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Da Cisco ancora più semplicità nella protezione dell’attuale scenario informatico

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Cisco Live Digital – Cisco (NASDAQ: CSCO) leader nella sicurezza enterprise, ha annunciato che, a partire dal 30 giugno 2020, Cisco SecureX, la più completa piattaforma di sicurezza integrata e cloud-native, sarà disponibile in tutti i prodotti Cisco Security, permettendo così ai clienti di semplificare e migliorare la gestione della sicurezza. Oggi, le aziende si trovano ad affrontare numerose sfide di business e sicurezza senza precedenti. Ciò è dovuto all’accelerazione dei progetti di trasformazione digitale e all’aumento delle persone che lavorano a distanza. Cisco è da sempre impegnata nel connettere e proteggere i propri clienti, ovunque si trovino e qualunque dispositivo utilizzino, e oggi, con SecureX, l’azienda prosegue nell’unificare e ottimizzare la propria gamma di soluzioni per la sicurezza.Gestire un’azienda è molto complesso – tenere sempre aggiornati i processi di business, seguire l’evoluzione delle minacce e orientarsi in un panorama di fornitori in continua espansione. E la così detta C-suite conferma tale complessità. Secondo il nuovo studio CIO Perspectives 2020 di Cisco, le due sfide principali che i CIO devono affrontare sono la sicurezza e la complessità. Oltre due terzi dei CIO intervistati ritengono di essere stati sottoposti a uno sforzo eccessivo. I leader della sicurezza stanno combattendo la complessità attraverso il consolidamento dei vendor. Lo studio 2020 CISO Benchmark Report di Cisco ha riscontrato che, quando si trovano ad affrontare un attacco informatico, le aziende con un maggior numero di vendor di sicurezza sperimentano tempi di inattività più lunghi, costi più elevati e un maggior numero di dati violati.Per affrontare le sfide attuali e future in materia di sicurezza, SecureX coniuga la vasta gamma di soluzioni di sicurezza integrata di Cisco con l’infrastruttura di sicurezza dei clienti per un’esperienza uniforme e semplificata. Unifica la visibilità, consente l’automazione e rafforza la sicurezza lungo la rete, gli endpoint, il cloud e le applicazioni.

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Il nuovo scenario di emergenza rischia di generare un forte stress psicologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

A lungo andare può avere serie conseguenze anche sulla salute. Per questo, noi di Soggetto Giuridico esprimiamo forte apprezzamento per iniziative come quella dell’Ordine degli psicologi, che si è attivato per fornire supporto sulla gestione della crisi alle autorità e ai cittadini, oltre a proporre un teleconsulto gratuito. In questi giorni sono numerose le offerte di sostegno. Anche la Società psicanalitica italiana ha infatti messo a disposizione un servizio di ascolto gratuito per problemi connessi all’emergenza coronavirus, mentre diverse sono le iniziative a livello regionale e locale.Noi di Soggetto Giuridico crediamo che per superare l’emergenza sia fondamentale la risposta psicologica che ogni cittadino saprà dare. Poter disporre di assistenza personalizzata è un servizio che in questa fase deve essere garantito. Come si è fatto per i medici, anche per gli psicologi laureati sarebbe opportuno procedere all’abilitazione automatica su richiesta degli interessati. Non solo perché ce n’è bisogno oggi, ma perché potrebbe essere ancora più necessario nei prossimi mesi, quando le persone dovranno affrontare le conseguenze economiche della crisi. Di fronte al veloce evolversi della crisi, crediamo anche necessaria una particolare attenzione alla comunicazione da parte delle istituzioni, evitando toni troppo rassicuranti e al contempo allarmismi ingiustificati. Siamo convinti che occorra trovare un giusto punto di equilibrio per combattere con successo l’emergenza e le sue conseguenze psicologiche. Rivolgiamo la stessa richiesta ai media, che nonostante i rischi stanno raccontando quanto succede nel nostro Paese: è importante che continuino a svolgere al meglio il loro lavoro cercando di evitare eccessi di qualunque tipo nell’esercizio del diritto di cronaca che è essenziale per ogni democrazia. (fonte: http://www.soggettogiuridico.it)

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“Stiamo combattendo una pandemia”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Equivale a uno scenario economico apocalittico. Un problema che non riguarda più solo l’Italia, ma coinvolge tutta l’Europa, contagiata dalla Cina prima e dalla Germania poi. L’intervento nella notte della Bce con un piano straordinario da 750 miliardi di euro, per contrastare gli effetti della crisi innescata dal Covid-19, arriva in grande ritardo. Serviva forse far crollare i mercati finanziari e bruciare decine di miliardi di euro per muovere un dito? Meglio tardi che mai, ma serve un cambio di passo. Magari cominciando a salvaguardare le economie europee indebitate senza lasciarle affogare, e su questo l’Italia non può fare da sola. Serve un’Europa forte con misure finanziarie ancora più straordinarie. Una sfida dove né la Bce né la presidente Lagarde possono sottrarsi. Non è tempo di Mes, vengano restituiti agli Stati nazionali i soldi appostati all’epoca, in una fase storica diversa. Questa è l’ora degli investimenti sulle economie nazionali al collasso, si trasformi la Bce in una banca di ultima istanza, come la Federal Reserve, se si vuole salvare l’Europa”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus: mercati e scenario

