Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘scolastiche’

Campidoglio, piano organico sui trasporti con potenziamento corse scolastiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Roma Capitale sta redigendo un piano organico sul trasporto pubblico ed è a lavoro per potenziare le corse scolastiche in vista di settembre attraverso un programma condiviso con la Regione Lazio.È quanto precisa in una nota il Campidoglio, in merito a notizie di stampa.Roma Servizi per la Mobilità, azienda che si occupa della programmazione del trasporto pubblico locale, sta completando lo studio sulle esigenze di mobilità di scuole e Università, anche attraverso la collaborazione con la Città metropolitana, per pianificare i servizi di Atac e Roma TPL.Come ampiamente ribadito, le linee del trasporto pubblico seguiranno l’orario invernale che sarà calibrato sulle necessità degli Istituti e sulle linee guida regionali per il contrasto alla diffusione del CoViD-19, in base ai criteri stabiliti a livello nazionale. Inoltre sono previsti nuovi incontri con la Regione Lazio per condividere le previsioni di domanda dei servizi extraurbani e ferroviari regionali in modo da avere una programmazione puntuale e completa.

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Creazione e potenziamento delle biblioteche scolastiche

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

E’ stata organizzata e promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE), che da due settimane contribuisce a rimettere al centro di questo momento difficile i libri e la lettura.Sono arrivati ormai a un centinaio, infatti, i video di scrittori e scrittrici che – grazie al supporto delle case editrici e all’attiva collaborazione con Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria – accompagneranno con una lettura, un breve testo, un messaggio postato ogni giorno sui canali social del progetto e sul sito http://www.ioleggoperche.it la community che da cinque anni segue il progetto.Dopo la partenza con Rudy Zerbi, ambassador dell’iniziativa, questa seconda settimana ha visto – tra gli altri – autori come Silvia Avallone, Chiara Francini, Aldo Simeone, e ora la staffetta prosegue con Luigi Garlando, Alessandra Sala e Matteo Saudino.Da lunedì una nuova sorpresa: Luciana Littizzetto, ambassador di #ioleggoperché, dà appuntamento ai lettori per tre giorni consecutivi con le filastrocche di Gianni Rodari (online alle ore 16 di lunedì 30 marzo, martedì 31 e mercoledì 1 aprile).E prosegue inoltre il sostegno amichevole e spontaneo a #ioleggoperché di “Un posto al sole”, la storica serie televisiva in onda su Rai 3, prodotta da Rai Fiction e ambientata a Napoli. Dopo aver portato l’iniziativa, a ottobre 2019, all’interno della sceneggiatura e degli ambienti di due puntate della scorsa edizione, in questi giorni di difficoltà cinque attori dello sceneggiato hanno deciso di partecipare a #leggiamounastoria: Michelangelo Tommaso, Miriam Candurro, Riccardo Polizzy Carbonelli, Amato D’Auria, Maria Maurigi dedicano al pubblico una breve lettura, tratta da un libro a loro caro, nello “speciale Un posto al sole” della staffetta, online domenica 29 marzo.
#ioleggoperché è un progetto di AIE, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), con il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e con il Centro per il libro e la lettura, Confindustria – Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo, con il supporto di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori. Il progetto ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo (MIBACT) e della Banca d’Italia.Si svolge con il sostegno di Mediafriends Onlus, Lega Serie A e Lega B e con il contributo di Pirelli.Mediapartner: Corriere della Sera, Gruppo Mondadori, la Repubblica, La7, TGcom24, Rai, SKY.
Mediasupporter: Giornale della Libreria, Il Fatto Quotidiano, Il Giornalino, ILlibraio.it, Radio Capital, Studenti, Sorrisi e Canzoni TV
Aderiscono, oltre alle librerie indipendenti di ALI e SIL: Ancora, LaFeltrinelli, Giuntialpunto, Libraccio, Librerie Claudiana, Librerie Coop, MondadoriStore, Paoline, San Paolo, TCI Touring Club Italiano, Ubik.

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Le biblioteche scolastiche e l’abitudine alla lettura

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Quattrocentodieci euro. È la spesa media annua per acquisto di libri in Italia per biblioteca scolastica. Corrisponde a qualcosa come 0,2 libri nuovi a studente (il patrimonio bibliotecario scolastico medio è invece di 5,8 libri a studente). Ancora: la spesa annua per il funzionamento complessivo della singola biblioteca a scuola è di 1152 euro. Pochi dati ma sufficienti a tracciare il quadro delle biblioteche scolastiche oggi nella fotografia – a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) – presentata a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’8 dicembre alla Nuvola. Un’indagine che si basa sulle risposte delle 7.762 scuole che hanno partecipato alla ricerca e che torna a far luce, dopo otto anni, su ruolo, funzionamento, bisogni delle biblioteche, oggi presidio davvero fondamentale se si considera che il 26% dei ragazzi (più di 1 su 4) fino ai 14 anni, secondo i dati dell’Osservatorio lettura e consumi culturali di AIE, frequenta almeno una volta al mese una biblioteca scolastica.Come sono quindi rispetto a otto anni fa? Oggi più di 8 scuole su 10 ne hanno una (è l’84,8%: un dato che al Sud scende all’81%) ma era quasi il 90% – l’89,4% – nel 2011). Una scuola su tre (30,1%) ne ha una biblioteca sia di classe che centrale, il 60,1% ha solo una biblioteca centrale. Laddove non c’è – dicono le scuole – è per mancanza di spazi nel 43,6% dei casi e per mancanza di risorse economiche per il 29,6%. Il profilo delle biblioteche scolastiche centrali: Occupano in media uno spazio di 57 metri quadri, 16 posti a sedere, in un caso su 3 (35,3%) con postazioni internet. Il profilo del referente è per più della metà dei casi (52,7) volontaristico: insegnanti fuori dall’orario, genitori, persino studenti. Solo nell’1,3% dei casi è un bibliotecario professionista ad occuparsene.Le dotazioni: in media sono 109 i libri nuovi entrati in un anno, per il 70% donati: i nuovi titoli entrati nella biblioteca sono in media 109, qualcosa come 0,2 in media a studente (!). Per il 70% sono donazioni: nel 47,1% dei casi sono ricevuti in omaggio da soggetti esterni (come #ioleggoperché) e nel 20,8% dalle famiglie. In altre parole, i tre quarti dei libri che entrano nelle biblioteche scolastiche oggi sono regali.La finalità della biblioteca scolastica: ciò che sorprende rispetto a questo quadro desolante è il ruolo decisivo della biblioteca nelle scuole, secondo gli stessi partecipanti all’indagine. Per l’82,9% le scuole dicono infatti che lo scopo della biblioteca è promuovere la lettura (8 anni fa era il 64,4% degli Istituti ad affermarlo), ma c’è anche un alto numero (il 65,7%, era il 41% nel 2011) che dichiara che favorisce il prestito a casa dei libri e il 59% (37,2%) il supporto all’attività didattica. Il supporto all’attività dei docenti emerge “solo” nel 20,3% delle risposte.I rapporti: con nessuno: per il 78,4% delle scuole la biblioteca non è inserita in alcun sistema. Solo il 14,2% prevede una relazione tra biblioteche scolastiche.È ioleggoperché, l’iniziativa di AIE per potenziare proprio le biblioteche nelle scuole, il caso più incisivo di cooperazione secondo le scuole stesse, indicata nel 46,5% dei casi. A seguire sono indicate le attività con le biblioteche pubbliche (25,3%) e con Libriamoci (24,1%), l’iniziativa del Centro per il Libro e la Lettura. Secondo le scuole inoltre il progetto #ioleggoperché ha contribuito nel 44,7% dei casi a potenziare biblioteche esistenti e a far nascere 131 nuove biblioteche: “Questa è una ricerca preziosa perché si diventa lettori a partire dalla scuola – ha sottolineato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi -. Le biblioteche scolastiche sono il pilastro centrale su cui costruire l’abitudine alla lettura. #ioleggoperché è la risposta di AIE a questa consapevolezza”.

