Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘schiavitù’

Tratta e sfruttamento

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Secondo le stime, nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o sfruttamento, costrette di fatto in condizioni di schiavitù, e ben 1 su 4, 10 milioni, avrebbe meno di 18 anni. Una realtà perlopiù sommersa che, rispetto a un così grande numero di minori coinvolti, trova conferma nei pochi dati disponibili sui casi segnalati nel 2019 da 164 paesi del mondo, più di 108.000, il 23% dei quali relativi a minorenni e, in 1 caso su 20, addirittura a bambini con meno di 8 anni . Si tratta di bambini e adolescenti spesso privati anche del diritto all’educazione visto che il 10% non ha mai frequentato la scuola e circa un quarto non è andato oltre la scuola media. In Europa, i dati della Commissione sono fermi ai circa 20.000 casi della rilevazione del 2015-2016, che confermano la proporzione di un quarto per i minori e segnala la prevalenza di vittime di sesso femminile (68%). Anche in Italia tratta e sfruttamento coinvolgono minori giovanissimi e l’emergenza Covid-19 ha reso le vittime ancora più isolate e difficilmente raggiungibili. Alla vigilia della Giornata Internazionale Contro la Tratta di Esseri Umani, Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – diffonde la X edizione del rapporto “Piccoli schiavi invisibili”, una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori in Italia, con una attenzione specifica per le vittime del sistema dello sfruttamento sessuale e della loro vulnerabilità, anche in relazione all’impatto dell’emergenza per la pandemia di Covid-19. Una fotografia che rappresenta solo in minima parte di un fenomeno, prevalentemente sommerso, che con l’emergenza Covid-19 ha visto trasformare alcuni modelli tipici della tratta e dello sfruttamento dei minori. I gruppi criminali dediti allo sfruttamento sessuale in particolare sono stati ovunque rapidissimi nell’adattare il loro modello operativo attraverso l’uso intensivo della comunicazione online e dello sfruttamento nelle case, “indoor”, e il lockdown ha costretto le istituzioni e le organizzazioni non governative ad affrontare maggiori difficoltà nelle attività di prevenzione e supporto alle vittime.
A livello globale, tra gli effetti più diretti che riguardano i minori, il lockdown ha limitato da un lato gli spostamenti e la possibilità per le vittime di incontrare altre persone, trovare aiuto o fuggire, dall’altro, con la chiusura delle scuole che in molti casi sono l’unica occasione di un pasto quotidiano garantito, ha spinto tantissimi bambini in strada in cerca di cibo o di reddito esponendoli al rischio di essere sfruttati o diventare vittime di traffico, mentre ha iper-esposto al mondo digitale tanti altri accrescendo il rischio di finire vittime dell’adescamento dei predatori sessuali della rete. Il cybercrime connesso alla tratta e sfruttamento ha sviluppato nel tempo enormi capacità operative, con l’aumento della richiesta di sevizi erotici online, in video-chat o webcam durante il lockdown. A questo fenomeno se ne associa un altro, con caratteristiche diverse, che vede sempre come vittime i minori, e che riguarda le torture e le coercizioni perpetrate per produrre e commercializzare materiali pedopornografici. Secondo la Commissione Europea la domanda di materiale pedopornografico sarebbe aumentata durante il lockdown fino al 30% in alcuni Stati membri dell’Unione. Secondo i profili dell’EUROPOL, inoltre, il 30% degli offender che sono in possesso di materiale pedopornografico e attivi negli scambi online e nella darknet è anche coinvolto direttamente nelle azioni di coercizione ed estorsione sessuale che coinvolgono i minori.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Basta con la schiavitù nei campi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Il 3 settembre scorso l’Unione Sindacale di Base si era confrontata con il governo a Foggia durante la prima riunione del tavolo interministeriale sul lavoro agricolo, chiesto a lungo e a gran voce da USB. Si era parlato dell’importanza di costruire un intervento articolato su tutta la filiera agricola agricola e della necessità di rafforzare i centri per l’impiego, unici strumenti reali ed efficaci contro il sistema marcio dell’intermediazione agricola. Da allora nulla più è accaduto. In compenso lo sfruttamento e la schiavizzazione dei lavoratori dilagano ovunque e i sei arresti di questa mattina a Sezze stanno lì a dimostrarlo: di qualità – e che perversa qualità! – c’è solo la rete che ha ideato un sistema efficientissimo per lo sfruttamento di centinaia di braccianti, soprattutto migranti – africani ed europei, anche provenienti dai Centri di accoglienza straordinaria – che si dannavano l’anima e il corpo nei campi di tutta la regione per la miseria di 4 euro l’ora, anche per più di 12 ore al giorno. Il fatto che tra gli arrestati ci siano un ispettore del lavoro e il segretario provinciale di Latina della Fai Cisl rende tutto ancora più raccapricciante. Chi aveva il compito preciso della tutela dei lavoratori, lucrava invece sulla pelle dei non garantiti, con battute che riportano alla memoria gli speculatori del terremoto: “A Babbo Natale ho chiesto 4.000 disoccupazioni e un gatto” è parente stretto di “Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto”. “4.000 disoccupazioni”, a 60 euro la pratica per gente costretta a iscriversi alla Cisl, fa 240.000 euro, un bel bottino per gente senza scrupoli, che per mascherare i traffici sporchi ha creato la Agri Amici Società Cooperativa di Sezze. È ora di stroncare definitivamente sfruttamento e malaffare, è tempo di espellere dalla vita di questo paese il caporalato. Si può fare soltanto riprendendo i discorsi avviati il 3 settembre a Foggia, rafforzando gli ispettorati del lavoro ed espellendone le mele marce, facendo ripartire il tavolo interministeriale. Questo chiederemo venerdì, inoltrando al ministro Di Maio la richiesta urgente di ricevere l’Unione Sindacale di Base. Coordinamento nazionale Lavoro Agricolo USB