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

A cura di Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Le recenti sessioni sono state caratterizzate da volatilità estreme. Il tema dominante resta senz’altro quello della revisione in negativo delle aspettative degli operatori circa la capacità, da parte dei governi del mondo occidentale, di rispondere in maniera adeguata e coordinata alla crisi da Coronavirus in corso e al timore che le ricadute macroeconomiche delle misure da adottare (sull’esempio di Cina e Italia) possano risultare di dimensioni ben superiori a quanto inizialmente temuto: la minor crescita di -0,5% stimata dall’OCSE solo una settimana fa rischia di essere uno scenario molto ottimistico. Infatti, allo shock d’offerta inizialmente attribuito al blocco dell’attività cinese, ora si aggiunge lo shock di domanda legate alla necessita di prevenire la diffusione del virus SARS-Cov-2 attraverso misure di distanziamento sociale. Del resto, ad oggi, è ancora incerta la loro efficacia e la loro durata.Restano evidenti le incognite circa la dinamica di sviluppo del Covid-19: in Cina dove simili misure sono state introdotte appena è emerso qualche centinaio di casi, l’emersione dei contagi ha raggiunto il picco 12 giorni dopo. Se l’evoluzione della pandemia segue lo stesso profilo anche da noi, il picco sarà nella seconda metà di marzo (con incrementi giornalieri di svariate migliaia). Tuttavia, il lockdown italiano è stato più progressivo (10/3 dopo 15 giorni dai primi focolai) e rimane meno radicale. Altri paesi europei sono solo agli inizi della curva epidemica ed è lecito attendersi un’escalation di casi e misure. Negli Stati Uniti, l’amministrazione e il pubblico americano solo ora sembrano avvertire l’urgenza del problema. Data la natura privatistica dell’assistenza sanitaria americana e la possibile reticenza a misure di contenimento che possano privare delle libertà personali (quale quella di circolazione), la gestione e durata della crisi rischia di essere più complicata che non altrove. In definitiva, ora sappiamo che l’emergenza avrà durata misurabile in mesi, non in settimane.A questo tema si è aggiunta, sabato 7 marzo, l’improvvisa e destabilizzante decisione dell’Arabia Saudita di innescare una guerra al ribasso sul prezzo del petrolio all’indomani del fallimento dei negoziati sulla riduzione delle quote di produzione fra paesi OPEC e la Russia per sostenere i corsi petroliferi. Questo improvviso cambio di strategia ha provocato, alla riapertura dei mercati, uno shock ulteriore con il prezzo del greggio in calo del 30% rispetto alla già debole chiusura del venerdì.Queste le novità di mercato che impongono una riflessione sul potenziale correttivo degli indici azionari e, più in generale, degli attivi a rischio. In particolare, occorre chiedersi se le risposte di politica monetaria e fiscale – per quanto massicce – possano rappresentare un punto di svolta nella crisi attuale o se siano unicamente propedeutici a una stabilizzazione temporanea dei mercati finanziari. Le misure annunciate dalla Bce nel corso della riunione di giovedì 12 – peraltro macchiata da un grossolano e doloroso (per i mercati) “inciampo comunicativo” da parte della Presidente Lagarde – e quelle di natura fiscale annunciate venerdì 13 dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, vanno nella direzione giusta e offrono flessibilità ai paesi membri per affrontare l’emergenza sanitaria e le sue ricadute economiche. Lo stesso, si può dire della Federal Reserve che, a pochi giorni dal primo intervento del 3 marzo, torna con un’azione straordinaria tagliando i tassi a 0,25 e lanciando un massiccio programma di Quantitative Easing da 700 miliardi di dollari. Una manovra, quindi, che arriva in sintonia con le principali Banche centrali internazionali, Bce compresa, che hanno attivato misure per iniettare liquidità in dollari ai mercati e proteggerli dalle conseguenze della pandemia.In merito ai mercati azionari si possono, quindi, fare le seguenti considerazioni: la violenta correzione gli indici azionari in un intervallo temporale così breve – con chiari segnali di capitolazione nella giornata di giovedì – lascia spazio a possibilità di recuperi, anche significativi, dei corsi in virtù delle azioni di stabilizzazione (monetaria e fiscale) già intervenute o annunciate questa settimana nonché di quelle attese nei giorni a venire (pacchetto fiscale dell’amministrazione US e riunione della FED).
Infine, una particolare nota va rivolta alla classe d’attivo del credito stante il posizionamento massiccio degli investitori, la mancanza di liquidità sul mercato secondario e la nuova strategia perseguita dall’Arabia Saudita (con gravi implicazioni sulla sopravvivenza dello shale oil americano, le cui società costituiscono una parte sostanziale dell’indice HY US). Il recente, violento allargamento degli spread di credito alimenta i timori di fallimenti societari e di un possibile, imminente, credit crunch. Le BC però hanno imparato la lezione dalle crisi del 2008 e confidiamo siano in grado di evitare quantomeno una destabilizzazione bancaria o un corto circuito sulla liquidità.

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Forum: “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Cernobbio venerdì 6 settembre (alle 8.45) a Villa d’Este di Cernobbio, per concludersi domenica 8 settembre (alle 14.00 circa), quarantacinquesima edizione dell’annuale Forum:
“Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”.
Nel corso del Forum interverranno gli esponenti di 16 Paesi e di 9 governi mondiali. Gli oltre 200 partecipanti presenti rappresentano un fatturato aggregato di 1,2 trilioni di Euro, pari al 15,5% del fatturato prodotto dall’industria manifatturiera europea e 47,5 trilioni di Euro in asset pari a 2,9 volte il PIL dell’Unione Europea.Il programma del Forum prevede lo sviluppo dei seguenti temi:
Venerdì 6 settembre
§ Le sfide globali del futuro e gli impatti sull’economia; modera Paolo Gentiloni
Intervengono i governi russo, turco e di Singapore, oltre all’ex capo della Cia, David Petraeus
Intervento del Ministro italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi
§ Il quadro economico; con alcuni dei principali economisti al mondo
§ Oggi il mondo di domani – Sviluppi scientifici e tecnologici
Video collegamento in diretta con Luca Parmitano dalla Stazione Spaziale Internazionale
§ Le buone notizie di cui il mondo ha bisogno
Terza edizione della Peres Heritage Initiative: si tratta di un progetto ideato da The European House – Ambrosetti per ricordare Shimon Peres, grande statista della nostra era e grande contributore del nostro Forum al quale ha partecipato per ben 24 edizioni. I premiati di questa edizione sono Enas Abo-Hamed, Lucrezia Bisignani e Dhruv Ghulati.
Sabato 7 settembre
§ L’Agenda per cambiare l’Europa; modera Enrico Letta
Messaggio del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
Più o meno Europa nel nostro futuro? Lezioni apprese e priorità della nuova Commissione Europea.
Dibattito tra Romano Prodi, Geert Wilders, Mario Monti e Alexis Tsipras
Intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze della Francia, Bruno Le Maire
Crescita e competitività – Attrattività e investimenti
Intervento del Ministro delle Finanze del Portogallo e Presidente dell’Eurogruppo,
Mário Centeno e del Vice Ministro delle Finanze tedesco Jörg Kukies e del Vice Presidente della Banca Centrale Europea
§ Le sfide sociali attuali
Dibattito tra Marcus Kerber, Vice Ministro dell’Interno, delle opere pubbliche e della coesione sociale della Germania e Cindy McCain, moglie dello scomparso Senatore John McCain
§ Aggiornamento sulla Brexit
Intervento del Ministro del Regno Unito per l’uscita dall’Unione Europea, Steve Barclay
Conferma in attesa delle evoluzioni politiche.
§ Verso un’evoluzione sostenibile. Intervento del Ministro per l’Ambiente e l’Energia della Polonia e Presidente della COP24, Michael Kurtyka
§ Country Focus USA
Intervento di Hillary Rodham Clinton, ex Segretario di Stato degli Stati Uniti
Intervento di Lindsey Graham, Membro del Senato degli Stati Uniti Abbiamo l’onore di ospitare la delegazione ufficiale di 5 tra Senatori e Membri del Congresso americano
§ Intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte
Domenica 8 settembre
§ L’Agenda per l’Italia: Le voci delle Regioni
Intervento del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana
Intervento del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini
Intervento del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti
Intervento del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca
Giustizia Pubblica Amministrazione
Intervento del Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno Competitività e crescita
Intervento del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Intervento del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
Economia e finanza
Intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Sono stati invitati anche il leader politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e il leader politico della Lega, Matteo Salvini.Come di consueto, nel corso dei lavori saranno presentate 10 ricerche e analisi realizzate da The European House – Ambrosetti

