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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘scenari’

Possibili scenari economico-finanziari legati alla pandemia di Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

A cura di Luc Filip, Head of Private Banking Investments. Grazie al nostro approccio di allocazione più difensiva, i portafogli dei nostri clienti hanno sovraperformato in media del +6% rispetto a portafogli omologhi. Vediamo tre scenari possibili:
Ottimistico: le misure dispiegano rapidamente i loro effetti, risollevando il contesto dal lockdown prima di quanto ci si aspetti;
Scenario base: anche qualora le misure di governi e banche centrali inizino ad avere effetto, i titoli potrebbero essere ancora dominati dalle cattive notizie circa i tassi di mortalità, disoccupazione e aumento del rischio di fallimenti;
Pessimistico: più duraturi e profondi effetti del virus con conseguenze pesanti sulla fiducia dei consumatori e spese di capitale vicine allo zero. Un impatto sui giovani adulti maggiore di quanto inizialmente previsto.
Ad oggi vediamo difficile il verificarsi dello scenario ottimistico, in considerazione anche del fatto che i governi occidentali hanno impiegato molto tempo per rispondere all’emergenza e hanno imposto contromisure meno stringenti di quanto avvenuto in Asia (Cina, Corea del Sud, Hong Kong, Singapore). Anche lo scenario pessimistico non ci sembra il più probabile, viste le notizie che giungono da Cina e Corea del Sud: la diffusione del virus può essere contenuta con l’adozione di misure restrittive della circolazione e la collaborazione da parte della popolazione.Conseguentemente, riteniamo che lo scenario base sia quello maggiormente probabile. In questo scenario non ci affretteremmo ad approfittare delle valutazioni interessanti di alcuni asset, perché l’incertezza resta alta. Ad ogni modo, non ridurremo drasticamente l’allocazione attuale.La nostra posizione può essere sintetizzata come segue: “protezione degli asset con prospettive di lungo termine”.
Grazie al solido processo di investimento che seguiamo ormai da molti anni, abbiamo ridotto l’esposizione sull’equity e sul credito dallo scorso febbraio, continuando a ridurre progressivamente l’esposizione dei clienti al rischio da allora. La nostra allocazione azionaria è vicina al limite minimo consentito dalle nostre linee guida. La nostra priorità, al momento, è concentrarci sulla conservazione del capitale e mantenere i rischi bassi. (fonte: SYZ Private Banking)
Founded in 1996 in Geneva, SYZ is a Swiss banking group experiencing strong growth, focusing exclusively on asset management via two complementary business lines: high-level private banking and asset management. SYZ offers private and institutional investors an investment style based on active management and risk management aimed at absolute performance. The Group has substantial equity and enjoys its status as an independent company due to its family shareholding structure.
http://www.syzgroup.com.

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Insolvenze: possibili scenari post-Brexit secondo Atradius

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Amsterdam. A oltre tre anni dal voto per la Brexit, Regno Unito e Unione Europea si sono separati con un accordo strutturato di recesso. Venerdì 31 gennaio 2020 a mezzanotte (CET), l’uscita del Regno Unito è diventata realtà. Mentre ora l’attenzione si rivolgerà alle future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’Europa, gli impatti economici a breve termine per il Regno Unito continuano a creare difficoltà alle imprese.Archiviata la Brexit, il Regno Unito può ora iniziare a negoziare nuovi accordi commerciali, il più importante dei quali riguarda le future relazioni commerciali con l’UE. Gli attuali accordi restano in vigore fino al 31 dicembre 2020. Tuttavia, i tempi stretti rendono come più probabile solo un accordo limitato, che potrebbe potenzialmente comportare una tormentata revisione nel 2021. Inoltre, se le due parti non riuscissero a negoziare un accordo commerciale entro la fine del periodo di transizione, rischierebbero di ricadere sotto regole del WTO. Le pressioni sul contesto economico e le incertezze sottostanti continuano a mettere a dura prova il Regno Unito e tutti i mercati dell’UE.Il lungo periodo di incertezza ha creato un sentimento negativo, che persisterà probabilmente nel 2020 in assenza di indicazioni certe sulle future relazioni commerciali tra Regno Unito e UE. Dopo la stagnazione nel 2019, prevediamo che gli investimenti delle imprese nel Regno Unito rimangano stabili anche quest’anno, a causa della bassa fiducia e l’elevata incertezza. La crescita economica del Regno Unito dovrebbe rallentare all’1,0% nel 2020, in parte attenuata dal sostegno fiscale e monetario delle banche centrali. Molte imprese già significativamente debilitate da condizioni di volatilità iniziate con il referendum 2016, rimangono soggette al rischio insolvenza.

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Oil Outlook: offerta in aumento, domanda debole e scenari geopolitici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

