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Posts Tagged ‘scioperi’

Scuola: Incontro all’Aran per gli scioperi, Anief presente

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Il sindacato convocato per la prima volta come rappresentativo del contratto. Cavallini, presidente Anief Campania: «Presentate le nostre istanze, ci saremo anche il mese prossimo»Il sindacato della scuola Anief è stato convocato per la prima volta all’Aran come sindacato rappresentativo del comparto Istruzione e Università. Erano presenti Chiara Cozzetto, segretaria del Consiglio nazionale di Anief, e Stefano Cavallini, presidente di Anief Campania. Quest’ultimo ai microfoni di Teleborsa ha chiarito le ragioni dell’incontro e spiegato che Anief sarà presente all’Aran anche il mese prossimo. «Per noi – sottolinea Cavallini – è stato un appuntamento storico. La tematica della convocazione non era per niente banale, trattandosi di un incontro preliminare riguardante gli scioperi del comparto. Anief ha presentato le proprie istanze che riguardano soprattutto la non compressione del diritto allo sciopero che deve riguardare sia il personale docente che il personale Ata”. Nel suo intervento c’è stato spazio per vari aspetti riguardanti il diritto allo sciopero, ma anche la comunicazione “volontaria” e l’opportunità di definire degli “intervalli” alla ripresa delle attività scolastiche dopo le festività. «Sono osservazioni iniziali che comporteranno una riflessione da parte di tutti», ha concluso Cavallini.

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Scuola: Scioperi, Anief conferma e raddoppia: sì alle mobilitazioni del 10 e 17 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 Mag 2019

Sono troppi i temi trascurati o male affrontati: il passaggio del personale dallo Stato nella regionalizzazione dell’istruzione pubblica e la ridistribuzione delle risorse tra le regioni, la mancata riapertura delle GaE con nuovi e inutili concorsi straordinari, la trascuratezza verso gli idonei agli ultimi concorsi, il prezioso ruolo dei vicari dei presidi e il personale di ruolo che chiede il trasferimento in altra provincia, l’elusione delle direttive europee sulla stabilizzazione automatica dei precari storici con oltre 36 mesi di servizio, l’abbandono al loro destino dei diplomati magistrale e il loro licenziamento, la disapplicazione della norma sui passaggi professionali verticali del personale Ata, l’adozione di stipendi ridicoli che necessitano di almeno 200 euro ulteriori di aumenti, l’assegnazione ai precari dello stipendio base senza alcuna considerazione dei periodi di precariato se non in fase di ricostruzione di carriera e anche limitata, i trasferimenti ancora oggi castrati da norme anacronistiche, come quelle che vietano di andare a coprire posti solo sulla carta di fatto, ma in realtà liberi a tutti gli effetti. Ecco perché Anief ha deciso di confermare e raddoppiare i giorni di stop dal lavoro, come ufficializzato dalla Commissione di Garanzia: il 10 maggio a fianco del Cub; una settimana dopo, il 17 maggio, con Cobas e Unicobas. Marcello Pacifico (Anief): Lo sciopero per noi è inevitabile, anzi di fronte ad un accordo così pericoloso che apre il via alla regionalizzazione come quello raggiunto qualche giorno fa, diventa ancora più importante aderirvi.Quello del 24 aprile proposto dal premier Giuseppe Conte e accettato dai sindacati maggiormente rappresentativi è solo un accordo di facciata, che lascia inalterati i problemi della scuola. Perché l’unica certezza che abbiamo oggi è quella del dato tendenziale contenuto nel Documento di economia e finanza, approvato dal Governo e ora all’esame del Parlamento: nel Def è infatti previsto che la spesa per l’Istruzione pubblica scenda in modo graduale sino a raggiungere nel 2040 la miseria del 3,1%, mentre la media dell’Unione Europea sfiora il 5%, con punte del 7%. ll documento di economia e finanza del Governo prevede poi sì l’adozione dei soli incrementi stipendiali legati all’indennità di vacanza contrattuale, tra l’altro da adottare per legge, ma anche questi sono stati introdotti in modo incompleto e senza tenere conto dell’aumento di dieci punti percentuali del costo della vita dal 2008 in poi, non coperto né assorbito dagli incrementi applicati con gli ultimi contratti (motivo per cui Anief continua a chiedere al giudice del lavoro di adeguare l’indice al tasso IPCA reale e non aggiornato dal settembre 2015). Gli stessi rilievi espressi sul Def nei giorni scorsi dalla Commissione Cultura della Camera, che ha puntato il dito sulla mancanza di coperture per delle proposte legislative della stessa maggioranza, la dicono lunga sulla volontà effettiva del Governo giallo-verde di invertire la rotta sulla scuola.