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Le biblioteche scolastiche continuano a essere un’emergenza nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Roma. Sono alcuni dei dati che verranno presentati giovedì 5 dicembre alle 11.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. Ne discuteranno Lucia Azzolina (Sottosegretaria MIUR), Ricardo Franco Levi (presidente AIE) e Giovanni Peresson (AIE), moderati dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti. Nella seconda giornata della Fiera nazionale della piccola e media editoria si parlerà anche di politiche per il libro e attività dedicate alla lettura nelle scuole. Un primo incontro, Politiche per il libro, gli editori e la lettura in Francia e Germania, realizzato in collaborazione con Aldus, è in programma alle 10.30 in Sala Aldus: Andrea Carbone (Institut Français) e Christina Hasenau (Direttrice Centro Informazioni e Redazione Internet del Goethe-Institut), moderati da Stefano Salis (Il Sole 24 Ore), discuteranno dei progetti a sostegno della lettura e del settore nei due Paesi europei con le più forti industrie editoriali, Francia e Germania. Ciò che avviene in Europa e nelle scuole straniere in Italia emergerà anche dall’incontro L’educazione alla lettura nei programmi scolastici europei, in programma alle 12.30, sempre in Sala Aldus. Come si colloca la lettura nei programmi scolastici dei principali Paesi europei? Che spazio viene dato a queste attività, quali risorse sono destinate alle biblioteche scolastiche? Alcune scuole straniere di Roma e i loro insegnanti racconteranno la loro esperienza e quella del loro Paese. Ne parleranno Agnès Leone (Lycée Chateaubriand), Eva Lample Marcos (Liceo Cervantes) e Esther Lehmann (Scuola svizzera di Roma), moderate da Paolo Conti.
Biblioteche e lettura saranno temi trattati anche nei due incontri in collaborazione con ISTAT in programma sabato 7 dicembre. Il convegno I lettori in biblioteca, ore 15.30, sarà l’occasione per presentare l’indagine ISTAT 2019 sul pubblico delle biblioteche di pubblica lettura. Interverranno Rosa Maiello (Associazione Italiana Biblioteche), Giovanni Peresson (AIE) e Miria Savioli (ISTAT), moderati da Riccardo De Palo (Il Messaggero). Al centro dell’appuntamento delle 16.30, Come misurare la lettura?, con Emanuela Bologna (ISTAT) e Giovanni Peresson (AIE), sarà invece la discussione su cosa si considera lettura nell’era digitale, e come rilevarla. Entrambi gli appuntamenti si svolgeranno in Sala Aldus.
È quanto emerge dall’indagine, realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), per fotografare lo stato delle biblioteche scolastiche italiane e basata sulle risposte di 7.762 scuole. Un quadro che si ricompone dopo otto anni dall’ultima rilevazione e che evidenzia come, rispetto al 2011, la spesa media per studente per il loro funzionamento sia di 1,13 euro (1,56 euro otto anni fa) e il numero di scuole dotate di biblioteca si attesti oggi all’85% rispetto all’89% di allora. E questo malgrado il 45% delle scuole indichi che la biblioteca sia stata potenziata grazie a iniziative come #ioleggoperché.

