Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘sbarchi’

“Sulle coste italiane continuano gli sbarchi a ripetizione”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

“Non solo Lampedusa, ma anche nuovi approdi in Puglia e gli ultimi arrivi in queste ore dall’Algeria in Sardegna, senza contare che dall’inizio dell’anno sono sbarcati in Italia circa 12mila migranti. Una situazione al collasso sia a livello sanitario che di sicurezza dei nostri confini, con gli hotspot sempre più in sofferenza e i Cara lasciati senza i dovuti presidi di sorveglianza, come dimostrano le recenti fughe da parte degli ospitanti. Oltre alla palese incapacità del governo nella gestione dei migranti, preoccupa anche il possibile trasferimento in massa dalla Tunisia verso l’Italia. Dirigenti del Viminale – come riportato oggi sulla stampa – evidenziano il ‘rischio di un esodo tale da ricordare quello dell’Albania del 1991’. E sul nostro territorio fino al 24 luglio sono già arrivati 3988 tunisini. Il ministro dell’Interno è in missione proprio in Tunisia, per parlare di traffico di esseri umani con il presidente della Repubblica e il ministro dell’Interno uscente. Immaginiamo che le sarà difficile far valere il principio che in Italia si entra solo con un permesso, visto che il Governo Conte è riuscito a permette gli sbarchi nonostante il ‘suo’ decreto porti chiusi. Immigrazione incontrollata ed emergenza Tunisia: ci aspettiamo che la Lamorgese torni in Italia con le idee chiare per fermare gli sbarchi”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Immigrati: si intensificano gli sbarchi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2020

“Appena si è cominciato a parlare di sanatoria dei migranti è ricominciato il flusso degli sbarchi a Lampedusa e Agrigento; tra ieri e oggi si registra una nuova ondata di arrivi. Il silenzio della ministra Lamorgese, impegnata impropriamente e in prima persona in una sanatoria dei lavoratori in nero stranieri occupati in agricoltura, dimostra la diretta correlazione tra la causa e l’effetto. È curioso che chi dovrebbe contrastare l’immigrazione clandestina per compiti d’istituto di prodighi per riconoscerla e, perfino, premiarla. Nel tracollo dell’economia italiana, con la pandemia ancora non sconfitta, il ministro dell’Interno rischia di creare una nuova emergenza migratoria che l’Italia non è in grado di affrontare e gestire. Per non ricordare oltretutto che lo sfruttamento principale degli immigrati è ad opera della mafia… il governo intende fargli un altro regalo?”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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In due settimane 570 persone sbarcate a Lampedusa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2019

«Sbarchi continui. Nelle prime settimane di questo mese, 570 persone sono sbarcate a Lampedusa e il sistema sicurezza è già in titl. Il personale non è sufficiente per gestire la situazione». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Attualmente sull’isola abbiamo 4 squadre da 10 uomini, tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, impiegate in turni in quarta. In realtà, le squadre dovrebbero essere cinque. Spesso – spiega Paoloni – una delle squadre è impiegata per gli accompagnamenti, lasciando inevitabilmente scoperto uno dei quadranti nel turno di 24 ore. Questo costringe le restanti tre squadre ad effettuare doppi turni, talvolta anche in maniera consecutiva, iniziando il turno regolare alle 19.00 per poi giungere, tra viaggio e altro, a casa esausti, alle 21.00 del giorno seguente. È inammissibile lavorare in queste condizioni, con poco personale, due squadre in meno e con turni massacranti. Ne va – conclude Paoloni – della sicurezza e del benessere psicofisico dei colleghi».

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Soluzione caso Aquarius ma necessario approccio prevedibile per gli sbarchi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime apprezzamento per la decisione di ieri da parte del governo di Malta di consentire lo sbarco di 141 richiedenti asilo e migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale dall’Aquarius, nave di una ONG. L’UNHCR elogia inoltre quei Paesi europei che si sono proposti di offrire posti per le persone soccorse e di trasferirle dopo lo sbarco. Questo dimostra i benefici che possono derivare da un approccio collaborativo.Tuttavia, il caso dell’Aquarius e in particolare la situazione di stallo degli ultimi giorni ha nuovamente evidenziato la necessità di un piano regionale per l’area del Mediterraneo che offra chiarezza e prevedibilità sul punto di attracco delle imbarcazioni che trasportano le persone soccorse. Questo è essenziale se si vogliono evitare ulteriori situazioni di questo tipo.”L’UNHCR accoglie con favore la fine della situazione di stallo rispetto all’Aquarius e il fatto che 141 bambini, donne e uomini non siano più bloccati in mare”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “Ma la situazione non dovrebbe mai arrivare a questo punto. È sbagliato, pericoloso e immorale tenere le navi di soccorso a vagare nel Mediterraneo mentre i governi competono su chi può assumersi anche la minima responsabilità”.L’UNHCR ha ripetutamente richiesto un approccio regionale per gestire le operazioni di salvataggio e sbarco nel Mediterraneo e ha formulato proposte precise in una nota congiunta del 27 giugno insieme all’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni (OIM).”C’è un urgente bisogno di rompere con questa continua corsa a creareimpasse e approcci ad hoc nave-per-nave su dove far attraccare le persone soccorse”, ha detto Grandi. “Solo in presenza di porti sicuri chiaramente identificati, i comandanti saranno certi che, quando risponderanno alle chiamate di soccorso, saranno in grado di sbarcare rapidamente le persone a bordo e non diventeranno oggetto di lunghe negoziazioni”.L’UNHCR nel frattempo fa appello ai comandanti delle navi affinché continuino i loro sforzi nel sostenere il salvataggio in mare. Senza questa essenziale e fondamentale pietra angolare della legge del mare, molte altre vite andranno perse. Sebbene si sia ridotto significativamente il numero di persone che attraversano il Mediterraneo rispetto agli ultimi anni, il numero di quelle che risultano morte o disperse in mare rimane elevato. Già quest’anno più di 1.500 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Lungo la rotta del Mediterraneo centrale in particolare, il tasso di mortalità è triplicato, e ora si attesta a 1 persona che muore ogni 17 che tentano la traversata, rispetto a 1 su 43 durante lo stesso periodo dell’anno scorso.

