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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘Schengen’

Schengen: PE vuole limitare la durata dei controlli alle frontiere interne

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Controlli interni inizialmente limitati a due mesi invece che a sei L’estensione massima dovrebbe essere di un anno invece che di due I deputati chiedono limiti temporali e condizioni più stringenti per i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen.Il Codice Frontiere Schengen, attualmente in fase di revisione, consente agli Stati membri di effettuare, in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna, controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen.Il Parlamento e il Consiglio hanno avviato la discussione sulla revisione delle norme all’inizio di quest’anno, ma hanno deciso di sospendere i negoziati dopo che è risultato evidente che un compromesso non era raggiungibile.Con la votazione di giovedì, il Parlamento ha confermato la sua posizione in merito alla revisione delle norme attuali, che consiste nel ridurre il periodo iniziale dei controlli alle frontiere da sei mesi (come avviene attualmente) a due mesi e nel limitare l’eventuale proroga a un periodo massimo di un anno, anziché a due anni.In caso di estensione dei controlli temporanei alle frontiere oltre i primi due mesi, i deputati vogliono che i paesi Schengen forniscano una valutazione dettagliata dei rischi. Oltre a ciò, ogni ulteriore estensione dei controlli alle frontiere oltre i sei mesi dovrà essere valutata dalla Commissione, per verificare che la richiesta sia conforme ai requisiti giuridici, ed essere autorizzata dal Consiglio UE. Infine, il Parlamento dovrebbe essere maggiormente coinvolto nel processo.

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Extending the Schengen area to include Bulgaria and Romania

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

MEPs reiterated on Monday their call on EU Council to take a swift and affirmative decision to include Bulgaria and Romania as fully-fledged members in the Schengen area. The non-legislative report was adopted by 514 votes to 107, with 38 abstentions.A two-step approach – first ending checks at internal sea and air borders, followed by stopping checks at internal land borders – would pose a number of risks and could negatively impact the future enlargement of the Schengen area, say MEPs. The decision should therefore be taken in the form of a single legal act.Parliament also calls on EU Ministers to decide on Croatia’s Schengen accession as soon as Croatia has successfully met the required criteria.The deferral of Bulgaria’s and Romania’s full accession to the Schengen area has brought about negative consequences not just for the two countries, but also for the EU as a whole, say MEPs.They highlight that maintaining internal border controls or reintroducing them in the Schengen area undermines citizens’ trust in the European institutions and integration. It also has a negative economic impact on the EU’s internal market and exports and imports to and from Bulgaria and Romania, MEPs stress.They also underline that the enlargement of the Schengen area or the free movement of EU citizens should not be negatively impacted by the shortcomings in other EU policies such as asylum and migration policy.Rapporteur Sergei Stanishev (S&D, BG) said: “Today the Parliament went beyond its repeated calls for immediate accession of Bulgaria and Romania to the Schengen area by insisting on full accession with all borders – land, maritime and air. We categorically reject partial accession, as it not only lacks any legally sound justification, but also entails a number of economic, social and political downsides for the whole EU.”

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New rules for temporary border controls within the Schengen area

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

The Schengen Borders Code, currently under revision, allows member states to carry out temporary checks at internal borders within the Schengen area, in the event of a serious threat to public order or to internal security.In a plenary vote on Thursday establishing Parliament’s position for negotiating with EU ministers, MEPs agreed that:
the initial period for border checks should be limited to two months, instead of the current six-month period, and
border checks couldn’t be extended beyond one year, halving the current maximum limit of two years.MEPs highlighted that as the free movement of persons is affected by temporary border checks, these should only be used in exceptional circumstances and as a measure of last resort.Schengen countries should provide a detailed risk assessment if temporary border checks are extended beyond the initial two months. Furthermore, any subsequent extension of border checks beyond six months would require the Commission to state whether the prolongation follows the legal requirements or not and should be authorised by the EU Council of Ministers. MEPs also want the Parliament to be more informed and involved in the process.
Rapporteur Tanja Fajon (S&D, SI) said: “Schengen is one of the EU’s greatest achievements. However, it has been put at serious risk due to ongoing illegal controls at internal borders by six states for more than three years, despite a two-year maximum period. This shows how ambiguous the current rules are and how states misuse and misinterpret them. If we want to save Schengen, we need to put a stop to this and establish clear rules.”
The text was adopted by 319 votes to 241, with 78 abstentions. The talks with EU ministers can start now as the Council has already agreed on its position in June.

