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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘sciopero generale’

Scuola: Nuovo sciopero generale in vista a maggio

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

I sindacati rappresentativi attivano lo stato di agitazione per uno sciopero generale unitario a maggio contro regionalizzazione e contratto scaduto. Anief si dichiara pronta a seguirlo come ha fatto per gli scioperi e le manifestazioni proclamati da alcuni sindacati autonomi della scuola nei mesi scorsi. I cinque maggiori sindacati del comparto Istruzione hanno deciso di avviare i passaggi formali – tentativo di conciliazione a Miur, Funzione Pubblica e Commissione di Garanzia – per giungere alla proclamazione dello stop delle attività: a chiederlo, giustamente, sono gli stessi loro rappresentanti dei lavoratori, incontrati nei giorni scorsi a Napoli, Venezia e Roma dopo le iniziative a cui Anief ha aderito nei mesi scorsi. Alla base della mobilitazione ci sono il nuovo blocco contrattuali e la necessità di aprire un reale dibattito sull’autonomia regionale coinvolgendo le parti sociali. Marcello Pacifico (Anief): Siamo favorevoli alla protesta massima, tutti i cittadini devono sapere quali sono le sterili politiche di un Governo che guarda alla scuola con la stessa modesta attenzione di chi lo ha preceduto. Ieri abbiamo manifestato insieme contro la Buona scuola, oggi siamo pronti contro la Regionalizzazione e per il rinnovo del Contratto a cui siamo pronti a dare il nostro contributo migliorativo. Il mancato rinnovo del contratto e la regionalizzazione sono questioni fondamentali per il futuro della scuola e dei suoi lavoratori, per i quali, assieme al problema della stabilizzazione di oltre 100 mila precari e alla mancata equiparazione dei diritti di personale supplente e di ruolo, Anief si sta battendo da lungo tempo. Ben vengano, dunque, le iniziative sindacali di lotta, perché stanno facendo emergere l’ennesima mancata presa di coscienza da parte del Governo e dell’amministrazione centrale sulle difficoltà in cui versa oggi la scuola pubblica italiana e la scarsa volontà per affrontarle e risolverle. Meglio ancora se sono mobilitazioni compatte e condivise, perché mettono l’Esecutivo e l’amministrazione scolastica davanti alle loro responsabilità. Spiace soltanto che ognuno proceda sempre per la sua strada senza concordare tutti insieme un percorso comune. Ad ogni modo, il tema è più importante di sterili polemiche e ben venga ancora una volta la mobilitazione. “Il nostro sindacato – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, pur se non invitato alle iniziative congiunte organizzate dalle altre organizzazioni di categoria, si dice oggi favorevole alla protesta unitaria programmata dai sindacati maggiori del comparto, soprattutto perché alla base della mobilitazione vi sono le nostre istanze, come il ricorso alla Corte di giustizia europea, oggi raccolte e rilanciate da altri. In ogni caso, ci dichiariamo da subito favorevoli ad una eventuale giornata di sciopero generale, da proclamare nel mese di maggio, perché tutti i cittadini italiani devono sapere che si sta portando la scuola verso un vicolo cieco”. Nella fattispecie, Anief ricorda che un eventuale modello d’autonomia differenziata produrrebbe l’immediata accentuazione dell’attuale gap formativo tra Nord e Sud, con la nostra Penisola formata sempre più da due Italie: da una parte il Nord, dove il tempo pieno continuerebbe ad essere garantito per l’intera domanda, e i servizi, come gli scuola-bus, le mense, le istituzioni territoriali a supporto del sistema istruzione. Al Meridione, invece, il livello di servizi ed infrastrutture, a partire dalle grandi opere, continuerebbe ad essere arretrato, con l’unica certezza di garantire l’offerta formativa costituita dall’opera preziosissima ed encomiabile del corpo docente e del personale tutto in servizio in istituti dove si lavora in condizioni ambientali spesso disagevoli.
Nel contempo, rimangono da risolvere con urgenza i problemi del contratto nazionale, scaduto lo scorso 31 dicembre, e che lasciano oggi gli stipendi dei lavoratori della scuola ben al di sotto il costo della vita e dopo che negli ultimi anni il valore salariale si è ridotto ulteriormente, peraltro costringendo il personale a rimanere in servizio sino alle soglie dei 70 anni. Va inoltre attuata con sollecitudine l’immissione in ruolo di tantissimi precari, oltre 100 mila, già selezionati e formati, attraverso le GaE oppure con la stabilizzazione derivante dalla norma europea che fa scattare l’immissione nei ruoli dello Stato dopo 36 mesi di servizio. Una mancanza, quest’ultima, che a breve farà inevitabilmente esplodere il malcontento, con le richieste di risarcimento danni in tribunale destinate a moltiplicarsi.
Anief ricorda, a questo proposito, che la strada da percorrere è indicata anche nell’ultimo rapporto Pirls, attraverso il quale si chiede di ripristinare l’insegnamento per moduli alla primaria, anche reintroducendo i 30 mila posti tagliati a partire dal dimensionamento voluto dal Governo Berlusconi-Gelmini. Poi ci sono altre decine di migliaia di posti da introdurre a sostegno del sistema Scuola, attraverso quegli organici differenziati, di docenti e Ata, che permetterebbe finalmente di superare la formazione delle cattedre solo in base alla mera quantità delle iscrizioni: solo introducendo delle variabili di criticità del territorio, legate pure ai tassi di disoccupazione, al numero di Neet, oltre che di dispersione scolastica e il grado di criminalità, si riuscirebbe ad avere quella svolta che tutti vogliono ma che nessun Governo poi attua. Ovviamente bisogna riaprire le GaE, sbloccare le immissioni in ruolo del personale Ata, attuare le stabilizzazioni e adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, specie su posti di sostegno, senza dimenticare i tanti docenti idonei e i precari con 36 mesi che aspettano l’assunzione, ma anche quelli di ruolo che aspirano a ritornare a casa o ai passaggi verticali.