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Governo: uno scenario possibile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

“La novità del giorno che emerge dalla stampa è l’ipotesi di un “governo istituzionale” sostenuto da Pd, M5S e Forza Italia. Il tutto con la benedizione di Romano Prodi. È uno scenario che fa venire i brividi e che riproporrebbe in Italia la stessa grande ammucchiata che in Europa ha portato all’elezione di Ursula Von Der Leyen alla presidenza della Commissione europea. A Bruxelles Fratelli d’Italia non ha partecipato a questo patto del Nazareno allargato al M5S e non intende assolutamente farlo qui in Italia. In questa crisi di governo dai contorni grotteschi, nella quale tutti dicono tutto e il suo contrario, gli italiani hanno una sola certezza: Fratelli d’Italia. Siamo l’unico movimento politico sulle cui scelte dei prossimi giorni non ci sono congetture. Perché noi siamo sempre, graniticamente, dalla stessa parte, e non regaliamo sorprese. Per noi l’unico governo possibile è un governo sovranista legittimato dagli italiani”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (n.r. E’ un’potesi di governo che ci lascia molti dubbi di là di quelli ventilati dalla Meloni. Restiamo convinti che alla fine si continuerà con l’attuale coalizione sia pure rimaneggiata all’interno dell’esecutivo. E non vedrei male in questa cornice il Presidente Conte commissario europeo.)

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Lo scenario dell’economia e della finanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

Villa d’Este di Cernobbio. Inizia venerdì 5 aprile p.v. (alle ore 8.30 precise) e per concludersi sabato 6 aprile p.v. (alle ore 13.30 circa), la trentesima edizione dell’annuale Workshop LO SCENARIO DELLL’ECONOMIA E DELLA FINANZA. Questi i principali argomenti che saranno trattati nel corso del Workshop:
Venerdì 5 aprile – L’economia globale: sfide e prospettive – Rischi e opportunità nei Paesi emergenti – La mappa dei rischi per gli investimenti – Le banche del futuro: dal FinTech al TechFin
Sabato 6 aprile – Agenda per l’Europa
▪ Le sfide per l’ulteriore crescita dell’Eurozona
▪ La competitività dell’Europa e dei mercati finanziari europei – Agenda per l’Italia nello scenario europeo
Coerentemente con il riconoscimento – per il sesto anno consecutivo – di The European House – Ambrosetti come primo Think Tank privato italiano, tra i primi 10 in Europa, tra i primi 20 al mondo e nei primi 100 più apprezzati Think Tank indipendenti su 8.100 a livello globale nell’edizione 2018 del Global Go To Think Tanks Report dell’Università della Pennsylvania, attraverso una survey indirizzata a 70.000 leaders di imprese, istituzioni e media, in oltre 100 Paesi nel mondo, verranno distribuite molte analisi e ricerche da noi realizzate:
▪ “Un’analisi comparativa sui principali indicatori macroeconomici delle maggiori economie” rielaborata da The European House – Ambrosetti sulle previsioni dei più rilevanti Istituti di Credito, Banche d’Affari e Istituzioni Internazionali;
▪ “Le banche del futuro” – realizzata dalla community di CEO Ambrosetti Club in collaborazione con Openjobmetis;
▪ “Cashless Revolution: a che punto siamo e cosa resta da fare per l’Italia” – Rapporto 2019 della Quarta Edizione della Community Cashless Society, una piattaforma di confronto di alto livello per la diffusione dei pagamenti elettronici in Italia;
▪ “Il rapporto Debito pubblico/PIL italiano è a -18% dal livello massimo raggiunto nel primo dopoguerra. Ne siamo consapevoli?” – realizzata da The European House – Ambrosetti;
▪ “Brexit: scoccata l’ora “X” domina l’incertezza” – realizzata da The European House – Ambrosetti;
▪ Ambrosetti Club Economic Indicator – Prima rilevazione 2019 sulle prospettive economiche dell’Italia, sull’occupazione e sugli investimenti delle imprese. I lavori si svolgeranno, come da tradizione, a porte chiuse.

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Brexit preparedness: EU completes preparations for possible “no-deal” scenario

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Brussels.As it is increasingly likely that the United Kingdom will leave the European Union without a deal on 12 April, the European Commission has today completed its “no-deal” preparations.At the same time, it continues supporting administrations in their own preparations and urges all EU citizens and businesses to continue informing themselves about the consequences of a possible “no-deal” scenario and to complete their no-deal preparedness. This follows the European Council (Article 50) conclusions last week calling for work to be continued on preparedness and contingency. While a “no-deal” scenario is not desirable, the EU is prepared for it. Following a request by Prime Minister Theresa May, the European Council (Article 50) agreed on Thursday 21 March to extend the UK’s departure date to 22 May 2019, provided the Withdrawal Agreement is approved by the House of Commons by 29 March 2019 at the latest. If the Withdrawal Agreement is not approved by the House of Commons by then, the European Council has agreed to an extension until 12 April 2019. In that scenario, the United Kingdom would be expected to indicate a way forward before this date.While the European Union continues to hope that it will not be the case, this means that if the Withdrawal Agreement is not ratified by Friday 29 March, a “no-deal” scenario may occur on 12 April. The EU has prepared for this scenario and has remained united throughout its preparations. It is now important that everyone is ready for and aware of the practical consequences a “no-deal” scenario brings.In a “no-deal” scenario, the UK will become a third country without any transitionary arrangements. All EU primary and secondary law will cease to apply to the UK from that moment onwards. There will be no transition period, as provided for in the Withdrawal Agreement. This will obviously cause significant disruption for citizens and businesses.
In such a scenario, the UK’s relations with the EU would be governed by general international public law, including rules of the World Trade Organisation. The EU will be required to immediately apply its rules and tariffs at its borders with the UK. This includes checks and controls for customs, sanitary and phytosanitary standards and verification of compliance with EU norms. Despite the considerable preparations of the Member States’ customs authorities, these controls could cause significant delays at the border. UK entities would also cease to be eligible to receive EU grants and to participate in EU procurement procedures under current terms. Similarly, UK citizens will no longer be citizens of the European Union. They will be subject to additional checks when crossing borders into the European Union. Again, Member States have made considerable preparations at ports and airports to ensure that these checks are done as efficiently as possible, but they may nevertheless cause delays.
Since December 2017, the European Commission has been preparing for a “no-deal” scenario. It has published 90 preparedness notices, 3 Commission Communications, and has made 19 legislative proposals (see below). The Commission has held extensive technical discussions with the EU27 Member States both on general issues of preparedness and contingency work and on specific sectorial, legal and administrative preparedness issues. The Commission has now also completed its tour of the capitals of the 27 EU Member States. The aim of these visits was to provide any necessary clarifications on the Commission’s preparedness and contingency action and to discuss national preparations and contingency plans. The visits showed a high degree of preparation by Member States for all scenarios.
Member States have also been engaged in intensive national preparations. An overview of residency rights in the EU27 Member States is available here, as well as direct links to national preparedness websites.
To date, the Commission has tabled 19 legislative proposals. 17 proposals have been adopted or agreed by the European Parliament and the Council. Formal adoption of all those files by the European Parliament and Council is currently taking place. Two proposals are to be finalised by the two co-legislators in due course.As outlined in the Commission’s Brexit Preparedness Communications, the EU’s contingency measures will not – and cannot – mitigate the overall impact of a “no-deal” scenario, nor do they in any way compensate for the lack of preparedness or replicate the full benefits of EU membership or the favourable terms of any transition period, as provided for in the Withdrawal Agreement. These proposals are temporary in nature, limited in scope and will be adopted unilaterally by the EU. They are not “mini-deals” and have not been negotiated with the UK. The EU has maintained – and will continue to maintain – a fully united position throughout its preparations, and during any possible “no-deal” period.