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mauritania: attivisti anti-schiavitù in carcere da 500 giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2016

mauritaniaDa 500 giorni gli attivisti anti-schiavitù mauritani Biram Dah Abeid e Brahim Ramdhane sono in carcere. Arrestati per la partecipazione a una manifestazione contro la schiavitù, la loro liberazione è stata legata alla condizione di collaborare con i servizi di sicurezza e le autorità statali. Per i due attivisti dell’organizzazione anti-schiavitù IRA (Initiative pour la Résurgence du Mouvement Abolitioniste) le condizioni poste sono inaccettabili, ma lo è anche il fatto stesso di porre delle condizioni alla loro liberazione. L’APM critica duramente il comportamento delle autorità mauritane e chiede l’immediata liberazione degli attivisti, insignite nel 2011 del Premio per i Diritti Umani della città di Weimar. Nonostante la legge mauritana vieti la schiavitù, il governo sembra impegnarsi molto più nel mettere a tacere chi denuncia attivamente il perdurare di questa pratica indegna piuttosto che nel perseguire gli schiavisti. Biram Dah Abeid e Brahim Ramdhane sono stati arrestati l’11 novembre 2014 durante una manifestazione contro la schiavitù nella città di Rosso. Biram Dah Abeid in particolare è stato arrestato mentre tentava di mediare tra i manifestanti e le forze dell’ordine che impedivano ai manifestanti di entrare in città per consegnare al governatore locale una petizione contro la schiavitù. Gli attivisti sono stati accusati di appartenere a un’organizzazione illegale e in un processo farsa condannati a due anni di reclusione. Vale la pena menzionare che il mancato riconoscimento dell’organizzazione rappresentata da Biram Dah Abeid non è certo da imputare all’attivista che ha fatto domanda di riconoscimento dell’organizzazione non governativa già cinque anni fa, ma alle istituzioni che trovano sempre nuovi pretesti per bloccarne l’iter burocratico.Molti governi del mondo, le Nazioni Unite e numerose associazioni hanno chiesto la liberazione dei due attivisti mentre nel 2015, quando i due attivisti mauritani già erano reclusi in carcere, il ministero degli esteri olandese ha conferito all’organizzazione anti-schiavitù IRA il proprio premio per i Diritti umani.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A gloria di Dio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Molti oggi imputano alla religione certi tragici passaggi della storia, e in ogni caso le negano qualunque ruolo positivo nelle vicende dell’umanità. Per esempio, affermano che il cristianesimo ha ostacolato il progresso scientifico e offerto giustificazioni alla schiavitù. In realtà, al contrario, la scienza moderna è un prodotto della concezione cristiana del Dio unico, che attribuisce alla ragione un valore essenziale. La Chiesa cattolica ha poi avuto una parte rilevante nella diffusione dell’idea che la schiavitù fosse un abominio agli occhi di Dio e nella soppressione di questa pratica disumana in Occidente. In questo libro provocatorio, lucido e ben argomentato Rodney Stark si prefigge lo scopo di denunciare e smascherare gli errori e i pregiudizi degli storici, e di dimostrare come le idee su Dio abbiano plasmato la storia e la cultura moderna dell’Occidente, costituendo l’indispensabile premessa di molte delle sue più importanti conquiste. Rodney Stark – Lindau – 2011 – pp. 560 – € 28,00 scontato 25,20.