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Finanziata la Virologia di Parma per lo studio del ruolo di virus nella sclerosi sistemica

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Parma ateneoParma. La Virologia dell’Università di Parma è stata finanziata per lo studio del ruolo di virus nella sclerosi sistemica. Il finanziamento rientra tra i Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale (PRIN).Il prestigioso risultato è stato ottenuto dal gruppo di ricerca composto dalle proff.sse Maria Cristina Arcangeletti, Adriana Calderaro, Flora De Conto e Maria Cristina Medici, affiancato dalle dottorande dott.sse Rosita Vasile Simone, Clara Maccari e Alessandra Fazzi. Il gruppo di ricerca è afferente alla Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e svolge anche attività diagnostica presso l’Unità Operativa di Virologia (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma) diretta dalla prof.ssa Adriana Calderaro.
Il finanziamento ricevuto è di 522.351 euro, di cui 122.400 euro attribuiti al gruppo di ricerca della Virologia di Parma; per quel che riguarda il macrosettore LS (Scienze della Vita), questo progetto è il secondo tra i sei progetti PRIN finanziati a Parma per lo stesso macrosettore ed è tra i nove progetti con più alto finanziamento sui 109 finanziati a livello nazionale.Il progetto, dal titolo “Impatto dell’infezione da virus a DNA sullo sviluppo di patologie autoimmuni: focus sulla sclerosi sistemica”, è coordinato da un gruppo di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia che, come il gruppo di Parma, svolge attività assistenziale, in particolare presso l’Unità Operativa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena; al progetto partecipano anche le Università di Firenze e di Ferrara con una unità ciascuna.Questo progetto è stato considerato eccellente da tutti i Revisori per originalità, ma anche perché soddisfa i criteri di fattibilità grazie alle elevate competenze dei gruppi di ricerca partecipanti, che favoriscono la collaborazione interdisciplinare. In particolare, il gruppo di ricerca di Parma, implicato anche in attività diagnostica, potrà avvalersi dell’uso di sofisticate tecnologie presenti presso l’Unità Operativa di Virologia, sfruttando l’esperienza pluriennale raggiunta dai partecipanti allo studio nella diagnosi di laboratorio delle malattie da infezione virale.Lo studio è focalizzato sulla sclerosi sistemica (SSc), una malattia cronica autoimmune caratterizzata da fibrosi tissutale con coinvolgimento della cute e di organi vitali, quali polmone e cuore, con quadri non di rado molto gravi e anche mortali. L’eziopatogenesi della malattia resta sconosciuta, ma verosimilmente è multifattoriale. Come per altre condizioni autoimmuni, si ipotizza il ruolo di fattori scatenanti infettivi su un background genetico predisponente. Costituiscono ipotetici fattori scatenanti della SSc alcuni virus, accomunati dalle seguenti caratteristiche: capacità di persistere a lungo nell’individuo infettato e capacità di infettare le tipologie cellulari coinvolte nella patogenesi della SSc (linfociti, cellule endoteliali e fibroblasti). Tra gli agenti virali che rispondono a tali caratteristiche sono da annoverare parvovirus B19, citomegalovirus umano (HCMV) ed herpesvirus umano 6 che, appunto, verranno studiati in questo progetto.
Il gruppo di ricerca afferente all’Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, che vanta esperienza pluriennale per le ricerche e per la diagnosi di laboratorio delle infezioni da virus, tra cui quelle da HCMV, studierà il ruolo eventuale svolto da tale agente nella eziopatogenesi della SSc. In particolare, l’azione di interferenza sul ciclo cellulare virus-indotta, sulle cui dinamiche il gruppo di ricerca annovera diversi studi pubblicati, potrebbe rappresentare un fattore di spicco nell’induzione dell’apoptosi di cellule endoteliali e/o nella iper-proliferazione di fibroblasti, eventi che caratterizzano la SSc.
Altro aspetto di rilievo è rappresentato dalla ricerca e individuazione, nei soggetti con SSc, di ceppi di HCMV caratterizzati da specifiche associazioni genotipiche di fattori di virulenza che possano essere considerati marcatori di SSc. Tale risultato potrà fornire le basi molecolari per l’utilizzo sistematico dell’analisi di tali genotipi virali come indici predittivi per definire i possibili esiti di infezione da HCMV in questa categoria di pazienti e per mettere a punto protocolli profilattici e terapeutici mirati.Inoltre, di particolare interesse potrebbe essere l’utilizzo di questi specifici fattori di virulenza di HCMV quali molecole candidate per l’allestimento di vaccini terapeutici. Valutare gli aspetti eziologici di una malattia complessa come la sclerosi sistemica, soffermandosi sulle infezioni da virus a DNA, rappresenta un’importante sfida che potrebbe portare a rilevanti acquisizioni su tale malattia, sia dal punto di vista eziopatogenetico che terapeutico, offrendo importanti prospettive per migliorare la qualità di vita di questi pazienti. Tutti i Revisori del progetto concordano sul fatto che esso possa avere un’enorme impatto sullo sviluppo di nuovi trattamenti per la sclerosi sistemica.

