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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘scienza’

Master in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Ferrara Fino al 4 novembre è possibile iscriversi alla diciannovesima edizione del Master universitario di I livello in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”, attivato dall’Università di Ferrara con modalità didattica on-line e laboratori facoltativi in presenza.Il Master si rivolge sia a coloro che intendono esercitare una professione nell’ambito della comunicazione scientifica (giornali, media digitali, istituzioni ed enti di ricerca, URP, uffici stampa, aziende pubbliche e private, musei, case editrici, scuola), sia a persone già inserite nel mondo del lavoro che desiderano acquisire competenze e strumenti di comunicazione per promuovere o riqualificare la propria figura professionale.Tutta l’attività didattica on-line è seguita da docenti e tutor di classe e contenuto (elenco dei docenti e dei corsi nel sito dell’Università). Le uniche attività obbligatorie in presenza sono gli esami, che si svolgono sempre nel fine settimana. Le attività facoltative (seminari, laboratori, conferenze, spettacoli) sono organizzate in coincidenza con le sessioni di esame.Il Master, con più di 600 iscritti dalla sua fondazione, rappresenta non solo una delle iniziative più longeve in questo settore, ma anche l’unico percorso di formazione a distanza in Comunicazione della scienza nel panorama nazionale.Il Master è a numero chiuso: verranno accettate le prime 40 iscrizioni.L’attivazione è subordinata al raggiungimento di 30 iscrizioni.Le iscrizioni si possono effettuare esclusivamente on-line all’indirizzo https://studiare.unife.it/Home.do Le istruzioni per effettuare la preiscrizione si trovano alla pagina
http://www.unife.it/studenti/pfm/normativapfm/faq-1/faq I docenti delle scuole di ogni ordine e grado che intendono iscriversi possono utilizzare il buono messo a disposizione dal MIUR. Le istruzioni da seguire sono indicate alla pagina
http://www.unife.it/studenti/pfm/Cartadocente La tassa di iscrizione è pari a Euro 2.400,00. Chiusura delle iscrizioni: 4 novembre 2019.

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V edizione del Festival della Scienza Medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Si è chiuso ieri a Bologna la quinta edizione del Festival della Scienza Medica dedicata all’Intelligenza della salute. Sale colme di pubblico – compreso il maestoso Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo – al punto che si è reso necessario per diversi appuntamenti allestire una seconda sala dotata di maxischermo per consentire a tutti di ascoltare dalla voce di premi Nobel, scienziati, medici e ricercatori da tutto il mondo le più attuali innovazioni scientifiche, in un linguaggio divulgativo che consenta a tutti di mettersi al riparo dalle false credenze e dalle fake news, che anche in ambito medico spesso la fanno da padrone.Oltre 80 gli eventi che hanno coinvolto più di centotrenta relatori, con un pubblico che ha ampiamente superato nelle quattro giornate le 55.000 presenze. Una grande soddisfazione per Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Città ed ideatore dell’evento, che ha rinnovato l’appuntamento al prossimo anno: “Anche quest’anno il Festival ha attratto un pubblico enorme, fatto soprattutto di giovani, neolaureati e specializzandi, oltre a medici, ricercatori e tanti cittadini alla ricerca di informazioni affidabili. È la nostra risposta a Dottor Google e alle fake news: proporre al grande pubblico e soprattutto ai giovani contenuti scientifici della medicina con voci autorevoli, per diffondere maggiore conoscenza sulle frontiere della ricerca e per contribuire ad una corretta divulgazione”.Una necessità, quella di promuovere un’informazione medico-scientifica trasparente ed accessibile a tutti, che è anche politica, perché – come ha ribadito anche Aaron Ciechanover, Premio Nobel per la Chimica nel 2004 che ha chiuso con il suo intervento di grande successo la quinta edizione del Festival – “la scienza sta viaggiando molto più veloce dello sviluppo etico e sociale, come emerge ad esempio dalle discussioni sulla bioetica”.
Il Festival della Scienza Medica continua: appuntamento al 14 giugno con la lettura del professor Tomas Lindhal, Nobel per la Chimica nel 2015 (ore 11, Aula Magna di Santa Lucia, via Castiglione 37).L’aspettativa di vita è cresciuta di almeno trent’anni nel Ventesimo secolo. Un avanzamento straordinario, legato ai progressi della medicina e della farmacologia, che promette risultati ancora più sorprendenti, stando alle prospettive della medicina personalizzata. Da alcuni anni infatti la ricerca si è orientata verso l’obiettivo di curare ogni persona in modo individualizzato: una vera e propria rivoluzione, della quale ha parlato oggi Aaron Ciechanover, biologo israeliano, vincitore assieme ad Avram Hershko e a Irwin Rose del Premio Nobel per la Chimica nel 2004 nel corso della Lectio che chiude la quinta edizione del Festival della Scienza Medica. L’unicità genetica ed epigenetica di ciascun individuo fa sì che ci ammaliamo anche in maniera diversa: non esiste un unico cancro alla prostata o un unico diabete, e allo stesso modo non possono esistere trattamenti unici, bensì ritagliati e personalizzati con estrema precisione. Le tecnologie di sequenziamento del DNA e dell’RNA e quelle che determinano il profilo molecolare e biochimico individuale però aprono il campo, oltre che a prospettive di cura sempre più efficaci, alle problematiche legate a quello che si configura come un inedito sconfinamento nel campo della privacy. Una sorta di “genoma-leak”, come lo definisce il biologo: pensiamo infatti a cosa accade se alla variabile imprevedibile della nostra morte si sostituisce una scienza in grado di determinare esattamente, attraverso il genoma, a quali tipi di malattie siamo più propensi. Senza contare gli alti costi di questo tipo di medicina, che determinano l’impossibilità di accesso alle cure per una larga maggioranza della popolazione. Problematiche bioetiche che il professor Ciechanover ha approfondito nel suo intervento, sottolineando anche come sia necessario aumentare il sostegno alla scienza. “Gli scienziati – ha detto il Nobel – devono rivolgersi ai giovani, anche per formare una nuova generazione di ricercatori. Le sfide da affrontare con urgenza sono le malattie neurodegenerative, ma anche quelle poste dall’ambiente, dall’inquinamento e dalle risorse energetiche, per le quali serve una collaborazione internazionale”.
http://www.bolognamedicina.it

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Incontro sul tema: “Scienza a fumetti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Camerino. Il prossimo martedì 9 aprile il Sistema Museale dell’Università di Camerino organizza un incontro sul tema “SCIENZA a FUMETTI” dedicato agli studenti degli Istituti Superiori, aperto anche al pubblico, per parlare di Scienza, allacciandosi ai poteri dei supereroi dei fumetti ideati da Stan Lee, scomparso pochi mesi fa ed i cui personaggi ancora oggi affascinano le nuove generazioni, con sorprendente continuità.
Parteciperanno all’iniziativa, che si terrà presso l’Auditorium Benedetto XIII con inizio alle ore 10, in qualità di relatori, il Rettore Unicam prof. Claudio Pettinari, per raccontare i superpoteri della chimica, il prof. David Vitali, Direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam e esperto in onde gravitazionali e misteri del Cosmo, il dott. Andrea Ettore Bernagozzi, Astronomo dell’Osservatorio Astronomico Regione Autonoma Valle d’Aosta, per sondare la profondità delle galassie alla ricerca dei supereroi alieni, il prof. Gilberto Pambianchi, Direttore del Polo Museale ed Orto Botanico, il dott. Renato Franchi, Product Manager della Panini Comics che attualmente edita i fumetti Marvel in Italia ed il dott. Alessandro Blasetti, Responsabile dello Staff del Polo Museale di Unicam. Nel corso dell’incontro, dunque, i relatori, attraverso le loro specifiche competenze, tratteranno del rapporto fra Scienza e Fumetti, connubio capace di aprire orizzonti in grado di stimolare i giovani, appassionati e non, ad avvicinarsi al mondo della ricerca e delle scienze applicate, che rendono oggi possibili molte delle straordinarie capacità dei Supereroi Marvel.