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tratta esseri umani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Nella sua ultima riunione il Consiglio dei ministri europeo ha adottato la nuova direttiva contro la tratta degli esseri umani che va a sostituire la decisione quadro del 2002 e che sarà applicata a tutti gli Stati membri ad eccezione di Danimarca e Inghilterra. La direttiva costituisce la prima applicazione del nuovo Trattato di Lisbona per quanto attiene l’area giustizia, sicurezza e lotta alla criminalità perchè vede esplicate le nuove competenze del Parlamento a cui una direttiva non è più sottoposta solo per un parere ma ha svolto con grande determinazione il suo ruolo di co-legislatore insieme al Consiglio e alla Commissione. “La direttiva – spiega Silvia Costa – prevede pene che vanno dai 5 ai 10 anni di carcere con aggravanti che riguardano offese commesse su vittime particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori, l’offese commesse nell’ambito di organizzazioni criminali o nel caso in cui si registrino gravi negligenze che mettono a rischio la vita delle vittime, o se è stata usata una violenza particolarmente grave causa di serie conseguenze sulla vittima”.”Sono state ricepite alcune proposte importanti – aggiunge la parlamentare italiana – che con miei emendamenti e del gruppo S&D come, ad esempio, quella che non consente di perseguire penalmente la persona vittima di tratta se ha violato leggi migratorie come conseguenza del traffico. Inoltre, viene riconosciuto anche il principio, che però va più esteso, del soggiorno umanitario, che attualmente riguarda solo quanti collaborano con la giustizia. Noi, come già annunciato, vorremmo una nuova direttiva che preveda, come in Italia per effetto dell’art. 18 della legge Turco-Napolitano, che possano essere protette col soggiorno umanitario anche le persone che non hanno ancora la forza di collaborare con la giustizia ma che intendono semplicemente uscire dalla schiavitù”.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dramma umanitario nel Sinai

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

L’Agenzia Habeshia, il Gruppo EveryOne e il Circolo Generazione Italia MI – Sez. Diritti Umani hanno appena ricevuto notizie tragiche dalla regione sul confine fra Egitto e Israele, dove 80 eritrei sono tenuti in schiavitù dai trafficanti di esseri umani, incatenati mani e piedi. Nonostante l’appello diramato dalle citate organizzazioni umanitarie ai governi di Egitto e Israele, oltre che al Parlamento Ue e all’ONU, non è partita alcuna missione di soccorso, non si è alzato alcun elicottero, non sono scattate le dovute indagini. I profughi vengono continuamente maltrattati e sono stati marchiati a  fuoco come bestie, una brutalità finalizzata a chiedere soldi ai parenti che vivono in Occidente. Chiedono un aiuto subito prima di essere uccisi, come è già avvenuto in passato in situazioni simili.
La nostra richiesta di aiuto ai governi Europei, al Parlamento e alla Commissione Ue, all’UNHCR, affinché intervengano con urgenza estrema per salvare le vite di queste persone che sono stremate, mentre i loro carcerieri sono sempre più violenti, è ora quasi disperata.
“Bisogna fare pressione sul governo Egiziano che intervenga a liberare i rifugiati dalle mani di questi trafficanti,” chiede il sacerdote eritreo don Mussie Zerai.  L’Agenzia Habeshia insieme a EveryOne, Generazione Italia e alle ong che si impegnano in questa difficile missione, si appellano al Governo italiano: “Salvate la vita a questi profughi Eritrei, Etiopi, Somali e Sudanesi. Non restate inerti. Stiamo gridando per dare voce a questi nostri fratelli costretti a stare in catene, sotto tortura. Chi ha a cuore la dignità umana, i diritti in violabili della persona umana, agisca secondo le proprie funzioni, con coraggio e umanità”. Sulla vicenda, è stata finora presentata un’interrogazione al Senato al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri dall’on. Pietro Marcenaro (PD).

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giornata internazionale contro la schiavitù

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

23 agosto La Mauritania mette a tacere le voci critiche contro la schiavitù L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa il governo della Mauritania di intimidire sistematicamente, limitare la libertà di movimento e diffamare chiunque osi denunciare e criticare la pratica della schiavitù nel paese. In occasione della Giornata Internazionale contro la Schiavitù (23 agosto) l’APM chiede alla comunità internazionale di sostenere gli attivisti per i diritti umani mauritani che nonostante la persecuzione statale continuano a denunciare la diffusa pratica della schiavitù nel loro paese. L’Unione Europea deve finalmente rispettare le proprie “linee guida per la tutela degli attivisti per i diritti umani” e impegnarsi anche a livello governativo affinché cessi finalmente la vergognosa persecuzione degli attivisti che si impegnano contro la schiavitù. Nonostante nel 1981 la Mauritania abbia ufficialmente abolito la schiavitù, secondo le stime delle organizzazioni per i diritti umani mauritane nel paese esistono ancora circa 550.000 schiavi che senza alcun salario o per una ricompensa minima lavorano a servizio o come contadini per i loro “padroni”. Le principali vittime della schiavitù sono gli appartenenti alla popolazione degli Haratin che costituiscono circa il 40% dei 3 milioni di cittadini mauritani. L’APM segue con particolare attenzione la sorte dell’attivista per i diritti umani Biram Dah Abeid. In seguito a un suo intervento critico sulla situazione della schiavitù in Mauritania tenuto nel febbraio 2009 durante una conferenza a Parigi, il presidente del movimento anti-schiavitù mauritano IRA (Initiative pour la Résurgence du Mouvement Abolitionniste) è stato fortemente limitato nella sua libertà di movimento dentro e fuori la Mauritania. A Biram Dah Abeid è stato negato il rinnovo del passaporto e le autorità hanno aperto un’inchiesta su di lui. Diverse volte è stato aggredito da poliziotti che gli hanno “consigliato” di cessare di fare critiche pubbliche. I mezzi di informazione mauritani hanno inoltre suggerito che Biram Dah Abeid possa essere un collaboratore dei servizi segreti israeliani, che sia blasfemo e traditore della patria. In seguito alle dichiarazioni dell’incaricata speciale dell’ONU sulla schiavitù Gulnara Shahinian che in novembre 2009 aveva denunciato la continuazione della pratica della schiavitù nel paese africano, le pressioni esercitate sugli attivisti per i diritti umani mauritani, e in particolare su Biram Dah Abeid sono andate aumentando. E’ stato addirittura pubblicato un certificato medico falso, da cui risulterebbe che Biram Dah Abeid sia un malato psichiatrico. Infine Biram Dah Abeid è stato allontanato dal suo incarico come esperto della Commissione Nazionale per i Diritti Umani e la sua organizzazione IRA è stata proibita.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavoro minorile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Povertà e mancato o scarso accesso all’istruzione, alla base del lavoro precoce e dello sfruttamento lavorativo di milioni di bambini Circa 165 milioni i minori lavoratori, di cui moltissimi impiegati in lavori pericolosi: quasi 6 milioni i bambini costretti a lavorare per ripagare un debito, quasi 2 milioni coinvolti nella prostituzione e pornografia Una povertà sempre più diffusa unita alla difficoltà o impossibilità di andare a scuola e ricevere un’istruzione adeguata. Sono alcune delle principali cause del coinvolgimento e sfruttamento di milioni di bambini e bambine nel lavoro minorile*. Un fenomeno che si può combattere e sradicare agendo su più livelli: con incisive politiche e interventi di riduzione della povertà, assicurando adeguata protezione ai minori vittime di sfruttamento lavorativo, garantendo ai minori costretti a lavorare accesso ad un’educazione flessibile e gratuita che permetta loro di affrancarsi dalla condizione di sfruttamento e di costruirsi un futuro diverso. E’ quanto sostiene e raccomanda Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dei bambini alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile. “La povertà è spesso la causa principale del lavoro dei minori ed è chiaro come molti giovani siano costretti a lavorare per contribuire al loro sostegno e a quello della propria famiglia”, commenta Fosca Nomis, Responsabile Campagne e Advocacy di Save the Children Italia. “A ciò si aggiunge l’impossibilità di accedere ad un’istruzione scolastica adeguata. In molti casi i ragazzi e le ragazze finiscono con il lavorare perché non ci sono scuole da frequentare o perché il sistema educativo non è di qualità e in grado di dare risposte alle loro necessità di sopravvivenza”. “E’ assolutamente necessario rendere i sistemi scolastici flessibili, accessibili e gratuiti. In questo modo”, commenta ancora Fosca Nomis, “molti ragazzi saranno messi nelle condizioni di frequentare la scuola e,. grazie all’istruzione, di costruirsi una prospettiva di vita diversa e migliore”. Si stima che siano 165 milioni fra i 5 e i 14 anni i minori lavoratori. Molti di essi sono coinvolti in lavori pericolosi e nocivi. In particolare decine di milioni di bambini lavorano nei campi, spesso esposti al rischio derivante dai pesticidi. 5,7 milioni sono forzati al lavoro per estinguere un debito (bonded labour), 1,8 milioni sono coinvolti nel giro della prostituzione e della pornografia, circa 1,2 milioni sono vittime del traffico di minori. 250.000, di cui il 40% bambine, sono impiegati come bambini-soldato. Molti altri ragazzi in età lavorativa subiscono ogni giorno violenze sul posto di lavoro, commesse per lo più dai loro datori di lavoro o colleghi. Anche in Italia vi sono bambini e adolescenti coinvolti in gravi forme di lavoro coatto, come la tratta a scopo di sfruttamento sessuale. A tutela di questi bambini, è necessario prima di tutto perseguire coloro che li sfruttano. Quindi promuovere e prevedere programmi di protezione, recupero e riabilitazione che diano aiuto e supporto ai minori che sono sfruttati e ridotti in schivitù.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Per l’abolizione della schiavitù

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

02 dicembre 2009 Il Segretario Generale dell’ONU  Ban Ki-Moon, (in italiano e inglese) ha, in un suo messaggio, rivolto a tutte le Nazioni ,per ricordare  loro che ”… la schiavitù è ancora un problema grave e irrisolto. Ciò è vero in Africa, in Asia, in America e in Europa. Nell’odierno mondo globalizzato, la schiavitù ha preso nuove forme. La lista di pratiche ripugnanti, nuove e vecchie, è ora orribilmente lunga, ed include la schiavitù per debiti, le differenti forme di servitù della gleba e di manodopera forzata, il lavoro e la servitù minorile, il traffico di persone e di organi, la schiavitù sessuale, l’impiego dei bambini-soldato, la vendita di bambini, i matrimoni forzati, la vendita delle mogli e lo sfruttamento della prostituzione”.  L’UNIPAX da sempre è attivamente impegnata per garantire e promuovere la pace e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei popoli. Per questa ragione ha istituito al proprio interno Dipartimenti specializzati per mezzo dei quali raccogliere e diffondere informazioni, ricerche e soprattutto idee-progetto sui grandi problemi che assillano l’umanita’: uno strumento ideale per cercare insieme agli “operatori di pace” di tutto il mondo nuove soluzioni per i grandi problemi e nuove regole di civile convivenza per il “villaggio globale” del terzo millennio”.

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »