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I primi dieci anni di Nhazca: storia di uno spin-off di successo targato Sapienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

La società leader a livello nazionale e internazionale nell’analisi e nel monitoraggio del territorio e delle infrastrutture celebra il decennale con un evento ospitato dall’Ateneo in cui tutto ha avuto inizioUn’idea che si concretizza, un sogno che si trasforma in una storia di successo. Nhazca, spin-off della Sapienza operativo a livello nazionale e internazionale nell’analisi e nel monitoraggio dei rischi naturali e delle grandi opere, spegne le sue prime 10 candeline. Per celebrare questo importante traguardo, la Sapienza ospiterà un evento organizzato dal centro di ricerca CERI al quale parteciperanno tutti coloro che hanno reso possibile la costituzione e la crescita di questa realtà d’eccellenza.Nhazca nasce proprio da una collaborazione orizzontale tra docenti e studenti che hanno individuato il potenziale delle nuove tecnologie applicate al sapere scientifico nell’analisi e nel monitoraggio del territorio e delle infrastrutture. Tutto è partito nel 2009 quando Paolo Mazzanti, all’epoca giovane dottorando in Scienze della Terra e oggi amministratore delegato del gruppo, ha dato vita, insieme ad alcuni docenti del Centro di ricerca CERI della Sapienza, alla struttura che deve il suo nome alla civiltà Nazca e in particolare alle “linee Nazca”, disegni di grandissima dimensione realizzati dalla civiltà Nazca e che sono visibili solo dal cielo.Attualmente lo spin-off, supportato dal Centro di ricerca CERI della Sapienza e dal Dipartimento di Scienze della Terra, conta su circa 25 tra dipendenti e collaboratori altamente specializzati tutti provenienti dall’Ateneo: si tratta in prevalenza di giovani geologi che si interfacciano quotidianamente con ingegneri, decisori della programmazione pubblica e stakeholder sia nazionali che internazionali in un proficuo scambio scientifico operativo.In questi primi 10 anni la società, che porta avanti in parallelo ricerca e applicazione delle tecnologie, si è occupata dell’analisi dei problemi di instabilità del territorio in cui sono coinvolti importanti infrastrutture ed anche di alcuni siti archeologici e della conservazione di edifici di particolare valore storico e architettonico (per esempio la Basilica di Massenzio), avviando importanti collaborazioni con Roma Capitale, Acea, Anas, Metro C, Italferr nonché della valutazione dello stato di salute di ponti e viadotti di diverse città italiane (tra le altre Belluno, Udine, Foggia e Pordenone).Nhazca ha esteso i propri confini anche oltreoceano dagli Stati Uniti (Colorado) all’Antartide. In particolare insieme al Colorado Department of Transportation (C-DOT) ha seguito le attività riguardanti il monitoraggio delle infrastrutture viarie soggette a fenomeni franosi. In Antartide NHAZCA ha analizzato, su richiesta di ENEA, le immagini radar acquisite nell’ultimo decennio dai satelliti COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana, nell’ambito del progetto di realizzazione della pista aerea che sarà al servizio dei ricercatori che operano nelle basi di ricerca del Piano Nazionale di Ricerca Antartica. “Nhazca rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato grazie al trasferimento all’esterno del proprio bagaglio di competenze e dei servizi tecnologici offerti – spiega Francesca Bozzano, presidente di Nhazca e direttore del CERI – Quest’attività è una delle voci della cosiddetta terza missione, orientata a promuovere l’interazione tra l’Ateneo e il mondo delle imprese”.

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Al via “Sapienza Year”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

Roma Sapienza conferma la sua vocazione all’internazionalizzazione con l’istituzione per l’anno accademico 2019-2020 del primo “Sapienza Foundation Year, un percorso formativo di preparazione destinato a consolidare le competenze delle aspiranti matricole straniere per consentire il raggiungimento dei requisiti minimi previsti dal sistema universitario italiano. La platea interessata è quella degli studenti dei Paesi in cui si arriva al diploma con meno di 12 anni di studio e che quindi, per iscriversi alle università italiane, necessitano di un anno integrativo durante il quale ripercorreranno i programmi dell’ultimo anno del liceo e impareranno l’italiano.
Ll’edificio Marco Polo è la nuova moderna struttura della Sapienza nel quartiere San Lorenzo che ospita le aule, i laboratori, le biblioteche per le attività di didattica e ricerca delle lingue e culture straniere, sono ufficialmente iniziate le lezioni per i primi venti studenti provenienti da nove Paesi del mondo (Russia, Brasile, Stati Uniti, Kazakistan, Uzbekistan, Hong Kong, Bielorussia, Qatar, Ucraina).“Per il primo anno di attivazione abbiamo raggiunto un ottimo risultato, formando una classe con studenti che provengono da tutte le parti del mondo” – spiega Federico Masini, direttore del Corso e docente di Lingue e letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale – “Ciò consentirà di svolgere un attività formativa davvero ricca e stimolante”.Il corso del Foundation Year è costituito da 400 ore di lezioni erogate in lingua inglese che prevedono una parte comune di lingua e cultura italiana (200 ore) e due percorsi dedicati rispettivamente agli Studi umanistici (Storia, Arte e Archeologia) e alle Scienze (Chimica, Fisica, Biologia, Matematica) per un totale di 150 ore ciascuno.I partecipanti riceveranno una preparazione utile anche per il superamento delle prove di ingresso per i corsi universitari di base in Medicina, Architettura, Ingegneria, Design, Lettere, Economia, Scienze.“Come Sapienza stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro lungo e complesso che ha come obiettivo l’internazionalizzazione, per il quale in questi anni abbiamo moltiplicato gli accordi di collaborazione e attivato un numero sempre maggiore di corsi in lingua inglese” spiega il Rettore Eugenio Gaudio” e gli indicatori diffusi nell’ultimo Rapporto di Alma Laurea confermano tra i nostri iscritti la presenza del 5,8 % di cittadini esteri, con un picco per le lauree magistrali del 7,1%, cioè ben al di sopra della media nazionale che è del 3,5”.L’avvio del Foundation Year costituisce una delle numerose attività che la Sapienza promuove per favorire lo scambio culturale e linguistico a tutti i livelli nel percorso scolastico non solo tra gli studenti stranieri ma anche tra quelli italiani. In questa direzione si inserisce il progetto di studio della lingua cinese nelle scuole promosso dall’Istituto Confucio Sapienza che dieci anni fa ha attivato il primo corso di lingua cinese presso il Convitto nazionale di Roma.

