la parte della prima donna”, come ha affermato un suo grande ammiratore, Riccardo Muti. La sua fortissima personalità d’interprete la spinge a crearsi un repertorio raro e raffinato, ma di grande impatto drammatico, di cui offre un esempio perfetto questo suo concerto. Con lei sarà Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri, un ensemble strumentale con cui collabora spesso.La Antonacci canta nei principali teatri internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dal Covent Garden di Londra a Monaco di Baviera, Amburgo, Bruxelles, Barcellona, San Francisco, New York. A Roma si è esibita sia all’Opera che all’Accademia di Santa Cecilia, ma ha riservato alla IUC le sue apparizioni più recenti.In questo concerto interpreterà tutti e tre i ruoli del Combattimento di Tancredi e Clorinda, capolavoro di Claudio Monteverdi, realizzando un vero tour de force non solo vocale ma anche emotivo, per la difficoltà di passare continuamente da un personaggio all’altro. Questo madrigale in “stile rappresentativo”, che evoca Accademia degli Astrusiun’azione drammatica senza però richiedere una vera e propria rappresentazione teatrale, mette in musica uno degli episodi più celebri della “Gerusalemme liberata”.
Un altro personaggio del poema di Torquato Tasso, la maga Armida, è la protagonista dell’omonima tragédie lyrique di Jean Baptiste Lully: lo stile nobilmente declamatorio di questa musica darà modo alla Antonacci di far valere le doti di grande tragédienne per cui è ammirata in Francia, ma che gli italiani ancora non conoscono, perché non ha cantato Lully in Italia prima d’ora.
Il concerto è dedicato non solo alla Gerusalemme terrena del Tasso ma anche a quella celeste della Bibbia: saranno infatti presentate in prima esecuzione moderna due Lamentazioni per la Settimana Santa di Giovanni Paolo Colonna, che fu stimatissimo maestro di cappella a San Petronio di Bologna, uno dei principali centri musicali dell’epoca.Completano il programma musiche strumentali di raro ascolto di Arcangelo Corelli (una vera gemma è la Sinfonia da lui scritta per l’oratorio S. Beatrice d’Este del compositore romano Giovan Battista Lulier) e Heinrich Ignaz Franz Biber, nell’esecuzione di Federico Ferri e dell’Accademia degli Astrusi. (foto: Anna Caterina Antonacci, Accademia degli Astrusi)

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Social Impact Investments International Conference

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

relatoreRoma 11-12 ottobre 2017 ore 9 Banco BPM – Representation Office, Palazzo Altieri – Second Floor, Piazza del Gesù, 49. La conferenza è organizzata dall’Università di Roma La Sapienza, in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Centro Casmef dell’Università Luiss Guido Carli; partner dell’iniziativa sono il Banco BPM e l’Ente Nazionale per il Microcredito.
Presidente del Comitato Scientifico è il Professor Mario La Torre, Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università La Sapienza di Roma, e membro, dal 2015 al 2016, della Taskforce G8 sugli Investimenti ad Impatto Sociale, coordinata da Sir Ronald Cohen, ispiratore della inglese Big Society.
La finanza d’impatto propone un modello di partenariato pubblico-privato funzionale alla promozione di una crescita sostenibile ed inclusiva. Le Università si uniscono a rete e lanciano un dibattito pubblico sul ruolo che la finanza d’impatto può avere nella lotta alla povertà e nelle politiche di crescita sostenibile e di contenimento del debito pubblico.Dal G7 dei Ministri della Scienza, che si è chiuso il 29 settembre, l’Italia propone un cambio di passo e il Ministro Fedeli annuncia iniziative volte a favorire il partenariato pubblico-privato per finanziare la ricerca secondo un modello di impact investing. Ma l’impact finance può essere un utile strumento in tutti i settori del welfare: dalla sanità alla giustizia, dall’ambiente alla cultura.
Nella round table del giorno 11, durante il dibattito, verrà presentato il nuovo volume di Helen Chiappini “Social Impact Funds”, edito nella collana internazionale Palgrave “Palgrave Studies in Impact Finance. Ne discuteranno, tra gli altri, Gianfranco Vento della Regent University e Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse.
Nella giornata del 12 i diversi studiosi nazionali ed internazionali (tra gli altri: prof. Mario Calderini, prof. Marco Spallone, prof. Marta Solórzano García, prof. Ioannis Nasioulas, prof. Lars Hultkrantz) presenteranno i loro papers nelle 5 Sessioni de Convegno dedicate, rispettivamente, al mercato della finanza d’Impatto, alle strutture finanziarie utilizzate, alla misurazione dell’impatto sociale, alla gestione dei rischi,agli investimenti socialmente responsabili. Key Note Speaker è Emanuel Bohbot, di Social Finance Israel. Interverranno ai lavori per saluti istituzionali, Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito e Francesco Minotti, Responsabile Istituzionali e Terzo Settore di Banco BPM)
Dal mondo delle Università importanti ricette economiche da indicare ai policy makers nazionali ed europei impegnati nella ricerca di una crescita sostenibile. Per informazioni e registrazioni: http://www.sicsapienza.com (foto: relatore)

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Premio letterario Goliarda Sapienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

Università telematica eCampusRoma Martedì 10 ottobre 2017, ore 15.15 presso l’Università telematica eCampus Via Matera, 18 Premio letterario Goliarda Sapienza con la presentazione di eWriting l’arte dello scrivere Primo laboratorio di scrittura creativa in e-learning per le carceri. Quindici incontri in diretta con Scrittori-Tutor d’eccezione. I migliori 20 fra detenute e detenuti partecipanti saranno finalisti del Premio Goliarda Sapienza L’autore del racconto vincitore sarà annunciato e premiato al Salone del Libro di Torino 2018
Prende il via in forma totalmente rinnovata l’ottava edizione del Premio Goliarda Sapienza, unico concorso letterario in Europa dedicato a detenuti affiancati da scrittori-Tutor d’eccezione, da quest’anno preceduto da eWriting, l’arte dello scrivere, primo laboratorio di scrittura in e-learning rivolto alle persone detenute. Martedì 10 ottobre la presentazione alle ore 15.15 presso la sede di Roma dell’Università telematica eCampus, dove sarà possibile assistere a una lezione del laboratorio di scrittura con Cinzia Tani (Scrittore-Editor) e Serena Dandini, presentatrice delle ultime edizioni del Premio Goliarda Sapienza e quest’anno nelle vesti di Scrittore-Tutor.Saranno presenti all’incontro l’ideatrice e curatrice di eWriting – Premio Goliarda Sapienza Antonella Bolelli Ferrera, il Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Roberto Piscitello, il consigliere di Gestione della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e Scrittore-Tutor Andrea Purgatori, il consigliere dell’Università eCampus Rita Neri, l’editore del volume della serie Racconti dal carcere e Scrittore-Tutor Giulio Perrone.

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