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“Il paziente complesso, un nuovo protagonista sullo scenario della salute”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Roma mercoledì 5 dicembre, alle ore 11.00, nella Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale in Piazza di Monte Citorio 131 si terrà la conferenza stampa su “Il paziente complesso, un nuovo protagonista sullo scenario della salute: medici competenti e certificati per vincere la sfida”

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I titoli di Stato italiani e le incertezze dello scenario italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Commento di Garland Hansmann, gestore di Investec AM. I prezzi dei titoli di Stato italiani hanno visto un miglioramento. I commentatori hanno sottolineato al riguardo le dichiarazioni del Ministro dell’Economia italiano su una certa disponibilità a un compromesso con l’Unione Europea per evitare le sanzioni. Una simile dichiarazione era prevedibile, anche se solo da un punto di vista tattico e negoziale, perché un’eventuale sanzione emessa dall’UE sarebbe dolorosa sia per le casse italiane che per l’economia.Alcuni operatori del mercato sembrano credere che questo segnale di disponibilità al dialogo sia in realtà, fondamentalmente, un indicatore di una sorta di “resa” del governo italiano.
Ma non è forse eccessivo aspettarsi che il governo del Paese rinunci completamente ai suoi piani? Oppure, le differenze di posizione tra l’UE e il governo italiano sono forse così ridotte che basterebbe qualche piccolo aggiustamento per arrivare a un accordo?
Non bisogna dimenticare che la posizione della Lega Nord nei sondaggi è aumentata notevolmente, passata dal 18% a quasi il 35% dalle elezioni di marzo. La sua retorica provocatoria, secondo cui l’Italia non si sarebbe arresa alla burocrazia europea, ha contribuito in modo significativo all’aumento delle preferenze nei sondaggi.
Questo potrebbe suggerire che la Lega Nord, che fa parte della coalizione di governo, potrebbe avere un interesse politico a mantenere una posizione conflittuale nei confronti dell’UE e quindi la questione relativa al bilancio potrebbe non trovare una soluzione rapida.
Per questo motivo, a nostro avviso, è prematuro concludere che la situazione dei titoli di Stato italiani migliorerà significativamente nel breve periodo. Per il momento l’Italia sembra rimanere in una posizione più rischiosa nel contesto dei mercati europei dei titoli di Stato e la volatilità potrebbe persistere ancora per un po’ di tempo.

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Un paese senza leader o il problema è un altro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Il direttore del Corsera Luciano Fontana ci parla del suo libro ad una settimana dopo le elezioni presentandolo con le storie dei suoi protagonisti e i retroscena di una classe politica in crisi.
Il suo saggio è impietoso. Lo scenario che ci presenta è formato da partiti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e con leader un giorno osannati e in quello successivo gettati nel fango. Dobbiamo ritenere, dopo una lettura così sconfortante, che ci troviamo al cospetto di un paese che sta andando alla deriva? Non vi è dubbio, a mio avviso, che la classe politica italiana, nel suo insieme, ha una grossa responsabilità e soprattutto è stata incapace di cogliere i segnali di un cambiamento lasciando che le cose andassero per il loro verso senza trarne un giudizio di merito e porvi, per tempo, i necessari correttivi. Il tutto è cominciato nel giorno in cui Amintore Fanfani, in un’assise congressuale del suo partito, pose la questione morale e indicò i pericoli di un progressivo inquinamento della politica nel mondo del malaffare e dei facili arricchimenti. Qualche anno dopo furono Moro e Berlinguer a coglierne gli aspetti derimenti pensando di ovviarli con il compromesso storico. Finì male prima con il rapimento e l’uccisione dello statista democristiano e poi per la morte di Berlinguer. Un altro segnale non colto fu la stagione di “mani pulite” e, ciliegina sulla torta, abbiamo continuato a impazzare con una scelta sbagliata mandando alla guida del paese un personaggio dalle molte ombre e dagli scarni chiarori. Entrando nel nuovo secolo e arrivando ai giorni nostri si continuò impropriamente, ad esaltare la figura carismatica di un personaggio e si pose scarsa attenzione a tutto il resto. L’errore fatale è stato, e continua ad esserlo, nel voler scegliere soprattutto chi sa rappresentare meglio la figura dell’imbonitore e non chi possa dare spessore a quella di uno statista.
Ora che fare? Occorre, necessariamente, un periodo di decantazione e come succede per certi tipi di avvelenamento è necessario porre mano a una seria cura disintossicante ma con l’accortezza di scegliere il medicamento più appropriato per non far assumere al malandato paziente quello che i medici definiscono danno collaterale. D’altra parte se stiamo ai dati che ci pervengono dalle urne in quest’ultima tornata elettorale dobbiamo convincerci che vi è più saggezza nell’elettore che non in quella dei politici. Forse è mancato il coraggio di andare sino in fondo per realizzare una vera e propria mutazione genetica. E a restare in mezzo al guado si finisce con il produrre più danni che vantaggi. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi politici e sociali della Fidest)

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Gli scenari e i trend del turismo nazionale e internazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 gennaio 2018

tempio-adriano-romaRoma Martedì 30 gennaio 2018, alle 9.30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), inizierà la VI edizione del Master in Management delle Organizzazioni Turistiche.La lezione inaugurale sarà tenuta da Marco Misischia, imprenditore turistico e Presidente della CNA Turismo Lazio (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), sul tema “Gli scenari e i trend del turismo nazionale e internazionale”.L’incontro sarà aperto da un saluto del Rettore dell’Università Europea di Roma Padre Pedro Barrajón LC. Il Master offre le competenze necessarie per inserirsi nelle organizzazioni delle filiera turistica (Tour Operator, Alberghi, Eventi, Web Agency) e per ricoprire posizioni manageriali. Fornisce le competenze propedeutiche all’esercizio delle tradizionali professioni turistiche (Direttore tecnico di Agenzia di Viaggio, Accompagnatore turistico). Sono previsti quattro mesi di formazione in aula e quattro mesi di stage, che permetteranno di applicare le conoscenze acquisite e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.

