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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Politica: quel fatale giorno

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2011

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Ber...

Image via Wikipedia

Ci sono delle date che la politica non ci permette di dimenticare. Una di esse è il 14 dicembre del 2010. Allora lo strappo dei finiani sembrava pervenuto ad un risultato storico sancendo la fine del governo Berlusconi. Se ciò fosse accaduto con molta probabilità nel giro di tre, quattro mesi saremmo andati nuovamente alle urne. L’atteso evento non si verificò per una manciata di “voti mercenari”. Fu un bene? Fu un male? Difficile a dirlo in quel momento di là delle passioni partigiane dei rispettivi schieramenti e dei fan esterni. A distanza di un anno la riflessione diventa più matura e ci rendiamo conto che la vittoria di Berlusconi è stata come quella del cartaginese Pirro nella guerra contro gli antichi romani. Se sull’onda di una sconfitta si fosse andati, invece, alle urne con molta probabilità avremmo avuto un altro parlamento e governo fotocopia, sia pure numericamente ridimensionato e, quindi, costretto a fare i conti con il Terzo polo. Ora la vittoria di allora pesa come un macigno e ci rende consapevoli che è stata inutile in quanto ha aggravato una precarietà che si reggeva su una manciata di voti e che, di certo, non ha risolto la leadership, tutt’altro. Così se mentre Berlusconi in quel dicembre del 2010 poteva dire che usciva sconfitto da un tradimento ora si ritrova estromesso per “incapacità” nella gestione della crisi. E la sua immagine è sempre più compromessa. Il danno che ha provocato al paese è gravissimo. Fin dalla sua vittoria del 2008 si sapeva che l’Italia doveva mettere mano con urgenza alle riforme strutturali, provvedere al rilancio dell’economia, al contenimento del debito pubblico. Ed invece si disse che si procedeva ottimamente e che le voci di crisi erano delle panzane create ad arte dalle opposizioni per mancanza di altri validi argomenti. Così abbiamo perso anni preziosi e siamo giunti nel peggiore dei modi alla resa dei conti. E lo abbiamo fatto indebolendo, per giunta, il ruolo delle istituzioni, dei partiti e della politica. Abbiamo dovuto subire i richiami del professor Monti che, pur dando a vedere di rispettare il ruolo dei partiti, di fatto li ha bacchettati affermando, senza mezzi termini, di essere incapaci a governare. E il rimbrotto va più verso il Pdl che non agli altri essendo il partito di maggioranza in parlamento. Un’altra osservazione tagliente, dello stesso Monti, e venuta qualche giorno dopo allorché ha rimproverato ai partiti un loro ipocrita atteggiamento di critica nei pubblici dibattiti al suo operato e di piena condivisione in privato. Questi sono i guasti più evidenti lasciati dalla vittoria di Pirro-Berlusconi e il prezzo da noi pagato è molto salato sebbene sia difficile quantificarlo con esattezza. E se gli italiani non fossero… gnoccoloni i sondaggi elettorali ci avrebbero dato da subito un segnale ben diverso da quello rilevato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A margine corteo studentesco a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Roma Questa mattina un corteo di giovani partito da piazza Venezia è giunto fino in piazza Navona di fronte al Senato. La manifestazione, promossa dai coordinamenti degli studenti dell’Eur, del quarto municipio, di Roma nord e di Frascati, ha visto la partecipazione di migliaia di ragazzi che hanno deciso di lottare insieme di là degli schieramenti politici, marciando dietro lo striscione “studenti uniti contro tagli e privatizzazioni”. “Il Blocco Studentesco è una delle forze che hanno dato vita a questa iniziativa, ma non è assolutamente corretto sostenere che si è trattato di una manifestazione del Blocco Studentesco, come scritto erroneamente da alcuni organi stampa
-precisa Guelfo Bartalucci, responsabile romano del movimento-. I vari coordinamenti studenteschi nati nell’ultima settimana in molte scuole di Roma comprendono al proprio interno ragazzi con opinioni differenti”. Anche Rolando Mancini, altro responsabile del movimento studentesco di CasaPound Italia, ha voluto mettere l’accento sulla trasversalità dell’iniziativa. “Oggi ragazzi di destra e di sinistra insieme hanno dimostrato che è possibile lottare contro i tagli previsti
all’istruzione pubblica e il raddoppio dei finanziamenti alle scuole private, oltre che contro la riforma universitaria, senza la necessità di scendere in piazza con scudi, caschi e intonando cori e slogan appartenenti ad una data parte politica – spiega Mancini-. La gioia e l’entusiasmo che ha contraddistinto questa manifestazione sarà il motore propulsivo delle mobilitazioni delle prossime settimane”.