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Istruzione: Segreterie scolastiche al collasso

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’appello di un Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi alla titolare dell’Istruzione Valeria Fedeli – replicato da altri Dsga – testimonia lo stato di sofferenza delle scuole per il sempre più crescente carico di lavoro cui sono sottoposte pur con un organico ridotto e non formato adeguatamente. Anief non può che condividere in pieno le istanze presentate, che confermano tutte le problematiche crescenti del personale Ata, la cui parabola discendente ha avuto inizio con l’approvazione della Legge 133/08 taglia scuole e organici. Il problema non si è fermato alla riduzione di unità di personale, ma si è aggravato perché sulle scuole si sono andati a condensare tutte le funzioni che per decenni hanno condotto gli ex Provveditorati agli Studi, le Direzioni Provinciali del Tesoro, gli Usr e altri uffici scolastici periferici man mano ridotti o dismessi. L’autonomia scolastica e la Buona Scuola – con il potenziamento scolastico, la chiamata diretta, il bonus annale ai docenti e tanto altro – hanno fatto il resto. Come se tutto questo non fosse mai accaduto, il Miur ha pensato bene di affidare alle segreterie scolastiche anche l’onere di aggiornare le graduatorie d’Istituto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): lo slittamento al 13 luglio della scadenza per l’invio dei dati sulle graduatorie d’istituto è sicuramente una buona notizia, ma i problemi rimangono perché il personale continua a lamentare la mancanza di adeguata formazione in merito. Vorremmo capire, inoltre, per quale motivo non si è scelto di aggiornare le graduatorie d’istituto come si fa con le GaE, affidandole alla supervisione della direzione generale e alla gestione delle amministrazioni periferiche. Perché si sono ingolfati gli uffici interni alle scuole con migliaia di fogli cartacei, mentre tutti gli altri aggiornamenti, ma anche i concorsi, le nomine delle commissioni di maturità e quant’altro, vengono invece gestite con efficacia in modo totalmente telematico? Vorremmo infine sapere per quale motivo lo svolgimento di questo improbo e delicato compito di verifica dei servizi e dei titoli, di tutti i singoli candidati, non comporti alcun compenso aggiuntivo da assegnare al personale ammnistrativo che se ne fa carico: trattandosi di un lavoro extra, sottratto all’amministrazione centrale, per noi è evidente che deve prevedere un compenso ulteriore. Ma non dal Fondo d’Istituto, peraltro dimezzato rispetto a quello del 2011, bensì da assegnare a ogni scuola attraverso dei finanziamenti ad hoc.Anief sta valutando, a questo proposito, tutte le modalità da dottare per sollecitare il Miur a incentivare gli assistenti amministrativi incaricati del rinnovo delle graduatorie d’istituto. Nel corso dell’estate, a tal proposito, verrà predisposta una piattaforma specifica per le rivendicazioni, economiche ma non solo, riguardanti il personale Ata. Il sindacato ricorda che promuove già specifici ricorsi contro il criterio della cosiddetta ‘temporizzazione” applicato ai responsabili amministrativi e agli assistenti amministrativi transitati nei ruoli di DSGA e per ottenere il riconoscimento integrale del servizio pregresso ai fini della ricostruzione di carriera.Per il personale Ata è possibile aderire anche ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio e l’estensione dei contratti al 31 agosto (cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi.

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Roma: concessioni delle palestre scolastiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