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Leggere il pensiero: dalla parapsicologia alla scienza

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Roma primo aprile 2019 ore 20,00 Piccolo Eliseo Via Nazionale 183. I media e la fantascienza ci hanno abituato a idee quali poter muovere delle cose con il pensiero, poter “leggere” i pensieri delle persone, poter comandare arti artificiali con la sola volontà mentale. Basta pensare ad un qualsiasi episodio di X-men con i poteri dei diversi super-eroi.
Nel prossimo, attesissimo incontro il prof. Fabio Babiloni, docente di Neuroscienze e Bioingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, affronterà il tema di come sia possibile attualmente per la scienza poter interpretare e riconoscere alcuni semplici “pensieri” dell’uomo e degli animali a noi più prossimi (primati) e del modo in cui si è arrivati a decodificare in tempo reale l’attività cerebrale di persone che sono in stato vegetativo e come poter, in maniera molto semplificata, poter dialogare con persone che non possono muovere un muscolo del loro corpo a causa di malattie progressive degenerative.
La speranza è quella di poter muovere con il pensiero arti artificiali, per poter restituire mobilità a persone che l’hanno perduta, o destrezza a persone che non hanno più le mani, così come anche la possibilità di muovere degli oggetti con il pensiero. Il professore ci parlerà, infine, di quanto questa “lettura” della nostra mente potrà farci interagire in un prossimo futuro con gli ambienti di lavoro (aerei, automobili, sale di controllo di metropolitane e ferroviarie) e di quanto ancora la scienza ci separa dalle aspettative che invece la fantascienza ci suggerisce come prossime.
Il prof. Fabio Babiloni è professore di Fisiologia, Neuroscienze e Bioingegneria elettronica presso l’Università La Sapienza di Roma.
Dirige il laboratorio di Neuroscienze industriali, dove si applicano le neuroscienze nei contesti di marketing e di attività di interesse per l’industria italiana e straniera.
E’ autore di 250 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, ha un h-index di 65 (Google scholar). Il prof. Fabio Babiloni è nella lista dei Top Italian Scientists, i migliori 2500 scienziati italiani viventi, in tutti i campi del sapere. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (a cura di Viviana Kasam presidente BrainCircleItalia) http://www.brainforum.it

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Scienza: a buon punto gli esperimenti per un Drone a propulsione PNN

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

Roma. È a buon punto la procedura sperimentale per il decollo di un drone PNN, Propulsione Non Newtoniana, procedura resa possibile solo dal cambiamento sperimentale delle 3 leggi della dinamica newtoniana.Tra gli oppositori ortodossi ventennali della PNN che hanno cambiato parere circa la possibilità di violare il principio di azione e reazione di Newton c’è la presenza del fisico Elio Fabri, ex Professore alla Normale di Pisa, che ha fatto notare che, vigenti le leggi della elettrodinamica classica, è possibile teoricamente la violazione del III Principio di Newton in ambito elettrodinamico.Qui è possibile trovare i dettagli di tale possibilità in un eleborato teorico del Prof. Elio FabriCirca la violabilità del 3° principio di Newton molti concordano a livello teorico da oltre 1 secolo. Purtroppo essendo la fisica la scienza del “come” non sanno appunto come va strutturato un prototipo per raggiungere questo obiettivo. Noi riteniamo ,in base sempre agli esperimenti, che il prototipo del drone F432 abbia risolto il problema.
Un drone PNN è infatti un passo essenziale di una serie di step per una sonda di andata e ritorno su Marte per riportare campioni del suolo marziano sulla Terra.Per i recenti sviluppi sperimentali della PNN esiste quindi la possibilità di costruire un drone a propulsione PNN. Quanto diremo potrebbe apparire fantastico e impossibile se non esistesse una base sperimentale verificabile con i recenti test con il prototipo PNN F432 in guisa di piccola astronave. La struttura originale sarà comunque quella rafforzata del prototipo già testato
Secondo questi test si sono prodotti sperimentalmente una serie di eventi incredibili legati al superamento di tutti e 3 i principi della meccanica newtoniana (maggiori dettagli sono disponibili al link http://www.asps.it/takeoff.htm).In pratica il cambiamento delle leggi della dinamica newtoniana si innesca attraverso la violazione del terzo principio della dinamica, il principio di azione e reazione.Per il principio di Newton la spinta dovrebbe essere costante a energia erogata costante, mentre nel nostro caso aumenta con l’andare del tempo, come sulla bilancia che si alleggerisce continuamente, così come risulta nel video del 22 gennaio 2019 (link video: http://www.asps.it/SA59.mpg).La bilancia elettronica Kern (debitamente schermata) è sensibile a 1/100 di grammo e trasmette i suoi dati a un computer attraverso una fibra ottica per evitare interferenze attraverso il cavo con l’irraggiamento e.m. del prototipo.Che significa relativamente alla possibilità di costruire un drone PNN? Che la spinta in concorso con la nuova legge di inerzia può raggiungere livelli di accumulo tali da far distaccare il prototipo PNN da terra, e per fare un esempio basta caricare di spinta il prototipo per un certo tempo come si riempie un contenitore di acqua. Con il prototipo F432 si calcola che dovrebbe avvenire il distacco dal suolo dopo circa 17 ore alle basse spinte attuali.Nel test sulla bilancia Kern si vede che spenta l’alimentazione il sistema continua ad accelerare ovvero che è cambiata la sua legge di inerzia, e si ha un moto accelerato in stato inerziale come se il sistema fosse propulso.
Sembra si abbia un cambiamento dello stato fisico del mobile non newtoniano.
In questo altro video http://www.asps.it/tremito4.mpg avendo potuto (con temperature iniziali più basse) raffreddare meglio la plancia (complesso di dissipazione termica passiva dell’amplificatore) per più tempo si è raggiunta una spinta maggiore sul pendolo.
Allo stato attuale significa che si hanno le prove di base per raggiungere la spinta utile per realizzare un decollo dal suolo migliorando il prototipo attuale F432 .Ulteriori info circa le attuali attività sperimentali dell’Associazione Sviluppo Propulsione Spaziale (ASPS) in queste pagine in continuo aggiornamento:http://www.asps.it/videopnn58.htm