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Voto elettronico per gli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

L’on. Razzi (IdV) ha presentato il progetto di legge che consentirà a tutti gli italiani ovunque si trovino in Italia e nel mondo di votare dal salotto di casa propria  «Un provvedimento che bisognava prendere. Farò il possibile e l’impossibile affinché venga approvata in Parlamento una legge vera detentrice di civiltà e di diritti tra italiani» lo ha dichiarato l’On. Razzi di Italia dei Valori, eletto nella circoscrizione estero Europa, «la coscienza, l’amore che ho per i connazionali all’estero, lo scrupolo di perpetrare iniquità tra gli italiani residenti all’estero e quelli residenti in Italia, la piaga di brogli a tutti i livelli, mi ha  fatto decidere in questo senso».  Il progetto, in linea con l’afflato innovatore bipartisan tra gli schieramenti tende ad eliminare le ingiustizie emerse con l’istituzione della Circoscrizione Estero: «…basta disparità, basta figli e figliastri, gli italiani sono italiani tutti uguali ovunque vivano ecco perché la Patria alla quale siamo così legati viene definita “madre”, è impensabile non prendere atto di questa verità, non è intellettualmente onesto. Aboliremo spese enormi se si pensa all’organizzazione dei seggi con presidenti e scrutatori compresi, si avrà la possibilità di avere i risultati delle votazioni in tempo reale e faremo finalmente a meno degli exip pool inaffidabili e costosi.

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Il «tormentone» dei politologhi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Tutta la “crema” degli opinion leader, degli analisti politici, dei “pensatori” e quanti altri dentro e fuori il “Palazzo” della politica per finire alle lontane periferie si sono cimentati per cercare di capire il perché vi sia stata una così scarsa affluenza alle urne. Questa eventualità ora potrebbe ripresentarsi con le vicine elezioni per il rinnovo dei consigli reglionali. Crediamo senza dover ricorrere necessariamente all’ingegneria politica che il dato va colto per quello che è. Esiste un malessere diffuso nell’opinione pubblica nei confronti della politica delle parole che mostra di non saper andare oltre. E’ finito il tempo delle grandi passioni, delle ideologie che ci portavano all’obbedienza assoluta e non ci facevano vedere oltre il nostro naso. Oggi la gente vuole delle risposte concrete e dei risultati immediati. Pretende, in altri termini, “certezze”. Tutti gli schieramenti politici oggi devono confrontarsi con un qualcosa che ci accomuna: il malessere sociale, l’incertezza del lavoro, l’insicurezza nelle strade, l’angoscia della mondializzazione, la mancanza del rispetto delle regole, una civiltà che ci dia crescita e benessere diffuso e non incertezze ed abusi per posizione dominante. E se qualcuno afferma che Bersani va troppo a “sinistra” o la sinistra va troppo a “destra” e se Rutelli sogna un centrismo “calamita” volto a delimitare a sinistra il perimetro della coalizione, fa semplicemente dell’accademia mentre sulla tavola imbandita di ogni italiano non è importante se le posate sono d’argento o di vile metallo, lo è invece cosa possiamo metterci nei piatti di commestibile. Incominciamo prima sulle cose essenziali e poi discutiamo delle forme che intendiamo dare ai “contorni”. E’ questo il vero punto. Non facciamo in modo che nell’opinione pubblica emerga il convincimento che il Pdl ed il suo leader siano il male minore e non facciamo come in altri tempi Montanelli affermava di votare un certo partito turandosi il naso.

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La diaspora politica e sociale dei cattolici e dei laici

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Editoriale fidest. Conosciamo la diaspora democristiana con i suoi effetti negativi e positivi che ne sono derivati sul piano politico e su quello pastorale. Oggi i cattolici si sono sparsi in ogni partito, o quasi e sono diventati di per sé una sorta di partito trasversale agli odierni due schieramenti. Ma vi sono anche cattolici che non si ritrovano in nessuna parte e sarebbero disponibili per una nuova convergenza a prescindere dalla loro stessa confessionalità. Dal punto di vista ecclesiale è doveroso richiamare l’unità intorno a tutti i principi ed i valori contenuti nella dottrina sociale della Chiesa e al principio e al valore dell’impegno sincero sia per il bene comune, sia della fraternità cristiana. In proposito non si può trascurare la considerazione del magistero pastorale e delle sue prese di posizione. Fermo restando tutto questo, c’è libertà di scegliere. Ma tale libertà va riconosciuta anche a coloro che non si riconoscono nei diversi gruppi dello scenario politico e sono alla ricerca, perciò di qualcosa di nuovo. Bisogna sottolineare a questo punto la grande responsabilità dei laici: la responsabilità di considerare bene i problemi e le situazioni, di avere e di esercitare un forte senso del bene comune, di essere attenti al magistero sociale, di dialogare e confrontarsi anzitutto fra di loro, ma non solo fra di loro, e infine di spendere bene la loro autonomia. In questa prospettiva ha un valore di non poco conto il nostro impegno per il coordinamento degli istituti culturali che prendono il nome dei grandi esponenti dei movimenti sia cattolici sia laici. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I radicali scrivono al Cardinal Angelo Bagnasco

