Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘scadenze’

“Rinviate scadenze fiscali e lotteria degli scontrini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 maggio 2020

Nel Decreto Rilancio, «tutte le scadenze fiscali che avevamo già rinviato a maggio sono state rinviate di 4 mesi, fino al 30 settembre», come «gli accertamenti e gli avvisi bonari», inoltre «abbiamo rinviato la lotteria degli scontrini e l’obbligo di registratore telematico». Lo ha detto il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook, commentando il DL approvato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana e ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nessun accenno da parte del sottosegretario Villarosa al finanziamento del Fondo “salva sport” che – secondo l’ultima bozza che Agipronews ha potuto visionare – dovrebbe essere finanziato dallo 0,50% degli incassi delle scommesse sportive. MSC/Agipro

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Fci: proroga delle scadenze fiscali in tutta Italia per il Coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Con una lettera inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze, le associazioni dei consumatori Aeci, Aiace, Codici e Konsumer Italia, aderenti alla Federazione Consumatori Italiana, hanno richiesto una proroga di almeno 15 giorni per consentire a tutti i contribuenti di svolgere compiutamente le normali scadenze fiscali e adempiere anche ai pagamenti della rata della rottamazione.
“L’emergenza Coronavirus – dichiarano i rappresentanti di Aeci, Aiace, Codici e Konsumer Italia – ha colpito direttamente alcune zone del Paese, ma di fatto sta rallentando tutta l’economia nazionale. Visti i numerosi provvedimenti disposti dalle competenti Autorità sanitarie, dal Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Regione, visto il notevole numero di soggetti interessati all’adempimento delle scadenze fiscali, come cittadini, artigiani, commercianti, professionisti nonché piccole e medie imprese ubicati nella zona rossa e che sono stati oggetto, per giusti fini precauzionali, di numerose restrizioni nello svolgimento delle attività quotidiane – proseguono le associazioni aderenti alla Fci – abbiamo deciso di richiedere una breve proroga per consentire a tutti i contribuenti di svolgere compiutamente le normali scadenze fiscali e adempiere anche ai pagamenti della rata della rottamazione. Alla base di questa richiesta c’è anche il fatto che i professionisti svolgono la propria attività anche fuori dalle zone interessate dai provvedimenti di questi ultimi giorni. In particolare – concludono i rappresentanti di Aeci, Aiace, Codici e Konsumer Italia – i commercialisti italiani assistono i propri clienti senza limiti ed ostacoli territoriali, quindi fuori dalle cosiddette zone rosse”.

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Scuola – Pensioni: a breve la circolare Miur con la scadenza delle domande

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

È imminente l’emanazione della circolare del Miur con la definizione dei dettagli e le indicazioni per la cessazione dal servizio per l’anno scolastico 2020-2021 per gli insegnanti e il personale ATA che cesseranno il servizio dal 1° settembre prossimo. La circolare Miur definirà le scadenze delle domande sia di cessazione sia di proroga in servizio. Il personale docente e Ata dovrà presentare la domanda di cessazione dal servizio mediante l’apposita funzione di Polis; a tal proposito, si ricorda a tutti di registrarsi o di controllare le credenziali per l’accesso, successivamente si potrà completare la procedura con l’inoltro telematico all’Inps. Per i requisiti per l’accesso alla pensione scuola si confermano quelli dello scorso anno, compresa la cosiddetta “pensione quota 100”. Sono confermati fino al 2026, per effetto del decreto-legge 4/2019 convertito nella Legge 28 marzo 2019 n. 26, i requisiti contributivi e di età anagrafica attualmente previsti, senza ulteriori incrementi legati all’aumento della c.d. “speranza di vita”. “Come sindacato – ha spiegato Marcello Pacifico, presidente Nazionale Anief – “Quota 100” è trattamento definito “al limite del ricatto”, verso chi ha lavorato una vita e ora, a un passo dal traguardo, si trova a pagare un pegno. Tanto più che quella dell’insegnante è una professione complessa e gravosa. Chi opera nella scuola è sottoposto a uno stress psico-fisico derivante dal rapporto diretto con gli studenti. È un lavoro usurante, non solo per chi insegna nei nidi e nella scuola dell’infanzia: anche i docenti della primaria e della secondaria dovrebbero poter accedere all’Ape Social”. E avere la possibilità di lasciare il servizio, senza decurtazioni, a 62, 63 anni, come avviene ancora oggi in Europa. Basti pensare a cosa avviene nella vicina Francia, con un milione e mezzo di persone in piazza contro la riforma pensionistica che ha in mente il presidente Macron. Riforma che, se passasse in toto, modificherebbe il sistema pensionistico, lasciandolo comunque migliore, più equo e conveniente di quello italiano”.