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Secondo appuntamento di La Scienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Roma Lunedì 18 febbraio ore 20 Piccolo Eliseo via Nazionale 183 Secondo appuntamento di La Scienza e Noi a cura di Viviana Kasam, presidente di BrainCircle Italia, manifestazione che valorizza l’eccellenza degli scienziati italiani, parlando delle ricerche scientifiche più innovative. La rassegna, che prevede un ciclo di incontri a ingresso gratuito e con diretta streaming su http://www.brainforum.it registra, per il terzo anno consecutivo, fortissimo interesse di critica e di pubblico. Si parlerà di Neurolinguistica, una delle discipline oggi più studiate nell’ambito delle neuroscienze, con Andrea Moro: linguista, scrittore, scienziato e professore di Linguistica generale presso la Scuola Universitaria Superiore (IUSS) di Pavia, dove ha fondato il centro di ricerca in Neuroscienze, epistemologia e sintassi teorica. Andrea Moro è uno dei massimi scienziati al mondo per lo studio del linguaggio e suoi lavori sono all’avanguardia nel settore.
Il neuroscienziato parlerà al pubblico del Piccolo Eliseo dell’insieme di proprietà che, al di là delle apparenze, tutte le lingue condividono facendo riferimento a esperimenti e studi sul cervello e linguaggio che egli stesso ha contribuito a progettare; spiegherà la struttura del linguaggio umano, passando dalle cosiddette “lingue impossibili”, ossia quelle che il cervello non riconosce come naturali, fino ad arrivare, attraverso un percorso scientifico, al suono del pensiero.Ingresso libero fino a esaurimento posti
Info: http://www.brainforum.it

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“Informare responsabilmente con la scienza: la carta deontologica del giornalismo scientifico”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Piacenza 1 dicembre 2018. Una maratona scientifica che si apre al mattino col seminario di formazione “Informare responsabilmente con la scienza: la carta deontologica del giornalismo scientifico”- dalle 08.30 alle 13.00 presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia 12 e dalle 14.15 alle 18.15, presso il Teatro Municipale di Piacenza, via Giuseppe Verdi 41 con la Lectio Magistralis di Fabiola Gianotti, direttore generale del CERN di Ginevra, che illustra l’avventura delle origini dell’universo osservate al CERN, il più grande laboratorio di fisica del mondo. Seguono le testimonianze di Telmo Pievani dell’Università degli Studi di Padova, che svela gli enigmi dell’evoluzione della vita sulla Terra e di Paolo Soffientini dell’Istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano (IFOM) e musicista, che descrive come la ricerca in laboratorio si fonde con la passione per la musica e con la divulgazione.
“Le origini dell’universo osservate dal CERN, il più grande laboratorio di fisica del mondo” è il titolo della Lectio Magistralis di Fabiola Gianotti, direttore generale del CERN di Ginevra.
L’esperienza dei ricercatori viene affrontata negli interventi di Telmo Pievani, ordinario Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova, filosofo della Scienza, comunicatore e divulgatore, che affronta “Gli enigmi e il futuro dell’evoluzione della vita sulla terra” e di Paolo Soffientini, ricercatore IFOM-Istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano,musicista e scrittore, che racconta “Il mestiere di ricercatore in un istituto internazionale e con la passione per il rock e la letteratura”
L’intervento di Ugo Amaldi, presidente Fondazione TERA, traccia un ricordo del padre Edoardo Amaldi, grande fisico piacentino che ha contribuito alla fondazione del CERN di Ginevra nel 1954 (e allo stesso tempo ha dato un apporto fondamentale alla nascita dell’ESA-Agenzia Spaziale Europea) spiegando poi il documentario realizzato in occasione dei 110 anni dalla nascita (1908-1989) dal titolo “La Scelta. Edoardo Amaldi e la Scienza senza confini”, che viene presentato in anteprima al convegno in una versione ridotta della durata di 45 minuti – la durata complessiva è di oltre 120 minuti. Nell’evento Ugis a Piacenza del 2016 la proiezione di un cortometraggio ha anticipato il laborioso percorso che ha portato oggi nel 2018 al documentario, diretto da Enrico Agapito e scritto da Adele La Rana; consulenza scientifica e storica di Giovanni Battimelli e Adele La Rana. Ci sono voluti oltre 3 anni di lavorazione, per raccogliere più di 30 interviste originali illustri e un approfondito studio di reperti d’archivio in parte inediti e ricostruzioni storiche appositamente realizzate. Le testimonianze dei famigliari, collaboratori, colleghi e scienziati contribuiscono a tracciare la personalità di Amaldi e la visione di una delle figure più significative della fisica e della politica scientifica del Novecento. Adele La Rana ricorda anche che l’interezza delle documentazioni, delle testimonianze orali e visive raccolte, circa 40 ore, che non sono fruibili nel poco tempo che la sintesi di un film comporta , restano un patrimonio da consultare utile per i posteri che verrà riversato nell’Archivio Edoardo Amaldi presso il Dipartimento di Fisica dell’Università Sapienza di Roma.

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Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Roma 6 novembre alle ore 10.30 presso la sede dell’Istituto Pasteur Italia (Viale Regina Elena, 291) l’Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti dedicherà la giornata al tema “Scienza è progresso: un diritto dell’umanità”, promuovendo un dibattito finalizzato a ribadire l’importanza dei progressi scientifici per garantire il diritto alla salute di tutti. Nell’ambito dell’evento verrà inoltre lanciata la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Parola d’ordine ricerca”. Perché non può esserci progresso senza il sostegno alla ricerca scientifica e in questo campo l’impegno dell’Istituto Pasteur Italia si distingue nel panorama nazionale per sforzi e continuità. Una pratica virtuosa che si concretizza ogni anno attraverso i numerosi finanziamenti destinati a ricerche d’eccellenza su malattie infettive, malattie degenerative e tumori, dei quali possono beneficiarne non solo i ricercatori dei Laboratori Pasteur Italia, ma anche i ricercatori di Sapienza Università, affiliati all’Istituto Pasteur.
Nel triennio 2015-2017 l’Istituto Pasteur ha erogato circa 1.248.000 euro per finanziare i nuovi Laboratori Pasteur Italia e l’attività di ricerca ad essi correlata e circa 1.240.000 euro per finanziare i laboratori affiliati dell’Università Sapienza. A differenza del trend negativo che negli ultimi 10 anni ha visto i fondi pubblici per la ricerca italiana ridotti del 20%, quello del Pasteur è un modello positivo volto ad incentivare le nuove generazioni di ricercatori a non scappare oltre i confini nazionali, perché l’Italia dei “ricercatori che restano” ottiene eccellenti risultati in molti settori, come ha ricordato a febbraio 2018 Nature sostenendo che il nostro è il Paese europeo che ha maggiormente incrementato il proprio contributo al 10% delle scoperte scientifiche più citate al mondo.