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Scenario globale in ripresa: in calo i rischi di mancato pagamento per le imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

reti impresaDei 198 Paesi analizzati, 32 migliorano e 156 restano stabili nella loro categoria di rischio SACE (questi insieme rappresentano il 91% dell’export italiano). Sono 10 i Paesi che peggiorano la propria categoria di rischio. Gli esportatori italiani si troveranno ad operare nel 2018 in un contesto in miglioramento, con una crescita diffusa ma ancora fragile. Fondamentale mitigare i rischi, diversificando le destinazioni dell’export e proteggendo il business con SACE SIMEST SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, pubblica la nuova edizione della Mappa dei Rischi e presenta lo scenario atteso in cui si muoveranno le imprese italiane nel Focus On “Mappa dei Rischi 2018: Adelante con juicio”.
Il quadro delineato dal nuovo studio è quello di un miglioramento complessivo dei livelli di rischiosità determinato da una crescita globale in ripresa, con effetti positivi sull’andamento degli scambi internazionali e sull’economia italiana, in particolare sull’export che nel 2017 ha segnato un balzo inaspettato. Permangono, tuttavia, alcuni elementi di instabilità: elevati livelli di indebitamento e incertezza sulla ripresa del ciclo delle commodity pesano soprattutto sugli emergenti, mentre instabilità e fenomeni di violenza politica si diffondono in aree nuove del globo. Le imprese italiane si troveranno quindi a operare in un contesto in miglioramento, che resta tuttavia fragile e in cui si dovranno muovere con cautela, diversificando le geografie e dotandosi di strumenti di mitigazione del rischio.“Il 2017 è stato un anno positivo per l’economia globale che ha spinto anche la ripresa del commercio internazionale – spiega Beniamino Quintieri, Presidente di SACE -. Prevediamo un 2018 ancora in crescita, ma non privo di rischi. Sarà importante tenere sotto stretto monitoraggio variabili esogene come l’evoluzione delle relazioni degli Stati Uniti con Russia, Medio Oriente e Corea del Nord, le scelte del governo cinese e gli esiti di alcune importanti tornate elettorali che potrebbero destabilizzare equilibri regionali in America Latina o in Africa. Export e internazionalizzazione continueranno a svolgere un ruolo chiave per la nostra economia, ma l’esperienza recente ci ha insegnato a non sottovalutare nessun indicatore. Diventa, quindi, sempre più importante per le imprese saper riconoscere e valutare i rischi, avere una buona diversificazione dei mercati di destinazione del loro export e ricorrere agli strumenti di copertura messi a disposizione dal Polo SACE SIMEST”.

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“Giappone economia: tre motivi di uno scenario positivo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

Nomoto_DaisukeNelle ultime settimane abbiamo ulteriormente incrementato la nostra esposizione alle azioni giapponesi, alla luce di catalizzatori di breve periodo quali: l’accelerazione degli utili societari bottom-up; indicazioni che la riforma a livello aziendale in atto accresce il rendimento per gli azionisti; aspettative economiche solide; il calo dei rischi politici in seguito alla netta vittoria del premier Abe alle recenti elezioni anticipate; e il fatto che il settore privato nipponico sia fortemente esposto, da un punto di vista operativo, al miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale.
In prospettiva, intravediamo tre trend principali che, a nostro giudizio, favoriranno le azioni giapponesi nel 2018 e negli anni successivi.
1) La riforma della corporate governanceI temi di discussione con i dirigenti delle società giapponesi sono cambiati significativamente nell’ultimo decennio, spostandosi verso la strategia aziendale a lungo termine, le relazioni mandante/mandatario, ecc. Questo sviluppo positivo è il risultato dell’introduzione della riforma della corporate governance due anni fa e ha gradualmente contribuito a incrementare la redditività del capitale proprio (Return on Equity, ROE) delle società nipponiche. Crediamo che una migliore corporate governance continuerà a contribuire a liberare il valore inespresso nelle azioni giapponesi.Due dei principali obiettivi degli incentivi di corporate governance sono: 1) eliminare i conflitti d’interesse che esistono tra il management e gli azionisti; 2) assicurare che gli asset della società vengano utilizzati in modo efficace nel migliore interesse degli stakeholder. Vi è una correlazione positiva tra il livello della governance societaria migliorata e il ROE delle società giapponesi. La Figura 1 indica che il ROE medio delle aziende nipponiche è stato decisamente inferiore a quello delle società statunitensi ed europee nel 2011, ma il divario risulta nettamente ridotto nel 2017.La Financial Services Agency giapponese ha proposto uno “Stewardship Code”, che intende promuovere una crescita sostenibile delle aziende in aggiunta al conseguimento di rendimenti d’investimento equi per i clienti e i beneficiari. Stiamo quindi osservando un netto incremento dei dividendi da parte delle società nipponiche nonché il lancio di programmi di riacquisto di azioni proprie. A fronte di una liquidità totale nei bilanci delle aziende giapponesi pari a un livello senza precedenti di oltre 250.000 miliardi di yen (2.300 miliardi di dollari), è probabile che queste ultime continueranno a incrementare i dividendi, effettueranno maggiori operazioni di fusione e acquisizione (M&A) e avvieranno ulteriori programmi di riacquisto di azioni proprie per attenuare l’impatto negativo sul ROE dell’eccessiva liquidità in bilancio.
Redditività del capitale proprio2) Il miglioramento della produttività: la riforma del mercato del lavoro. La produttività è un concetto molto più importante per l’economia giapponese e le sue aziende rispetto alla semplice crescita sostenuta. Il premier Abe ha portato avanti riforme del mercato del lavoro con l’obiettivo di incentivare le donne e i pensionati a tornare al lavoro, incrementando il tasso di partecipazione alle forze di lavoro. Le diverse iniziative del governo stanno iniziando a portare i frutti sperati: circa 1,5 milioni di donne giapponesi si sono aggiunte alle forze di lavoro negli ultimi quattro anni e il tasso di partecipazione femminile è salito al 68%, ossia di otto punti percentuali negli ultimi 15 anni, colmando il divario con gli Stati Uniti, stando ai dati OCSE. Inoltre, il numero totale di dipendenti è cresciuto di oltre 2,4 milioni negli ultimi quattro anni.
La deregolamentazione della struttura del lavoro in Giappone è in atto e ha l’obiettivo di incrementare i salari e fornire migliori opportunità di carriera ai lavoratori non a tempo pieno. Nell’ambito delle riforme strutturali di Abe, il governo ha introdotto il concetto di “pari remunerazione a parità di lavoro”, chiamato “Hatarakikata-Kaikaku” con l’obiettivo di migliorare la produttività del lavoro. Stando al rapporto di McKinsey intitolato “The Future of Japan: Reigniting Productivity and Growth” (“Il futuro del Giappone: rilanciare la produttività e la crescita”), se il Giappone riuscirà a raddoppiare il suo tasso di produttività, potrebbe spingere la crescita del PIL a circa il 3% e ottenere un incremento del PIL che potrebbe arrivare fino al 30% entro il 2025. Si noti che l’obiettivo del governo giapponese consiste nell’incrementare il PIL a 600.000 miliardi di yen (attualmente è pari a 546.000 miliardi), ossia 5.500 miliardi di dollari, entro il 2020. 3) Le società riusciranno a mantenere la loro competitività? (foto: Redditività del capitale proprio, Nomoto_Daisuke)