“La giunta Raggi in un anno di attività anche sulle concessioni delle palestre scolastiche si è contraddistinta per inerzia e inaffidabilità. Come in altri settori non è riuscita ancora ad adeguare i criteri per l’affidamento delle concessioni per l’utilizzo delle palestre scolastiche a scuole chiuse lasciando ai dirigenti municipali la facoltà di procedere con criteri spesso improvvisati senza tener conto dell’esperienza e del radicamento delle realtà sportive”. – Commenta così Marco Palumbo consigliere del PD Capitolino lo stop ai bandi municipali e le proroghe delle concessioni dei centri sportivi- “ Sono mesi – prosegue Palumbo- che lanciamo l’allarme, più volte inascoltato, sui bandi municipali pubblicati in ritardo e mal formulati per il rinnovo delle concessioni per l’utilizzo delle palestre scolastiche a scuole chiuse. Abbiamo anche paventato il serio rischio di uno stop dei servizi dei centri sportivi municipali a causa del mancato rinnovo delle concessioni. Sull’argomento ci sono state diverse riunioni della commissione trasparenza in cui oltre al danno per tanti bambini e anziani costretti a rivolgersi in alternativa a centri privati e più costosi, si prefigurava anche un danno erariale per l’amministrazione, perché il Comune avrebbe perso i canoni pagati dalle società, in base a una tariffa oraria, per l’uso degli spazi. E’ dagli anni settanta che il Comune gestisce il servizio dei centri sportivi municipali in regime di sussidiarietà, affidando alle associazioni le palestre e le strutture delle scuole elementari e medie, in orario extrascolastico. Gli affidamenti di durata triennale vengono concessi sulla base di una delibera del 2003 che ne individua i criteri, procedure e quote associative. Ci sono realtà di alta professionalità e fortemente radicate nei quartieri cui probabilmente si è già creato un danno di programmazione nell’attività a causa dell’improvvisazione cui ha dato prova ancora una volta la giunta capitolina. Con l’introduzione del nuovo codice degli appalti infatti è sopraggiunta la necessità di adeguare le norme per l’affidamento dei servizi e in attesa di recepire la nuova normativa si è proceduto con proroghe di concessione l’ultima delle quali scade il prossimo 30 giugno. In un anno però la giunta Raggi, dopo aver creato il caos nei municipi che hanno interpretato ognuno a proprio modo le regole del nuovo Codice degli appalti e creando quindi difformità di giudizio a seconda del territorio di appartenenza si è vista costretta, nell’imminenza della scadenza temporale, ad un nuovo rinnovo delle proroghe. E’ grave che dopo un anno di attività la giunta non riesca ancora ha dare un indirizzo univoco nel recepimento delle nuove disposizioni di legge”.

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Iscrizioni scolastiche: pago in rete

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa vera novità delle iscrizioni al prossimo anno scolastico è la possibilità, per i genitori, di poter pagare contributo volontario e assicurazione on line. Dopo la sperimentazione di alcuni mesi effettuata dalle scuole del Lazio, adesso tutti i genitori possono registrarsi sulla piattaforma http://www.istruzione.it/ pagoinrete e gestire direttamente on line pagamenti e ricevute. Quello che manca sono un’adeguata informazione per le famiglie e una riflessione su questo nuovo strumento.Il Ministero dell’Istruzione, nel chiedere alle scuole di diffondere l’informativa presso le famiglie (nota n. 1579 del 19.5.2016), evidenzia come per i genitori vi siano benefici, come ad esempio la possibilità di pagare con un unico versamento avvisi relativi a figli che frequentino scuole diverse, la possibilità di ricevere entro 24 ore una ricevuta valida ai fini delle detrazioni fiscali e la disponibilità di un ambiente in cui poter monitorare ed avere sotto controllo lo stato di tutti i pagamenti richiesti dalla scuola.”Come Associazione di genitori non possiamo che apprezzare l’iniziativa, che rende più facile e immediato il pagamento di contributi alla scuola –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente di A.Ge. Toscana- tuttavia vi sono alcuni aspetti pratici che meritano di essere considerati. Per questo abbiamo inviato a tutte le scuole toscane un approfondimento sul nuovo sistema PagoInRete”. Ecco alcuni degli aspetti evidenziati:
– Il sistema prevede che contributo volontario e assicurazione vengano richiesti separatamente, come è corretto, in quanto il primo è facoltativo e la seconda dovuta;
– Non si parla del contributo per spese di segreteria eventualmente deliberato dal Consiglio d’Istituto, che, sia pur minimo, è corretto poter detrarre. Si ritiene che le spese di segreteria debbano essere cumulate con la quota assicurativa e come tali detraibili in quanto “contributi obbligatori deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica” (Risoluzione n. 68/E dell’Agenzia delle Entrate del 4.8.2016): rientreranno pertanto fra le “Spese per istruzione diverse da quelle universitarie”, che prevedono un massimale di euro 564 per ogni alunno o studente. Se la spesa riguarda più di un alunno, occorre compilare più righi da E8 a E10 riportando in ognuno di essi il codice 12 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo;
– Il contributo volontario può essere detratto insieme alle spese obbligatorie ovvero sotto la voce “E8-10, cod. 31-Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado”, sempre con l’aliquota del 19%, qualora il Consiglio d’Istituto abbia deliberato il suo utilizzo ai fini dell’innovazione tecnologica, dell’edilizia scolastica e dell’ampliamento dell’offerta formativa;
– Per il quarto e il quinto anno delle scuole superiori è previsto di poter pagare anche le tasse scolastiche: la richiesta è fatta dalla scuola separatamente, ma in ogni caso il versamento potrà essere cumulativo; anche le tasse sono detraibili (E8-10 cod. 12);
– La segreteria ha necessità di conoscere nome, cognome e codice fiscale del genitore che effettuerà i versamenti e l’alunno o gli alunni a cui tali versamenti sono riferiti, quindi occorrerà richiedere un’apposita dichiarazione in sede di iscrizione;
– Questa stessa modalità verrà utilizzata nel corso dell’anno scolastico per i pagamenti relativi a viaggi d’istruzione, corsi, patentini ecc.; se ritenuto opportuno, il rappresentante di classe potrà effettuare il versamento per tutti gli alunni, come spesso già accade per le gite;
– Essendo la richiesta di pagamento definita a priori dalla delibera del Consiglio di Circolo/Istituto, mentre invece i genitori fino alla terza classe superiore sono liberi di versare un contributo volontario dell’entità da loro ritenuta opportuna, occorre tenere presente che importi diversi potranno essere comunque versati tramite le consuete modalità.
”Ci sembra importante ricordare quanto disposto dal Ministero nella circolare di indizione delle iscrizioni scolastiche 2017/18 –conclude Di Goro- ossia che i contributi scolastici delle famiglie sono assolutamente volontari e distinti dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l’eccezione dei casi di esonero. Le famiglie dovranno essere preventivamente informate sulla destinazione dei contributi in modo da poter conoscere le attività che saranno finanziate con gli stessi, in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa”.www.agetoscana.it

