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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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“Serve spinta verso agroecologia e scelte alimentari consapevoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, commenta il Rapporto IPCC su cambiamenti climatici e territorio: per evitare la catastrofe è necessario favorire “pratiche agricole che aumentano il contenuto del carbonio nei suoli” e contenere il consumo di carne.Se non invertiamo la rotta con il taglio drastico delle emissioni, l’aumento della siccità, delle piogge estreme e delle calamità naturali e l’avanzamento del processo di desertificazione dei territori dovuti al riscaldamento globale comprometteranno la produzione agricola e la sicurezza alimentare dell’umanità, soprattutto delle popolazioni più povere del Pianeta, in primis quelle di Asia e Africa.È questo il monito lanciato dall’IPCC, il comitato scientifico dell’Onu sul clima, nell’ultimo report “Cambiamento climatico e territorio” diffuso oggi. Lo studio è incentrato sul rapporto tra cambiamento climatico e territorio, ed il focus principale è sull’impatto del surriscaldamento globale sull’agricoltura e sulle foreste.Secondo i ricercatori dell’IPCC, le conseguenze dei cambiamenti climatici saranno molto dannose anche se riuscissimo a contenere le temperature terrestri entro 1,5 gradi centigradi, come previsto dall’Accordo di Parigi, con scarsità d’acqua, incendi e degrado del permafrost e dei suoli.Ma se la soglia dei 2 gradi venisse superata, i rischi saranno “molto alti”: l’aumento dell’intensità e della durata delle ondate di calore nelle regioni del Mediterraneo e dell’Africa meridionale, e l’incremento degli eventi climatici estremi, afferma lo studio, comprometteranno seriamente la qualità dei raccolti causando conflitti per le risorse e migrazioni ambientali.Il messaggio di questo nuovo Rapporto rappresenta un ulteriore forte stimolo a rivedere le attuali pratiche agricole, favorendo quelle che consentono di aumentare il contenuto del carbonio nei suoli, e sottolinea l’importanza del contenimento del consumo di carne – afferma il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini. Il nostro impegno contro l’emergenza climatica deve quindi sempre più affiancare al sostegno a rinnovabili, efficienza e mobilità elettrica, anche una decisa spinta verso l’agroecologia e una revisione delle scelte alimentari”.

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Le persone e le figure professionali che influenzano maggiormente le scelte dei lavoratori italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

La strada per il successo non è mai semplice, soprattutto se percorsa da soli, per questo, spesso, un’influenza positiva nella scelta del proprio lavoro e nella crescita del percorso professionale intrapreso, sicuramente aiuta i professionisti a raggiungere i propri obiettivi più facilmente. È proprio su questi aspetti legati all’influenza nel mondo del lavoro che LinkedIn, la rete professionale online più grande del mondo, ha voluto indagare attraverso la Community Research, che fa emergere quali figure legate alla vita personale e lavorativa hanno influito, e influiscono tutt’ora, sulle scelte relative alla carriera dei professionisti italiani.Lo studio, sviluppato dalla società Censuswide per conto di LinkedIn, ha coinvolto oltre 2.000 lavoratori italiani, part-time e a tempo pieno, di diverse fasce d’età e provenienza geografica.
La famiglia, gli insegnanti e i professionisti del work placement sono le persone che maggiormente influenzano le scelte iniziale della nostra carriera lavorativa
Tra i principali dati della ricerca, emerge che, in merito alla scelta della tipologia di lavoro e di carriera da intraprendere, circa il 50% degli intervistati hanno fatto emergere diverse tipologie di figure in diversi ambiti della vita personale, il 13% ha indicato i propri insegnanti durante la scuola, l’11% un career advisor o un professionista deputato al work placement dopo il periodo degli studi, il 10,5% il recruiter/HR con il quale i professionisti italiani hanno sostenuto un primo colloquio, l’8% ha attribuito le proprie preferenze ai professori universitari, con il restante 7,5% legato a diverse tipologie di figure significative, come un politico, un business leader o, addirittura, un attore/attrice particolarmente carismatico/a.
Di quel 50% di professionisti che ha indicato molteplici figure chiave nella scelta del proprio lavoro, i suggerimenti ricevuti in famiglia (genitori, nonni, zii, fratelli sorelle e cugini) sono quelli che hanno maggiormente influenzato le scelte dei professionisti italiani con il 59,5% delle risposte; andando nello specifico di questo dato, entrambi i genitori (indistintamente tra madre e padre) risultano come gli elementi familiari più influenti, con il 34,6% delle preferenze, e in particolare il padre, con il 20,5% delle risposte, è il genitore che risulta più influente, mentre alla madre resta solo il 4,7% delle risposte. A seguire, con un netto distacco, vi sono gli amici, che influenzano le scelte dei professionisti italiani in merito al percorso di carriera da intraprendere per il 16,1% degli intervistati, poi le figure professionali incontrate durante le primissime esperienze di lavoro (capi, colleghi e soci di lavoro) con l’11,7% delle risposte, con un restante 5% che attribuisce solo a se stessi le proprie scelte professionali, e il 7,7% di risposte attribuito a fattori generici e non imputabili a nessuna delle principali categorie (es. conoscenti, consulenti, psicologi etc.).
Il maturare degli anni e la maggiore esperienza porta a credere di più in noi stessi, ma i formatori e i superiori in ufficio restano figure chiave per il proseguimento della nostra carriera.
Lo scenario cambia sostanzialmente in relazione alle scelte intraprese dai professionisti italiani per il proseguimento del proprio percorso di carriere: in questo contesto, i lavoratori del nostro paese indentificano in se stessi (o in alcuni casi nessuna figura in particolare oltre se stessi) la risorsa fondamentale in termini di crescita professionale, con il 35% delle risposte, a dimostrazione che, con il procedere degli anni, i lavoratori italiani tendono a sentirsi più maturi e self confident rispetto alle proprie capacità di avere successo nel lavoro; a seguire, il 19,5% degli intervistati ha, invece, identificato il primo capo o un superiore nella precedente esperienza professionale; il 18,5% ha indicato l’attuale superiore o manager di linea; il 13,5% degli intervistati si sono dimostrati ancora legati ai professori dei tempi della scuola o dell’università, o un formatore generico, come figure che continuano ad avere influenza anche sugli anni successivi nelle proprie esperienze professionali; il 5,5% ha indicato un/a collega; il 2,5% un business leader e un residuo 1,5% ha addirittura indicato i propri sottoposti in ufficio. In questa speciale classifica, gli “indecisi”, ovvero coloro che hanno indicato più tipologie di risposta, totalizzano il 4% delle risposte.