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L’Europa nello scenario economico e finanziario internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

europa-comunitariaRoma Giovedì 23 Marzo 2017, ore 11:00 Dipartimento di Economia, Aula Magna Via delle Sette Chiese, 139. Convegno organizzato dalla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi Internazionali di Roma e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre per la presentazione del volume Il sistema monetario internazionale: dall’approccio egemone a quello multivalutario curato da Olga Marzovilla e Gian Cesare Romagnoli.Programma:
– Saluti: Antonio Magliulo, Preside della Facoltà di Economia
– Presiede: Pier Luigi Belvisi, Università degli Studi Internazionali di Roma
– Relatori: Olga Marzovilla, Università degli Studi Internazionali di Roma; Marco Mele, Università degli Studi Internazionali di Roma; Cosimo Magazzino, Università degli Studi Roma Tre; Gian Cesare Romagnoli, Università degli Studi Roma Tre.

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Rapporto Immigrazione e Imprenditoria – Scenario e prospettive

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

immigratiDal Censimento del 2001 la presenza immigrata ha conosciuto un incremento straordinario. Non meno sorprendente è l’aumento delle imprese immigrate, arrivate a superare le 550mila unità. Nel corso della crisi, altresì, le imprese immigrate sono aumentate, in controtendenza con il dato generale. Rimane vero, dunque, che gli immigrati hanno dimostrato, e continuano a dimostrare, una maggiore capacità di “resilienza”. Inoltre, sono stati fatti molti passi in avanti e diversi imprenditori di origine straniera si distinguono per numero di dipendenti e per lavorazioni innovative ad alta tecnologia, come pure vengono maggiormente curati i rapporti con l’estero, a partire dai Paesi di origine.
Probabilmente sono ancora incipienti gli indicatori delle potenzialità che si legano alla crescente presenza immigrata nel mondo imprenditoriale, delle quali bisogna farsi carico, non essendo conseguibili automaticamente.
Le difficoltà che si presentano nel contesto imprenditoriale italiano riguardano tanto gli italiani quanto gli immigrati, e anzi su questi ultimi pesano maggiormente diversi fattori: adempimenti burocratici, assistenza, credito, rapporti con la burocrazia. Ne deriva la necessità di fare di più per superare queste difficoltà, che rendono l’Italia meno incentivante rispetto ad altri contesti nazionali, dove essere imprenditori è più facile e anche più redditizio. I limiti che riscontriamo nell’imprenditoria a gestione immigrata rimandano a quelli che caratterizzano in linea generale il “Sistema Italia”. Non si può fare a meno di ricordare che da noi gli investimenti per lo sviluppo ammontano all’1,9 % del Pil, mentre nell’Ue l’incidenza è del 2,3% (dati del 2014). Stando così le cose, non desta sorpresa che per numero di brevetti l’Italia venga dopo non solo dopo i grandi Stati membri, ma dopo Stati molto più piccoli. Questo svantaggio va a detrimento della competitività, ma può essere superato, con conseguente beneficio sia degli imprenditori italiani che di quelli immigrati.
Il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2016, giunto alla terza edizione, è un sussidio utile perché offre uno spaccato preciso della realtà imprenditoriale immigrata. Non si tratta solo di numeri ma anche di considerazioni incentivanti, che aiutano a conferire a questo comparto la dovuta attenzione.

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Scenario completamente nuovo nel panorama diagnostico della sincope

