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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sciascia’

Scrive Federico Molicone di FDI: “Sciascia fu simbolo di libertà, è stato cercatore di verità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

“Leonardo Sciascia è stato un grande scrittore ma, soprattutto, un simbolo di libertà. Venne eletto in quest’aula da Radicale, rompendo col suo passato comunista del “Partito chiesa” e con i “professionisti dell’antimafia”.Il messaggio e l’esempio dello Sciascia politico e letterato vanno di pari passo. Ha dato corpo alla rettitudine morale, all’interpretazione del ruolo istituzionale per la ricerca della giustizia, dell’onestà, della verità. Fu uomo coraggioso: denunciò le connessioni fra il terrorismo di sinistra e i sovietici, tanto che venne querelato da Berlinguer per difendere la ragione di Partito ma il senatore Macaluso, con onestà intellettuale, come riferito da Enzo Fragalà, confermò e che Sciascia aveva ragione; anticipò il supporto finanziario e logistico che l’URSS inviava alle reti del terrorismo brigatista e internazionale. Sciascia intuì che la “guerra fredda italiana” è esistita, inserita nello scontro Est-Ovest mondiale e che anche l’affaire Moro ne ha fatto parte. E’ stato un eretico della libertà, un cercatore della verità. Come recita il suo epitaffio: “Ce ne ricorderemo, di questo pianeta”.Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura Federico Mollicone nel corso della commemorazione alla Camera dei Deputati in onore di Leonardo Sciascia.

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“Sciascia fu simbolo di libertà, ha saputo dire tante verità”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Leonardo Sciascia. È stato un grande scrittore ma, soprattutto, un simbolo di libertà. Un simbolo della “sicilitudine”, che ha raccontato la sua terra e il proprio radicamento in opere meravigliose come “Il consiglio d’Egitto”, “Le parrocchie di Regalpietra” e “Gli zii di Sicilia”. Venne omaggiato anche da Borges, con cui ebbe contatti. Fu uomo coraggioso: denunciò da comunista le contiguità fra Partito Comunista e DC in Sicilia, lasciando il ruolo da consigliere comunale a Palermo; denunciò le connessioni fra PCI e il terrorismo di sinistra finanziato dai sovietici, tanto che venne querelato da Berlinguer; anticipò il supporto finanziario e logistico che l’URSS inviava alle reti del terrorismo brigatista e internazionale. Tracciò un solco col suo passato comunista venendo eletto nel 1979 alla Camera con le liste dei Radicali, per difendere la libertà e contrastare il giustizialismo dei “professionisti dell’antimafia”. Raccontò che l’allora segretario del PCI gli aveva confidato di “essere a conoscenza di certi rapporti del terrorismo italiano con la Cecoslovacchia”, testimoniando il diretto coinvolgimento del mondo sovietico nella stagione del terrorismo. Anticipò di anni le prove documentali che vennero riversante nell’archivio della commissione Impedian che la procura di Bologna ha prima ignorato e poi archiviato. Fu un esploratore delle pagine più inquiete della nostra Storia, dalla dominazione spagnola, all’Inquisizione all’ “affaire Moro” su cui scrisse un’opera. Un personaggio unico e magistrale sia sul piano letterario che politico: ha saputo dire tante, indicibili, verità.” Così su Facebook il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone.

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Sciascia e il rapporto con la Fede

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Anna Maria Sciascia, 74 anni, parla del rapporto del padre Leonardo con la fede in un’intervista esclusiva con Famiglia Cristiana, pubblicata nel numero in edicola. «Era profondamente cristiano nell’anima», confida ancora Anna Maria Sciascia: «Se in pubblico appariva taciturno e riservato, in famiglia si dimostrava allegro, ironico e grande affabulatore».Leonardo Sciascia nacque l’8 gennaio del 1921, pochi mesi dopo un altro grande scrittore come Gesualdo Bufalino (nato a Comiso il 15 novembre del 1920). I due si frequentarono a lungo, conferma la figlia al settimanale cattolico (che, accanto agli inediti tratti privati del grande scrittore, pubblica anche varie foto tratte dall’album di famiglia). «Anche se si erano conosciuti tardi, il rapporto tra mio padre e Bufalino era quello tra due vecchi amici con una forte affinità culturale e ricordi d’infanzia e giovinezza molto simili. Amicizia profonda ma non intima, come era quella con Stefano Vilardo, compagno di scuola e conoscitore di piccoli segreti così naturali e spontanei nell’adolescenza. Molti scrittori, artisti e fotografi frequentavano la nostra casa: Vincenzo Consolo, Renato Guttuso, Tono Zancanaro, Piero Guccione, Matteo Collura, Ferdinando Scianna, Domenico Faro e altri ancora… Penso che ad alcuni di loro mio padre abbia totalmente cambiato la vita».«Mio padre era profondamente cristiano nell’anima, come dimostrarono le parole che volle incise sulla sua tomba (“Ce ne ricorderemo, di questo pianeta”)», conclude Anna Maria Sciascia. «Due suoi libri furono particolarmente impregnati della sua visione cristiana: Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. e L’affaire Moro».

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