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Iscrizioni scolastiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Che i genitori vivano con trepidazione l’iscrizione dei figli a scuola è cosa risaputa, quello che suscita sorpresa è che sia un Direttore generale, quello dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia per l’esattezza, a preoccuparsi che le informazioni giungano ai genitori con chiarezza e tempestività. La nota, che risale al 21 dicembre scorso, assume tutta la sua importanza adesso che si avvicinano le iscrizioni.  La parola d’ordine è stabilire i criteri per tempo, e cioè adesso, e l’onere ricade tutto sugli organi di governo delle scuole, ossia i Consigli di circolo e d’istituto, di cui fanno parte anche i genitori. Secondo il Direttore Giuseppe Colosio numero degli iscritti e qualità del servizio erogato sono strettamente interdipendenti, per cui “ciascun dirigente scolastico e ciascun Consiglio di Istituto dovrebbero individuare quale sia il numero massimo di studenti annualmente accoglibili, non soltanto con riferimento agli spazi fisici delle aule, ma anche e soprattutto rispetto alle dotazioni strutturali (palestre, laboratori, biblioteche) e alla strumentazione didattica, anche di tipo multimediale”. Anzi un’attenta gestione delle iscrizioni, in stretto raccordo con l’ente locale competente, dovrà mirare all’eliminazione di sistemazioni improprie qual è il caso di molte succursali. Semaforo rosso anche per le aule di dimensioni ridotte, che non potranno essere portate come giustificazione dell’aumento delle classi.
L’A.Ge. di Bergamo ritiene importante anche che i genitori degli alunni possano liberamente esprimere la propria preferenza rispetto a tutti i modelli orari previsti e non solo su alcuni, potendo scegliere tra:
• 25, 40 o sino a 50 ore settimanali per la scuola dell’infanzia;
• 24, 27, sino a 30 ore o 40 ore settimanali per la scuola primaria;
• 30, 36 o sino a 40 ore settimanali per la scuola secondaria di I grado.
Sarà cura del dirigente scolastico informare le famiglie sul fatto che le richieste dovranno essere valutate in relazione ai vincoli numerici previsti per la formazione delle classi e ai limiti di organico assegnati e che non necessariamente potranno essere soddisfatte. Stessa trasparenza sull’ammissione al tempo pieno. È bene anche che sia stato chiarito che è responsabilità dei Consigli di circolo e di istituto deliberare in merito all’articolazione del tempo scuola su 5 o 6 giorni, con divieto di scegliere modalità che inducano le famiglie a non scegliere determinati modelli orari.
Infine è opportuno che sia stato ribadito che la scelta per l’insegnamento della religione cattolica va fatta al momento dell’iscrizione a ciascun ciclo di studi e non ogni anno, mentre il modulo relativo alla scelta tra le varie attività alternative si può compilare all’inizio dell’anno scolastico.