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Sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

L’Unione Sindacale di Base indice per venerdì 12 aprile lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private contro le politiche di austerity che l’Unione Europea impone ai Paesi del sud dell’Europa; per l’abrogazione totale della legge Fornero; per l’istituzione di un vero reddito di cittadinanza, universale e incondizionato; per la crescita dei salari e l’abbassamento delle tasse anche al lavoro dipendente.Il Coordinamento nazionale di USB ha dato il via libera alla proclamazione dello sciopero generale, mentre le modalità di effettuazione saranno decise e comunicate dalle categorie e dai territori nei prossimi giorni.Nel percorso verso la giornata di sciopero generale, USB organizza:
il 15 febbraio la manifestazione a Montecitorio, ore 11,00, contro i tentativi di secessione e di rottura della solidarietà nazionale attuati con il cosiddetto “federalismo aumentato”;
il 22 febbraio lo sciopero nazionale del settore logistica con manifestazione al Ministero del Lavoro;
il 6 marzo il Sanità Day, con iniziative di lotta, presidi, volantinaggi, flash-mob presso tutte le principali aziende sanitarie e ospedali del Paese per la difesa e il rilancio della sanità pubblica nazionale;
la consegna delle firme di Iniziativa Popolare per l’abrogazione della modifica dell’articolo 81 della Costituzione e per il diritto a pronunciarsi tramite referendum sui trattati europei;la consegna all’ ARAN della piattaforma contrattuale per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici.
Queste tappe saranno accompagnate fino al 12 aprile da incontri, dibattiti, seminari e assemblee in tutti i territori e in tutti i luoghi di lavoro per discutere con i lavoratori e i cittadini la piattaforma di lotta dell’USB.

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10 novembre: sciopero generale e Manifestazione nazionale a Roma l’11