La volatilità sul prezzo del petrolio scatenata dalla recente crisi in Medio Oriente ha riportato l’attenzione dei mercati sul tema del prezzo del greggio. Questa variabile è di fondamentale importanza nel determinare l’andamento dei mercati finanziari e crediamo che, visto l’attuale posizionamento dei mercati, lo sia particolarmente.L’attuale equilibrio di mercato, infatti, è supportato in buona parte dall’assunto che la politica monetaria – in Usa e in Europa – non rallenti la propria azione a sostegno dell’economia. Nell’ultimo trimestre abbiamo visto un risveglio dell’inflazione nell’Europa Core, oltre a segnali di vitalità economica. Un’accelerata improvvisa dell’inflazione potrebbe avere conseguenze sulle aspettative di inflazione, con inevitabili ripercussioni sulle valutazioni degli asset finanziari, che oggi incorporano in gran parte l’assunto che il livello dei prezzi non accelererà nel 2020.Quali sono le variabili che incideranno sul prezzo del petrolio nei prossimi mesi e dove immaginiamo il valore target? Con una prospettiva più lunga, da tenere d’occhio sono la dinamica di domanda e l’offerta globale. Nel breve periodo, invece, le tensioni geopolitiche che stiamo osservando hanno tutto il potenziale di causare degli shock di prezzo temporanei ma difficilmente prevedibili. Analizzeremo questi due fattori.
Il prezzo del petrolio Brent a seguito della recente impennata dovuta alle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente ha corretto a ribasso e non ha raggiunto i livelli dell’aprile scorso. Sicuramente l’offerta in aumento ha influito negativamente sull’andamento del prezzo, ma anche la domanda debole ha avuto il suo impatto. Entrando nel 2020, i principali fattori di depressione della domanda (in particolare l’escalation delle tensioni commerciali e una contrazione dell’attività economica globale) sembrano allontanarsi. Nonostante ciò, un’impennata del prezzo sembra oggi improbabile, in parte per l’abbondanza di output (con gli Stati Uniti che hanno aumentato l’offerta più del previsto, con) e in parte per le tendenze di medio termine che riguardano la relazione tra l’andamento del Pil e il prezzo del petrolio. L’economia globale sta utilizzando l’energia in modo più efficiente. Dal 1990, l’intensità energetica del PIL (le unità di energia necessarie per produrre ciascuna unità di produzione) è diminuita ad un tasso medio dell’1,5% all’anno. Nel 1990 ci sono voluti 7,6 Megajoule per produrre ogni dollaro di PIL reale, nel 2015 ha richiesto solo 5,1 Megajoule. Se questa tendenza continuerà, l’economia mondiale dovrà crescere di oltre l’1,5% ogni anno per generare più domanda di energia. La crescita prevista del Fondo Monetario Internazionale è di circa il 3,5% all’anno per i prossimi anni, un livello che dovrebbe teoricamente sostenere la domanda se non dovessero intervenire fenomeni recessivi, che per adesso non sembrano all’orizzonte. Una maggiore domanda di energia, tuttavia, non significa automaticamente una maggiore domanda di petrolio: infatti il mix energetico è cambiato nel tempo. Probabilmente, anche il 2020 sarà caratterizzato da ampia offerta di petrolio e domanda debole. La IEA (Agenzia Internazionale per l’Energia) prevede che la crescita dell’offerta non OPEC raggiungerà 2,2 milioni di barili al giorno, più che assorbendo tutta la crescita della domanda (1,2 milioni di barili al giorno). L’eccesso di approvvigionamento sarà superiore a 1 milione di barili al giorno se l’OPEC sostiene gli attuali livelli di produzione. In questo scenario probabilmente i produttori di petrolio convenzionali dell’OPEC taglieranno ulteriormente la produzione per aiutare a bilanciare il mercato, ma difficilmente ciò sarà sufficiente.Le prospettive ribassiste sono condivise dai mercati finanziari. La previsione del consenso prevede un prezzo per il petrolio intorno ai $60 medi al barile nel 2020, in calo rispetto ai $64 previsti per il 2019. La curva dei futures indica un calo ancora più marcato, consolidando le views prudenti prevalenti sul mercato.
In Moneyfarm riteniamo ragionevoli le proiezioni del consensus. A nostro avviso la domanda e l’offerta globali sono fattori più importanti nel lungo periodo delle tensioni geopolitiche. Tuttavia, non crediamo si debba sottovalutare l’importanza strategica che riveste lo Stretto di Hormuz, vista la quantità di greggio che lo attraversa quotidianamente. Anche se rimane difficile prevedere cosa accadrà da un punto di vista geopolitico, possiamo provare a tracciare degli scenari. Alle condizioni attuali il fabbisogno mondiale di petrolio non ha sufficiente capacità di riserva per sostituire interruzioni potenzialmente significative dal Medio Oriente.Uno scenario di escalation limitata tra l’Iran e gli Stati Uniti comporterebbe un’influenza minima sulla produzione di petrolio nella regione. Dopotutto, l’Iraq ha assistito a proteste per mesi con un’interruzione minima della produzione.Se l’escalation portasse a interruzioni dell’approvvigionamento in Iran o Iraq (scenario che comunque per ora non prevediamo) potrebbero esserci delle ripercussioni significative. Nonostante le sanzioni statunitensi, l’Iran produce ancora più di 2 milioni di barili di petrolio al giorno, l’Iraq circa 4,7 milioni di barili al giorno e non c’è abbastanza capacità di riserva globale per sostituirlo.Lo scenario estremo è una diffusione del conflitto nel più ampio Medio Oriente. Ciò potrebbe assumere la forma di un’interruzione dei flussi di greggio nel Golfo o di attacchi agli impianti petroliferi nella regione simili a quelli osservati lo scorso settembre. A rischio sono oltre 20 milioni di barili di produzione giornaliera di petrolio (circa il 20% della fornitura mondiale). Probabilmente non è nell’interesse di nessuno che le tensioni raggiungano tali livelli, ma i numeri danno un’idea del potenziale impatto che potremmo avere in caso di un’interruzione dei flussi dallo stretto di Hormuz.

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“Attualità del Capability Approach in Europa e scenari della sostenibilità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma martedì 13 novembre 2018, dalle ore 09:30 alle ore 17:30 presso l’Aula Nuova (I piano) del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, sita in via del Castro Pretorio 20 Seminario Nazionale dal titolo “Attualità del Capability Approach in Europa e scenari della sostenibilità”.
Il Seminario è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, la Società Italiana di Pedagogia (SIPED), la Società Italiana di Ricerca Educativa e Formativa (SIREF), l’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile (ASVIS) e con il sostegno del Network di Lavoro “Dimensioni pedagogiche e formative del Capability Approach” e del Dottorato di Ricerca “Teoria e Ricerca Educativa e Sociale Applicata” (Roma TRE).

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Il secondo dopo guerra e gli scenari geopolitici

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Sin dalla conferenza di Yalta, sul finire della seconda guerra mondiale, si rese più manifesta l’intenzione espansionistica dell’Urss in occidente, ma la risposta occidentale fu, indubbiamente, diversa rinunciando di fatto all’opzione militare ma scegliendo di rafforzare la sua alleanza con gli Stati Uniti mentre le democrazie si andarono consolidando attraverso le libere elezioni. Tutto questo ci permise, sia pure avviando la stagione della “guerra fredda”, d’evitare un conflitto armato dalle conseguenze per l’intera umanità imprevedibili dato che entrambi i blocchi, che si opponevano, avevano armamenti di distruzione capaci di annientare il mondo intero, e nello stesso tempo furono evitate, con vari stratagemmi, le tentazioni dittatoriali. Non si ripeterono, quindi, le crisi di governo capaci di sfociare in un potere autoritario sebbene la fragilità dei parlamenti, in specie di quello italiano, lasciasse intravedere qualche insidia. Ricordo in proposito il golpe Borghese ma si tradusse più in una farsa che in un vero tentativo di colpo di Stato. Qualcosa del genere occorse anche in Spagna nel dopo Franco, mentre in Grecia non si riuscì ad evitare la “dittatura dei colonnelli”, ma fu di breve durata.
A questo punto non si trattò tanto di timori per un possibile, per quanto remoto, ritorno degli estremismi con le loro dittature e dittatori, ma di una reale collocazione degli orientamenti popolari verso soluzioni meno traumatiche e dotate di maggiore tolleranza politica. Va poi ad aggiungersi il diverso modo di affrontare le questioni che riguardano il mondo del lavoro, il welfare e le altre forme di tutela previdenziale e ponendo in evidenza, attraverso un’istruzione più moderna, uno sviluppo tecnologico diffuso, un concetto della famiglia più “imprenditoriale” e un bisogno di “stabilità” che si riconosce nell’equilibrio centrista senza avventurismi.
Restano, tuttavia, dei punti deboli, ma non preoccupanti più del dovuto. La destra e la sinistra, nei loro punti estremi, sono ancora troppo “movimentiste” per una società che cerca l’ordine nella legalità, il progresso senza avventure, la politica senza venature ideologiche troppo accentuate e prevaricatrici ed un assetto economico nel quale possano essere conciliate il bisogno ed il benessere ed il welfare con i bilanci pubblici. Vi sono dunque, a dispetto delle apparenze, più sensibilità politica e più consapevolezza sul proprio futuro. (Riccardo Alfonso)

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Gli scenari sociodemografici, sanitari ed economico-finanziari al 2030 e al 2050

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Roma, 11 – 12 luglio Auditorium Biagio D’Alba – Ministero della Salute Viale Giorgio Ribotta,5 al Ministero della Salute si parlerà di assistenza continuativa a lungo termine dei pazienti anziani e cronici, una delle principali problematiche dei sistemi sociosanitari moderni. Obiettivo della due giorni sarà l’approfondimento e il confronto sulle modalità efficaci di presa in carico, a partire dalla presentazione delle proiezioni ISTAT dei dati sociodemografici e sanitario-assistenziali al 2030-2050.
L’edizione 2018 di Long-Term Care sarà anche l’occasione per presentare i nuovi risultati dell’indagine di Italia Longeva sulla situazione dell’assistenza domiciliare in Italia, che completa la panoramica sullo stato dell’arte dell’ADI nelle diverse regioni avviata nel 2017 e mette a confronto l’Italia con l’Europa, per proporre modelli organizzativi del servizio che risultino innovativi, sostenibili, efficaci, replicabili. I lavori saranno aperti mercoledì 11 luglio alle ore 9.00 da:
Giorgio Alleva, Presidente ISTAT, Roberto Bernabei, Presidente Italia Longeva,
Tito Boeri, Presidente INPS, Giovanni Leonardi, Direttore generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute, Andrea Urbani, Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Stefano Vella, PresidenteAIFA. Interverranno, tra gli altri: Luca Ceriscioli, Presidente Regione Marche, Luca Coletto, Assessore Sanità Regione Veneto, Alessio D’Amato, Assessore Sanità e Integrazione sociosanitaria Regione Lazio, Giulio Gallera, Assessore Welfare Regione Lombardia, Stefania Saccardi, Assessore Diritto alla salute, welfare e integrazione sociosanitaria Regione Toscana, Antonio Saitta, Assessore Sanità, Lea, Edilizia sanitaria Regione Piemonte – Presidente, Commissione Salute Conferenza Stato-Regioni.Tra i partecipanti ai lavori: Istituzioni, decisori ai vari livelli, professionisti e operatori sanitari, ASL e IRCCS.

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Possibili scenari USA previsti da Candriam per il 2018-2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

A cura di Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group. Dalla scorsa settimana, i mercati azionari hanno bruciato la maggior parte dei guadagni del 2018. La partenza a razzo delle borse a gennaio era stata troppo rapida e gli indicatori del sentiment erano diventati eccessivamente ottimistici. Tuttavia, il sell-off del mercato è più sistemico che basato sui fondamentali. Il crescente timore degli investitori che il cosiddetto scenario di Goldilocks stia per chiudersi è ingiustificato anzi, a nostro avviso, un contesto di fondamentali favorevoli finirà per prevalere.Dalla fine della scorsa settimana, gli investitori azionari hanno cominciato a monetizzare i loro guadagni del 2018, inizialmente perché preoccupati di una possibile fine dello scenario di Goldilocks, e in particolare, di un’improvvisa fiammata dell’inflazione statunitense. Tuttavia, il vero motivo alla base del crollo improvviso del mercato azionario americano di lunedì è stato un sell-off tecnico, non una paura legata all’inflazione, come dimostrato dal calo dei rendimenti obbligazionari durante il sell-off azionario. È stato il risultato di una vendita sistematica e del riacquisto di consistenti posizioni corte sull’indice di volatilità (Vix).Un’espansione molto più solida delle attese registrata qualche settimana fa, una rinnovata debolezza del dollaro statunitense e prezzi delle materie prime in crescita sono solo alcune delle molteplici ragioni che spingono a temere il ritorno dell’inflazione. Dopo quasi un decennio di sorprese deflazionistiche ininterrotte, la view generale di un prosieguo di un’inflazione al di sotto del trend sta vacillando. Noi concordiamo con la Fed sul fatto che quest’anno l’inflazione statunitense dovrebbe aumentare.Il ciclo statunitense è quello più avanzato a livello globale – come testimonia il tasso di disoccupazione – e ha ricevuto uno stimolo ulteriore dalla riforma fiscale. Ciò ha fatto sì che le percezioni cambiassero rapidamente. Da fine novembre, i rendimenti obbligazionari dei Treasury decennali, trainati da aspettative sull’inflazione in crescita, hanno registrato un netto rialzo. Tuttavia, i rendimenti reali statunitensi sono rimasti estremamente bassi, offrendo un forte supporto all’economia e alle azioni.Candriam prevede tre scenari per il 2018-2019 negli Stati Uniti:
Il mercato obbligazionario statunitense si rende finalmente conto che non è in arrivo alcuna recessione e si adatta rapidamente al percorso previsto dalla Fed di tre rialzi dei tassi per quest’anno e di altri tre nel 2019. In parte, i rendimenti obbligazionari in crescita sono maggiormente in sintonia con l’aumento del valore dei titoli azionari. Guardando al futuro, ci aspettiamo un’ulteriore normalizzazione, ma senza overshooting, con il rendimento dei titoli di Stato Usa a 10 anni che potrebbe raggiungere il 3% nel 2018, grazie alla forza dell’espansione.
La riforma fiscale induce le imprese a investire di più in modo stabile (+10% sia nel 2018 che nel 2019) con un forte aumento della produttività. In questo contesto, l’inflazione rimane contenuta e la Fed si attiene al suo piano. I mercati azionari continuano a crescere, sostenuti dagli incrementi degli utili. I tassi a lungo termine aumentano con l’incrementare del tasso di crescita potenziale e non provocano un rallentamento dell’economia.I mercati realizzano improvvisamente che la Fed sia dietro la curva e cominciano a temere un’impennata dell’inflazione: i tassi di interesse di lungo termine aumentano in maniera significativa, causando un calo nel mercato azionario. Questo timore si basa principalmente sulle aspettative inflazionistiche, piuttosto che su dati effettivi sull’inflazione.Al di fuori degli Stati Uniti, tuttavia, vi sono pochi segnali di pressioni inflazionistiche. In particolare, la situazione è molto diversa nell’Eurozona, dove è probabile che l’inflazione converga molto gradualmente verso l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE. I dati pubblicati nel mese di gennaio, con l’indice annuale dei prezzi al consumo che è sceso all’1,3% (e quello core all’1%) hanno confermato un trend inflazionistico debole. Il movimento al rialzo della valuta negli ultimi 12 mesi sta allentando ulteriormente le tensioni.Per il momento, non c’è motivo di mettere in discussione il nostro scenario di base. Ci aspettiamo, infatti, che il contesto di Goldilocks prevarrà per tutto il 2018, grazie anche al perdurante sostegno dei fondamentali. Le azioni sono diventate ancora più interessanti dopo la recente correzione. I mercati azionari statunitensi scambiano, attualmente, a un multiplo di 17x gli utili per il 2018, mentre appena una settimana fa il P/E forward si attestava ancora al di sopra delle 20 volte. Infine, una forte crescita degli utili dovrebbe continuare a sostenere le performance dei mercati azionari. In questo contesto di mercato fondamentalmente solido, e sebbene potremmo assistere a una seconda ondata di vendite sistemiche, siamo in attesa di una stabilizzazione delle dinamiche di mercato e di un momento propizio per incrementare ulteriormente la nostra esposizione sull’azionario. (foto: Nadege_Dufosse)

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Sperimentazioni cliniche in oncologia: quali i nuovi scenari?

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

CentroCongressi ifoRoma Lunedì 4 Settembre ore 14:00, Centro Congressi Multimediale IFO Via Fermo Ognibene 23. L’attuale conoscenza del vasto panorama delle mutazioni genetiche in ambito oncologico, la maggiore facilità di effettuare il sequenziamento genico e la disponibilità di farmaci in grado di “colpire” particolari alterazioni molecolari responsabili della crescita tumorale hanno portato la comunità scientifica a riflettere su nuovi strumenti per ottimizzare il trattamento dei tumori. I criteri clinici classici non sono più sufficienti per trials clinici che hanno come bersaglio mutazioni presenti solo in una piccola percentuale di pazienti. Ad oggi, infatti, molti studi clinici hanno l’obiettivo di verificare l’efficacia di trattamenti mirati in gruppi di pazienti omogenei dal punto di vista molecolare.Il 4 settembre prossimo Lillian Siu, Direttore del Programma degli studi di Fase I del Princess Margaret Cancer Center di Toronto terrà una lettura magistrale all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena proprio sui vantaggi e gli svantaggi di sperimentazioni cliniche in cui i criteri di eleggibilità si basano sulla presenza o meno di alcune caratteristiche molecolari. “Lo straordinario sviluppo delle tecnologie omiche – spiegano Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE e Giovanni Blandino, Responsabile dell’Unità di Oncogenomica ed Epigenetica e del Clinical Trials Center IRE – sta avendo un impatto notevole nel disegno e nella conduzione degli studi clinici di medicina personalizzata e di precisione in oncologia. Lillian Siu, è uno dei maggiori esperti al mondo nello sviluppo ed applicazione clinica di nuove molecole farmacologiche. Coordina inoltre i programmi di oncogenomica e immunoterapia, la cui sistematica integrazione con lo sviluppo di nuovi farmaci promuove approcci terapeutici innovativi.” Molto si deve ancora definire per quanto riguarda il disegno di tali trials inclusa la scelta dei test, il livello di evidenza delle varianti geniche, l’eterogeneità tumorale, l’identificazione dei meccanismi di resistenza, la necessità di effettuare screening molecolari su un’ampia popolazione di pazienti, la necessità di infrastrutture, la collaborazione tra ricercatori e industria. Nella sua lettura magistrale Lillian Siu, una leader mondiale nelle sperimentazioni cliniche oncologiche, condividerà con noi i suoi recenti risultati in questo campo in continua evoluzione.Lillian Siu, parteciperà all’Annual Congress of the European Society for Medical Oncology (ESMO) 08-12 Settembre a Madrid.

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Linfomi e leucemie: nuovi scenari da una ricerca del Papa Giovanni

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

ospedale bergamoBergamo Arriva dal Papa Giovanni XXIII di Bergamo un contributo importante alla conoscenza del meccanismo di azione degli anticorpi monoclonali terapeutici anti-CD20, rituximab e obinutuzumab, farmaci di ultima generazione usati per il trattamento di linfomi e leucemie di tipo B.E’ stato infatti pubblicato sul numero di Maggio di Blood, la più prestigiosa rivista scientifica al mondo in campo ematologico, uno studio condotto nel Laboratorio “Lanzani” dedicato al ruolo dei neutrofili, parte integrante del nostro sistema immunitario, che vengono attivati dai nuovi anticorpi monoclonali. Allo studio, coordinato da Josee Golay hanno partecipato Martino Introna del Laboratorio “Lanzani” per l’ASST Papa Giovanni XXIII e Irene Cattaneo e Marina Figliuzzi per l’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.Il lavoro ha messo in dubbio le precedenti informazioni secondo le quali i neutrofili sono in grado di eliminare direttamente le cellule tumorali in presenza di anticorpi monoclonali. Secondo i ricercatori bergamaschi invece rimuovono solamente una parte, l’antigene target, senza tuttavia uccidere completamente le cellule.A questo lavoro è stata dedicata la copertina del numero di Maggio di Blood e l’editoriale, a dimostrazione dell’importanza che questa ricerca avrà sulla conoscenza di questi farmaci, che hanno cambiato la storia della cura dei linfomi negli ultimi 20 anni. “Gli anticorpi monoclonali terapeutici sono farmaci di nuova generazione e il loro meccanismo di azione è solo parzialmente conosciuto – ha spiegato la ricercatrice Josee Golay -. Si sa che questi anticorpi eliminano le cellule neoplastiche grazie soprattutto alla loro capacità di attivare il sistema immunitario e in particolare i neutrofili. Il nostro lavoro ha permesso però di aggiungere un importante tassello, soprattutto rispetto alla loro capacità di sviluppare un meccanismo di resistenza ai nuovi farmaci”.“Capire il meccanismo di azione degli anticorpi terapeutici ci aiuterà a capire perché alcuni pazienti non rispondono alle cure e quindi a sapere in anticipo quale strategia terapeutica è meglio adottare, in base alle caratteristiche della malattia e del paziente – ha spiegato Alessandro Rambaldi, professore ordinario di Ematologia all’Università Statale di Milano e direttore del Dipartimento di oncologia ed ematologia del Papa Giovanni XXIII -. Sono informazioni preziose per non sprecare tempo in tentativi inutili e scegliere la cura più appropriata al singolo caso”.I primi risultati ottenuti promettono di aprire interessanti strade per l’applicazione clinica. Prima però sarà necessario attendere ulteriori conferme e nuovi studi, su cui il gruppo di ricerca di Josee Golay si sta già impegnando.