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Ryanair cancellerà 600 voli in Europa la prossima settimana

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

Nel bel mezzo della stagione turistica estiva, la compagnia aerea low cost irlandese Ryanair ha annunciato di voler cancellare 600 voli in Europa programmati per il prossimo 25 e 26 luglio a causa di uno sciopero del personale in Spagna, Portogallo e Belgio. Queste cancellazioni, spiega la compagnia oggi, interesseranno un totale di circa 100.000 passeggeri considerando entrambi i giorni. “Fino a 200 voli giornalieri” saranno annullati da e per la Spagna, “50 da/per il Portogallo e 50 da/per il Belgio”, ha chiarito Ryanair in una nota. Anche l’Italia potrebbe essere colpita. In totale, quindi, circa 300 voli al giorno e 600 nei due giorni di sciopero. “All’inizio di luglio cinque sindacati hanno lanciato una ‘chiamata allo sciopero’ rivolta al personale di cabina di Ryanair di Belgio, Spagna, Portogallo e Italia. La compagnia afferma di aver offerto ai 100.000 passeggeri interessati “l’opportunità di essere riassegnati su un volo alternativo operante entro sette giorni prima o dopo il 25 e il 26 luglio”. I clienti “possono anche ricevere un rimborso completo dei loro biglietti”. I passeggeri sono stati informati tramite posta o messaggi di testo e sono stati offerti la riprenotazione o la sostituzione completa dei biglietti.Questi scioperi “non hanno alcuna giustificazione e nessun altro scopo se non quello di rovinare la vacanza in famiglia e avvantaggiare le altre società”, ha dichiarato il direttore marketing di Ryanair, Kenny Jacobs. Come aveva anticipato in data 3 luglio lo “Sportello dei Diritti” e ripreso dai media nazionali, la motivazione della protesta è «la richiesta di migliori condizioni di lavoro, il rispetto dei diritti per gli assunti di ciascuno Stato in cui opera la compagnia aerea e l’avvio di un tavolo per la negoziazione di un accordo collettivo». L’azienda respinge le critiche e spiega che «le condizioni di lavoro dei dipendenti sono già tra le migliori del settore». “Il personale di bordo di Ryanair ha un buon stipendio, fino a 40.000 euro l’anno”, ha detto Jacobs, sottolineando che per quanto riguarda i giorni di riposo, l’azienda è “leader del settore” e gli equipaggi di cabina ricevono “buone commissioni sulla vendita” dei prodotti a bordo. Solo lo scorso anno Ryanair, dopo molte pressioni, aveva concordato in linea di principio di riconoscere i sindacati. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” una vera e propria dichiarazione di guerra Pertanto consigliamo ai passeggeri di controllare sui siti ufficiali degli aeroporti lo stato del volo per restare indenni.

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Annunciati scioperi di Ryanair per i mesi estivi: previsti disagi per i passeggeri

