Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 315

Posts Tagged ‘scheletro’

Lo scheletro di un misticeto nel deserto costiero del Perù

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

scavoCamerino. Ancora un importante riconoscimento internazionale per la ricerca di eccellenza di Unicam. Anche il prof. Claudio Di Celma, docente della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, ha preso parte al team internazionale di ricerca che ha rinvenuto nel deserto costiero del Perù, già noto per aver restituito fossili straordinari come quello del Leviatano, lo scheletro di un misticeto all’interno di rocce più antiche di 36 milioni di anni: si tratta quindi della più antica balena fino ad oggi ritrovata.
La scoperta, fatta da un gruppo di paleontologi e geologi dei musei di storia naturale di Parigi, Bruxelles e Lima e delle università di Pisa e, appunto, di Camerino, è stata pubblicata sulla rivista internazionale Current Biology.“Uno degli aspetti cruciali di questa ricerca – spiega il prof. Claudio Di Celma, che ha curato lo studio stratigrafico dell’area di ritrovamento del fossile – è stato quello di fornire un’età più precisa possibile del reperto. Per questo motivo sono stati raccolti numerosi campioni di roccia nei diversi strati affioranti, compreso quello che conteneva lo scheletro della balena. In questi campioni sono stati trovati dei microfossili che hanno permesso al collega Etienne Steurbaut di datare a 36 milioni di anni fa i resti del cetaceo”. La balena rinvenuta era molto diversa da quelle che conosciamo, dal momento che conservava caratteri primitivi, come la presenza delle zampe posteriori, seppure estremamente ridotte (è stato trovato il bacino molto piccolo), e denti robusti che gli hanno valso il nome di “Mystacodon”, che sta a significare “misticeto con i denti”.
Il nome della specie “selenensis” evoca invece Selene, la dea della Luna, in riferimento a Media luna, la località in cui è stato scoperto il fossile. Dallo studio del suo scheletro i ricercatori sono giunti alla conclusione che Mystacodon selenensis probabilmente si nutriva su fondali sabbiosi aspirando piccole prede. Questo tipo di alimentazione è supportato dalla peculiare usura dei denti dovuta all’accidentale ingestione di sabbia durante la cattura delle prede. I cetacei sono i mammiferi marini meglio adattati alla vita acquatica. Nel corso della loro lunga evoluzione, iniziata circa 50 milioni di anni da progenitori terrestri, le loro zampe anteriori si sono trasformate in piccole pinne pettorali e quelle posteriori sono scomparse, sostitute dalla pinna caudale che è il principale organo di propulsione di questi grandi nuotatori. Pertanto, oggi, il corpo dei cetacei è più simile a quello di un pesce che di un animale terrestre. Ma adattarsi a vivere in un ambiente completamente diverso comporta diversi problemi nella ricerca e cattura del cibo. Per questo motivo alcuni cetacei (gli odontoceti: delfini, orche e capodogli) hanno sviluppato un biosonar che permette loro di individuare le prede, come pesci e calamari, anche con poca luce, mentre altri cetacei (i misticeti: balene e balenottere) hanno sviluppato i fanoni per filtrare piccoli organismi nella massa d’acqua o nei fondali sabbiosi. Queste due importanti ‘innovazioni’ hanno permesso ai cetacei di diversificarsi e di colonizzare tutti gli ambienti marini. Ma in quale preciso momento della storia evolutiva di questi mammiferi marini abbiano avuto origine questi due grandi gruppi è ancora un mistero: gli studi genetici condotti sui cetacei attuali suggeriscono che questo importante evento si sia verificato intorno a 40 milioni di anni fa, ma i reperti fossili in rocce di età simile sono molto rari e, di fatto, il più antico odontoceto fossile conosciuto fino ad oggi ha ‘solo’ 29 milioni di anni mentre il più antico misticeto ‘solo’ 34 milioni di anni.
Questa eccezionale scoperta porta nuova luce in questo mistero, almeno per quanto riguarda l’origine degli antenati delle balene e delle balenottere. (foto: scavo)

