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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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I giovani infermieri nella professione: Uno “scatto” tra i millensials

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Insoddisfatti per lo stipendio soprattutto perché non è adeguato alle responsabilità, gli infermieri millenials sono invece soddisfatti per la loro formazione e per il rapporto con gli infermieri senior. Non hanno problemi di occupazione, ma si rendono conto che il loro posto migliore sarebbe quello su un territorio e in una residenzialità che ancora resta indietro. Anzi, ciò che vorrebbero sarebbe proprio una maggiore formazione in questo settore come in quello dell’area critica per far fronte alle emergenze dove già sono una punta di diamante e vorrebbero che questo avvenisse con vere e proprie specializzazioni.E’ il quadro che emerge da un sondaggio della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche che con settori specializzati – questo è, appunto “Fnopi Giovani” – sta tracciando il profilo completo della professione infermieristica e delle sue esigenze che nascono e derivano dai veri bisogni di assistenza dei cittadini.Al sondaggio ha partecipato un campione statisticamente significativo di giovani infermieri: l’età media delle donne è di 26,4 anni, quella degli uomini 25,9.Per la maggior parte (66%) si sono formati nelle strutture universitarie del nord del Paese, il 18% al centro e il 16% al sud.
I più hanno conseguito la laurea tra il 2013 e il 2018 e il 34% di loro ha acquisito anche una formazione post-base (laurea magistrale/specialistica, master di primo livello prevalentemente nell’area emergenza/urgenza, chirurgica, territoriale wound care, management).Per il 76% l’esperienza lavorativa va da 2 a 5 anni, solo per il 12% è superiore ai 5 anni e solo il 7% è in attesa di occupazione: il 13% è libero professionista, l’80% lavora in strutture pubbliche e private con contratti a tempo determinato (pubblico 14%, privato 16%) e a tempo indeterminato (pubblico 29%, 21% privato).Non c’è un ambito operativo che prevale: le percentuali vanno dal 5% per l’area della salute mentale al 21% dell’ambito sociosanitario/residenzialità (10% territorio, 14% area emergenza/urgenza, terapia intensiva, 16% ambito chirurgico, 20% ambito medico).L’ambito clinico lavorativo in cui si registra maggiore soddisfazione da parte degli infermieri è quello dell’emergenza urgenza e terapia intensiva, settore notevolmente ambito anche da coloro che lavorano in campo medico e chirurgico.L’82% dei professionisti lavora nella regione in cui risiede, il 5% farebbe un’esperienza all’estero.E tra i criteri che hanno orientato la scelta alla professione, motivazioni economiche a parte, c’è anche il bisogno di accrescere competenza ed esperienza.
“Il risultato della survey – spiega Nicola Draoli, responsabile per il Comitato centrale della Federazione del settore “Fnopi Giovani” – mette in evidenza anche criticità legate alla qualità dello specifico posto di lavoro: è l’organizzazione dei servizi che spesso non va. L’indagine è comunque uno sprone per i livelli organizzativi a riqualificare velocemente i setting di lavoro residenziali territoriali per renderli attirativi e adeguati alla professione così come si rende necessario lavorare fin dal percorso formativo di base su un maggior orientamento alla territorialità e non solo al settore dell’area critica”.

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Pronti allo scatto! Henri Cartier-Bresson

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

Lugano venerdì 7 settembre 2018 ore 10.30 al Museo in erba – Riva Caccia 1A – Galleria Central Park 1° piano, una rassegna dedicata ai bambini, che si propone come laboratorio per un approccio intelligente alla fotografia organizzata con il Centre Pompidou di Parigi.Uno studio fotografico, un atelier di disegno, giochi d’inquadrature e di luce, tanti moduli interattivi… per avvicinare bambini e ragazzi al mondo della fotografia. Fotografare può essere un piacere, un’avventura, una scoperta: serve per ricordare, raccontare delle storie, fissare un momento unico che non tornerà.Le postazioni di questa interessante mostra presentano una serie di gigantografie di Parigi, realizzate dal fotografo Hervé Véronèse e invitano a una passeggiata, fra ponti, monumenti, giardini e palazzi. I bambini (e non solo) possono soffermarsi nel “luogo” che preferiscono e personalizzarlo creando delle scenette con i materiali a disposizione. Alcuni semplici dispositivi li introducono alle tecniche base della fotografia e ai segreti della composizione: inquadratura, punto di vista, prospettiva, scala e movimento. A questo punto i giovani fotografi sono… pronti allo scatto!Le attività proposte educano lo sguardo in modo divertente: cresciuti in una società in cui l’occhio non guarda più davvero le immagini, ma le scorre frettolosamente, i giovani visitatori sono invece qui invitati a fermarsi e osservare con calma e nel dettaglio, a scoprire il mondo in modo nuovo.Alla fine del percorso un filmato permette loro di scoprire le immagini di Henri Cartier-Bresson, artista di riferimento della mostra e grande fotografo francese, che ha saputo con i suoi scatti raccontare eventi, personaggi, momenti di vita del Novecento. L’atelier, inoltre, propone un ricco programma d’attività il mercoledì pomeriggio, nel week-end e durante le vacanze scolastiche. (orari: lun – ven: 8.30 – 11.30 * 13.30 – 16.30 Sabato, domenica e vacanze scolastiche: 14.00 – 17.00 Chiuso: festivi cantonali, 24 e 31 dicembre Entrata: Fr. 5. dai 3 anni)

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