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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Pompei, gli scavi e gli ordigni bellici

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

In riferimento all’articolo de Il Fatto quotidiano “Le 10 bombe di Pompei” circa la presenza di eventuali ordigni bellici presenti nell’area dei nuovi scavi, la Direzione del Parco Archeologico di Pompei chiarisce quanto segue.
Presso i nuovi scavi della Regio V, rientranti nel vasto progetto di messa in sicurezza dei fronti di scavo (perimetro che circonda l’area non scavata) previsti dal Grande Progetto Pompei, le attività di indagine sono soggette a una rigida procedura di progettazione e controllo in tutte le fasi. Non è un caso che vi siano coinvolte professionalità differenti, (dagli ingegneri agli antropologi ai vulcanologi, e geologi oltre agli architetti, archeologi e restauratori ) ciascuno per la sua competenza.
Nel progetto di scavo come in tutti i progetti in generale, è previsto l’obbligo da norma di inserire nel piano di sicurezza la bonifica da ordigni bellici in aree che sono state soggette a bombardamento negli anni passati.Il Parco archeologico di Pompei ha regolarmente redatto il progetto di bonifica, che è eseguito dal Genio Militare che ne ha la competenza. Metro per metro è stata effettuata la bonifica dell’area, che viene ripetuta anche in caso di necessità, per eventuali saggi. Come per la regio V, la bonifica viene eseguita per tutti i progetti dell’area archeologica, tra cui il progetto in corso della nuova recinzione del sito. Nessun rischio, pertanto, né per gli addetti ai lavori che effettuano gli scavi, né per i turisti che visitano l’area.​

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Al via un nuovo progetto per avvicinare le future generazioni all’archeologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

All’ingresso degli scavi di Pompei ed Ercolano, ad un anno di distanza dalla sua prima visita, ritorna Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini, per presentare le nuove mappe e la guida dedicata ai più piccoli del sito Unesco che comprende Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Alfonsina Russo, Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, dichiara : “Esplorare nuovi canali comunicativi per avvicinare le nuove generazioni all’archeologia, così come all’arte ed ai beni culturali, in generale, resta un obiettivo di grande importanza per tutti gli attori che si occupano di conservazione, tutela e promozione del patrimonio culturale italiano. In questa chiave, l’iniziativa di proporre percorsi guidati e mappe specifiche, utilizzando un personaggio cosi’ amato dai giovanissimi, come Geronimo Stilton, risulta essere un interessante passo avanti”.

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“Gli scavi turco-italiani a Karkemish sull’Eufrate”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma Venerdì 12 aprile 2019 alle ore 18.30, presso l’Istituto Yunus Emre Centro Culturale Turco di Roma, si terrà la conferenza “Gli scavi turco-italiani a Karkemish sull’Eufrate: nuove scoperte archeologiche su ittiti e assiri in una capitale al crocevia delle civiltà antiche” del Prof. Nicolò Marchetti, Direttore della Missione Archeologica Turco-Italiana a Karkamış delle Università di Bologna, Istanbul e Gaziantep.
È la sesta conferenza del Ciclo sulle Missioni Archeologiche Italiane in Turchia, organizzato dall’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, sotto l’egida del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia.
È di grande importanza, e attiva da decenni, la collaborazione tra istituzioni turche e italiane nell’ambito del settore archeologico. Oltre a quella di Karkemish a Gaziantep dell’Università di Bologna, ci sono la missione di Yumuktepe a Mersin dell’Università del Salento a Lecce, quella di Uşakli Höyük a Yozgat dell’Università di Firenze, quella di Kinik Höyük a Nigde dell’Università di Pavia, quella di Hierapolis a Denizli dell’Università di Lecce, quella di Elaiussa Sebaste a Mersin e di Arslantepe a Malatya, entrambe dell’Università Sapienza di Roma.

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Partita la campagna di scavi nell’Agorà di Selinunte