Posted in Estero/world news, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Vitamina D è fondamentale per la salute scheletrica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

vitamina-DMa sembra avere un ruolo importante anche in patologie extrascheletriche quali malattie cardiovascolari, diabete mellito e cancro. Ipotesi che in prima battuta è sostenuta da svariati studi scientifici che rilevano una associazione tra condizione di carenza di vitamina D e patologie croniche extrascheletriche, ma che andrebbe approfondita avviando su larga scala trial in doppio cieco coinvolgendo sia pazienti con ipovitaminosi D che pazienti con un adeguato stato vitaminico. Il dibattito sul tema è stato aperto al World Congress On Osteoporosis, Osteoarthritis And Musculoskeletal Diseases (WCO-IOF-ESCEO) in corso a Firenze (23 – 26 Marzo).La vitamina D, ormone che il corpo umano sintetizza quotidianamente attraverso la pelle grazie all’esposizione solare, è, insieme al calcio e alle proteine, uno dei tre fattori che aiutano a preservare la massa ossea. Nello specifico la Vitamina D consente l’ottimizzazione della disponibilità di calcio e la stimolazione diretta del tessuto muscolare indispensabile per prevenire il rischio di cadute e fratture, un’eventualità che diventa più concreta con l’avanzare dell’età.
“Generalmente per garantirsi la quantità giusta di vitamina D basterebbe esporre al sole testa, braccia e gambe tre volte alla settimana, il 70% della popolazione italiana però ne è carente. – spiega Maria Luisa Brandi, Professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo Università degli studi di Firenze – Nei casi, quindi, come ad esempio negli over 65 la cui cute è meno ‘recettiva’ rispetto a quella di un giovane, in cui non si riesca quindi ad assumerne la quantità necessaria attraverso le vie naturali, mettendo a rischio la salute delle ossa, il medico può suggerire la supplementazione di Vitamina D”.
Negli ultimi anni, la scoperta che molti tessuti e cellule del sistema immunitario presentano il recettore per la vitamina D (Vitamin D Receptor, VDR) ha aperto nuovi orizzonti sulle molteplici funzioni di questo ormone. L’analisi della letteratura scientifica sembra confermare che un adeguato stato vitaminico D non è importante solo per la prevenzione di fratture e patologie ossee come l’osteoporosi ma potrebbe influenzare positivamente l’incidenza di patologia croniche extrascheletriche come vari tipi di tumore, diabete, malattie cardiovascolari e autoimmuni.“Dall’analisi della letteratura scientifica sono emersi dati estremamente interessanti sul ruolo della carenza di vitamina D nello sviluppo e nella prognosi di alcune neoplasie – dichiara il Professor Francesco Bertoldo, Responsabile della Struttura Funzionale Malattie del Metabolismo Scheletrico e Minerale – dell’Università degli Studi di Verona – In primo luogo alcuni studi dimostrano come la vitamina D giochi un ruolo importante nella regolazione della crescita delle cellule tumorali e nel modulare il controllo del sistema immunitario sul il cancro. In secondo luogo, i dati epidemiologici in nostro possesso hanno dimostrato un aumento della prevalenza di diversi tipi di cancro – seno, prostata e colon – nelle aree settentrionali dell’emisfero – continua Bertoldo – Dato che ci suggerisce un legame tra la quantità di esposizione ai raggi UV e, di conseguenza, la sintesi attraverso l’epidermide della Vitamina D. Infine è emerso che tra i pazienti oncologici vi è un’elevata prevalenza di bassi livelli di Vitamina D”.Un numero sempre maggiore di pubblicazioni rivela inoltre che la carenza di vitamina D sia correlata anche d un aumento del rischio di patologie cardiovascolari. Le osservazioni che sia la pressione arteriosa sistolica sia diastolica (PAS e PAD, rispettivamente) aumentino con la distanza dall’equatore e che alcuni eventi come il numero di ricoveri ospedalieri aumentino in alcune stagioni, suggeriscono che la vitamina D potrebbe svolgere un ruolo nel modulare sia la salute che la mortalità cardiovascolare.
“Allo stato attuale le evidenze che legano la vitamina D alla salute cardiovascolare sono numerose sebbene limitate a studi meccanicistici – precisa la Professoressa Brandi – Anche per quanto riguarda la sua applicazione oncologica, nonostante vi sia un’elevata prevalenza di carenza di Vitamina D nei pazienti affetti da cancro, è necessario fare degli approfondimenti. Sarebbe pertanto assolutamente auspicabile che le evidenze e le esperienze della supplementazione di Vitamina D nelle aree cardiovascolare e oncologica potessero essere confermate da studi su larga scala idealmente tra individui a rischio di ipovitaminosi D”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le nuove frontiere dell’osteoncologia? Bloccare le micrometastasi scheletriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2016