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Schengen: nuove norme per i controlli temporanei alle frontiere nazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Per i deputati europei, i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen dovrebbero essere limitati a un periodo massimo di un anno invece degli attuali due.Il Codice Frontiere Schengen consente agli Stati membri di effettuare controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen, in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna.Nella votazione in Plenaria che ha stabilito la posizione del Parlamento per negoziare con i ministri dell’UE (Consiglio), i deputati hanno sostenuto i seguenti punti:
il periodo iniziale per i controlli alle frontiere dovrebbe essere limitato a due mesi, invece dell’attuale periodo di sei mesi, e i controlli alle frontiere non potranno essere prolungati oltre un anno, dimezzando l’attuale limite massimo di due anni.
I deputati hanno sottolineato che, poiché la libera circolazione delle persone è interessata dai controlli temporanei alle frontiere, questi dovrebbero essere utilizzati solo in circostanze eccezionali e come misura di ultima istanza.I Paesi dell’area Schengen dovranno fornire una valutazione dettagliata dei rischi se i controlli temporanei alle frontiere interne verranno prolungati oltre i due mesi iniziali. Qualsiasi successiva estensione dei controlli oltre i sei mesi dovrà soddisfare i seguenti requisiti:
· una dichiarazione di conformità ai requisiti giuridici della Commissione europea
· un’autorizzazione del Consiglio dei ministri dell’UE.
I deputati chiedono inoltre che il Parlamento sia maggiormente informato e coinvolto nel processo.

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Il costo per un’Europa senza Schengen

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

· Schengen: 26 Paesi, 400 milioni di persone e 50.000 chilometri di frontiere esterne
· Parlamento condanna la reintroduzione dei controlli alle frontiere
· Se tutti i Paesi reintroducessero in modo permanente i controlli, il costo sarebbe tra i 100 e i 230 miliardi di euro in 10 anni.
Gli Stati membri dovrebbero “promuovere la fiducia reciproca nel funzionamento dell’area Schengen, la solidarietà e la coesione”, hanno affermato mercoledì i deputati.La prima relazione annuale sullo stato di Schengen, l’accordo tra 26 Stati membri che abolisce il controllo dei passaporti alle frontiere, affronta le principali carenze nell’attuazione delle norme di Schengen ed è stata approvata con 439 voti favorevoli, 157 contrari e 80 astensioni.
I deputati condannano il continuo ripristino dei controlli alle frontiere interne causate dell’inadeguatezza dell’attuale sistema comune europeo di asilo e dalla mancanza di volontà politica, solidarietà e ripartizione delle responsabilità.La maggior parte di questi controlli non sono né necessari, né proporzionati e sono dunque illegittimi, dice il testo approvato. Attualmente sono sei i Paesi dell’area Schengen che applicano controlli alle frontiere: Francia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia.I deputati condannano inoltre qualsiasi costruzione di barriere fisiche, comprese recinzioni, tra gli Stati membri.Misure da adottare per ripristinare la fiducia in Schengen
· Una risposta efficace dell’Unione alle operazioni di ricerca e salvataggio in mare per salvare vite umane
· Garantire da parte della autorità nazionali delle procedure di rimpatrio rapide ed efficaci, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali
· Eseguire una decisione di rimpatrio presa da un altro Stato membro, piuttosto che rinviare un immigrato irregolare nel primo Stato membro che l’ha emessa
· Garantire infrastrutture, alloggi e condizioni di vita adeguati per tutti i richiedenti asilo, specialmente per minori non accompagnati e famiglie con minori, così come donne in situazioni vulnerabili
· Riformare il sistema d’informazione Schengen (SIS) sulle seguenti questioni: protezione dei minori a rischio o scomparsi, scambio immediato di informazioni sul terrorismo e sulle decisioni di rimpatrio.
I deputati ribadiscono che Bulgaria e Romania sono pronte ad aderire all’area Schengen e invitano il Consiglio ad approvarne l’ingresso. I deputati sottolineano inoltre che negli ultimi anni l’Ue ha adottato misure per rinforzare lo spazio Schengen, come l’istituzione dell’Agenzia europea delle frontiere e della guardia costiera, controlli sistematici alle frontiere esterne in ingresso e in uscita per cittadini non UE e un nuovo sistema di registrazione degli ingressi e delle uscite.

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Ripristinare la fiducia nel sistema di Schengen

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Parlamento europeo. Proposte per instaurare nuovamente la fiducia reciproca tra gli Stati membri sul funzionamento dello spazio Schengen saranno discusse martedì e votate mercoledì.La prima relazione annuale sullo stato di Schengen, l’accordo tra 26 Stati membri che abolisce il controllo dei passaporti alle frontiere, affronta le principali carenze nell’attuazione dell’acquis di Schengen, ma anche i progressi compiuti nel combatterle e le iniziative future.I deputati condanneranno il continuo ripristino dei controlli alle frontiere interne e la costruzione di barriere fisiche, comprese recinzioni, tra gli Stati membri.Si stima che il costo della non attuazione di Schengen per tutti i Paesi negli ultimi due anni sia compreso tra i 25 e i 50 miliardi di euro. Se tutti i Paesi reintroducessero in modo permanente i controlli alle frontiere, il costo in 10 anni si aggirerebbe tra i 100 e i 230 miliardi di euro. Secondo l’Istituto transnazionale (TNI), i Paesi europei hanno costruito più di 1200 chilometri di muri e frontiere per un costo di almeno 500 milioni di euro.

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Fallimento dell’accordo di Schengen

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

Schengen“Troviamo inqualificabile l’assenza del presidente del Consiglio Gentiloni e del ministro degli Esteri Alfano che sono andati via eludendo il dibattito parlamentare alla vigilia del Consiglio europeo.Gentiloni e Alfano hanno avuto enormi responsabilità quando ricoprivano le cariche al vertice della Farnesina e dell’Interno. Su di loro grava il fallimento dell’accordo di Schengen perché con la politica delle porte aperte ai flussi migratori hanno costretto l’Austria, la Francia, la Germania e la Svizzera a chiudere le frontiere: accogliamo tutti, poi li spediamo in Germania che li rispedisce in Svizzera che li rimanda da noi. L’Italia inoltre si è inventata la protezione umanitaria, uno status non contemplato nel diritto internazionale da cui deriva la normativa sull’asilo politico creando una vera e propria invasione di migranti economici. Rispetto alla Turchia, il Governo Gentiloni ha un atteggiamento ondivago mentre dovrebbe lavorare affinché l’Unione Europea abbia una posizione ferma e credibile. Per quanto riguarda la difesa europea, siamo convinti che l’Esecutivo debba aumentare le spese per la difesa militare non solo per comprare nuove armi ma per aumentare le dotazioni e l’equipaggiamento di sicurezza dei militari e per l’addestramento e al contempo impegnarsi a formare un primo nucleo dell’esercito europeo”. È quanto ha dichiarato in aula il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Edmondo Cirielli intervenendo sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla vigilia del Consiglio europeo.

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Schengen area: present and future

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

Civil Liberties MEPs will assess the current state of the Schengen cooperation and what to be expected in the near future dSchengenuring a hearing on Wednesday afternoon with representatives of the Commission and Frontex, as well as academics. The passport-free area has come under stress following the large-scale influx of migrants over the last few years. The reintroduction of temporary border controls by several member states has prompted comments that the Schengen cooperation was dead or should be abolished.Commissioner Avramopoulos will present his views on the present state of affairs of the Schengen cooperation. Currently Germany, France, Austria, Sweden, Denmark and Norway (not an EU member state, but part of the Schengen area) have re-imposed checks in the internal borders. MEPs will then discuss two studies focused on these temporary controls, with the aim to determine their impact and look at ways to return to normal Schengen rules.
Frontex executive director Fabrice Leggeri will explain the role of the new European border and coast guard. MEPs will also debate the new Schengen evaluation mechanism and the future of Schengen related information systems, including the recent proposal by the Commission to introduce a European Travel Information and Authorisation System (ETIAS) for visa-exempt travellers. Data protection aspects of these tools will be discussed with the assistant European Data Protection Supervisor.

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In difesa di Schengen: il dibattito in plenaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2016

SchengenStrasburgo Parlamento europeo, mercoledì 11 maggio. In vista della discussione in Consiglio e Commissione di mercoledì prossimo come ripristinare il completo funzionamento dell’area di libero transito di Schengen si rende necessario il dibattito a seguito della decisione di alcuni Stati membri che costituiscono il cuore della zona Schengen di reintrodurre controlli alle frontiere o di chiudere temporaneamente i propri confini, in risposta all’arrivo nell’UE di un numero crescente di migranti e richiedenti asilo. Un gruppo di Stati membri (Austria, Germania, Francia, Belgio, Danimarca e Svezia) ha recentemente comunicato alla Commissione la propria volontà di prolungare i controlli temporanei alle frontiere interne per ulteriori sei mesi. La Commissione ha deciso, mercoledì 4 maggio, di proporre al Consiglio di prolungare tali “controlli proporzionati” alle frontiere interne in Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia (non uno stato membro dell’UE, ma parte dello spazio Schengen) per un periodo massimo di sei mesi (che possono essere ulteriormente rinnovati per un periodo massimo di due anni e per non più di tre volte).