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Siena scopre la “scienza dell’impossibile”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 settembre 2018

Siena “La scienza dell’impossibile” è questo il titolo del suggestivo ciclo di incontri che prenderà via a Siena il prossimo sabato 29 settembre e che per cinque settimane condurrà alla scoperta dell’alchimia, ovvero di quell’antichissima scienza della trasformazione, caratterizzata da un linguaggio fortemente simbolico e interiore che da sempre affascina l’uomo. Gli appuntamenti, ad ingresso libero, sono organizzati dall’Associazione Archeosofica di Siena e avranno luogo ogni sabato alle ore 18.00 (ad eccezione del quarto in programma per domenica 21 ottobre alle ore 16.30), presso la sede di Siena in via Banchi di Sopra 72.
La parola alchimia suggerisce immagini filmiche di alambicchi e vecchi stregoni chini su libri e pentole bollenti, intenti a trasformare il piombo in oro: di fatto seppure misteriosa, sin dall’antichità l’alchimia era una scienza che si occupava di “medicamenti” sia per la salute fisica che per quella spirituale. Una “scienza dell’impossibile” anche nella forma spesso affidata a un linguaggio criptato fatto di uno spiccato simbolismo.Ecco allora che un gruppo di giovani studiosi condurrà il pubblico attraverso la storia, il linguaggio degli alchimisti, la loro missione svelando come, dietro una serie di particolari allegorie, si celi un vero e proprio lavoro interiore per arrivare alla pietra filosofale.
Si comincia sabato 29 settembre con “Alchimia ai confini del tempo” un incontro durante il quale i relatori Simone Martignano, Jerome King Canta e Filippo Costanti mostreranno come l’alchimia, quale scienza della trasformazione interiore, sia stata un valido supporto per l’uomo di ogni tempo impegnato in un personale percorso di conoscenza.
Sabato 6 ottobre invece, Federica Longo, Luca Elli e Luca Sgarro parleranno de “Le chiavi della trasmutazione alchemica”, un incontro durante il quale si vedrà come gli alchimisti abbiano dato un importante contributo alla chimica moderna, lasciando un “manuale operativo” fortemente simbolico, che spiega come ottenere il prezioso oro che l’uomo da sempre cerca di conquistare.
“Oltre il velo dei simboli” è il tema proposto sabato 13 ottobre da Simone Menichetti e Filippo Costanti. La scienza segreta conosciuta ed insegnata da personalità come Ermete Trismegisto, Mosè Paracelso, Cardano, Böhme e Kunrath, è stata tramandata fino ad oggi in trattati dal linguaggio quasi incomprensibile. I relatori si chiederanno cosa vogliono dirci questi grandi alchimisti tra chimica, simbolismo e spiritualità.
Domenica 21 ottobre Paolo Guagliumi presenterà “Pietra filosofale: chimera o conquista?”, conferenza dedicata a uno dei miti che ha attraversato il tempo. Cercata da esploratori di ogni tempo, la pietra filosofale, chiamata anche elisir o tintura, sarebbe stata capace di trasformare il piombo e tutti i metalli imperfetti in oro purissimo. Una ricerca avventurosa, ricca di significati simbolici che ancora è piena di significato.
Sabato 27 ottobre il ciclo di appuntamenti si conclude con “La Grande Opera: tecniche e segreti di una via spirituale”. Sarà Alessandra Canini a condurre il pubblico in un viaggio che dal laboratorio dell’alchimista luogo simbolico e fortemente evocativo per eccellenza, giungerà alla scoperta di tutte le operazioni necessarie per ottenere la metamorfosi della materia prima su cui si lavora: l’individuo stesso.

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Siena scopre la “scienza dell’impossibile”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

Siena ogni sabato alle ore 18.00 presso la sede di Siena in via Banchi di Sopra 72. Si comincia sabato 29 settembre con “Alchimia ai confini del tempo” un incontro durante il quale i relatori Simone Martignano, Jerome King Canta e Filippo Costanti mostreranno come l’alchimia, quale scienza della trasformazione interiore, sia stata un valido supporto per l’uomo di ogni tempo impegnato in un personale percorso di conoscenza.
La parola alchimia suggerisce immagini filmiche di alambicchi e vecchi stregoni chini su libri e pentole bollenti, intenti a trasformare il piombo in oro: di fatto seppure misteriosa, sin dall’antichità l’alchimia era una scienza che si occupava di “medicamenti” sia per la salute fisica che per quella spirituale. Una “scienza dell’impossibile” anche nella forma spesso affidata a un linguaggio criptato fatto di uno spiccato simbolismo.Ecco allora che un gruppo di giovani studiosi condurrà il pubblico attraverso la storia, il linguaggio degli alchimisti, la loro missione svelando come, dietro una serie di particolari allegorie, si celi un vero e proprio lavoro interiore per arrivare alla pietra filosofale. Gli altri incontri in programma sono:
Sabato 6 ottobre Federica Longo, Luca Elli e Luca Sgarro parleranno de “Le chiavi della trasmutazione alchemica”, un incontro durante il quale si vedrà come gli alchimisti abbiano dato un importante contributo alla chimica moderna, lasciando un “manuale operativo” fortemente simbolico, che spiega come ottenere il prezioso oro che l’uomo da sempre cerca di conquistare.
“Oltre il velo dei simboli” è il tema proposto sabato 13 ottobre da Simone Menichetti e Filippo Costanti. La scienza segreta conosciuta ed insegnata da personalità come Ermete Trismegisto, Mosè Paracelso, Cardano, Böhme e Kunrath, è stata tramandata fino ad oggi in trattati dal linguaggio quasi incomprensibile. I relatori si chiederanno cosa vogliono dirci questi grandi alchimisti tra chimica, simbolismo e spiritualità.
Domenica 21 ottobre Paolo Guagliumi presenterà “Pietra filosofale: chimera o conquista?”, conferenza dedicata a uno dei miti che ha attraversato il tempo. Cercata da esploratori di ogni tempo, la pietra filosofale, chiamata anche elisir o tintura, sarebbe stata capace di trasformare il piombo e tutti i metalli imperfetti in oro purissimo. Una ricerca avventurosa, ricca di significati simbolici che ancora è piena di significato.
Sabato 27 ottobre il ciclo di appuntamenti si conclude con “La Grande Opera: tecniche e segreti di una via spirituale”. Sarà Alessandra Canini a condurre il pubblico in un viaggio che dal laboratorio dell’alchimista luogo simbolico e fortemente evocativo per eccellenza, giungerà alla scoperta di tutte le operazioni necessarie per ottenere la metamorfosi della materia prima su cui si lavora: l’individuo stesso.

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Libro: Trieste e la scienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

Trieste. Gli autori sono: Davide Ludovisi e Fedtrieste e la scienzaerica Sgorbissa. Da oltre quindici anni si occupano di comunicazione scientifica. La prefazione è di Pietro Greco, giornalista scientifico e storico conduttore di Radio3 Scienza. Il libro “Trieste e la scienza. Storia e personaggi” racconta in modo divulgativo le storie di famosi personaggi come Sigmund Freud, che a Trieste ha passato un periodo fondamentale, Erwin Schrödinger, che sul Carso ha conosciuto le teorie di Einstein, la coppia Edoardo Weiss e Vanda Shrenger, che ha portato la psicoanalisi in Italia, i geniali matematici triestini Bruno de Finetti e Pierpaolo Luzzatto Fegiz, ma anche Massimiliano d’Asburgo, che da Trieste ha organizzato una delle più grandi spedizioni naturalistiche mondiali via mare o Humphry Davy, il chimico che ha ispirato il personaggio di Victor Frankenstein e che nel porto adriatico ha condotto i suoi ultimi esperimenti, ossessionato da un’apparente nuova forma di elettricità. Ovviamente ci sono pure Franco Basaglia, Franco Panizon, Margherita Hack, Dennis Sciama, Rita Levi Montalcini, tutti accomunati da un profondo legame con la città.Il libro esplora anche le storie ancora poco note di triestini di nascita o d’adozione come Carl Weyprecht, intrepido esploratore ottocentesco che ha concepito l’Anno polare internazionale, Giacomo Ciamician, pioniere della fotochimica e dei sistemi a energia solare, Michele Besso, il migliore amico di Albert Einstein che ha aiutato nella formulazione della teoria della Relatività ristretta, Pietro Valdoni, il caposcuola della chirurgia italiana, Gaetano Kanizsa, uno dei più grandi psicologi sperimentali italiani, Mario Tosi, il padre della fisica della materia condensata in Italia e molti, moltissimi altri.Immancabili ovviamente i protagonisti che tra gli anni Sessanta e Ottanta hanno trasformato Trieste nella città della scienza conosciuta nel mondo: in testa Paolo Budinich, il caparbio fisico che assieme al collega e premio Nobel Abdus Salam ha saputo sfruttare la situazione politica del dopoguerra. I due, beneficiando soprattutto del lavoro di scienziati del calibro di Francesco Vercelli, Carlo Morelli, Arturo Falaschi e Luciano Fonda (solo per citarne alcuni) sono riusciti a concepire un sistema integrato di ricerca di peso mondiale, proiettato nel futuro ma che ha solide radici in duecento anni di storia. È un libro che racconta anche l’evoluzione della scienza stessa, dagli scienziati eclettici e individualisti ai grandi team internazionali della Big Science dei giorni nostri. Oltre alle 70 biografie dei protagonisti principali, un excursus storico inquadra l’evoluzione degli istituti di ricerca nel contesto degli eventi storici internazionali e locali, raccontando come l’immigrazione, la multiculturalità e lo slancio economico abbiano influito positivamente anche sullo sviluppo della ricerca. Un lungo capitolo è dedicato alle ultime frontiere scientifiche e tecnologiche che si stanno esplorando ora a Trieste, per capire cosa ci potrà riservare il futuro di un sistema di ricerca integrato unico in Europa. Facebook: https://www.facebook.com/triesteelascienza/

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Master on-line in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 settembre 2018

Ferrara Fino al 5 novembre è possibile iscriversi alla diciottesima edizione del Master universitario di I livello in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”, attivato dall’Università di Ferrara con modalità didattica on-line e laboratori facoltativi in presenza. Il Master si rivolge sia a coloro che intendono esercitare una professione nell’ambito della comunicazione scientifica (giornali, media digitali, istituzioni ed enti di ricerca, URP, uffici stampa, aziende pubbliche e private, musei, case editrici, scuola), sia a persone già inserite nel mondo del lavoro che desiderano acquisire competenze e strumenti di comunicazione per promuovere o riqualificare la propria figura professionale.Tutta l’attività didattica on-line è seguita da docenti e tutor di classe e contenuto (elenco dei docenti e dei corsi nel sito dell’Università). Le uniche attività obbligatorie in presenza sono gli esami, che si svolgono sempre nel fine settimana. Le attività facoltative (seminari, laboratori, conferenze, spettacoli) sono organizzate in coincidenza con le sessioni di esame.Il Master, con più di 600 iscritti dalla sua fondazione, rappresenta non solo una delle iniziative più longeve in questo settore, ma anche l’unico percorso di formazione a distanza in Comunicazione della scienza nel panorama nazionale. Il Master è a numero chiuso: verranno accettate le prime 40 iscrizioni.L’attivazione è subordinata al raggiungimento di 30 iscrizioni. Le iscrizioni si possono effettuare esclusivamente on-line all’indirizzo https://studiare.unife.it/Home.do
La tassa di iscrizione è pari a Euro 2.400,00. Chiusura delle iscrizioni: 5 novembre 2018.

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Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 settembre 2018

La casa automobile.jpgModena venerdì 14 settembre, ore 18 Periodo mostra: 14 settembre 2018 – 24 febbraio 2019 Museo della Figurina Palazzo Santa Margherita Corso Corso Canalgrande 10.
Mostra Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza a cura di Pleiadi Emilia, in occasione del festivalfilosofia 2018, dedicato quest’anno al tema della Verità. L’esposizione indaga il rapporto tra scienza e verità conducendo il pubblico all’interno del laboratorio scientifico, luogo simbolo dell’obiettività e dell’attendibilità. Attraverso un percorso interattivo, il visitatore si mette nei panni dello scienziato alle prese con il compito di svelare falsi miti e trovare conferme celate nelle immagini delle figurine.
Come affermava lo scrittore visionario Jules Verne, la scienza non esclude gli errori, anzi spesso sono proprio questi ultimi a portare alla verità. Per questo motivo, la mostra darà ai visitatori la possibilità di effettuare esperimenti in prima persona e in autonomia tramite due installazioni interattive, soffermarsi sugli approfondimenti testuali, osservare reperti straordinari come un contenitore contenente polvere lunare e oggetti tridimensionali selezionati allo scopo di avvalorare o smentire gli elementi che emergono dal mondo della figurina. Si svelerà, ad esempio, se contiene più vitamina C un’arancia o un peperone, cosa c’è dietro al trucco del letto di chiodi su cui siede il fachiro e, più in generale, come scienza e tecnologia abbiano cambiato la vita di tutti i giorni a partire dall’evoluzione dei prodotti, degli strumenti e dei contenitori in dotazione nelle farmacie a partire dalla fine dell’Ottocento.
Il percorso espositivo parte dalla dicotomia “verità vs falso mito”, declinata in tre macro ambiti: medicina, alimentazione e ambiente. Per quanto riguarda la medicina, in particolare, il focus è sui contenuti pubblicitari delle figurine storiche di fine Ottocento, che sponsorizzavano prodotti farmaceutici spesso realizzati attraverso principi attivi tenuti segreti. In esposizione, alcuni esempi di rimedi e soluzioni d’altri tempi, messi in relazione con le nozioni oggi consolidate. Analogamente, nel campo dell’alimentazione si parlerà di prodotti industriali innovativi per l’epoca quali gli estratti di carne, gli amari quali la Ferrochina o il cioccolato in tutte le sue versioni, le cui virtù spesso esagerate e mitizzate venivano illustrate nel retro delle figurine, a volte tramite tabelle comparative. Nel campo dell’ambiente, infine, si sveleranno le notizie fasulle che circolavano su animali (preistorici e non), piante e mondo extra-terreste.
La sezione “Magia o scienza?” illustra fenomeni naturali facilmente comprensibili in termini scientifici, mentre altre figurine spiegano esperimenti ludici che nascondono trucchi, illusioni ottiche e cinematografiche. Attraverso la fisica è inoltre possibile spiegare le incredibili potenzialità di alcune specie di insetti, che assomigliano a quelle immaginate per i supereroi protagonisti delle recenti e fortunate saghe cinematografiche e televisive.
Se è vero che grazie all’immaginazione si può sognare il futuro è vero anche che la scienza e la tecnologia in alcuni casi lo rendono reale. Proprio per questo la mostra si sofferma anche sulle visioni oniriche di fine Ottocento – come le case-mobili, il foto-telefono, la macchina che elimina il maltempo o l’apparecchio per la visione di spettacoli teatrali a casa propria – alcune delle quali sono rimaste nella sfera dell’immaginario mentre altre si sono poi avverate determinando un importante progresso per l’intero genere umano.
Orari di apertura mercoledì, giovedì, venerdì: 11-13; 16-19 sabato, domenica e festivi: 11-19
Ingresso Intero: 6 € | Ridotto: 4 € (foto copyright museo della figurina: la casa automobile)