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Sono previsti molti disagi per i passeggeri di Ryanair quest’estate: dopo la conferma degli scioperi dei piloti irlandesi per la giornata del 12 luglio, è emerso che non è ancora stato raggiunto un accordo tra la compagnia low cost e i sindacati degli assistenti di volo e gli scioperi influenzeranno i voli in Italia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi e Belgio. Sarà un’estate difficile per i clienti di Ryanair perché neanche il sindacato tedesco Vereinigung Cockpit, che rappresenta i piloti, ha raggiunto un accordo: se non ci saranno sviluppi positivi e non si raggiungerà un accordo entro la fine di luglio, lo sciopero potrebbe coinvolgere anche la Germania. “I voli di Ryanair saranno interrotti nel mese di luglio a causa degli scioperi degli assistenti di volo dopo il fallimento dei negoziati con i sindacati Sitcpla, SNPVAC, CNE/LBC, e UILTASPORTI” afferma Roberta Fichera di AirHelp. “Gli scioperi degli assistenti di volo sono la conseguenza delle richieste del personale di non fare più riferimento alla legge irlandese per la stipula dei contratti di lavoro. I passeggeri dei voli che arriveranno a destinazione con almeno 3 ore di ritardo possono avere diritto a un risarcimento fino a € 600 a persona. Ciò vale anche per i viaggiatori che si sono visti cancellare il proprio volo Ryanair se sono stati informati meno di 14 giorni prima della data della partenza”. Ad aprile di quest’anno la Corte di giustizia europea ha stabilito che gli scioperi del personale delle compagnie aeree non possono essere considerati una ‘circostanza straordinaria’ e quindi possono essere risarcibili per legge. “Per i passeggeri di Ryanair è ora importante monitorare la situazione e controllare regolarmente lo stato del proprio volo” continua Roberta Fichera. “Qualsiasi cambio di prenotazione che coinvolga autobus, treni o altri voli non dovrebbe essere effettuato in alcun caso senza previa notifica da parte della compagnia aerea. A partire da un ritardo di oltre cinque ore, la compagnia aerea è tenuta a rimborsare ai passeggeri l’intero prezzo del biglietto. In caso di ritardo superiore alle due ore e di distanza superiore ai 1.500 chilometri, la compagnia aerea che opera il servizio deve fornire pasti e bevande anche ai passeggeri in aeroporto, con la possibilità di effettuare due telefonate o inviare due fax o e-mail. Se necessario, le compagnie aeree devono anche fornire un alloggio e facilitare il trasporto. Consigliamo a tutti i passeggeri di richiedere questo servizio alla compagnia aerea. AirHelp aiuta i viaggiatori aerei a ottenere il giusto risarcimento e, quando necessario, porta le compagnie aeree in tribunale”.
Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree), tant’è che meno del 2% degli aventi diritto ha richiesto e ottenuto il risarcimento.
AirHelp ha lanciato un nuovo strumento per aiutare i viaggiatori a selezionare i voli idonei. L’applicazione si concentra in particolare sui voli che hanno diritto al risarcimento e, a seguito dell’autorizzazione dell’utente, il nuovo tool può controllare i voli fino a tre anni prima semplicemente collegando l’indirizzo di posta elettronica del passeggero al sito AirHelp.com. Con l’applicazione di AirHelp, i passeggeri interessati possono controllare l’idoneità del volo direttamente in aeroporto: l’app analizza il caso e, se ci sono le condizioni per ottenere il risarcimento, registra il reclamo in pochi secondi. L’app AirHelp è gratuita ed è disponibile su Google Play Store e Apple App Store.

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Scuola: Sarà un inverno all’insegna degli scioperi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

scuolaDopo la riuscita mobilitazione delle maestre e dei maestri con diploma magistrale, è stato indetto lo sciopero degli scrutini a febbraio, per il primo e secondo ciclo d’istruzione, e un nuovo sciopero e manifestazione a Roma davanti il Parlamento, nel giorno d’insediamento delle Camere, il 23 marzo prossimo. E la protesta continua ogni giorno con sit-in spontanei nelle piazze italiane. Tra le motivazioni: la riapertura delle GaE, lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale, l’adeguamento del contratto alla normativa comunitaria. Scarica i 10 punti della piattaforma predisposti da Anief e la bozza del decreto legge propostodallo stesso sindacato autonomo.
Secondo l’Anief, le proteste a raffica sono necessarie. Perché la misura è colma e mai come in questo momento, a cavallo tra due legislature, occorre mandare un chiaro segno a chi governa le sorti dell’istruzione pubblica del Paese. Un segnale che tutto il personale è invitato a mandare: lo stop, infatti, per il personale docente, Ata ed educativo, sia a tempo determinato che indeterminato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se lo sciopero dell’8 gennaio ha avuto il merito di rendere le famiglie edotte di un problema che in primo luogo ha investito 50mila insegnanti, beffati dal tradimento del giudicato amministrativo che li aveva immessi nei ruoli dello Stato o li aveva individuati come supplenti, il rinvio degli scrutini dei prossimi giorni vuole coinvolgere pure i consigli di classe della primaria, medie e superiori su temi che riguardano da vicino il personale docente e Ata, il cui grado di sopportazione è ormai vicino allo zero e che abbiamo avuto modo di raccogliere ascoltandolo nei ripetuti incontri degli ultimi mesi. Non possono essere di certo un contratto-farsa, con aumenti ridicoli, più norme e sanzioni peggiorative, come vorrebbe l’Aran, a soddisfare una categoria che continua ad essere tradita e vilipesa a trecentosessanta gradi da proposte irricevibili. Il programma degli scioperi si concluderà il 23 marzo, con l’inizio dei lavori da parte delle nuove Camere. Noi, come sindacato e con i lavoratori che lo vorranno, saremo lì: davanti a Montecitorio, per informare il nuovo Parlamento appena insediato delle tante problematiche irrisolte del settore: per chiedere ai nuovi deputati un calendario urgente da predisporre per l’approvazione di norme urgenti.

