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Myung-Whun Chung riporta Fidelio alla Scala

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Milano Dal 18 giugno al 7 luglio il Maestro Myung-Whun Chung dirige per la prima volta in versione scenica Fidelio di Ludwig van Beethoven, dopo aver conquistato il pubblico scaligero con recenti letture delle Sinfonie. L’inno beethoveniano all’amore e alla libertà torna nello stesso allestimento maestoso ed essenziale firmato da Deborah Warner per la regia e Chloé Obolensky per scene e costumi che nel 2014 segnò l’ultimo 7 dicembre di Daniel Barenboim come Direttore musicale. La versione dell’opera prescelta, come nel 2014, è in massima parte l’ultima del 1814 con i dialoghi di Treitschke ma con una differenza nella scelta dell’Ouverture, che sarà Leonore n° 3 invece della n° 2 che era stata preferita da Barenboim.
Nell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali del 1938, che colpirono tanti artisti ebrei in Italia, il Teatro alla Scala dedicherà la prima di Fidelio alla memoria di Vittore Veneziani ed Erich Kleiber. Nel 1938 Veneziani, allora Direttore del Coro del Teatro, fu allontanato proprio in ragione della sua origine ebraica. Erich Kleiber, che avrebbe dovuto dirigere Fidelio quell’anno, rinunciò per solidarietà con il collega. Sarà poi Toscanini a imporre il reintegro di Veneziani dopo la guerra.
Nella parte di Leonore si alternano Ricarda Merbeth, già splendida Marie in Wozzeck alla Scala, e Simone Schneider, che dopo i primi passi come soprano lirico si sta affermando nei principali ruoli straussiani e beethoveniani: sarà infatti nuovamente Leonore a Berlino e Amburgo nei prossimi mesi. Florestan è Stuart Skelton, tenore australiano che ha recentemente interpretato Tristan con Sir Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker e presto sarà Otello a Baden Baden con Daniele Gatti. La parte del malvagio Don Pizarro è affidata a Luca Pisaroni, applaudito dal pubblico scaligero come Leporello nel 2017 e conteso dai grandi teatri tra cui il Metropolitan, dove sarà Don Giovanni. Marzelline è Eva Liebau, ascoltata pochi mesi fa come Ännchen in Der Freischütz diretto da Chung, e il padre Rocco è interpretato da Stephen Milling il cui prossimo impegno è Hagen a Londra con Antonio Pappano. Infine Don Fernando è Martin Gantner, che sarà tra l’altro Beckmesser con Petrenko a Monaco.
Lo spettacolo è firmato dalla regista britannica Deborah Warner, che dopo essersi imposta nella prosa grazie alla sua collaborazione con la Royal Shakespeare Company si è dedicata con sempre maggiore assiduità all’opera realizzando tra l’altro una produzione di Death in Venice di Britten che aveva conquistato il pubblico del Piermarini nel 2011.
Per la sua unica opera (che non fu tuttavia il suo unico progetto teatrale: da ricordare il balletto Die Geschöpfe des Prometheus del 1800/1801, le numerose musiche di scena tra le quali spicca Egmont del 1809/10 e il progetto per l’opera Vestas Feuer, Il fuoco di Vesta, su libretto di Schikaneder) Beethoven sceglie la forma del Singspiel: una struttura di teatro musicale che alterna brani cantati e parlati e in area tedesca include titoli mozartiani tra cui Die Zauberflöte, ma che all’epoca di Beethoven tornava in auge soprattutto grazie alla voga dell’opéra comique che attraversava l’Europa. Il compositore sceglie infatti un testo francese, Léonore ou l’amour conjugal, scritto da Jean-Nicolas Bouilly nel 1794, poco dopo la caduta di Robespierre, inserendosi nella moda delle pièces à sauvetage (in tedesco Rettungsoper) che mettevano in scena personaggi salvati all’ultimo istante da gravi pericoli. La composizione, iniziata mentre l’autore attendeva alla Terza Sinfonia (1804), è alquanto travagliata e comprende tre differenti versioni.
Fidelio, titolo sconosciuto all’Italia ottocentesca (in tutto il secolo si contano solo una rappresentazione a Bologna e una a Milano) è opera di costante se non frequente rappresentazione alla Scala ed è, per tradizione e per necessità, appannaggio dei più grandi Maestri. Il debutto avviene solo nel primo centenario della morte di Beethoven, nel 1927, auspice Arturo Toscanini e con Francesco Merli e Elisabetta Ohms Pasetti.

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La Scala cresce oltre le attese e nomina due nuovi soci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

Concio+TiboniPochi giorni dopo avere annunciato la trasformazione da Studio Legale a Società tra Avvocati per azioni, l’Assemblea dei soci di La Scala ha esaminato i primi conti consuntivi del 2017.Il giro d’affari consolidato del gruppo ha superato le previsioni, raggiungendo quota 24,236 milioni di Euro e registrando un incremento del 25% rispetto al 2016.Gli utili dopo le imposte supereranno così i 5 milioni di euro.Alla fine del 2017, La Scala contava su 270 risorse nei suoi 9 studi italiani, comprendendo 170 professionisti e uno staff di 100 persone. Numeri destinati a crescere ulteriormente, come previsto dal piano strategico 2018-2020 realizzato con l’assistenza di KPMG Advisory. Il processo di istituzionalizzazione di La Scala, che ha portato alla svolta nella struttura societaria per dotarsi di una struttura sempre più coerente con la propria vocazione di “Impresa legale”, impatterà sul sistema di rendicontazione dei risultati che godranno di sempre maggiore trasparenza.L’Assemblea dei soci ha altresì potenziato l’area Banche & Finanza ammettendo alla partnership Francesco Concio ed Eva Tiboni, entrati ambedue nella sede di Milano di La Scala nel 2012.
Francesco Concio, 38 anni, laureatosi all’Università degli Studi di Milano Bicocca, è referente e coordinatore del team “contenzioso giudiziale” all’interno del dipartimento Legal Recovery giudiziale. Si occupa principalmente di contenzioso massivo nell’area bancaria e finanziaria, con focalizzazione sul recupero crediti.Eva Tiboni, 39 anni, laureatasi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha conseguito un Master di specializzazione “Avvocato d’affari” nel 2011 presso la Scuola di Formazione de Il Sole 24ORE. Con esperienze maturate eminentemente nell’area della gestione dei non performing loans e delle due diligence, segue una clientela composta da primari istituti di credito, fondi e servicer.
Fondato nel 1991, La Scala offre ai propri clienti, da venticinque anni, una gamma completa e integrata di servizi legali. Tra i primi studi legali nel contenzioso bancario e fallimentare, è oggi leader riconosciuto nei servizi di recupero crediti giudiziale. E’ inoltre attivo nei servizi professionali dedicati alle imprese, nonché nel diritto civile e di famiglia.Dopo la sede principale di Milano, nel corso degli anni sono state aperte le altre sedi di Roma, Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Vicenza, Padova e Ancona.Oggi lo Studio comprende circa 170 professionisti e uno staff di oltre 100 persone, e assiste stabilmente tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie. Dal 2000 pubblica IUSLETTER che, nata come rivista bimestrale, nel 2012 è diventata un vero e proprio portale web di informazione giuridica, quotidianamente aggiornato. (foto: Concio+Tiboni)

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I primi ballerini della Scala ospiti di Marco Batti e dell’Ateneo della Danza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

balletto1Siena 26 settembre alle ore 18 in Piazza Maestri del Lavoro n°31 inaugurazione della nuova sede della scuola senese. Un grande evento quello che si terrà sabato 26 settembre alle ore 18.00 in Piazza Maestri del Lavoro n°31 (zona Viale Toselli) per l’inaugurazione del nuovo spazio dell’Ateneo della Danza di Siena, la scuola di fama internazionale membro del Consiglio Internazionale della Danza UNESCO e riconosciuta dalla Regione Toscana come Agenzia Formativa Accreditata. Padrino e Madrina della serata due celebri primi ballerini del maestoso Teatro della Scala di Milano, Bruno Vescovo e Annamaria Grossi. Artisti di livello mondiale, eccellenze di uno dei palcoscenici più importanti al mondo che insieme al grande direttore artistico della scuola Marco Batti, daranno inizio ad una serata interamente dedicata al ballo e alla danza. Per l’occasione nella nuova sede si esibirà, in una rappresentazione del tutto particolare, il Balletto di Siena, la compagnia, diretta dallo ballettostesso Batti, di respiro internazionale che da anni è ospite nella stagione teatrale di Girona (Spagna). Lo spettacolo sarà un excursus sul panorama artistico italiano ed internazionale attraverso le opere dei più grandi coreografi da Emanuela Tagliavia (Balthus Variations), coreografa e docente di danza contemporanea presso la scuola di ballo del Teatro alla Scala a Roberta Ferrara (Blush) direttrice artistica per la compagnia “Equilibrio Dinamico” fino allo stesso direttore artistico Marco Batti (Reshimu o Butterfly), il ballerino senese che ha militato all’“Eglevsky Ballet” di New York, diplomato all’American Ballet Theatre e all’Accademia Vaganova di S.Pietroburgo come insegnante.Un serata che inaugura il nuovo spazio, di quasi 1000mq della prestigiosa scuola. Una nuova realtà che ha come obiettivo quello che di inserire giovani danzatori nel mondo del lavoro ma anche quello di creare nelle generazioni di oggi un nuovo approccio nei confronti della disciplina.L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Siena e dalla Regione Toscana. (foto: balletto)

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Rapporti d’interdipendenza Nord-Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’evoluzione dei rapporti d’interdipendenza Nord-Sud sta subendo una sostanziale evoluzione alla luce dei mutamenti della situazione geopolitica di questi ultimi anni. L’autore ha individuato tre direttrici: 1) le vie di comunicazione. Sono ritenute vitali per collegare la produzione al mercato di sbocco; 2) l’informazione. Non vi è dubbio che la formula del successo del sistema Paese passa per la sua capacità di dotarsi di infrastrutture adeguate nella comunicazione elettronica, 3) analisi del progetto di sviluppo. Pensiamo alla lotta contro la povertà, alla integrazione delle economie in via di sviluppo, alla sana gestione dei bilanci, all’attuazione delle riforme economiche e alle economie di scala attraverso la riorganizzazione dei servizi pubblici.

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