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Fino alla metà di ottobre effettueremo ricerche archeologiche nell’area dell’agorà di Selinunte, sull’altopiano di Manuzza. Le operazioni di scavo rientrano nell’ambio delle ricerche ormai ultraventennali che il DAI di Roma, ovvero l’Istituto Archeologico Germanico, diretto dal Dott. Ortwin Dally, conduce a Selinunte”. Lo ha annunciato in queste ore il Direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Enrico Caruso. “Siamo molto felici della ripresa di queste ricerche – ha proseguito Caruso – perché si torna a lavorare in un particolare settore della Selinunte arcaica, abbandonata fuori dal circuito murario di età punica dopo la disfatta della città greca ad opera del possente esercito Cartaginese del 409 a.C. Questi scavi consentiranno di legare alcuni elementi significativi delle presenze in seno all’agorà, parzialmente indagate negli anni Settanta del secolo scorso, mediante dei saggi isolati che portarono alla scoperta di una necropoli arcaica e di un santuario punico da parte della Prof.ssa Antonia Rallo delll’Università La Sapienza di Roma e di quelli, risalenti a non oltre un decennio fa, dell’Ing.-Arch. Dieter Mertens, il quale, nell’ambito della scoperta della vasta agorà e dell’isolato orientale che la delimitava, in un saggio pressoché centrale aveva scoperto la cosiddetta tomba dell’Ecista, cioè del fondatore della città. Tutti questi elementi isolati, finalmente, potranno essere messi in relazione tra di loro grazie agli scavi iniziati lo scorso anno sotto la direzione della Dott.ssa Sophie Helas, membro del DAI e nota per l’importante studio pubblicato sulle case puniche nell’Acropoli di Selinunte, che riprende anche quest’anno le sue ricerche iniziate nel 2017.
Le premesse sono eccellenti, non vi è alcun dubbio sulla loro portata, ciò consentirà non solo di capire meglio l’organizzazione interna della grande piazza selinuntina prima della distruzione e dopo di essa, ma anche di capire quali erano le relazioni intrinseche tra le diverse parti esistenti, distinte temporalmente e topograficamente”. Dunque dopo la campagna di scavi, tenutasi nei mesi di Giugno – Luglio, ad opera della New York University e della Statale di Milano, ora riprende quella dei tedeschi. “I nuovi scavi di quest’anno e quelli del 2017, sono indagini di una zona particolare dell’Agorà. La Dott.ssa Rallo aveva scoperto alcune tombe arcaiche di una prima fase dell’esistenza di Selinunte negli anni sessanta. Probabilmente potremmo essere in presenza di un sito di venerazione di personaggi che avevano un ruolo particolare – ha affermato Ortwin Dally, Direttore dell’Istituto Archeologico Germanico – per l’identità della popolazione greca della città antica. Dopo il 409 a.C Selinunte fu conquistata dai Punici. La zona dell’Agorà fu trasformata. L’area investigata nel 2017, dal nostro Istituto Germanico, fu eventualmente trasformata in una nuova zona sacra. L’obiettivo è un tentativo di capire meglio la trasformazione della città di Selinunte dopo il 409 a. C. E’ dal 1971 che l’Istituto Archeologico Germanico è attivo a Selinunte, prima in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Trapani, poi con il Parco Archeologico di Selinunte”.

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L’affresco di un Priapo emerge dagli scavi della Regio V

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

affresco di un PriapoPompei (Napoli) Una dimora di pregio su via del Vesuvio con stanze elegantemente decorate e all’ingresso un Priapo affrescato, in atto di pesare il membro su una bilancia, sono emersi nel corso dei lavori di riprofilatura dei versanti della Regio V che affacciano sulla via di Vesuvio, nell’ambito del cantiere dei nuovi scavi. Le operazioni in corso rientrano nel più ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, che delimitano i 22 ettari di area non scavata di Pompei, previsto dal Grande Progetto Pompei e che interesserà circa 3 km di fronti . La figura di Priapo, a Pompei ben conosciuto per la raffigurazione che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii, oggi appare per la seconda volta in questa domus poco distante. Dio della mitologia greca e romana, era secondo buona parte delle fonti, figlio di Afrodite e di Dionisio. (Leggende minori lo vogliono invece figlio di Afrodite e di Ermes o Ares, o Adone o Zeus). Era, gelosa del rapporto adulterino di Zeus con Afrodite, si vendicò con Priapo e gli diede un aspetto grottesco, con enormi organi genitali.Il fallo, così spesso raffigurato in affreschi e mosaici dell’epoca, era ritenuto origine della vita, e per gli antichi romani un simbolo apotropaico, utilizzato contro il malocchio o per auspicare fertilità, benessere, buon commercio e ricchezza.Non è un caso, difatti, che poco oltre un altro fallo in tufo grigio dipinto è emerso, lungo la strada, su una parete del vicolo dei balconi.
La domus lungo via del Vesuvio che sta venendo alla luce, sta rivelando oltre all’affresco del Priapo posto all’ingresso (fauces), anche diversi ambienti dalla decorazione pregiata, tra i quali una parete con un volto di donna entro un clipeo e una stanza da letto (cubicolo) decorata con una raffinatissima cornice superiore e con due quadretti (pinakes) nella parte mediana, l’ uno con paesaggio marino, l’altro con una natura morta, affiancati da animaletti miniaturistici.Sempre lungo la via del Vesuvio, procedendo verso sud è stata, invece, messa in luce la parte superiore di una fontana/ninfeo, con la facciata rivolta verso l’interno dell’insula, dove probabilmente si apriva un giardino. La superficie finora esposta (parte superiore delle colonne, parte superiore della nicchia e frontone) è rivestita di tessere vitree e conchiglie, che formano complessi motivi decorativi. Al di sopra di una delle colonne è raffigurato un volatile. (foto: affresco di un Priapo copyright beni culturali pompei)

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Pompei: nuovi scavi e ricerche

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

A Pompei proseguono le attività di ricerca e di studio condotte in collaborazione con università italiane e straniere in città e nel suburbio. Dal Foro Triangolare al Tempio di Esculapio, dalle fulloniche della Regio VI alla Necropoli di Porta Sarno, dalle botteghe di via dell’abbondanza nell’Insula VII, alla Casa del Leone presso l’Insula Occidentalis sono diverse le campagne di studio condotte dal Parco archeologico in collaborazione con l’Università Federico II o le concessioni come quelle dell’Università degli Studi di Genova, l’ École Française de Rome e l’Università di Rouen, la Universidad Europea de Valencia sotto la supervisione del Parco, nonché l’attività di scavo presso il sito di Civita Giuliana con il supporto della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Le indagini di scavo del 2017 avevano portato alla luce due tratti murari posti in prossimità della Schola (tomba a esedra): il primo, una porzione di muro in grandi blocchi di tufo, rinvenuto dal Maiuri, l’altro un muro in opera incerta. Le indagini hanno analizzato il rapporto tra i due tratti murari rintracciati, per chiarirne la cronologia e contribuire a definire lo sviluppo delle mura urbane in questo tratto e la loro strutturazione nel corso del tempo. E’ molto probabile che questo settore del Foro Triangolare fosse interessato tra III e II secolo a.C. dalla presenza di un imponente sistema difensivo costituito da una struttura a doppia cortina e nucleo interno.Nell’ambito dello stesso progetto è stato condotto e concluso lo scavo al Tempio di Esculapio (Asclepio in greco), posto nel Quartiere dei Teatri, all’incrocio tra via di Stabia e la cosiddetta via del Tempio di Iside, allo scopo di riesaminare la struttura dell’edificio per ricostruirne le fasi edilizie, dalla sua costruzione all’eruzione del 79 d.C.
L’evoluzione delle installazioni produttive e le produzioni tessili e dell’antica Pompei, sono, invece, oggetto del programma di ricerca “Spazi urbani di produzione e storia delle tecniche a Pompei e Delo” condotto dall’ École Française de Rome e dall’Università di Rouen sulle fulloniche e su una bottega della Regio VI, con l’obiettivo di comprendere il funzionamento dell’economia urbana attraverso le attività produttive di due città antiche.
Presso la necropoli di Porta Sarno, invece, durante uno scavo di emergenza del 1998-99 furono scoperte alcune tombe sannitiche e due recinti funerari romani. Quest’estate si è avviata la prima campagna del progetto di studio e indagine scientifica , oggetto della convenzione con il Colegio de Doctores y Licenciados de Valencia, la Universidad Europea de Valencia e l’Institut Valencià de restauració I Conservació sotto la direzione di R. Albiach e L. Alapont, finalizzata al restauro dei monumenti funerari e alla documentazione fotogrammetrica e planimetrica della necropoli.Gli scavi archeologici in alcune botteghe di Via dell’Abbondanza (in corrispondenza della Regio VII, Insula 14,) condotti dall’Università degli studi di Genova (coordinamento equipe universitaria prof. Silvia Pallecchi), hanno permesso il recupero di varie tipologie di materiali (ceramica, intonaci, metalli, reperti faunistici, malacofauna, monete, carporesti), utili per la comprensione di questi spazi e della loro articolazione in un periodo compreso tra il II sec. a.C. ed il 79 d.C. Lo studio, attualmente in corso, dei reperti qui ritrovati è preziosa fonte di informazione sugli aspetti della vita quotidiana, degli usi e costumi degli abitanti di Pompei.Presso l’Insula Occidentalis, un nuovo tratto del peristilio della Casa del Leone (VI 17, 25), è emerso nel corso delle recenti indagini condotte dal Parco, in collaborazione con l’ Università di Napoli Federico II, (coordinatore dell’equipe universitaria Prof. Luigi Cicala). L’area del peristilio, posta su uno dei terrazzamenti inferiori del complesso abitativo era, difatti, stata reinterrata dopo gli scavi borbonici. Oggi lo studio di tali ambienti e’ fondamentale, anche in funzione del progetto di musealizzazione del soprastante Laboratorio di Ricerche Applicate.Nel suburbio settentrionale dell’antica Pompei, in località Civita Giuliana, infine, il Parco Archeologico di Pompei ha ripreso gli scavi nell’area di una grande villa rustica oggetto di cunicoli clandestini intercettati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Gli scavi negli scorsi mesi hanno portato in luce cinque ambienti pertinenti al quartiere servile della villa. E’ stato possibile realizzare i calchi di due letti e per la prima volta, il calco integro di un cavallo, rinvenuto con gli elementi della bardatura nella stalla di fronte a una mangiatoia. L’intervento, da poco avviato in un’ottica di tutela del territorio, mira a completare lo scavo della stalla dove è stato rinvenuto l’equino, riportando in luce tutto l’ambiente e le murature perimetrali.

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A Pompei si scava

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

repertiPompei. Siamo solo all’inizio di questa avventura e già iniziano ad emergere reperti intatti che aggiungono elementi nuovi alla lettura della storia dell’antica città.Presso la Schola Armaturarum, ormai simbolo di rinascita per Pompei, dove è in corso il restauro degli affreschi originali salvatisi dal bombardamento del 1943, dallo scorso luglio è stato avviato anche lo scavo degli ambienti retrostanti, mai prima indagati.Un deposito di anfore, al momento formato da quattordici reperti immersi nel lapillo, è stato riportato alla luce. Si tratta di uno dei tre ambienti individuati alle spalle della parte di struttura più nota della Schola Armatorarum.Le anfore rinvenute intatte, dovevano contenere olio, vino e salse di pesce: un’anfora presenta iscrizioni dipinte in cui si leggono numeri, a indicare i quantitativi, e, verosimilmente, il prodotto contenuto. L’uso come deposito dell’ambiente è confermato dai graffiti visibili su una delle pareti dell’ambiente, che ribadiscono l’attività di stoccaggio.Al termine dello scavo, previsto per il mese di dicembre, le anfore saranno ricollocate in situ nell’ambito del più ampio progetto di valorizzazione del “museo diffuso” che Anforeil Parco archeologico sta adottando in più aree degli scavi per ri-contestualizzare i reperti nei luoghi di provenienza.
Fino ad ora l’unico ambiente, portato alla luce nel 1915 da Vittorio Spinazzola, era stato quello ben conosciuto che affacciava su via dell’Abbondanza. Il suo carattere pubblico militare fu fin dall’inizio chiaro per via delle grandi dimensioni e della sua decorazione ( i trofei all’ingresso e le figure alate e armate che decorano le pareti). Tuttavia la sua esatta destinazione, deposito di armi o scuola di formazione della gioventù pompeiana, continua a non essere certa. Lo scavo di questi altri ambienti, che rientra nel cantiere “Scavi e ricerche”, ha come obiettivo proprio quello di chiarire tali aspetti.L’esplorazione della struttura completa della Schola non è il solo intervento del genere previsto a Pompei. In corso è anche il grande cantiere di scavo nella Regio V, il cosiddetto “cuneo” (un’area di oltre 1000m2 nella zona posta tra la casa delle Nozze d’Argento e gli edifici alla sinistra del vicolo di Lucrezio Frontone), dal quale ci si aspetta di portare in luce ulteriori strutture e reperti di ambienti privati e pubblici. In quest’area (sul pianoro delle regiones IV e V), inoltre, sarà previsto l’allestimento di un laboratorio di studio archeologico dei reperti che verranno alla luce e un deposito per la loro conservazione temporanea. (foto: reperti, anfore)

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Scavi di Pompei: Continua il progetto di musealizzazione diffusa

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

scavi pompeiPompei Lunedì 1 agosto alle ore 11,30 (Piazza Anfiteatro) il Direttore Generale Massimo Osanna, assieme ai funzionari responsabili di area e degli allestimenti, accompagneranno la stampa e illustreranno la ratio dei progetti e la nuova riproposizione degli ambienti che vedono in esposizioni reperti originali. Prosegue, quindi, il progetto di musealizzazione diffusa agli scavi di Pompei, già avviata lo scorso aprile con positivo riscontro del pubblico, con la riproposizione degli arredi dei cubicola (stanze da letto) della Villa Imperiale. Questa volta il progetto si estende alla Fullonica di Stephanus (l’antica lavanderia) con il riallestimento della cucina sul modello di quello adottato un secolo prima dall’allora Soprintendente Vittorio Spinazzola (1916) e ben testimoniato dalla documentazione fotografica d’archivio. E alla Palestra grande dove trovano esposizione permanente i reperti organici, già prima nella mostra “Mito e Natura” da poco conclusasi e qui integrati da una ulteriore sezione di reperti naturalistici provenienti da Moregine. (foto: scavi pompei)

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Scavi di Pompei: Chiusura temporanea dell’Anfiteatro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

pompei dove il tempo si è fermatoL’Anfiteatro di Pompei chiuderà temporaneamente al pubblico dal 15 giugno (dalle ore 18,30) fino al giorno 25 giugno, al fine di consentire gli interventi di disallestimento della Piramide sede temporanea della Mostra Mito e Natura che ha visto in esposizione reperti organici e affreschi di “Nature Morte”.La Mostra che chiuderà il 15 giugno per la parte espositiva della Piramide, continua con l’itinerario tematico all’interno dell’area archeologica nelle domus di recente restauro che caratterizzate da splendidi giardini e spazi verdi appositamente risistemati o ripristinati.L’Anfiteatro, che riaprirà regolarmente alle visite il 26 giugno, sarà sede privilegiata dei concerti di David Gilmour il 7 e 8 luglio e di Elton John il 12 luglio, nonché della Mostra “Pink Floyd. Live at Pompeii. The exhibition by Adrian Maben” che sarà aperta in anteprima il 21 giugno in occasione della Festa della Musica, indetta dal Ministero per i beni e le attività culturali e i Turismo in tutti i siti statali e museali oltre che in piazze e parchi d’Italia.

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Riapre al pubblico l’Antiquarium degli scavi di Pompei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

pompei dove il tempo si è fermatoPompei giovedì 28 ore 11,00 Ingresso Porta Marina Superiore riapre al pubblico l’Antiquarium degli scavi di Pompei. Realizzato nel 1870 da Giuseppe Fiorelli, bombardato nel 1943, riallestito nel 1948 da Amedeo Maiuri e chiuso nel 1980 in seguito al terremoto. Un luogo di accoglienza e conoscenza per approfondire la storia della città dalle sue origini al 79 d.C., attraverso nuovi allestimenti museali e multimediali, spazi dedicati alle mostre, percorsi di realtà virtuale immersiva per rivivere l’esperienza tragica dell’eruzione e la vita quotidiana dell’epoca, e un nuovo e moderno bookshop. Negli spazi riservati alle mostre, l’esposizione permanente “Sacra Pompeiana” dedicata ai luoghi di culto della Pompei pre-romana e una mostra temporanea “Per grazia ricevuta. La devozione religiosa a Pompei antica e moderna”, aperta fino al 27 novembre 2016, che approfondisce il tema del rapporto tra l’uomo e il divino. Un excursus dal mondo antico pagano a quello cristiano, attraverso anche un confronto di reperti provenienti dagli scavi e dal santuario della Beata Maria vergine del Santo Rosario di Pompei. Il percorso espositivo dell’Antiquarium continua nella vicina Villa Imperiale, lussuoso edificio del I sec. D.C., mai prima aperto al pubblico, dove sono riproposte ricostruzioni di ambienti domestici dell’antica Pompei.Intervengono:
· Massimo OSANNA – Direttore Generale Soprintendenza Pompei
· Gen. D. CC Luigi Curatoli – Direttore Generale del Grande Progetto Pompei
· Giuseppe LEPORE – Presidente del Centro Europeo Turismo e Cultura
· Mons. Tommaso CAPUTO – Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio per il Santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario di Pompei
· Guido Savarese – Amministratore unico del Consorzio Arte’m

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Scavi di Pompei

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2016

scavi pompeiScavi di Pompei è in corso l’intervento di rimozione di uno dei due alberi caduti a causa delle forti raffiche di vento di ieri.
Gli operai sono al lavoro per rimuovere l’albero che dal Tempio di Venere cadendo si è poggiato sulla parte superiore di Porta Marina.
L’ingresso al sito che dalle ore 13,00 era stato interdetto dalla salita di Porta Marina, sarà domani mattina regolarmente praticabile.
La Soprintendenza sta continuando il monitoraggio di tutta l’area archeologica per attivare tutte le misure di messa in sicurezza e verificare eventuali danni alle strutture archeologiche. (scavi pompei)

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Pompei: cedimento di un muro

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2015

muro pompeiLa Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia comunica che nel corso dei regolari sopralluoghi svolti da personale di vigilanza e da funzionari, all’interno dell’area archeologica di Pompei, in data odierna, è stato rilevato il cedimento di un muretto che delimitava due ambienti non coperti della Caupona di Demetrius e Helpis Afra (I, 2, 18).Si tratta di un muro in opera incerta, non affrescato, di circa 2 metri di lunghezza restaurato nel dopoguerra a seguito dei gravi danneggiamenti subiti dai bombardamenti del 1943 nell’area. L’edificio si trova in un’area non aperta al pubblico, per la quale è già stata progettata la messa in sicurezza nell’ambito del Grande Progetto Pompei i cui lavori, già in gara, inizieranno a breve. (muro)

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Riapre al pubblico la Basilica degli scavi di Pompei

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

basilicabasilica1Pompei. Torna visitabile la Basilica degli scavi di Pompei, a conclusione degli interventi di messa in sicurezza previsti dal Grande Progetto Pompei che stanno interessando tutta la Regio VIII, circostante l’edificio.Gli interventi hanno interessato in particolare gli intonaci e le colonne in laterizio della Basilica, dove erano evidenti lacune e perdita di materiale. Si è, dunque, proceduto ad azioni di integrazione muraria e stilatura dei giunti delle colonne, stuccatura delle crepe e riadesione di intonaco. L’obbiettivo degli interventi è stato soprattutto quello di procedere alla ricomposizione delle parti consunte, utilizzando materiale a ridottissimo impatto, come nel caso dei gradini di accesso all’edificio, ricomposti con malta a base di calce.Si tratta di un ulteriore intervento del Grande Progetto Pompei che che consente la restituzione ai visitatori di un importante edificio pubblico, tappa obbligata nei principali itinerari di visita al sito archeolologico.La Basilica, destinata all’amministrazione della giustizia e alle contrattazioni economiche, fu costruita nella seconda metà del II sec. a.C., nell’ambito del progetto generale di monumentalizzazione della città. Il sontuoso edificio presenta pianta rettangolare, a 3 navate, con copertura a doppio spiovente retta dalle colonne centrali e dalle semicolonne della parte superiore delle pareti, dove restano decorazioni in “primo stile”. Sul fondo è il Tribunal, raggiungibile con scale di legno, dove sedevano i magistrati.L’ingresso al pubblico sarà possibile esclusivamente dall’acceso laterale dell’edificio, posto su via Marina. (foto: basilica)

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Trovato in Dancalia il “santuario delle amigdale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Durante l’ultima campagna di scavi nel bacino sedimentario di Buya, in Eritrea, l’equipe internazionale guidata dal paleoantropologo della Sapienza Alfredo Coppa ha rinvenuto nuovi reperti umani e dell’industria litica risalenti a circa un milione di anni fa. I ricercatori hanno parlato subito di un “santuario delle amigdale”, poiché il sito è senz’altro uno dei posti a più alta concentrazione di manufatti litici di tipo acheuleano risalente a quel periodo: ai loro occhi è apparsa una spianata di reperti di basalto, scisti, selce e quarzite accumulatisi nel tempo a causa dei fenomeni di erosione differenziata. Si tratta probabilmente di depositi del fondo di un canale che, su una superficie di circa 400 metri quadrati, vede concentrate centinaia di amigdale attestanti una presenza umana importante e prolungata nel tempo. “Il periodo intorno ad un milione di anni or sono è cruciale nella storia dell’evoluzione umana, – spiega il direttore della Missione, Alfredo Coppa – ma finora sono pochissimi i reperti risalenti a questo periodo rinvenuti in Africa, e che si attestano proprio in quest’area, la Dancalia, all’imbocco della Rift Valley.”
Durante l’ultima campagna di scavo del sito di Mulhuli-Amo sono stati rinvenuti vari frammenti quasi sicuramente appartenenti ad un unico cranio: siamo dunque ben al terzo individuo ritrovato soltanto nel corso dell’ultimo anno e a qualche decina di metri dal toro frontale MA 154 e a sedici anni dal cranio di UA 31, il primo esemplare rinvenuto nell’area che tanto scalpore suscitò nell’ambiente scientifico internazionale. Nell’ultima campagna i ricercatori hanno trovato un frammento di osso parietale destro, più cinque frammenti che hanno portato alla ricostruzione del parietale del lato opposto, quindi un ulteriore frammento del temporale sinistro e finalmente un terzo molare mandibolare: la somiglianza di questo nuovo reperto, oltre che di quello dello scorso anno, con il primo cranio rinvenuto sedici anni fa consente di parlare così con maggiore convinzione di un’unica popolazione con caratteristiche simili che ha lasciato le sue tracce in almeno due insediamenti distanti circa 10 chilometri (ma in questa zona di insediamenti ce ne sono almeno altri 30, già individuati, ma non ancora indagati). Il dettagliato lavoro dei geologi della missione ha permesso di precisare il contesto cronologico dei ritrovamenti, anche se si attendono i risultati delle analisi strumentali che permetteranno di caratterizzare precisamente l’orizzonte temporale dei nuovi reperti.
Questi nuovi ritrovamenti confermano in maniera definitiva che l’area investigata dall’equipe internazionale guidata dalla Sapienza si trova in una delle regioni a più alta potenzialità per le ricerche sulle origini della nostra specie sapiens, i cui diretti antenati compariranno proprio in Africa orientale due-trecentomila anni più tardi.
Le ricerche nella Dancalia eritrea, coordinate da Alfredo Coppa del Dipartimento di Scienze Ambientali, sono state rese possibili anche grazie al finanziamento che la Sapienza destina ai Grandi scavi archeologici, in cui rientra il Progetto internazionale “Eritrean-Italian Danakil Expedition: Anthropo-archaeological and Geo-Paleontological Mission”, oltre che a un progetto PRIN del Ministero della ricerca scientifica. Partecipano ricercatori della Sapienza, dell’Eritrean National Museum di di Asmara, delle Università di Firenze, Padova, Torino, Ferrara, Bologna, del Museo Pigorini di Roma, dell’Università di Barcellona e del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi.

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Gli scavi di Pompei e Garibaldi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Pompei 31 marzo alle ore 11,00 presso l’Auditorium degli scavi di Pompei, nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei per le celebrazioni del 150º Anniversario dell’Unità d’Italia, saranno illustrate al pubblico dei visitatori degli scavi le correlazioni esistenti tra l’archeologia vesuviana e il processo di unificazione dell’Italia, con la presentazione degli interventi che Garibaldi attuò per gli scavi di Pompei e in generale per i beni Culturali campani e di alcuni significativi episodi che hanno accompagnato i primi momenti dell’Unità d’Italia. Tali episodi sono la chiara testimonianza di come Pompei abbia preso parte in modo originale al processo di unificazione grazie all’opera di Garibaldi e alle intuizioni di un intellettuale europeo come Alessandro Dumas da lui nominato “direttore onorario degli scavi di Pompei”, ma soprattutto di quanto chiaro fosse per Garibaldi prima, per il re d’Italia in seguito, il valore dello straordinario patrimonio culturale presente in Campania ed in generale il ruolo dei Beni culturali nell’ idea di nazione unita. Nell’ambito di tali iniziative è prevista la presentazione del volume “Una camicia rossa a Pompei” del giornalista Carlo Avvisati. Introdurrà il direttore degli scavi Antonio Varone e sono previsti interventi dell’archeologo Ernesto de Carolis, direttore del Laboratorio di restauro e dell’architetto Carmela Mazza dell’ Ufficio Tecnico della Soprintendenza.   Dal 25 marzo, inoltre, l’Auditorium degli Scavi di Pompei ospita la mostra didattica “Gli scavi vesuviani e la formazione dell’Unità d’Italia”, mostra riproposta attraverso pannelli e opuscoletti didattici anche presso i siti archeologici di Ercolano, Oplontis, Stabia e presso l’Antiquarium di Boscoreale. (foto)

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Siria: archeologia ed economia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Udine. Si è svolto presso la Camera di commercio un incontro sul tema della Siria e le sue potenzialità archeologiche ed economiche. Il Paese mediorientale, com’è noto, è sede di un’importante campagna di scavi archeologici che vedono protagonista d’eccellenza proprio l’Ateneo udinese. Oltre ad avere una valenza indubbia di per sé, il progetto, come ha spiegato intervenendo all’incontro il professor Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione, può fungere da volano privilegiato per il rafforzamento di rapporti commerciali proficui con il nostro sistema produttivo. Una prospettiva interessante per l’incontro, che è stato introdotto dal vicepresidente camerale Marco Bruseschi il quale, anche come componente di Confindustria, ha sempre promosso questa significativa opportunità. La parola è passata quindi al vicepresidente del Consiglio d’affari italo-siriano Nohad Haj Salih e a Pietro Petrucci, Senior Account di Sace Venezia, mentre la conclusione è stata affidata alla testimonianza aziendale da parte di Flavia Ballico, di Pert Srl. I relatori hanno messo in luce alle oltre venti aziende che hanno partecipato all’incontro le principali opportunità di business. Interessanti i dati di interscambio: la provincia di Udine rappresenta l’81% dell’export dell’intera regione verso la Siria e, tra 2009 e 2010, ha visto aumentare l’export dell’8,7%. Verso la Siria, il Fvg nel 2010 ha esportato in maggioranza macchine per impieghi speciali (per il 58%), ma anche, pur se in percentuali inferiori, prodotti in legno. Come è stato evidenziato nella relazione di Nohad Haj Salih, nel novembre 2010 il Governo siriano ha approvato l’undicesimo piano quinquennale che governerà il Paese nei prossimi 5 anni. Tra gli obiettivi, si evidenzia l’impegno a migliorare le infrastrutture, e nella specie quelle dell’energia e dell’acqua, ma si confermano anche importanti investimenti nei trasporti per lo sviluppo e la costruzione di strade, aeroporti e porti, nel settore agricolo e dell’irrigazione, il sostegno al settore del petrolio e del gas, quello delle costruzioni, del turismo e del commercio. Il settore manifatturiero è quello che è previsto crescere in maggior misura nei prossimi 5 anni, con un incremento della produzione del 13% di media annua.

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Scavi Pompei

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Pompei 28 dicembre dalle 19,00 alle 23,00, ultimo appuntamento dei Martedì in Arte con aperture straordinarie e gratuite ai siti archeologici e museali, all’insegna dei suoni e dei sapori alle Terme Suburbane. Sarà difatti possibile degustare i prodotti della gastronomia locale vesuviana nel suggestivo complesso monumentale delle Terme Suburbane.
I visitatori prenotati, avranno la possibilità di effettuare un percorso illuminato all’interno di uno degli edifici termali pubblici più imponenti di età augustea, accompagnati dal delicato suono di un’arpa. Le terme, poste all’ingresso di porta Marina, un tempo in posizione scenografica sul mare e caratterizzate da una sontuosa decorazione, tra cui le pareti dipinte con scene marine della piscina fredda, sono famose anche per gli affreschi a tema erotico che ne decorano lo spogliatoio. Note una volta come  terme del piacere, propongono in quest’occasione, un percorso legato ai suoni e al gusto del palato attraverso la scoperta dei sapori locali: dal vino alla mozzarella alla pasta e ai prodotti dolciari. Dieci gli stand delle aziende eno-gastronomiche e di ristorazione, disposti nello spazio antistante le Terme, che accoglieranno i visitatori al termine del percorso con i loro prodotti: A.D.A.P. Associazione degli Albergatori Pompeiani, ASCOM Associazione Commercianti,  A.I.R.A.V. Associazione Imprenditori Ristoratori e Albergatori Vesuviani, Confesercent, caseificio Raimo, panificio Esposito, pasticceria Gabbiano, pastificio Arte e Pasta, casa vinicola Antiche Vigne Pompeiane, Torres Travel, sponsor della serata.
Agli  Scavi di Ercolano sarà possibile accedere al Padiglione della Barca, dove è esposta la celebre imbarcazione rinvenuta sull’antica spiaggia di Ercolano, insieme ad una ricca serie di reperti connessi alle attività marinare. La sala di ingresso della nuova biglietteria ospiterà videoproiezioni multimediali ed interattive sugli scavi, a cura dalla Fondazione CIVES del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. L’ingresso ad Ercolano non richiede prenotazione.