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

lavoratoriRoma 11 novembre alle ore 14 in Piazza Vittorio manifestazione nazionale. Il 10 lo sciopero generale è stato proclamato da USB, COBAS, UNICOBAS e da altre sigle sindacali. Coinvolge tutto il mondo del lavoro pubblico e privato, con decine e decine di manifestazioni previste in tutta Italia, due a Roma. È uno sciopero che trova il sostegno di oltre 40 organizzazioni sociali e politiche, che, sugli stessi temi della giornata di lotta, hanno costituito il Comitato 11/11 per organizzare una manifestazione nazionale a Roma. La manifestazione ha avuto anche l’adesione dei partigiani Lidia Menapace e Umberto Eros Lorenzoni, di Moni Ovadia e di Valerio Evangelisti, del presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena e di altri giuristi, intellettuali, militanti dei movimenti che hanno voluto ricordare che a quasi un anno dal referendum con cui il popolo difese la Costituzione dalla controriforma di Renzi, tutti i valori ed i principi della Carta sono ignorati o messi in discussione.
Alla manifestazione partecipano i lavoratori di Ilva, Alitalia e di tante realtà colpite da migliaia di licenziamenti, i lavoratori migranti in lotta per i diritti più elementari, i lavoratori pubblici, i vigili del fuoco, i militanti Notav, i giovani precari, gli studenti. Tutti per fare sentire la loro voce coperta dalle bugie ufficiali che continuano a ripetere come tutto vada bene. La manifestazione dell’11 novembre ha come obiettivo quello di “portare in corteo la verità” e la censura dei mass media su di essa dimostra quanto questo slogan sia giusto. “È sempre più evidente – dichiarano gli organizzatori – che nel nostro paese il regime unico dell’informazione sia una delle parti responsabili della crisi della nostra democrazia. Per questo é ancora più necessario scendere in piazza e farsi vedere e sentire. Per tutte e tutti coloro che vogliono rivendicare l’abolizione delle leggi vergognose che hanno distrutto lavoro, diritti e stato sociale, per tutti coloro che non vogliono mollare, l’appuntamento è l’11 novembre alle ore 14 in Piazza Vittorio a Roma”.

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21 ottobre: sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

lavoratoriL’USB, l’Unicobas e l’USI hanno indetto lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 21 Ottobre.Lo Sciopero Generale e sociale è stato indetto:
per l’occupazione, il lavoro e lo stato sociale e contro le politiche economiche e sociali del governo Renzi dettate dall’Unione Europea;
per la difesa e l’attuazione della Costituzione e il NO alle modifiche proposte dal governo;
per la scuola e la sanità pubblica e il diritto all’abitare;
contro l’attuale sistema previdenziale e la controriforma Fornero, la riforma Madia, il jobs act, l’abolizione dell’art.18, il contratto a “tutele crescenti”, la precarietà sul lavoro, l’attacco al potere d’acquisto dei salari e al Contratto nazionale;
per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per l’aumento di salari e pensioni, per il reddito per tutti, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per la piena ed efficace tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e nei territori;
contro le privatizzazioni, la deindustrializzazione del paese, le delocalizzazioni e per la nazionalizzazione di aziende in crisi e strategiche per il paese, contro la cosiddetta ‘Buona Scuola’;
contro la Bossi-Fini e il nesso permesso di soggiorno – contratto di lavoro per garantire pari diritti a tutti, indipendentemente dalla nazionalità, per i diritti sociali e di cittadinanza, contro la guerra e le imprese militari;
per un fisco giusto senza condoni agli evasori;
per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza che annulli l’accordo del 10 gennaio 2014 e preveda il riconoscimento di diritti sindacali in tutti i luoghi di lavoro del pubblico e del privato per i sindacati legalmente costituiti.
Il 21 Ottobre si svolgeranno iniziative, presidi e manifestazioni in tantissime città e dal pomeriggio dello stesso giorno a Roma l’USB, l’Unicobas e l’USI, insieme a molte altre organizzazioni sociali e politiche si ritroveranno a Piazza San Giovanni che per l’occasione sarà rinominata Piazza Abd Elsalam, il lavoratore ucciso a Piacenza il 14 settembre scorso mentre svolgeva attività sindacale, per attendere la partenza della manifestazione nazionale del giorno seguente, 22 ottobre, per difendere lavoro e stato sociale, a sostegno del NO al Referendum e contro le politiche del governo Renzi.

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Sciopero generale: 21 ottobre 2016

