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Conoscere l’Islam sciita

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Tappa importante del viaggio sarà anche l’incontro con l’Ayatollah al-Sistani, il 6 marzo, nella città santa di Najaf, dove sono conservate le spoglie di ‘Ali, il cugino e genero di Muhammad che gli sciiti riconoscono come primo imam. Una breve guida risponde alla domanda, sempre attuale, sulle principali differenze tra sunniti e sciiti, le due grande confessioni in cui si riconoscono la stragrande maggioranza dei musulmani e che in sostanza vertono sulla questione dell’autorità: non solo nel senso di un dissenso intorno a chi deve essere autorità (‘Ali e la sua famiglia o un califfo scelto dalla comunità?), ma anche e più profondamente intorno a che cosa significa essere autorità. A questo proposito un’antologia di testi tratti dalla più antica raccolta di hadīth sciiti, al-Kāfī di al-Kulaynī (864-941), permetterà di conoscere più da vicino la figura dell’Imam, centrale nel pensiero e nella spiritualità di questa tradizione religiosa. E tuttavia per gli sciiti iracheni, come per quelli iraniani e libanesi, la catena degli imam si è interrotta nell’874, quando il dodicesimo di essi è entrato in occultamento. Il suo ruolo è stato quindi assunto progressivamente dagli esperti di religione (“il clero”), come illustra magistralmente Rainer Brunner. A differenza dell’Iran, l’Ayatollah al-Sistani, a capo dell’istituzione largamente informale dalla marja‘iyya, si oppone tuttavia a un diretto coinvolgimento degli uomini di religione in politica, preferendo mantenere un profilo super partes. (fonte:Fondazione Oasis)

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Pakistan: almeno 43 morti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2015

KarachiIn seguito all’attentato compiuto a Karachi contro un autobus di fedeli ismailiti da parte di estremisti sunniti e nel quale sono state uccise almeno 43 persone e ferite gravemente altre 13, l’APM chiede maggiore e migliore tutela per gli appartenenti alle minoranze religiose in Pakistan. Far parte oggi di una qualsiasi minoranza religiosa in Pakistan, che si tratti di Hazara sciiti, Ismailiti, Ahmadiyyah, Sikh, Cristiani o Hindù è di per sé pericoloso.In Pakistan vivono circa 2 milioni di Ismailiti. Gli Ismailiti sono una minoranza sciita ma da molti Musulmani vengono considerati degli eretici. Si stima che i fedeli ismailiti al mondo siano circa 18 milioni, sono seguaci di Aga Khan, sono famosi per il loro impegno sociale e vivono in maggioranza in Medio oriente, negli stati del Golfo e nel subcontinente indiano. Per molti Ismailiti benestanti è obbligo morale versare un quinto delle proprie entrate in una cassa comune con la quale vengono poi finanziati progetti di sviluppo.In Pakistan gli Ismailiti sono spesso vittime di estremisti sunniti che rifiutano l’interpretazione liberale religiosa degli Ismailiti. Lo scorso 21 marzo 2015 diverse decine di fedeli ismailiti sono rimasti feriti in seguito ad un attentato con bombe davanti a una moschea di Karachi mentre il 13 agosto 2013 due fedeli ismailiti sono stati uccisi e altri 30 feriti quando delle granate a mano sono state lanciate su due luoghi di preghiera.I fedeli sciiti sono le vittime principali della violenza politico-religiosa in Pakistan. Tra luglio 2013 e giugno 2014 vi sono stati almeno 54 attacchi a Sciiti, 22 a Cristiani e 10 aggressioni contro fedeli ahmadiyya. Nello stesso periodo 222 Sciiti sono stati uccisi da atti di violenza a sfondo politico: di questi la maggioranza apparteneva al gruppo etnico degli Hazara.

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