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Mense scolastiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Roma. “La circolare del Dipartimento dei Servizi Educativi e Scolastici del Comune di Roma sostituisce nelle mense scolastiche esclusivamente alcuni alimenti risultati poco graditi dai bambini o rispetto ai quali ci siano state difficoltà di reperimento. Tali  cambiamenti non intaccano in alcun modo la qualità dei piatti proposti né la presenza di prodotti biologici nel servizio di refezione scolastica.
Abbiamo sempre prestato grandissima attenzione alla correttezza nutrizionale degli alimenti serviti nelle mense: lo dimostrano iniziative come i Menu regionali che dà la possibilità ai bambini di assaggiare, una volta al mese, piatti della tradizione italiana firmati dal noto Chef Troiani”. Lo ha detto l’Assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventà, Laura Marsilio.

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Iscrizioni scolastiche

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Mentre le famiglie si mettono in fila per iscrivere i figli a scuola sono sempre più numerose le segnalazioni di un uso improprio del contributo volontario dei genitori, usati prima per la tassa sui rifiuti, poi per le visite fiscali e i materiali di pulizia. Adesso ci si mette pure la circolare ministeriale n. 9537 del 14.12.2009 che dà indicazione alle scuole di utilizzare i finanziamenti non vincolati (fra i quali i più includono il contributo volontario dei genitori) per pagare gli stipendi dei docenti, il fondo incentivante per il personale e la ditta di pulizie. “È un fatto che le scuole, di fronte a una spesa ingente imprevista, mettono mano ai fondi più accessibili, primo fra tutti il contributo volontario dei genitori – dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana- I genitori debbono tutelare per primi i loro figli, mettendo ben chiaro nella causale che il loro versamento è ‘finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa’, così quei soldi entreranno vincolati in bilancio e potranno essere utilizzati esclusivamente a favore dei bambini e della didattica”.In questo modo il genitore ottiene anche il vantaggio di poter detrarre quella cifra dalla dichiarazione dei redditi. La legge 40/2007 stabilisce infatti che hanno diritto alla detrazione del 19% per cento “le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari (…) finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa”. Ma se la scuola utilizza quei fondi per gli stipendi o per le spese di pulizia la detrazione non spetta più. “La nostra proposta come Associazione di genitori A.Ge. Toscana -prosegue Manzani Di Goro– è quella di versare sul conto delle scuole, vincolandoli, tutti i soldi che le famiglie spendono per le attività didattiche, abolendo così la cassa scolastica, che è un uso tollerato benché vietato dalle leggi di contabilità dello Stato”. “Abbiamo notizia di rappresentanti di classe che maneggiano parecchie centinaia di euro, assumendosene tutta le responsabilità. Chiediamo invece ai Consigli di Circolo e di Istituto di deliberare che i fondi dei genitori debbono essere vincolati per usi didattici e di vigilare affinché ciò avvenga, in modo che le famiglie possano investire con fiducia per migliorare la qualità dell’offerta formativa e lo spirito della legge 40/2007 sia rispettato”. Per ulteriori approfondimenti sul contributo volontario dei genitori e per conoscere le modalità di versamento per accedere alla detrazione del 19% si può consultare la rubrica “L’esperto risponde” sul sito http://www.agetoscana.it nelle pagine specificamente dedicate ad “Assicurazione, cassa scolastica, contributo dei genitori”. Segnaliamo inoltre le rubriche “Bilancio delle scuole 2010” e “Come coinvolgere i genitori”, che hanno riscosso l’unanime apprezzamento dei genitori.