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Scuola – Personale Ata: sui 40mila posti liberi le supplenze scadono due mesi prima

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneDopo la Nota di questo tenore, inviata qualche giorno fa dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, le stesse indicazioni sono partite da Viale Trastevere con la Nota 24635, nella quale si dice di fatto alle scuole di prolungare i contratti solo in casi eccezionali. Eppure, a determinare la durata della supplenza è sempre e comunque la natura del posto che si sta ricoprendo: qualora si tratti di una supplenza per malattia, la durata è legata alle tempistiche contenute nelle certificazioni mediche; nel caso delle supplenze annuali, invece, in presenza di posti vacanti e disponibili il contratto deve necessariamente essere sottoscritto con la scadenza coincidente con l’ultimo giorno dell’anno scolastico. Inoltre, con l’operazione di ‘mascheramento’ dei posti del personale Ata, l’amministrazione non ottiene solo il risultato di risparmiare sui mesi estivi, ma anche quello di non assegnarli alla mobilità e turn over. E quindi di non utilizzarli per le immissioni in ruolo. Sono circa 30-40mila gli assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all’appello nei ruoli dello Stato. I quali si vanno ad aggiungere agli 80mila docenti precari che subiscono lo stesso trattamento.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): due anni fa per opporci alla beffa dell’assegnazione di migliaia di posti, già destinati agli Ata, da affidare ai lavoratori soprannumerari delle province, decidemmo di avviare una class action. Anche in quell’occasione, i posti vennero dati a supplenza fino al 30 giugno 2016, salvo poi scoprire che nemmeno un perdente posto dell’ente locale in via di soppressione è stato mai annesso al comparto Scuola. Oggi, si è arrivati a dire che l’arco delle supplenze su quegli stessi posti vacanti, va comunque ridotto di due mesi. Senza nemmeno più indicare giustificazioni di sorta. Questo modo di fare è divenuto inaccettabile. Per questo, invitiamo tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Anche per gli anni passati.

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Attenti alle scadenze processuali

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

Italiano: Anno giudiziario presso la Corte di ...

Image via Wikipedia

Non solo processi penali a rischio ma le pillole amare per i cittadini riguardano anche quelli civili. Basta non essere attenti e si corre il pericolo che la propria causa possa essere estinta automaticamente.
Con una comunicazione del 22 novembre scorso, infatti, la Corte di Cassazione ha comunicato agli avvocati il proprio adeguamento alla legge 183/11, cosiddetta legge di stabilità (nella parte relativa a “Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello”), secondo la quale i processi civili relativi ai provvedimenti impugnati antecedentemente al 04 luglio 2009, ossia prima dell’entrata in vigore della legge 69/2009 di riforma del processo civile, potranno essere dichiarati estinti a partire dal 01 gennaio 2012 se le udienze non verranno fissate a seguito di dichiarazione scritta da parte di almeno una delle parti interessate mediante attestazione di «persistenza dell’interesse alla trattazione» della causa, sottoscritta personalmente dalla parte e autenticata dal difensore (anche mandatario). Per quanto concerne le cause in appello, sono soggetti alla stretta quelle «pendenti da oltre due anni a far tempo dal primo gennaio 2012» (quindi dal 31 dicembre 2010). Per procedere a tali adempimenti vi saranno due possibilità: mediante deposito in cancelleria della dichiarazione o a mezzo posta mediante invio dell’originale. Secondo l’articolo 26 della suddetta legge di stabilità, se nessuna delle parti procederà con tale incombente, la causa verrà dichiarata estinta poiché le impugnazioni si intenderanno rinunciate qualora, nel termine perentorio di sei mesi dal ricevimento dell’avviso di cancelleria, nessuno degli interessati confermasse il suo interesse ad andare avanti «con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha sottoscritto il mandato». Dopo aver avuto notizia dei rischi che corrono i cittadini che aspettano di vedersi fatta giustizia per cause che durano nella gran parte dei casi da anni, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” rivolge un invito a tutti i difensori ed alle parti interessate per cause introdotte innanzi alle Corti d’Appello ed alla Cassazione rispettivamente prima del 31 dicembre 2010 e del 04 luglio 2009 a prestare la massima attenzione e ad effettuare le comunicazioni richieste onde evitare questo rischio.

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Allarme mutui per le famiglie italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2011

Diminuisce il numero dei ‘protestati’ nell’anno 2010. Il valore complessivo dei titoli protestati assegni e cambiali nel 2010 ammonta a 4.014.049 migliaia di euro, valore in calo del 14,6 per cento rispetto al 2009 per un importo medio di 2.768,25 euro. E’ quanto emerge dalle tabelle contenute nel rapporto Istat sulla coesione sociale. Al primo posto tra le regioni, per numero di abitanti protestati, si classifica il Lazio dove il 4,3% degli abitanti non e’ riuscito a rispettare le scadenze, per un importo medio di 3.011 euro. Al primo posto per importi si classifica invece il Trentino Alto Adige, dove il valore medio dei protesti e’ pari a 3.960 euro; allo stesso tempo nella regione si registra la percentuale piu’ bassa di protesti (0,4%). In valore assoluto le regioni dove si concentrano di più le mancate promesse di pagamento sono Lazio, Lombardia e Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 748, 736 e 546 milioni. La Lombardia balza in testa alla classifica se si guarda invece al numero di effetti complessivamente protestati, quasi 230mila, seguita da Lazio e Campania rispettivamente con 220mila e 198mila. La graduatoria cambia se si prende in considerazione il valore medio delle “bufale”: il conto più salato lo presentano in Trentino-Alto Adige, Veneto e Lazio. Salerno e Caserta tra le province a maggiore densità di protesti. Migliora, invece, la situazione a Napoli.
Secondo una ricerca di Das Italia, compagnia specializzata nella tutela legale, che analizza i dati sui protesti degli ultimi tre anni (2008-2010), Crotone, Salerno, Frosinone e Ragusa sono le province più “protestate” d’Italia, mentre Bolzano, Trento e Belluno le più virtuose. Nel 2010 il numero dei protesti subisce un calo complessivo del 7,2% rispetto all’anno precedente, tuttavia il fenomeno rimane molto diffuso, sia tra i consumatori, sia tra gli imprenditori. In provincia di Crotone – secondo il rapporto – la densità dei protesti è di uno ogni 22 abitanti, che scende a 23 a Salerno e Frosinone. Al decimo posto si colloca Caserta con un rapporto di 1 protesto ogni 26,5 residenti. La migliore è decisamente Bolzano con un protesto ogni 277,5 abitanti.
Fra le grandi città notevoli miglioramenti rispetto a tre anni fa si registrano a Milano (-16,4%), Napoli (-13,5%), Palermo (-10,2%) e Roma (-5,5%).
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, quello tratteggiato dall’Istat dati alla mano sottolinea come l’economia fa i conti con la recessione. Imprenditori e consumatori fanno più attenzione al portafoglio. Sembra questo il “mix” di condizioni che hanno determinato, nel 2010, una visibile frenata del fenomeno dei protesti rispetto all’anno precedente e che ha fatto fermare il conto delle promesse non onorate a livello nazionale. Tuttavia, i consumatori lanciano l’allarme mutui per le famiglie italiane. In Italia una su quattro spende piu’ del 30% del proprio reddito per pagare la rata concordata con la banca. E sommando questa spesa alle bollette e alle altre tariffe, risulta che quasi un nucleo su due, il 46,7%, ha difficolta’ a mantenere la propria abitazione. Per quanto riguarda le famiglie in affitto, se nel 2011 queste decidessero di acquistare una casa e accendere un mutuo, il 49,3% si troverebbe in difficolta’ a pagarne le rate; il 68,5% non potrebbe garantire sempre la copertura totale delle spese per l’abitazione (mutuo e bollette). Sarebbero piu’ a rischio i nuclei unipersonali (68,8%) o formati da un genitore e figli (72,9%); soggetti con scolarita’ media, ma magari con un’occupazione a salario basso, e famiglie in cerca di occupazione (59,5%). La crisi inciderebbe di piu’ in Toscana (56,7% dei nuclei), Sicilia (56,5%), Umbria e Marche (54,9%)

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Milleproroghe: le scadenze posticipate al 31 marzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2010 il Decreto Legge n. 225, contenente una serie di proroghe di termini in scadenza. Tutte le scadenze indicate nel DL vengono differite al 31 marzo 2011. Il DL si divide sostanzialmente in due parti: 1) proroghe di termini in scadenza non onerose; 2) proroghe di termini in scadenza onerose, con relative coperture di bilancio. Le proroghe non onerose, in tutto 65, sono elencate in una apposita tabella allegata al decreto. Tra le proroghe onerose segnaliamo: – lo stanziamento a favore del 5xmille il cui maggiore onere è pari a 200 milioni di euro per l’anno 2011; – il differimento al 30 giugno 2011 per gli alluvionati del Veneto del versamento dei tributi, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali; le minori entrate sono pari a 93 milioni di euro per l’anno 2010 – sportelli unici immigrazione presso le Questure, per rinnovare di un anno i contratti di lavoro e completare le procedure di emersione del lavoro irregolare; – sgravio fiscale per i gestori di carburanti. Per eventuali ulteriori proroghe il DL rimanda a successivi Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.

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Progetti formativi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

La provincia di Savona approva l’Avviso pubblico per la presentazione di progetti formativi a valere sul FSE P.O. Regione Liguria – Obiettivo CRO 2007-2013 Asse III “Inclusione sociale”. Possono presentare domanda di accesso ai finanziamenti: gli Organismi formativi con sedi operative accreditate per le Macrotipologie formative 1 “Formazione iniziale” e 4 “Formazione per fasce deboli”; Associazioni temporanee di impresa o di scopo purché comprendenti un organismo accreditato per le Macrotipologie formative 1 “Formazione iniziale” e 4 “Formazione per fasce deboli”. Data scadenza presentazione domande: 21/06/2010.

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Province e i… don Abbondio di turno

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2010

Se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare, diceva il Don Abbondio dei Promessi Sposi. E questo governo il coraggio non ce l’ha proprio. Ha proposto, timidamente, la abolizione di alcune province e, al primo sbattere di pugni dei rispettivi presidenti, ha fatto clamorosamente marcia indietro, delegando il tutto alla elaborazione del Codice delle Autonomie, in discussione alla commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Se il provvedimento passa attraverso la riforma della Costituzione possiamo dire addio alla abolizione delle inutili province, anzi, probabilmente ne vedremo proporre delle altre. Eppure questo governo aveva tutte le condizioni per intervenire per disboscare la miriade di enti locali che gravano sulle tasche del contribuente: una consistente maggioranza parlamentare, tre anni di tempo alla scadenza elettorale, assenza di altre importanti elezioni e la crisi finanziaria in atto. Altrochè  Duce e gerarchi, qui abbondano i… don Abbondio. Il cerino rimarra’ in mano ai soliti Renzo e Lucia, cioè ai contribuenti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Introduzione alle elezioni europee