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

padovaPadova Il Prof. Paolo Prandoni dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova direttore del Centro Coagulopatie, autore principale della scoperta scientifica, pubblicata oggi dalla prestigiosa rivista scientifica The New England Journal of Medicine ha evidenziato come
“i risultati di questo studio aprano uno scenario completamente nuovo nel panorama diagnostico della sincope, richiedano la riformulazione di nuove linee guida nazionali ed internazionali che prevedano la ricerca dell’Embolia Polmonare (EP) in tutti in pazienti che vengono ricoverati con un episodio di sincope”. Padova è capofila degli 11 Centri italiani che hanno contribuito in modo significativo al progetto. Luciano Flor direttore generale dell’Azienda Ospedaliera riconosce l’elevata preparazione scientifica dei ricercatori universitari padovani che ha consentito di raggiungere risultati a livello internazionale e, auspica possano presto, tradursi in pratica per il bene di tutti. L’embolia polmonare è la terza malattia cardiovascolare in ordine di frequenza. In Europa circa 370.000 sono i decessi legati all’EP ogni anno. La precocità della diagnosi e della terapia ne riduce la mortalità del 75%.
La sincope è una perdita di coscienza transitoria a rapida insorgenza, di breve durata e con risoluzione spontanea e completa. E’ responsabile del 3% di tutti gli accessi al Pronto Soccorso e dell’1% di tutti i ricoveri ospedalieri. Abitualmente avviene per cause banali e facilmente riconoscibili – quale stress emotivo, dolore, vista del sangue, post-prandiale, post-esercizio fisico, post-minzionale, prolungata stazione eretta in pubblico soprattutto in ambienti chiusi, calo pressorio – frequentemente indotto dal recente uso di farmaci ipotensivi, disidratazione, vomito e/o diarrea profusi, salasso, uso di alcoolici, emorragie, uso di colletti troppo stretti, malattie neurologiche di varia natura – e tende a ripetersi anche più volte all’anno in soggetti predisposti. I casi di sincope vengono per lo più gestiti su base ambulatoriale, e se anche – come spesso accade – i pazienti si recano ad un Pronto Soccorso vengono rapidamente congedati.
Solo una minoranza – oscillante tra 1/4 ed 1/3 di tutti i pazienti con sincope – vengono ricoverati. Trattasi dei casi in cui la caduta ha provocato seri traumi, di quelli che hanno patologie concomitanti che ne richiedono il ricovero, di coloro che hanno una elevata probabilità di affezioni cardiache predisponenti (quali bradi o tachiaritmie o stenosi aortiche) e di coloro in cui non si identifica una causa plausibile della perdita di coscienza.Benchè sia noto che la sincope può essere provocata da una embolia polmonare EP (da sola od associata con trombosi venose profonde degli arti), non si conosceva prima di questo studio la reale frequenza di EP in pazienti con sincope, per questo i medici raramente la sospettavano in questi pazienti.
Ma la precoce diagnosi e cura quasi sempre diventa decisiva per favorire la sopravvivenza del paziente, dato che l’EP è una condizione grave e potenzialmente fatale.
Allo scopo di stabilire la prevalenza di EP in pazienti ricoverati per sincope, è stato avviato lo studio multicentrico, prospettico in 11 centri italiani (Padova, Roma, Camposampiero, Livorno, Faenza/Ravenna, Castelfranco V.to, Piacenza, Cosenza, Roma 2, Udine, Varese), che ha previsto l’impiego di un algoritmo diagnostico ben consolidato che accertasse o escludesse la presenza di EP nei 560 pazienti oggetto della ricerca, prescindendo dal fatto che fosse ipotizzabile oppure no una causa alternativa di sincope. In 205 pazienti non c’era una spiegazione chiara della sincope ma grazie allo studio è stata riscontrata in 52 di loro l’embolia polmonare. Negli altri 355, i clinici erano convinti di aver trovato altra spiegazione alla sincope e non embolia polmonare, in 45 di loro è stata dimostrata invece l’embolia polmonare in atto.
Entro le 48 ore dal ricovero in ben 97 pazienti è stata riscontrata l’EP – il 17.3% delle 560 persone oggetto della ricerca. L’embolia polmonare era grave in 61 pazienti e in 36 di più limitata entità. La precocità della diagnosi nei pazienti giunti al Pronto Soccorso ha consentito una tempestiva terapia salvavita.In conclusione quando non esista altra spiegazione all’episodio sincopale, è ora dimostrata la frequenza di embolia polmonare, che sommata a quella già riconoscibile, diventa in 2/3 dei pazienti che afferiscono ai Pronti Soccorso, causa certa di sincope.
Il NEJM – The New England Journal of Medicine è tra le più prestigiose pubblicazioni di medicina al mondo. Gli articoli pubblicati settimanalmente, sono fortemente selezionati da specialisti di livello internazionale. Edito dalla Massachusetts Medical Society, pubblica in lingua inglese ed ha il più alto fattore di impatto. E’ la più antica rivista di medicina al mondo e pubblica da oltre due secoli. Sul sito della rivista è visibile anche il video della scoperta http://www.nejm.org/

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Se al referendum vince il No: lo scenario del dopo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2016

governo-monti.medium_300“Se Renzi perde il referendum con lui dimissionario, in due settimane, si fa una nuova legge elettorale partendo anche da quello che c’è: si fanno le modiche all’Italicum, si adegua al Senato, si mettono le preferenze per eleggere direttamente da chi farsi rappresentare e si mette premio maggioranza alla coalizione. E dopo due settimane Renzi si dimette. Sarebbe anche simbolico perchè la data coinciderebbe con il 21 di dicembre che è lo stesso giorno in cui si dimise Monti. Poiché Renzi e Monti sono la stessa cosa, la storia si ripeterebbe anche con un certo grado di ciclicità”. Lo ha detto il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata da Mario Giordano nel coso della manifestazione per il NO al referendum costituzionale organizzata a Milano da FdI.
“In nessun caso noi daremo l’ok al quarto governo consecutivo non scelto dai cittadini: su questo punto non ci devono essere incomprensioni. E se Mattarella dovesse rivelarsi un qualunque Giorgio Napolitano noi chiamiamo già da ora gli italiani a mobilitazione. Fare un esecutivo per fare la legge elettorale sarebbe solo l’alibi per tenere altri due anni in piedi l’ennesimo governo che fa gli interessi di qualcuno e lo dico perchè ho sentito tutti dire “facciamo un bel governone di inciucio per fare la legge elettorale” compreso il movimento cinque stelle”, ha spiegato Meloni.
«Ricostruire la coalizione partendo dai programmi e il nostro primo punto è la “preferenza nazionale”: prima gli italiani nell’accesso ai servizi sociali. Non è in nessun modo razzismo ma funziona così in tutto il mondo e in ogni ambito: quanto un’impresa ha degli utili non li distribuisce tra i passanti ma tra chi ha investito nell’impresa e poiché i cittadini italiani sono quelli che con il loro lavoro e il loro sacrificio hanno costruito i servizi sociali italiani è giusto che ne beneficino per primi. E lo dico perchè c’è disegno di sostituzione etnica, come dimostra l’ultima trovata di dare la residenza agli immigrati che stanno nei centri di accoglienza. Poi bisogna darsi delle regole nel funzionamento di questa coalizione. Vado agli appuntamenti e vedo volentieri Berlusconi e Salvini e l’incontro di ieri è stato posticipato di qualche giorno e si dovrebbe tenere a Roma tra mercoledì e giovedì. Credo che alla fine il centrodestra per rifondarsi debba avere un momento di grande partecipazione: dobbiamo tornare nelle piazze e nelle strade e chiedere agli italiani quale sia il modello vincente di centrodestra. Quindi primarie per tutto, anche per identificare il portabandiera. Credo che quella sia una grande sfida e ovviamente quando ci saranno le primarie ci saremo anche noi, mi candido io, poi vediamo».
Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a Milano nel corso della manifestazion per il no al referendum.
«Noi siamo pronti: bisogna solo crederci e essere chiari sul fatto che di favori a Renzi ne abbiamo fatti fin troppi. Penso alle elezioni amministrative a Roma dove le cose non sarebbero andate cosi se Forza Italia avesse fatto la sua parte. Mi riferisco proprio alla permanenza del governo Renzi: se il candidato del Pd non fosse arrivato al ballottaggio nella Capitale probabilmente oggi ci saremmo già liberati di Renzi, senza neanche arrivare del referendum costituzionale. È una responsabiltà che ha qualcuno e su questo ‘non facciamo prigionieri’: è l’ultima occasione per dimostrare da quale parte della barricata si vuole stare, dopo di che noi andiamo per la nostra strada e chi vuole fare inciuci con Renzi li faccia», ha spiegato Meloni.

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Haiti: scenario post-uragano

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

haiti-uragano“Lo scenario ad Haiti post uragano è apocalittico, siamo ai livelli di devastazione del terremoto del 2010 ” lo dichiara Andrea Iacomini Portavoce UNICEF Italia “Con il primo accesso dei nostri aiuti nelle aree colpite iniziano finalmente ad arrivare notizie sulla situazione. Ci sono 522 mila bambini colpiti dall’uragano Matthew nel sud del Paese e già si registrano casi gravi di colera, dengue e zika. A Les Cayes, completamente allagata, sono state evacuate molte persone ma coloro i quali non hanno voluto abbandonare le case sono probabilmente morti o dispersi” prosegue “Siamo come UNICEF in prima linea per evitare la diffusione delle malattie e per prestare soccorso agli sfollati, temiamo che il numero dei morti si aggraverà di ora in ora” conclude. Per far fronte a questa emergenza, l’UNICEF, che lavora con propri operatori nel paese dal 1949, ha aperto una campagna di raccolta fondi per aiutare i bambini di Haiti: per questi primi interventi di soccorso e assistenza, sono subito necessari 2 milioni di dollari. Non lasciamo soli i bambini di Haiti. E’ possibile aiutare i bambini di Haiti colpiti dall’uragano Matthew con donazioni tramite: sito-web http://www.unicef.it/haiti

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Dichiarazione dei Ministri della Salute del G7 sulle resistenze antimicrobiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2016

resistenza microbica2I Ministri della Salute del G7 riunitisi a Berlino l’8 e il 9 ottobre 2015 per affrontare il tema delle resistenze antimicrobiche e dell’epidemia di Ebola, in continuità con gli impegni presi nel corso del G7 di giugno, hanno sottoscritto la “Dichiarazione di Berlino sull’antibiotico-resistenza”. Nella loro dichiarazione, i Ministri definiscono le resistenze antimicrobiche (AMR) una minaccia per la salute globale per i Paesi di tutto il mondo. In assenza di un intervento tempestivo ed appropriato, sarà inevitabile una drammatica perdita di efficacia delle terapie antibiotiche. L’infezione causata da batteri multiresistenti comporta tempi prolungati di trattamento, mortalità più elevata, oneri pesanti per i sistemi sanitari e un impatto negativo sull’intero scenario delle economie nazionali: rispetto a una normale infezione, un’infezione antibiotico-resistente comporta costi sanitari aggiuntivi compresi tra 10.000 e 40.000 dollari. Le infezioni resistenti, ai livelli attuali, potranno causare una grave contrazione del prodotto interno nei Paesi OCSE pari al 0,03% nel 2020, 0,07% nel 2030 e 0,16% nel 2050, con una perdita cumulativa di circa 2,9 milioni di miliardi di dollari.
Nella Dichiarazione, i Ministri sottolineano la necessità e l’urgenza di una crescente integrazione tra iniziative pubbliche e private di lotta al fenomeno della AMR e un loro coordinamento con azioni promosse in questo ambito dalle diverse organizzazioni internazionali. Il problema della multiresistenza riguarda diversi aspetti multisettoriali e interdisciplinari e vede coinvolti diversi settori della salute umana e animale, l’agricoltura, l’ambiente e la ricerca.
resistenza microbica4È fondamentale un approccio integrato basato sul miglioramento della prevenzione e del controllo, la salvaguardia dell’efficacia degli antibiotici esistenti e futuri, l’impegno nella ricerca per sviluppare nuovi antimicrobici, vaccini, trattamenti alternativi e strumenti di diagnosi precoce.
Coerentemente a un approccio di “One Health” i Governi sono disponibili a rivedere ciascuno il proprio piano d’azione nazionale tenendo conto del Piano d’azione globale messo a punto dall’OMS e a sostenere gli altri Paesi nello sviluppo dei piani d’azione, allo scopo di contribuire a costruire una capacità globale di affrontare il problema, condividendo le best practices raccolte nel documento “La lotta alla resistenza antimicrobica, esempi di migliori pratiche dei Paesi del G7”.
I Paesi del G7 aumenteranno gli sforzi su nuove o esistenti iniziative quali, ad esempio, “La settimana mondiale degli antibiotici” dell’OMS, per promuovere una crescente presa di coscienza dell’opinione pubblica sulla gravità del fenomeno delle resistenze agli antibiotici.
È previsto un rafforzamento dei programmi per medici e veterinari sulla gestione del farmaco antibiotico e sulla salvaguardia dell’efficacia per ridurne l’uso inappropriato. Nell’ottica di un uso prudente degli antibiotici, tutti i Paesi sono invitati a rendere disponibili questo tipo di farmaci solo dietro prescrizione, medica o veterinaria.
Per migliorare la capacità di comprensione del fenomeno dell’antibiotico-resistenza è necessario migliorare anche i sistemi di comparabilità dei dati sul consumo e l’utilizzo degli antibiotici e la prevalenza di AMR nella popolazione attraverso un rafforzamento e ampliamento dei sistemi di sorveglianza nazionali e internazionali. I Paesi del G7 lavoreranno in collaborazione con l’OMS per promuovere una rete globale di ricercatori, esperti del mondo accademico, dell’industria, della salute, della sanità veterinaria, della sicurezza alimentare e dell’agricoltura, di agenzie regolatorie, organizzazioni filantropiche ed organizzazioni internazionali per favorire lo scambio di informazioni sulle attività di ricerca in corso, l’accesso alle competenze per i progetti finanziati e il mantenimento delle conoscenze acquisite. La Germania ha già fissato il primo incontro di esperti nel 2016-2017.
Il dialogo e la cooperazione internazionale sono essenziali per giungere alla convergenza e armonizzazione dei requisiti tecnici e degli studi necessari ai fini dell’approvazione di nuovi antibiotici e dell’accelerazione del processo per renderli più velocemente disponibili ai pazienti.
Coerentemente ad un approccio di intervento tempestivo, i Ministri del G7 hanno chiesto un incontro sulle AMR nell’ambito all’Assemblea generale dell’ONU che si terrà nel corso nel 2016, con l’intento di promuovere sul tema della resistenza antimicrobica una maggiore consapevolezza politica, un impegno e un ruolo guida dei capi di Stato, di Ministri e leader mondiali.

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