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

lavoratoriUSB ha rinviato lo sciopero generale già indetto per il 23 settembre al 21 ottobre 2016. Uno sciopero generale che, costruito su una piattaforma rivendicativa generale, assume giorno dopo giorno anche una forte valenza contro le politiche del governo Renzi. Lo sciopero generale e’ indetto:
per l’occupazione, il lavoro e lo stato sociale;
contro le politiche economiche e sociali del governo Renzi dettate dall’Unione Europea;
per la difesa e l’attuazione della Costituzione e il NO alle modifiche proposte dal governo;
contro l’attuale sistema previdenziale e la controriforma Fornero, la riforma Madia, il jobs act, l’abolizione dell’art.18, il contratto a “tutele crescenti”, la precarietà sul lavoro, l’attacco al potere d’acquisto dei salari e al Contratto nazionale;
per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per l’aumento di salari e pensioni, per il reddito per tutti, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e per la sicurezza sul lavoro;
contro le privatizzazioni, la deindustrializzazione del paese, le delocalizzazioni e per la nazionalizzazione di aziende in crisi e strategiche per il paese;
per la scuola e la sanità pubblica e il diritto all’abitare;
contro la Bossi-Fini e il nesso permesso di soggiorno – contratto di lavoro per garantire pari diritti a tutti, indipendentemente dalla nazionalità;
per un fisco giusto senza condoni agli evasori;
per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza che annulli l’accordo del 10 gennaio 2014.
In sintesi l’obiettivo è promuovere la protesta del mondo del lavoro contro le politiche del governo Renzi dettate dall’Unione Europea in materia di mercato del lavoro, contratti, pensioni, privatizzazione dei servizi, interventi militari di guerra e di unirla alla contestazione delle controriforma costituzionale.Un No sociale al Referendum costituzionale che vorremmo fosse condiviso da una molteplicità di soggetti sindacali e sociali.Lo sciopero generale è indetto anche da Unicobas e USI e la sua preparazione e gestione è aperta a tutte quelle forze sindacali e sociali che condividono l’urgenza di una forte risposta generale al Governo Renzi.

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6 settembre: sciopero generale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Milano: Sciopero Generale Nazionale della CGIL

“La manovra del governo peggiora di giorno in giorno ed esprime un vero odio di classe contro i lavoratori, i pensionati, i disoccupatii giovani e i precari. Non deve essere approvata”, così Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo Confederale USB, annuncia lo sciopero generale di domani proclamato da USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI. “L’Unione Europea non è la cura dei problemi ma la malattia – prosegue Leonardi – e domani scenderemo in piazza in tutta Italia contro la macelleria sociale imposta agli stati nazionali per rispondere agli appetiti delle banche e degli speculatori, appetiti di cui non si vede la fine. Ricordiamo – sottolinea il dirigente USB – che le manovre 2010-2011 ammontano complessivamente a oltre 130 miliardi di Euro, pari a oltre 250.000 miliardi di Lire, cioè tre volte la manovra per entrare in Europa di Amato nel ‘92”.
Conclude Leonardi: “Il sindacalismo conflittuale chiede invece la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari, la difesa dei servizi sociali, della scuola e dei beni comuni, ed è contro l’accordo del 28 giugno scorso, che cancella il Contratto Nazionale e che è alla fonte dell’articolo 8 della manovra”. Lo sciopero generale sarà dell’intera giornata con manifestazioni territoriali. manifestazioni:
• Roma corteo con concentramento ore 9.30 in Largo Corrado Ricci (angolo via Cavour); percorso: via dei Fori Imperiali, pazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, l.go Argentina, corso Vittorio Emanuele II. Conclusione in piazza Navona con interventi dal palco.
• Lombardia – Milano Largo Cairoli, ore 9.30;
• Piemonte – Torino Piazza XVIII Dicembre (Stazione Porta Susa) ore 9.30;
• Liguria – Genova Largo Lanfranco (davanti Prefettura), ore 9.00;
• Veneto – Mestre Piazzale Stazione FS, ore 9.00;
• Emilia Romagna – Bologna Piazza XX Settembre (vicino Stazione FS), ore 9.00; Toscana – Firenze Piazza SS.Annunziata, ore 9.00; Marche – Ancona. Piazza del Plebiscito, ore 10.30; Abruzzo – Pescara. Corso Vittorio Emanuele II (davanti Banca d’Italia), ore 9.30;
• Campania – Napoli Piazza Cavour, ore 10.00; Puglia – Lecce Piazza Sant’ Oronzo, ore 10.00;
• Calabria – Lamezia Terme Piazza Italia, ore 09.30;
• Sicilia – Palermo. Piazza Giulio Cesare, ore 9.00;
• Sardegna – Cagliari. Piazza S. Cosimo, ore 9.00
• Nuoro, Piazza Vittorio Emanuele, ore 9.00.

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Sciopero generale 6 settembre 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2011

Le confederazioni e le organizzazioni sindacali USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI riunitesi il giorno 24 agosto 2011, hanno condiviso e concordato quanto segue. Si considera indispensabile una forte risposta dei lavoratori alle manovre di luglio e di agosto del governo. In questo senso si indice lo sciopero generale di 8 ore per il giorno 6 settembre 2011, quale primo momento di una mobilitazione che non si esaurisce chiaramente con questa azione di lotta, a sostegno della seguente piattaforma:
• contro le politiche dell’Unione europea e le manovre del governo che applicano le misure imposte dall’Europa, dalle banche e dai poteri forti finanziari che hanno determinato e speculato sull’attuale crisi mondiale;
• per la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari e una politica nazionale ed europea basata sui diritti e le legittime aspettative dei popoli e non della finanza e degli speculatori;
• contro l’evasione/elusione fiscale e contributiva e per una politica fiscale a sostegno del lavoro dipendente e dei redditi; per il diritto all’abitare;
• per una forte patrimoniale e la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie;
• contro la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio e del libero mercato; per la nazionalizzazione delle banche e delle grandi imprese strategiche per il paese e per un impegno dello stato capace di rilanciare e finanziare la produzione e i servizi;
• a difesa dello Statuto dei lavoratori, contro l’attacco ai diritti dei lavoratori e il patto sociale che il governo vuole trasformare in legge;
• riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, lo sblocco dei contratti di lavoro, la difesa del Contratto nazionale, l’istituzione del reddito sociale, la fine della precarietà ed il diritto al lavoro stabile;
• per la regolarizzazione generalizzata dei migranti e per il mantenimento del permesso di soggiorno di coloro i quali hanno perso il lavoro;
• contro le privatizzazioni mascherate da liberalizzazioni per la difesa dei beni comuni in coerenza con gli esiti referendari;
• contro la privatizzazione della scuola, della ricerca e dell’università e per il diritto al sapere;
• contro l’abolizione delle festività a partire dal 1° maggio e dal 25 aprile;
• per una legge democratica e pluralista sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro.
La concomitanza dello sciopero con quello indetto anche dalla Cgil non deve essere interpretato come una condivisione delle motivazioni proposte da questa confederazione dalla quale ci divide nettamente anche la firma dell’accordo del 28 giugno scorso. Oltre allo sciopero generale si condivide sin da ora la necessità di individuare e praticare una serie di iniziative a livello nazionale e territoriale ed una mobilitazione incisiva e di lunga durata, a cominciare dal 6 settembre e dall’Assemblea nazionale del 10 settembre indetta a Roma.

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Sciopero generale pubblico impiego

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

15 luglio sarà sciopero generale dei lavoratori del Pubblico Impiego, indetto dall’Unione Sindacale di Base contro la manovra del Governo e contro l’accordo ‘porcellum’ fra Confindustria e Cgil Cisl Uil Ugl del 28 giugno scorso. A Roma la protesta è organizzata in via XX Settembre davanti al Ministero dell’Economia, con un presidio a partire dalle ore 12.30. Lo sciopero sarà di due ore alla fine di ciascun turno. In moltissimi posti di lavoro lo sciopero sarà preceduto da assemblee mattutine, a cui seguiranno iniziative di lotta regionali diffuse in tutto il territorio nazionale (elenco in allegato). Il Decreto del Governo colpisce pesantemente il settore pubblico, tagliando ulteriormente gli stanziamenti alla sanità, agli enti locali, alla scuola, mettendo sempre più in discussione la possibilità di mantenimento dei servizi minimi essenziali. I dipendenti pubblici, ostacolo da rimuovere per poter portare l’affondo allo Stato Sociale, rimangono al centro del mirino, con congelamento dei livelli salariali, blocco delle assunzioni, licenziamento in massa dei precari. Il vergognoso accordo interconfederale è un ‘porcellum’ inteso a mettere il bavaglio ai sindacati indipendenti e conflittuali, toglie il diritto di parola e di voto ai lavoratori e rappresenta la premessa per una politica di distruzione dei diritti, sino alla forte messa in discussione del diritto di sciopero e dell’universalità dei CCNL. La risposta che il 15 luglio verrà dai lavoratori pubblici sarà il primo momento di mobilitazione, di lotta e di sciopero sulla strada per la costruzione dello sciopero generale e generalizzato, che coinvolga non solo le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, ma sia condiviso con tutto il sindacalismo conflittuale, con i movimenti di lotta contro la precarietà, per la difesa del territorio e dell’ambiente.