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“Summer School 2018: Governare il cambiamento”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

Asiago-Gallio. È stata l’autonomia il tema centrale della Summer School, organizzata a Gallio, da Motore Sanità. Ad aprire il confronto tra i politici il ministro degli Affari Regionali Erika Stefani: “Governare il cambiamento implica scelte coraggiose. Penso al percorso dell’Autonomia che è a un passo dal compimento. La mia proposta sarà sul tavolo del consiglio dei ministri entro Ottobre e sarà una svolta per il Paese. Istituzionalizzeremo un nuovo sistema virtuoso di gestione della cosa pubblica – ha sottolineato il ministro Stefani – Alle Regioni che ne hanno fatto richiesta spetterà il compito di gestire in proprio le competenze alle quali corrisponderanno le relative risorse e quindi la responsabilità diretta degli amministratori di offrire ai cittadini servizi efficienti e senza sprechi. In questa evoluzione la sanità sarà chiaramente uno dei settori cruciali”. Fabiola Bologna, componente XII Commissione (Affari Sociali), Camera dei Deputati ha dichiarato: “Ci sono regioni che hanno una sanità a livello europeo, che sanno organizzarsi meglio e che hanno una illegalità meno diffusa, e ci sono regioni con sistemi sanitari poveri perché mal gestiti e addirittura saccheggiati che costringono i loro cittadini a spostarsi per pagare o ricevere cure adeguate. Ci sono regioni che hanno avanzato richieste di Autonomia da quella legislativa, amministrativa a quella organizzativa. Sull’argomento ha rafforzato l’assessore alla Sanità e Programmazione Socio-Sanitaria, Regione del
Veneto Luca Coletto “Il nostro è un sistema universalistico, considerato tra i migliori del mondo perché costa meno degli altri e dà tutto a tutti e abbiamo l’obbligo di difenderlo e sostenerlo. L’Autonomia è la strada giusta e va perseguita con tenacia”. Il presidente del Consiglio Regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha chiesto per la sanità “Autonomia assoluta”. “La strada è quella dell’Autonomia e se siamo convinti che la chiave verso il futuro sia il glocalismo, l’agire localmente pensando globalmente, vedremo come, almeno in Italia, le Regioni costituiscano il bacino ideale di azione: il Veneto ha quasi cinque milioni di abitanti, poco meno della Norvegia e più della Croazia e più del doppio della Slovenia per capirci, da sole le due provincie di Vicenza e Treviso nel 2017 hanno segnato un export di circa 30 miliardi contro i 28,5 dell’intera Grecia, ma ha una dimensione storica, culturale e territoriale tale da consentire il governo della modernità nella competizione internazionale” – ha detto il presidente Ciambetti. Il Capo questore del Senato della Repubblica Antonio De Poli ha sostenuto quanto l’Autonomia sia una partita indispensabile. “Il Veneto potrà ancor di più il proprio sistema sanitario partendo da un potenziamento della medicina territoriale per rispondere ai cittadini, rafforzare la prevenzione e investire in risorse”. Giovanni Endrizzi, componente 1° Commissione Permanente (Affari Costituzionali) Senato della Repubblica ha sostenuto che “La politica più vicina ai cittadini può garantire servizi di qualità e più efficace nell’impiego di risorse, a patto che proprio ad ai cittadini sia restituito potere di indirizzo
nelle scelte e di controllo sulle azioni. Devono essere informati e ascoltati nelle scelte sulla rete ospedaliera e dei servizi – ha continuato il Senatore – Poter verificare neutralità e massima trasparenza sulle nomine della dirigenza, sulla spesa sanitaria, sugli appalti; avere accesso ai sistemi di monitoraggio e gestione ambientale, e poter verificare la qualità, puntualità, universalità di servizi e prestazioni. Così meriti e demeriti emergono; le Regioni virtuose dovranno avere maggiore autonomia, mentre per quelle inadempienti lo Stato dovrà esercitare un potere sostitutivo”. Per l’onorevole Dario Bond “è giusto che il Veneto meriti l’Autonomia. Ma deve essere un’autonomia che ci consente di trattenere i tributi. Noi chiediamo che a fronte di una materia così importante, come è quella della sanità, ci teniamo i nove decimi dei tributi. Sonia Viale, Vice Presidente Regione Liguria, Assessore Sanità Politiche Sociali, Immigrazione, Sicurezza ed Emigrazione: “In Regione Liguria abbiamo affrontato questa sfida con una profonda riforma della sanità, trasformando profondamente la governance con la creazione di un’azienda ligure sanitaria, Alisa, con compiti di coordinamento delle altre Asl. Abbiamo promosso un piano di efficientamento della spesa con l’azzeramento progressivo del disavanzo per poter reinvestire in sanità le risorse frutto dell’azzeramento del disavanzo. In questo modo abbiamo predisposto un piano di rinnovamento tecnologico, premi al personale impegnato nei pronto soccorso e via via individueremo altri filoni aggiuntivi rispetto alla spesa storica – ha sostenuto la Vice Presidente –
Stiamo lavorando per promuovere come Regione Liguria un percorso di autonomia, in particolare nella materia sanitaria, perchè crediamo di poter cogliere questa sfida e di poter quindi avere maggiori spazi di scelta e decisione. C’è un problema forte di carenza di medici che anche noi scontiamo, soprattutto professionisti legati all’emergenza: grazie al percorso virtuoso di riduzione del disavanzo abbiamo potuto finanziare borse di studio ma certamente il Governo e il ministero dovranno affrontare questo tema con un piano di investimenti sul personale per colmare questo imbuto formativo che rischia di determinare una fortissima crisi del sistema sanitario pubblico che tutti insieme dobbiamo difendere.

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Come cambiano le scelte dei Consumatori nella spesa alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 Mag 2018

Cosa mettono nel carrello gli italiani? Quali sono i fattori che influenzano la loro scelta di consumo nella spesa alimentare? A queste e molte altre domande risponde un’indagine condotta da Nielsen.Un’interessante trend di consumo sarebbe quello dell’allontanamento dai grandi marchi, i brand delle multinazionali sono in calo, mentre emergono dati positivi sul comportamento d’acquisto dei consumatori più mirato e consapevole.La ricerca di prodotti di qualità e la conseguente scelta orientata all’acquisto di alimenti provenienti da aziende medio-piccole è un aspetto che denota una maggiore attenzione alla salute e una fiducia in marchi più versatili al cambiamento dei gusti dei consumatori.Dai dati che emergono sui consumi, c’è una flessione delle vendite, contemporaneamente ad un calo del consumo di prodotti tradizionali, come i primi piatti.Dall’altra parte, negli ultimi mesi, è stato registrato un importante elemento: è aumentato il livello di spesa relativo a prodotti più ricercati, “di nicchia”, come gli alimenti salutistici e gourmet.I numeri parlano chiaro: ad aprile 2018 il consumo di primi piatti tradizionali si è attestato a -1,1%, i primi e secondi pronti: +7,1%, l’aperitivo in casa: +3,8%, i gourmet, quelli tipici regionali o di alta qualità raggiungono il +7%, i prodotti relativi a benessere e salute registrano +5,6%.Consumatori sempre più attenti alla propria salute e al palato, dunque, che si accostano ai prodotti in modo sempre più attento e mirato. Un percorso che porta inevitabilmente a rivedere le regole della GDO, un circuito che comincia ad offrire reparti specialistici dedicati per ogni genere di consumatore (biologico, intollerante, celiaco, alla ricerca di prodotti regionali o light, ecc..), che nelle previsioni future sarà più esigente e si aspetta un’offerta variegata che soddisfi richieste specifiche.Le nuove generazioni vanno alla ricerca di prodotti “cruelty free”, prima di quelli “bio” o “DOP”. Con l’avanzare dell’età del consumatore, il trend si inverte. Dunque, entrano in gioco una complessità di fattori nel momento in cui si parla di spesa alimentare.Altro dato che indica come siano cambiate le abitudini degli italiani è quello relativo al consumo di cibo etnico: ben 14 milioni di italiani hanno scelto ristoranti di cucina etnica tra gennaio e marzo 2018, un numero considerevole che denota come il consumatore sia sempre più globalizzato e parte di una società multiculturale.L’Associazione CODICI ha riscontrato un occhio sempre più attento da parte dei Consumatori e si augura che a questo corrisponda una maggiore attenzione da parte del retail alimentare; una sfera, quella della GDO, che deve essere pronta a gestire questa evoluzione dei consumi da parte dei consumatori per soddisfare adeguatamente i loro bisogni.