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Lotta sindacale in Francia: Cosa c’insegna?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2016

la-voceLa classe operaia francese è scesa in lotta e trascina con sé una parte via via più larga delle masse popolari. Dopo la giornata di grande mobilitazione nazionale di giovedì 26 maggio, l’ottava da febbraio quando il governo Valls-Hollande ha varato la sua Loi Travail (la Legge sul Lavoro, l’equivalente del Jobs Act imposto in Italia dal governo Renzi), scioperi, proteste, picchetti, manifestazioni e altre operazioni sono in corso in tutto il paese. Sette grandi sindacati di operai, dipendenti pubblici, studenti universitari e liceali (CGT, FO, Solidaires, FSU, UNEF, UNL, FIDL) hanno già annunciato una nuova grande mobilitazione nazionale per martedì 14 giugno: sarà la nona battaglia campale di una guerra che si annuncia lunga.
Il governo Valls-Hollande (partito socialista) ha abbandonato platealmente, con un voltafaccia clamoroso, il programma su cui Hollande si è fatto eleggere presidente nel 2012. In questo modo la borghesia francese si è assunto il compito di far recuperare ai francesi il ritardo con cui ha finora imposto in Francia il programma per l’eliminazione delle conquiste come è già accaduto in Gran Bretagna (Thatcher, 1979), negli USA (Reagan, 1981), in Germania (Schröder, 1998) e in altri paesi europei.
Contro questo progetto in Francia sono già scesi in campo gli agricoltori e molte categorie di artigiani e il malcontento è grande tra i giovani, i lavoratori urbani precari, i disoccupati e le popolazioni delle periferie urbane. Vi è stato in passato un solo precedente nel referendum del 29 maggio 2005 quando i francesi hanno votato pronunciandosi a maggioranza contro il progetto U.E.
Ora per le presidenziali francesi della prossima primavera sono già pronti due schieramenti d’opposizione al progetto UE: Marine Le Pen (Fronte Nazionale) a destra con un programma che si riassume nella persecuzione e cacciata degli immigrati, nell’applicazione dei rigori della legge agli emarginati, nella repressione della lotta di classe e nella difesa della sovranità nazionale: un programma affine a quello della Lega Nord di Matteo Salvini. Il secondo schieramento fa capo a Jean-Luc Mélenchon. La candidatura Mélenchon è quella che riprende (a grandi linee e in termini di programma presidenziale) gli obiettivi della decisa e diffusa agitazione popolare in corso in questi mesi in Francia (alla cui testa vi è la CGT e il suo segretario Martinez). La candidatura Mélenchon ha inoltre buone prospettive: nelle ultime elezioni presidenziali, quelle del 2012, al primo turno Mélenchon arrivò quarto, subito dopo Marine Le Pen, ed ebbe più di 3.980.000 voti, 11.1% del totale. In questa lotta per la presidenza Mélenchon il movimento dei lavoratori è sostenuto dalle grandi organizzazioni sindacali (schierata con il governo Valls-Hollande invece la CFDT come pure altri sindacati minori) e altri movimenti di sinistra come Nuit Debout.