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Medici inps aderiscono allo sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

E’ stato indetto il 15 luglio da usb. Assemblea nazionale a Roma presso Direzione Generale ACI L’Anmi-Femepa, associazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici INPS, aderisce allo sciopero generale proclamato dall’USB Pubblico Impiego venerdì 15 luglio, per protestare contro la manovra economica e contro l’accordo tra Confindustria eCgil-Cisl-Uil del 28 giugno scorso. “Oltre a criticare gli interventi su pensioni e stipendi dei lavoratori pubblici, i medici dell’INPS hanno specifiche rimostranze da far valere”, spiega il Dott. Francesco Ammaturo, Presidente dell’Anmi-Femepa. “Si continua a scaricare sull’attività dei medici dell’Istituto Previdenziale l’inefficienza organizzativa che governa il processo di riconoscimento e verifica dell’invalidità civile”. “Noi non ci stiamo – prosegue Ammaturo – ad essere il capro espiatorio di scelte politiche che mirano a contenere la spesa sociale senza volerlo dichiarare. Un conto è semplificare l’accertamento, rendere trasparente e controllabile il procedimento, avviare un circuito virtuoso di controllo dei mille rivoli che fanno esplodere la spesa del Welfare, contrastando le furberie e verificando che non si commettano abusi; altro è dover unicamente perseguire la logica di un taglio lineare, aprioristicamente determinato, seppur sottaciuto”. Evidenzia il Presidente dell’Anmi-Femepa: “I medici dell’INPS chiedono da tempo il riconoscimento della dirigenza medica per avere più incisività di intervento, mentre oggi la professionalità viene immiserita da un’eccessiva burocratizzazione dell’attività”. E conclude: “Il 15 luglio le due ore di sciopero a fine turno saranno anticipate da un’Assemblea nazionale dei medici INPS convocata presso la Direzione Generale dell’ACI, in Via Marsala a Roma. Sarà un momento di confronto e di mobilitazione per una valorizzazione della funzione dei medici INPS, comunque al servizio dei cittadini, dell’INPS e dello Stato”.

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11 marzo 2011 sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

USB, Slai Cobas e CIB Unicobas, con la condivisione e l’adesione dello Snater, raccogliendo la forte richiesta emersa nelle mobilitazioni e negli scioperi di categoria attuati negli ultimi mesi, proclamano lo sciopero generale per l’intera giornata dell’11 marzo 2011. Nella stessa giornata si svolgerà una manifestazione nazionale a Roma. Lo sciopero è indetto: per difendere l’occupazione e il contratto nazionale e per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego; contro la precarietà e la delocalizzazione degli impianti produttivi; contro il tentativo di imporre il modello Marchionne ed estenderlo a tutto il mondo del lavoro; per un reddito certo per tutti, per la difesa dei salari e delle pensioni pubbliche, per la tutela dei beni comuni, il diritto all’abitare ed il controllo delle tariffe; per un fisco più giusto, che faccia pagare le tasse agli evasori e riduca la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e sulle fasce più deboli della popolazione; per la difesa della scuola, dell’università, della ricerca pubblica, contro la riforma Gelmini e per il diritto al sapere; per la regolarizzazione generalizzata di tutti i migranti e per la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza sindacale, affinché siano i lavoratori e non le aziende a scegliere da chi farsi rappresentare; contro la realizzazione del nuovo Patto sociale tra Governo, Confindustria, Cisl, Uil e Cgil attraverso il quale si vuole favorire e rendere sempre più competitiva l’impresa peggiorando le condizioni ed il salario dei lavoratori. Le Organizzazioni che indicono lo sciopero rivolgono un appello a tutte le organizzazioni sindacali conflittuali ed indipendenti, alle associazioni ed ai movimenti che operano nel sociale, nella scuola e nelle lotte per l’abitare, ai precari, ai migranti, ai disoccupati, ai cassaintegrati, agli studenti, ai pensionati e a tutti i lavoratori pubblici e privati a fare propria questa giornata di lotta per dare un segnale forte di opposizione e dissenso a ciò che sta venendo avanti nel paese, sia in termini economici e sociali, sia rispetto alla ormai evidente mancanza di democrazia che avvolge ogni aspetto della vita del paese. Il servizio trasporti locali della Capitale ha sospeso lo spiopero vedasi p e seguito p

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