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Al rettore della Sapienza Eugenio Gaudio lo “Honorary Doctoral Degree”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

E’ stato assegnato dal Governo della Repubblica popolare cinese. Il riconoscimento accademico è stato conferito per l’impegno profuso nella promozione della cooperazione internazionale tra la Cina e l’Italia. A ricevere in passato questo titolo onorifico sono stati Kofi Annan, Boutros-Ghali e Gerhard Schröder. La cerimonia si è svolta presso la Zhongnan University of Economics and Law, dove il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio ha ricevuto il prestigioso riconoscimento. Il titolo di Honorary Doctoral Degree in Economics and law è stato conferito dal Comitato per i titoli accademici del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, su proposta della Zhongnan University of Economics and Law di Wuhan, con la seguente motivazione: “ll Governo della Repubblica Popolare Cinese è onorato di riconoscere ed attestare l’importante ruolo da Lei rivestito nella promozione della cooperazione internazionale ad altissimi livelli in ambito accademico tra la Cina e l’Italia”. “Ricevere questo riconoscimento costituisce un’attestazione di stima anche nei confronti dell’Ateneo che mi onoro di guidare dal 2014 – dichiara il Rettore – La dimensione internazionale ha contraddistinto questi anni di rettorato e il potenziamento dei rapporti con la Cina è uno dei punti fondamentali di tale percorso. Come ha evidenziato il Presidente Xi Jinping nella recente visita in Italia, uno dei motivi che rendono i nostri Paesi simili tra loro è che entrambi guardano al futuro ma al tempo stesso sono ricchi di un glorioso passato e incarnano stili di vita che integrano antico e moderno, classicità e innovazione”.Il conferimento di tale onorificenza testimonia il prestigio di cui gode la Sapienza in Cina e giunge a coronamento dei successi già raggiunti dall’Ateneo nell’ambito del rapporto di cooperazione tra i due Paesi. Uno scambio dei saperi che si è consolidato anche grazie alla crescente mobilità di docenti e studenti: in quasi dieci anni la Sapienza ha accolto più di 2.200 studenti cinesi iscritti ai diversi corsi di studio. Lo scorso anno inoltre, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta, è stato inaugurato a Wuhan presso la Zhongnan University of Economics and Law, l’Istituto italo-cinese presieduto da Oliviero Diliberto, docente di Diritto romano e preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza. Presso l’Istituto a settembre è partito il primo corso di laurea magistrale in European Studies, Private comparative Law in Cina. Al corso, che rilascerà il titolo di studio Sapienza, sono attualmente iscritti 26 studenti cinesi. Il Doctoral Degree è riservato a personalità riconosciute a livello internazionale che promuovano la dimensione globale della cooperazione della Cina e con la Cina.

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Sapienza: Un anno con il Nobel

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Roma partirà il 10 ottobre e si concluderà il 19 marzo 2020 il ciclo di lezioni aperto a studenti, curiosi e appassionati che Barry Barish, Nobel per la Fisica 2017 terrà in aula Amaldi, presso l’edificio di Fisica Guglielmo Marconi. La prima lezione è in concomitanza con il Gravitational wave day 2019, un’iniziativa organizzata dall’Amaldi Research Center per ricordare la rivelazione delle onde gravitazionali avvenuta il 14 settembre 2015, scoperta che è valsa il premio Nobel a Barry Barish, insieme a Rainer Weiss e Kip Thorne. In particolare a Barry Barish è stato riconosciuto un contributo decisivo nello sviluppo del rivelatore LIGO, (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) il quale, assieme all’interferometro made in Europe VIRGO, che ha visto l’importante partecipazione della Sapienza nelle fase di raccolta e analisi dei dati, ha permesso l’osservazione di vibrazioni nello spazio-tempo provocate dai fenomeni più violenti dell’universo (collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all’universo), conosciute come onde gravitazionali.
Predette da Albert Einstein un secolo fa, non erano mai state viste direttamente. La loro rivelazione rappresenta una scoperta che ha sconvolto il mondo: la conferma della teoria della relatività ha aperto una nuova finestra di osservazione dell’Universo.Una grande occasione per la comunità della Sapienza e per il pubblico, che avranno la possibilità di conoscere o approfondire alcuni tra i misteri più intriganti della fisica: dalla materia oscura alle onde gravitazionali, dall’Universo primordiale alle nuove frontiere di questo campo d’indagine.Dal 2011, anno in cui il Miur ha istituito la Cattedra “Enrico Fermi”, la Sapienza affida un ciclo di lezioni ai massimi studiosi internazionali che hanno contribuito in modo significativo a specifici campi di ricerca: l’Ateneo si impegna così a celebrare il genio universale Enrico Fermi, tradizione scientifica del nostro Paese e a promuovere la conoscenza della fisica moderna.
Lo studioso statunitense Barry Barish ha conseguito la specializzazione in fisica nel 1957 e il dottorato di ricerca in fisica sperimentale delle particelle nel 1962 presso l’Università della California, Berkeley. Dal 1963 ha continuato la sua carriera di ricercatore post-dottorale presso il California Institute of Technology, dove attualmente ricopre il ruolo di professore emerito.
L’interesse di ricerca primario di Barish è stato il Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO), da quando ne è divenuto Principal Investigator nel 1994 e poi Direttore nel 1997, anno in cui ha fondato la LIGO Scientific Collaboration (LSC), che ad oggi vede la collaborazione di più di 1000 scienziati in tutto il mondo.

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La Sapienza alla guida della nuova università europea Civis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Il rettore Eugenio Gaudio è stato eletto presidente dell’alleanza che riunisce quasi 400.000 studenti e 55.000 tra docenti e personale tecnico amministrativo, recentemente selezionata per il finanziamento europeo per 5.000.000 di euro dalla Commissione europea.
Civis, con circa 400.000 studenti e 55.000 tra docenti e personale tecnico-amministrativo, è la più grande tra le 17 reti universitarie europee – di cui 11 partecipate da Atenei italiani – che hanno ottenuto il finanziamento dell’Unione europea a seguito della prima call Erasmus+ “European Universities”.Insieme alla Sapienza fanno parte della rete le università Aix-Marseille University per la Francia, l’università Ethniko kai Kapodistriako Panepistimio di Atene per la Grecia, Universitatea di Bucureșt per la Romania, Universidad Autónoma de Madrid per la Spagna, Eberhard Karls University di Tübingen per la Germania, Université libre de Bruxelles per il Belgio, Stockholms University per la Svezia.
All’avvio della presidenza del rettore Gaudio, nel mese di ottobre, alla Sapienza si terrà la prima riunione operativa che consentirà di avviare la fase di realizzazione del progetto, a cui parteciperanno tutti i Rettori delle otto università europee aderenti.
“Alcune attività sono già partite, come la Summer School riservata agli studenti di Civis, che ha consentito ai primi 20 ragazzi di seguire lezioni in archeologia e studi classici, fiore all’occhiello del nostro ateneo che proprio in Classics si posiziona al vertice delle classifiche internazionali” aggiunge il Rettore Gaudio “A ottobre si lavorerà poi per dare sempre maggiore concretezza alla rete universitaria, a partire da una student card unificata per le 8 università, che agevolerà la condivisione di servizi e di percorsi formativi”. Tra gli obiettivi dell’alleanza vi è la promozione del multilinguismo e della diversità culturale europea. Il progetto sarà affiancato da un cofinanziamento degli atenei partecipanti; questo consentirà di portare avanti un ampio programma di attività.
Gli studenti avranno la possibilità di svolgere il percorso universitario in mobilità nei diversi atenei aderenti, con rilascio di titoli congiunti, accedere a strumenti innovativi per l’apprendimento delle lingue e, attraverso la student card uguale per tutti gli iscritti dei diversi atenei, utilizzare servizi comuni.I docenti potranno realizzare attività di ricerca integrate, con accesso facilitato agli ambienti collaborativi europei per la realizzazione di partenariati, condivisione di pedagogie innovative, opportunità per disseminazione dei risultati scientifici.Molto importante è anche l’impatto dello scambio tra università e cittadini, i quali potranno partecipare attivamente alla definizione delle iniziative di ricerca dell’Alleanza, attraverso gli strumenti della Citizen Science, e conoscere i risultati della ricerca grazie alla strategia open science. Civis prevede anche il coinvolgimento nei laboratori di ricerca degli stakeholder presenti sul territorio, con la formula degli Open Labs.

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“Porte aperte alla Sapienza”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Roma Il 16 luglio torna l’appuntamento con “Porte aperte alla Sapienza”, le giornate di orientamento dedicate alle future matricole, alle famiglie e a chiunque voglia conoscere i dettagli della nuova offerta formativa 2019-2020 e dei nuovi servizi offerti dall’Ateneo.
L’iniziativa, giunta alla XXIII edizione, si terrà in tre giornate, fino a giovedì 18 luglio: gli studenti potranno visitare la Città universitaria ed entrare in contatto direttamente con i docenti e il personale addetto, che daranno informazioni su corsi di laurea, procedure d’iscrizione e attività promosse dai singoli dipartimenti della Sapienza: all’entrata principale di piazzale Aldo Moro sarà allestito un unico grande padiglione con gli stand informativi di tutte le facoltà dell’Ateneo e dei servizi a disposizione degli iscritti. Nell’Aula magna del Rettorato si terranno le conferenze di presentazione dei corsi di studio, che saranno trasmesse anche in videostreaming sul sito dell’Ateneo.Tema centrale di questa edizione di Porte aperte è la sostenibilità: la Sapienza ha adottato un piano energetico che prevede risparmi nei consumi e aumento dell’energia da fonti rinnovabili e un programma di iniziative che punta all’eliminazione della plastica monouso. Oltre all’utilizzo delle nuove fontanelle all’interno della Città, in occasione della manifestazione saranno utilizzate le nuove borracce per eliminare le migliaia di bottigliette d’acqua in plastica utilizzate negli scorsi anni.Nelle tre giornate saranno presentate anche le linee di attività per la cultura e il tempo libero: le orchestre di Musa – Musica Sapienza, le performance degli attori di Theatron – Teatro antico alla Sapienza e altre iniziative.I musei del Polo museale Sapienza saranno aperti per tutta la durata della manifestazione con orario, prolungato per offrire ai futuri le collezioni museali dell’Ateneo collegate alla didattica e alla ricerca scientifica.Il programma completo delle iniziative della manifestazione e lo streaming delle conferenze in Aula magna sono disponibili sul sito http://www.uniroma1.it alla pagina iscrizioni.
Novità per l’anno accademico 2019-2020:
L’offerta formativa della Sapienza di quest’anno comprende 281 corsi di laurea e laurea magistrale, 85 corsi di dottorato, 195 master di primo e secondo livello; a questi vanno ad aggiungersi corsi di specializzazione, corsi di formazione e di alta formazione: tra questi ultimi il primo in Europa in “Galatei e buone maniere” realizzato in collaborazione con l’Accademia italiana galateo e che ha preso il via nel mese di maggio. In aumento anche il numero dei corsi in lingua inglese: sono complessivamente 48 tra i corsi esclusivamente in inglese, quelli con almeno un curriculum e quelli con singoli insegnamenti in lingua. Vi sono poi i corsi di nuova istituzione:
• Tecniche per l’edilizia e il territorio per la professione del geometra – Corso professionalizzante che darà accesso al corrispondente Albo professionale (Collegi dei Geometri e Geometri Laureati).
• Scienze, culture e politiche gastronomiche per il benessere – Corso di laurea triennale dedicato ai nuovi professionisti del cibo e realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia: formerà gli esperti del settore, dagli ideatori di piatti di alta qualità nutrizionale ed elevata sostenibilità, ai consulenti internazionali di politiche alimentari, agli esperti dell’uso dell’e-commerce e della comunicazione in ambito alimentare.
• Archaeological material science (Scienza dei materiali archeologici) – Corso di laurea magistrale interateneo con l’Universidade de Évora e l’Aristotle University of Thessaloniky, erogato in lingua inglese: ha lo scopo di formare professionisti altamente specializzati dotati delle conoscenze, abilità e competenze necessarie nel settore emergente dell’archeometria, cioè l’insieme delle scienze fisico-chimiche e biologiche applicate allo studio di materiali archeologici.
• Clinical psychosexology (Psicosessuologia clinica) – Corso di laurea magistrale, erogato in lingua inglese, che ha il compito di formare, per la prima volta nell’ordinamento universitario italiano, psicologi clinici e sessuologi.
• Health economics (Economia sanitaria) – Corso di laurea magistrale in inglese diretto alla formazione di figure dirigenziali in organismi pubblici o privati del mondo della sanità. I laureati possono ricoprire posizioni apicali all’interno di aziende sanitarie pubbliche o private e di imprese dell’indotto sanitario, nella gestione delle funzioni e processi tipici delle aziende sanitarie presso organismi ed istituzioni nazionali e internazionali che si occupano di politica sanitaria e negli enti di ricerca pubblici o privati.

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La Sapienza in Cina: le iniziative dell’Ateneo ricevono l’apprezzamento del Presidente Conte

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

La delegazione della Sapienza, in visita accademica in Cina per l’inaugurazione dell’Istituto italo-cinese a Wuham e la presentazione del primo corso di laurea magistrale dell’Ateneo in Cina, ha ricevuto il plauso da parte del Presidente del Consiglio Conte per le attività che puntano allo scambio dei saperi come motore di sviluppo reciproco.
Il Presidente del Consiglio si è complimentato per le iniziative Sapienza, nella profonda convinzione, frequentemente richiamata, che le opportunità economiche e l’intensificazione degli scambi commerciali tra differenti Paesi e, in particolare tra l’Italia e la Cina, passano anche e soprattutto da un rafforzamento degli scambi culturali e di condivise iniziative accademiche, come quella avviata a Wuhan. È proprio a Wuhan, la più popolosa città della Cina centrale, che il 26 aprile è stato inaugurato l’Istituto italo-cinese fondato dalla Sapienza e dalla Zhongnan University of Economics and Law (Zuel), una delle sole sei università cinesi a possedere la cosiddetta “doppia eccellenza”. Il nuovo Istituto, interamente finanziato da parte cinese, ospiterà a partire da settembre il primo corso di laurea magistrale in Cina in European Studies, Private comparative Law, interamente in lingua inglese, che rilascerà il titolo di studio Sapienza agli iscritti cinesi.
“Questa iniziativa si inserisce nel campo della cooperazione che la Sapienza e le università cinesi promuovono da anni, nel segno della reciproca conoscenza delle loro antiche culture, a partire appunto dal diritto” spiega il Rettore Eugenio Gaudio “Presso il nostro Ateneo esiste oggi la più grande biblioteca giuridica cinese del mondo, fuori dalla Cina. Molti scambi avvengono tra docenti di entrambi i Paesi e numerosi sono ormai i giovani studiosi cinesi che conseguono il dottorato di ricerca in diritto romano, che è la base di quasi tutto il diritto civile nel mondo intero”.
Al termine delle cerimonie pubbliche a Wuhan, il rettore Eugenio Gaudio ha ricevuto la nomina quale docente honoris causa presso presso la Zhongnan University of Economics and Law ed è prima volta in assoluto che uno studioso di medicina viene insignito di tale riconoscimento in una facoltà economico-giuridica.Gli incontri si sono svolti alla presenza delle massime autorità accademiche dei due Atenei, in primo luogo dei due rettori, Eugenio Gaudio e Yang Canming. Per la Sapienza erano inoltre presenti il prorettore alle Relazioni internazionali Bruno Botta, il delegato per la Cina Federico Masini, il presidente del Corso di laurea in Cina Luca Di Donna, il professore emerito di diritto romano e iniziatore dell’esperienza del diritto romano in Cina Sandro Schipani e Oliviero Diliberto, docente anch’egli di diritto romano alla Sapienza che è stato designato Preside del neonato Istituto universitario italo-cinese.
L’iniziativa si inserisce nel campo culturale e scientifico, nella cooperazione tra i due Paesi inaugurata lo scorso mese con la visita in Italia del Presidente Xi Jinping, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta.
Nel suo intervento nel corso del II Forum sulla Belt and Road Initiative, il Presidente Conte ha peraltro messo l’accento sul fatto che la connettività non va limitata solo alla dimensione fisica e materiale, ma deve estendersi anche a quella umana: come ebbe a rilevare il Presidente Mattarella nel corso della sua visita in Cina nel 2017 “bisogna fare in modo che questa iniziativa di connettività diventi la “Via della Seta della Conoscenza”, grazie allo scambio dei saperi”.