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Festival dell’Ambiente delle Scienze e delle Arti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Cilento – Provincia di Salerno. Il 4 agosto Segreti d’Autore – Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti cambia location, dai borghi storici di Valle e Rocca Cilento si sposta nell’affascinante comune di Serramezzana, il più piccolo del Cilento storico, con La Signora della Scena, un incontro con la versatile attrice e cantante Lina Sastri.
La straordinaria potenza espressiva della Sastri, la sua autorevole presenza scenica, unite alla capacità di immedesimazione brillano in ogni ruolo interpretato dal teatro, al cinema, alla televisione. La sua passione travolgente, la forza dell’interpretazione, dagli esordi teatrali nel celeberrimo Masaniello di Armando Pugliese, ai fortunati incontri con Eduardo De Filippo e Giuseppe Patroni Griffi, la magia della sua voce nella canzone napoletana e non, fino al debutto cinematografico ne Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri e le indimenticabili prove d’artista in Mi manda Picone di Nanni Loy, Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci e L’inchiesta di Damiano Damiani, con le quali vince tre David di Donatello e un Nastro d’Argento, ci hanno donato una visione estremamente eclettica dell’interprete partenopea. L’incontro si articola in un racconto teso ad indagare la natura del lavoro dell’attore, i sacrifici e gli sforzi ad esso connessi. La serata si arricchisce di contributi video della lunga carriera dell’attrice e cantante. Nel corso della serata a Lina Sastri verrà conferito il Premio Segreti d’Autore 2018, una scultura a cura di Mimmo Paladino. L’ingresso agli eventi è gratuito.

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La bellezza è una scienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Roma Venerdì 21 – Sabato 22 settembre 2018 ore 9 WEGIL Largo Ascianghi, 5. Sarà lo spazio culturale polivalente e creativo WEGIL, struttura della Regione Lazio nel cuore di Trastevere, ad ospitare la decima edizione di DERMART, la manifestazione ideata da Massimo Papi che mette a confronto la clinica delle malattie della pelle con l’arte visuale e le scienze dell’osservazione. Un traguardo festoso per questa iniziativa che nel corso degli anni, grazie ai tecnici, ai curiosi e agli appassionati di arte, ha registrato un boom di presenze, sviscerando argomentazioni legate al filo della salute, delle novità scientifiche, dei trend e dell’esplorazione artistica inedita.L’argomento prescelto per questa edizione – che si svilupperà con ingresso libero a tutti (e iscrizione a parte ECM per gli studenti di medicina) è “La bellezza è una scienza”, fil rouge comune tra le tecniche diagnostiche più aggiornate e gli aspetti pratici delle terapie, ma anche tema di analisi approfondite sulla storia dell’arte.
“Special guest” del convegno, in questa particolare materia, sarà Semir Zeki, neurofisiologo di fama mondiale, che con i suoi studi ha aperto la strada alla Neuroestetica, la più attuale delle branche delle Neuroscienze e che parlerà della mappatura del cervello e della pelle in termini di bellezza.Si darà inoltre spazio alla dermatologia del web, una vera e propria sfida degli anni 2000 per gli operatori del settore, incentrata sul confronto tra le procedure tradizionali e quelle dettate dai WhatsApp, ma anche sul modo di comunicare attraverso i social media evitando le fake news del settore.Ritardare l’invecchiamento cutaneo sarà un altro degli argomenti trattati, che vedrà riferirsi alle problematiche dell’età ma anche ai trattamenti laser di alcune malattie cutanee: su questo tema verrà organizzato un corso pratico a cura di Massimo Laurenza.
E ancora l’arte, con l’intervento di Vittorio Maria De Bonis su tatto e piacere nella storia dell’arte e di un pool di illustri dermatologi che rileveranno case histories sull’arte in supporto della diagnosi su argomenti di dermatologia “figurata”.
Corso avanzato di dermatoscopia su capelli, volto e cuoio capelluto con esperti di grande livello; gli integratori come medicinali per la bellezza dell’epidermide; eye tracking in dermatologia e i segni della violenza tra pelle bianca e colorata attraverso alcune rare testimonianze saranno infine oggetto degli altri incontri, per trascorrere – tra informazione, approfondimenti e svago – due giorni di full immersion su ragionamenti inusuali o comunque generalmente poco trattati.Lo spirito di Dermart è come sempre clinico, con sessioni di casistica interattiva, efficaci per apprendere nuovi quadri e ripassare argomenti già noti, con il desiderio d’interpretare la cute sana o malata come tela pittorica e le opere d’arte come strumento di analisi per chi cura la pelle. Obiettivo della manifestazione è, in particolare, quello di creare un’atmosfera di amicizia e di interesse comune, con spazi e tempi dedicati a domande e interventi dei partecipanti e con il coinvolgimento di tutti, anche dei non esperti. In tale ambito saranno anche organizzati corsi pratici sul tatuaggio terapeutico.Tutto con il piacere di momenti conviviali accompagnati – come consuetudine – dal fascino del profumo e della qualità di grandi vini del Lazio e dell’Umbria. DermArt è un’iniziativa realizzata con il patrocinio di: Regione Lazio, Ministero della Salute, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ordine dei Medici di Roma, ADOI, Donne dermatologhe Italia, LILT (Lega italiana lotta tumori), Italian Acne Board, Federfarma.

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I confini tra scienza, fantascienza ed eventi biblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

La recente notizia che un gruppo di scienziati ha acquisito la prova che il diluvio universale, descritto nelle sacre scritture, abbia veramente sconvolto il mondo intero circa diecimila anni fa, mi ripropone il discorso, in verità mai sopito, sul confronto/scontro più in generale tra scienza, fantascienza e scritture bibliche. Gli aspetti più eclatanti li ho avvertiti con i primi clamorosi studi e ricerche sull’ingegneria genetica.
Uno di questi fu divulgato nel 1984 quando il prof. Steve Gould dell’Harvard University rivelò che esista la possibilità tecnica di fecondare una femmina di scimpanzé con seme umano.
Come può essere realizzabile? In genere le cellule sono rivestite da un’unità organica con caratteristiche immunitarie che ne definiscono la specificità. Ciò significa che questa membrana “difensiva” è in grado di frapporre un ostacolo naturale al tentativo di collegarla con cellule di specie diverse. Lo stesso accade per gli spermatozoi. Hanno potere fecondante se mancano particolari sostanze e che sono invece presenti nel liquido vaginale della femmina della stessa specie. Ebbene questi ostacoli nella “fecondazione in vitro” sono stati superati. Ma non basta. Nello spermatozoo esiste un “codice” segreto che impedisce la fecondazione alla presenza di liquidi vaginali non appartenenti alla stessa specie. Ancora una volta la barriera è stata scavalcata in seguito all’esperimento del prof. Juri Yano dello Yekes Primate center of Atlanta in seguito all’adozione di una particolare tecnica enzimatica.
A questo punto non sembra vi siano ostacoli notevoli per realizzare un ibrido uomo-scimmia. In via del tutto naturale si sa della nascita, in cattività, di un piccolo da una femmina di Siamango (una specie di scimmie che vive nell’Asia meridionale) con un gibbone. In questo caso la distinzione genetica è maggiore rispetto a quella dell’uomo-scimmia. Infatti, mentre il rapporto con il gibbone è di 46 e 48 cromosomi quelli con il Siamango è di 50 e 44. Il piccolo ibrido nacque con 47 cromosomi di cui 22 ereditati dalla madre e 25 dal padre. Probabilmente avrà voluto dire qualcosa la circostanza che le due specie avessero avuto un’origine comune ben 4/5 milioni di anni fa. Ed è quasi la data alla quale si fa risalire il rapporto di parentela natale uomo-scimpanzé. A questo punto è proprio il caso di dire che la magia e la fantascienza non costituiscono già da qualche tempo una novità per la natura. Basti pensare all’ape cartaia. Diciamo più semplicemente che esiste già un nuovo mondo e che le sue scoperte continueranno a stupirci a dispetto dei progressi della scienza. Un tema in se affascinante ma che qui riporto solo come citazione rimandando il lettore ai miei libri, pubblicati su Amazon in versione e-book, e quelli degli altri, davvero numerosi, che oggi hanno saputo sviscerare in tutte le loro parti, i limiti, oramai non più insuperabili tra scienza e fantascienza. (Riccardo Alfonso)

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“Il Bello di UNicam

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Il “Bello di parlare di Scienza” è stato il tema della seconda giornata de “Il Bello di UNicam. Anche in questo caso personaggi di spicco del settore hanno partecipato all’appuntamento, su tutti l’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri e Annalisa Plaitano, autrice del seguitissimo blog Ludmilla Science.
Anche Unicam è molto impegnata in questo settore, tanto che il Rettore Pettinari ha voluto presentare la summer school sulla comunicazione che l’Ateneo organizzerà dal 23 al 26 luglio, in collaborazione con Psiquadro e Fosforo Scienza, mentre la professoressa Polzonetti ha raccontato l’esperienza di S- Factor, un modo innovativo fortemente voluto da Unicam per avvicinare i giovani alla Scienza facendoli diventare protagonisti della comunicazione scientifica. Nel pomeriggio, poi, è stata la volta della presentazione dei casi di successo di ciascuna Scuola di Ateneo. La giornata si è conclusa con la performance “Scienza e Arte” in cui il chimico e Rettore Unicam Claudio Pettinari e lo storico dell’arte Alessandro Delpriori si sono alternati in un dialogo con immagini sull’affascinante connubio tra scienza, chimica in particolare, e pittura.
Oggi mercoledì 6 giugno la giornata viene dedicata a “Il Bello dell’Innovazione” dopo ii saluti del Rettore Pettinari, si inizierà con un intervento sul Trasferimento Tecnologico e la Terza Missione in UNICAM a cura del prof. Andrea Spaterna, Prorettore Unicam con delega alla Cooperazione territoriale e Terza Missione. Seguiranno poi gli interventi di Gilberto Pambianchi docente UNICAM e Enrico Caruso Direttore del Parco Archeologico di Selinunte, che illustreranno la collaborazione tra Unicam ed il Parco Archeologico, di Alessandro Sannino dell’Università del Salento che racconterà come è nata e si è sviluppata la start up Gelesis, mentre l’esperienza degli spin off UNICAM di successo sarà testimoniata da Aurelio Serrao per Biovecblok e Francesco Pezzuoli per Limix. Le conclusioni saranno a cura del prof. Gaetano Manfredi Presidente CRUI.
Nel pomeriggio ci si trasferirà ad Ascoli Piceno, dove è in programma una sessione sulla ricerca Unicam per il lavoro e lo sviluppo sostenibile, organizzata dalla Scuola di Architettura e Design dell’Ateneo in collaborazione con la Fondazione Carisap, nell’ambito del Festival Italiano dello Sviluppo Sostenibile 2018.“Il Bello dell’Eccellenza” sarà invece il tema della giornata di giovedì 7 giugno, interamente dedicata alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”. “Le Scuole di Eccellenza nel Sistema Universitario Italiano: due realtà a confronto per un percorso da condividere” sarà il tema del convegno nella sessione mattutina, al quale prenderanno parte in qualità di relatori Vincenzo Barone, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, Dario Braga Presidente dell’Istituto di Studi Superiori dell’Università di Bologna, Vittorio Danovi Coordinatore Nazionale della Rete Italiana degli Allievi delle Scuole e degli Istituti di Studi Superiori Universitari (RIASISSU), Raffaella Rumiati Vice Presidente del Consiglio Direttivo dell’ANVUR. I lavori saranno aperti dai saluti del Rettore Pettinari e del Direttore della Scuola di Studi Superiori ‘C. Urbani’ di Unicam Enrico Marcantoni, mentre il dibattito sarà coordinato dal Pro Rettore Vicario Unicam Graziano Leoni.
Nel pomeriggio, invece, spazio alla sessione estiva degli esami di Diploma della Scuola di Studi Superiori ‘C. Urbani’.
Nella serata, a partire dalle ore 21.15 è in programma “Buona Sera Unicam Show”, un talk show coinvolgente dedicato alle attività di Unicam, condotto, tra il serio e il faceto, dal giornalista di E’TV Marche Maurizio Socci: intrattenimento, sport, spettacolo ma anche esperimenti live e molto altro, per una serata da trascorrere insieme all’insegna del “bello di Unicam”.https://www.unicam.it/ilbellodiunicam/

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Il 25 e 27 maggio, a Busto Garolfo torna il Weekend della Scienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Busto Garolfo Venerdì 25 e domenica 27 maggio, il Gruppo di Ricerca storica di Busto Garolfo, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Tarra e il Circolo Astrofili Trezzano, il patrocinio del Comune di Busto Garolfo, della Farmacia Comunale e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, ripropone la manifestazione di divulgazione della cultura scientifica per i ragazzi delle scuole e per gli adulti. Tre appuntamenti per imparare a guardare il cielo con uno sguardo diverso. «Il successo della prima edizione di Weekend della Scienza ci ha spronato a continuare il percorso di promozione e divulgazione della cultura scientifica con la presenza di esperti che hanno fatto della scienza la propria passione», premette Federica Barbaglia, presidente del Gruppo di ricerca storica. «La presenza di una astrofisica di fama mondiale, quale Patrizia Caraveo, ma anche la possibilità di guardare il cielo sotto la guida di esperti fanno di questa edizione una manifestazione di alto profilo, ma aperta a tutti. Non certo ultimo, avremo un modello in scala 1:10 del razzo Saturno V per rievocare la grande avventura dell’uomo nello spazio».Per il secondo anno consecutivo, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si affianca al Gruppo di ricerca storica per una manifestazione «che ha il grande valore di avvicinare tutti, dai ragazzi agli adulti, al mondo della scienza», osserva il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi. «L’approccio divulgativo su temi estremamente complessi, ma altrettanto affascinanti, fa di questa iniziativa un’occasione di crescita per il nostro territorio. E come banca del territorio siamo vicini a quanti lavorano per costruire un futuro migliore».Il programma del Weekend della Scienza si apre venerdì 25 maggio con la conferenza di Patrizia Caraveo. L’astrofisica di fama mondiale, tra i primi studiosi a comprendere il ruolo fondamentale delle stelle di neutroni nell’astrofisica delle alte energie, terrà la conferenza dal titolo: “Siamo soli nell’universo? Come reagiremmo a un contatto con altri mondi?” (ore 21, nell’auditorium Don Besana di via Manzoni 50). Già dirigente di Ricerca all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Caraveo dirige oggi l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF); ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali dedicate all’astrofisica delle alte energie.
La manifestazione prosegue domenica 27 maggio alle scuole Don Mentasti, in piazzale Partigiani d’Italia. Dalle 15 alle 19 saranno proposti dei laboratori per osservazioni al microscopio di muffe, funghi, lieviti, protozoi e batteri; inoltre ci sarà la possibilità di osservare il sole con i telescopi solari del Circolo Astrofili di Trezzano. A partire alle 21, ci sarà l’osservazione notturna del cielo con i telescopi astronomici sotto la guida di Norberto Milani, presidente del Circolo Astrofili di Trezzano.Per tutto il pomeriggio della giornata, sarà esposto il modello in scala 1:10 del razzo Saturno V che la Nasa utilizzò tra il 1967 e il 1973 in ben 13 missioni dei programmi Apollo e Skylab. L’esposizione è stata possibile grazie alla collaborazione con Luigi Pizzimenti, presidente ADAA (Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica) e uno dei massimi esperti italiani in campo astronautico accreditato presso il Lunar Sample Laboratory Facility della NASA.

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L’INGV alla Festa di Scienza e Filosofia 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

A Foligno gli esperti INGV, dal 26 al 29 aprile. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sarà presente con 7 conferenze alla VIII edizione della “Festa di Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscienza” (Foligno 26 – 29 aprile). L’avventura dell’Uomo: da quale passato, verso quale futuro è il tema dell’evento che si concentrerà sulle sfide affrontate in passato e sugli obiettivi ancora da raggiungere, per poter conoscere e riuscire a descrivere le leggi fisiche che governano i fenomeni naturali.Ad aprire la Festa per l’INGV, sabato 28 aprile la conferenza Si possono prevedere i terremoti? a cura del fisico e ricercatore INGV Antonio Piersanti che analizzerà lo stato delle conoscenze e le prospettive delle ricerche, finalizzate alla previsione dei terremoti.
Sempre sabato 28 aprile, le sismologhe INGV Giovanna Cultrera, Maria Grazia Ciaccio e Lucia Margheriti racconteranno come la recente storia di intuizioni, scoperte e metodi di analisi sismologiche possa aiutare a comprendere il fenomeno del terremoto, all’interno della conferenza Cosa ci insegnano i terremoti? Quando il passato aiuta a scoprire il futuro.
A seguire, ancora sabato 28 aprile, il direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV, Augusto Neri, presenterà Vulcani: cosa sappiamo e cosa dobbiamo ancora imparare, un viaggio tra passato e futuro della ricerca e dei metodi impiegati per conoscere i vulcani, i loro precursori e le loro manifestazioni distruttive.
Altri 4 appuntamenti con l’INGV, domenica 29 aprile: Daniela Pantosti, direttrice del Dipartimento Terremoti, inizierà con Geologia del Terremoto: imprevisti che non devono sorprendere. Grazie allo studio di tracce lasciate dagli eventi sismici nel passato è possibile raccontare l’evoluzione nel tempo della deformazione della superficie terrestre, per capire come e dove si potranno verificare nuovi eventi sismici.
Alessandro Amato, responsabile del Centro Allerta Tsunami del Mediterraneo dell’INGV, proseguirà con la presentazione del suo libro Sotto i nostri piedi: storie di terremoti, scienziati e ciarlatani, finalista al Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica 2017.
Oltre ai terremoti e ai vulcani, attraverso le tecniche geofisiche viene monitorato e studiato anche l’ambiente terrestre; con La Geofisica per Ambiente: cosa abbiamo imparato, cosa dobbiamo ancora imparare sarà Leonardo Sagnotti, direttore del Dipartimento Ambiente dell’INGV, a parlare di tempeste magnetiche, inquinamento dell’atmosfera delle acque e del suolo e molto altro.
Concluderà la serie di presentazioni, targate INGV, Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV, con la conferenza Gradienti della Terra e non solo: com’è possibile misurare la variazione delle forze presenti all’interno del nostro pianeta e come queste influenzano i tempi e modi con cui manifesta la sua energia? A questi interrogativi e a molti altri ancora risponderà il Presidente dell’INGV, il principale ente di ricerca italiano per lo studio delle geoscienze. (http://www.festascienzafilosofia.it/events/ivano-doglioni-gradienti-della-terra-e-non-solo/)

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International Jazz Day

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Il 29 e 30 aprile si celebra l’International Jazz Day. Due giorni di musica (e non solo) in cinque angoli diversi della Sardegna: Alghero, Nuoro, Barumini, le isole dell’Asinara e di Tavolara. Così la terra dei nuraghi celebra l’International Jazz Day, l’appuntamento annuale del 30 aprile promosso dall’UNESCO, l’Agenzia dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: una giornata istituita nel 2011 per sottolineare il ruolo che la musica jazz può giocare nell’unire le persone di ogni angolo del globo, per promuovere la pace, il dialogo tra le culture, la diversità e il rispetto dei diritti umani e della dignità umana, la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e il ruolo dei giovani nell’attuazione del cambiamento sociale.
Jazz Island for UNESCO 2018: questo il titolo dell’iniziativa in programma in Sardegna che, cambiando percorsi e raddoppiando in durata, rilancia la formula della riuscita edizione del 2016. Artefici delle due giornate del 29 e 30 aprile sono la rappresentanza sarda dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, promotrice della rassegna Jazz Island for Unesco 2016, e tre diverse realtà attive nella promozione e diffusione del jazz nell’isola: l’Ente Musicale di Nuoro, responsabile dei Seminari Jazz che da trent’anni si tengono ogni estate, tra fine agosto e i primi di settembre, nel capoluogo barbaricino; l’associazione culturale Time in Jazz di Berchidda, titolare dell’omonimo festival fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu; e JazzAlguer, la rassegna in corso ad Alghero, con appuntamenti mensili, dallo scorso dicembre al prossimo luglio.Fitto e variegato il cartellone che, mescolando musica, ambiente, siti storici, natura e cultura, si snoderà in un ideale percorso a tappe dal nord al sud dell’isola, dall’Asinara a Tavolara, da Alghero ai nuraghi di Nuoro e di Barumini, sito riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.Nel cast artistico, il violoncellista olandese Ernst Reijseger con i canti tradizionali del Cuncordu e Tenore de Orosei, i quindici percussionisti della Jaama Dambé Marching Drums, il trio del batterista catalano Rubén Berengena, i Plus 39, ovvero il gruppo dei migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz, il duo formato da Angelo Lazzeri e Pietro Tonolo, e quello di Tino Tracanna e Roberto Cipelli. E poi le formazioni sarde: la Funky Jazz Orchestra, il Jumaan Quartet, il trio Timepiece allargato a settetto e quello composto da Marcello Peghin, Giovanni Sanna Passino e Paolo Carta Mantiglia.
Varie attività collaterali, trekking e visite guidate ai siti storici, completano il ricco programma di Jazz Island for UNESCO, parte integrante di UNESCO In Musica, il vasto cartellone di iniziative promosse in Italia in occasione dell’International Jazz Day dall’associazione I-Jazz (sigla in cui si riconoscono cinquanta tra festival e organizzatori operanti nelle diverse regioni italiane) sviluppato in collaborazione con l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e con il sostegno dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e del MIBACT. Dieci le regioni coinvolte – Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania, Veneto, Sicilia e Sardegna – con importanti siti UNESCO e altri, in via di riconoscimento, aperti al pubblico, che ospiteranno solisti e gruppi jazz in un programma ricco di eventi.

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