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Egregio Signor Presidente, l’iniziativa “ferragosto in carcere”, organizzata da noi Radicali nei giorni 14, 15 e 16 agosto, ha avuto presso parlamentari italiani ed europei, consiglieri regionali e garanti dei diritti dei detenuti, un ascolto che è andato ben al di là delle nostre previsioni: in 150, di tutti gli schieramenti politici, infatti, visiteranno 175 delle 221 carceri distribuite su tutto il territorio nazionale. Lo faranno per unirsi alla “comunità penitenziaria” per una ricognizione approfondita di una realtà che registra oggi un numero mai visto prima di ristretti: 64.000 esseri umani stipati in spazi che potrebbero ospitarne legalmente solo 43.000. Come saprà, l’art. 67 dell’ordinamento Penitenziario riconosce agli ordinari diocesani e all’ispettore dei cappellani il diritto di visitare le carceri senza autorizzazione, che è invece richiesta per i ministri di culto. Le scriviamo per chiederLe di farsi promotore di un nostro appello presso i Vescovi affinché scelgano di far parte delle delegazioni che nei giorni 14, 15 e 16 agosto visiteranno gli istituti penitenziari italiani. Che il momento sia straordinariamente difficile, lo dimostra anche il triste bollettino di morte che in queste ore la benemerita rivista Ristretti Orizzonti sta diffondendo a tutti i media. In quell’elenco, troviamo veramente gli “ultimi” ai quali è stato tolto persino il diritto alla speranza  cosicché, a decine quest’anno, hanno deciso di farla finita impiccandosi alle sbarre di una cella. Questo “ferragosto in carcere” costituisce – crediamo – la più consistente visita di sindacato ispettivo mai realizzata in Italia, visita che avviene nel momento in cui non solo si registra il picco massimo di presenza di detenuti dal dopoguerra, ma anche una carenza spaventosa di personale e risorse ridottissime persino per l’ordinaria amministrazione. E’ con fiducia che ci rivolgiamo a Lei, consapevoli dell’importanza che la Chiesa cattolica da sempre riconosce all’assistenza ed al conforto dei detenuti. Un segno, anche simbolico, della presenza dei ministri del culto cattolico proprio in quei tre giorni sarebbe un forte incoraggiamento per i legislatori ad occuparsi senza più rinviarla di una questione divenuta umanamente insostenibile. Uniamo le forze, questa volta sì, per un obiettivo comune: il rispetto dell’articolo 27 della Costituzione Repubblicana e con esso della dignità della persona umana. Gradisca, con l’occasione, i nostri più cordiali saluti (Rita Bernardini Antonella Casu deputata Radicali/PD) (Segretaria Nazionale di Radicali Italiani)

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A Ferragosto i radicali visitano le carceri

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

La visita ispettiva più imponente, mai realizzata in Italia. Su iniziativa di Radicali Italiani nei giorni 14, 15 e 16 agosto 2009 in tutta Italia si svolgeranno delle visite ispettive nei 221 istituti penitenziari. L’iniziativa vede coinvolti deputati, senatori e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici che assieme ai garanti per i diritti delle persone private della libertà si uniscono alla “comunità penitenziaria” per una ricognizione approfondita della difficilissima situazione delle carceri italiane, per conoscere meglio e direttamente come vivono la realtà quotidiana direttori, agenti, medici, psicologi, educatori e detenuti per essere così capaci di interpretare i bisogni e di proporre le soluzioni legislative e organizzative adeguate, sia immediate che a medio e lungo termine. Ciò affinché, da un lato gli istituti penitenziari possano essere non solo luogo di espiazione della pena, ma realizzare a pieno i valori sanciti dall’art. 27 della Costituzione Italiana secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato; dall’altro, per quel che riguarda tutti i lavoratori che prestano la loro attività ad ogni livello negli istituti carcerari, siano garantite condizioni di lavoro moralmente, socialmente ed economicamente adeguate ai profili professionali ricoperti, che diano il giusto riconoscimento ai compiti di esemplare responsabilità espletati e che consentano di dare completa attuazione ai risultati delle rivendicazioni e delle conquiste, purtroppo oggi ancora in larga parte disattese. Si tratta della visita ispettiva più imponente, mai realizzata in Italia, per questo riteniamo molto importante la copertura da parte di tutte le testate giornalistiche nazionali e locali.

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