Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘savino pezzotta’

“Razza cristiana e razza ariana”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Il mio articolo “Razza cristiana e razza ariana” ha stimolato molti interessi, almeno stante i riscontri (quasi) tutti molto garbati e invitanti all’approfondimento. Il commento più gradito, senza sminuire gli altri, è stato quella dell’on. Savino Pezzotta, espresso in due tempi; nel primo affermava una mia “esagerazione”linguistica”, cosa che condivido, la seconda accettava la libertà di espressione, chiarendo che “Non volevo farle un richiamo non ne ho l’autorità’”. E qui non condivido. Per sollevare una critica non serve l’autorità, ma l’autorevolezza culturale e intellettuale, unitamente alla volontà di instaurare un approfondimento; valori ed elementi che riconosco all’on. Pezzotta, al punto da sentire impellente il dovere di fornire un approfondimento a chiarimento delle mie affermazioni, che riconosco essere urticanti, come li definisce Pezzotta. Ma per contrastare un linguaggio subdolamente penetrante del quale si sono serviti Ratzinger e Pera per illustrare inesistenti “radici cristiane dell’Europa”, non riesco a trovare nulla di più efficace del linguaggio “urticante”. Questa doveroso premessa si chiude con i miei sinceri ringraziamenti all’on. Pezzotta per la ghiotta occasione che mi offre, in quanto mi nutre la certezza che leggerà ciò che sto scrivendo. Un’ultima considerazione, che approfondirò in seguito, segue il mio precedente entusiasmo all’ingresso di Bruno Tabacci nella giunta milanese, che dimostra come assoluta consequenzialità l’adesione della politica politicante ai messaggi chiari espressi dal popolo elettore, senza le alchimie della diplomazia dei partiti, indicando in maniera perentoria la strada da seguire. La mia considerazione coinvolge l’esperienza sindacale di Pezzotta, che vedrei molto bene impiegata in un assessorato al lavoro in quel di Napoli, che di lavoro necessita, oltre che di una programmazione oculata, coraggiosa, determinata e onesta. La nota che seguirà avrà il titolo “Razza cristiana e razza ariana…atto secondo” e sarà inviata per e-mail a tutti i 1.265 medesimi indirizzi che riceveranno la presente, ringraziando tutti per l’esercizio di pazienza dimostrato. Ho bisogno ancora di qualche ora per limare talune parti e non incorrere nelle critiche sulla forma, ma stimolando un dibattito sui contenuti. (Rosario Amico Roxas) seguito qui

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Cir: Savino Pezzotta rieletto presidente

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Il Comitato direttivo del Consiglio Italiano per i Rifugiati, riunitosi ieri, ha confermato Savino Pezzotta Presidente e Mario Lana Vicepresidente dell’organizzazione. Il Comitato direttivo ha anche approvato un documento strategico che identifica come priorità dell’azione del CIR l’accesso alla protezione e al territorio in modo sicuro; l’integrazione di chi ottiene il riconoscimento della protezione internazionale; attività di protezione e assistenza in paesi dell’area mediterranea – prima di tutto nel Nord Africa; infine uno sforzo comune per migliorare il contesto culturale nel quale si svolge la vita di chi si trova in esilio. Su ognuno di questi quattro temi saranno istituite delle Commissioni del CIR per permettere le sinergie di tutti gli Enti aderenti, maggiori espressioni della società civile italiana, e per sviluppare azioni congiunte di forte impatto.

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Migranti tunisini: concedere permessi

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

“Concedere a tutti i tunisini arrivati in questo periodo in Italia un permesso di soggiorno per protezione temporanea e richiedere lo stesso trattamento alla Francia e agli altri Stati Europei” è questo il messaggio che ha lanciato il Comitato Direttivo del Consiglio Italiano per i Rifugiati – presieduto da Savino Pezzotta con la partecipazione di ACLI, ARCI, Centro Astalli, CGIL, CISL, Comunità di Sant’Egidio, Federazione Chiese Evangeliche, Fondazione Migrantes, Fondazione Franco Verga, Lega Italiana Diritti dell’Uomo, UIL, UGL, Unione Forense per i Diritti dell’Uomo – riunitosi il 1 aprile. L’attuale caos, l’accoglienza non dignitosa e inadeguata e la confusione nell’opinione pubblica sono il risultato innanzitutto del fatto che da parte del governo non c’è alcuna chiarezza sullo status giuridico delle persone arrivate in questi ultimi 2 mesi dalla Tunisia.  Il CIR insiste affinché le leggi vigenti siano applicate scrupolosamente. Questo include il divieto di trattenere le persone per più di 48 ore senza ordine del giudice; di rispettare anche in situazioni di vera o presunta emergenza i diritti elementari e la dignità delle persone; la protezione dei minori, dei malati, delle donne in stato di gravidanza. Il CIR insiste affinché le persone siano immediatamente trasferite da Lampedusa verso la terra ferma e che le Regioni mettano a disposizione e allestiscano strutture di accoglienza diffuse sul territorio in collaborazione con gli Enti locali e le organizzazioni della società civile evitando tendopoli e altri concentramenti massicci d persone, seguendo l’esempio dato dalla Regione Toscana. La concessione di un permesso di soggiorno temporaneo permetterebbe anche di superare la fuorviante distinzione tra “clandestini” e “profughi”, fermo restando il diritto di ogni cittadino straniero di richiedere asilo. E con la concessione della protezione si eviterebbe di creare 20mila migranti irregolari. Il CIR, sempre a nome dei propri soci, ribadisce che il rimpatrio coatto massiccio in Tunisia deve essere escluso non solo perché evidentemente impraticabile, ma anche ai fini della solidarietà dovuta al difficile processo di democratizzazione in Tunisia. Alla luce delle continue tragedie durante l’attraversamento del mediterraneo in imbarcazioni inadatte alla navigazione, il CIR rilancia il suo appello agli Stati Membri dell’Unione Europea per una evacuazione umanitaria dei rifugiati sub-sahariani da Libia,Tunisia, Egitto e Algeria. Il CIR, infine, sottolinea la proposta già presentata al ministro dell’Interno Maroni di istituire immediatamente un tavolo di consultazione su tutti questi aspetti tra il governo, gli enti istituzionali e  gli enti della società civile tra i più rappresentativi.

