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Posts Tagged ‘sceneggiatura’

Corso operativo di Sceneggiatura

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

corso operativoRoma da lunedì 24 a venerdì 28 luglio 2017 Lezioni frontali dalle 10.00 alle 14.00 + Laboratorio di scrittura pomeridiano (in sede o da casa)Scuola di cinema Sentieri SelvaggiVia Carlo Botta 19 Metro A Vittorio Emanuele – Metro B Colosseo QUOTA DI ISCRIZIONE € 450,00. questo corso mira – per primo – a fornire gli strumenti essenziali per una scrittura convincente e professionale, utile a elaborare sceneggiature per il cinema, per la televisione, per il web, secondo un approccio definitivamente pratico, che mette in primo piano l’elaborazione di storie che andranno a comporre, entro i cinque i giorni di corso, una sceneggiatura completa, per un film a episodi, dove ogni allievo verrà aiutato a mettere a punto un’unità di cui sarà autore assoluto.L’argomento, previsto dal docente, darà a tutti la possibilità di narrare storie congruenti con i propri interessi, le proprie passioni. Allo stesso tempo garantirà competenze apprese “sul campo” grazie a un working progress capace di far vivere esperienze praticate più che teorizzate, un working progress utile a intrecciare piacevolmente creatività, tecnica e teoria. Più che competenze pregresse, anche qui, come per tutti i nostri corsi, viene richiesta una disponibilità a mettersi in gioco, a procedere per tentativi, a fare esperienza reale di scrittura più che accettare la verticalità di nozioni e “comandamenti” accademici, spesso distanti dalla dolcissima pratica della scrittura.Il corso prevede cinque incontri, caratterizzati da due momenti distinti: nella prima parte della giornata si parteciperà a incontri teorico-pratici e analitici, condotti dal docente, utili ad apprendere le tecniche fondamentali della scrittura e necessari per analizzare quanto proposto dagli allievi. Il pomeriggio è invece dedicato alla scrittura: un’area libera, in cui gli allievi possono lavorare a casa, purché a fine giornata tutti facciano pervenire al docente i propri elaborati, da discutere la mattina successiva.
Per quegli fra gli allievi che ne avessero bisogno, la scuola potrà mettere a disposizione gli spazi (ed eventualmente gli strumenti) per l’elaborazione dei testi.Questo corso, unico nel suo genere, mira a fornire le conoscenze di base delle tecniche di scrittura partendo dall’elaborazione pratica di testi e, definendo un percorso possibile, dà indicazioni su quelle che sono le strategie più funzionali per narrare una storia convincente. (foto: corso operativo)

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Un nuovo lavoro sulla sceneggiatura del film “Malombra”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

Alberto Buscaglia e Tiziana Piras tornano in libreria con “Malombra, il film di Mario Soldati dalla sceneggiatura allo schermo” (New Press Edizioni, 2015), un nuovo lavoro sulla sceneggiatura del film “Malombra” di Mario Soldati del 1942.
Dopo “Piccolo Mondo Antico”, questo secondo volume dedicato al cinema tratto dai romanzi di Antonio Fogazzaro racconta e analizza i complessi e imprevedibili percorsi della sua sceneggiatura attraverso la minuziosa analisi di una copia originale e ancora inedita del copione di lavorazione di “Malombra”, quello affidato al regista e sceneggiatore Renato Castellani, chiamato a sceneggiatura già conclusa con l’arduo compito di ridurre un copione eccessivamente lungo e fin troppo fedele alla trama del romanzo di Fogazzaro.
Solo la comparazione con il film, indagato fotogramma per fotogramma, ha permesso di scoprire che il risolutivo lavoro di costruzione della struttura narrativa di Malombra è avvenuto nelle determinanti fase del montaggio e dell’editing del film, durante le quali è stato compiuto un totale ribaltamento della struttura narrativa elaborata nel lungo e difficile lavoro di sceneggiatura.
Il film “Malombra” ha una gestazione piuttosto tormentata e viene varato quando ormai il Paese è in piena guerra. Soldati e l’amico Mario Bonfantini, chiamato a sceneggiare ancora un romanzo di Fogazzaro, fanno i sopralluoghi girando mezza Lombardia e i suoi laghi per cercare il “Palazz”, come lo chiama Soldati, la tenebrosa scenografia sulla quale si consuma il dramma di Marina di Malombra. Alla fine si convincono che Villa Pliniana a Torno, sul Lago di malombraComo, è quella che meglio si avvicina alle descrizioni del romanzo, tanto più che è proprio a quella solitaria dimora e all’Orrido di Osteno (sul Lago di Lugano) che Fogazzaro si è ispirato scrivendo “Malombra”.
Tra maggio e giugno 1942 Soldati riunisce Mario Bonfantini, Tino Richelmy e Ettore Margadonna in Valsolda per stendere la sceneggiatura. Il lavoro di adattamento del testo di Fogazzaro si presenta non semplice: la struttura del romanzo è complessa, con continui ritorni al passato e molti personaggi secondari. Una sceneggiatura “difficile”, come la definirà Soldati, che poi, sempre a posteriori, definirà anche “perfetta”. La realtà, però, fu molto diversa: a sceneggiatura già conclusa e stampata, forse già a riprese iniziate, il copione “perfetto” viene affidato a un altro giovane sceneggiatore e regista molto amico di Mario Soldati, Renato Castellani. Castellani (la cui copia di sceneggiatura è quella che Alberto Buscaglia e Tiziana Piras hanno avuto modo di studiare e analizzare), interviene senza timidezze, tagliando scene e dialoghi e suggerendo anche interventi di rilevanza drammaturgica.
Ma lo studio analitico e comparativo di questo copione ha riservato sorprese ancora più importanti: non solo Soldati in molti casi accetta il lavoro di revisione di Castellani, ma va anche oltre. In fase di montaggio e di editing del film capovolge la struttura narrativa, rinunciando ai lunghissimi flashback che avrebbero disorientato lo spettatore e concentrando tutta la vicenda sui tre personaggi principali: Marina di Malombra, fatale “donna che visse due volte”, Corrado Silla, uomo senza qualità “inetto a vivere”, e la pura e tormentata Edith. Con il suo “final cut” Soldati tradì la struttura narrativa del romanzo ma fu più fedele ai movimenti interiori dei personaggi fogazzariani, anticipando parallelamente tematiche e stilemi del cinema del dopoguerra e anche di quello contemporaneo. (foto: malombra)

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Premio Luigi Malerba di Narrativa e Sceneggiatura

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Roma 28 ottobre 2010, ore 11.30  Sala Stampa della Camera dei deputati Palazzo Montecitorio, Via della Missione 4 Interventi di: Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù Alberto Arbasino, Irene Bignardi, Giulio Ferroni, Paolo Mauri, Walter Pedullà Moderano: Irene Pivetti e Anna Malerba Learn To Be Free Onlus, associazione a finalità sociale attenta alla promozione dei giovani talenti, ha istituito il Premio Luigi Malerba di Narrativa e Sceneggiatura, dedicato a romanzi, raccolte di racconti, novelle, sceneggiature, scritte da giovani di età non superiore ai 28 anni.
Il Premio, dedicato a Luigi Malerba, uno dei più importanti protagonisti della cultura italiana del Novecento,  nasce dalla collaborazione tra LTBF Onlus, il Comune di Berceto (il piccolo centro dell’Appennino parmense dove nacque Malerba) e il MIUR-Ministero dell’Università e della Ricerca, con il patrocinio del Ministero della Gioventù, Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, UNRIC-Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite, Comune di Parma, Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma. Il Premio è aperto a tutti i giovani talenti che si esprimono e scrivono in italiano: dunque italiani residenti in Italia o all’estero, stranieri di origine italiana che desiderino coltivare le proprie radici, infine tutti gli stranieri, amanti e studiosi della nostra cultura, che vogliano cimentarsi nella scrittura in italiano.
La giuria dell’edizione 2010 sarà composta dalla critica letteraria e cinematografica Irene Bignardi, l’attore e conduttore televisivo Neri Marcorè, il produttore e distributore Valerio De Paolis, la sceneggiatrice Anna Samueli, la figlia dello scrittore e giornalista RAI Giovanna Bonardi, il Prof. Roberto Campari dell’Università degli Studi di Parma, il regista di importanti fiction televisive Fabrizio Costa, una classe dell’Istituto d’Arte Toschi di Parma. Presidente Premio Malerba: Irene Pivetti. Presidente Onorario: Anna Malerba.

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Lo specchio di ametista

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Una miscela magica: un libro interessante, coinvolgente e introspettivo “Lo specchio di ametista”, opera pluripremiata dello scrittore toscano Gabriele Bianchi, la sfida un editore coraggioso Arduino Sacco, e l’incoraggiamento di un’ eccellenza del cinema internazionale Renzo Rossellini, ha convinto la scrittrice e giornalista, Daniela Lombardi, a tornare al suo primo amore: la sceneggiatura. I suoi libri hanno sempre preso vita da sue sceneggiature, questa volta ha compiuto l’operazione inversa: il libro “Lo specchio di ametista” è diventato una sceneggiatura. Lo script di Daniela Lombardi fa parte della ristretta cerchia di eletti del progetto “Abbiamo deciso che… cinema” a cura di Renzo Rossellini, ovvero capolavori cinematografici nel cassetto. I giovani che vogliono avvicinarsi al Cinema, nelle prospettive cinematografiche attuali, non hanno altra strada che scrivere una sceneggiatura e portarla al Ministero dello Spettacolo nella speranza di ottenere la sovvenzione prevista dall’Art. 8 per le opere Prime e Seconde. Delle centinaia di progetti di film presentati, la Commissione ne fa passare solo pochi, bocciandone moltissimi. Tra i film bocciati noi ne scegliamo i migliori e li pubblichiamo insieme alle motivazioni della bocciatura affinché piccoli capolavori non muoiano e non rimangano seppelliti nei cassetti per la cecità della burocrazia ministeriale.’ Gli anelli di questa catena nell’ordine sono: un soggettista ha l’idea e cerca di convincere (sedurre) un regista, regista e soggettista cercano di convincere (sedurre) un produttore, Il produttore deve convincere (sedurre) un distributore ed un Ente televisivo, Il distributore ed l’Ente televisivo devono, attraverso il marketing del film, convincere (sedurre ) il pubblico. Il pubblico sedotto dalla grande spinta deduttiva del film fruisce del film in massa. Nel nostro sistema Ministeriale burocratico manca la spinta seduttiva ed anche se il film viene realizzato, arriva al pubblico con una spinta seduttiva fiacchissima. Con questa iniziativa editoriale della Arduino Sacco Editore per la collana “Abbiamo deciso che… cinema” ripercorriamo la “catena di seduzione” all’inverso andiamo con l’idea direttamente al pubblico e da qui’ chissà forse sedurremo e convinceremo TV distributori e registi.’ (fonte megamondo)

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Le relazioni pericolose

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

relazioni pericoloseRoma  dal 20 ottobre al 15 novembre 2009 P.zza di Porta S. Giovanni, 10 Teatro Sala Uno Le relazioni pericolose  versione teatrale di Christopher Hampton Regia di Rinaldo Felli Con Francesco Mastrorilli, Cristina Nicolini, Sabrina Paravicini  Un complicato intrigo di seduzione, amore e abbandono, un intrigo che sfugge di mano, un po’ per gioco un po’ per vendetta.  Era il 1989 quando Christopher Hampton  vinse l’oscar come miglior sceneggiatore per il film di Stephen Frears “Le Relazioni Pericolose” (con John Malkovich, Glenn Close e Michelle Pfeiffer tutti candidati all’oscar), sceneggiatura che nella versione teatrale originale è stata messa in scena in Italia solo nel 1994 con la regia di Mario Monicelli.  A distanza di vent’anni da quell’Oscar ecco di nuovo in scena a Roma, nel suggestivo spazio del Teatro Sala Uno, questo piccolo capolavoro di scrittura, proprio nella stessa versione di Hampton.  Con la regia di Rinaldo Felli, a dare vita agli intriganti e affascinati protagonisti, sono Francesco Mastrorilli nel ruolo di Valmont, Cristina Nicolini in quello di M.me Merteuil e Sabrina Paravicini  in quello di M.me De Tourvel. Ad impreziosire ulteriormente l’allestimento scenico, si aggiungono i costumi creati e realizzati da Bettina Bimbi, Rita Carta e Maria Spinarelli, e le musiche originali di PierLuigi Pietroniro  L’impeto della vicenda vede il suo svolgimento negli anni precedenti alla Rivoluzione Francese, quando una nobiltà corrotta e inconsapevole della propria debolezza è ancora barricata nelle idee illuministe e in un perbenismo ipocrita.  Tra le crepe di questo castello, o meglio delle sue camere da letto, irrompe una malvagità  sensuale e calcolatrice che rende ogni relazione un pericolo. Baudelaire, riferendosi al romanzo epistolare afferma che: “se questo libro brucia, non può bruciare che come brucia il ghiaccio”. Qui non i sensi sono corrotti, è corrotto l’intelletto dalla deliberata e assidua volontà del male. Non il Male convenzionalmente definito, perché quest’ultimo non esiste nella natura umana, bensì, come postulato da Agostino d’Ippona, l’assenza di bene. Nel caso del romanzo, questa assenza si esplica attraverso il controllo e l’annullamento dei sentimenti, principalmente quello dell’amore. (relazioni pericolose)

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