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Mense scolastiche romane

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

“In esito alle vicende relative alle mense scolastiche, riportate questa mattina dagli organi di stampa, si rappresenta che nel corso del passato anno scolastico nessuna verifica effettuata dai NAS nelle mense scolastiche romane, ha rilevato infrazioni. Ciò è il risultato della notevole attenzione prestata alla qualità dei prodotti somministrati e ai rigorosi e puntuali controlli delle dietiste comunali e delle Imprese preposte al controllo di conformità del servizio di ristorazione scolastica erogato in tutte le scuole, anche attraverso analisi di laboratorio”. E’ quanto comunica in una nota tecnica l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma. “Ricordiamo che la città di Roma vanta un servizio mensa, nelle strutture scolastiche, di qualità elevata garantita anche attraverso un quotidiano e puntuale monitoraggio che assicura il rispetto da parte delle aziende della qualità del cibo somministrato. “Questa amministrazione intende promuovere maggiormente tale servizio tra le famiglie degli alunni romani, attraverso un’azione di informazione sull’importanza di offrire ai bambini un menù equilibrato sia dal punto di vista nutrizionale che dietetico, in linea con la nostra dieta Mediterranea, dando vita ad un vero e proprio Progetto di educazione alimentare che contrasti i disturbi del comportamento alimentare”. E’ quanto dichiara l’assessore Laura Marsilio.

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Scandalo mense scolastiche

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Il quadro igienico-sanitario emerso dai 174 controlli operati dai Nas tra gennaio e agosto sulle mense scolastiche italiane è allarmante: cibo scadente, norme igieniche non rispettate, locali e apparecchiature non a norma. Casi sporadici? Non proprio. L’operazione del Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri ha evidenziato come ben il 30% delle mense scolastiche nazionali sia irregolare. Praticamente una su tre. Un dato angosciante che ha portato alla chiusura di quindici strutture per motivi di salute pubblica, al sequestro di due mense e di oltre 3,6 tonnellate di alimenti ancora in corso di analisi e alla denuncia di ventotto persone presso le Procure della Repubblica. Il tutto a una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico che si annuncia già problematico dal punto di vista sanitario a causa della prevista pandemia della nuova influenza. “Scoprire che un terzo delle mense scolastiche italiane è fuori norma è inquietante – ha dichiarato Annalisa Martino, responsabile dell’Italia dei Diritti per la scuola e l’istruzione -, specialmente se si considera che i fruitori delle mense sono soggetti giovani che hanno pieno diritto a un’alimentazione sana e corretta. Come insegnante non posso che parlar bene della mia esperienza perché ho sempre lavorato in Comuni che, a partire dall’acquisto dei cibi fino al discorso logistico, hanno sempre mostrato una sensibilità verso tale argomento”. In merito alla vicenda è intervenuto anche Manlio Caporale, responsabile per la sanità del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Una struttura su tre è un dato sicuramente allarmante. C’è da domandarsi perché devono arrivare i Nas a fare accertamenti a posteriori anziché fare norme a monte prima di dare un appalto di gara. Se non vengono rispettate neanche le norme igieniche minime, quale può essere la qualità dei prodotti affidati ai nostri figli? E’ una cosa molto triste. Il vitto che si dà nelle mense è destinato a ragazzi in via evolutiva e non può prevalere il prezzo sulla qualità”.

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