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2009

In ognuno dei 27 Stati membri dell’Unione europea, tra il 4 e il 7 giugno 2009 si svolgeranno le elezioni europee. Più di 375 milioni di cittadini europei potranno recarsi alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo che avranno un mandato di cinque anni. Sui 736 eurodeputati che conterà il Parlamento, 72 saranno italiani.   Il Parlamento europeo rappresenta i cittadini degli Stati membri a livello di Unione europea. Si tratta dell’unica istituzione europea eletta direttamente – dal giugno 1979 – e il solo parlamento multinazionale del mondo eletto a suffragio universale. Dal 1958 al 1979, i deputati europei erano nominati dai rispettivi governi nazionali ed avevano tutti un doppio mandato.  Le elezioni del Parlamento europeo si svolgono ogni cinque anni. Quella che inizierà a giugno 2009 sarà la settima legislatura e coinciderà con il trentesimo anniversario delle prime elezioni europee a suffragio universale diretto.  Dal 1958, il Parlamento europeo è cambiato notevolmente a causa dei progressivi ampliamenti dell’UE: il numero di Stati membri è salito da 6 a 27, il numero di deputati è aumentato da 142 a 736 e le lingue ufficiali dell’UE sono cresciute da 6 a 23. Inoltre, la successiva revisione dei trattati ha esteso i poteri del Parlamento europeo: da un ruolo meramente consultivo nel 1958, è diventato un co-legislatore, assieme ai rappresenti dei governi nazionali, per la maggior parte della normativa UE.   Quando si recheranno alle urne i cittadini europei? Le elezioni del 2009 si terranno tra il 4 e il 7 giugno. Le date delle elezioni variano da paese a paese in funzione delle tradizioni locali, ma i risultati di ognuno dei 27 Stati membri saranno resi noti solo alla sera del 7 giugno.  Nel Regno Unito e nei Paesi Bassi si voterà il 4 giugno, mentre in Irlanda il 5. In Repubblica ceca le urne saranno aperte il 5 e il 6 giugno, mentre a Cipro, in Lettonia, a Malta e in Slovacchia si voterà solo il 6 giugno. In Italia, si potrà votare il 6 giugno pomeriggio e per tutta la domenica 7. In Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, si terranno le elezioni nella sola giornata di domenica 7 giugno.   Quanti sono gli eurodeputati?  Il numero di deputati europei è cresciuto in parallelo ai successivi ampliamenti dell’UE. Dal 2007, il Parlamento europeo è composto di 785 deputati provenienti dai 27 Stati membri. Tuttavia, il Trattato di Nizza, modificato a seguito dell’adesione di Romania e Bulgaria, sancisce che il numero totale di deputati sarà pari a 736 a partire dalle elezioni del 2009. Di seguito figura la ripartizione dei seggi tra i diversi Stati membri.

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Sostituzione gratuita emoderivati scaduti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

La Suprema Corte ha confermato la condanna del produttore di alcune specialità di emoderivati  giunte a scadenza a sostituirle gratuitamente oppure rimborsare le somme. La vicenda era originata dalla citazione in giudizio proposta da un farmacista che esponeva di aver acquistato negli anni 1993 – 1996 alcune confezioni di prodotto e che alla sua richiesta di sostituzione delle specialità scadute si era visto opporre il diniego del produttore che riteneva abrogata la norma risalente al 1905 contenente l’obbligo di sostituzione gratuita. Relativamente al caso concreto, il R.D. n. 407 del 1905, art. 20, contenuto in un testo riguardante interamente la produzione e l’immissione in commercio dei sieri, vaccini, tossine e prodotti similari, contemplava una particolare situazione di fatto, costituita dall’esistenza nella farmacia di prodotti alterati o di prodotti scaduti di validità, come tali non più vendibili. Ha osservato la Corte di Cassazione che il tenore letterale del R.D. n. 407 del 1905, art. 20, così formulato: <<gli istituti devono cambiare gratuitamente quei prodotti che, quantunque diligentemente conservati, in seguito ad esami praticati dall’autorità sanitaria, risultassero divenuti alterati, o pei quali sia decorso il termine assegnato per la loro attività>>, non da adito a dubbi interpretativi di sorta, né per quanto riguarda le parole usate né per quanto riguarda la loro connessione logica, apparendo palese l’intenzione del legislatore di regolare in un unico modo (e cioè con la sostituzione gratuita da parte del produttore) sia il caso dei prodotti risultati alterati durante i controlli da parte dell’autorità sanitaria, sia il caso dei prodotti comunque venuti a scadenza nella farmacia. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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