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Galateo all’Università

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

L’Università La Sapienza di Roma, il più grande ateneo d’Europa, dedica per la prima volta in Europa una formazione specifica dedicata al Galateo e alle Buone Maniere. Il Corso di Alta Formazione organizzato nel Dipartimento Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo, è in collaborazione con l’Accademia Italiana Galateo, unica struttura in Italia per lo studio e la ricerca delle Buone Maniere. Grazie a lezioni frontali e ad attività di laboratorio, i partecipanti potranno sperimentare le nozioni acquisite comprendendo che possedere le buone maniere permette di trovarsi a proprio agio in qualsiasi ambiente sociale e di riuscire ad essere disinvolti e sicuri di sé nei rapporti con gli altri. In una definizione, significa sapere cosa fare, come farlo e quando. Significa acquisire una combinazione di modi, intelligenza emotiva, soft skills, savoir-vivree savoir- être. Il corso di alta formazione in Galatei e Buone Maniere, intende fornire le competenze teoriche e pratiche necessarie per muoversi con disinvoltura in qualunque contesto professionale e relazionale. L’impostazione del corso intende valorizzare tanto la dimensione storico culturale dell’etichetta e del galateo, quanto le più recenti riflessioni sul multiculturalismo e la mediazione interculturale, con un approccio alla comunicazione non solo come strumento ma come fine.C’è possibilità fino al 15 aprile di partecipare al bando di iscrizione per la prima edizione del Corso di Alta Formazione.Il corso risponde alle nuove esigenze del mercato, infatti i partecipanti acquisiranno le competenze necessarie per approcciarsi correttamente al mondo del lavoro attraverso lo studio e l’acquisizione di un’ampia gamma di conoscenze che includono il linguaggio del corpo, le buone maniere, l’aspetto, le abilità interpersonali, il protocollo ufficiale e il galateo internazionale.Questa tipologia di competenze è particolarmente richiesta nelle aziende che operano a livello internazionale, nella filiera della moda, nella gestione degli eventi, nell’ambito della consulenza di immagine e del personal coaching.

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Gomalan Brass Quintet: “virtuosimo e musicalità”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

Roma martedì 5 marzo ore 20,30 suona per la IUC il Gomalan Brass Quintet nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5). “Italy in Brass” è il titolo del loro concerto, perché questi cinque musicisti vengono da tutta Italia e sono prime parti delle migliori orchestre della penisola.Insieme hanno fondato il Gomalan Brass Quintet nel 1999 e già nel 2001 si sono aggiudicati il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale nel campo della musica per ottoni. Oggi questo gruppo ha all’attivo più di quattrocento concerti, è regolarmente presente nelle più importanti sale da concerto e festival italiani, tra cui Accademia di Santa Cecilia, Unione Musicale Torino e Festival Internazionale di Stresa, ed europei. Si è esibito anche negli Stati Uniti, Canada, Taiwan e Giappone. Ha inciso cinque cd, due dei quali pubblicati dalla Summit Records, da molti considerata la più autorevole etichetta al mondo per quanto riguarda gli ottoni, ed uno dalla prestigiosa casa editrice Naxos.
Il loro concerto inizia con Canzon a 5 di Giovanni Gabrieli, il maggior compositore veneziano tra Cinquecento e Seicento, prosegue con Grande Entrée e Marche di Jean Baptiste Lully, a sua volta il maggior compositore francese (ma italiano di nascita) dell’epoca di Luigi XIV, e rapidamente approda all’epoca moderna. In Nights in Broadway di Raffaele Bellafronte si respira aria di jazz. Di Mauro Ottolini, trombonista e compositore, sono in programma Lisa e Buster Keaton Blues. Call è “una breve cerimonia musicale, un appello rivolto al pubblico, un invito all’ascolto prima che cominci la festa”, come ha detto l’autore stesso, Luciano Berio, uno dei grandi della seconda metà del Novecento. I remember Igor è un omaggio a Stravinskij da parte di David Short, compositore e trombettista, americano per nascita e italiano per scelta. È una prima esecuzione mondiale quella di Essenze, un brano dedicato al Gomalan da Donato Semeraro, che così presenta questa sua descrizione dei profumi attraverso i suoni: “Nasce dalla passione per gli oli essenziali, le spezie, i colori, le piante, i fiori e i per i loro abbinamenti e le loro mescolanze magiche. Ripercorre il tempo, la storia e le origini dell’essenze; la contaminazione di terre così lontane […] e alterna ritmi dal sapore speziato, melodie dal profumo dolciastro e contrasti di colori”. E per finire ancora David Short con Tango.

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Ultimo concerto della IUC per il 2018 dedicato a Leonard Bernstein

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Roma Martedì 18 dicembre alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” ultimo concerto della IUC per il 2018. È dedicato a Leonard Bernstein, il grande compositore, direttore d’orchestra e pianista americano, di cui tutto il mondo celebra nel 2018 il centenario della nascita.Leonard Bernstein è stato un grande interprete dei classici, da Beethoven a Mahler, e allo stesso tempo come compositore flirtava con il jazz. Dunque è naturale che classica e jazz si mescolino nell’omaggio che la IUC e il mondo musicale romano gli rendono alla fine dei festeggiamenti del suo centesimo compleanno.Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, e la Ials Jazz Big Band diretta da Gianni Oddi alternano musiche dello stesso Bernstein a George Gershwin, Duke Ellington, Carl Philipp Emanuel Bach, Igor Stravinskij e Artie Shaw. La prima metà del concerto è interamente dedicata allo stesso Bernstein. Si inizia con West Side Story e poi si passa a Prelude, Fugue and Riffs, che collega con ironia un preludio e fuga – che farebbero pensare a Bach – ai riffs, cioè a una frase musicale breve e molto ritmica ripetuta più e più volte con sempre diverse improvvisazioni, tipica del jazz.
Dopo l’intervallo si ricomincia con Porgy and Bess di Gershwin, poi si passa a Tre Pezzi per clarinetto solo di Stravinsky e a una rielaborazione moderna di un brano di Carl Philipp Emanuel Bach, figlio del grande Johann Sebastian e ai suoi tempi ritenuto perfino superiore al padre.Un’intera sezione della seconda parte del concerto è dedicata ad Ellington e riserva una stuzzicante sorpresa: una versione di Sophisticated Lady preparata da Salvatore Sciarrino, uno dei maggiori compositori contemporanei. Finale col Concerto composto per il clarinetto da Artie Shaw, il più celebre clarinettista jazz del suo tempo, uno dei fondatori dello swing. Famoso anche per il do acutissimo del clarinetto, questo brano è eseguito dall’autore stesso nel film Second Chorus (1940) di Fred Astaire, che narra la vita di Shaw.
Il giorno prima, lunedì 17 dicembre alle 11.00 Gianni Oddi e la Ials Jazz Big Band saranno protagonisti di uno degli appuntamenti della fortunata serie “MusicaPourparler”, pensata principalmente per gli studenti: eseguiranno una selezione dei brani in programma martedì, presentandoli personalmente e rispondendo alle domande del pubblico, in uno stile molto informale che riscuote sempre molto favore da parte del pubblico più giovane.

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L’origine fisica dei déjà-vu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Un team di ricerca internazionale, coordinato dal Dipartimento di Fisica della Sapienza, ha investigato e verificato sperimentalmente per la prima volta il fenomeno delle ricorrenze in fisica, dimostrando come la loro apparizione possa essere spiegata tramite equazioni matematiche esatte. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Physical Review X. Che cos’è un “déjà-vu”? Può la percezione che un preciso evento passato si stia ripresentando avere un fondamento reale?
Da un punto di vista fisico, un fenomeno analogo fu scoperto dagli scienziati Enrico Fermi, John Pasta e Stanislaw Ulam oltre sessant’anni fa ed è noto come ricorrenza di Fermi-Pasta-Ulam. Enrico Fermi, lavorando a quella prima macchina di calcolo che sarebbe diventato il moderno computer, trovò in modo del tutto inaspettato, che alcuni sistemi non lineari complessi (cioè con molti gradi di libertà interagenti tra loro) durante la loro naturale evoluzione potevano spontaneamente ritornare allo stato di partenza in modo ciclico, senza mai raggiungere un equilibrio finale.Nello studio condotto dal Dipartimento di Fisica della Sapienza, con la collaborazione dell’Institute for Complex Systems del Consiglio nazionale delle ricerche – Cnr, della Shenzhen University, della Hebrew University of Jerusalem e del Landau Institute for Theoretical Physics, è stato dimostrato sperimentalmente e per la prima volta come la ricorrenza di Fermi-Pasta-Ulam abbia origine in un preciso moto collettivo del sistema e come questo possa essere predetto ottenendo, dalle equazioni modello, soluzioni matematiche esatte. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Physical Review X. “Tali soluzioni ricorrenti esatte – spiega Davide Pierangeli, autore corrispondente dello studio – prevedono infiniti “déjà-vu” e sono state teorizzate recentemente da Grinevich e Santini nel contesto di sistemi non lineari ottici e idrodinamici, ma la possibilità di osservarle direttamente non era così scontata”.
Con un’innovativa strategia sperimentale, che utilizza un cristallo reso altamente fotosensibile da campi elettromagnetici esterni (cristallo non lineare), il team ha osservato per la prima volta come specifiche onde ottiche possano ripresentarsi durante la propagazione della luce laser.Nello specifico, la combinazione di tre fasci laser è stata utilizzata per eccitare l’equivalente ottico di una debolissima nota musicale, la quale, nel propagarsi in cristallo, genera una ricca melodia ottica che evolve naturalmente nello spazio sino a tornare alla nota iniziale, per poi ripetersi in modo ciclico.
Nonostante questa evoluzione ricorrente della luce avvenga in un volume dello spessore di circa un decimo di capello umano, il team è riuscito a controllarne precisamente il comportamento agendo sulle proprietà della nota – o onda – iniziale. Inoltre, i ricercatori hanno mostrato come sia possibile percorrere a ritroso questa complessa dinamica del campo ottico, fino a ottenere la specifica onda che ha generato quel particolare moto ricorrente.Tutto ciò ha permesso quindi di identificare in modo univoco il meccanismo fisico alla base dei “dèjà-vu” di questo tipo.
Fino a oggi, nessuna tra le diverse spiegazioni teoriche proposte ha mai trovato una verifica sperimentale, perché le ricorrenze sono un fenomeno estremamente sensibile a tutte quelle minime fluttuazioni e perturbazioni che caratterizzano ogni sistema naturale.
“I risultati del nostro studio – conclude del Re – fanno luce sul controverso e affascinante problema di Fermi-Pasta-Ulam e rappresentano un test all’avanguardia per la teoria delle onde non lineari, aprendo in questo modo prospettive uniche per predire l’evoluzione di sistemi altamente caotici, così come per il controllo di flussi di energia di varia natura ad altissima concentrazione, da tsunami e plasmi, a onde elettromagnetiche”.

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“Esplorando Mozart”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Roma sabato 1 dicembre alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza la IUC presenta un nuovo ciclo di concerti intitolato “Esplorando Mozart”, affidato al Quartetto di Cremona.
L’attenzione si focalizzerà sui quartetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart, che costituiscono uno dei settori privilegiati del suo catalogo. Praticamente per tutta la vita, dai sedici anni di età all’anno precedente la morte, Mozart si è dedicato al quartetto, componendone in tutto ventitré, più alcuni singoli movimenti a sé stanti. Ogni suo quartetto rivela un impegno particolare da parte di Mozart, che vedeva in questa forma l’espressione più pura e più nobile della musica da camera.Il primo concerto di questo ciclo è dedicato principalmente a due dei sei Quartetti dedicati a Haydn, che era giustamente considerato il creatore del quartetto per archi. I due non solo si ammiravano reciprocamente e si stimavano moltissimo senza alcuna gelosia, ma si conoscevano anche personalmente e talvolta si riunivano con altri musicisti in casa dell’uno o dell’altro per suonare insieme proprio dei quartetti. Tra il 1782 e il 1785 Mozart compose sei quartetti, che dedicò a Haydn con una bellissima lettera in italiano, in cui affermava che essi “erano il frutto di una lunga e laboriosa fatica”, mettendo così in rilievo quanto sentisse la responsabilità dell’inevitabile confronto con i quartetti del più anziano maestro. E concludeva dicendo: “Ti supplico però di guardarne con indulgenza i difetti, che l’occhio parziale di padre mi può aver celati, e di continuare, loro malgrado, la generosa tua amicizia a chi tanto l’apprezza, mentre son di cuore il tuo sincerissima amico”.I Quartetti scelti per questo concerto sono i primi due dei sei dedicati a Haydn, cioè quello in sol maggiore K 387, intitolato “La primavera”, e quello in re minore K 421. Si ascolterà inoltre l’Adagio e Fuga in do minore K 546, che, pur non avendo una dedica esplicita, è un chiaro e inequivocabile omaggio ad un altro gigante della musica, Johann Sebastian Bach, che Mozart stava riscoprendo in quegli anni. Nella Fuga Mozart gareggia con Bach quanto a padronanza del contrappunto, mentre nel carattere tormentato e oscuro dell’Adagio si avvertono un pathos e una drammaticità che già preludono al romanticismo.Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona (il nome della città lombarda è stato scelto in omaggio ai grandi liutai cremonesi Stradivari e Guarneri) si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. Tra i suoi più decenti debutti internazionali da ricordare sono certamente Amburgo, Vancouver, Zurigo, Stoccolma, Ginevra, Madrid, Washington, Valencia e Cartagena de Indias.In campo discografico ha inciso l’integrale dei Quartetti di Beethoven (eseguiti anche in una tournée internazionale, che ha compreso la IUC) che ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Supersonic Award, l’Echo Klassik e il premio ICMA. Nel settembre di quest’anno ha inciso un nuovo cd dedicato a Schubert.

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La quarta rivoluzione industriale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma. Il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” apre le sue porte e si propone al mondo industriale in una veste innovativa che rappresenta di fatto una vera e propria svolta epocale: il raggiungimento della certificazione in conformità con lo standard internazionale ISO 9001/2015 e la realizzazione di un laboratorio che ne rispecchia i processi organizzativi e che ricalca perfettamente i parametri della nuova impresa 4.0. Un risultato, quest’ultimo, indispensabile per accrescere ulteriormente le tematiche della didattica e della conoscenza in un’ottica di sicurezza e sostenibilità e la capacità universitaria di adattarsi al mondo esterno, ma anche e soprattutto per contrastare un fenomeno diffuso, ovvero la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
Difatti, ci sono voluti ben dieci mesi di intensa preparazione in attività che hanno modificato i processi organizzativi e le attività gestionali con l’aiuto di collaboratori esterni, nuove capacità manageriali sommate alla conoscenza accademica, l’individuazione di un team affiatato di dieci autorevoli ricercatori, molti dei quali già riconosciuti e premiati a livello internazionale, e una gran voglia di mettersi in gioco. Sono questi gli ingredienti che ha sapientemente messo in campo la Prof.ssa Silvia Licoccia che a fine ottobre, dopo due mandati consecutivi come direttore del dipartimento, lascerà questa importante eredità al prestigioso ateneo romano di Tor Vergata e passerà il testimonial al nuovo Direttore del Dipartimento, Prof.ssa Valeria Conte che, come vicedirettore, ha intensamente partecipato alle attività condotte sino ad ora.Un’attività iniziata nel gennaio del 2018 e conclusasi dopo aver affidato la verifica e la valutazione dei criteri gestionali, nonché l’attribuzione dei processi messi in atto ad uno dei più importanti enti certificatori a livello nazionale: il CSQ, il cui risultato finale è stato quello di zero non conformità, ovvero riconoscendo al Dipartimento il massimo del punteggio e certificandone la qualità dei metodi adottati in cinque distinte aree di specializzazione: spettroscopia, elettrochimica, HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione), NMR (risonanza magnetica), SEM (microscopia elettronico a scansione).Un risultato legato indissolubilmente al laboratorio LabCap, il cui obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza agli operatori modificandone i comportamenti non corretti e quindi pericolosi che possono produrre situazioni altamente rischiose e assicurare un altissimo grado di sostenibilità, contenendo gli sprechi da un punto di vista energetico.Insomma, un laboratorio “Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology”, ovvero (Smart), che diventa lo strumento facilitatore in grado di esprimere, nella sua modalità operativa, il linguaggio del mondo industriale, attraverso l’adozione delle nuove tecnologie abilitanti che trovano riferimento nell’impresa 4.0.Il percorso di sviluppo continuerà con il programma di digitalizzazione dei processi, con il potenziamento di quelli gestionali supportati dai propri paradigmi che ben rappresenta la quarta rivoluzione industriale.

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“Porte aperte alla Sapienza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Roma Si inaugura martedì 17 luglio il tradizionale appuntamento di orientamento universitario dedicato alle future matricole, alle famiglie, agli insegnanti e a tutti coloro che vogliono avere informazioni sull’offerta formativa 2018-19 e sui servizi offerti dal primo Ateneo della Capitale.Porte aperte alla Sapienza, giunta quest’anno alla XXII edizione, proseguirà fino a giovedì 19 luglio. Durante le tre giornate le matricole saranno accolte nei viali della Città universitaria da docenti, personale addetto e studenti. Stand informativi delle 11 facoltà e delle altre strutture della Sapienza saranno riuniti in un unico grande padiglione open air, all’entrata principale di piazzale Aldo Moro.Oltre a visitare gli stand, il pubblico potrà seguire, all’interno dell’Aula magna, le conferenze di presentazione dei corsi di studio che saranno trasmesse anche in videostreaming sul sito dell’Ateneo.“È una manifestazione che negli anni continua a coinvolgere un gran numero di persone – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – Lo scorso anno abbiamo registrato quasi 12 mila presenze (a cui si sono aggiunti 8 mila accessi in videostreaming). Il successo di Porte aperte – prosegue il Rettore – sta nella ricchezza dell’offerta formativa e dei servizi disponibili. Le nostre future matricole possono approcciare il mondo dell’università, confrontandosi direttamente con docenti e studenti già iscritti che li guideranno nella loro scelta universitaria. Insomma è un appuntamento da non perdere.”
Il 19 luglio avrà luogo una cerimonia per festeggiare i 20 anni di attività del CIAO, il Centro informazioni diventato un punto di riferimento per tutti gli studenti dell’Ateneo.Un’attenzione particolare sarà riservata a studenti con disabilità: nella giornata del 17 luglio presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte classica (Facoltà di Lettere e filosofia) si svolgeranno, a partire dalle ore 9, due incontri di orientamento rivolti rispettivamente a studenti con disabilità e a studenti con DSA, sull’iter di iscrizione alle prove di accesso e sull’immatricolazione, con la presentazione dettagliata di tutti i servizi erogati dall’Ateneo.Durante la manifestazione saranno illustrate anche le linee di attività dedicate alla cultura e al tempo libero: le orchestre di Musa – Musica Sapienza, il progetto Theatron – Teatro antico alla Sapienza, le rassegne cinematografiche, il Servizio civile nazionale e altre iniziative.In programma anche momenti di svago e fruizione culturale: nel cortile di Matematica, i ragazzi del Teatro antico metteranno in scena la tragedia greca di Eschilo Le Coefore, mentre i musei della Sapienza saranno aperti per tutta la durata della manifestazione con orario prolungato, offrendo ai visitatori un’occasione unica per conoscere da vicino le collezioni dell’Ateneo.Il programma completo delle conferenze in aula magna e delle iniziative della manifestazione è disponibile sul sito http://www.uniroma1.it alla pagina iscrizioni.

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Mettiamo la vita davanti al lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Roma Martedì 5 giornata di studi alla Sapienza. L’inizio dei lavori è fissato alle 9,30 con un seminario di formazione e le relazioni di Luciano Vasapollo, Giovanni Mazzetti e Marco Craviolatti. Alle 15,30 via alla sessione pomeridiana con una tavola rotonda alla quale partecipano Piergiovanni Alleva, Sergio Bellavita, Giorgio Cremaschi, Maurizio Franzini, Henrique Galarza e Giovanni Tridico. Coordina Francesca Fornario. Conclude Guido Lutrario.
La convinzione, ripetutamente proclamata in tutta Europa, che presto o tardi si riuscirà a dar vita ad un’altra fase di crescita basata sulla creazione di nuovo e più lavoro è una convinzione realistica? Non si tratta piuttosto di un’illusione?
Quando i governanti dei paesi industrialmente avanzati invitano ai sacrifici per reperire le risorse che, secondo loro, sarebbero necessarie per creare questi nuovi posti, sono effettivamente convinti della verità di ciò che sostengono, o ripetono luoghi comuni mutuati dall’economia conservatrice, che non rispondono affatto alla nuova situazione? Nel sollecitarci a rimanere nei limiti dell’attuale sistema di relazioni economiche e sociali e ad affidarci ancora al potere delle imprese, confidando nella loro capacità di assicurarci la produzione di una maggiore ricchezza futura, i responsabili della politica economica non sono forse offuscati da una proiezione dei loro desideri, al punto da confonderli con le reali possibilità?
Le ingenti risorse investite nell’industria 4.0, senza considerare le inevitabili ricadute che queste avranno sull’occupazione, non sono forse la conferma di una scarsa consapevolezza dei cambiamenti che si stanno producendo? E quali dovrebbero essere, invece, le scelte innovative da promuovere per contrastare le crescenti disuguaglianze sociali e tenere il passo con l’innovazione tecnologica?Rispondere a questi quesiti non è semplice. Ma un’organizzazione sindacale confederale e di classe non può rinunciare a farlo, senza precludere a se stessa la possibilità di costruire una strategia valida per le prossime sfide. Il tema della redistribuzione del lavoro costituisce uno snodo strategico per ripensare l’insieme delle relazioni economiche e guardare al futuro con uno sguardo diverso, mettendo la vita davanti al lavoro.

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Presentazione della docufiction Aldo Moro: Il professore

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Roma Venerdì 4 maggio ore 10.30 Sapienza Università Aula Magna Piazzale Aldo Moro, 5 presentazione della docufiction Aldo Moro: Il professore con Sergio Castellitto Regia di Francesco Miccichè Coordinamento editoriale Giovanni Filippetto Consulenza storica Giorgio Balzoni Sceneggiatura Franco Bernini con la collaborazione di Giovanni Filippetto e Francesco Miccichè Una coproduzione Rai Fiction – Aurora Tv Prodotto da Giannandrea Pecorelli per Aurora Tv
Introduce Mario Morcellini – Consigliere alla Comunicazione e Portavoce del Rettore, Sapienza Università di Roma. Video-intervista di Eugenio Gaudio – Magnifico Rettore di Sapienza Università di Roma Interverranno: Raffaella Messinetti – Preside Facoltà Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione Mario Orfeo – Direttore Generale Rai, Eleonora Andreatta – Direttore Rai Fiction
Angelo Teodoli – Direttore Rai1, Giannandrea Pecorelli – Produttore Aurora Tv, Francesco Miccichè – Regista Sergio Castellitto.
ORE 11.00 Proiezione docufiction “Aldo Moro. Il Professore”
ORE 12.30 Conferenza stampa. In onda in prima serata su Rai1 martedì 8 maggio

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Alessio Allegrini e Tetraktis Percussioni suonano all’Aula Magna della Sapienza

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Roma sabato 7 aprile alle 17.30 per i concerti della IUC. Tetraktis la mattina del giorno precedente – venerdì 6 aprile alle 11.00, sempre all’Aula Magna – incontra il pubblico delle scuole e tutti gli appassionati in una conferenza-concerto della serie “Musica pourparler” intitolata “PercuoTiAmo: 1000 modi di fare musica con le percussioni”.Alessio Allegrini, un grande virtuoso del corno, il preferito da Claudio Abbado, e Tetraktis, un gruppo di percussionisti di eccezionale bravura, spaziano dai classici come Cherubini e Rossini fino ai grandi del Novecento come Cage, al tango di Piazzolla e alla musica brasiliana. L’originale amalgama sonoro formato da strumenti così diversi ha anche sollecitato l’estro di due compositori contemporanei che hanno scritto dei nuovi brani apposta per loro.
Un incontro tra le percussioni e il corno è veramente insolito, perfino bizzarro, qualcosa di mai ascoltato prima, ma proprio questo ha tentato Tetraktis Percussioni e Alessio Allegrini a sperimentare questa novità. Insieme eseguono la trascrizione per corno e percussioni di una Sonata di Luigi Cherubini e brani di due autori italiani contemporanei, in prima esecuzione romana: il primo è Elegie del noto jazzista Ramberto Ciammarughi, espressione del lirismo inaspettato che il corno e le percussioni riescono a creare. L’altro è OUT del giovane e apprezzato compositore Riccardo Panfili, innovativa sintesi dei suoni e dei linguaggi della nostra società, in cui convivono la Pop Art, le sperimentazioni ardite, il rock e tanti altri generi musicali.Le percussioni di Tetraktis eseguono inoltre la vivacissima e travolgente Sinfonia dell’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, il virtuosistico Trio per Uno per una gran cassa e tre percussionisti del serbo Nebojša Jovan Živkovic, The song of Quetzcoatl di Lou Harrison, ispirato al mitico serpente piumato adorato dagli atzechi, e Third Construction di John Cage, frutto di una ricerca tra le infinite poliritmie della tradizione centroafricana, un brano molto complesso che è un vero tour de force per i 4 esecutori. Il concerto si conclude con la prima esecuzione a Roma della Brazilian Suite, basata su bellissime melodie della tradizione brasiliana, abilmente rielaborate da David Short appositamente per Allegrini e Tetraktis.
Allegrini e Tetraktis sono uniti dalla convinzione che la musica sia un diritto inalienabile per l’umanità e mettono la musica a sostegno dei diritti umani, ancora troppo poco riconosciuti e tutelati. Questo loro concerto è come un viaggio etnografico, alla ricerca di culture diverse e ignote. La musica non ha confine e accomuna le culture più lontane, con un linguaggio naturale che non conosce guerre e confini e che magicamente unisce.

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La missione spaziale ARIEL è stata selezionata dall’ESA per il lancio del 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Roma. ARIEL, acronimo di Atmospheric Remote-Sensing Infrared Exoplanet Large-survey, è la missione spaziale selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per studiare le atmosfere dei pianeti che orbitano intorno a stelle distanti, con l’obiettivo di acquisire maggiori informazioni sulla loro formazione ed evoluzione.
A rappresentare la Sapienza, il telescope scientist Enzo Pascale del Dipartimento di Fisica, fra i proponenti della missione. Allo sviluppo hanno partecipato l’INAF, il CNR e l’università di Firenze, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, oltre che scienziati e ingegneri sparsi in più di 50 istituti di ricerca in Gran Bretagna, Francia, Polonia, Spagna, Olanda, Belgio, Austria, Danimarca, Irlanda e Germania, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca e Svezia.ARIEL verrà lanciata nel 2028 e per 4 anni osserverà circa 1000 esopianeti compiendo per la prima volta un censimento sistematico degli elementi chimici e delle condizioni di temperatura e pressione delle loro atmosfere.Solo negli ultimi 20 anni o poco più, sono stati scoperti più di 3700 pianeti orbitanti intorno a stelle distanti, ovvero gli esopianeti. Salvo che in rare occasioni, questi non possono essere “visti” direttamente, ma se ne deduce l’esistenza dagli effetti che hanno sulla luce del Sole, la stella madre intorno alla quale orbitano.“Di questi mondi – spiega Enzo Pascale – sappiamo ancora molto poco, troppo poco, al più ne conosciamo i diametri e le densità medie. Quello che serve è studiare di cosa sono fatti, se c’è un’atmosfera, quale ne sia la composizione e misurarne parametri fisici come pressione e temperatura. Ariel farà esattamente questo. Sarà in grado di darci una visione statisticamente rappresentativa di questi mondi alieni: ci permetterà di comprenderne come la chimica sia legata all’ambiente nel quale si trova il pianeta e come la stella madre influisca sui processi di nascita ed evoluzione planetaria”.Tali acquisizioni sono fondamentali per l’avanzamento delle conoscenze sulla formazione ed evoluzione nel tempo dei pianeti; nonché circa l’unicità del nostro sistema solare nell’universo.
L’occhio di ARIEL è un telescopio di 1 metro di diametro capace di captare la luce visibile e infrarossa proveniente dal sistema solare alieno. Questa luce è scomposta nei suoi costituenti cromatici dai tre spettrometri di bordo in “arcobaleni” dai quali è possibile ricavare la composizione chimica delle atmosfere che questa luce hanno emesso o hanno filtrato. La strumentazione di bordo è completata da tre fotometri in grado di rilevare la presenza di nubi extraterrestri e di puntare ARIEL verso la stella da osservare con grande precisione e stabilità.
Le dimensioni dei pianeti che saranno osservati sono simili a quelle di Giove e Nettuno, ma anche “super-terre”, così chiamate per avere un diametro di poco superiore a quello terrestre. Inoltre, non verranno osservati pianeti nella “zona abitabile”, ma pianeti più caldi, con temperature da 300°C fino a 2000°C, oggetto di grande interesse scientifico. L’alta temperatura fa sì che le loro atmosfere siano ben mescolate. Questo permetterà ad ARIEL di rilevare tutti gli elementi chimici presenti, compresi quelli più pesanti che altrimenti sarebbero nascosti in atmosfere più fredde e stratificate, come per i “nostri” Giove e Nettuno.“La selezione di ARIEL – conclude Pascale – è una notizia di eccezionale importanza. I pianeti nella nostra Galassia sono tanti e sono ovunque (c’è in media un pianeta per ogni stella) e ARIEL permetterà di mettere il nostro sistema solare in un contesto galattico più grande”.

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Sapienza, Polimi e Bocconi tra le Migliori Dieci Università al Mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

LONDRA/PRNewswire/ L’ottava edizione del QS World University Rankings by Subject, pubblicata oggi dagli analisti della formazione universitaria QS Quacquarelli Symonds, classifica l’eccellenza delle migliori università al mondo in 48 discipline e in cinque macro aree di studio.Per compilare questa classifica, QS ha analizzato i corsi di laurea e post-lauream di 4.522 ateneei in 75 nazioni, 198 milioni di citazioni e 22.4 milioni di research papers; Questo studio include le opinioni di 75.000 accademici internazionali e di 40.000 responsabili delle risorse umane e altre figure manageriali responsabili per le assunzioni.L’Università di Harvard continua a dominare il ranking, classificandosi al primo posto in quattordici discipline, seguita dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), che primeggia in undici e dall’Università di Oxford, numero uno in quattro discipline. Anche l’Università di Cambridge vanta una performance da record, posizionandosi tra le prime dieci in ben 37 discipline.
Tra le Università Italiane, Sapienza- Università di Roma è la migliore al mondo in Scienze dell’Antichità, superando Cambridge (2°) Oxford (3°) e Harvard (5°); La Sapienza entra tra le Top-10 per Archeologia (nona). Inoltre, si piazza tra le Top-50 al mondo anche per Scienze Archivistiche e Librarie (33°), Fisica e Astronomia (39°) e Scienze Naturali (50°).
Il Politecnico di Milano continua l’ascesa che lo porta a conquistare il quindo posto al mondo in Design, e il nono posto in Architettura e in Ingegneria Civile e Ambientale. Inoltre, sale al 17° posto in Ingegneria Meccanica e ottiene lo stesso risultato per la macro area di studio Ingegneria e Tecnologia.Polimi ottiene altri due piazzamenti tra le Top-50: 35° per Ingegneria Elettronica e 44° per Informatica.
L’unica altra italiana tra le Top-10 al mondo è l’Università Bocconi, che sale al decimo posto in Business & Management, una tra le discipline più competitive; Inoltre, Bocconi guadagna sei posizioni in Scienze Sociali e Management, piazzandosi all’11° posto, quattro in Contabilità e Finanza, dove sale al al 29° posto e mantiene il 16° posto nella classifica mondiale di Economia.
L’Università di Bologna (UNIBO) é presente nella Top-100 più di ogni altra università italiana, posizionandosi in questo range in 25 discipline, quattro in più rispetto al 2017;
L’ Università degli Studi di Pisa ottiene il 12° posto Scienze dell’Antichità , seguita da Università degli Studi di Roma – Tor Vergata al 13°. Per entrambe, questo risultato è il più alto mai ottenuto in questa classifica; lo stesso vale per l’Università degli Studi di Pavia (UNIPV), che si posiziona al 30° posto, Scuola Normale Superiore di Pisa (40°) e l’Università degli Studi di Siena (50°) in questa disciplina, inclusa per la prima volta quest’anno, in cui l’Italia eccelle e domina.
L’Università degli Studi di Padova (UNIPD) balza al 27° posto in Anatomia e Fisiologia, guadagnando ben quindici posizioni dalla scorsa edizione.
L’Università degli Studi di Milano vanta quattro piazzamenti tra le Top-50 e altri due tra le
Top-100; È l’unica eccellenza italiana nelle classifiche di Odontoiatria (49°) e di Veterinaria (49°) e ottiene il miglior risultato in Farmacia (46°).
L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano debutta nella nostra lista di Teologia (fascia 51-100) e si conferma nella fascia 101-150 per Medicina, Economia, Giurisprudenza ed altre tre discipline; Inoltre, guadagna 32 posizioni nella macro area di Studi Umanistici, conquistando il 137° posto.
Il Politecnico di Torino conta quattro posti tra le Top-50: uno in più dello scorso anno, grazie al 33° posto per la macro area di studi di Ingegneria e Tecnologia. Un salto in avanti di 19 posizioni rispetto alla edizione precedente.
Università degli Studi di Napoli Federico II è l’unico ateneo del sud Italia tra i primi cento al mondo in una disciplina. L’eccellenza della più importante università partnenopea si esprime al massimo nell’Ingegneria Civile e Ambientale (51-100) in questa classifica. Guadagna inoltre oltre cinquanta posizioni nella macro area Ignegneria e Tecnologia, posizionandosi al 158° posto, oltre a figurare in di 22 discipline sulle 53 totali.
Il prestigioso Conservatorio di Roma Santa Cecilia perde due posizioni per Arti dello Spettacolo, slittando al 30° posto mentre l’Accademia di Belle Arti si trova nel range 101-150 per Arte & Design.

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Fazil Say in concerto a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

fazil sayFazil Say suonerà martedì 23 gennaio alle 20.30 a Roma nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC. Inizierà con tre dei brani più noti di Chopin (il Notturno in mi minore op. 72, e i due Notturni in do diesis minore e in do minore, pubblicati postumi) a cui seguirà la Sonata in fa minore op. 57 “Appassionata” di Beethoven, che ad oltre due secoli dalla sua composizione continua a emozionare con la sua forza espressiva e le sue idee musicali rivoluzionarie, esaltate dall’interpretazione di Say. La seconda parte del concerto si aprirà con Erik Satie, eccentrico protagonista della vita musicale parigina tra diciannovesimo e ventesimo secolo, di cui Say eseguirà sei Gnossiennes, piccoli brani all’apparenza semplicissimi e innocui, ma assolutamente originali per la fazilsay02-c-marcoborggreve ridottalibertà del ritmo, degli accordi e della forma.Say concluderà con due proprie composizioni, Black Earth e Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 72, quest’ultima è stata scritta nel 2017 ed è una novità per l’Italia. Black Earth si basa su una canzone di Aşık Veysel (1891-1973), famoso autore di ballate popolari turche e ultimo rappresentante di una tradizione millenaria finita con lui. Questa sua canzone parla di solitudine e perdita: alla fine tutto quel che rimane è la “terra nera” della sua regione natale di Sivas.Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 7 – il cui titolo significa “il palazzo che cammina” – è un ampio brano diviso in quatto movimenti (Illuminazione – Lotta contro l’oscurità – Credere nella vita – Il platano) ed esiste in due versioni, per pianoforte solo – che costituisce la quarta parte di The Art of the Piano – e per quintetto. È ispirato ad un episodio della vita di Atatürk, il padre della Turchia moderna, che in una sua proprietà fondò una “fattoria del popolo” per incoraggiare le pratiche agricole moderne. Quando un platano crebbe così tanto da rendere necessario tagliarne un ramo per non danneggiare un edificio che sorgeva lì vicino, Atatürk decise piuttosto di spostare il palazzo di qualche metro, con una complessa opera di ingegneria. Poi donò al popolo turco questa proprietà e tutti gli altri suoi beni. (foto: fazil say)

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