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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘scandalo’

Streghe. Le eroine dello scandalo di Ilaria Simeone

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

1616, ducato di Milano e Mantova: Caterina De Medici viene accusata di aver maleficiato il nobile senatore Luigi Melzi. Comincia così, in una sorta di processo privato tutto interno al palazzo milanese, una vicenda che finisce con l’impiccagione e il rogo della strega rea confessa.
1587, Triora, Podesteria della Repubblica di Genova: si apre uno dei più appassionanti processi italiani alle streghe. Trentacinque imputate, tre magistrature e un’inedita ferocia persecutoria. Il procedimento dura tre anni e distrugge un’intera comunità.
1716 Brentonico, Quattro Vicariati: Maria Bertoletti, detta la Toldina, viene accusata di stregoneria, processata nel foro penale laico e condannata al rogo.
Oggi, trecento anni dopo, il Comune trentino ha chiesto la riapertura del procedimento. Tre storie ignobili di femminicidi ante litteram che coagulano, nella banalità del male, sesso e morte, giustizia e ingiustizie, poteri e contropoteri, Chiesa e Stati. Tre storie diverse ma unite da un’unica, atavica paura: la donna come «scandalo».
Ilaria Simeone indossa i panni di una cronista giudiziaria dell’epoca, consulta gli atti, li racconta udienza dopo udienza, in un crescendo avvincente come un thriller, per mostrare come la macchina della giustizia che condannava al rogo le «eroine dello scandalo» si trasformi, infine, in un gigantesco scorpione che, come nelle leggende di demoni e streghe, contorcendosi infligge la morte a sé stesso.Ilaria Simeone è nata a Napoli nel 1962 e vive a Milano. Giornalista professionista, ha compiuto studi di filosofia, ha scritto guide di viaggio e, con altri autori, ha pubblicato Guida all’Italia misteriosa (De Agostini, 2005).
Collana: Piccola Biblioteca Pagine: 192 Prezzo: €13,00 Neri Pozza Editore.

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Scandalo “estimi catastali” a Lecce

Posted by fidest press agency su domenica, 26 Mag 2019

Pensavamo che lo scandalo in salsa leccese degli “estimi catastali” fosse giunto finalmente al capolinea con quella che appariva come una scelta, almeno ufficiosa, di voler rinunciare alle impugnazioni avverso i ricorsi già vittoriosi dei contribuenti ed in ragione di un orientamento ormai pacifico della giurisprudenza di merito e quindi anche di legittimità. In realtà, però così non è stato e, come risulta dalla recentissima ordinanza della Corte di Cassazione, la numero 13907/2019 pubblicata negli scorsi giorni, in relazione ad un giudizio nel quale due contribuenti erano difesi dall’avvocato Maurizio Villani, così non è. Ed imperterrita, l’Agenzia delle Entrate continua a subire sonore sconfitte anche innanzi ai giudici di legittimità su un argomento che pensavamo fosse archiviato. Il problema principale, però è che a tutt’oggi la Suprema Corte ha inteso compensare le spese di lite tra contribuenti e Agenzia delle Entrate con la conseguenza che, il Fisco non è disincentivato a continuare a “perdere” se non subisce anche una concreta perdita patrimoniale conseguente all’eventuale soccombenza. A questo punto, per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è auspicabile che anche i giudici di piazza Cavour condannino alle spese l’Ufficio, in una vicenda consolidata anche nella giurisprudenza e che più e più volte non abbiamo lesinato di definire un vero e proprio scandalo.

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Mark Zuckerberg il patron di facebook alle prese con il congresso americano

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

A poco meno di un mese dallo scandalo di Cambridge Analytica, Mark Zuckerberg si trova a fare i conti davanti ai parlamentari del Congresso negli USA. Niente più timidezza e senso di costrizione di fronte alle domande che gli verranno poste, questo è l’auspicio, o almeno l’effetto che desidera ottenere il gruppo di esperti da lui assunti per prepararlo su cosa dire e come muoversi. “Ed è proprio questo il nodo: saper gestire situazioni inattese senza lasciarsi sopraffare, ma sviluppando doti di adattamento”, spiega Roberto Re, l’Anthony Robbins italiano, pioniere del coaching e fondatore di HRD Training Group, società leader in Italia che dal 1992 si occupa di corsi di formazione a più livelli, aziendale, imprenditoriale e personale.
“Il compito dei coach in questo caso mira ad ‘allenare’ la mente di Mark Zuckerberg e predisporla al cambiamento improvviso di mentalità e credibilità riguardo il suo operato – continua Re – Le difficoltà a cui si cerca di far fronte anche attraverso il coaching e con un impiego più consapevole delle proprie risorse, sono comuni e trasversali, e colpiscono indistintamente tutti: i ventenni come i cinquantenni ‘attivi’. Ogni business man, anche il più apparentemente perfetto e impeccabile, può trovarsi in circostanze come queste ed ecco che un’accurata preparazione mentale, emozionale e comportamentale può essere fondamentale per affrontare le conseguenze nel modo corretto e lucido.”In un mondo sempre più competitivo e imprevedibile dunque non si può prescindere da un’attività di formazione come quella erogata da coach esperti in questo campo. Non c’è da stupirsi pertanto se uno degli uomini più ricchi e famosi del mondo, il Ceo di Facebook, anche se forzato dagli ultimi eventi che lo hanno visto protagonista, abbia assunto un team di esperti per imparare a gestire al meglio la vicenda, sia attraverso un buon controllo della gestualità che delle emozioni, che per fornire risposte convincenti ai parlamentari.Una riflessione riguarda infine quella che Roberto Re definisce l’epoca della formazione costante: “Il mercato cambia velocemente e incessantemente: oggi, a differenza di soli vent’anni fa, è impensabile non tenersi costantemente aggiornati. E soprattutto è impensabile pensare che vada sempre tutto bene, come ci siamo programmati. La formazione in questo senso deve essere continua, pena l’espulsione dal mondo dei generatori di reputazioni positive”.

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Scandalo uova al fipronil

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

uova embrionateGiorni fa  lo “Sportello dei Diritti” nella sua costante attività di vigilanza sulle allerte e richiami alimentari aveva segnalato, per prima, in Italia lo scandalo delle uova contaminate al fipronil, provenienti in particolare Belgio e nei Paesi Bassi, facendo presente che risultava che uova e prodotti derivati non fossero state commercializzate in Italia. Ora rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche il Ministero della Salute, in una nuova comunicazione dopo il presunto coinvolgimento del nostro Paese, fa chiarezza sulla situazione. Di seguito, quindi, il comunicato estrapolato dal sito istituzionale del Ministero della Salute che chiarisce ulteriormente come non risultino commercializzati in Italia né uova né derivati, ma che risulta alta la vigilanza sanitaria regionale anche attraverso i carabinieri del Nas:
“Si fa seguito alla comunicazione diramata dalla Commissione europea circa il coinvolgimento dell’Italia nella distribuzione delle uova o da derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil. Dai riscontri incrociati, effettuati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il RASFF, che un’azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un’azienda italiana. Su disposizione del Ministero, le autorità sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non è stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale. Il Ministero della salute, in ogni caso, continua a valutare con attenzione le informazioni relative alla circolazione dei lotti in Europa (anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti), avvalendosi della stretta collaborazione delle autorità sanitarie regionali e dei Carabinieri Nas. È stato altresì predisposto un piano di campionamenti su uova, ovoprodotti e carni di pollame per la ricerca di fipronil che verrà attuato in via cautelativa, anche in assenza di segnalazioni specifiche.”

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“Siamo di fronte all’ennesimo scandalo sul sistema bancario italiano”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

salva banche“In un momento in cui si registra il minimo di fiducia nel sistema del credito da parte dei cittadini italiani. Questo decreto legge, al quale si aggancerà quello di domenica, sul salvataggio della Banca popolare di Vicenza e Banca Veneto, è un regalo alla grande finanza e al capitale finanziario. Il ministro Padoan ha detto oggi che non ci sarà alcun regalo ai privati, peccato però che abbiamo appena appreso che Intesa San Paolo ha comprato questi due istituti a 1 euro mentre il Governo si appresta ad accollare le bad bank sui cittadini italiani., Qual è l’alternativa? Esiste eccome ed è quella di nazionalizzare queste banche, e riservare agli obbligazionisti lo stesso trattamento prevedendo rimborsi. L’alternativa è la divisione tra banche d’affari e banche commerciali, come da nostra proposta di legge; qualcuno deve pagare in primis da parte di Bankitalia e Consob che, ancora una volta, si sono dimostrati inadeguate a esercitare il dovere della vigilanza. Con questo decreto legge si stanno violando gli articoli 3 e 47 della Costituzione, il primo che impone parità di trattamento di fronte alla legge e il secondo che tutela il risparmio. Ed è per questo che Fdi-An voterà sì alle pregiudiziali di costituzionalità”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Walter Rizzetto intervenendo in aula sulle pregiudiziali di costituzionali del disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 giugno 2017, n. 89, recante interventi urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio.