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The economic costs of non-Schengen: what the numbers tell us

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2016

schengenThis Policy paper by Dr Anna auf dem Brinke, research fellow in our office in Germany, the Jacques Delors Institut – Berlin, shows how the end of Schengen would undermine the euro area, the single market, and the European integration process. It explains who should save Schengen and why.Schengen stands for border-free travel and has been a European success story. But the agreement from 1995 has come under considerable pressure from two sides: the unprecedented influx of refugees and the threat of terrorism. A number of countries in the Schengen area have introduced temporary border controls. While it is unclear how these measures would solve the two challenges and whether or not a better European solution to the problem could be found, it is certain that border checks would impose economic costs.Estimates from different studies show that the largest costs would occur in trade (around €11-47 billion per year). On top of it, there would be costs for commuters, tourism and the actual border controls (each about €5-6 billion per year). All in all, this economic damage of up to €63 billion per year in the Schengen area could threaten the stability of the euro area and undermine the efficiency of the European single market. Moreover, because of the importance of open borders for European integration, ending Schengen might give the impression of a weakened European problem-solving capacity. Can Schengen be saved? It could be a collective action problem. Schengen benefits everyone. Yet, the individual costs of saving may outweigh the collective benefits. Whenever that is the case, mobilizing a coalition is notoriously difficult. Still, there should be an overlap in interests in avoiding the economic damage so that a powerful coalition could emerge. This pro-Schengen camp should have a strong argument in its favour: Keeping Schengen alive will always be the cheaper option. (photo: )

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Schengen conviene a tutti. Come l’Unione Europea. Fatti e ragionamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2016