corpo-umano25La neoplasia e l’utilizzo di terapie antitumorali, come l’ormonoterapia e le chemioterapie, possono causare perdita di massa ossea, riduzione della resistenza e conseguente aumento di fratture sia nella donna che nell’uomo, anche in assenza di traumi. All’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena un team multidisciplinare di specialisti (endocrinologo, ortopedico, oncologo, radiologo, radioterapiasta, fisioterapista, infermiere), accompagna i pazienti in un percorso diagnostico e terapeutico condiviso e tiene conto di tutti gli aspetti connessi alla malattia ossea.Si stima che nel 2016 in Italia verranno diagnosticati oltre 365.000 nuovi casi di tumore maligno (dati AIRTUM). Le due neoplasie più frequenti, il tumore della prostata negli uomini e quello della mammella nelle donne, per il tipo di trattamento chemioterapico ed ormonale cui vengono sottoposti sono quelle più a rischio di osteopenia/ostepoporosi. Il 53% degli uomini con cancro della prostata soffre di osteoporosi. Considerando che in Italia ci sono circa 400.000 pazienti con carcinoma della prostata, risulta che oltre 200.000 uomini sono colpiti da danno osseo legato al trattamento antiormonale. Mentre circa 700.000 donne che hanno avuto un carcinoma della mammella sono lungo sopravviventi, e potenzialmente colpite da danno osseo legato ai trattamenti ricevuti. Le donne con tumore del seno hanno, inoltre, un rischio di frattura di circa il 31% più alto rispetto a donne sane.
A detta degli esperti, inoltre, le modificazioni del riassorbimento osseo, nei pazienti oncologici, possono predisporre all’insorgenza di metastasi scheletriche, determinando quella che si definisce “nicchia pre-metastatica”. “La malattia neoplastica – spiega Marialuisa Appetecchia, Responsabile dell’Endocrinologia IRE- dipende dall’interazione tra cellula cancerosa e microambiente. Recenti studi hanno fornito nuove interpretazioni in tema di sopravvivenza, espansione, invasività e quiescenza della cellula neoplastica.
Sopratutto per quanto riguarda il tumore del seno, è di osservazione clinica non rara la comparsa di metastasi osteo-midollari dopo decenni (5-25 anni) dalla diagnosi iniziale, il che fa pensare a una lunga sopravvivenza di cellule cancerose, di tipo staminale, disseminate in una fase precoce di malattia. Le cellule cancerose disseminate formano una nicchia osteo-midollare. Queste cellule tumorali “dormienti” godono di un vantaggio di sopravvivenza, essendo resistenti alle chemioterapie, efficaci limitatamente a un “target” di cellule proliferanti. Inoltre questa sorta di “nascondino” protegge le cellule neoplastiche anche dall’attivazione della risposta immunitaria.”
“Smascherare tali meccanismi – prosegue Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – può aprire la strada a nuove terapie rivolte miratamente a contrastare il “risveglio” delle cellule inattive, e quindi il passaggio da micrometastasi silenti a macrometastasi sintomatiche.” Di tutto questo si è parlato oggi all’Istituto Regina Elena all’incontro “La salute dell’osso nel paziente oncologico: stato dell’arte e prospettive future”, Responsabile Scientifico Marialuisa Appetecchia L’osso è un tessuto in continuo cambiamento. Sin dalla nascita è costantemente sottoposto a rimodellamento: il tessuto osseo maturo viene eliminato (riassorbimento osseo) e ne viene deposto di nuovo (neoformazione ossea) che una volta mineralizzato acquista caratteristiche di robustezza, solidità ed elasticità. La malattia oncologica e le terapie antitumorali sono responsabili della modificazione del metabolismo osseo. Il paziente a rischio di sviluppare eventi scheletrici è indirizzato presso l’ambulatorio dedicato alla patologia dell’osso dell’Istituto Regina Elena. La presa in carico del paziente è importante anche alla luce delle nuove scoperte che vedono nell’alterazione dell’osso del paziente oncologico una “nicchia pre-metastatica”.
“L’ambulatorio dedicato di osteoncologia dell’ Endocrinologia IRE – evidenzia Appetecchia – lavora alla definizione di percorsi ed alla formazione di una Rete per la gestione del paziente.”
“La prospettiva di studio più immediata – conclude Ciliberto – è l’identificazione precoce del paziente a rischio e del farmaco specifico per ciascun soggetto, al fine di contenere la spesa farmaceutica e i costi sociali legati alle fratture. Di certo l’obiettivo più ambizioso è la prevenzione di eventi scheletrici metastatici attraverso terapie a bersaglio molecolare osseo.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cercasi candidato con scheletro nell’armadio

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

Editoriale Fidest. Il decadimento dei costumi in Italia come altrove ha assunto un andazzo di tale portata che si è inclini a credere che possano fare carriera in politica, come per le altre professioni di alto rango nel pubblico e nel privato, solo chi dimostra d’avere qualcosa da nascondere tra i suoi vizi capitali. Qui non parliamo di peccatucci da “berlina” come ci ricorda il Giusti nella sua poesia, ma di cose di un certo spessore. Andare a prostitute? E’ un peccatuccio. Diventa qualcosa d’altro se si frequentano le transessuali. Si è omosessuali? E’ nella norma. Non lo è se si è pederasti. Si frequentano i mafiosi? Poco importa. E’ tutt’altra cosa essere un mandante, e così via. Tutto questo è stato ben impacchettato nella logica consumistica dei nostri tempi, dove le parole valgono se sono false, vuote, retoriche, che non nascono dal cuore. Un tempo il politico si recava ai comizi in provincia in treno o a bordo di una vecchia auto prestata da un amico per l’occasione. Oggi quello che vale, e lo laurea all’attenzione degli elettori, è la cromatura della sua auto fuori serie, possibilmente blindata e con scorta. La politica, in questo modo, è diventata non più servizio, non più votata alla castità dei costumi e nella semplicità d’animo e di propositi, ma è un marchingegno sempre più sofisticato e legato a interessi compositi. Gli elettori, in questo modo si trasformano da persone a numeri e come tali sono contati. E questa “massa informe” può accontentarsi di un messaggio in cui identificarsi istintivamente. Vivere, in tal modo, all’ombra di chi è in cima, significa sperare di poter beneficiare della sua luce riflessa. In questa chiave di lettura si punisce chi si fa sorprendere con le mani nella marmellata, perché si può aspirare e mantenere un posto privilegiato solo se gli scheletri restano una nota confidenziale tra il peccatore e il suo “confessore”. E’ alla base del ricatto. Così è accaduto a una storia balzata agli onori della cronaca politica di recente. Finchè la parte in causa teneva celato il suo segreto, mentre chi pensava di poterlo ricattare al momento giusto, fingendo, nel frattempo, di non saperlo, tutto filava liscio. Ma se vi fosse stato un terzo incomodo a rompere le uova nel paniere, scoprendo il mistero, il ricatto finiva e di conseguenza l’interesse del ricattatore. Ma, a questo punto, andavano anche protetti gli altri “segreti” se la sorgente del male proveniva dalla stessa fonte per cui era necessario tacitare senza mezzi termini la fonte di un siffatto chiacchierio. Ed eccoti qui la ragione di altri delitti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »