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Posts Tagged ‘savona’

Savona: “Non mi piace la frase della Von der Leyen”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

Ue – Savona (Consob) a 24Mattino su Radio 24: “Non mi piace la frase della Von der Leyen, sui nostri conti pubblici, ma non mi faccio disturbare da queste affermazioni”. E’ il commento di Paolo Savona, Presidente della Consob alla dichiarazione di Ursula Von der Leyen (che ha detto che “monitorerà molto da vicino la situazione in Italia” , ndr), ospite di Maria Latella e Oscar Giannino a 24Mattino su Radio 24. “La Presidente della Commissione Ue non dovrebbe dire che sta monitorando i nostri conti come se noi avessimo delegato il nostro potere. Siamo all’interno di un sistema che si deve preoccupare dello sviluppo del reddito e della protezione del benessere sociale. Capisco che sono affermazioni politiche perché la Von der Leyen deve dare una risposta a quelli che in Europa la pensano in quel modo, ovvero pensano che il problema dei conti pubblici italiani sia un problema dell’Europa, mentre dovrebbero considerare l’Italia una risorsa.” E prosegue a Radio 24: “Mi attendo da Lagarde e Von der Leyen una visione per costruire l’Europa più forte e più equa. Se non avessi la speranze che queste due eccellenti donne ci porteranno a questo risultato me ne tornerei a prendere il sole in Sardegna” Per quanto riguarda l’economia Savona non ha dubbi: “L’economia si sta abituando a dipendere sempre meno dalla politica” . Così il Presidente della Consob, Paolo Savona, a 24Mattino su Radio 24 di Maria Latella e Oscar Giannino. “Lo si può vedere anche all’interno delle Istituzione europee”, prosegue Savona a Radio 24 che poi, a proposito delle previsioni sul futuro economico dell’Europa, conclude “I safe bond al posto dei titoli di Stato dimostrano la volontà in Europa di rafforzare l’integrazione finanziaria”

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La Consob, Savona e l’investitore sprovveduto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