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Prima Giornata Europea della sclerosi sistemica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

Lunedì 29 giugno si celebra in tutta Europa la prima Giornata Europea della sclerosi sistemica, malattia cronica del sistema immunitario, rara e invalidante, che in Italia colpisce circa 25.000 persone.  L’iniziativa è promossa da FESCA, la Federazione delle Associazioni Europee di sclerosi sistemica, con l’obiettivo di promuovere l’informazione su questa malattia che in Italia, unico tra i paesi europei, non è ancora riconosciuta come malattia rara, fatta eccezione per Piemonte e Toscana.  In occasione della Giornata, le associazioni italiane che aderiscono alla Federazione Europea, AILS, ASSMAF e GILS,  chiedono che la sclerosi sistemica venga finalmente riconosciuta malattia rara in tutto il nostro Paese, senza differenze regionali. “È stato firmato un decreto legge più di un anno fa, ma le misure approvate con il Decreto del 23 aprile 2008 si sono bloccate alla Corte dei Conti” – chiarisce Ilaria Galetti, rappresentante FESCA Italia. “Si attende un nuovo Decreto del Governo che riconosca in tutte le Regioni la sclerosi sistemica come patologia rara.”
Grave malattia del sistema immunitario, cronica ed invalidante, la sclerosi sistemica comporta una fibrosi della pelle e degli organi interni e un danno vascolare irreversibile. Sono circa 25.000 le persone colpite dalla malattia in Italia, con 1.000 nuovi casi ogni anno, soprattutto tra le donne. La sclerosi sistemica può manifestarsi a tutte le età, eccezionalmente anche in età infantile e anche se il picco di insorgenza è tra i 40 e 50 anni, la forma più grave insorge più precocemente e colpisce i giovani tra i 20 e i 25 anni. Fondamentale è il riconoscimento tempestivo della malattia per rallentarne la progressione. E la diagnosi precoce è al centro del progetto europeo VEDOSS (Very Early Diagnosis Of Systemic Sclerosys), promosso da EUSTAR (European League against Rheumatism – EULAR – Scleroderma Trials and Research), che prevede la creazione di ambulatori per la diagnosi precoce, un programma educazionale e la realizzazione di un data base per la centralizzazione dei dati clinici di tutti i pazienti. Ad oggi sono operativi 160 Centri per un totale di quasi 9.000 pazienti. “Il gruppo EUSTAR ha inoltre identificato le Red Flags per il Medico di Medicina Generale: il fenomeno di Raynaud e la positività degli anticorpi anti-nucleo. In presenza di questi due segni” – spiega Marco Matucci Cerinic, Medicina Interna, Università degli Studi di Firenze e Presidente EUSTAR – “i pazienti verranno inviati direttamente ai centri EUSTAR per determinare la natura primaria o secondaria del fenomeno di Raynaud e poter diagnosticare la sclerosi sistemica nelle sue fasi più precoci al fine di iniziare un trattamento adeguato a contenere l’evoluzione della malattia”.

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