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Utilizzo del Villaggio degli Aranci – Mineo

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati in una lettera inviata ieri all’attenzione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha espresso la sua preoccupazione rispetto al piano annunciato dal governo di trasferire al Villaggio degli Aranci di Mineo migliaia di richiedenti asilo ospitati attualmente in diversi centri di accoglienza in Sicilia, Calabria, Puglia e Friuli Venezia Giulia. “Il concentramento di rifugiati o richiedenti asilo in una così grande struttura inficerebbe il sistema di accoglienza che l’Italia ha costruito negli ultimi dieci anni. Rappresenterebbe il contrario dell’attuale sistema SPRAR che garantisce il pieno rispetto dei diritti delle persone e fornisce loro i servizi previsti dalla normativa comunitaria e italiana” – sottolineano nella lettera Savino Pezzotta e Christopher Hein, rispettivamente presidente e direttore del CIR.  “L’ottima esperienza del Sistema di Protezione per i Rifugiati e i Richiedenti Asilo – SPRAR, coordinato dall’ANCI in accordo con il Ministero dell’Interno prevede, infatti, decentramento, ospitalità in piccoli centri, coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni, approccio che è considerato un modello per altri paesi europei. Non ravvisiamo alcuna necessità di smantellare – anzi, ciò risulterebbe un’azione controproducente – l’attuale sistema di accoglienza e le procedure per il riconoscimento della Protezione Internazionale”. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha voluto ricordare che già una volta, nella primavera del 1999, 5.000 sfollati kosovari furono ospitati nella ex base NATO di Comiso in Sicilia e inevitabilmente in poco tempo la situazione degenerò e divenne totalmente ingovernabile. Il CIR  ha perciò chiesto al Ministro Maroni un ripensamento sull’utilizzo del Villaggio degli Aranci di Mineo. Il Villaggio di Mineo potrebbe effettivamente servire  come centro di smistamento e prima identificazione delle persone solo per un limitatissimo periodo di accoglienza in caso di arrivi massicci dal nord-Africa, caso che non è affatto da escludersi considerando anche l’attuale situazione in Libia.

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Oltre il bipolarismo, cristiani in politica

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Roma  9 ottobre dalle 9.00 alle 14.00 Pontificia Università Lateranense Quale modello di sviluppo? Questo è il tema del III seminario organizzato da Solidarietà alla per. In allegato il secondo annuncio del seminario, al quale interverranno, tra gli altri, Paola Binetti, Publio Fiori e Savino Pezzotta rispondendo alla domanda: come ridare speranza per il bene comune globale? (logo)

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I° maggio a Rosarno

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Savino Pezzotta: “Come Presidente del CIR apprezzo veramente molto che quest’anno la manifestazione della CGIL, CISL e UIL si terrà a Rosarno. E’ una iniziativa dal forte valore simbolico che mette al centro gli stranieri e i rifugiati, i lavoratori più deboli. E non sempre in Europa il movimento sindacale attribuisce a questo tema la giusta importanza” dichiara Savino Pezzotta presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati. Il CIR ricorda che nella violenza di stampo razzista scoppiata 4 mesi fa nella Piana di Gioia Tauro circa il 70% di cittadini africani erano richiedenti asilo e rifugiati provenienti dalla Somalia, Eritrea e dall’Africa Occidentale. Non erano affatto “clandestini”, avevano regolari permessi di soggiorno, ma erano privi di accoglienza e di prospettive di lavoro regolare. A causa della crisi e della disoccupazione molti di loro erano stati licenziati da imprese del Nord Italia dove precedentemente avevano lavorato, anche regolarmente. Sono stati costretti ad accettare condizioni di lavoro e di alloggio al di sotto di ogni dignità umana, in situazioni descritte come di vero e proprio schiavismo. L’iniziativa sindacale non solo darà un forte impulso a combattere finalmente lo sfruttamento estremo della manodopera straniera, ma dovrà anche spianare la strada verso misure di integrazione. Il CIR considera un gesto importante che ad alcune vittime della violenza a Rosarno sia stata concessa la “protezione sociale” prevista dalla normativa sull’immigrazione in favore delle vittime non solo della tratta, ma anche dello schiavismo. Il 1° maggio è l’occasione giusta per ricordare che i diritti dei lavoratori sono uguali per tutti, indipendentemente dalla nazionalità e dalla appartenenza etnica.

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