Dato il discredito in cui è caduto Hollande e la concorrenza tra destra estrema (Marine Le Pen) e destra in doppio petto (a sua volta finora ancora divisa tra più candidature), se prima delle elezioni presidenziali della prossima primavera 2017 non succedono cose gravi, è probabile che Mélenchon ottenga i voti per essere la prima o la seconda lista al primo turno e quindi passare al ballottaggio del secondo turno. Una presidenza Mélenchon sarebbe qualcosa di analogo al Governo di Fronte Popolare del 1936. Non è possibile predire gli sviluppi, ma se la svolta ci sarà, rispetto all’attuale andazzo, sarà certamente un evento che sconvolgerebbe l’UE e la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti. Altro che la vittoria di De Magistris a Napoli e del M5S a Roma alle comunali di domenica 5 giugno!
La lotta in corso in Francia è ricca di insegnamenti per noi italiani. Inoltre il suo esito avrà nel nostro paese, in Europa e nel mondo ripercussioni che possono andare ben al di là delle eroiche lotte ancora in corso in Grecia.
In questa fase cruciale di lotta per i francesi molti esponenti della sinistra italiana hanno dichiarato la loro solidarietà con i lavoratori francesi: il che è certo una buona cosa, ma le dichiarazioni non costano nulla e con esse organismi e personaggi della sinistra cercano di difendere gratis il loro prestigio calante presso i lavoratori italiani. I fatti in Italia dimostrano invece che la legge Fornero è passata, il Jobs Act è stato adottato e in Italia ogni volta vi sono state lotte numerose, diffuse e sparse, scioperi, proteste, picchetti, ma niente che assumesse la forza e il peso della lotta in corso in Francia in queste settimane e di quelle da molti mesi in Grecia. Quale conclusione dobbiamo trarne? In Italia la spinta alla difesa dei diritti dei lavoratori vi sarà solo quando la classe operaia prenderà coscienza della sua forza passando da una agitazione fatta di iniziative numerose, diffuse e sparse a una agitazione potente e unitaria per diventare una forza capace d’incidere sul movimento politico del paese e lo potrà fare, validamente, con il supporto dei centri nazionali già esistenti e autorevoli della sinistra borghese e come lo fu nel 2010 con la Fiom.
La risposta, quindi, potrà venire solo dai “comunisti francesi”. Solo loro la possono dare. Solo loro sono in grado di dare ai lavoratori combattivi e ai loro organismi l’orientamento e la direzione di cui hanno bisogno per giovarsi dell’azione della sinistra borghese (sindacale e politica) e proseguire con successo la battaglia ingaggiata nelle piazze e nelle strade francesi. La loro vittoria, la costituzione a Parigi di un loro governo d’emergenza, imprimerebbe una svolta al corso delle cose non solo in Europa ma nel mondo. (abstract da “La Voce”) (n.r. Informiamo i nostri lettori che il precedente lancio che ha trattato lo stesso argomento e titolo, Posted by fidest press agency di Mercoledì, 1 giugno 2016, è stato da noi cancellato per sostituirlo con l’odierno essendo state rilevate alcune imprecisioni e omissioni che avrebbero potuto travisare la natura degli argomenti in questione. In ogni caso per chi volesse leggere il testo integrale può visionarlo al seguente link: http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com.16.05.30.html)

