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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘schiave’

Prostituzione: Amnesty International su depenalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2015

prostituzione“Se anche Amnesty International, la più importante associazione al mondo per la difesa dei diritti umani, si schiera, a sorpresa, a favore della depenalizzazione della prostituzione è la prova che se si affronta il problema senza condizionamenti ideologici si arriva all’unica soluzione ragionevole per regolarizzare un fenomeno che assume molto spesso i contorni dello sfruttamento sessuale, e non solo, della persona”. Così la senatrice del Pd Maria Spilabotte, prima firmataria del disegno di legge per la regolamentazione della prostituzione, commenta la presa di posizione da parte di Amnesty International a favore della depenalizzazione della prostituzione.
“Dopo questa presa di posizione – prosegue Spilabotte – è ancora più difficile contestare l’approccio regolamentaristico al fenomeno della prostituzione da parte delle associazioni cattoliche e del femminismo radicale e da quanti sembrano dimenticare le tante schiave del sesso che popolano le strade delle nostre città. Affrontare con obiettività e lucidità il fenomeno della prostituzione senza falsi moralismi e pregiudizi ideologici significa fare una buona legge che sia in grado di strappare tante donne dalle mani di ignobili sfruttatori.”Tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione – aggiunge – sono aspetti terribili di questo fenomeno che con il mio ddl intendo contrastare fermamente e le statistiche ci dicono che la prostituzione in strada è il loro terreno di coltura privilegiato. Certo le posizioni da conciliare sono tante, ma io credo che con un poco di buon senso e con una proficua collaborazione qualcosa di buono da questa discussione possa essere prodotto. L`importante sarà non lasciarsi andare a derive autoritaristiche o a crociate moralizzatrici”, conclude la senatrice Pd.

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Schiave

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Trafficate vendute prostituite usate gettate. Donne «Simbolo di ogni schiavitù è la catena: strumento che toglie alla persona libertà di azione per sottometterla al volere di un’altra. E come la catena è formata da molti anelli, così è la catena di queste nuove schiave del ventunesimo secolo. Gli anelli hanno dei nomi e sono quelli delle vittime e della loro povertà, degli sfruttatori con i loro ingenti guadagni, dei clienti con le loro frustrazioni, della società …». di Anna Pozzi e Eugenia Bonetti prefazione di Dacia Maraini Edizioni San Paolo 298 pagine € 18,00

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Violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Schiave, violentate, uccise, donne raccattate qua e là, senza un briciolo di umana desolazione, dietro la disumanità  del potere,  del dominio, della forza, che afferra, prende e getta via, come fanno quegli uomini che non hanno commozione agli occhi del cuore, solamente disonore dalla pancia alle tasche piene di dolore altrui.  Donne ridotte a cose, che stanno alla catena con le caviglie legate, con le palpebre abbassate, con il cuore strappato, dentro una bugia travestita di domani che forse non ci sarà. Donne prese per il bavero, scaraventate ai bordi delle strade, lasciate lì  a invecchiare dentro una minaccia, un insulto, un colpo di taglio, donne a morire senza proferire parola, lamento, una preghiera inascoltata. Donne di tutti i colori del mondo che non esistono più, donne nel solo colore del fondo, dove tutti gli uomini dovrebbero saper guardare per non consentire ulteriore degrado umano. Donne per strada, senza considerazione, dove non rimane neppure ipotesi di residenza, di  cittadinanza, ai  metri del pudore  e della compassione, donne messe di lato, costrette a stare senza fissa dimora, se non quella della morte che verrà domani, perché oggi è tempo di sangue e lacrime che debbono ancora essere versate. Bambine, donne, mamme, nella tempesta, nella sete, nella fame, a sopravvivere nella violenza subita, nell’omertà imposta e consolidata dalla paura, nella sottomissione bieca e cieca, dove nulla è risparmiato, neanche un conforto, un sollievo, una speranza di farcela fino a domani. Donne svestite, donne alla rinfusa, piccole cose lasciate qua e là, fintamente alla meglio, per essere trovate subito all’occorrenza, quando si fa impellente l’inadeguatezza, l’inferiorità, quella che non è possibile celare, ma che prima o poi rende quel che ingiustamente è stato rubato  a chi non può sottrarsi, difendersi, dire no. Donne ripudiate, cancellate, uomini alla sbarra di nessuna coscienza, al saldo dell’offerta, della richiesta, del mercato che non ha mai conclusione, nel ribasso e nel  rialzo di una comunicazione malata, di una informazione deviante. Donne bambine e donne adulte, senza più un ruolo e un valore, donne tra i conati di vomito di un pregiudizio, a metà  strada di un giudizio, di una condanna che non le libera né le assolve, sono donne anche queste, ma non possono gridare, imprecare, scappare da un morso, da un giogo, stanno in piedi a fatica, per non morire una volta di più, donne da usare, da consumare, da svuotare alla fossa  scavata dall’indifferenza, dalla distrazione, dall’attenzione deviata. Donne percosse in casa, sfruttate in strada, scosse dalla ferita che non rimargina, a dissanguare, donne afferrate e piegate, a cui non dare rispetto, né  amore, donne come oggetti che cambiano di posto, di interesse, di un comodo appoggio, che non sanno ancora come siamo avversi e contrari al fiore che non resiste alla bellezza del sole. Donne che passano di mano, mettono a nudo l’assenza e la fuga di giustizia, di quanti parlano bene e agiscono male,  togliendo libertà e dignità, che invece sono da proteggere, conseguire e consegnare a chi ancora non ce l’ha. (Vincenzo Andraous)

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