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Scavi di Pompei, vendemmia 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Pompei 29 ottobre, Vigneto delle Fontane a Mosaico  ingresso Piazza Anfiteatro, ore 11,00 )
Il raccolto di quest’anno, che ha beneficiato dalle favorevoli condizioni climatiche locali, si annuncia abbondante e di ottima qualità.  L’esperimento nato nel 1994, su un’area limitata degli scavi , grazie agli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate e alla collaborazione con l’azienda vitivinicola campana Mastoberardino, oggi interessa tutte le aree a vigneto della Regio I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di circa due ettari ripartiti su 10 appezzamenti di diversa estensione e per una produzione di circa 50 quintali per ettaro. Il vino Villa dei Misteri, della qualità piedirosso e sciascinoso, rappresenta soprattutto un modo per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale elemento di valorizzazione e al tempo stesso di difesa del territorio,  del paesaggio e dell’ambiente. I vigneti di Pompei, si propongono inoltre come itinerario alternativo di visita dell’area archeologica. I visitatori potranno seguire il percorso Vinum Nostrum, passeggiata alla scoperta dei vigneti di Pompei (Foro Boario, Fontane a Mosaico, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, Orto dei Fuggiaschi) in parallelo con la mostra dedicata al vino e alla sua storia nell’antichità, che si sta svolgendo a Firenze, Palazzo Pitti  fino al 15 maggio 2011. (vigneto, vino)

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Pompei: “Martedì in Arte”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Scavi di Pompei 26 ottobre  2010,“Suoni e Sapori alle Terme Suburbane” Aperture straordinarie gratuite dalle 19,00 fino alle 23,00 a Pompei ed Ercolano L’evento “Suoni e Sapori alle Terme Suburbane” è la prima di una serie di  iniziative, frutto della collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei e la Città di Pompei, per un progetto comune di rilancio turistico di tutta l’area è stato presentato oggi presso la Soprintendenza, sede di San Paolino alla presenza della Soprintendente Jeannette Papadopoulos, del Sindaco di Pompei Claudio D’Alessio e del direttore degli Scavi di Pompei, Antonio Varone.
I visitatori, nella serata di martedì 26 ottobre, avranno la possibilità di effettuare un percorso illuminato all’interno di uno degli edifici termali pubblici più imponenti di età augustea, accompagnati dal delicato suono di un’arpa. Le terme, poste all’ingresso di porta Marina, un tempo in posizione scenografica sul mare e caratterizzate da una sontuosa decorazione, tra cui le pareti dipinte con scene marine della piscina fredda, sono famose anche per gli affreschi a tema erotico che ne decorano lo spogliatoio.
Sono 6 gli stand delle aziende eno-gastronomiche e di ristorazione, disposti nello spazio antistante le Terme, che accoglieranno i visitatori al termine del percorso con i loro prodotti; A.I.R.A.V. Associazione Imprenditori Ristoratori e Albergatori Vesuviani, caseificio Raimo, panificio Esposito, pasticceria Gabbiano, pastificio Arte e Pasta, casa vinicola Antiche Vigne Pompeiane, sponsor della serata.
L’iniziativa rientra nei “Martedì in Arte”, organizzati dal Ministero per i beni e le Attività culturali che prevede l’apertura straordinaria  gratuita dei principali musei statali dalle 19.00 alle 23.00, ogni ultimo martedì del mese,  e che sarà riproposta con le stesse modalità, il 30 novembre e il 28 dicembre. (terme, conferenza)

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Pompei, scavi aperti a ferragosto

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Pompei 8,30 – 19,30 (ultimo ingresso ore 18,00). Giorno di apertura per il ferragosto agli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Boscoreale e Stabia che osserveranno i consueti orari al pubblico L’ingresso è al normale costo del biglietto. Confermata l’ampia offerta turistica del programma PompeiViva, anche in questo week-end.  A Pompei l’invito alla visita, è in particolare al cantiere-evento dei Casti Amanti, dove è possibile, passeggiando su ampie passerelle, godere della visione d’insieme dell’intera insula; e alla domus di Giulio Polibio, dove ad accompagnare i visitatori è l’ologramma di Giulio Polibio,  in una straordinaria esperienza multisensoriale. Facilitato l’accesso alle due domus: da oggi sarà possibile acquistare il biglietto direttamente all’esterno dei due edifici, grazie alla nuova postazione mobile di biglietteria della Pierrecci, o comunque  prenotando on-line al sito http://www.pompeiisites.org o www. ticketone.it,  telefonicamente  al numero 199 104 114 – dall’estero e cellulari +39 06 39967850 o presso le biglietteria di Porta Marina.  Sempre attivo anche nel week-end di ferragosto il percorso Pompei Bike, suggestivo itinerario ciclo-pedonale  tra natura e archeologia lungo le mura della città antica, con partenza da Piazza Anfiteatro e con possibilità di noleggiare gratuitamente la bici.
Successo, inoltre, per la prima edizione de Il Cielo sopra Pompei. La notte degli Astrofili, anche questa iniziativa del programma POMPEIVIVA, avviato dall’ex Commissario delegato  Marcello Fiori, che si annuncia come appuntamento fisso della stagione estiva  di Pompei.Migliaia i turisti che si sono affollati nel quadriportico dei Teatri per osservare le stelle dall’area archeologica. Bambini, coppie, anziani, ragazzi a guardare le costellazioni dai telescopi dell’Associazione Astrocampania. (pompei)

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