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Lotta sindacale in Francia: Cosa c’insegna?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

la voceIl testo con lo stesso titolo è visibile nel lancio del 4 corrente. Abbiamo provveduto alla cancellazione di questo contenuto avendo rilevato alcuni errori trascrittivi. Il nuovo articolo ha cercato di porvi riparo. Per chi, invece, intende approdondire il tema trattato può farlo leggendo l’originale al seguente link: http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com.16.05.30.html

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Trasporto pubblico: aumento tariffario? Scioperi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

A partire da oggi 19 gennaio, nelle principali città italiane sarà possibile firmare la petizione contro gli aumenti tariffari, la riduzione delle risorse ed i tagli ai servizi del trasporto pubblico indetta dall’Unione Sindacale di Base, dai Cobas del Lavoro Privato e dallo Slai Cobas.
A Napoli sarà allestito un primo punto di raccolta presso la Stazione Centrale; a seguire giovedì 20 in Piazzale Tecchio e venerdì 21 presso la stazione  Montesanto.
A Roma si inizia giovedì 20 presso la Stazione Tiburtina, orario 13/19; venerdì 21 si prosegue alla Stazione Termini, ore 13.00/19.00; lunedì 24 in Piazzale Flaminio, stesso orario.
A Firenze, lunedì 24 banchetti in Stazione centrale dalle 10.00 alle 17.00 e martedì 25 in Piazza San Marco, orario 9.30/13.00. A Venezia il 21 gennaio davanti al Palazzo della Regione, dalle 10.00 alle 13.00, con successivi punti di raccolta in tutta la regione. Aderiscono i movimenti per l’acqua pubblica e contro il nucleare.
Obiettivo dell’iniziativa è quello di richiedere il rilancio ed il potenziamento del trasporto pubblico attraverso investimenti per lo sviluppo della mobilità collettiva intesa come bene comune. USB, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas intendono così coinvolgere tutta la società civile – le associazioni cittadine, dei pendolari, i giovani, i precari, i movimenti – affinché venga difeso il diritto ad un servizio di trasporto a carattere pubblico, che sappia rispondere alle reali necessità collettive, ai problemi di impatto ambientale, alle problematiche energetiche che si presenteranno nell’immediato futuro, ampliando in modo corretto i livelli occupazionali, impedendo i continui processi di privatizzazione del settore e reintenalizzando quanto fino ad oggi è stato svenduto ai privati con furti di denaro pubblico e varie “parentopoli”.
USB Lavoro Privato, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas confermano inoltre lo sciopero di 24 ore proclamato per il prossimo 26 gennaio, articolato nelle fasce di garanzia previste territorialmente.

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Trasporto aereo: vietati gli scioperi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

L’Unione Sindacale di Base chiede alla magistratura di indagare e pronunciarsi sul comportamento del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, il quale ha ripetutamente vietato l’esercizio del diritto di sciopero in numerose occasioni, anche quando la Commissione di Garanzia aveva ritenuto l’azione di sciopero legittima e regolare. L’ipotesi, confermata da innumerevoli e documentate motivazioni, se ritenuta fondata dal giudice riconoscerebbe il Ministro colpevole di abuso di potere.
Da anni USB denuncia sindacalmente il comportamento di Matteoli, il quale, nella valutazione degli scioperi, sembra ormai orientato esclusivamente alla tutela degli interessi delle aziende senza alcun contemperamento con l’esercizio costituzionale del diritto di sciopero da parte dei lavoratori, come invece previsto dalla legge. Secondo USB, ciò impedisce al sindacato di svolgere il proprio ruolo, rendendolo assolutamente disarmato di fronte alle aziende nella difesa degli interessi dei lavoratori.  USB sta inoltre predisponendo un ricorso presso la Corte di Giustizia Europea al fine di vedere riconosciuto e garantito un diritto pressoché negato nel nostro Paese.

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Giustizia: scioperi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

15 novembre/14 dicembre, mese di sciopero nazionale degli straordinari  25 novembre, sciopero nazionale e  “Giornata nazionale della Giustizia” entrambi riferiti a tutto il personale degli uffici giudiziari del Paese. Il 25 novembre sarà inoltre “Giornata Nazionale della Giustizia”: in tutti gli uffici giudiziari verrà svolta una capillare informazione al cittadino sullo stato della Giustizia e delle condizioni di lavoro cui è costretto ad operare il personale. Queste in sintesi le forti iniziative di lotta, intraprese dalla RdB/USB Pubblico Impiego settore Giustizia, per contrastare lo smantellamento e rilanciare il servizio pubblico.
A quattro mesi dall’introduzione del nuovo ordinamento professionale, il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria non ha ancora provveduto a dare istruzioni ai dirigenti degli uffici periferici sulle nuove competenze introdotte dal CCNI del 29-7-2010. Ne conseguono forti disagi per l’utenza e forti tensioni tra il personale, visto che ciascun capo d’ufficio e dirigente amministrativo ha ritenuto di dare una sua interpretazione del nuovo contratto, con il risultato di ottenere comportamenti disomogenei se non addirittura contrastanti. Inoltre non è stata ancora avviata alcuna formazione professionale per istruire il personale sulle nuove attribuzioni previste dal contratto. Deplorevole è l’inerzia dei vertici dell’Amministrazione Giudiziaria e dello stesso Ministro della Giustizia, responsabili del progressivo peggioramento del servizio che lo Stato dovrebbe garantire alla cittadinanza e delle condizioni di lavoro del personale giudiziario, sempre più inadeguato per numero, mezzi e risorse a fronteggiare i sempre crescenti carichi di lavoro. La RdB/USB P.I. settore Giustizia, dopo aver inutilmente sollecitato il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria e lo stesso Ministro, si dichiara pronta ad inasprire le lotte se non ci sarà una risposta che vada nella direzione del miglioramento delle condizioni di lavoro e del servizio.