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Scandalo Consip: una bomba atomica sulla politica italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

scandalo-consipIl primo motivo sono i soldi: Romeo, arrestato, ha finanziato destra e sinistra a colpi di migliaia di euro. 25.000 euro per sostenere le elezioni politiche di Italo Bocchino (An), 40.000 euro per Alleanza Nazionale, 50.000 euro per Goffredo Bettini (Pd) per le elezioni politiche del 2013, 50.000 euro per Francesco Rutelli (Pd) per le elezioni comunali 2008, 230.000 euro a Nicola Zingaretti (Pd) per le elezioni provinciali dei 2008, 98.000 euro per i Democratici di Sinistra nel 2006, 30.000 euro per Nicola Latorre (Pd) per le politiche del 2013, 25.000 euro per il Centro Democratico per le politiche 2013 e 60.000 euro per la fondazione Big Bang di Matteo Renzi nel 2013. Perchè i partiti che prendono milioni e milioni di finanziamenti pubblici hanno bisogno anche di ingenti fondi privati? Perchè accettare centinaia di migliaia di euro da un condannato in primo grado in corruzione? Inoltre secondo le intercettazioni di Bocchino pubblicate oggi addirittura sarebbe stato Renzi a chiedere a Romeo 60.000 euro di finanziamento.
Il secondo motivo è il livello a cui è arrivata, secondo i PM, la corruzione per permettere a Romeo di arrivare al mega appalto miliardario: il livello politico più alto. Marco Gasparri dirigente di Consip corrotto, poi pentito ha detto: “Romeo mi disse che aveva fatto un intervento sui vertici della Consip attraverso il massimo livello politico. Non mi disse chi era il politico o i politici presso i quali era intervenuto, ma mi disse che si trattava del livello politico più alto”. Non si tratta di qualche “funzionario che sbaglia”, qui si tratta del vertice del potere politico. Gli intermediari secondo i pm sarebbero Luca Lotti, braccio destro di Renzi, e Tiziano Renzi, babbo di Renzi. Quale sia il vertice politico più alto su cui, sempre secondo i PM, Romeo avrebbe fatto pressione, anche tramite il braccio destro di Renzi e il babbo di Renzi, invece è ancora tutto da capire.Quando la bomba atomica Consip esploderà sui partiti, non ci sarà riparo per nessuno. Oggi più che mai c’è bisogno di onestà nelle istituzioni. Non è accettabile che il più alto livello della politica sia corrotto mentre la povertà dilaga, la disoccupazione aumenta e le imprese chiudono. E’ un delitto imperdonabile contro il popolo italiano. Tangentopoli è iniziata 25 anni fa, ma a quanto pare non è ancora finita. (fonte: blog Grillo)

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Atac: Colomban, non gridi allo scandalo chi ha malgestito azienda fino poco tempo fa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2016

atac trasporti roma“Stiamo procedendo con un lavoro serio e responsabile che dovrà portare alla riorganizzazione delle società partecipate. Da un primo esame, a pochigiorni dal mio insediamento, sono rimasto allibito dalla situazione in cui versano: alcune sono in gravissime condizioni provocate da anni di malagestione, e fra queste c’è sicuramente Atac, ma non credo che possa gridare allo scandalo chi queste società le ha gestite fino a pochi mesi addietro”. È quanto afferma in una nota l’assessore capitolino alle Partecipate, Massimo Colomban, in merito all’ordine del giorno presentato oggi in Aula del Senato da Pd, Forza Italia ed altri esponenti del centrodestra.”È presto per fare una stima di quali siano gli enormi buchi lasciati dalle precedenti amministrazioni – aggiunge Colomban – Nessuno fa miracoli ma a breve presenteremo un piano industriale di riorganizzazione delle partecipate per riportare le aziende, entro circa un triennio, in pareggio o in positivo”.

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Scandalo MPS e i soldi spariti

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2016

“Renzi dice che dietro il fallimento di Mps c’è la sinistra italiana. Bene. Ora faccia una Commissione parlamentare di inchiesta per fare chiarezza. Dove sono finiti i 40 mld?”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo Forza Italia alla Camera dei deputati, nel corso dell’incontro al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lu). “Renzi – ha aggiunto – non è un marziano, dietro lo scandalo Mps c’è il suo partito Pc-Pds-Ds-Pd e deve dire chi dentro il partito ha dato i soldi a chi non aveva garanzie. Dire, così come ha fatto oggi, ‘la sinistra’ non basta. Se Renzi è una persona seria e perbene deve darci i nomi e i cognomi”.

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Scandalo del Dieselgate che ha coinvolto Volkswagen

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

volkswagenChe fine hanno fatto i mille controlli annunciati a Porta a Porta dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, nel lontano 24 settembre 2015? Che fa il Governo? Perché non si fa una commissione d’inchiesta anche in Italia? Perché il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non sta verificando se quanto accettato dall”autorità di omologazione tedesca, che ha dato il via libera al richiamo delle autovetture Volkswagen coinvolte nel Dieselgate, è compatibile con i parametri di legge e con le prestazioni promesse agli acquirenti italiani al momento della vendita? Perché non si sono mai convocate tutte le parti a Palazzo Chigi? Perché non c’è stato né un commento di Delrio nè un tweet del Premier Renzi sull’accordo raggiunto negli Stati Uniti?” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E vero che in Europa i veicoli coinvolti sono circa 8,5 milioni rispetto ai 482mila del mercato americano, ma la sproporzione di trattamento tra americani ed europei è tale da non poter essere spiegata se non con una vergognosa disparità di trattamento. Con 14,7 mld di dollari si potevano indennizzare gli europei con oltre 1560 euro a vettura. Non molto, ma certo meglio del nulla attuale!” ha concluso Dona.

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Lo scandalo della Banca Romana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2016

massimo popolizioRoma Lunedì 4 aprile ore 21 al Teatro Argentina, largo Argentina Massimo Popolizio porta in scena Lo scandalo della Banca Romana, una storia italiana con l’economista Gianni Toniolo. Un evento da raccontare al pubblico per comprendere come la storia spesso si ripeta, molto simile a se stessa. Sei banche italiane sull’orlo del fallimento, corse agli sportelli, piccoli risparmiatori che non possono avere indietro i loro soldi, ammanchi di cassa, banconote false, coinvolgimento della classe politica. Non stiamo parlando degli eventi del 2016 ma del 1892 e dello scandalo della Banca Romana. Sul finire dell’800 lo scoppio della bolla immobiliare e la crisi economica europea travolgono l’Italia e mettono in crisi il sistema bancario a causa dell’accumulo di pesanti sofferenze. Il Governo autorizza l’emissione di nuova cartamoneta ma ciò non basta: la Banca Romana, per colmare gli ammanchi di cassa, stampa milioni di banconote false. Lo scandalo finanziario arriva in Parlamento. (foto: massimo popolizio)

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Scandalo Emissioni: Quale impatto per gli OEMs?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

“La Volkswagen ha ammesso di aver manipolato i test per le emissioni di alcuni modelli diesel facenti parte del gruppo e presenti sul mercato americano. Sembrava un brutto colpo per la casa di Wolsburg, ma tutto sommato circoscritto ad un mercato che storicamente non è mai stato quello di punta (soltanto il 6% del fatturato del gruppo proviene dal mercato USA). E invece no. A meno di ventiquattro ore dal primo annuncio ecco che lo scandalo travolge anche i mercati storici per VW. Si parla ora di cifre ben più ingenti, circa 11 milioni di vetture coinvolte e multe colossali per il gruppo, oltre che a possibili cause penali negli States. L’impatto nel breve termine è chiaro per Volkswagen: grosse perdite economiche, ma soprattutto una perdita di credibilità nei confronti dei consumatori che ora ci penseranno due volte prima di acquistare una nuova auto del gruppo tedesco. Specialmente negli Stati Uniti, i consumatori interessati alle auto VW hanno sempre visto questo brand come “eco-friendly” e reputato il gruppo tedesco come uno di quelli più coinvolti nelle politiche anti-inquinamento. Bisognerà capire come riconquistare la fiducia della gente, e le ammissioni e scuse senza cercare alibi del CEO Winterkorn sono il primo passo. Ma non può essere l’unico… Ma ora la questione sta avendo ripercussioni anche sugli altri produttori di veicoli, primi fra tutti gli altri due gruppi tedeschi, BMW e Daimler. I rispettivi uffici stampa si sono subito affrettati nel pubblicare comunicati stampa volti a rassicurare i loro clienti e della loro totale estraneità ai fatti del gruppo Volkswagen. Sarà sufficiente? Difficile dirlo, ma di sicuro l’immagine negativa prodotta da questo scandalo fa scattare nelle menti di tutti il dubbio che Volkswagen non sia l’unico gruppo ad adottare o ad aver adottato questi trucchi per passare i test per le emissioni, soprattutto nel mercato americano dove gli standard sono molto più rigidi che in Europa (31mg NOx contro 80mg in EU). Ciò che risulta evidente da questo scandalo, che è ben lontano dal risolversi, è che tutta l’industria automobilistica deve porsi nuove questioni da affrontare, prima fra tutti quella relativa a degli standard comuni e a livello globale per le emissioni. Questo ovviamente avrebbe ripercussioni su tutti gli OEMs ma quantomeno i consumatori vedrebbero un reale impegno dei produttori auto nel combattere l’inquinamento e le politiche del raggiro.”

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L’amarezza vela il Vaticano

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 Mag 2012

angeli e demoni

angeli e demoni (Photo credit: papaitox)

Non avrei voluto essere testimone di questa brutta pagina del cattolicesimo italiano con un Vaticano letteralmente assediato da cronisti avidi di notizie scandalistiche. Se stiamo alle parole del fratello di Emanuela Orlandi al Santo Padre è stato persino impedito di parlare della sorella all’Angelus mentre in piazza San Pietro decine di migliaia di persone con striscioni, fotografie e cori chiedevano che Emanuela non fosse dimenticata così come, dopo 29 anni non l’hanno dimenticata quanti sono giunti numerosi da tutte le parti d’Italia. La polizia ha provato a fermarli, inutilmente. Era una marea. Era una marcia pacifica. Chiedevano un atto di giustizia, di chiarezza per una vicenda tanto tragica quanto oscura nei suoi risvolti.
Il vaticano per il Papa è una Babele. Per noi pesa come un macigno il sospetto che possa esservi dietro ad un rapimento un intrigo internazionale dai risvolti inquietanti e il licenziamento in tronco del presidente dello Ior lo sta a dimostrare. L’altro episodio sulla fuga di notizie e sottrazione di documenti top secret del Papa e del suo entourage sono diventati la classica ciliegina sulla torta,
Per nostra fortuna la fede è un’altra cosa e non si macchia di certo delle debolezze umane anche se si tratta di principi della chiesa.
Con molta probabilità ha ragione Ferrara che sul Foglio ha chiesto un gesto forte di Benedetto XVI per offrire la possibilità ad un papa giovane e profondamente onesto di prendere in mano le redini dell’amministrazione vaticana per fare pulizia della sporcizia che si trova nelle stanze curiali. Può significare dimissioni ma anche un atto di coraggio e di senso di responsabilità per una situazione che sta sfuggendo di mano e per un uomo di una certa età forse è sopra le sue possibilità.
A noi non resta altro che confidare nella provvidenza divina. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Le stranezze della politica italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Incominciamo dall’ultima notizia, quella della conversazione tenuta tra Berlusconi e Di Pietro alla Camera dei deputati, e che è stata ripresa dalle telecamere e rilanciata dai media in tutte le reti dalla televisione al web. Cosa c’è di strano? Giuliano Amato in una dotta conferenza svoltasi a Roma in una sala del Vittoriano ci ricordava, qualche giorno fa, che ai tempi di De Gasperi, di Togliatti, Nenni e Almirante i politici di opposte fazioni erano adusi incontrarsi e discutere civilmente dei problemi del paese e forse anche di qualche autorevole nomina istituzionale. Ora è diventato una sorta di scandalo. Forse suscita qualche perplessità la visita ad Arcore del sindaco di Firenze Rienzi, proprio per dove è avvenuta, ma nel caso di Di Pietro l’evento si è svolto in una sede istituzionale e sotto gli occhi di tutti, anche se sono venute meno le “orecchie” per ascoltare, ovviamente.
Sappiamo molto bene che “l’anomalia Berlusconi”, nel quadro politico italiano, lo è non tanto e non solo per il personaggio che ne interpreta la parte, ma per la nostra incapacità di esprimere una classe politica valida e preparata. Alla fine ci accorgiamo che il problema del presidente del consiglio è essenzialmente, da alcuni anni a questa parte, la sua tendenza a fare da cartina di tornasole ai tanti che si sono accodati al suo carro non per convinzione ma per interesse, soprattutto personale. Ora lui, oltre ai problemi giudiziari, amorosi e altro deve mettere in conto la presenza di famelici esattori di prebende politiche e clientelari. In altre parole si sta avvitando su se stesso e avviluppando in una melassa di intrighi e di intese a dir poco indecenti.
A questo punto è forte la tentazione, e penso della maggioranza degli italiani, di sfiduciare in toto la classe politica anche se andrebbero fatti dei distinguo. Ma lo stanno facendo nel modo sbagliato: disertando le urne o votando a “dispetto”. La strada da imboccare, invece, dovrebbe essere diversa: la politica dovrebbe ingegnarsi a rinnovare la sua classe rappresentativa, e non è solo una questione anagrafica, e gli elettori riservare più attenzione e interesse per la politica poiché è il sale della nostra vita e tende a condizionarci persino negli affetti e nei rapporti familiari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Piemonte: scandalo sanità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Dichiarazione di Gianfranco MORGANDO (Segretario regionale PD Piemonte). “Il gruppo regionale del PD aveva chiesto al Presidente Cota di fare chiarezza ed assumersi le sue responsabilità. Invece, quest’oggi in aula abbiamo assistito a un intervento sbrigativo da parte di un Presidente sfuggente e laconico, evidentemente frastornato dalla débâcle elettorale nella sua Novara. Dopo un solo anno sono già sfumati i grandi proclami sul nuovo corso per la sanità piemontese ed è finita la pantomima che consisteva nel gridare agli sprechi e ai debiti attribuendone tutte le colpe al centrosinistra. Nel dibattito in aula il Partito Democratico ha smontato quel misto di incapacità ed arroganza con il quale la sanità regionale è stata gestita in questi mesi a colpi di delibere e senza confronto, permettendo a poche persone di concentrare nelle loro mani un grande potere esercitato in modo disinvolto. E’ evidente che Cota non può pensare di uscire da questa situazione limitandosi a parlare di ‘fatti isolati’ né potrà approfittarne per fare della sanità il terreno dove regolare i conti che la Lega ha in sospeso con il PdL. Da oggi in poi Cota dovrà dimostrare se vuole fare il Presidente della Regione Piemonte oppure continuare ad essere il portavoce televisivo di Bossi”.