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Referendum costituzionale in Italia: Quali i possibili scenari per il settore finanziario italiano?

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

monte dei paschi di sienaCommento di Luca Raffellini, Head of Business and Financial Services, Frost & Sullivan. “Attualmente, non è possibile vedere chiaramente il collegamento tra i risultati del referendum costituzionale in Italia e il destino ultimo delle banche italiane. Molti scenari plausibili indicano un restringimento delle opzioni per le banche in difficoltà e cattive notizie in generale se dovesse vincere il NO – ma la domanda è, quanto cattive?”
“Lo scenario peggiore, il fallimento di Monte dei Paschi di Siena che innescherebbe una cascata di altri fallimenti bancari, richiederebbe almeno tre ipotesi forti. La prima è che l’attuale governo fosse sostituito e che tale sostituzione richiedesse molto tempo. La seconda è che il nuovo governo fosse “tecnocratico”, con un Ministro delle Finanze o con poca simpatia verso il settore bancario o incapace di evitare l’applicazione del meccanismo di risoluzione dell’UE. Infine, bisognerebbe presumere che la disaffezione degli investitori si diffondesse ad altre banche grandi e meglio capitalizzate come Unicredit. Questa sfortunata combinazione è possibile, naturalmente, ma assolutamente non certa. Nella recente storia politica italiana, la successione al governo è stata relativamente rapida e indolore, rispetto ad esempio al Belgio. Pertanto, supponendo che il Primo Ministro Renzi dia effettivamente le dimissioni, il periodo di incertezza politica non dovrà necessariamente protrarsi a lungo. Inoltre, un nuovo governo presumibilmente farebbe tutto ciò che è in suo potere per proteggere gli obbligazionisti borsajunior (i piccoli risparmiatori privati) ed è probabile che prenderebbe una posizione ancora più ferma verso l’Europa e il BRRD. Quanto a un possibile “contagio finanziario”, i 5 miliardi di euro di debito subordinato di Monte dei Paschi di Siena non spariranno da un momento all’altro e nemmeno i crediti in sofferenza (NPL – non performing loans) di altre banche. Tuttavia, non dimentichiamo che alcune delle altre grandi banche italiane sono intrinsecamente robuste – non hanno avuto performance peggiori di alcune delle altre banche europee nello stress test dell’EBA di luglio. A conti fatti, altri fattori esterni – non collegati al referendum italiano – potrebbero dimostrare di avere un maggiore impatto sulla stabilità delle banche: la Brexit, la nuova presidenza degli Stati Uniti, le elezioni francesi e la volatilità dei mercati finanziari internazionali, per citarne alcuni. Le prospettive sono ancora piuttosto aperte.”
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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Appello dal mondo della filosofia del diritto NO alla proposta di riforma costituzionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447Siamo docenti, ricercatori e ricercatrici universitari di Filosofia del diritto, Sociologia del diritto e Informatica giuridica, che esprimono diverse impostazioni teoriche e differenti orientamenti politici. Ci accomuna una forte preoccupazione per la riforma costituzionale che il 4 dicembre sarà sottoposta a referendum, per i modi in cui è stata elaborata in parlamento, per i contenuti che essa propone, nonché per gli scenari che si aprirebbero se fosse confermata dagli elettori.L’attuale parlamento è stato eletto in base a una legge largamente incostituzionale (sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale); ed è del tutto improprio che si sia attribuito addirittura un ruolo costituente, arrivando a modificare 47 articoli della Carta su 139. In un unico quesito, peraltro, confluiscono questioni, interrogativi e soluzioni fra loro molto diversi e non sempre di facile comprensione, da accettare o rifiutare in blocco. I contenuti della riforma sono preoccupanti. Contrariamente a quanto molti ritengono, nel sistema italiano il governo esercita già un’influenza pervasiva nel processo legislativo, utilizzando ampiamente gli strumenti della decretazione d’urgenza, delle leggi-delega, della questione di fiducia, tanto che più dei 4/5 delle leggi approvate sono di iniziativa governativa. Questi poteri non vengono in alcun modo limitati, e se ne aggiungono ulteriori, a cominciare dalla corsia preferenziale per le leggi che il governo indica come essenziali per l’attuazione del suo programma (art. 72) e dalla possibilità di invocare l’“interesse nazionale” per le materie di competenza delle Regioni (art. 117). Ciò rischia di condurre a una forte riduzione delle autonomie territoriali, della partecipazione e del pluralismo sociale.
In questo contesto, altro dato a nostro avviso assai preoccupante, non vengono rafforzati i contrappesi costituzionali. Al contrario, la riduzione del Senato ad una rappresentanza non più eletta direttamente dai cittadini indebolirà il ruolo del Parlamento, con dirette ricadute sull’elezione del Presidente della Repubblica e dei membri della Corte Costituzionale. Inoltre, tutto ciò che la riforma prevede in termini di garanzie (statuto delle opposizioni, leggi di iniziativa popolare, referendum propositivi) è enunciato in modo vago e rimanda a leggi e regolamenti parlamentari successivi, legati alle contingenze politiche del momento.
Infine, la riforma è scritta in modo confuso, a tratti contraddittorio (art. 57), con una pletora di perifrasi e rimandi interni (art. 70) che, oltre a rendere difficile la comprensione del testo perfino a esperti giuristi, ingenererà conflitti di interpretazione. Temiamo che anche questo sia un sintomo della tendenza a considerare la Costituzione come una carta nel gioco della politica quotidiana, a ritenere che ogni governo sia legittimato a fare la “propria” riforma costituzionale. Se così fosse, sarebbe messo a repentaglio il patrimonio del costituzionalismo contemporaneo, nel quale le costituzioni sono sovraordinate alla legislazione ordinaria e pertanto costituiscono la garanzia dei principi fondamentali dell’ordinamento, dei diritti dei cittadini e delle cittadine.
Per queste ragioni, di metodo e di merito, voteremo NO al referendum del 4 dicembre e invitiamo tutti i cittadini e le cittadine della Repubblica democratica a esprimersi in questo senso.
Adesioni Adalgiso Amendola (Univ. di Salerno), Luca Baccelli (Univ. di Camerino), Mauro Barberis (Univ. di Trieste), Barbara Giovanna Bello (Univ. di Milano Statale), Ilario Belloni (Univ. di Pisa), Lucia Bellucci (Univ. di Milano Statale), Francesco Belvisi (Univ. di Modena e Reggio Emilia), Giovanni Bisogni (Univ. di Salerno), Patrizia Borsellino (Univ. di Milano – Bicocca), Alessandra Callegari (Univ. di Ferrara), Giuseppe Campesi (Univ. di Bari), Thomas Casadei (Univ. di Modena e Reggio Emilia), Anna Cavaliere (Univ. di Salerno), Fabio Corigliano (Univ. di Trieste), Marco Cossutta (Univ. di Trieste), Alfredo D’Attorre (Univ. di Salerno), Corrado Del Bò (Univ. di Milano Statale), Enrico Diciotti (Univ. di Siena), Luigi Ferrajoli (Univ. di Roma Tre), Isabel Fanlo Cortés (Univ. di Genova), Tommaso Gazzolo (Univ. di Sassari), Valeria Giordano (Univ. di Salerno), Marco Goldoni (Univ. di Glasgow), Guido Gorgoni (Univ. di Padova), Tommaso Greco (Univ. di Pisa), Riccardo Guastini (Univ. di Genova), Dario Ippolito (Univ. di Roma Tre), Giulio Itzcovich (Univ. di Brescia), Massimo La Torre (Univ. di Catanzaro), Marina Lalatta (Univ. di Bologna), Letizia Mancini (Univ. di Milano Statale), Leonardo Marchettoni (Univ. di Parma), Costanza Margiotta (Univ. di Padova), Valeria Marzocco (Univ. di Napoli Federico II), Fabrizio Mastromartino (Univ. di Roma Tre), Tecla Mazzarese (Univ. di Brescia), Lorenzo Milazzo (Univ. di Pisa), Luigi Pannarale (Univ. di Bari), Elena Pariotti (Univ. di Padova), Paola Parolari (Univ. di Brescia), Stefania Pellegrini (Univ. di Bologna), Stefano Pietropaoli (Univ. di Salerno), Giorgio Pino (Univ. di Palermo), Valerio Pocar (Univ. di Milano Bicocca), Tamar Pitch (Univ. di Perugia), Andrea Porciello (Univ. di Catanzaro), Geminello Preterossi (Univ. di Salerno), Michele Prospero (Univ. di Roma La Sapienza), Ivan Pupolizio (Univ. di Bari), Giovanni Battista Ratti (Univ. di Genova), Lucia Re (Univ. di Firenze), Eligio Resta (Univ. di Roma Tre), Francesco Riccobono (Univ. di Napoli Federico II), Daniele Ruggiu (Univ. di Padova), Filippo Ruschi (Univ. di Firenze), Simona Sagnotti (Univ. di Perugia), Michele Saporiti (Univ. di Milano Bicocca), Alberto Scerbo (Univ. di Catanzaro), Alessandra Sciurba (Univ. di Bergamo), Anna Simone (Univ. di Roma Tre), Francescomaria Tedesco (Univ. di Camerino), Persio Tincani (Univ. di Bergamo), Antonio Tucci (Univ. di Salerno), Vito Velluzzi (Univ. di Milano Statale), Massimilano Verga (Univ. di Milano Bicocca), Silvia Vida (Univ. di Bologna), Annalisa Verza (Univ. di Bologna), Vittorio Villa (Univ. di Palermo), Silvia Zullo (Univ. di Bologna).

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Missioni: “Bene ok Camera, rapidità decisioni e centralità Parlamento”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

“Con l’approvazione alla Camera della legge quadro sulle missioni internazionali si compie un altro significativo passo per dotare il nostro Paese di una normativa organica e strutturale che disciplini in maniera più efficiente ed efficace l’impegno delle nostre Forze armate nel mondo per costruire la democrazia, portare la pace e difendere la libertà. Una legge condivisa che sarà molto utile per i prossimi anni”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Andrea Causin, componente commissione Difesa, intervenuto in aula durante le dichiarazioni di voto sul testo unificato sulle missioni internazionali.
“Ad oggi sono circa 6mila i militari italiani presenti in tutti gli scenari più delicati del pianeta, dall’Asia, all’Africa all’Europa, in molti casi anche con il comando delle missioni e una credibilità e una professionalità riconosciute da tutti. Un impegno fondamentale per la nostra stessa sicurezza nazionale e per i concittadini italiani che vivono all’estero – prosegue Causin – in una delicata fase storica in cui incombe la minaccia del terrorismo di matrice islamica. Questa legge quadro, che abbiamo sostenuto con convinzione e contribuito a migliorare, consentirà di dare maggiore chiarezza e rapidità alle autorizzazioni e alle decisioni da adottare, con una indiscussa centralità del Parlamento, compresa la fase di acquisizione delle informazioni. In ultimo – conclude Causin – riusciamo ad affermare un principio culturale fondamentale in prospettiva, ovvero considerare la spesa militare un investimento per la sicurezza”.

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I servizi sociosanitari della Lombardia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Milano 29 settembre si terrà il convegno “Il giovane volto dei servizi sociosanitari della Lombardia” presso la Sala conferenze del Centro Servizi Banca Popolare di Milano, in Via Massaua 6 –
Durante il convegno si dibatterà sulla situazione dei servizi socio-sanitari lombardi e sarà dato uno sguardo agli scenari disegnati in conformità a bisogni censiti o prevedibili a breve.
Il modulo d’iscrizione al convegno è preceduto da un questionario collegato a un’indagine statistica sulla leadership nei servizi sociosanitari . In occasione dell’evento, saranno poi presentati i risultati relativi all’indagine svolta. L’apporto dell’esperienza e la riflessione di ogni partecipante sono importanti al fine di dare ampio respiro all’indagine. Sono stati richiesti i Crediti ECM regionali per le seguenti figure: medici, infermieri, assistenti sanitari, fisioterapisti, logopedisti, psicologi, educatori professionali. Inoltre sono stati richiesti i crediti formativi all’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia. Il convegno è gratuito.

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Meraviglie d’oriente

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Monforte d’Alba (Cn) da lunedì 23 a domenica 29 maggio 2011 – ingresso gratuito Avventura, magia d’Oriente, personaggi in costumi duecenteschi, scenari dalle atmosfere fantastiche e mondi di culture lontane, da Venezia fino a Pechino lungo la Via della Seta e la Mongolia del Gran Khan. È il Villaggio di Marco Polo, la manifestazione che da lunedì 23 a domenica 29 maggio trasformerà il centro storico di Monforte d’Alba (Cn) in un grande palcoscenico teatrale, rivolto in particolar modo aibambini, per rappresentare le avventure del celebre viaggiatore e mercante veneziano Marco Polo (1254-1324), narrate nel libro Il Milione. Per sette giornate i vicoli e le piazze del borgo antico, denominato Saracca, si coloreranno di scenografie giganti, per ospitare più diquaranta iniziative (a ingresso libero), tra cui spettacoli teatrali e di strada, animazioni, laboratori di musica, danza, arti visive, recitazione e canto, che coinvolgeranno più di 1.500 bambini delle scuole elementari, provenienti da Piemonte e Liguria, oltre che adulti. Si potrà passeggiare per via Shangdu e lungo via Taloqan, passando per piazza Khanbaliq, soffermandosi tra le bancarelle del mercatinodi oggettistica e antiquariato di provenienza orientale.
Il Villaggio di Marco Polo è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes e dall’Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane con il sostegno di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Comune di Monforte d’Alba. Vede la collaborazione di: Associazione Mus-E di Torino e Savona (istituzioni non profit rivolte ai bambini e sostenute dall’Unione Europea e Unesco), Studio di animazione Làstrego & Testa di Torino, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus di Torino, Associazione Burattinarte di La Morra (Cn) e Tiziana Redavid Ateliers.
L’iniziativa è ideata e coordinata da Adolfo Ivaldi, presidente dell’Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane. (marco polo, lalumada, hulan, muse)

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Coppa d’oro delle Dolomiti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

Cortina. Dal 1° al 4 settembre nella magica cornice di Cortina d’Ampezzo si svolgerà la Coppa D’Oro delle Dolomiti, la gara di Regolarità Classica CSAI. Le iscrizioni alla 64a edizione si sono aperte il 1° marzo e si chiuderanno il 30 giugno 2011. La mondana Cortina d’Ampezzo e i meravigliosi scenari dolomitici faranno da sfondo alla storica competizione nata nel 1947 come gara di velocità su strada che in un solo giorno copriva 303,800 km. La pagina di storia racconta che ad essa partecipavano i migliori piloti dell’epoca, alcuni dei quali vincitori della celebre Mille Miglia. Essa, svolgendosi su strade ancora impervie e per lo più non asfaltate, doveva esaltare l’equilibrio più che la potenza della vettura e impegnare la perizia ed il coraggio dei piloti. Oggi la gara “Grande Evento” CSAI, si snoda lungo 400 km ed è iscritta anche a Calendario Internazionale FIA. Solo le vetture costruite entro il 1961 rivivranno la storia di questa competizione che dal 1947 al 1956 ha entusiasmato piloti e pubblico, lasciando un segno indelebile nel panorama automobilistico internazionale ed è considerata oggi fra le più ambite ed affascinanti rievocazioni internazionali in percorsi di montagna. L’organizzazione della manifestazione, che di anno in anno è cresciuta fino a raggiungere una notorietà internazionale, prevede la partecipazione di 150 equipaggi provenienti non solo dall’Italia e dall’Europa, ma anche da Stati Uniti, Giappone e Argentina. Il successo è sicuramente da attribuirsi a vari fattori: la bellezza unica del paesaggio delle Dolomiti, considerato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, l’esclusività dell’ospitalità di Cortina d’Ampezzo e la passione, la grande passione per le vetture storiche che accomuna tutti i partecipanti.
La gara si articolerà in due tappe: venerdì 2 settembre 2011 e sabato 3 settembre 2011. Il percorso di venerdì 2 settembre vedrà le auto partire da Cortina d’Ampezzo e dirigersi verso Passo Giau, Selva di Cadore, Passo Fedaia, attraversare la meravigliosa Canazei e ancora verso Passo Costalunga, Passo Nigra per arrivare a Bolzano nella storica Piazza Walther e proseguire verso Alpe di Siusi, Ortisei, Passo Sella, Passo Pordoi, Arabba, Corvara, San Cassiano, Passo Valparola, Passo Falzarego con rientro a Cortina d’Ampezzo.
La tappa di sabato 3 prevede di raggiungere San Vito di Cadore, dopo la partenza da Cortina d’Ampezzo, per proseguire verso Pieve di Cadore, Pelos di Cadore, Cima Gogna, Auronzo di Cadore, Costa, Passo Monte Croce Comelico dove si svolgerà la paura pranzo, San Candido, Dobbiaco, Carbonin, Misurina, Passo Tre Croci per fare ritorno in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo per la presentazione delle vetture. Programmato per domenica mattina 4 settembre l’imperdibile Trofeo TAG Heuer-Barozzi, nato dalla collaborazione tra la casa orologiaia svizzera e la prestigiosa gioielleria bresciana; quest’anno giunge alla sua 3a edizione e prevede l’ormai classico percorso di 15 km nelle prime frazioni della “Perla delle Dolomiti” per poi concludersi con la sfida di 3 prove cronometrate al millesimo di secondo in Corso Italia. La cerimonia di premiazione è programmata per domenica 4 settembre in Piazza Venezia, a Cortina d’Ampezzo. (B 9552, Img9680, B9571)

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Nuovi scenari geopolitici

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

Roma martedì 19 aprile 2011 ore 8.45 aula Gini – facoltà di Scienze politiche, sociologia, comunicazione piazzale Aldo Moro 5, nell’ambito delle iniziative promosse dall’associazione Eurolinguistica Sud e in collaborazione con la fondazione Learn To Be Free Onlus, si terrà il convegno dal titolo Eurolinguistica e comunicazione. Nuovi scenari geopolitici. L’incontro si inserisce nel progetto Lingua, cultura, identità che vede impegnate le tre università romane. Obiettivo dell’iniziativa è quello di sottolineare l’importanza della lingua, della cultura e dell’identità nella definizione dell’essere umano. L’incontro ospiterà rappresentanti di diverse discipline, italiani e stranieri, provenienti da numerose università e dal mondo dell’arte e dei media, per fare il punto su un argomento molto attuale nel mondo globalizzato in cui viviamo oggi.
Tra i partecipanti alla giornata l’attore Alessandro Siani, candidato al premio David di Donatello per il film Benvenuti al Sud; sarà presente anche la giornalista Irene Pivetti. (Manuela Ciprì – docente del dipartimento di Studi politici)

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Dal territorio agli scenari nazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

Roma 25 marzo 2011 alle ore 17.30 presso l’Aula Consiliare Municipio Roma 6 si terrà il convegno “Dal territorio agli scenari nazionali: idee, esperienze, progetti” organizzato dal Popolo della Libertà. All’evento partecipano l’Onorevole Marco Marsilio (componente V e XI Commissione nonché membro della Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale), l’eurodeputato Onorevole Marco Scurria (PdL/Gruppo del Partito Popolare Europeo), il consigliere Comunale PdL Federico Mollicone, i consiglieri PdL Municipio Roma 6 Maurizio Politi, Daniele Rinaldi, Flavia Siviero. Presiede Italo Intino. Durante l’incontro verranno trattate tematiche inerenti al territorio del Municipio Roma 6 ed al Comune di Roma con particolare riguardo alle ultime vicende politiche ed ai progetti volti allo sviluppo delle periferie.

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Scenari geografici delle aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Milano  6 maggio, dalle 9 alle 13, all’hotel Sheraton Diana Majestic, in viale Piave 42 il convegno Mega Trends di Frost & Sullivan sui I futuri scenari geografici, sociali ed economici che le aziende dovranno affrontare nei prossimi 10-15 anni saranno al centro di un convegno organizzato da Frost & Sullivan che si svolgerà a Milano venerdì, 6 maggio. Dinanzi a un pubblico selezionato di imprenditori e managers, Frost & Sullivan presenterà i Mega Trends, vale a dire le dinamiche globali che stanno cambiando e cambieranno il mondo. L’evento, unico nel suo genere, vuole offrire una piattaforma d’incontro con gli esperti di Frost & Sullivan e i leader dell’industria italiana.  Questi alcuni dei più significativi Mega Trends che influenzeranno società e mercati:Urbanizzazione: Il ritmo incalzante dell’urbanizzazione avrà un impatto drammatico sul futuro della mobilità, delle abitudini di vita e della societa. Quali le conseguenze della nascita di Mega-città, Mega-regioni e Mega-corridoi.Tecnologie: Una serie di nuove tecnologie sosterranno la crescita di applicazioni innovative che cambieranno il modo in cui si vivrà, comunicherà, si interagirà con i macchinari e si faranno affari. Space Jam and Cyber Warfare: Questi due specifici Mega Trend sono particolarmente correlati e condividono opportunità in sinergia. L’ “intasamento spaziale” causato dal lancio di oltre 900 satelliti negli scorsi 10 anni da enti statali verrà accentuato da quella che si prospetta come una entrata massiccia di operatori civili (40-50% del totale). Quali i conflitti e l’impatto di questa situazione? Quali le opportunità?Sanità, Salute e Benessere: Il settore sanitario sarà al centro di cambiamenti futuri radicali che porteranno ad una gestione del paziente meno invasiva, più preventiva  e con medicinali fatti sempre più “su misura”. Ferrovie ad alta velocità e sviluppo di nuove infrastrutture: Con circa 41 mila miliardi di dollari iniettati a livello globale per lo sviluppo di nuove infrastrutture si assisterà ad un miglioramento incredibile della qualità e dell’efficienza operative di settori quali quello dei trasporti, dell’energia e dell’acqua.Innovare a “Zero”: Entro il 2020 circa il 50% dell’energia mondiale sarà prodotta da Paesi emergenti. Lo spostamento degli equilibri energetici regionali sarà testimoniato dalla crescita del 36% entro il 2020 dell’energia nucleare e delle fonti rinnovabili. A questi cambiamenti si aggiunge un concetto di “Innovazione a  Zero” per un mondo ad emission zero,  incidenti zero, difetti zero, infrazione di sicurezze zero. Questa la nuova frontiera dell’innovazione, come e in che direzione  muoversi per stare al passo con i tempi. Mobilità Elettrica: Oltre 40 milioni di veicoli elettrici a 2 e 4 ruote  saranno venduti annualmente nel mondo nel 2020. L’E-Mobility, dalle auto elettriche ai velivoli elettrici, porterà avanti  un nuovo modello di business che offrirà soluzioni innovative e personalizzate. Dall’automotive all’aerospace tutto quello che succederà in termini di tecnologie e logisticaFrost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. http://www.frost.com

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Libia: scenari per l’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Roma 22 marzo, alla Galleria delle Arti L’Universale, Roma, via Caracciolo 12, a partire dalle 20,30, il Centro Studi Polaris per voce del caporedattore della sua rivista trimestrale, Gabriele Adinolfi, al convegno intitolato “Venti di crisi”. Ingresso libero.  Gli sconvolgimenti politici nel Mediterraneo, la guerra in Libia. Come cambiano gli equilibri tra i gruppi economici e quelli tra le potenze? Che ne sarà del nostro futuro energetico? Come muterà la politica dei flussi migratori? Che ripercussioni avremo in Italia e in Europa? Quali nuovi poli d’attrazione si stagliano nel Vicino Oriente? Che ruoli spetteranno a Usa e Cina?

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Libia: scenari per l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Roma 22 marzo alla Galleria delle Arti L’Universale, via Caracciolo 12, a partire dalle 20,30, il Centro Studi Polaris per voce del caporedattore della sua rivista trimestrale, Gabriele Adinolfi, al convegno intitolato “Venti di crisi” risponderà a come gli sconvolgimenti politici nel Mediterraneo, la guerra in Libia cambieranno gli equilibri tra i gruppi economici e quelli tra le potenze. E ancora che ne sarà del nostro futuro energetico, come muterà la politica dei flussi migratori e che ripercussioni avremo in Italia e in Europa. Quali nuovi poli d’attrazione si stagliano nel Vicino Oriente? Che ruoli spetteranno a Usa e Cina? Ingresso libero.

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