Recentemente il neopresidente della Consob, Paolo Savona, ha rilasciato un intervento sui media nel quale esprime i suoi obiettivi per la tutela del risparmio. Si può leggere l’intervento completo qui: https://www.nuovocorrierenazionale.com/parla-savona-i-miei-obiettivi-alla-consob-i-tre-di-beneduce/.Alcuni aspetti sono veramente interessanti, anche se non privi di particolari criticità, come l’utilizzo della tecnologia per rendere più oggettive le valutazioni all’interno della Consob nonché per migliorare la trasparenza dell’organizzazione stessa. Ottimi anche i passaggi relativi alla semplificazione dei documenti che si richiede di sottoscrivere agli investitori. Il punto che, invece, ci ha lasciati da una parte stupidi e dall’altra incuriositi è un passaggio che già a Febbraio scorso Savona aveva proposto sempre senza ulteriori spiegazioni. Lo riportiamo di seguito integralmente, scrive Savona:“Oggi si usa dire che la colpa è del risparmiatore, che è ignorante in materie finanziarie. Nel campo della depositi bancari il problema è stato risolto: il livello di ignoranza è tutelato fino a 100mila euro. La protezione è stata assegnata fino a quella soglia, che è la definizione di ‘investitore sprovveduto’.
Lo stesso tipo di approccio non c’è invece per la sottoscrizione di obbligazioni ed azioni. Quindi anche da questo punto di vista bisogna fare una definizione di ‘investitore sprovveduto’.Molti ribattono ‘allora non compri le azioni e obbligazioni’. Ma perché dobbiamo precludere a chi forma il risparmio ed è ignorante sul piano finanziario di accedere a questi strumenti? Certamente scatta la necessità di proteggerlo questo investitore, scatta la necessità che gli enti di controllo proteggano queste persone, in modo tale che tutto il risparmio venga mobilitato ai fini dello sviluppo.”
Savona è certamente una persona esperta e preparata. Non comprendiamo come possa equiparare la tutela sui depositi bancari, con la tutela sugli investimenti finanziari.
I depositi bancari dovrebbero essere, per definizione, privi di rischio perché si tratta di liquidità. Chi deposita in banca cerca solo la garanzia di ritrovare i propri soldi. La garanzia che il sistema bancario resti affidabile è una necessità primaria per tutto il sistema economico e prescinde anche dall’interesse dell’individuo. Se venisse a mancare la fiducia nei depositi bancari, si bloccherebbe l’intero sistema finanziario perché sappiamo benissimo che nessuna banca sarebbe in grado di sostenere una corsa agli sportelli senza un supporto speciale delle banche centrali.
Gli investimenti finanziari, invece, sono per definizione aleatori. E’ proprio nella loro aleatorietà che risiede la ragione ultima del maggior rendimento.
L’idea di una definizione di “investitore sprovveduto” al quale applicare particolari tutele potrebbe anche rivelarsi interessante ed utile, ma non certo per coprirlo da qualsiasi tipo di perdita nella quale incorra. Questo sarebbe sia impossibile sul piano pratico, sia profondamente ingiusto. Da ciò che scrive Savona si potrebbe pensare che l’investitore sprovveduto, cioè colui che ha un patrimonio fino a 100 mila euro, avrebbe comunque il suo capitale garantito qualunque azione o obbligazione scelga. In questo caso, tutti dovrebbero scegliere il titolo più rischioso in assoluto. E’ evidente che la cosa non ha alcun senso. Siamo portati a credere che Savona abbia in mente qualcosa di diverso.
L’identificazione di un livello di “maggior tutela” per investitori sprovveduti, però, è un concetto potenzialmente molto utile. Sarebbe necessario organizzare molto bene il meccanismo di tutela. La Consob potrebbe avere un ruolo fondamentale nella tutela del risparmio semplicemente mettendo in campo tutta l’autorevolezza che deriva dal suo ruolo. Potrebbe definire alcuni obiettivi standard degli “investitori sprovveduti” ed alcune caratteristiche standard che gli strumenti finanziari dovrebbero avere per poter rientrare tra quelli considerati dalla Consob adeguati a raggiungere questi obiettivi. La Consob, in pratica, dovrebbe creare una sorta di lista di prodotti/strumenti finanziari considerati di default adeguati rispetto ad alcuni obiettivi. Quindi, invece di attendere che vi sia una legislazione più tutelante, potrebbe lei, nei fatti, creare una infrastruttura più tutelante “sporcandosi le mani” ed entrando nel merito delle questioni. Una serie di prodotti “a marchio Consob” che si distinguano per semplicità e che ogni anno, per restare nel marchio, debbano passare dei particolari controlli di trasparenza e correttezza, ulteriori rispetto a quelli già previsti dalla normativa.
Ovviamente questo provocherebbe la sollevazione dell’industria del risparmio gestito che vedrebbe in questo modo diminuire in modo veramente consistenti i suoi enormi ricavi che derivano sostanzialmente dall’ignoranza del “risparmiatore sprovveduto”, che in questo modo si vedrebbe protetto dall’istituzione pubblica che ha accesso alle migliori informazioni disponibili. Si leverebbero i lamenti per lo sfregio nei confronti del “libero mercato”, della “libertà d’iniziativa privata”, ecc. ecc. Temiamo che questo non accadrà mai, sarebbe nei poteri della Consob, non ci sarebbe da attendersi nessuna legge particolare. Ma si dovrebbe andare contro l’intero sistema finanziario italiano… (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Consob: Indicazione Savona non risolve emergenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

“L’indicazione del professor Paolo Savona alla presidenza della Consob non risolve la situazione di emergenza in cui versa da tempo questa importante Istituzione. Certamente bisognerà fare chiarezza sulle sue presunte incompatibilità in base alla legge Madia e sulla non conferibilità dell’incarico allo stesso Savona in quanto ex amministratore di un fondo di investimento, Euklid, anche se dimissionario da tale carica. Ma è bene considerare che, comunque, saranno necessari alcuni mesi per ricostituire la piena funzionalità della Consob. Per questa ragione ho richiesto nuovamente ai presidenti della Commissione Finanze e Tesoro di Camera e Senato, un’urgente audizione dell’attuale presidente Genovese per accertare la piena e regolare funzionalità della Consob”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Governo: Savona, Bce, Omt, Qe e tassi di cambio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

Siamo rimasti un po’ dubbiosi nel leggere le dichiarazioni del ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, che ha elogiato il presidente della Banca Centrale europea (Bce), Mario Draghi, “nel varare l’Omt, più noto come Qe (Quantitative easing) europeo, sfruttando gli interessi dei Paesi che ne avrebbero beneficiato per rientrare dai loro crediti.”
L’Omt, varato nel 2012, sta per operazioni definitive monetarie; queste operazioni servono a impedire che le tensioni sui mercati dei titoli di stato possano portare a forti aumenti dei tassi di interesse, che avrebbero effetti negativi su imprese e banche. Le Omt consistono nell’acquisto diretto, da parte della Bce, di titoli di stato, a breve termine, emessi da Paesi in difficoltà economica.Il Qe (quantitative easing), varato nel 2015, sta per alleggerimento quantitativo; consiste, nell’acquisto di titoli pubblici e altre obbligazioni; in questo modo la Bce fornisce denaro alle banche che, a loro volta, lo prestano a imprese e alle famiglie.
Ora, non ci risulta che l’Omt siano state utilizzate, il Qe si. Tra l’altro con il Qe, la Bce dà denaro alle banche, come detto, con l’Omt fornisce denaro ai governi. C’è una sostanziale differenza! Forse è stata una svista del ministro Savona, il quale, nella sua dichiarazione, propone che siano attribuiti maggiori poteri alla BCE “se si vuole che il mercato comune e l’euro sopravvivano sul piano del consenso politico che trae alimento nella crescita del benessere economico e sociale dei Paesi membri”. La proposta del ministro Savona prevede un aumento dei poteri della BCE sui tassi di cambio, che già possono essere esercitati, e la possibilità di intervenire sui debiti dei Paesi, garantendoli. Sulle finalità della proposta non possiamo che essere d’accordo, la vediamo un po’ difficile sulle garanzie dei debiti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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A proposito delle accuse a Rebagliati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Lettera al direttore. In riferimento alle accuse rivolte all’ex Economo della diocesi di Savona Carlo Rebagliati e a altre situazioni emerse ultimamente sui giornali, ma anche sulle scrivanie dei magistrati, ritengo sia doveroso intervenire, non in difesa di Rebagliati, ma come un qualunque cittadino informato sui fatti. Nella mattinata di domani mi recherò presso la Procura della Repubblica di Savona per deporre spontaneamente,  informando la magistratura di quello di cui sono al corrente. Ho vissuto dagli anni 90 fino al 2004 circa con Carlo Rebagliati e sono testimone non solo di fatti che riguardano la sua vita personale, ma anche degli scheletri che la Curia savonese conserva. Ritengo che le accuse di istigazione alla prostituzione di cui è vittima Rebagliati, siano a dir poco calunniose ed infondate, anche io negli ultimi periodi, in modo differente sono stato vittima di aggressioni ed intimidazioni da parte di ignoti, anche alcune persone che frequentano la mia famiglia hanno subito pressioni, probabilmente con lo scopo di farmi desistere. Vorrei anche ricordare e sottolineare che Rebagliati è poco rilevante sulle indagini che riguardano il filone della pedofilia, ma molto più rilevante in quello che riguarda il filone immobiliare e economico.  Molti ex parrocchiani di Rebagliati, ora adulti ma all’epoca ragazzi mi hanno chiamato in questi giorni chiedendomi “chi tira le fila di questa commedia?” ed esprimendo anche loro la volontà di essere ascoltati come testimoni. (Francesco Zanardi)

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