Uno studio della Cgia di Mestre ha valutato in oltre 10 miliardi di euro all’anno i costi che l’Italia dovrebbe sostenere se fossero ripristinati i controlli ai confini tra i Paesi (26 di cui 4 non Ue) che oggi partecipano a questo accordo di libera circolazione. Uno studio che ha preso spunto da altrettante valutazioni francese e tedesca. Studio che, per chi oggi non si accontenterebbe solo di abolire questo trattato, ma di praticschengenamente eliminare l’Unione magari con qualcosa di ibrido per alcuni scambi commerciali, non prende in considerazione tutti gli altri aspetti economici.
L’aria antieuropeista non è una cosa secondaria, visto l’avanzare dei vari movimenti e partiti contrari in alcuni Paesi dell’Ue e, soprattutto, le politiche di alcuni Paesi membri che pretendono di trarre dall’Unione solo quel che da’ loro un vantaggio tangibile e immediato: la politica di chi non va oltre il proprio naso non e’ una peculiarita’ solo delle politiche amministrative ed economiche del nostro Paese (che, invece, su Schengen, a nostro avviso, non si sta comportando male).
Scrivo quindi per fare l’elogio del nostro governo in merito e parlar male degli altri? Non mi interessa. Non sono una persona che si inquadra in schieramenti, ma ragiono solo a fatti specifici, valutandoli caso per caso: quello che dovrebbe essere la Politica (notare la “p” maiuscola).
E i fatti specifici sarebbero un elenco di dati positivi che non basterebbe tutta la mia vita residua per scriverne. Uno solo valga per tutti: i diritti che oggi in Italia abbiamo per gli utenti e i consumatori, per quanto siano molto sgangherati, inapplicati, violati e travisati, se non ci fosse stata l’Unione, oggi non li avremmo neanche sulla carta. E forse e’ teoricamente piu’ semplice fare battaglie per il rispetto della legge che non per l’introduzione di una nuova, perche’- per il rispetto- ci si puo’ sempre rivolgere ad altri poteri cosiddetti separati del nostro ordinamento (per esempio, la magistratura), mentre per l’introduzione di nuovi c’e’ solo la politica (che -in questo caso- e’ con la “p” minuscola). Ho scritto “forse”, perche’, non avendo buttato definitivamente la spugna (pur se la tentazione e’ umana e forte) mi do’ ancora qualche chance. In Aduc opero con questa logica.
Ma ora faccio un salto indietro, culturale, per significare cio’ che mi ha portato a concepire e mettere in pratica l’unica forma di politica ed economia che credo possa servirci per farci e per fare meno male, a noi umani e al nostro Pianeta nel suo complesso: il federalismo, come politica di riduzione del danno. Ci sono arrivato da giovane (avevo 12-14 anni, gli anni ’60 del secolo corso) quanto tutti i giovani che non badavano solo al calcio o a “rubare” un bacio a qualche compagna di classe, si cimentavano, oltre alla letteratura e alla musica tipica di quell’epoca e di quell’eta’, in letture come “Risorgimento liberale” di Piero Gobetti, il “Che fare” di Lenin, i vari testi di Bakunin o Cafiero o Gramsci o Engels, in una scuola che in storia non ti faceva mai arrivare a studiare le due guerre mondiali e in cui il fascismo non era storia, ma solo realta’ toccante e circolante dei tanti -per vari motivi- nostalgici di qualcosa. Mi incrociai casualmente con la lingua internazionale esperanto e cominciai -affascinato- a studiarla, per arrivare poi a scoprire -ancor piu’ affascinato- l’esistenza del “Manifesto di Ventotene”, quello scritto in quell’isola da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, li’ esiliati dal regime fascista dell’epoca, quell’isola che il nostro attuale capo del governo ha di recente visitato per significare la scelta sua e del suo governo in materia di Europa.
Questa nota autobiografica mi serve per meglio inquadrare la valutazione economica e cultural/politica che intendo fare per commentare i dati della Cgia di Mestre. Commento che, nella necessaria brevita’ di questo scritto esprimo in due modi:
– cultural/politico: si vuole tornare ad un’Europa dove spesso ci voleva il visto per spostarsi da un Paese ad un altro, un Europa in cui gli Stati si massacravano fra di loro per l’ardita volonta’ di supremazia del loro modello rispetto ad altri (forma estrema: il nazismo)?
– economico: basterebbero da soli i 10 miliardi all’anno della Cgia di Mestre… ma si possono semplicemente aggiungere tutti gli altri aspetti economici e finanziari del nostra quotidianita’: dal burro negli scaffali dei supermercati ai negozi di arredamento (tipo Ikea) che rendono piu’ vivibili le nostre case, dai voli aerei che con qualche decina di euro ci portano a Londra o Madrid al massiccio apporto di lavoratori dagli altri Paesi membri che qui stanno meglio loro e fanno stare meglio anche noi.
Questa, molto in sintesi, e’ la mia Europa che, per stare meglio, dovrebbe trasformarsi in Stari Uniti d’Europa, su modello istituzionale Usa. C’e’ un dato che manca, ed e’ quello che oggi sta mettendo in crisi l’Unione: l’arrivo dei rifugiati e degli immigrati. Dovrei aprire un altro capitolo, ma faccio una sola valutazione perche’, magari in momenti successivi a questo, ci sia un punto di partenza per ragionarci: siamo sicuri che l’arrivo di alcuni milioni di rifugiati ed immigrati possa mettere in crisi un territorio, un’economia e una cultura che coinvolge centinaia di milioni di persone (forse, in merito, gli Usa, il piu’ potente Stato del mondo, non ci hanno insegnato nulla?). Un’ottica che, ovviamente, deve andare di pari passo con la spasmodica voglia dei nostri imprenditori di investire in alcuni Paesi extra-Ue che non fanno altro che chiedercelo tutti i giorni? Un’ottica che deve confrontarsi anche con la necessita’ -su cui ognuno deve farci mente locale- se e’ il caso di continuare ad avere in casa quattro apparecchi tv e tre automobili, piuttosto che un paio di pc/tv e diverse biciclette che dovrebbero poter circolare dando salute a chi pedala e a chi le incrocia?

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L’UE deve superare la paura e le divisioni per preservare Schengen