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Tempo di libri, tempo di scelte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Un libro si sceglie innanzitutto per l’interesse per l’argomento: risponde così il 65% dei campione di 14-75enni intervistati, rappresentativi della popolazione nazionale. Un altro 35% indica nell’interesse (e nella fedeltà) al nome dell’autore le ragioni della scelta, quasi come un brand di garanzia della qualità di ciò che si compra. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali realizzato in collaborazione con Pepe Research, presentato a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria. Seguono – per la verità a distanza – il consiglio di amici/parenti (26% dei casi), i social (10%), e solo dopo il consiglio del libraio (6%), di bibliotecari/insegnanti (6% delle risposte) e della community (6%). In sintesi: il 43% delle risposte rimandano al passaparola come strumento usato dal lettore per scegliere il libro da leggere.A sorpresa, i consigli e le indicazioni che provengono da momenti relazionali (personali o via Internet) valgono, nell’insieme, più delle tradizionali leve di marketing, che raggiungono complessivamente quota 40%. La segnalazione o l’intervista dell’autore viene indicata dal 13% degli intervistati come motivo che li ha portati a scegliere di comprare e leggere proprio quel libro; l’esposizione in libreria dal 13%, lo sconto dal 12%, l’ascoltare l’autore in un evento o in libreria dal 5%, la classifica dei libri più venduti influisce nella scelta del libro solo per il 9%, il passaggio televisivo o radiofonico ancora per il 9%.Dove comperano, poi il libro? Otto italiani su dieci continuano a scegliere – nonostante lo sviluppo dell’eCommerce – la libreria: sono il 76% di chi ha letto almeno un libro («di qualsiasi genere – anche parzialmente -, come ad esempio un romanzo, un giallo, un fantasy, un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina, ecc. su carta o in formato digitale o audiolibro) nei 12 mesi precedenti. La libreria, sia essa indipendente o di catena, si conferma il canale più utilizzato da tutti i target di lettori: giovani, adulti e anziani.Per le librerie la scelta si orienta verso le librerie di catena nelle grandi città (55%) o quelle situate nelle gallerie dei centri commerciali (23%). Staccate, ma sostanzialmente con valori simili le altre librerie.L’e-commerce riveste una quota importante (il 29% delle risposte) ed è più spesso utilizzato per l’acquisto di libri cartacei da chi compera ebook. Ma è superato da un insieme molto eterogeneo di pratiche che vanno sotto l’etichetta di «regalo e prestito» (43%) o dal fatto di avere già in casa il libro. Il banco libri della grande distribuzione organizzata (che comprende in questo caso anche cartolibreria ed edicola) – canali e punti vendita con grandi potenzialità di intercettare un pubblico di deboli e occasionali lettori – segue con il 25% delle indicazioni.
C’è poi un 4% di lettori dichiara di aver comprato libri in occasione di Saloni del libro e Festival letterari.«Quello che si delinea dalla ricerca – ha detto il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Giovanni Peresson – è un lettore che sta rapidamente cambiando nei suoi comportamenti relativi al modo di informarsi e poi comprare. Questo è evidente nel binomio «passaparola» reale e ricorso a informazioni e consigli che passano attraverso social, e community. Non si escludono a vicenda, ma sembrano convivere uno accanto all’altro. In ogni caso è il ricorso a una pluralità di fonti e di canali di informazione che dobbiamo cercare di tutelare e sviluppare. La trasformazione degli inserti domenicali sulla lettura, l’inserimento di indicazioni di libri da leggere in articoli e notizie nei supplementi o in trasmissioni televisive sono una chiara indicazione della necessità che abbiamo di favorire in tutti i modi la possibilità di informare meglio e di più il nostro pubblico e chi ancora non lo è ma che lo può diventare vedendo che il libro non è marginale rispetto al sistema informativo più generale. Un pubblico che esprime, anche nella scelta del canale d’acquisto, questa sua richiesta di libertà e autonomia. Che per noi significa tutelare le varie espressioni dei canali e delle formule di vendita. Favorire la possibilità di scegliere dove comprare, offrendo le maggiori opportunità di scelta è la condizione necessaria allo sviluppo e all’allagamento stesso del bacino della lettura nel nostro Paese e al suo consolidamento in chi lettore lo è già».

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Giochetti elettorali e scelte coraggiose

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

gentiloniLettera aperta di Enrico Cisnetto al presidente del consiglio: “Caro Gentiloni, ora che la spinosa vicenda del rinnovo della guida di Bankitalia si è chiusa e che la nuova legge elettorale ha varcato anche le colonne d’Ercole del Senato, e mentre il Governo si accinge a varare la versione definitiva della manovra di bilancio, ci consenta, in nome dell’antica amicizia, di rivolgerci direttamente a Lei con alcune riflessioni e un accorato appello. Sappiamo bene, e lo apprezziamo, che Lei incarna la figura del politico mite e rispettoso degli altri, amici o avversari che siano, e delle regole, a cominciare da quelle comportamentali. Più volte, in questa sede, abbiamo detto che il suo stile alieno da enfasi e retorica era quanto di più necessario dopo le dosi massicce di overstatement introdotte nella politica italiana da Matteo Renzi e dal renzismo, e in un contesto dove il populismo la fa da padrone. Inoltre, non ci sfugge la vecchia regola secondo cui, quasi sempre, ostacolare con troppa veemenza gli incendiari rischia di far divampare ancor di più il fuoco, anziché spegnerlo. Per questo, caro Presidente, l’abbiamo sempre difesa, pur non facendo mai mancare il nostro pungolo costruttivo, anche quando francamente avevamo voglia di tirarle la giacca. Ed è sempre per questo che, pensando al futuro, teniamo a preservarla, nella convinzione che dopo le elezioni e per come si stanno mettendo le cose in Europa, ci sia bisogno di uomini come Lei per trarre d’impaccio il Paese. Detto questo, e proprio per questo, non possiamo esimerci dal dirLe che è venuto il momento di voltare nettamente pagina. Lei, finora, ha tenuto fede al patto di lealtà che ha moralmente sottoscritto con il segretario del suo partito, fatto inusuale in un mondo, quello della nostra politica, dove regnano ipocrisia e trasformismo. Cosa tanto più apprezzabile visto che non è stato affatto ricambiato. È però venuto meno a quel patto confermando, alla fine, Ignazio Visco a governatore della Banca d’Italia. Ha fatto bene, ma doveva farlo prima. Molto prima. La necessità di preservare l’autonomia e l’indipedenza della banca centrale con cui il Governo (privo dei ministri renziani, assenti) ha motivato la scelta invisa a Renzi sussisteva fin dall’inizio, ed è difficile credere che negli ultimi mesi, anche prima dell’estate, in vista della scadenza del mandato di Visco, il segretario del Pd sia andato chiedendo a diversi interlocutori – non si capisce bene a che titolo – la loro disponibilità ad accettare un’eventuale candidatura. Insomma, come da più parti Le era stato suggerito, noi compresi, che sarebbe stato bene procedere alla designazione – a quel punto anche altra persona, non per forza Visco – ben prima della data ultima, tagliando così la strada ai giochi e giochetti che intorno a quella nomina si erano messi in moto, e ad essere onesti non solo per mano di Renzi. Siamo convinti che il Quirinale avrebbe accettato di buon grado quell’anticipo. Attendere, nella (comprensibile) preoccupazione che il Pd potesse procurare danni al Governo, e quindi introdurre elementi di instabilità in un quadro già complicato, ha finito per generare i presupposti del “caso” che si è venuto a creare nelle ultime due settimane, con ben più grave nocumento di quello che si temeva.Ma non è per tornare sul tema Bankitalia, su cui abbiamo detto tutto quello che c’era da dire la scorsa settimana, che abbiamo fatto questo discorso. No, questo è lo spunto per riflettere sulla necessità che sia il Governo, e quindi Lei, a indicare al suo azionista di maggioranza la strada da percorrere, piuttosto che viceversa. Per carità, non Le chiediamo di mettersi in guerra con Renzi (tanto ci pensa già lui). Ma di sottrarsi al gioco di precostituirsi alibi e dotarsi di armi per la campagna elettorale, anche al prezzo di fare scelte sbagliate per il Paese, di alimentare il clima di tensione già in atto e di minare ancor più di quanto già non sia la credibilità delle istituzioni democratiche, questo sì, glielo chiediamo con forza. Prendiamo il caso della legge elettorale. Quella che porta il nome di Ettore Rosato è probabilmente incostituzionale e sicuramente una schifezza. Lei, giustamente, aveva detto che il Governo ne sarebbe rimasto fuori. Perché, dunque, farsi costringere a mettere la fiducia, finendo così per far propria una cosa che è nata altrove e che doveva rimanere (anche se fosse stata una buona legge) di responsabilità del Parlamento? Ora sarà più difficile, una volta che si dimostrerà che il mix tra proporzionale e maggioritario aiuta l’ingovernabilità, indicare Gentiloni come l’uomo adatto alle complesse mediazioni che saranno necessarie dopo il voto perché estraneo alla modalità elettorale che avrà favorito il caos politico. Peccato. Ma queste di Bankitalia e legge Rosato sono scelte ormai fatte. Vediamo invece quelle da fare, specie sul terreno dell’economia. Il giochetto di comportarsi come se fosse all’opposizione pur essendo il partito di maggioranza relativa che esprime il Governo, Renzi sembra volerlo ripetere con la richiesta di rinviare a dopo le elezioni l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Una scelta che sarà pure pagante sul piano elettorale – ma se si ragionasse sulla dimensione della platea dei diretti interessati, forse le aspettative si ridimensionerebbero – ma che rischia di essere devastante per la tenuta dei nostri conti, tanto che il presidente dell’Inps Boeri ha già avvisato che su questo potrebbe ritornare la speculazione finanziaria, misurabile con l’andamento dello spread. Dunque, che il presidente del Consiglio dia retta al ministro dell’Economia, fermamente contrario al rinvio, e mostri il coraggio necessario per tenere la barra dritta: dal 2019 l’età di quiescenza salirà dai 66 anni e 7 mesi di oggi a 67 anni. Se poi Lei, caro Gentiloni, volesse addirittura stupirci (in positivo, naturalmente), potrebbe ripensare all’assunto su cui ha basato la legge di bilancio 2018, che fin qui è apparsa, per quanto se ne sa, una manovrina ina-ina di fine legislatura. È stato dato per certo, infatti, che l’aumento dell’Iva sarà sterilizzato, con ciò esaurendo quasi tutte le risorse della prossima Finanziaria. Ma c’è da chiedersi se, in un momento di ripresa che deve essere assolutamente sostenuta se si vuole si trasformi in crescita strutturale, sia davvero la giusta priorità usare 19 miliardi per tenere ferma l’Iva, considerato anche il fatto che bisognerebbe trovare altri 19 miliardi sia per il 2019 che per il 2020. Ora, facendo finta che le altre misure della legge di Bilancio siano tutte indispensabili e inderogabili – e non è così – è evidente che destinare solo un euro su cinque allo sviluppo è sbagliato. Tanto più che quasi 60 miliardi in tre anni sono proprio la cifra che servirebbe per rilanciare gli investimenti pubblici in conto capitale, che hanno un effetto moltiplicatore sul pil e sull’occupazione, più che recuperando così l’effetto negativo sui consumi che l’aumento dell’Iva avrebbe. Certo, capiamo bene che non sarebbe facile far approvare a pochi mesi dalle elezioni una manovra del genere, magari spiegandola con gli effetti positivi che avrebbe sull’inflazione, ancora maledettamente troppo bassa. Ma comunque non è di sicuro grazie alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Ue (tra cui l’Iva, appunto) che gli italiani correranno in massa alle urne. Invece, una misura coraggiosa potrebbe restituire credibilità, oltre che verso i mercati e i partner europei, anche nei confronti degli elettori, perché non è vero che le cose serie e coraggiose sono elettoralmente improduttive. E poi, avendo noi quattro aliquote (4-5-10- 22 percento), mentre, per esempio, la Germania solo due (al 7% e al 19%), c’è spazio per una riorganizzazione intelligente. Anche perché la differenza tra gettito Iva potenziale e reale è intorno ai 40 miliardi, e questa “tassa occulta” va in qualche modo colpita. Insomma, se per sterilizzare l’aumento dell’Iva e nella molto aleatoria ipotesi che questo porti consenso elettorale, il governo si lega mani e piedi impegnando quasi tutte le (poche) risorse che ci sono, forse è il caso di cambiare rotta. E se non lo si vuole fare con questa manovra, almeno si dica che nella prossima legislatura sarà questa la scelta di fondo.Caro Presidente, come avrà capito apprezziamo il suo understatement ma la vogliamo decisamente più coraggioso. Pronto a prendere per mano questo Paese smarrito, che altrimenti sarà definitivamente preda del populismo dilagante. Con stima e speranza.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Il coraggio delle scelte popolari pensando al voto del 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

elezioni1Questo governo non merita la nostra considerazione perché non ha coraggio. Non ha il coraggio d’affrontare le scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune. E’ contro il popolo dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei precari, dei disoccupati, delle famiglie con redditi medio-bassi perché non ha il coraggio d’imporre la patrimoniale ai ricchi, di fermare la corruzione incominciando a reintrodurre il reato di falso in bilancio, ad affrontare l’area dei privilegi a partire dalle banche (è il caso della reintroduzione dell’interesse sul massimo dello scoperto e dei conto correnti onerosi per i pensionati costretti ad aprire un conto per percepire la pensione), a colpire gli sprechi che gravano sul conti pubblici per ben 80 miliardi di euro, a ridurre le spese militari, i costi della politica, a favorire un percorso virtuoso alla filiera alimentare per contenere i costi dei beni di prima necessità, a dare al mercato del lavoro una reale svolta innovativa a prescindere dall’art.18 e a porre mano alla riforma della giustizia. E’ tempo che in tutti noi vi sia la consapevolezza dei limiti di un’azione governativa che non è rappresentativa di un interesse diffuso e generalizzato e dove si perpetuano e persino si esaltano i privilegi facendoli pagare ai più deboli. Ora che la sovranità del parlamento è stata umiliata mostrando chiaramente la sua incapacità di governare il paese. Ora che la sovranità popolare è stata umiliata con leggi impopolari e ingiuste.
Ora è tempo che tutti noi ci riappropriamo dei nostri diritti sovrani per esprimere un voto che penalizzi i partiti che oggi ci hanno sospinti in questo vicolo cieco e a dare fiducia a quanti hanno scelto la via dell’opposizione perché hanno mostrato d’essere consapevoli del danno arrecato alla comunità nei suoi interessi vitali. Forse anch’essi finiranno con il deluderci, ma per lo meno, se il nostro voto diventa corale, avremmo la possibilità di non vedere riconfermati i soliti politici. E noi abbiamo bisogno non di un governo qualsiasi, non di un governo cosiddetto “tecnico”, ma di un governo che sappia guardare a tutti gli italiani e non ad una piccola parte di essi. E’ la sola risposta democratica che la ragione e il buon senso ci invitano ad esprimere. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici e sociali della Fidest)

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Meloni: Ministri attaccati alla poltrona

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

respect-costituzione«Più volte nel suo discorso Gentiloni ricorre al termine “responsabilità”. Ma non è responsabile fregarsene del voto degli italiani che hanno bocciato in massa le sciagurate politiche del governo e la sua pessima riforma costituzionale. Non è responsabile promuovere gli autori della riforma a più prestigiosi incarichi di governo. Non è responsabile continuare a rivendicare le folli politiche migratorie portate avanti fino ad ora, le copiose marchette al sistema bancario e ai poteri forti, le scelte sbagliate in tema di economia e lavoro e i miliardi di euro spesi in deficit per fare marchette in campagna elettorale
Non è responsabile: è solo attaccamento alla poltrona. Contro questo governo la nostra opposizione, in Parlamento come fuori, sarà totale». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Il farmacista ospedaliero tra scelte e futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

cataniaCatania dal 22 al 25 ottobre XXXVI congresso nazionale SIFO. L’evento vedrà riunirsi oltre 1.500 professionisti che lavorano nel campo sanitario: oltre ad un “esercito” di farmacisti degli ospedali pubblici e privati e delle strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale (le pre-iscrizioni a dieci giorni dall’inizio dell’evento sfioravano il tetto delle 1000 persone), a Catania arriveranno anche autorità, rappresentanti del mondo dell’industria farmaceutica, professori, studenti e ospiti esterni. “Il Farmacista per Scelte, Interventi, Futuro, Outcome”, questo il titolo del congresso scelto dopo un certosino lavoro di selezione tra oltre 100 parole rappresentative dello scenario in cui in questo momento si muovono i farmacisti. Il congresso, che torna a svolgersi nel centro Le Ciminiere di Catania come accadde nel 2005, prende il via giovedì pomeriggio e prosegue fino a domenica. Quattro giorni densi di appuntamenti, tra lezioni magistrali (che vedranno in cattedra scienziati del calibro di Silvio Garattini e Napoleone Ferrara) e un corso pre-congressuale, lunch meeting, sei sessioni plenarie e 14 parallele. Per arricchire la sessione inaugurale di giovedì sarà lanciato un talk twitter all’insegna dell’hashtag #Sifo2015, mentre la sessione conclusiva di domenica si articolerà in un talk show condotto dal giornalista televisivo Franco Di Mare. Un’altra curiosità del congresso è il Worshop lab movie (a numero chiuso) di venerdì, pensato per formare farmacisti galenici a eseguire correttamente le preparazioni ma anche a produrre video efficaci per insegnare ai colleghi i dettagli della galenica. Ogni giorno, poi, dalle 14 alle 15, ci sarà uno spazio dedicato ai simposi aziendali, nei quali saranno affrontate le novità del momento.
A fare gli onori di casa come presidente del congresso ci sarà Franco Rapisarda, segretario nazionale SIFO e direttore del Dipartimento strutturale del farmaco all’Asp di Catania, a cui spetterà il compito di accogliere gli oltre mille colleghi arrivati in Sicilia per questo momento di confronto sui temi attuali in campo farmaceutico e sui progetti avviati e portati a termine da SIFO nel corso dell’ultimo anno. Il congresso sarà pertanto l’occasione per parlare del nuovo regolamento europeo per la sperimentazione clinica, ma anche dell’Health tecnology assestment, dei dispositivi medici e di appropriatezza ed errori di terapia, ma anche di molto altro. E ancora, quella di Catania sarà anche la vetrina da cui presentare un manuale sul rischio clinico messo a punto da SIFO per promuovere una maggior consapevolezza nei farmacisti e un’appropriata interpretazione delle prescrizioni compilate dai medici. Quello sul rischio clinico non sarà l’unico manuale che verrà present ato al congresso: ce ne saranno anche due sul tema dell’Hta e uno sui farmaci biosimilari, una sulla gestione dei gas medicinali, oltre ad un vademecum per gli specializzandi e a due documenti di indirizzo sul rischio chimico.“Quello che questo congresso si prefigge, perché è la sfida dei prossimi anni, è discutere e capire insieme il fatto che, per assicurare l’equità dell’accesso ed il diritto delle cure,è necessario saper fare delle scelte, scelte consapevoli e professionali, ma sempre più anche di tipo etico, che coinvolgeranno inevitabilmente le coscienze e i comportamenti dei decisori, costretti ad assumersi piena responsabilità”, afferma Franco Rapisarda, presidente del congresso. In questo scenario, conclude Rapisarda, “dovremo pensare a un processo decisionale al quale anche il farmacista con la sua storia e la sua cultura, ma anche con le sue conoscenze specialistiche, potrà e dovrà contribuire”.

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I Rainbow MagicLand!

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 novembre 2014

rainbowVuoi divertirti con la magia dei parchi divertimenti? Hai occhio per le immagini e abilità con le parole? PaesiOnLine sta cercando proprio te! Sono aperte le selezioni per un inviato speciale che diventerà testimonial del progetto “Un giorno di divertimento al parco Rainbow MagicLand”, che dovrà raccontare in modo accattivante e originale il concetto di divertimento sulle pagine social di Vita da Turista (www.vitadaturista.it), il progetto di promozione turistica non convenzionale di PaesiOnLine. Per candidarsi basta collegarsi alla pagina http://www.vitadaturista.it/magicland entro il 24 novembre 2014, caricare una o più foto (fino a un massimo di 10) che rappresenti la propria idea di divertimento, spiegando perché sia stata scelta proprio quell’immagine. Il testimonial selezionato trascorrerà la giornata dell’8 dicembre presso il parco divertimenti Rainbow MagicLand di Valmontone (RM), raccontando l’esperienza in diretta web, foto e post sulla pagina Facebook di Vita da Turista. Alla fine dell’esperienza, inoltre, pubblicherà un resoconto finale sotto forma di diario.Al vincitore della selezione PaesiOnLine proporrà un Contratto di lavoro autonomo occasionale della durata di 3 giorni, che prevederà un compenso di 100,00 euro netti, l’ingresso al parco per il selezionato e un accompagnatore, un MagicPass, un buono pasto per 2 persone, un pacchetto foto, per un valore complessivo di 155,00 euro.Il progetto Vita da Turista è promosso da PaesiOnLine con l’obiettivo di raccontare destinazioni ed esperienze in modo immediato e non convenzionale, utilizzando linguaggi originali e mezzi multimediali. Ciò che rende innovativo questo progetto è il concetto di esperienza e la scelta dei testimonial: per raccontare un luogo o un evento, è indispensabile viverlo, farne esperienza diretta, e la credibilità di un testimonial passa attraverso la reale conoscenza che questi ha degli argomenti che propone. PaesiOnLine (www.paesionline.it) punto di riferimento per oltre 30 milioni di utenti che cercano informazioni su viaggi e per aziende e operatori che investono nella promozione dei loro prodotti in Italia e all’Estero. Attualmente le località recensite sono circa 15 mila, e le foto condivise oltre 40 mila. Le pagine social connesse al portale sono ai primi posti in Italia per engagement generato.
Rainbow MagicLand è il parco divertimenti di Roma – Valmontone (a circa 30 minuti d’auto dalla Capitale), dove la “magia” è l’elemento dominante. Un vero e proprio “viaggio” in una terra fantastica, tra castelli fatati, coraggiosi vichinghi, magiche fate, potenti stregoni e abili avventurieri, il tutto inserito in suggestive e accattivanti scenografie che ricostruiscono mondi fatati in ogni dettaglio. http://www.rainbowmagicland.it

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Tutto è spettacolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2013

Vi è tanta l’ansia di creare uno spazio d’ascolto che non si trascurano gli eccessi per rendere più allettante l’audience da chi è preposto al lancio di queste “bufale”. Non solo. Se ci troviamo in competizione con altri come accade nei talk show cerchiamo di strappare il breve tempo che ci è riservato adottando due specifiche tecniche. La prima è quella d’interloquire mentre parlano gli altri per rubare il loro spazio e la seconda per cercare le frasi a effetto che sintetizzino in qualche modo un certo discorso anche a costo d’essere incompleti e vaghi. Questo significa che occorre essere preparati e aggressivi, concilianti e pacati quanto basta per cogliere il massimo d’attenzione non certo per gli astanti ma per quel pubblico che è dall’altra parte dello schermo. Tutto questo va detto per capire la ragione che spinge Grillo a scoraggiare la partecipazione dei suoi rappresentanti a incontri mediatici del genere dove si rischia di fare da cassa di risonanza più per la diffusione delle idee altrui che per le proprie. Ma l’insidia è ancora più raffinata nel far passare questa scelta prudenziale come l’arroganza del padre padrone che vuole accentrare solo su di se le luci della ribalta. La verità è che si vuole far dimenticare, la vera natura del dominus che convoca periodicamente i suoi “lacchè” per l’indottrinamento prima di lanciarli nell’agone mediatico e non è certo il caso di Grillo. Chi è buon intenditore intenda. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Formazione post-laurea

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Mag 2012

Oltre 5000 i master presenti in Italia, questo il risultato della ricerca di Universita.it, che ha deciso di censire tutti i corsi post laurea esistenti nel nostro territorio e di riunirli in un’unica nuova sezione.
Lo studente/utente potrà così avere una visione completa dei corsi attivati o in via di attivazione messi a disposizione dalle Università e dai vari Enti.
Universita.it diventa così uno dei pochi siti ad offrire una panoramica totale di tutta l’offerta formativa dei master presenti nel nostro territorio. Continuano le novità del quotidiano on line d’informazione universitaria più letto dai giovani studenti che ha creato all’interno della propria pagina web una guida vera e propria (con oltre 5000 schede complete inserite, entro l’anno, in database) capace di indirizzare gli interessati verso il corso di cui hanno bisogno.
Indispensabile, intelligente, pratica e facile da usare queste le caratteristiche della nuova sezione interamente rivolta ai corsi post-laurea.
Un’idea funzionale e semplice da usare. Basta “sintonizzarsi” sulla home page di Universita.it, e con un semplice click entrare nella pagina dedicata ai master.
La nuova sezione sarà suddivisa in tre parti, in base a tre diverse offerte ognuna delle quali contenente una propria home page e un proprio filtro :
Master Post Laurea
Master Online
Master Executive (esplicitamente rivolti a professionisti di alto profilo o manager con un’esperienza lavorativa pluriennale).
Selezionata la tipologie l’utente potrà, attraverso un filtro di ricerca, effettuare vari tipi di indagine: per categorie o sottocategorie (es. Comunicazione, Management) per sede, (es. Milano, Roma) per fascia di
prezzo (es dai 1500 a 3000, dai 3001 ai 5000) o per data d’inizio del corso (es aprile 2012, maggio 2012).
Non solo funzionale e semplice da usare ma anche previdente nei confronti dell’utente in cerca di master. Delle semplici icone grafiche ben visibili indicheranno infatti il termine di scadenza delle iscrizioni (icona verde bando attivo, rossa bando scaduto, giallo in scadenza).
In questo modo l’utente, potrà conoscere con un semplice click non solo quali e quanti corsi rispondono a determinati criteri, ma anche fino a quando sarà possibile inoltrare la domanda di partecipazione.
Un sito come Universita.it si propone come primo step nella ricerca del master adatto alle proprie esigenze. Un vero e proprio condottiero della vita universitaria, che dirige gli studenti verso le proprie scelte.

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Manca il coraggio delle scelte popolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Questo governo non merita la nostra considerazione perché non ha coraggio. Non ha il coraggio d’affrontare le scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune. E’ contro il popolo dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei precari, dei disoccupati, delle famiglie con redditi medio-bassi perché non ha il coraggio d’imporre la patrimoniale ai ricchi, di fermare la corruzione incominciando a reintrodurre il reato di falso in bilancio, ad affrontare l’area dei privilegi a partire dalle banche (è il caso della reintroduzione delle commissioni sul massimo dello scoperto e dei conto correnti onerosi per i pensionati costretti ad aprire un conto per percepire la pensione), a colpire gli sprechi che gravano sul conti pubblici per ben 80 miliardi di euro, a ridurre le spese militari, i costi della politica, a favorire un percorso virtuoso alla filiera alimentare per contenere i costi dei beni di prima necessità, a dare al mercato del lavoro una reale svolta innovativa a prescindere dall’art.18 e a porre mano alla riforma della giustizia.
E’ tempo che in tutti noi vi sia la consapevolezza dei limiti di un’azione governativa che non è rappresentativa di un interesse diffuso e generalizzato e dove si perpetuano e persino si esaltano i privilegi facendoli pagare ai più deboli.
Ora che la sovranità del parlamento è stata umiliata mostrando chiaramente la sua incapacità di governare il paese.
Ora che la sovranità popolare è stata umiliata con leggi impopolari e ingiuste.
Ora è tempo che tutti noi ci riappropriamo dei nostri diritti sovrani per esprimere un voto che penalizzi i partiti che oggi ci hanno sospinti in questo vicolo cieco e a dare fiducia a quanti hanno scelto la via dell’opposizione perché hanno mostrato d’essere consapevoli del danno arrecato alla comunità nei suoi interessi vitali.
Forse anch’essi finiranno con il deluderci, ma per lo meno, se il nostro voto diventa corale, avremmo la possibilità di non vedere riconfermati i soliti politici.
E noi abbiamo bisogno non di un governo qualsiasi, non di un governo cosiddetto “tecnico”, ma di un governo che sappia guardare a tutti gli italiani e non ad una piccola parte di essi.
E’ la sola risposta democratica che la ragione e il buon senso ci invitano ad esprimere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il coraggio delle scelte popolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Luhmman scriveva che “il futuro non nasce perché non ha tempo per crescere, divorato da un presente che vive di scadenze sempre più frequenti”. Il saggio di A. Diotallevi e G. Falcucci fornisce la conferma di questo giudizio applicato ad un sistema politico che, sotto la pressione degli interessi elettorali ed incalzato da una stretta agenda temporale, più che fare riforme realizza scorrerie nei diversi campi generando condizioni di incertezza e timori per il futuro. I temi a cui i due autori si dedicano sono quelli del lavoro e della previdenza, che toccano quella “comunità del lavoro” che costituisce l’architrave del nostro ordinamento costituzionale.
In concreto si parla dei “diritti acquisiti” in funzione dei quali sono state programmati piani di vita, costruite reti di relazioni familiari, diritti non conquistati con la presa della Bastiglia ma regolati secondo i canoni delle procedure democratiche. I due autori sono consapevoli che viviamo di una condizione eccezionale (anche se il richiamo allo stato di eccezione di C. Schmidt promosso da molti analisti politici è fuori luogo) e concordano che tutte le parti devono fare la loro parte anche perché ci aspetta un’epoca di aspettative decrescenti, misurate con il tradizionale parametro dei consumi privati. Ma la situazione eccezionale può rimettere in gioco i diritti acquisiti dei cittadini dal legislatore di turno, senza con ciò turbare le regole di un ordinamento democratico, costruite per contenere il potere costrittivo dello Stato?
Questa è la domanda posta. Già nei tempi antichi (basta pensare all’Antigone di Sofocle) si soleva distinguere la legalità della legge dalla sua legittimità, si parlava del rapporto fra “lex” ed “ius” rappresentato, questo ultimo, dai principi di convivenza e di solidarietà sociale al cui interno la legge deve operare.
Gli autori, più avveduti di me in questa delicata questione, lanciano una proposta: “I crediti di solidarietà”. Se i cittadini sono chiamati a concorrere al salvataggio dello Stato e come sempre sono in prima fila quelli che appartengono alla comunità del lavoro, possono divenire titolari di “crediti di solidarietà”, in funzione dei sacrifici richiesti, esigibili quando la condizione finanziaria dello Stato lo renderà possibile?
L’ambito di questo scambio solidale, oltre che a valere nei rapporti Stato-cittadini, può essere esteso all’interno delle imprese quale soluzione per sperimentare inedite forme di democrazia economica, in grado di riequilibrare i rapporti tra capitale e lavoro?
Dostoevskiy profetizzava un mondo futuro ove sono molte le greggi da tosare e pochi i pastori. I crediti di solidarietà, proposti dai nostri autori a sostegno di scelte popolari nel senso che siano percepite dai cittadini a tutela del bene comune, possono invertire una tale profezia? (Prof. Giuseppe Bianchi)

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Porre fine alle discriminazioni dei figli nati dentro e fuori dal matrimonio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

Dichiarazione della senatrice dei Radicali, Donatella Poretti Oggi la commissione Giustizia del Senato ha finalmente avviato l’esame del disegno di legge che pone fine alle discriminazioni lessicali, di parentela ed ereditarie dei figli nati dentro e fuori del matrimonio. L’auspicio e’ che il provvedimento abbia un iter rapido, quindi condiviso e si colga l’occasione per sopprimere l’ulteriore discriminazione, ossia il trattamento in tribunali diversi: in quelli ordinari i figli legittimi e in quelli dei Minori i figli naturali come gia’ approvato in altro ddl dal Senato. I figli non possono soffrire sulla loro pelle discriminazioni dovute a scelte, per alcuni “colpe”, dei genitori. Il Parlamento puo’ finalmente compiere un passo importante e fare un atto dovuto nei confronti di quel 15 per cento di bambini, il doppio rispetto a dieci anni fa, che nascono da genitori che per i motivi più diversi -volonta’ o possibilita’- non sono sposati.

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Tav: L’Italia deve fare le scelte giuste

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Non possiamo permetterci un’opera insostenibile dal punto di vista economico e ambientale e inutile pure dal punto di vista del trasporto». Entra a gambe tese Legambiente nell’argomento che sta scuotendo lo Stivale da cima a fondo e lo fa anche in Abruzzo, dove aderisce alla manifestazione “Siamo tutt* no Tav”. «È necessario riconsiderare il progetto anche alla luce delle recenti dichiarazioni dell’agenzia ambientale francese – spiega il presidente di Legambiente Angelo Di Matteo – che ha sostenuto la maggior validità dell’ammodernamento e messa in sicurezza dell’attuale linea, rispetto alla realizzazione di quest’opera, vista anche la necessità di provvedere adeguatamente allo sviluppo del traffico delle merci, il quale però si muove prevalentemente sull’asse Nord-Sud e non da Ovest a Est. Ci auguriamo che il governo Monti mostri lo stesso coraggio dimostrato in occasione della scelta sulle Olimpiadi e, nell’interesse di tutta l’Italia, cancelli quest’opera».
«Serve una pausa di riflessione – aggiunge Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente – Il grave incidente durante le operazioni di allargamento di un cantiere presso la baita Clarea deve fermare gli espropri e gli ampliamenti dei cantieri. È assurdo che nonostante la positiva e partecipata manifestazione di sabato, i lavori stiano proseguendo nel totale spregio dei valligiani e dei reali interessi del Paese». «Il governo prenda atto dell’opposizione da parte dei residenti – espressa anche a rischio della vita – e fermi un’opera evidentemente inutile, dannosa e costosissima per il Paese . Si torni subito al tavolo della progettazione per concertare i piani infrastrutturali e di traporto realmente necessari all’Italia, anche nel rispetto delle proteste che devono, ora più che mai, essere pacifiche e intelligenti». Si alza anche dall’Abruzzo la seria perplessità che l’Italia si possa impegnare per un esborso di 5 miliardi di euro in un periodo di difficoltà economiche come quello attuale, quando mancano le risorse per gli investimenti infrastrutturali e per il 2012 è previsto un taglio del 75% delle risorse per i pendolari. «È pura fantascienza pensarlo – prosegue Luzio Nelli – L’Italia ha bisogno di una vera politica dei trasporti che ad esempio punti sul rafforzamento del servizio e delle infrastrutture ferroviarie nelle aree metropolitane, e che consenta ai treni merci di diventare competitivi nei confronti del trasporto su gomma, ad esempio realizzando poli logistici e opere di accesso alle grandi infrastrutture di valico. Invece il nostro Paese, ad oggi, è sprovvisto di un piano sulla mobilità e della logistica per impostare una seria programmazione dei trasporti».

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Giornata mondiale dell’alimentazione

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2011

FAO - Food and Agriculture Organization of the...

Image by Dag Endresen via Flickr

Roma, 11 ottobre, ore 11: presidio e primo info stampa Concentramento in Piazza di Porta Capena Adiacente Viale delle Terme di Caracalla. La sede Fao a Roma sarà nelle prossime settimane teatro di grandi scelte che riguardano la terra e la sovranità alimentare di tutti gli abitanti del pianeta.
Dal 10 ottobre prossimo oltre 50 delegati delle organizzazioni sociali e contadine di tutto il mondo saranno in Italia per seguire i negoziati sulle linee guida …e spingere gli Stati ad affermare i propri obblighi legali e naturali di anteporre ad ogni altra scelta diritti umani quali il diritto a un’alimentazione adeguata, alla salute, al lavoro a rischio nella crisi presente. Dal 10 ottobre sarà allestito un presidio della società civile fuori della FAO dove saranno tenute delle conferenze stampa – correlate con le azioni dirette – che spiegheranno con l’aiuto di testimonianze dirette dal campo, alla stampa e all’opinione pubblica, l’andamento dei negoziati, le loro posizioni e proposte.
Dal 10 al 14 Ottobre ci sarà la discussione delle Linee Guida sul Governo dell’accesso alla terra, al territorio di pesca e delle foreste, che potrebbero essere uno strumento importante per fermare il Land grabbing, ovvero l’accaparramento di terre agricole in tutto il pianeta che vede anche importanti responsabilità di imprese e istituzioni italiane in molti Paesi in via di sviluppo
Il 16 e il 17 Ottobre si celebrerà la Giornata Mondiale dell’alimentazione, nel 60esimo anniversario dello spostamento a Roma dell’Agenzia delle nazione unite per l’Alimentazione
Fino al 22 Ottobre si riunisce il Comitato per la Sicurezza Alimentare , (Cfs) Organismo globale di governo dell’alimentazione , con la partecipazione della società civile che discuterà alla pari con Stati, Organizzazioni e settore privato su temi strategici per affrontare la crisi alimentare come la speculazione sui prezzi e il commercio del cibo.
Il Comitato italiano per la Sovranità Alimentare, con le oltre 270 associazioni, movimenti e reti che ne fanno parte, promuove un calendario comune di attività in tutta Italia in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione – ribattezzata dal CISA la Giornata Mondiale della Sovranità Alimentare.

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La battaglia referendaria non è finita

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Il superamento alla grande del quorum e la valanga dei SI sono un risultato eccezionale, merito dei Comitati che hanno promosso i referendum e della mobilitazione di massa, che hanno fatto fallire tutti i tentativi di boicottaggio. L’Unione Sindacale di Base, che ha sostenuto con forza la battaglia referendaria, è doppiamente soddisfatta sia per la grande partecipazione popolare, che testimonia di una grande voglia di contare e di condizionare le scelte politiche, sia in quanto vede pienamente confermata la propria linea sindacale di netta opposizione a tutte le privatizzazioni dei servizi pubblici e del servizio idrico in atto nel nostro Paese, privatizzazioni che in questi anni hanno prodotto peggioramento dei servizi, aumenti delle tariffe, licenziamenti e precarietà tra gli addetti ed enormi profitti per gli speculatori privati. Da oggi, chi intendeva spalancare le porte alla stagione dei privati nel sociale ed al ritorno al nucleare dovrà prendere atto della definitiva risposta giunta dai cittadini italiani. Anche tutti quei partiti che negli anni hanno propugnato la panacea di privatizzazioni ed esternalizzazioni – e magari ora cercano di intestarsi la vittoria popolare – ora dovranno tenere d’occhio i propri amministratori locali, qualora fossero pronti a cedere alla speculazione privata servizi pubblici come trasporti, energia, servizi sociali. Dal canto suo, USB continuerà nella battaglia in difesa dei beni comuni e sarà pronta a difendere l’irreversibilità delle scelte indicate dall’esito del referendum.

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L’importanza del Referendum

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2011

Queste osservazioni sono indirizzate a quanti desiderano vivere la democrazia partecipativa, senza delegare indegni politici a rappresentarci. Le normali votazioni politiche, regionali, amministrative, europee, ci sono già state sottratte non permettendoci di scegliere il nostro rappresentante, ma obbligandoci a confermare le scelte di comodo che i leader della casta hanno deciso; non ci rimane che il REFERENDUM per far valere le nostre opinioni e mantenere il diritto di dissentire, o anche di confermare, ma per libera scelta. Il REFERENDUM è la massima espressione della democrazia perché coinvolge ogni singolo cittadino elettore, attribuendogli la responsabilità del proprio futuro. Svilire il REFERENDUM con l’astensione, ci toglierebbe il diritto di lamentarci del malgoverno, ritrovandoci ad essere i primi responsabili dei guai che ci cascano addosso, con l’aggravante che chi si astiene penalizza anche chi partecipa, rendendo vana la consultazione referendaria per mancanza di quorum. Il potere della casta non ama i REFERENDUM, anzi li ostacola perché non accetta il controllo degli elettori, anche se si riempiono la bocca esaltando la “volontà popolare”. Questa mia breve nota non ha uno scopo politico per cercare di indirizzare l’espressione di voto nel “SI” o nel “NO”; desidero solamente convincere del dovere di recarsi alle urne ed esprimere la propria volontà. Solo in questo modo sapremo se il popolo elettore vorrà il “SI” oppure il “NO”, per scelta di opinione e non per la trasandata trascuratezza del non-voto.L’esercizio del voto rappresenta il punto di equilibrio tra il diritto e il dovere, ma per il REFERENDUM prevale il DOVERE DI VOTARE, per rispetto di se stessi, per rispetto degli altri che sarebbero penalizzati, per rispetto alla DEMOCRAZIA, conquistata dopo un ventennio che minaccia di ripetersi. (Rosario Amico Roxas)

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Napolitano sul caso Ruby

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

In un comunicato affidato alle agenzie il presidente della Repubblica si dice “consapevole del turbamento dell’opinione pubblica dinanzi alla contestazione, da parte della Procura della Repubblica di Milano al Presidente del Consiglio, di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d’indagine. Senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal Presidente del Consiglio, dal governo e dalle forze parlamentari, egli auspica – conclude il testo diffuso dal Quirinale – che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto a una compiuta verifica delle risultanze investigative”.
Si precisa, inoltre, che nessun fascicolo sia pervenuto al Quirinale dalla Procura di Milano o da altre fonti e si sottolinea che il capo dello stato non è una parte “competente” e che solo la “Camera dei Deputati dovrà pronunciarsi sull’autorizzazione richiestale a eseguire una specifica perquisizione”.

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