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Sciopero dei benzinai

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Appello al Governo a risolvere il contenzioso con i gestori e al Garante degli scioperi, Antonio Martone, a far rispettare il servizio minimo garantito Il petrolio scende a 64 dollari, ma alla pompa la benzina sale I consumatori hanno già richiesto, in un incontro con il sottosegretario Saglia,  misure per evitare il ripetersi di speculazioni sui prezzi delle benzine, ma ad oggi nessun provvedimento è stato preso. Due, in particolare, le misure da adottare per evitare comportamenti speculativi: •l’assunzione da parte delle compagnie petrolifere di norme trasparenti sull’adeguamento delle variazioni del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del petrolio, sia quando il prezzo di quest’ultimo sale sia quando scende; • l’assunzione delle variazioni periodiche del prezzo dei carburanti, così come già avviene per l’elettricità e il gas, e non più giornaliere (per attenuarne l’impatto sull’inflazione). In merito allo sciopero dei benzinai, motivato dal non rispetto degli impegni assunti dal Governo, Adiconsum denuncia lo scandalo delle royalty che i consumatori pagano sulla benzina e sugli acquisti negli autogrill. È assurdo che il gestore abbia un compenso di 4 cent/litro e sullo stesso litro la società autostrade possa beneficiare di royalty fino a 20 cent. È assurdo, perché le autostrade sono un servizio pubblico gestito in concessione dalle società autostrade. Basterebbe ridurre quindi il peso di queste royalty per rispondere positivamente alle richieste dei gestori.  Adiconsum rivolge anche un appello al Garante degli scioperi, Antonio Martone, perché nei giorni di sciopero proclamati dai gestori venga garantito il servizio minimo, così come previsto dalla legge e perché il non rispetto degli impegni assunti dal Governo non ricada tutto sui consumatori.

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3 luglio: sciopero generale del pubblico impiego

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

Roma 26 giugno una conferenza stampa presso Palazzo Valentini sede della Provincia, via IV Novembre 119/A, Sala ex Giunta, 2° Piano, ore 12.00  indetta dalle categorie  pubbliche del Patto di Base – RdB/CUB P.I., Cobas P.I. e SDL Intercategoriale.  Nel corso della conferenza verranno illustrate le motivazioni che hanno spinto il Patto di Base ad indire una prima mobilitazione per contrastare il Decreto Legislativo, cosiddetto Brunetta, e le iniziative intraprese nei vari comparti pubblici per sensibilizzare i lavoratori e gli utenti al fine di preparare la giornata di lotta del 3 luglio. Verranno inoltre presentate le iniziative previste durante la giornata di sciopero nelle principali città,  che vedranno anche la partecipazione dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni.

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Trasporti: cub sospende sciopero 23 aprile

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2009

La CUB Trasporti, a fronte dei tragici eventi determinati dal terremoto in Abruzzo, ha deciso di sospendere lo sciopero nazionale del settore, già indetto per l’intera giornata del 23 aprile, e di rinviarlo a data da destinarsi. Ove venisse raggiunto l’accordo contrattuale la CUB Trasporti si riserva di convocare i propri organismi per deliberare in merito allo sciopero.

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Sciopero dell’8 aprile in Alitalia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Dichiarazione di Fabrizio Tomaselli coordinatore nazionale SdL intercategoriale “Tempestivo come ormai è consuetudine, arriva l’invito del Ministro Matteoli a differire uno sciopero legittimo indetto in Alitalia da SdL intercategoriale, Anpac e UP, cioè quelle sigle sindacali che non hanno accettato il ricatto di azienda e governo che ha prodotto 10.000 esuberi, la cancellazione dei contratti di lavoro e lo stesso diritto democratico alla rappresentanza. Vietare uno sciopero perché, si legge dalla nota ministeriale “…In grado di alterare profondamente l’operativita’ del vettore alitalia…”. equivale a dire che lo sciopero, se fa male ad un’azienda, deve essere vietato. Questo assurdo giuridico deve finire e il Ministro deve svolgere il suo ruolo e non quello di difensore dell’azienda. Se lo sciopero fosse illegittimo sarebbe stato sanzionato dalla Commissione di Garanzia, cosa questa che non è accaduta, come altrettanto legittimo è stato lo sciopero di SdL intercategoriale del 4 marzo scorso, vietato dal Ministro senza alcuna motivazione giuridicamente valida. A questo punto si sta sfiorando il regime, la cancellazione del diritto di sciopero a colpi di ordinanze. SdL intercategoriale non intende quindi aderire all’invito di spostare lo sciopero ad altra data e sta preparando con i propri legali un ricorso al Tar contro le decisioni del Governo, valutando altresì la possibilità di una denuncia per eccesso di potere nei confronti del Ministro”.