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

SchengenNel dibattito di martedì con la Presidenza olandese e la Commissione, molti deputati hanno sottolineato che l’UE deve superare le paure e le divisioni che la paralizzano, ma anche gestire efficacemente la migrazione e i flussi dei rifugiati. Proteggere concretamente le frontiere esterne dell’UE è essenziale per salvaguardare l’area di Schengen. Alcuni deputati hanno inoltre chiesto tolleranza zero per gli attacchi razzisti e violenti contro i migranti e rifugiati.I deputati hanno evidenziato la necessità di rispettare il principio di non respingimento e discusso su come dovrebbe essere finanziata la struttura dei rifugiati in Turchia. Il ministro olandese per gli affari esteri, Bert Koenders, esprimendosi in nome della Presidenza del Consiglio, ha affermato che il flusso di migranti “deve essere ridotto”. A tal fine, le misure già concordate devono essere attuate, in particolare per quanto riguarda il ricollocamento e gli hotspot. Ha poi espresso particolare preoccupazione per la situazione umanitaria nei Balcani occidentali e per i rischi che corrono i minori non accompagnati che entrano in Europa. Dichiarazione di Bert Koenders. Il commissario per l’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha riconosciuto che “pochi progressi” sono stati finora compiuti negli Stati membri “in prima linea”, come pure in tutti gli altri. L’elenco delle cose da fare è lungo: la delocalizzazione, il reinsediamento, gli hotspot, i rimpatri. Per quanto riguarda Schengen, “la Commissione si sta preparando per ogni evenienza (…), ma non si tratta della fine di Schengen o di tagliare fuori uno Stato membro.” Sugli attentati di Colonia, Avramopoulos ha negato che tutti i rifugiati e gli immigrati rappresentino una minaccia per il nostro ordine pubblico: “Non lo sono”. Dichiarazione di Dimitris Avramopoulos. Il leader del gruppo PPE, Manfred Weber (DE), ha dichiarato che “non si tratta di mancanza d’idee ma di uno stallo, al Consiglio come pure in quest’Aula, (…) una divisione che dobbiamo superare per salvaguardare Schengen.” Ha quindi evidenziato che l’UE deve dotarsi di efficaci controlli alle frontiere, per sostenere le sue autorità e per permettere a Frontex di accedere al sistema di informazioni di Schengen. Ha quindi concluso, ricordando che “ci aspettiamo che coloro che sono ospitati e protetti nei Paesi UE, rispettino le sue culture e leggi”. Dichiarazione di Manfred Weber (PPE, DE)
Il leader dell’S&D, Gianni Pittella (IT), ha affermato che “c’è un virus che infetta l’Europa, il virus della paura”, che sta impedendo all’UE di prendere le decisioni giuste e minaccia di distruggerla. Pittella ha ammonito che i flussi di migranti in arrivo aumenteranno durante la primavera e sottolineato la particolare situazione di rischio dei bambini migranti. Dichiarazione di Giovanni Pittella (S&D, IT) “Non abbiamo mesi o anni per riscrivere il regolamento dell’UE, abbiamo solo un paio di settimane”, ha sostenuto Syed Kamall (ECR, UK). “Se gli Stati membri non sono in grado di gestire le proprie frontiere (…) allora non bisogna sorprendersi che altri vogliano lasciare la partita”, aggiungendo che “Schengen non ha bisogno di essere riscritto, ha bisogno di funzionare meglio”. Dichiarazione di Syed Kamall (ECR, UK)Il leader del gruppo ALDE, Guy Verhofstadt (BE) ha chiesto alla Presidenza UE di agire, in linea con l’articolo 78 del trattato (asilo e protezione internazionale), di assumere il controllo delle frontiere esterne dell’UE e di istituire una forza di risposta rapida. “L’Europa deve ottemperare a questo compito”, e ha aggiunto che la decisione di agire potrebbe essere presa durante il prossimo Consiglio europeo. Dichiarazione di Guy Verhofstadt (ALDE, BE)”La gestione della crisi dei rifugiati richiede più cooperazione, non scelte selettive di alcuni Stati membri che mettono in discussione le decisioni comuni” ha affermato Dimitrios Papadimoulis (EUL/NGL, GR). Ha ricordato che solo 400 rifugiati su 160.000 bloccati in Grecia e in Italia sono stati ricollocati fino ad ora. Rebecca Harms (Verdi/ALE) ha concordato sul fatto che sia necessaria una migliore gestione delle frontiere ma ha anche sottolineato che bisogna dare più sostegno ai rifugiati in Turchia, per assicurare qualcosa di più che la sola sopravvivenza. Dichiatrazioni di Dimitrios Papadimoulis (EUL/NGL, GR) e Rebecca Harms (Verdi/ALE, DE)”La gestione UE della migrazione è un completo fallimento (…) sta mostrando l’altra medaglia della solidarietà” ha detto Laura Ferrara (EFDD, IT). “Guardiamo agli effetti senza guardare alle cause” ha aggiunto, criticando anche i leader europei che scaricano le responsabilità alla Turchia. “Sveglia! Schengen è un fallimento e l’UE è un fiasco. Chiudiamo le frontiere e proteggiamo l’Olanda”, ha chiesto a Koenders Vicky Maeijer (ENF, NL)

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Dibattito sui rifugiati, controlli alle frontiere e futuro di Schengen

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

schengenStrasburgo 2 febbraio 2016. I deputati discuteranno martedì pomeriggio, con il primo Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, la crisi dei rifugiati e i controlli alle frontiere, sia esterne sia interne dell’area Schengen. Il 27 gennaio la Commissione europea ha ammonito che, per un periodo fino a due anni, potrebbero essere reintrodotti controlli sistematici sull’identità se la Grecia non risolverà alcune “gravi mancanze” nella gestione delle proprie frontiere esterne.Il Codice frontiere Schengen, che regola il funzionamento dell’area di libera circolazione, richiede che la Commissione e gli Stati membri coinvolti informino, il prima possibile, il Parlamento europeo e il Consiglio di qualsiasi motivo che potrebbe portare alla reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere. I deputati discuteranno anche il rispetto del principio internazionale di non respingimento.In totale, sono 26 i paesi che fanno parte dell’area Schengen, 22 Stati membri dell’UE e 4 Stati non membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L’Irlanda e il Regno Unito hanno scelto di non far parte dell’accordo, mentre Bulgaria, Croazia, Cipro e Romania sono candidati all”adesione.
In seguito dell’aumento dei flussi migratori e dei rifugiati, diversi paesi hanno temporaneamente ristabilito controlli alle frontiere nei mesi scorsi. Attualmente i controlli vengo effettuati in Austria, Francia, Danimarca, Germania, Norvegia e Svezia.
In base al codice frontiere Schengen, i controlli alle frontiere potrebbero essere reinseriti per un periodo di 10 giorni per motivi di “ordine pubblico e sicurezza nazionale”. Questi controlli potrebbero essere mantenuti e rinnovati per un totale di due mesi. Nel caso ci fosse un’evidente minaccia per la sicurezza interna, i controlli potrebbero essere mantenuti per un periodo di 30 giorni sino ad un massimo di 6 mesi. In “circostanze eccezionali” potrebbero essere prolungati per due anni.

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“Schengen” : course contre la montre ou jeu de dupes?/”Schengen”: a race against the time or a fools’ game?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2016

La crise de l’espace Schengen est une crise de solidarité, mais surtout une crise de confiance, entre des copropriétaires qui ne souhaitent pas quitter leur maison commune. Elle donne lieu à une course contre la montre entre retour des contrôles aux frontières nationales et européanisation des contrôles aux frontières extérieures, dont l’issue doit permettre de renforcer “Schengen”. Tel est l’objet de ce Mot d’Yves Bertoncini et António Vitorino structuré autour de 3 idées principales:
1. Face à la crise migratoire: une solidarité au forceps, une défiance persistante
2. Face à la menace terroriste: une solidarité instinctive, une confiance à construire
3. Une crise de copropriétaires à dénouer ce printemps… ou à l’horizon 2018
Ils concluent que la course contre la montre engagée entre contrôles aux frontières nationales et européennes serait un jeu de dupes si elle occultait que l’essentiel pour les Européens est d’agir bien au-delà des frontières, afin de s’attaquer à la source aux conflits engendrant un afflux massif de réfugiés et des foyers terroristes.
The “Schengen area” crisis is not merely a crisis in solidarity, but also, primarily, a crisis in the trust between co-owners that have no wish to move out of their shared abode. It makes for a race against time between bringing back national border controls and the Europeanisation of external border controls, a race whose conclusion must allow us to reinforce Schengen. In this Viewpoint, Yves Bertoncini and António Vitorino focus on three key issues:
1. Addressing the migrant crisis: enforced solidarity, ongoing mistrust
2. Addressing the terror threat: an instinctive solidarity, but a trust that has yet to be built
3. A crisis of co-owners to solve this Spring… or in 2018
They conclude that the race against time between national and European border controls will be a fools’ game if it obscures the fact that the essential thing for Europeans is to act beyond borders and attack the source of con­flicts that have created a massive flow of refugees and terrorist safe havens. (foto: Schengen)

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Austria: “annullate temporaneamente” le regole di Schengen

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2016

Dopo l’annuncio da parte del Cancelliere austriaco Werner Faymann della decisione di “annullare temporaneamente” le regole di Schengen sulla libera circolazione in Europa e di rafforzare il controllo delle persone alle frontiere, dalla Regione Friuli Venezia Giulia si rende noto “il rammarico per una decisione che si spera non infici le ottime relazioni transfrontaliere del Friuli Venezia Giulia con l’Austria e l’auspicio che la sospensione sia veramente temporanea. La Regione non ha ovviamente competenza su questo tipo di situazioni ma, se ci saranno, valuterà tempestivamente le eventuali ricadute sul territorio e i provvedimenti conseguenti. Sono già stati presi i primi contatti con le Autorità centrali del Governo italiano, che stanno monitorano gli sviluppi”.

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Barbara Spinelli: detenzione dei richiedenti asilo e uso della forza per il prelievo delle impronte: “Se questo è il prezzo di Schengen, no grazie!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2015

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. Nel corso della seduta Plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo si è svolto il dibattito su “Detenzione dei richiedenti asilo e uso della forza nei loro confronti”, preceduto dalle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione.La deputata Barbara Spinelli (Gue-Ngl) ha preso la parola alla presenza di Dimitris Avramopoulos, Commissario per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, e Nicolas Schmit, ministro del Lavoro lussemburghese, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio.«Leggo nel comunicato della Commissione sugli hotspot italiani che Roma deve “dare una cornice legale all’uso della forza” per il prelievo di impronte e le detenzioni prolungate. Sarà difficile, dicono i giuristi, a meno di violare due articoli della Costituzione: il 13 e il 24. Mi chiedo anche come l’Unione intenda far fronte a detenzioni e violenze verso i rifugiati che si estendono: in Ungheria, Bulgaria, Polonia, Francia, Spagna.«In Italia le espulsioni forzate sono attuate anche quando i giudici sospendono i rimpatri. Il governo danese confisca da domenica scorsa i gioielli dei rifugiati – anelli nuziali esclusi – per pagarne i costi.«È grave che tali misure siano presentate come urgenti e obbligatorie “per salvare Schengen”. Che il Presidente del Consiglio Europeo Tusk raccomandi 18 mesi di reclusione dei richiedenti asilo, sempre “per salvare Schengen”. Che non siano invece considerati obbligatori il non-refoulement, l’habeas corpus, la ricerca di alternative alla detenzione sistematica, la non coercizione su persone vulnerabili o minori.«Non ci si può limitare a imporre solo misure repressive mentre la Carta, i trattati, il pacchetto asilo del 2013 prevedono diritti e clausole discrezionali ben più vincolanti.«Se questo è il prezzo di Schengen: No grazie! – come cittadina europea rinuncio volentieri a Schengen, senza esitare».

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Civil liberties committee to debate situation at Schengen internal borders

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2015

SchengenThe debate will take place on Thursday, 1 October, from 10.45 to 11.45. The civil liberties committee will debate the current situation at the borders inside the Schengen area in the wake of the temporary reimposition of border controls by some member states with Commission representatives on Thursday morning. The Commission is required to monitor the situation closely and keep Parliament and the Council fully informed under the
Borders Code.Parliament passed a resolution 10 September restating its commitment to “open borders within the Schengen area, while ensuring effective management of external borders”.”Free movement of people within the Schengen area has been one of the biggest achievements of European integration,” Parliament said.

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The Schengen area under threat: problem or solution?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

SchengenThis synthesis by Yves Pascouau and Martina Menghi presents the main discussion points and subjects evoked during the event “The Schengen area under threat: Problem or solution?” organized on 26 June, 2015 in the Hôtel de l’Industrie by the Jacques Delors Institute, the European Movement – Paris and the Société d’encouragement pour l’industrie nationale (Trust for National Industries).
After a word of welcome by Jean-Claude Houdoin, president of the European Movement Paris, the debate, which was moderated by Yves Pascouau, associate senior research fellow at the Jacques Delors Institute and director at the European Policy Centre, began between:
Johannes De Ceuster, Head of unit “Border management and Schengen”, European Commission;
Marietta Karamanli, Socialist MP, French National Assembly;
António Vitorino, President of the Jacques Delors Institute and former European Commissioner for justice and internal affairs. (photo: Schengen)

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The consequences of the end of Schengen

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

schengenThis fictional political skit, realized by Yves Pascouau, Associate Research Fellow at the Jacques Delors Institute and Director of the European Policy Centre, attempts to explore the consequences of the permanent reestablishment of internal border controls in the Schengen area. In the year 2020, member-states decided to put an end to the freedom of movement of people in its current form.
The implications of this decision on Europeans’ everyday lives are analyzed via the revealing experience of a frontier worker, a tourist, and an economist.The impact of this decision on public finances is also raised through a conversation between the President of France and his Minister of Finance. (Photo: Schengen)

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Schengen governance and technology: MEPs and experts to debate state of play

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

Plans for reforming the rules governing the Schengen border check-free area, its current functioning and possible enlargement will be debated at a Civil Liberties Committee hearing on Schengen and border management on Wednesday and Thursday. Other issues to be discussed include the latest technological developments and the new “smart border” proposals.Free movement of citizens, considered one of the main achievements of the European integration, is today ensured in an area encompassing EU member states (except for the UK, Ireland, Cyprus, Bulgaria and Romania), Iceland, Norway, Switzerland and Liechtenstein.The hearing on Schengen will start on Wednesday at 17.00 with the state of play regarding Schengen governance, including an intervention by European Commissioner for Home Affairs, Cecilia Malmström, and Irish Minister for Justice, Equality and Defence, Alan Shatter.It will continue the next day at 9.00 with a state of play on technology, including the Schengen Information System (SIS) II, the Visa Information System (VIS) and biometric passports as well as further developments including the latest proposals on smart borders.

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