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Gestione della migrazione: la Commissione approfondisce i concetti del sistema degli sbarchi e dei “centri controllati”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Rispondendo all’invito formulato dai leader dell’UE nel Consiglio europeo di giugno, oggi la Commissione approfondisce il concetto dei centri controllati e le misure a breve termine che potrebbero essere prese per migliorare la gestione dei migranti sbarcati nell’Unione e presenta un primo schema del possibile modus operandi per la conclusione di intese regionali sugli sbarchi coi paesi terzi. L’operatività delle intese regionali sugli sbarchi va vista come attività parallela e complementare allo sviluppo dei centri controllati nell’UE: insieme, i due concetti dovrebbero contribuire a una vera condivisione della responsabilità a livello regionale nella risposta alle sfide complesse poste dalla migrazione.Il Commissario Avramopoulos ha dichiarato: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni alla questione migratoria. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e i paesi terzi ai fini di una migliore cooperazione sugli sbarchi delle persone soccorse in mare. Per ottenere risultati concreti e immediati dobbiamo però essere uniti: non soltanto oggi, ma a lungo termine. Dobbiamo adoperarci per soluzioni durature.”
Per rendere più ordinata ed efficace la gestione delle persone sbarcate nell’Unione europea, i leader hanno auspicato l’istituzione di “centri controllati” nell’UE. L’obiettivo primario sarebbe migliorare il processo di distinzione tra le persone bisognose di protezione internazionale e i migranti irregolari che non hanno diritto di restare nell’UE, accelerando al contempo i rimpatri.I centri sarebbero gestiti dallo Stato membro ospitante con il pieno sostegno dell’UE e delle agenzie dell’UE; potrebbero essere temporanei o ad hoc, a seconda dell’ubicazione. I principali elementi dei centri sono i seguenti:pieno sostegno operativo, con squadre di sbarco formate da guardie di frontiera europee, esperti di asilo, addetti allo screening di sicurezza e agenti addetti ai rimpatri, i cui costi sarebbero coperti integralmente dal bilancio dell’UE;
gestione rapida, sicura ed efficace che riduca il rischio di movimenti secondari e sveltisca la determinazione dello status della persona;
pieno sostegno finanziario agli Stati membri volontari per la copertura dei costi delle infrastrutture e i costi operativi e sostegno finanziario agli Stati membri che accettano i trasferimenti delle persone sbarcate (6 000 € per persona).
Per sperimentare questo concetto potrebbe essere avviata appena possibile una fase pilota con l’applicazione di un approccio flessibile.La Commissione fungerà da cellula centrale di coordinamento per gli Stati membri che partecipano agli sforzi di solidarietà: si tratterà di una misura temporanea in attesa che possa essere creato un vero e proprio sistema nel contesto delle riforme in corso del sistema europeo comune di asilo.

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Migranti: E’ il momento della politica, Europa cercasi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“La vicenda della nave Aquarius ha evidenziato in maniera lampante le divisioni e i limiti dell’Unione europea, e la necessità improrogabile di dotarsi di una nuova strategia per affrontare la sfida dei fenomeni migratori.L’Italia non può accogliere tutti, i Paesi europei non possono più scappare, occorre una presa di responsabilità da parte di ogni singolo Stato. Va risolta la questione libica, va intensificato il dialogo con i Paesi di partenza e di transito, appare infine irrinunciabile migliorare i controlli per contrastare le reti criminali di trafficanti e terroristi.Un impegno comune di Europa e Africa. Una sfida da affrontare e vincere insieme. Le regole europee di gestione del flusso migratorio e di accoglienza risultano inadeguate, allo stesso tempo è fondamentale un impegno africano nel contrastare le origini di questi fenomeni.È il momento della politica e del confronto tra Paesi. L’Unione europea non può sottovalutare la questione, ma deve avere il coraggio di prendere posizione e indicare soluzioni sostenibili.L’Europa batta finalmente un colpo ed esca, una volta per tutte, dalle stanze ovattate di Bruxelles”.Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Sbarchi: Numeri spaventosi certificano fallimento politiche migratorie sinistra al governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

migrantiGregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione di inchiesta sui migranti, ha dichiarato:“I numeri assoluti che il Governo ha reso noto proprio oggi sui migranti sono spaventosi: il dato dei 111.552 sbarcati dall’inizio dell’anno non ha precedenti nella storia della Repubblica, se non negli ultimi quattro anni dei governi della sinistra Renzi-Alfano-Gentiloni-Minniti. Oggi il Governo cerca di confondere le acque vantando una contingente diminuzione del numero degli sbarchi nelle ultime settimane. Diminuzione tutta da verificare poiché solo ieri sono stati interessati dalle operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia quasi mille persone in un solo giorno, senza contare l’allarme lanciato da Frontex sulle nuove rotte che rischiano di facilitare ulteriori nuovi arrivi. Inoltre, la propaganda del Governo non riuscirà a coprire il fatto che la politica dei permessi umanitari distribuiti facilmente solo in Italia in questi ultimi anni, hanno fatto del nostro Paese la meta ideale per un flusso incontenibile di migranti economici, provenienti da paesi per i quali non è prevista la ricollocazione in Europa, e che pertanto, vista l’incapacità del governo di effettuare una efficace e massiccia politica di rimpatri, sono di fatto destinati a rimare in Italia da clandestini. Questa è forse la più drammatica eredità che la sinistra lascia ai cittadini italiani dopo cinque anni di Governo.”

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Migranti: aumentano gli sbarchi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

migranti1“A giugno sono stati 24.800 gli arrivi di migranti in Italia lungo la rotta del Mediterraneo Centrale, con un aumento dell’8% rispetto al livello del mese precedente. Nei primi sei mesi del 2017 sono stati 85.000 gli arrivi nel nostro Paese, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questi gli ultimi allarmanti dati forniti da Frontex. Da notizie di stampa apprendiamo che in questo momento nel Mediterraneo ci sono 10 navi che si stanno dirigendo verso i porti italiani, con a bordo oltre 7.300 migranti salvati negli ultimi giorni al largo della Libia. L’arrivo delle navi, a seconda del porto di destinazione, è previsto tra oggi e la giornata di sabato. Al momento, gli scali indicati sono Corigliano Calabro e Vibo Valentia in Calabria, Bari e Brindisi in Puglia, Porto Empedocle e Catania in Sicilia, Salerno in Campania”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Continua l’invasione e il governo, inerte, non accenna ad avere una reazione degna di questo nome.Gentiloni incontra Merkel e Macron portando a casa qualche pacca sulle spalle. Minniti vola a Tripoli per incontrare ministri e sindaci libici. I paesi partner in Europa continuano a propagandare il loro niet ad una condivisione degli sbarchi di questi disperati. L’Unione europea ci promette qualche spicciolo per comprare il nostro silenzio.Basta. Il governo italiano deve reagire. Chiudiamo i nostri porti, usciamo da Triton e apriamo una crisi a livello internazionale. L’Immobilismo di questi giorni e di queste settimane non è più accettabile”.

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Migranti: sbarchi a Trieste?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

trieste“L’idea di portare navi ONG cariche di migranti nei porti del nord tra cui Trieste è puro delirio”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino.”Il nostro territorio – prosegue a la parlamentare – sta già facendo la sua parte anche più di quanto non sia tenuto a fare. La gente è letteralmente esasperata da questa situazione fuori controllo, le città sono diventate bivacchi, il degrado sta arrivando fino al centro storico, con effetti gravi sul valore degli immobili e sul commercio”.”E comunque non si capisce cosa c’entri un porto come quello di Trieste con gli sbarchi dall’Africa. Sarebbe solo una spesa senza senso a carico dei cittadini. Senza contare tutti gli arrivi di questi anni attraverso la rotta balcanica verso la Venezia Giulia”, conclude Sandra Savino. (n.r. Si vede che il governo è proprio con l’acqua alla gola. Dopo aver firmato quel patto scellerato con l’Unione europea, per piatire i classici trenta denari e per sopravvivere con le mancette elettorali, impegnandosi ad accettare indiscriminatamente tutti gli immigrati in fuga dall’Africa oggi tenta di far togliere le castagne dal fuoco agli italiani colpevoli solo di aver sostenuto Renzi. D’altra parte lo hanno detto e ribadito a chiare note sia il presidente francese Macron che la stessa cancelliera tedesca Merkel che accogliere i migranti economici che costituiscono l’85% dei richiedenti asilo è illegale ed è stata quindi una iniziativa sbagliata e che non merita sostegno dagli altri partner europei. Più chiaro di così.)

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Immigrati: La verità sugli sbarchi in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

boninoda MoVimento 5 Stelle. Emma Bonino è un ex commissario europeo nonché l’ex-ministro degli esteri del governo PD di Enrico Letta: dobbiamo quindi pensare che quando parla di accordi con Paesi esteri o con l’Europa sappia quel che dice.
Quello che dice in questo video è impressionante. E si riferisce -sia chiaro- agli anni del governo Renzi. Ascoltatela: è un’intervista dei giorni scorsi. Racconta come, per il 2014-2016, il governo italiano abbia chiesto che “gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia”. “L’abbiamo chiesto NOI! L’accordo l’abbiamo fatto NOI!” sottolinea accorata l’ex ministro. Di quale accordo sta parlando? Che cosa, precisamente, abbiamo chiesto?
I cittadini italiani si erano già accorti che TUTTI gli immigrati vengono sbarcati nel nostro Paese, ed ora è arrivata un’illustre conferma. Il governo deve rispondere: le decine di migliaia di sbarchi sono frutto di un preciso accordo? Il fatto che l’Italia sia costretta ad accogliere e mantenere tutti coloro che vengono trasportati qui dall’Africa, anche da navi battenti bandiere straniere (in violazione degli accordi di Dublino, come precisa anche la Bonino), è scritto da qualche parte nero su bianco? E perché il governo Renzi avrebbe concluso un accordo così folle e deleterio per il Paese, cosa ha ottenuto in cambio? Forse che la troika si giri dall’altra parte fino alle prossime elezioni, e non metta i bastoni fra le ruote al PD? Oppure si tratta semplicemente di convenienza, lauti guadagni per coop e mondi di mezzo assortiti, che sui migranti ingrassano? Vogliamo sapere la verità su questi accordi indicibili. Se l’Italia deve ospitare chiunque parta, abbiamo il diritto di sapere che l’ha deciso e perché. Non vi lasceremo in pace.

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Immigrati, Sbarchi e accoglienza: dati, normativa, prospettive

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

immigratiDa ultimo è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a parlare di saturazione del suo Comune nell’accoglienza di stranieri per motivi umanitari. Nel Lazio le persone accolte all’inizio del 2017 sono 14.886, di cui 4.231 nei Centri Sprar, 9.824 nei Centri di Accoglienza Straordinaria e 831 nei Centri di Prima Accoglienza. Nella Città Metropolitana di Roma gli ultimi dati disponibili contano 2.769 posti disponibili nei Centri Sprar e 1.782 nei Centri di Accoglienza Straordinaria. Ad essi si aggiungono 4.000 o più persone (le stime sono variabili), per lo più interessate a trasferirsi in altri paesi europei, che vivono in strutture autogestite con il supporto del volontariato.
La questione continua a essere dibattuta e il Centro Studi e Ricerche Idos ritiene opportuno fornire un contributo presentando in maniera organica dati e considerazioni contenute nel Dossier Statistico Immigrazione e nell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni.
Rispetto a qualche anno addietro, in Italia i richiedenti asilo sono notevolmente aumentati: 63.000 nel 2011 (anno delle “Primavere arabe”), scesi momentaneamente a 43.000 nell’anno successivo e a 13.000 nel 2013, per poi passare a 170.000 nel 2014, 154.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, mentre si stima possano essere 200.000 nel 2017.
L’emergenza, oltre che numerica, è anche di natura giuridica. Secondo il parere espresso in occasione di una causa ancora in corso dall’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, di fronte ad arrivi così consistenti nel Mediterraneo, non è accettabile limitarsi all’applicazione della vigente normativa europea, addossando l’onere dell’accoglienza ai paesi di primo ingresso (Italia e Grecia in primis) senza pensare a una più equilibrata ripartizione. La Corte, se si pronuncerà in tal senso, anticiperà la modifica che il Parlamento Europeo sta per proporre al Consiglio, il vero scoglio sulla via della riforma del Regolamento Dublino III e dell’attuazione del principio di solidarietà previsto dal Trattato di Lisbona del 2007 sul funzionamento dell’Unione Europea.
Al momento, però, l’accoglienza così regolata è obbligatoria e non può essere disattesa. L’Italia, se non avesse istituito i cosiddetti hotspot o punti di crisi per la fotosegnalazione delle persone sbarcate e il loro inserimento nei centri di accoglienza, come disposto da una decisione del 2015 del Consiglio dell’UE, sarebbe stata passibile di un procedimento di infrazione, che invece ora pende sulla Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, che non hanno ritenuto vincolanti le pur limitate ricollocazioni (170.000) dei nuovi arrivati per sgravare l’Italia e la Grecia. Se la regolamentazione europea verrà modificata con un maggior coinvolgimento di tutti gli Stati Membri, potrà essere superata la psicosi dell’accoglienza, salvo restando l’impegno dell’UE di intervenire sulle cause dei flussi. Intanto, è opportuno riflettere sulla distribuzione dei richiedenti asilo tra le Regioni, utilizzando per un confronto omogeneo i dati relativi al 31 dicembre 2016 del Ministero dell’Interno.
A tale data sono stati 176.554 i richiedenti accolti: 137.218 nei Centri di Accoglienza Straordinaria (che fanno capo alle Prefetture), 820 negli hotspot, 14.694 presso i Centri di Prima Accoglienza e 23.822 nei Centri ordinari dello Sprar – Sistema per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (che fa capo all’Anci su incarico del Ministero dell’Interno). L’incidenza dei Centri di accoglienza Straordinaria (oltre 3.000) è del 72% sull’insieme dei posti disponibili, con valori anche più elevati in alcune regioni.
In media, a tale data, è stata accolta per motivi umanitari una persona ogni 344 residenti A segnalarsi per una maggiore disponibilità è stato il piccolo Molise (1 immigrato accolto ogni 90 residenti) seguito, in maniera decrescente, da altre 6 Regioni di medio-piccola grandezza (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Sardegna e Umbria). Caratterizzate da 1 richiedente asilo ogni 300 residenti sono l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, il Veneto e le Province Autonome di Bolzano e Trento. Invece, la Campania, la Lombardia e la Valle d’Aosta contano 1 persona accolta ogni 400 abitanti. Il Ministero dell’Interno ha concordato con l’Anci che l’accoglienza nelle grandi città, incrementando i posti Sprar, sia basata sul criterio di 2,5 richiedenti accolti ogni 1.000 abitanti per cui a Roma, un comune con quasi 3 milioni di residenti, servirebbero altri 2.800 posti. Si presentano così la situazione statistica e quella giuridica (con i relativi possibili sviluppi) ed è a questa cornice che è necessario fare riferimento.

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Da quando c’è Renzi gli sbarchi in Italia sono triplicati

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

immigratiDa quando governa Renzi il numero degli sbarchi (e dei morti purtroppo) è triplicato. Fatalità? Coincidenza? No, semplicemente politiche sbagliate, quelle che il Movimento 5 Stelle vuole cambiare! Nelle ultime 48 ore sono sbarcati nelle coste siciliane, calabresi, pugliesi ben 11 mila migranti, in 28 sono deceduti durante la traversata. I centri di accoglienza sono al collasso. Gli uomini della Guardia costiera, della Marina militare, i volontari delle associazioni umanitarie stanno svolgendo un duro lavoro e a loro va la gratitudine di tutti gli italiani, ma così non si può andare avanti. Con Renzi al governo il picco degli sbarchi è massimo.C’è la firma di Renzi sull’accordo con la Turchia che è servito a spostare gli sbarchi dalla rotta balcanica, quella che portava direttamente alla Germania, a quella mediterranea che oggi porta di nuovo verso l’Italia. Se non si affrontano le ragioni profonde che causano i flussi migratori l’emergenza sarà sempre cronica. Renzi è il capofila della politica estera e di difesa europea che privilegia gli affari degli armatori e lo sfruttamento delle risorse dei Paesi di origine dei flussi. Perché non ferma l’export delle armi verso l’Arabia Saudita? Gli interessi economici delle multinazionali, purtroppo, valgono molto più della tutela della vita e dei diritti fondamentali delle persone.
Una volta giunti in Europa migranti africani e asiatici vengono sfruttati come moderni schiavi. In Italia la piaga dello sfruttamento della manodopera e del lavoro in nero degli immigrati è molto diffusa, soprattutto nel Sud Italia per la raccolta di arance e pomodori, come documentato da una missione in Calabria dei portavoce Laura Ferrara, Massimiliano Bernini e Paolo Parentela.Il 3 ottobre scorso è ricorso il terzo anniversario della tragedia di Lampedusa che è costata la vita a 368 persone. “Da allora si sono verificati in media dieci morti al giorno nel Mediterraneo”, ha dichiarato il portavoce dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), Joel Millman. In occasione di questa ricorrenza il New York Times ha pubblicato un reportage fotografico che mostra le miserie di questi sbarchi. E i grandi della terra sono impotenti. O conniventi? (fonte: Wikipedia su dati elaborati da Fondazione Ismu) (n.r. a parte tutto il resto l’errore maggiore di Renzi, a nostro avviso, è stato quello di non ancorare la firma dell’accordo con la Turchia con un impegno preciso della Commissione europea e del Parlamento alla soluzione dei problemi immigratori italiani. O forse si voleva “speculare” sugli immigrati per poi chiedere un “conto” salato senza pensare, ovviamente, alle ricadute ambientali, sociali e politiche di tale comportamento? In altri termini il problema tende a spostarsi sul “che farne” dato che le possibilità occupazionali per centinaia di migliaia di immigrati sono ridotte al lumicino. Li vogliamo trasformare in vagabondi senza alloggio e lavoro? In manodopera per la malavita? In soggetti antisociali capaci di destabilizzare l’intero Paese?)

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Oltre 150.000 le persone sbarcate in Europa nel 2015

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIAI migranti che hanno raggiunto via mare l’Europa nel 2015 sono stati più di 150.000: la quasi totalità degli arrivi, secondo le stime dell’OIM, è stata registrata in Italia (74.009) e in Grecia (75.970).Secondo i dati del Ministero dell’Interno italiano i migranti che hanno raggiunto le coste italiane dal 1 gennaio al 30 giugno 2015 stati 70.354 – un leggero incremento rispetto allo stesso periodo del 2014, quando i migranti soccorsi in mare nei primi sei mesi dell’anno erano stati 63.884.I principali paesi di origine dei migranti arrivati in Italia sono: Eritrea (18,676), Nigeria (7,897), Somalia (6,334), Siria (4,271), Gambia (3,593) e Sudan (3,589).
La stima più preoccupante è quella dei migranti morti in mare: oltre 1.900 quest’anno, più del doppio rispetto al 2014. Il numero di morti in mare è tuttavia iniziato a diminuire a partire da maggio, ossia da quando Frontex ha dispiegato maggiori forze marittime nel Canale di Sicilia.Nonostante questo il Mediterraneo continua a essere letale: è di ieri sera la notizia di un naufragio avvenuto a circa 40 miglia dalle coste libiche, nel corso del quale 12 migranti hanno perso la vita. I dettagli dell’incidente sono ancora da verificare, ma le vittime sono cadute in mare mentre erano a bordo di un gommone parzialmente affondato, sul quale si trovavano circa altre 100 persone. I corpi sono stati recuperati dalla nave Dattilo della Guardia Costiera, che arriverà domattina al porto di Palermo. Lunedì scorso 5 corpi di migranti, probabilmente partiti dalla Libia, sono stati invece recuperati al largo delle coste tunisine e martedì 19 migranti hanno perso la vita nel mar Egeo, tra Turchia e Grecia. Solo quattro i cadaveri recuperati.La situazione della Grecia è particolarmente delicata, in quanto l’alto numero di arrivi sta mettendo sotto forte pressione un paese già alle prese con una delle peggiori crisi economiche della storia moderna.Secondo i dati della Guardia Costiera greca, i migranti che hanno solcato il Mar Egeo nei primi 6 mesi del 2015 sono stati circa 69.000. Nel corso del mese appena conclusosi, si stima che siano arrivate circa 900 persone al giorno. In sette giorni, dal 1 al 8 luglio 2015, i migranti che hanno attraversato l’Egeo sono stati 7.202. I principali paesi d’origine sono Siria e Afghanistan. “Le rotte cambiano, così come la composizione dei flussi, ma i numeri continuano a salire”, afferma Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di coordinamento dell’OIM per il Mediterraneo.“L’Italia”, spiega Soda, “è meta di un flusso migratorio misto, più complicato da gestire: il paese vede non solo l’arrivo di un gran numero di richiedenti asilo, ma anche di migranti economici. A prescindere dalla nazionalità, entrambe le categorie di casi devono essere esaminate individualmente per poter determinare il loro status. Inoltre tra coloro che raggiungono l’Europa via mare vi sono spesso anche persone vulnerabili, come vittime di tratta e di abusi, minori non accompagnati e donne in gravidanza.” L’arrivo di 150.000 migranti in Europa è sicuramente un dato significativo ma assolutamente non eccezionale, considerando che gli europei sono complessivamente più di 500 milioni. Secondo l’OIM, non bisogna considerare questo fenomeno come “un’invasione”, soprattutto se si prende in considerazioe ciò che accade al di fuori dei confini dell’Unione Europea (ad esempio il Libano, che conta una popolazione di 4 milioni, ospita 1,5 milioni di rifugiati siriani. La Turchia, invece, ne ha accolti quasi 2 milioni). “L’emergenza è umanitaria a causa delle drammatiche condizioni in cui si vengono a trovare i migranti e sarebbe certamente più gestibile se tutti i paesi coinvolti collaborassero di più tra di loro e dessero risposte più esaurienti e strutturate. Non esiste una soluzione facile e immediata per questo fenomeno, perché è il frutto di circostanze politiche, sociali ed economiche”, conclude Soda.L’OIM è presente nei principali punti di sbarco sia in Italia (a Lampedusa, in Sicilia, Puglia e Calabria) sia in Grecia (nelle isole di Samo e Lesbo), dove assiste i migranti al momento dell’arrivo, fornendo informazioni legali, supportando le autorità nell’identificazione dei gruppi vulnerabili e monitorando le condizioni di accoglienza.

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Non è la solidarietà a far crescere i rifugiati ma le guerre. Triton? Assolutamente inefficace

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

rifugiatiNel gennaio del 2014 sulle coste italiane sono avvenuti 2171 sbarchi e c’era Mare Nostrum. Un anno dopo, in presenza di Triton, gli sbarchi sono stati 3520. Dunque, constata Andrea Riccardi a Livorno, intervenendo al convegno internazionale “Medi’ – Le città hanno un’anima” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, “Non e’ la solidarietà che fa crescere i numeri dei rifugiati, ma la guerra”. Se la politica europea era convinta che Mare Nostrum fosse un incentivo all’emigrazione, ha sbagliato. Sono ancora i numeri a dirlo: su 170 mila sbarcati durante Mare Nostrum 42 mila sono siriani, 34 mila eritrei, 10 mila maliani, 5 mila somali. “Di fatto sono diminuiti gli immigrati e cresciuti i rifugiati che hanno diritto ad essere salvati – spiega Riccardi – Mare Nostrum e’ stata una grande vicenda. 170 mila persone sono state salvate dalla morte e arrestati 600 scafisti”.
” Si può lavorare per un impegno maggiore euro-arabo per la Siria, il cui dramma Sant’Egidio ha segnalato costantemente, lanciando meno di un anno fa un appello per Aleppo”. A Livorno, con Medi’, sono stati invitati da Sant’Egidio personalità delle principali città-porto del Mediterraneo, da Barcellona a Smirne a Tunisi, per confrontarsi sul tema ‘Le città hanno un’anima’.

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Lampedusa, dalla favola allo stupro

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Palermo 19 aprile 2011 alle 19 presso il Cortile Maqueda a Palazzo dei Normanni, mostra fotografica di Pietro Busetta, il noto economista e assessore del comune di Lampedusa. L’autore vanta già diverse mostre e, durante il suo lavoro quotidiano sul campo nella sua isola, si è sentito in dovere di immortalare le immagini dello stupro consumato nei confronti dei suoi concittadini e delle migliaia di tunisini. Questo affinché quello che è accaduto non sia dimenticato e che sia un monito per i governanti, perché non si ripeta mai più. La mostra è organizzata dall’Assemblea Regionale Siciliana e sarà inaugurata alla presenza del presidente dell’ARS Francesco Cascio domani Cinquemila e cinquecento abitanti con un tetto. Tra i sette e i diecimila con una sistemazione precaria. Di questi: oltre 2.000, presso il centro di accoglienza fatto riaprire in fretta e furia dal ministro Maroni, dopo affermazioni decise che lo volevano chiuso; altri 200 alla base Loran nella parte Nord dell’Isola, prevalentemente donne e minori; il resto all’addiaccio a Cala Palme sulla sabbia o sulla collina denominata della vergogna, una volta cavallo Bianco, dall’epopea di Ariosto. In queste poche cifre tutto il problema Lampedusa alla fine di marzo 2011. Una realtà che si è vista invasa da un numero enorme di tunisini, recuperati a distanza variabile nel mare a sud di Lampedusa.Le imbarcazioni partono dalla costa Sud dal porto di Az-Zawiyah, a sud di Gerba, da Sfax, da Sousse, probabilmente perché tali porti, più vicini alla Libia, sono meno controllati. I giovani tunisini sanno che vi è un sistema di avvistamento a Lampedusa, che li soccorre appena ne ha notizia e che nell’Isola è da sempre esistito un centro accoglienza che li salva e da dove si parte per l’Italia. Sarebbe infatti molto più vicina la Sicilia da Capo Bon o Pantelleria da Hammamet, ma Lampedusa è ormai diventata base logistica del Mediterraneo e lì bisognava dirigersi. “Row Row Lampedusa we go” dice una canzone dei Sud Sound System diventato inno ufficiale del Comune delle Pelagie: “Rema rema, andiamo a Lampedusa”.
Adesso Lampedusa è tornata alla normalità ma queste immagini non dovranno essere mai dimenticate. (Lampedusa sbarchi)

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Profughi a Lampedusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Lampedusa (Agrigento), Fuggono da paesi sconvolti da conflitti interni,” scrive in una nota inviata alle più alte cariche istituzionali italiane e all’UNHCR il Gruppo EveryOne, “paesi nei quali le autorità non riescono, proprio a causa dei disordini civili, a evitare violenze e azioni persecutorie contro individui e gruppi sociali. E’ importante che le autorità italiane, in concerto con l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati, non suscitino allarme per l’alto numero di sbarchi, ma inquadrino il fenomeno degli sbarchi in un progetto di accoglienza temporanea e sostegno sociale, che consenta ai migranti che si rifugiano nel nostro paese di superare indenni questo periodo convulso e drammatico, per rientrare in patria quando la situazione politica e sociale delle loro nazioni di origine sarà nuovamente stabile e sicura”. Stamattina un barcone con a bordo 14 profughi dalla Tunisia ha raggiunto Lampedusa, mentre stasera un’altra imbarcazione, nella quale viaggiano una cinquantina di profughi, è entrata nel porto dell’isola pelagia

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Ancora sbarchi a Lampedusa

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2011

Di Gruppo EveryOne. Proseguono gli sbarchi a Lampedusa, dove sono più di 1.200 i profughi approdati negli ultimi giorni. Due motovedette della guardia costiera hanno intercettato un barcone con più di 100 migranti a bordo 15 miglia a sud dell’isola, che si presumono tunisini per la massima parte. 180 profughi hanno invece già raggiunto Lampedusa nelle ultime ore, mentre una decina di barconi sono stati già avvistati, in avvicinamento verso l’isola pelagia. Il Gruppo EveryOne e la rete solidale esprimono la più sentita protesta sia per le frasi pronunciate dal ministro dell’Interno, che senza avere alcuna notizia riguardante i richiedenti asilo continua a diffondere a mezzo stampa informazioni prive di fondamento secondo le quali vi sarebbero numerosi terroristi fra di loro, sia l’ostinazione delle istituzioni italiane a mantenere chiuse le porte del centro accoglienza, costringendo i profughi, già provati dalla crisi umanitaria in patria, a restate all’addiaccio in banchina, in attesa della nave di linea che di volta in volta li trasporta sulla terraferma. E’ inoltre in corso un tentativo di impedire ai profughi di presentare domanda di asilo in Italia. La stessa Laura Boldrini, portavoce italiana dell’Alto commissariato per i Rifugiati, ha dichiarato che “Si tratta di persone che hanno dovuto affrontare i pericoli di una traversata in mare, alle quali deve essere assicurata la possibilità di presentare una domanda d’asilo, come hanno già fatto alcuni di loro”.
Nella foto di Georges Alexandre, tunisini ed eritrei si imbarcano a Lampedusa per Porto Empedocle. “Fuggiamo da persecuzione e violenza, ci hanno devastato la casa e siamo in cerca di asilo,” hanno affermato alcuni dei migranti intervistati da Georges. (sbarchi)

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Sbarchi clandestini nel Crotonese

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

Ennesima storia di sbarchi clandestini. Nel tardo pomeriggio di ieri, nel Crotonese, è stato fermato un veliero, battente bandiera russa, con a bordo 137 immigrati di origine bengalese e irachena. La nave è stata intercettata nei pressi di Crotone dal  reparto aeronavale della Guardia di Finanza, che sta ancora indagando con l’intento di individuare gli scafisti alla guida del veliero, responsabili di aver condotto gli emigranti illegittimamente. In merito è intervenuta   Pamela Roi, responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti:  Siamo di fronte all’ennesima vicenda di delinquenza e sfruttamento che fa leva sulle debolezze e le necessità altrui, in questo caso di poveri immigrati che vengono nel nostro Paese con la speranza di un lavoro certo e invece vengono sfruttati già prima di arrivare in Italia, umiliati nella loro dignità e trattati come bestiame, visto che nella maggior parte di questi casi, viaggiano in condizioni pessime”. A seguito delle procedure di identificazione, 137 clandestini sono stati scortati nel centro “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto. “Sulla vicenda, meritano un plauso le forze dell’ordine – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro -, le  quali tentano di individuare i colpevoli cercando di contrastare la criminalità che sfrutta i più deboli”.

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Sbarchi di immigrati: continuano più di prima

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le ultime notizie in tema di immigrazione clandestina, quelle cioè relative alle dichiarazioni di Oliviero Forti, responsabile nazionale della Caritas, il quale, riferendosi alla ripresa degli sbarchi di immigrati nel sud Italia e anche in Sicilia ha spiegato senza mezzi termini che “nonostante gli accordi con la Libia, c’è un flusso costante e una pressione migratoria che rimane sostanzialmente immutata se non aumentata”. Forti, come riportato da tutta la stampa nazionale, ha invitato la politica “a non trattare il tema dell’immigrazione in modo strumentale, perché questo significa non voler affrontare sul serio la questione”. “Un invito – gli fa eco Maccari – che purtroppo non può che cadere nel vuoto, visto che questo Governo di chiara impostazione a trazione leghista ha da sempre puntato tutto sulle strumentalizzazioni, sulle manipolazioni, sui falsi spot utilizzati per mascherare abilmente l’inefficacia e la superficialità della propria azione. La problematica dell’immigrazione clandestina non fa eccezione, e come tutte le altre è stata gestita nella maniera peggiore, senza alcuna previsione strutturale, efficace e di lungo periodo, sfruttandone la scia di tensione e paura ad esclusivo vantaggio proprio e degli ‘amici di turno’, che stavolta si chiamano libici. Le drammatiche conseguenze di tale leggerezza, come abbiamo ribadito per mesi durante il nostro tour nei CIE e nei CARA d’Italia, continuano a subirle i cittadini italiani, defraudati nel proprio diritto alla maggiore sicurezza e qualità della vita migliore possibile, e naturalmente gli Operatori di Polizia, chiamati ad un lavoro titanico per tenere sotto controllo situazioni esplosive, mentre quei quattro spiccioli che servirebbero a garantire loro un contratto dignitoso veleggiano sul mare, verso le coste libiche, o vengono sperperati in mille altre inutili maniere”.

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