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Scandalo Strauss-Kahn

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

Lo scandalo di Dominique Strauss-Kahn, accusato di molestie sessuali nei confronti di una cameriera, scuote anche le lavagne dei bookmaker internazionali. Il direttore del Fondo Monetario Internazionale comparirà oggi davanti al giudice che deciderà in maniera preliminare sul suo caso, ma i quotisti della sigla Stanjames hanno già pronta la lista per il suo successore. Il testa a testa del momento, rende noto Agipronews, vede in vantaggio Shri S.Sridhar, attuale presidente e managing director della Central Bank of India, favorito dai quotisti a 3,50, subito dietro ci sono le chance di Arminio Fraga (ex manapresidente della Central Bank of Brazil) che pagherebbe 5,00. A 6,00 l’incarico affidato all’ex Governatore della Banca del Messico, Guillermo Ortiz, mentre a 9,00 si trova un’altra candidatura indiana: quella di Montek Singh Ahluwalia che condivide la quota con il coreano Il Sakong. Si sale fino a 15,00 per Gordon Brown, mentre Mario Draghi – ormai vicinissimo alla presidenza della Banca Centrale Europea – pagherebbe 40 volte la scommessa.

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Perché l’ingiuria fa scandalo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Il ministro La Russa si è rivolto al presidente della Camera esprimendosi con una parola ingiuriosa. L’atto è grave ma potrebbe essere comprensibile anche se ingiustificabile, data l’agitazione del momento ma ciò che lo rende odioso è che il ministro non solo non ha sentito l’obbligo di scusarsi ma ha affermato di non averla detta anche se è stato ripreso dalle telecamere in video e in audio. Non solo. Un movimento giovanile si è sentito in dovere di difendere il ministro affermando che lo accusavano pretestuosamente, negando in tal modo la verità dei fatti. Tutto questo significa una sola cosa: generare negli altri la convinzione che si può dire di tutto, che si possono dissacrare i rappresentanti delle istituzioni e prendersi gioco dell’opinione pubblica confutando l’evidenza e in tal modo esasperando gli animi. In questo modo tutti i rappresentanti delle istituzioni sono sotto tiro e si può dire di loro peste e corna se osano contraddire coloro che la pensano diversamente, e il tutto condito da una morbosa attenzione mediatica. Dissacrare in questo modo l’intero sistema su cui si fonda la democrazia è un gioco al massacro ad altissimo rischio in quanto si ottiene un effetto domino nell’opinione pubblica e non saranno in pochi coloro che si sentiranno legittimati ad aggredire la ragione per difendere la falsità. Lo si nota anche nelle piccole cose. Giorni fa mi ero permesso di suonare il clacson per richiamare l’attenzione del proprietario di un’auto che parcheggiata in seconda fila non mi permetteva di uscire dal parcheggio. Male mi andò. Fui letteralmente investito da improperi, Passai per un prepotente che si arrogava il diritto di disturbare un cittadino legittimato a parcheggiare in seconda fila. Questo governo, questa maggioranza si muovono con la stessa logica di chi parcheggia in seconda fila e fa la voce grossa per sostenere l’insostenibile. Se non si ristabiliscono le regole del gioco e si ritorna responsabili delle proprie azioni, e si considerano le leggi come norme che stabiliscono le regole della normale convivenza, e che tutti siamo chiamati a rispettarle, a cominciare dallo stesso legislatore che le ha emanate, noi saremo destinati ad avere un paese che affonda nella palude dell’anarchia e con essa distruggerà i valori che sono alla base dei principi per i quali abbiamo lottato per la democrazia, per la libertà e la giustizia. E’ questo il motivo per il quale la parola del ministro mi suona grave, quasi eversiva, perché legittima un comportamento e lo rende un “martire”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Scandalo bike sharing a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Solo 85 bici in 369 cicloposteggi erano disponibili alle 23.30 di martedì scorso, il 23% del totale, una bicicletta su quattro e le altre che fine hanno fatto? E’ questo il risultato del monitoraggio effettuato da Legambiente Lazio, in collaborazione con il quotidiano Metro, nella notte del 15 febbraio tramite il sito ufficiale dell’iniziativa bikesharing.roma.it: nonostante il servizio sia disponibile 24 ore su 24, appare poco probabile che le restanti fossero in uso nella notte di un giorno infrasettimanale.  Mentre le biciclette invadono le principali città europee e mondiali, l’esperienza del bike sharing nella Capitale rappresenta un fallimento unico per scarsità di stazioni e di biciclette, mancanza di un vero progetto a più ampio raggio che renda per i ciclisti meno rischioso spostarsi per le strade di Roma. Londra inaugura il suo bike sharing di 400 stazioni e 6.000 bici (contro le nostre 29 e 363) e a Milano il numero di biciclette disponibile aumenta (i prelievi giornalieri sono 5.000 contro i nostri 150), ma Roma non coglie affatto l’opportunità di un servizio popolare e utile per la città.  Legambiente Lazio, già due anni fa, aveva denunciato la cattiva gestione di un servizio potenzialmente molto utile per rendere Roma più sostenibile. Partito in via sperimentale durante gli ultimi mesi della Giunta Veltroni, il servizio di condivisione delle bici fu inizialmente affidato ad una multinazionale spagnola; con il cambio di maggioranza in Campidoglio, la gestione è poi passata all’Atac, che ha cancellato la gratuità della prima mezz’ora relegando il servizio ad una sorta di “noleggio bici” e soprattutto abbandonando in sostanza la manutenzione delle bici e delle stazioni.

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Pronto. Chi è?: La censura

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

Michele Santoro, Italian journalist, anchorman...

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E sì che ormai dovremmo essere abituati a tutto. Dopo un presidente del Consiglio che attacca quotidianamente la magistratura per tentare di venir meno alle sue responsabilità di fronte a tutto il vergognoso scandalo in cui ha gettato l’intero Paese; dopo una controinformazione che segue pedissequamente i suoi ordini per far giungere ai cittadini una verità filtrata a dovere, dovremmo davvero essere pronti a tutto. Eppure, questo sistema malato creato a dovere dalle mani ormai esperte di Berlusconi, continua a stupirci. Com’è successo l’altra sera. La telefonata del direttore generale della Rai, Mauro Masi, in apertura della trasmissione Annozero di giovedì scorso,  rappresenta una irrituale quanto pericolosa novità nella storia del servizio pubblico. Stiamo parlando di un direttore generale che chiama il conduttore di una trasmissione d’informazione per  prendere le distanze e dissociare l’azienda  dal programma stesso, pur senza bloccarlo. Una sorta di dimostrazione, un avvertimento, una minaccia dall’alto, secondo il metodo della cornetta facile ormai tanto in voga. Senza commentare la figura direi indecorosa che Masi ha fatto di fronte agli oltre 7 milioni di italiani che seguivano il programma, il fatto gravissimo è che la telefonata rappresenta l’ennesimo tentativo di censura ai danni della libera informazione. Quella libera informazione che interessa tanti cittadini da fare un record di ascolti. In un Paese dove ormai il decoro sembra non esistere più, di fatto, chi si permette di svolgere il proprio mestiere correttamente e di incorrere, per dovere professionale, nelle questioni del presidente del Consiglio, viene attaccato dal sistema di ferro creato da questo piccolo uomo che si ritiene onnipotente. Ma quel sistema di ferro va combattuto. E’ necessario abbattere questa sorta di muro che Berlusconi, con l’aiuto della sua corte politica ed editoriale, vuole mettere tra le proprie verità e i cittadini e tra se stesso e la magistratura. Nell’esprimere, a nome personale e del mio gruppo, solidarietà a Michele Santoro ed al serio lavoro che svolge con l’aiuto di un intero staff, per trasmettere ai cittadini la verità, a questo punto ritengo doverose le dimissioni di Masi, che ormai va anche contro gli interessi dell’azienda che dirige, minacciando apertamente il conduttore di una trasmissione con ascolti record,  pur di eseguire gli ordini del suo padrone. (Massimo Donadi)

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Scandalo affittopoli a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

“Trovo semplicemente incivile che enti pubblici come il comune di Milano e consoci, possano gestire un patrimonio collettivo in modo a dir poco clientelare e nepotistico. Gli amministratori di tali beni hanno l’obbligo istituzionale di essere trasparenti nella conduzione di tutto ciò che appartiene ai cittadini”. Duro il primo commento del viceresponsabile meneghino dell’Italia dei Diritti, Filippo Monteleone, allo scandalo di affittopoli che ha investito i patrimoni immobiliari amministrati dal comune di Milano, dal Policlinico, e dal Pio Albergo Trivulzio. Da quanto si legge sulle pagine di un giornale nazionale infatti, 3700 tra case, negozi e locali, sono stati affittati non secondo la logica del bisogno, ma favorendo solo alcuni privilegiati, nello specifico professionisti, medici, architetti, giornalisti, amici o parenti di, che pagano delle quote annuali decisamente più basse rispetto al mercato privato, pur vivendo a pochi passi dal centro città. “La politica di tali scelte a me sembra molto evidente – afferma deciso l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, obiettivo principale è quello di creare e alimentare la forbice della disuguaglianza, snaturare ancor di più quello che non sia già la natura stessa della società civile. In questo modo si creano élite sempre più forti che hanno canali preferenziali per tutto ciò che dovrebbe essere appannaggio della collettività, e che sono disposte all’omertà assoluta pur di mantenere i propri privilegi a scapito di chi ha sempre meno, e sempre meno strumenti per far valere i propri diritti”.  “Spero vivamente che venga aperta un’inchiesta su questo nuovo scandalo milanese – conclude Monteleone –, e che  vengano fuori nomi, elenchi, riferimenti chiari, in modo tale che si possa far luce sul torbido che c’è da sempre nella pubblica amministrazione, e che troppo spesso, viene interpretata come privata”.

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Lodo Ruby: un’altra legge ad personam?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

“Il capogruppo Pdl alla Camera, Cicchitto – dichiara Antonio Borghesi – ha lasciato intendere che fosse allo studio del governo una legge per l’abbassamento della maggiore età. «E’ una delle tante questioni sul tavolo», anche se «non è la più urgente» -ha detto – facendo crescere rapidamente i miei dubbi, poiché, come si dice, Excusatio non petita accusatio manifesta (come dire “La prima gallina che canta ha fatto l’uovo”).  Di fronte ad una tale dichiarazione ho immediatamente reagito con il seguente comunicato stampa ripreso dall’Ansa: “No, per favore, anche il Lodo Ruby no. Cicchitto. Abbassare l’età della maggiore eta’ nel pieno dello scandalo che ha travolto il premier sarebbe una vera porcata. Ci risparmino quest’ennesima legge ad personam, ultima offesa alla Repubblica”. Lo afferma il presidente vicario del gruppo Idv alla Camera.” In altri termini poiché Berlusconi oltre al reato di concussione è stato denunciato per “ricorso alla prostituzione femminile” per via della minore età della escort Rudy che ha frequentato la casa del premier in Arcore si vuole con provvedimento retroattivo stabilire che si diventa maggiorenni non più a 18 ma a 17 anni. E’ una notizia tanto incredibile quanto vera che ha già fatto il giro del mondo lasciando intravedere un’Italia dove il legislatore continua a fabbricare solo leggi ad personam per il premier pur di levarlo dagli impacci ma in questo modo si riconosce che i magistrati hanno colto nel segno e che in effetti il reato esiste se si deve ricorrere al legislatore per porvi riparo.

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