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Sabato 28 marzo manifestazione nazionale a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Corteo da Piazza della Repubblica –  partenza ore 15.00 Saranno decine di migliaia le persone che sabato 28 marzo confluiranno a Roma per la manifestazione nazionale indetta in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 prevista nella capitale. CUB, COBAS e SdL, cioè il Patto di Base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso l’iniziativa con l’obiettivo di sostenere la piattaforma di lotta per non pagare la crisi, varata dalla Assemblea nazionale dei tre sindacati del 7 febbraio scorso.  Punti centrali della Piattaforma: blocco dei licenziamenti; riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all’80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori “atipici”, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2; piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi. Il corteo si terrà sul percorso classico delle grandi manifestazioni sindacali – da Piazza della Repubblica a Piazza Navona – nonostante la Questura di Roma abbia tentato in ogni modo, senza riuscirci, di dirottarla in ossequio al Protocollo “ammazzacortei” siglato a Roma da Sindaco, Prefetto, partiti politici e Cgil, Cisl e Uil. Verrà aperto da migliaia di precari di tutti i settori, seguiti dai lavoratori dei Trasporti in lotta anche per difendere il diritto di sciopero. Seguiranno poi i sindacati di base, le forze sociali, gli studenti, le forze politiche.

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La Cgil sul piede di guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

cgil-calvanoL’attivo dei delegati del sindacato dei lavoratori pubblici Cgil dei Castelli ha deliberato una massiccia campagna di assemblee per permettere ai lavoratori di partecipare al referendum che la Cgil ha promosso sull’accordo separato sul modello contrattuale. Stagione che culminerà con la grandissima manifestazione prevista a Roma per il 4 aprile. “Stiamo vivendo – ha dichiarato Paolo Calvano, segretario generale della categoria – una stagione durissima, un inverno infinito, e non solo dal punto di vista del clima. La vicenda del consorzio Gaia è ancora lì, ed intanto ogni giorno si aprono nuove emergenze, anche nei settori pubblici, che dovrebbero essere i più garantiti, a detta del Ministro Brunetta.  I lavoratori precari,  ad esempio, rischiano seriamente di non essere confermati. Così il nostro territorio  perderebbe in un sol colpo centinaia di posti di lavoro, ma anche  servizi e professionalità al servizio dei cittadini, spesso i più deboli.Abbiamo avuto rinnovi contrattuali firmati da alcuni sindacati con aumenti irrisori, bocciati dai lavoratori stessi. Ed in questo quadro si è pensato bene di modificare le regole della contrattazione, naturalmente a danno dei lavoratori, che si vedranno sparire  soldi e diritti.Insomma, saranno loro alla fine a pagare la crisi.La CGIL non ci sta. Riteniamo grave e lesiva dei rapporti unitari la decisione di Cisl e Uil di non partecipare alla consultazione spiegando ai lavoratori le proprie ragioni e invitiamo tutti i lavoratori a votare e ad esprimersi contro un accordo sulle regole contrattuali che produrrà, nei prossimi anni, una riduzione del potere d’acquisto dei salari, un indebolimento del contratto nazionale e la cancellazione del principio per cui sono i lavoratori a poter decidere su ciò che li riguarda. E ci auguriamo che in queste settimane anche i media comincino ad interessarsi a questa iniziativa, magari partecipando a qualche assemblea e registrando quindi i pareri e le storie di queste lavoratrici e lavoratori. Da parte nostra approfondiremo le questioni, per far comprendere perchè la CGIL non ha firmato questo accordo.

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